Infestazioni...

Avevo già parlato di fantasmi: https://intervistemetal.blogspot.com/2017/07/castelli-evitati-due-storie-di-fantasmi.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2020/03/i-fantasmi-dei-boschi-e-delle-valli.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2020/02/riti-funebri-e-superstizioni-sui-morti.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2020/01/fantasmi-alcune-celebri-apparizioni.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/10/fantasmi.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/poltergeist.html
riprendo l'argomento, con un articolo preso da questa rivista stranissima, che ho trovato alle solite bancarelle dell'usato che bazzico xD
pensate che è roba del 1986!



Riporterò comunque tanti altri articoli :D
YES, li condivido con tutti quelli che vengono qui a leggere xD



Il fenomeno dell'infestazione è legato a un luogo abitato o no, non necessariamente chiuso (sono attestati fenomeni di infestazione anche in luoghi aperti) nel quale si ripetono fenomeni come: rumori (di cui non si riesce ad individuare l'origine), suoni come voci, risate, echi di passi, spostamenti di oggetti, odori improvvisi, ventate fredde, visualizzazioni di luci e apparizioni. Nei luoghi infestati i fatti misteriosi si manifestano anche se non vi è un uomo (o medium). Non è da confondersi col fenomeno del poltergeist, che presenta fenomeni simili, ma dipende dall'individuo (che lo provoca): infatti se si allontana l'individuo dal luogo, il fenomeno si ripresenta dove l'individuo si è spostato.
Fin da tempi antichissimi sono stati testimoniati fenomeni di infestazione. Nelle lettere di Plinio il Giovane, per esempio, si descrive un episodio vissuto dal filosofo Atenodoro nel I secolo a.c: lo stesso filosofo, soggiornando in una casa stregata, disse di aver visto il fantasma di un vecchio con i polsi stretti da catene. La mattina dopo il filosofo fece scavare nel luogo nel quale il fantasma era improvvistamente scomparso, dopo averlo invitato a seguirlo. Nel terreno fu trovato lo scheletro di un uomo con i polsi incatenati. Dopo che ai resti venne data onorata sepoltura, il fantasma non comparve più.
L'infestazione è sempre legata a vicende tragiche: si dice che nella pianura di Maratona, dove si scontrarono Greci e Persiani, di notte si riveda la scena spettrale del combattimento. Arthur Conan Doyle, che studiò a lungo questi fenomeni, testimonia di un caso suggestivo: nella cantina di una casa isolata in Cornovaglia si manifestava la scena di un omicidio: un vecchio ne uccideva un altro, seppellendolo. Quando venne scavato in quel punto, si ritrovò il coltello usato per commettere il delitto; la casa era abitata da due fratelli contrabbandieri.
Un altro fenomeno inquietante è quello delle Dame Bianche. Una Dama Bianca infestava il palazzo imperiale di Schönbrunn: fu veduta nel 1867, prima della fucilazione, nel Messico, di Massimiliano d'Asburgo e un'altra volta nel 1889 prima che il principe ereditario Rodolfo d'Asburgo si suicidasse.
Ci sono diversi ipotesi per spiegare questi fenomeni: una di queste ipotesi è "l'impregnazione psichica": si ipotizza che i viventi irradino un'energia che, saturando i luoghi o gli oggetti, possa, restando attiva anche dopo la morte, produrre questi fenomeni. Altrimenti, anche persone viventi possono proiettare telepaticamente e inconsciamente le immagini o producono a distanza fenomeni telecinetici o teleplastici. Però non è chiaro perché certi fenomeni si verifichino anche senza la presenza umana o perché l'anima di un defunto dovrebbe restare per molti anni legata al luogo del suo trapasso, e se morta di morte violenta, a ripetere incessantemente la sua vicenda.


Le ipotesi che potrebbero spiegarlo sono:


1) Si tratta di un corpo eterico di un defunto, che non si è reso conto della propria morte e continua a vagare sul luogo della sua morte, convinto di star sognando.
2) Si tratta del corpo eterico di un defunto che è rimasto vincolato ad un certo luogo da rimpianti, rimorsi, rancori; il contatto con i viventi potrebbe liberarlo da questo stato.
3) Si tratta di un corpo eterico di un defunto che vuole far conoscere ai viventi una certa verità: scagionare un innocente, chiarire i dettagli di un delitto ecc.
4) Non si tratta di un corpo eterico di un defunto ma della sua impronta psichica o guscio eterico, la proiezione del suo corpo quando era in vita o l'immagine da lui avuta negli ultimi momenti di esistenza.
Le ipotesi comunque non si escludono l'un con l'altra, ma si integrano tra loro.


APPROFONDIMENTO tratto da



Per il Folklore, per esempio quello del Trentino Alto Adige e l'area dolomitica in generale, il periodo di Natale ha un lato oscuro e spettrale: la credenza della "messa dei morti": si crede, cioè, che la notte di Natale i defunti si rechino in chiesa per la recita del mattutino ("maetin dei morc"), che precede di un'ora quella dei vivi. La messa è celebrata da un sacerdote fantasma. I due mattutini devono essere mantenuti rigorosamente distinti, perché i vivi non devono interferire in quello dei defunti.

Ci sono pervenuti dei racconti di incontri tra vivi e morti, come un aneddoto ambientato in Val di Fassa nella notte di Natale:

"I morti celebrano la messa di mezzanotte alle 23: escono dalle tombe e vanno a S. Giuliana per la funzione. Chi vuole vederli deve mettersi alle undici davanti alla porta della chiesa... a suo rischio e pericolo, si intende. 
Una donna di Mazzin, molto curiosa, voleva vedere con i suoi occhi se i morti  andassero realmente alla messa di mezzanotte a S. Giuliana e andò, di notte, alla chiesa. Vide un corteo di morti (riconobbe una sua parente, morta da poco) che si avvicinavano salendo dal sentiero. La sua parente le si avvicinò, esortandola ad allontanarsi altrimenti le sarebbe successo qualcosa di terribile; ma prima di andare, avrebbe dovuto lasciare qualcosa dei suoi vestiti.
La donna, terrorizzata, si tolse il grembiule e scappò.
Quando il giorno dopo tornò sul luogo, trovò il grembiule a
brandelli, con i pezzi sparpagliati tutto intorno. 
Se non fosse scappata via, le sarebbe successo quello che era capitato al grembiule!

A Venezia, "al canto del Gloria o del Sanctus, mentre le campagne si sgolavano a festa, echeggiavano gli spari dei mortaretti: un modo ben antico ricordato a Venezia nel 1438 dentro in chiesa o nelle vicinanze e perciò proibito".

Troviamo qui testimonianze del '500 sia di strepiti nelle chiese durante la messa della Mezzanotte di Natale (Sinodo di Venezia del 1564) sia secondo un Sinodo Veronese del 1542, di mascherate nelle stalle durante la Notte di Capodanno (le maschere possono rappresentare i trapassati).

La Caccia Selvaggia è un evento tremendo che ha a che fare con la presenza di anime inquiete e non placate e di entità infere, che 
si aggirerebbero nelle zone montane di notte, "Tra il 25 dicembre e il 5 gennaio, gli Spiriti vagano nella notte, seguiti da mute di lupi e di cani e di altri animali"

In altre zone del Veneto la Befana chiamata Rododesa, Redosola, Redosega, Marantega, Dumaza o Giampa, ha aspetto e comportamenti molto inquietanti e pericolosi.
La celebre figura della Befana rimanda Dee invernali, infere e terrifiche come Holda e Perchta.

Nota di Lunaria: perché come figura è ricalcata sulle antiche Dee terrifiche dell'inverno, della selva e della rigenerazione come Pethra Baba, Baba Yaga, Holda, Berchta, Perchta, Diana, Abundia, Strenia. Per approfondimenti, vedi: https://intervistemetal.blogspot.com/2018/12/le-origini-pagane-della-befana-1.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2018/12/le-origini-pagane-della-befana-2.html

ALTRO APPROFONDIMENTO

tratto da


Questa storia comincia un po' fuori Milano, a Trezzo sull'Adda per la precisione, fra quello che resta delle mura del castello. Il castello di Trezzo ha una storia strettamente legata a quella di Milano. Tra le sue mura transitarono Federico Barbarossa prima e Ezzelino Romano poi. In seguito il castello fu residenza dei Visconti e nelle sue segrete il malvagio Gian Galeazzo fece torturare decine di persone. In quelle stesse celle uccise anche lo zio Bernabò, signore di Milano, avvelenandolo, sembra, con una zuppa di legumi. E ancora, oggi del castello restano poche parti ancora in piedi, questo perché i suoi mattoni furono con cura smontati e riportati a Milano dove servirono a Napoleone per la costruzione dell'Arena che si trova al Parco Sempione. Come se non bastasse, proprio nel castello è ambientato uno dei romanzi più noti scritti a Milano: "Il Castello di Trezzo" di Giovanni Battista Bazzoni.
Il libro, scritto nella prima metà dell'Ottocento, è il classico romanzo storico composto sull'onda del successo ottenuto anche in Italia dall'"Ivanhoe" di Walter Scott.
"Il castello di Trezzo" racconta la vicenda di Bernabò Visconti e del nipote Gian Galeazzo, mischiata in salsa eroica con una principessa di nome Ginevra (ricorda qualcosa?), prodi cavalieri, maghi e traditori.
Il romanzo ebbe un successo strepitoso, tanto che in pochi mesi ne andarono esaurite più di dodici edizioni. Bazzoni, che allora aveva 24 anni, divenne famosissimo e poté dedicare il resto della vita alla scrittura senza arrivare mai a bissare la fortuna della sua prima opera.

In un posto tanto impregnato di storia e di leggende non possono non avvenire strani episodi. E nel castello di Trezzo le stranezze sono tanto all'ordine del giorno, da avergli fatto guadagnare la fama di uno dei luoghi più infestati della zona. 
Nell'estate del 1973 un piccolo gruppo di turisti tedeschi scelse come luogo di campeggio la sponda del fiume Adda che si trova all'altezza del castello. Era una notte limpida e il cielo era punteggiato di stelle. Una lieve brezza soffiava dal fiume, portando l'odore dell'acqua mescolato al suono delle cascatelle molto frequenti in quel tratto. I tedeschi si stavano preparando a coricarsi nelle loro tende quando la loro attenzione fu destata dal rumore di passi in una radura poco distante da dove si trovavano. Immaginando che si trattasse di altri turisti come loro, che magari si erano smarriti e avevano bisogno di aiuto, armati di torce elettriche, si avviarono nella direzione da cui provenivano i rumori. All'aperto della radura furono stupefatti nel vedere un gruppetto di uomini in armatura che si facevano luce intorno con delle fiaccole. Lievemente discosto dal gruppo dei soldati, si trovava invece un uomo abbigliato in un elegante abito bordato di cuoio. Sulle spalle portava un mantello. L'uomo fu il primo a vedere i turisti. Li studiò per un attimo, poi gli fece cenno di avvicinarsi. La prima cosa a cui pensarono i ragazzi fu che si trattasse di una qualche rappresentazione in costume, una sagra o qualcosa di simile. L'uomo parlava solo italiano e così i soldati, ma alla fine il concetto fu chiaro. Gli italiani stavano invitando i tedeschi a seguirli in direzione del castello di Trezzo.
Alla luce tremolante delle fiaccole, i turisti si incamminarono dietro agli uomini fino alle porte della fortezza, passarono un posto di guardia, dove uomini armati di alabarde facevano la posta al cancello, e furono introdotti nel grande cortile centrale. I muri erano ricoperti di torce fiammeggianti. Alla luce tremolante e arancione del fuoco, i turisti videro numeroso persone abbigliate con vesti rinascimentali. L'uomo con il mantello, a gesti, continuò a guidarli verso l'interno del maniero. Quello che i tedeschi non notarono fu che il castello non era diroccato, come il pomeriggio avevano visto, ma in condizioni perfette, e sembrava ancora abitato.
Salito un lungo scalone, l'uomo li guidò in una sala in cui si trovava un grande tavolo imbandito, illuminato da candelieri d'argento. La sala era gremita di persone che, con molta gentilezza, salutarono i nuovi arrivati. Anche loro erano tutti vestiti con abiti antichi. Servi e valletti riempirono i loro piatti fino a sazietà, e il vino che fu versato nei loro calici li rese allegri e un po' ubriachi. Dopo la cena, i brindisi, i festeggiamenti e le danze, gli stremati turisti furono condotti da un valletto in una stanza al cui centro troneggiava un enorme letto a baldacchino. Senza nemmeno spogliarsi, i ragazzi si buttarono sul letto e caddero in un sonno profondo e senza sogni.
Solo la mattina dopo, con la luce del sole negli occhi, si svegliarono. Erano sdraiati su un prato. Intorno a loro il castello era così come tutti lo potete vedere oggi: un cumulo di rovine.
I turisti, rifatti in fretta e furia i bagagli, tornarono in paese, dove un anziano confermò che spesso la notte al castello accadevano strane cose. Talmente strane che gli stessi abitanti di Trezzo faticavano a parlarne. E forse era meglio così. I turisti tornarono in Germania con una storia bella e assurda da raccontare ai loro amici: che avevano cenato con Bernabò Visconti.

Ma altri dicono di aver visto anche lo spirito di Barbarossa girare sconsolato a cavallo per i giardini del castello. E ancora, qualcuno ha visto una figura scura affacciarsi sulla torre più alta, attendere qualche secondo e poi gettarsi nel vuoto. Potrebbe trattarsi di uno stalliere che lavorava al castello nel Settecento. Secondo la leggenda, il poveretto si era perdutamente innamorato della figlia dell'allora proprietario del castello. Ovviamente l'aristocratico padre della ragazza osteggiava la relazione della figlia, di nobile schiatta, con un povero servo. Ma il padre, forse non del tutto a posto con la testa, per essere certo che i due giovani non consumassero la relazione, murò la figlia in una delle stanze del maniero: meglio una figlia morta che un nome disonorato. Disperato, lo stalliere andò a implorare il padre dell'amata che gli promise di liberare la figlia solo se lui avesse avuto il coraggio di gettarsi dalla torre più alta del castello e porre fine alla sua vita. Tanto era l'amore dello stalliere, che decise di sacrificarsi per la sua amata, perché almeno lei potesse tornare a vivere. Salì sulla torre più alta sotto gli occhi divertiti del padre della giovinetta. E dopo qualche secondo si lanciò nel vuoto. Il suo corpo atterrò al suolo con un tonfo, coperto dalle risate divertite del padre. Che invece non mantenne la promessa fatta e lasciò la figlia a morire di fame e di sete murata in una delle stanze.
Un'ultima leggenda riguarda le segrete del castello. Si dice che i Visconti qui usassero trascinare i loro prigionieri per sottoporli alle più atroci torture. In questi sotterranei, che si possono visitare anche oggi, su molte pareti e soffitti si formano a volte delle macchie rosse. Secondo alcuni si tratta del sangue delle centinaia di persone morte in quelle stanze, che sgorga ancora oggi dalla roccia per gridare vendetta.

***

Odore di violette. Questo dovrebbe mettere in allarme i vostri sensi e spingervi a fuggire a perdifiato fuori dal parco, il più lontano possibile da quella donna. Ebbene sì, chi decide di attraversare il Parco Sempione d'inverno non pensi di essere al sicuro. Magari è anche una di quelle notti in cui improvvisamente cala una nebbia da non vedere dove mettere i piedi. Proprio in queste condizioni si racconta che compaia ai più incauti la dama del parco.
è una donna interamente vestita di nero. Il volto coperto da un velo di organza scura. I suoi passi non fanno rumore sul brecciolino dei vialetti del parco, quasi, anzichè camminare, volasse sfiorando il terreno. Odore di violette e un freddo più intenso di quello che già l'inverno porta con sé. Questi i sintomi che annunciano qualcosa di strano. Anche se non potete vederla in viso, la donna emana bellezza e fascino. Dal suo corpo si sprigiona qualcosa di infinitamente attrattivo e allo stesso tempo immensamente triste. Dovreste allontanarvi, ma ormai lei è troppo vicina. Fissate i contorni del volto, che appena si intravedono da dietro il velo, e il vostro cuore è già suo. Come lo fu il cuore di decine, se non centinaia, di passanti prima di voi.  
La dama allunga una mano, gelida come la morte, afferra la vostra e vi conduce lungo i viali del parco. Provate a guardare la strada e a ricordarla. Sarà impossibile. Chi prima di voi è caduto vittima di questo sortilegio non è più riuscito a ritrovare la strada fatta con la donna. La strada che conduce alla sua villa.
Al suo interno, tra candele e pareti listate a lutto, vi lancerete con lei in un vortice di danze, senza mai guardarla in volto. Anche quando vi condurrà in camera e vi spoglierà, il suo volto continuerà a restare coperto. Solo quando sarà nuda vi permetterà di vedere che cosa c'è sotto l'organza del velo.
Chi ha vissuto questa esperienza, difficilmente è rimasto sano. Alcuni, visto il teschio morto che sostituisce il volto della donna, si sono dati alla fuga e non hanno più ritrovato la serenità. Ma peggio è andata a coloro i quali, nonostante il teschio, sono rimasti innamorati e affascinati dalla donna, tanto che hanno trascorso il resto della loro esistenza vagando per il parco alla ricerca della villa della loro amata.
I primi racconti relativi alla dama del parco risalgono alla fine dell'Ottocento. I milanesi presero molto sul serio la leggenda e soprattutto la pazzia di chi veniva irretito nel parco di notte, e organizzarono decine di spedizioni per trovare la misteriosa villa della donna. Ovviamente mai nessuna ebbe successo.
Ma Milano è una città traboccante di fantasmi.
Come ogni città ricca di storia, la maggior parte dei suoi fantasmi riguarda fatti di sangue accaduti in passato.
Al Castello Sforzesco, per esempio, di notte è possibile incrociare lo spettro di Ludovico il Moro che, con ancora nelle mani i gioielli del suo tesoro, cerca di sfuggire alla congiura che porterà alla sua caduta.
Bona di Savoia la potreste invece vedere a una finestra, che piange per la perdita dei suoi congiunti. Le sue urla si mescolano a quelle di Beatrice d'Este che sta morendo dissanguata dopo aver dato alla luce suo figlio. Sotto il portico dell'Elefante a molti è capitato di vedere invece Isabella d'Aragona che corre a prendere il veleno con cui cercherà di uccidere gli Sforza. Sempre al castello alcuni raccontano dello spettro di Isabella di Lampugnano che, divertita, fa scherzi ai turisti. Si tratta del fantasma di una strega torturata e uccisa con l'accusa di aver mangiato dei bambini.
Altri ancora sono i luoghi in cui nere figure si aggirano per la città: in corso Monforte le ombre a volte si piegano e si contorcono fino ad assumere sembianze femminili. Decine, centinaia di donne. è la processione delle mogli e delle figlie dei catari fatti sterminare da Ariberto di Intimiano, vescovo di Milano, che fece bruciare i loro corpi proprio in corso Monforte.
Nelle sale della Pinacoteca Ambrosiana, davanti alla teca che contiene la ciocca di capelli che Lucrezia Borgia aveva donato a Pietro Bembo, come pegno d'amore, lo spirito della donna armeggia per tirare fuori i capelli. Ogni notte Lucrezia li pettina e poi li rimette al loro posto. Questo è il motivo, inspiegabile per molti ricercatori, per cui a distanza di secoli quei capelli sono ancora morbidi e belli, come se fossero stati tagliati solo ieri.
A Brera le telecamere hanno invece ripreso una figura circonfusa di luce che ha fatto scattare tutti gli allarmi.
Riguardando il filmato una figura femminile emerge dal quadro "Ninfa dei boschi" di Bernardino Luini. La figura si volta, indica il quadro e poi scompare lungo i corridoi. Quando l'opera di Luini fu esaminata ai raggi X ci si accorse che era stato dipinto sopra un quadro più antico del XII secolo. La cosa assurda è il soggetto di questo quadro, un oggetto discoidale adagiato in un campo con intorno figure umanoidi con quattro braccia. La rappresentazione di un atterraggio alieno di quasi mille anni fa? Non lo sapremo mai visto che oggi il quadro è scomparso e gli stessi responsabili di Brera non sanno che fine abbia fatto.
Ma gli spettri di Milano non appartengono solo a personaggi famosi e noti.  
Decine di fantasmi di poveri disperati camminano per le vie della città addormentata. In piazza Maggi si aggira lo spirito di un anziano morto pazzo al manicomio della Senavra (che si trova poco distante, in corso XXII Marzo). Il fantasma segue i passanti. L'unico modo per liberarvi di lui è gettarvi qualche moneta dietro alle spalle. Inspiegabilmente, compiuto questo gesto, lo scalpicciare dei passi dietro di voi cessa improvvisamente.
In via Aldini parecchi testimoni hanno raccontato un episodio molto inquietante. Un uomo anziano, descritto come un pazzo, si getta all'improvviso in mezzo alla strada per farsi investire. Dopo la frenata e la comprensibile paura, di lui non resta nessuna traccia. A volte lo si vede ricomparire alcuni metri più in là, raccolto in preghiera, davanti a un'edicola dedicata alla madonna immacolata. Sembra si tratti dello spettro di un anziano morto al Palazzolo, l'ospizio per barboni, costruito lì vicino da Luigi Palazzolo all'inizio del Novecento. In via Macenate non è raro imbattersi invece nello spettro di un uomo in giubbotto di pelle, sciarpa bianca e occhialoni. è un aviatore che sta cercando gli stabilimenti della Caproni (storica ditta costruttrice di aerei) che sorgevano proprio in questa via.
E ancora, davanti alla chiesa di Santa Maria del Suffragio si vedrebbero oscure figure camminare in cerchio. Le urla di un uomo murato vivo proverebbero ogni notte dal campanile della chiesa di Santo Stefano. Un monaco comparirebbe dalle parti del Cimitero Monumentale, continuando ad inveire e urlare contro l'immoralità dei costumi odierni. Una donna nuda si mostrerebbe ai passanti in Porta Vittoria.
Non solo di uomini sono gli spettri di Milano. In via Cadore molte testimonianze parlano dello spirito di un grosso cane nero che avrebbe la malaugurata abitudine di alitare acetilene sui passanti.


UN ELENCO DI CELEBRI APPARIZIONI



Alcuni fantasmi si presentano sempre nello stesso luogo, alla stessa ora. Eccone un elenco.

Il 19 gennaio, nel monastero abbandonato di Coltilbuono, in provincia di Siena, si può vedere una processione di monaci fantasmi e sentirli cantare nella chiesa diroccata.
Il 13 febbraio, ogni cinquant'anni, al largo di Deal in Gran Bretagna si ripete la tragedia del veliero Lady Luvibond, affondato nel 1798 con tutto l'equipaggio.
La notte del 17 marzo gli abitanti di Holywell, nel Cambridgeshire, si riuniscono nel pub della Ferry Boat Inn per vedere lo spettro di Juliet Tewsley, impiccatasi per amore nove secoli fa.
La notte del 14 aprile lo spettro di Lady Blanche da Warren passeggia sugli spalti di Rochester Castle, nel Kent. Nel petto ha la freccia che la uccise il giorno di Pasqua 1264.
La notte del 1° maggio, a South Walsham Brook, nel Norfolk, si ripete uno spettrale funerale vichingo, con tanto di Drakkar in fiamme.
Sempre nel Norfolk, ogni 31 maggio una carrozza fantasma precipita nel fiume dal ponte di Potter Heighan.
Il 15 giugno a Hitchin Priory nello Hertfordshire, compare lo spettro di un cavaliere ucciso nel '600 dai puritani di Cromwell.
Il 10 luglio, nell'albergo di Whiddon Park Guest House, a Chagford nel Devon, appare il fantasma di Mary Whiddon, uccisa tre secoli fa da un innamorato geloso il giorno delle nozze.
Il 31 luglio appare il fantasma della monaca tra le rovine di Borley Rectory, nel Suffolk.
Allo scoccare della mezzanotte del 23 agosto, sul biliardo infestato del castello di Illasi (Verona), si svolge una rumorosa partita fantasma. 
Il 6 settembre, ogni cinquant'anni, il fantasma senza testa del condottiero di ventura Baldaccio d'Anghiari compare nel castello di Sorci (Arezzo).
Il 23 ottobre si ripete sulla collina di Edgehill, nel Warwickshire, la sanguinosa battaglia combattuta nel 1642 tra Puritani e Cavalieri.
Il 16 novembre, nel castello di Lari (Pisa) appare il fantasma di un suicida che si impiccò nel 1926.
La vigilia di Natale nel castello di Mantova appare il fantasma di Agnese Visconti, decapitata per adulterio nel 1390. Infine, la notte di San Silvestro, sopra le mura di Orte (Viterbo) compare uno spettro bianco localmente noto come il Vescovo.

* Carpi (MO): Nel castello di Carpi appare il fantasma di una dama bianca, uno dei più antichi spettri italiani, con testimonianze risalenti al 1531. Nel 1818 fu vista da un certo Saltini, custode del castello, che la descrisse come "una luce che si alzò da terra e, fatta una elevazione di circa 5 braccia, si perdette"
* Casalvelino (SA): lo spettro di una ragazza dai capelli neri appare in pieno giorno in mezzo alla campagna presso un casolare disabitato. L'ultimo avvistamento risale al 1988.
* Casteldidone (CR): in passato si scorgeva una forma luminosa sulla scalinata del castello e la campana di bronzo del Seicento suonava da sola, ma gli attuali proprietari non hanno avuto esperienze spettrali.
* Cerreto Guidi (FI): la villa medicea è infestata dal fantasma di Isabella de' Medici, che vi fu strangolata dal marito. A volte si ode il suo rantolo di morte nella camera nuziale. 
* Chieri (TO): nelle ex carceri di via San Giorgio si sentono rumori di passi, appare una nebulosa figura femminile e si sono verificati movimenti e lanci di oggetti.
* Cosona (SI): questo paesino nei pressi di Pienza è tradizionalmente infestato dal fantasma di un certo Mazzi, che un secolo fa vi possedeva una fattoria. Gli ultimi avvistamenti risalgono agli anni '50.
* Crévole (SI): tra i ruderi del castello si odono le urla e i rumori della battaglia in seguito alla quale fu distrutto nel 1556.
* Dongo (CO): una donna in armatura da guerriero attraversa al galoppo il paese nelle notti di tempesta.
* Endine (BG): sul lago di Endine appare un fantasma luminoso che galleggia sull'acqua e scompare.
* Fumone (FR): nella Rocca, antico carcere papale, si sentono i lamenti degli antichi prigionieri e i passi di un fantasma, forse quello di Emilia Caetani Longhi, che nel secolo scorso fece imbalsamare il cadavere del figlioletto morto a cinque anni.
* Genova: nella zona di via Madre di Dio compare una vecchietta vestita di nero (più volte avvistata nel 1989) che chiede la strada per Vicolo dei Librai, un "carrugio" scomparso in seguito ai bombardamenti del 1944.
* Gragnano (VR) (*): in una vecchia casa si sentono latrati spettrali, si avvertono "punti freddi" e si vedono figure dai contorni nebbiosi.

(*) Nota di Lunaria: la didascalia forse è sbagliata. Non esiste un Gragnano in provincia di Verona. Ne esiste uno in provincia di Napoli, uno vicino ad Arezzo e infine "Gregnano", un paesino di montagna in provincia di Arezzo. Ci sono foto molto suggestive! Vedi qui: http://escursionismo360.blogspot.it/2013/04/da-gregnano-monte-penna-e.html

* Manta (CN): in questo castello nei pressi di Saluzzo, un fantasma femminile si manifesta nella torre con un intensissimo, soffocante profumo di gelsomino.
* Milano: un corista asserisce di aver visto più volte il fantasma di una donna, da lui identificata con Maria Callas, passeggiare nei sotterranei della Scala. Secondo altri, lo spettro è quello di Maria Malibran, celebre soprano dell'Ottocento.
* Mondaino (FO): il fantasma della Rocca, in cui ha sede il municipio, si è manifestato durante le elezioni del 1987, terrorizzando i due carabinieri che di notte montavano la guardia ai seggi elettorali.
* Montepulciano (SI): A Palazzo Ricci appaiono i fantasmi di una cameriera, di una marchese e di un cagnolino pechinese. La casa di Giorgio Harold Stuart, studioso di fantasmi italiani, è infestata dallo spettro di Nicola Cerbara, un incisore del secolo scorso. Lo si vede seduto al tavolo a fabbricare monete, o si sentono soltanto i rumori dei suoi attrezzi.
* Moretta (CN): nel parco del castello, di pomeriggio, può apparire il fantasma di un gentiluomo del '500.
* Palermo: a Villa de Cordova si sente durante la notte un rumore di mobili spostati.
* Peschiera (VR): il castello è infestato dal magro spettro di Paolo Alboino, ucciso nel '300 in una segreta, i cui miseri resti furono trovati durante i lavori di restauro del 1830.
* Poppi (AR): sul piazzale del castello sono stati visti o uditi duellanti medioevali in armatura.
* Porano (TN): una delle più famose "dame bianche" compare nelle notti di luna alle finestre del castello.
* Rivarolo Canavese (TO): per le sale del castello vaga lo spettro di una donna dall'abito insanguinato.
* Roma: pare che al numero 26 di Piazza di Spagna, dove ha sede il piccolo museo dedicato ai poeti Keats e Shelley, si senta la presenza di Keats che qui abitò prima della morte.
* Rotta (TO): il castello più infestato d'Italia ospita un numero imprecisato di spettri: un cavaliere con tanto di cavallo e spadone, il fantasma di una donna anziana, di una giovane, i gemiti spettrali di un bambino, una processione di monaci che cantano litanie, figure nebbiose, luci misteriose alle finestre dell'ala disabitata. 
* Siena: nell'Orto Botanico ha sede uno dei più attivi fantasmi italiani. è apparso come un uomo avvolto in un mantello nero e dal cappello a larghe tese. Altre volte si presenta in forma nebbiosa. Negli anni '50 si è reso responsabile di lanci di pietre e accensioni di fuochi.
* Soragna (PR): il castello è infestato da uno spettro grigio chiamato poeticamente "Donna Cenerina".
* Spilamberto (MO): nel castello vaga un fantasma identificato come "Filippo detto il Diavolino", un prigioniero del '500 la cui cella fu scoperta nel 1965: le pareti sono coperte delle poesie satiriche e dai disegni tracciati da Filippo per sopportare la prigionia.
* Torrechiara (PR): vi appare il fantasma della Duchessa, che stando alla leggenda fu murata viva nella torre.
* Trieste: in una casa di Piazza di Santa Lucia fu visto in passato lo spettro di una donna vestita di nero con un gran colletto bianco alla moda del '500.
* Valsinni (MT): il castello è infestato da un fantasma femminile incappucciato.
* Villa Foscari: il più seducente fantasma italiano appare in questa villa veneta sul Canale del Brenta: una donna bellissima e pallida, con i capelli rossi e ampia scollatura. Villa e fantasma sono noti come "La Malcontenta"













GENOVA



LA SCALA











 
POPPI







SARTEANO














Nota di Lunaria: aggiungo anche questo approfondimento tratto da



Anche la morte è protagonista delle leggende popolari italiane. Da sempre l'uomo intesse un rapporto ambivalente con la morte: da un lato la teme e la esorcizza, dall'altro se ne serve per comunicare con i defunti. Il cimitero napoletano delle Fontanelle coniuga questi due aspetti: questa zona esterna alla città fu scelta per la ricchezza delle sue cave, come luogo di sepoltura per le migliaia di persone morte durante la terribile epidemia di peste del 1656. Il popolo fece di questo cimitero la meta di uno strano pellegrinaggio: la gente vi si recava per pregare le "capuzzelle", i teschi dei defunti, in cambio di preziose informazioni sul futuro.




Durante i restauri del Monastero di Santa Maria Assunta di Cairate, furono ritrovate alcune ossa umane, attribuite alla defunta regina Manigunda. Questa scoperta permise di dare un nome allo spirito che infestava il luogo e che, secondo gli abitanti del posto, ancora aleggia fra i resti della costruzione. Un altro fantasma di stirpe regale appare a volte nei pressi della torre di Enna: quella dell'imperatore Federico II, vissuto nel XIII secolo, mentre galoppa velocemente in sella al suo destriero. Le apparizioni spettrali, spesso connesse a vicende medioevali, coinvolgono anche personaggi più umili, come lo stalliere del Castello di Trezzo d'Adda innamoratosi della figlia del castellano. La leggenda vuole che sia possibile assistere al tuffo del suo fantasma dall'alto della torre: perenne rievocazione del gesto d'amore compiuto per salvare la ragazza, murata viva dal padre...

Altri approfondimenti:


Fantasmi in Islanda: https://intervistemetal.blogspot.com/2017/07/islanda-paganesimo-troll-e-black-metal.html
Dame Bianche in Estonia: https://intervistemetal.blogspot.com/2017/07/metal-e-letteratura-baltica-2-lestonia.html
La Banshee: https://intervistemetal.blogspot.com/2017/12/le-fate-malvage-nel-folklore.html

Sottofondo adeguato...