Metal, Emo, Punk, Goth su "Cioè"!

Ed incredibilmente su questi due numeri di "Cioè" che ho trovato alle bancarelle del vintage, si è parlato di Metal, Punk, Emo e Goth! 😶...😆

Ok, tutto molto striminzito, pensato per un target di lettrici di 12 anni e con qualche inevitabile castroneria, 😒 ma è sicuramente apprezzabile il loro tentativo di aver voluto parlare delle "nostre culture musicali" non solo per il look ma anche degnandosi di fare qualche nome di band... e a parte quelle più "mainstream" (Lacuna Coil ed Evanescence) hanno menzionato anche i Dream Theater (!) e sono persino riusciti a non scrivere fesserie sul Black Metal (!!!) 

Non ci credete? Leggete qui 😁

(vedi anche il "precedente" di Dolly: https://intervistemetal.blogspot.com/2026/04/heavy-metal-articolo-vintage.html)

N.B: questi due numeri sono del 2009, in piena Twilight Mania (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/10/recensione-alla-saga-cinematografica-di.html) e i Backstreet Boys (i feticci immancabili che apparivano continuamente sui numeri di "Cioè" degli anni '90, ovvero quando io ero ragazzina https://intervistemetal.blogspot.com/2018/09/il-cioe-di-una-volta-e-quello-di-adesso.html) non erano già più menzionati... 😕


















"Giacinta" di Luigi Capuana: le frasi più belle

"Verso le tre pomeridiane l'Andrea si avviava soletto lungo la stradale che costeggia l'esterno delle mura dalla parte di ponente. La giornata era dolce. La campagna sorrideva, beata dei primi tepori dell'aprile, sotto un cielo filettato qua e là di nuvolette bianche e diafane dagli orli color di rosa. Dietro i muricciuoli e dietro le siepi dei campi, gli alberi affacciavano le loro teste inghirlandate dalle frondi novelle; e l'onda d'oro versata dal sole sui mille toni del verde, diventava, a un alitare di vento, un brulichio, un sorriso dalle foglie prese da fremiti d'amore. La pianura arrampicavasi festosa verso le colline coi suoi frastagli di prati grassi, di vigneti in risveglio, di siepi fiorite, di strade serpeggianti, di gruppi di alberi in pieno rigoglio, macchiettata dal bianchiccio dei casolari e delle ville. In fondo, dietro i dossi ineguali delle colline, fra una leggiera nube di vapori violetti, le montagne ritagliavano sull'azzurro dell'orizzonte le nevi delle loro cime colorate lievemente d'incarnatino. (...) Era la quinta volta ch'egli veniva in quel posto per un convegno colla Giacinta. Il posto, molto solitario, gl'ispirava fiducia. Vi si sentiva libero da ogni timore, come a mille miglia dalla città, che pur levava in alto le cime dei suoi campanili e delle sue cupole dietro i merli delle mura."

"Viveva alla giornata, stordita da una pena crudele, che ella sentiva più del doppio perché doveva tenerla nascosta. Ogni giorno che passava le pareva un tanto di guadagnato...Ormai non restava che rovinare, rovinare in fondo al precipizio, da cui il destino l'aveva lanciata, ogni scossa, ogni contusione, ogni ferita che sentiva farsi nelle carni affrettava un fine inevitabile, quanto più presto, tanto meglio!"

"Brutto Destino quello di noi donne! Vi dobbiamo essere grate non già del male che dovreste volerci ma del male immeritato che vi astenete di farci!"