Intervista agli Astral Goat Dominion (Psych-Ritual-Stoner Doom)

1) Benvenuti sul mio blog e grazie per aver accettato l'intervista! Intanto ringrazio Jean degli Immaculate Touch che mi ha messo in contatto con voi! Presentatevi pure ai nostri lettori.

Innanzitutto grazie a te per lo spazio che ci stai dedicando e grazie anche a Jean degli Immaculate Touch per averci messi in contatto. Noi siamo gli Astral Goat Dominion, un duo italiano residente in Germania, nato nel 2024. Siamo Oniric e Khaosfuzz e definiamo quello che facciamo Psych-Ritual Stoner Doom. Alla base c'è sicuramente il Doom, quello lento, pesante, ossessivo, il fuzz portato quasi alla saturazione e quel tipo di oscurità che per noi parte inevitabilmente da Black Sabbath e passa attraverso Electric Wizard. Ma non abbiamo mai voluto costruire una band chiusa dentro un genere. Astral Goat Dominion nasce proprio dal bisogno di essere liberi. Dentro possono entrare il Post-Punk, i synth, il Drone, certe atmosfere più psichedeliche e le suggestioni delle vecchie colonne sonore, soprattutto quelle del cinema italiano degli anni Settanta. Siamo soltanto in due e abbiamo scelto di esserlo: basso, chitarra, voci, synth e drum machine. Anche la drum machine non è un ripiego o il sostituto di un batterista, è parte del nostro suono e della nostra identità, anche dal vivo. Vogliamo che la musica abbia qualcosa di primitivo, ipnotico e rituale, quasi la sensazione di una cerimonia che si ripete. Per questo anche la parte visiva ha la sua importanza. In fondo Astral Goat Dominion nasce dall'incontro tra cose antiche e cose moderne: il peso del Doom, il fuzz, la ripetizione, l'occulto, l'elettronica e tutto quello che può aiutarci a creare la nostra atmosfera. Non ci interessa essere la copia di qualcosa che è già esistito. Vogliamo prendere quello che abbiamo dentro e trasformarlo, lentamente, in un linguaggio che sia nostro.

2) Prima di vedere a fondo il vostro interessante concept, potete riepilogare un po' i dettagli "più da bio": quando vi siete formati, esperienze precedenti e quant'altro sia utile per far capire i vostri primi passi.

Gli Astral Goat Dominion nascono nel maggio del 2024, anche se in realtà quello che c'è dietro al progetto viene da molto più lontano. Entrambi abbiamo avuto altre esperienze musicali, ma preferiamo considerare Astral Goat Dominion come l'inizio di qualcosa di nuovo. La band nasce soprattutto dopo anni di esperienze personali legate all'esoterismo, alla filosofia e all'occulto, che a un certo punto hanno trovato nella musica il modo più naturale per essere espresse. Sentivamo il bisogno di creare qualcosa che non fosse semplicemente una band Doom, ma un progetto che rappresentasse realmente quello che siamo e quello che abbiamo vissuto. Da lì tutto è partito abbastanza velocemente e il 31 ottobre 2025 è uscito il nostro primo album, "Only Lucifer and Fuzz". Quel disco è stato il primo passo concreto, ma per noi Astral Goat Dominion è un percorso ancora in piena evoluzione. Non sappiamo esattamente dove ci porterà, ed è proprio questo uno degli aspetti che ci interessa di più.

3) Veniamo ora alla vostra musica. Vi definite "Ritual Psych Stoner Doom", con un immaginario (lo si vede dai video che avete caricato su Youtube) molto influenzato dall'occultismo, che "calate" con colori acidi, dal forte impatto visivo e "ipnotico". Per descrivere un po' il vostro sound, credo sia calzante citare gli Electric Wizard e i Black Sabbath (da voi omaggiati con una cover) anche se lo diciamo perché è giusto rivendicare con orgoglio le origini italiane del Dark Sound e Doom, anche l'Italia ha sempre avuto un posto in primo piano per questo sound oscuro, basti pensare che già negli anni '70 band come i Biglietto per l'Inferno e Balletto di Bronzo davano avvio a quel sound "proto Dark Prog\Sound" che poi ebbe il suo apice con Jacula, Mario "The Black" di Donato, Paul Chain e via via fino ad arrivare a band anni '90 e anche attuali come Abysmal Grief, Impero delle Ombre, Segno del Comando, Ufomammut solo per citarne alcune… Direi, quindi, che vi inserite pienamente in questo solco "italiano". Vi fa piacere o preferite avere un "respiro" più internazionale? (fermo restando che queste band che ho citato sono ammiratissime all'estero!)  

Sicuramente ci fa molto piacere essere accostati a questa tradizione. Conosciamo e rispettiamo la scena occult e doom italiana e siamo grandi fan di realtà come Paul Chain, Jacula, Segno del Comando, Ufomammut e tante altre. Quindi quella storia in qualche modo fa parte anche del nostro bagaglio e ne siamo orgogliosi. Allo stesso tempo, però, non abbiamo mai pensato agli Astral Goat Dominion come a una band legata esclusivamente alla tradizione italiana. Siamo italiani ma viviamo all'estero, siamo continuamente a contatto con realtà diverse e le nostre influenze arrivano veramente da tante direzioni. Per questo preferiamo avere un respiro internazionale e sentirci liberi di prendere elementi diversi e portarli dentro il nostro mondo. Rendiamo sicuramente omaggio alla tradizione italiana, ma allo stesso tempo cerchiamo anche di distaccarcene e di trovare una nostra strada. Alla fine è proprio questo che ci interessa: avere delle radici, rispettarle, ma non sentirci prigionieri di quelle radici.

4) Veniamo ora alla parte più "iconografica" dei vostri video: fin da "The Acid Ritual", e dalle immagini che avete scelto per i vostri "shorts", è chiarissima l'estetica occulta, con teschi, candele nere, sigillo di Lucifero, sacerdoti incappucciati, la figura del Baphomet e del capro che campeggiano ovunque…

Vedete la vostra musica come una sorta di "chiave d'accesso psichico", per l'ascoltatore, verso queste dimensioni esoteriche? 

La nostra musica nasce direttamente dal percorso esoterico e occulto che personalmente seguo praticamente da tutta la vita, quindi per me è impossibile separare le due cose. Non abbiamo scelto determinati simboli o determinate immagini semplicemente perché funzionano bene con il Doom o perché fanno scena. Fanno parte realmente di quello che viviamo e di quello in cui crediamo. Crediamo profondamente nel mondo spirituale, nell'invisibile e nel fatto che possa entrare in contatto con la nostra vita e influenzarla continuamente. Poi quello che succede dall'altra parte non sta a noi deciderlo. Ognuno può ascoltare Astral Goat Dominion come vuole: può fermarsi alla musica, può interpretare quello che vede e quello che sente a modo suo oppure può prendere degli spunti e approfondire per conto proprio. Non siamo qui per evangelizzare nessuno e non vogliamo convincere nessuno di niente. Stiamo semplicemente riportando attraverso la musica un'esperienza che per noi è vera e che fa parte della nostra vita. Se poi per qualcuno questa musica diventa davvero una sorta di chiave d'accesso verso qualcosa di più profondo, ben venga.

5) Parlando di voi con Claudio, il creatore della fanzine cartacea Baphomet's Throne, abbiamo fatto un parallelo tra la vostra musica (ed iconografia) con quel tipo di cinema horror che andava negli anni settanta e primi '80 (quelle atmosfere occulte "sataniche" un po' lisergiche) per citare solo qualche titolo, "Blood on Satan's Claw", "The Devil Rides Out" o anche, se volessimo un esempio italiano, "Suspiria" (l'uso di colori acidi e psichedelici è una vostra caratteristica, che mi ha rimandato proprio ai giochi di luce e colori di "Suspiria"; basta vedere il video di "Malignant Sign ov Evil", con quegli effetti "optical" mesmerizzanti...) Traete ispirazione anche dai film e\o da altro che forma l'ossatura del genere Doom o Stoner? Penso allo sciamanesimo e all'uso di sostanze psicotrope o ad una certa "mistica del deserto" (Kyuss)… Nel vostro caso, i riferimenti estetici più "Gothic Doom" (per intenderci: cimiteri, rovine, immaginario più etereo e poetico alla primi Tristania\My Dying Bride) mi sembrano del tutto assenti, però... 

Sicuramente il cinema e le colonne sonore degli anni '60, '70 e '80 hanno avuto una grande influenza su di noi, soprattutto a livello di atmosfera e di immaginario. È un mondo che amiamo profondamente: quei colori, quelle luci e quella maniera visionaria, quasi irreale, di rappresentare l'occulto e il soprannaturale ci appartengono molto, quindi il riferimento a Suspiria ci fa assolutamente piacere. Cerchiamo però di prendere quelle suggestioni e trasformarle in qualcosa di nostro, senza limitarci a riprodurre un'estetica del passato. Per quanto riguarda cimiteri, rovine e luoghi abbandonati, in realtà fanno assolutamente parte del nostro mondo e credo che questa parte emergerà sempre di più negli Astral Goat Dominion. Sono luoghi che hanno qualcosa di particolare, dove a volte sembra che il confine tra quello che vediamo e quello che non vediamo diventi più sottile. Anche la morte e il rapporto con l'invisibile fanno inevitabilmente parte del nostro immaginario. Per quanto riguarda invece le sostanze psicotrope e gli stati alterati, per noi vale un principio molto semplice: ognuno deve essere libero di vivere e cercare le proprie esperienze come vuole, purché questo non significhi ledere o danneggiare gli altri. Per il resto preferiamo lasciare aperte tutte le porte. Esistono molti modi per modificare la propria percezione: un rituale, un sogno, la meditazione, il suono, la ripetizione ossessiva di un riff, un drone... e anche altro. A noi interessa soprattutto quello che può esserci dall'altra parte. Quando componiamo cerchiamo proprio quel momento in cui la percezione cambia, il tempo sembra rallentare e la musica smette quasi di essere soltanto musica. È quella sensazione che vogliamo portare dentro Astral Goat Dominion.

6) Ho apprezzato molto la vostra "rielaborazione" in chiave più "optical\psychedelic" di "Nosferatu" del 1922!, per il video di "Bloody River" Come mai questa scelta? Siete attratti\ispirati anche dal vampirismo?

Sicuramente il vampirismo ci affascina, soprattutto per quello che rappresenta a livello simbolico ed esoterico. È un tema che rientra perfettamente in tutto quel mondo che studiamo e che ci interessa da sempre. Poi c'è il nostro amore per il cinema, che non si ferma assolutamente agli anni '60, '70 e '80: andiamo molto più indietro e siamo affascinati anche dal cinema muto, dall'espressionismo e da tutto quell'immaginario oscuro e gotico. Nosferatu è un film che adoriamo. Troviamo incredibile pensare che già nel 1922, quando il cinema era ancora agli inizi, questo nuovo mezzo venisse utilizzato per raccontare il vampirismo, la morte, il soprannaturale, l'occulto e in generale quella parte più oscura e misteriosa dell'esistenza umana. Sono temi che, in forme diverse, accompagnano l'uomo praticamente da sempre. La rielaborazione psichedelica e allucinata di quelle immagini nasce proprio dall'incontro tra quell'immaginario antico e l'universo degli Astral Goat Dominion.

7) Volete parlarci anche dell'"art video", "Only Lucifer and Fuzz", track omonima del vostro debutto? Vi sentite ispirati anche da artisti come De Chirico o Dalì? 

Quel video è nato dalla collaborazione con Steve Yobags, un artista torinese le cui opere ci avevano colpito tantissimo. Quando abbiamo visto i suoi lavori abbiamo pensato che quel tipo di immaginario potesse sposarsi perfettamente con Only Lucifer and Fuzz e abbiamo deciso di collaborare con lui per realizzare il video. Le opere che si vedono sono quindi sue e quello che vedete nasce proprio dall'incontro tra il suo mondo e quello degli Astral Goat Dominion. Il riferimento a De Chirico o Dalí è sicuramente interessante, ma preferiamo lasciare a Steve il discorso sulle sue influenze artistiche. Noi possiamo semplicemente dire che le sue opere ci hanno colpito immediatamente e che le abbiamo sentite molto vicine all'atmosfera del brano.

8) E dal punto di vista live? Avete prossime date già in programma, per presentare il vostro debut album? 

Non sappiamo esattamente quando verrà pubblicata questa intervista, ma la nostra data zero, quindi il primo concerto in assoluto degli Astral Goat Dominion, sarà il 3 ottobre all'El Barrio di Torino. E per noi è molto significativo che il primo live debba avvenire proprio a Torino, una città con un legame fortissimo con l'esoterismo e spesso definita la città di Lucifero. Personalmente non credo molto nelle coincidenze. Quando per anni segui un determinato percorso, lavori con certi simboli e cerchi un contatto con qualcosa che va oltre quello che possiamo vedere, a volte nella vita quotidiana accadono cose che sembrano avere un significato preciso. Il fatto che il primo concerto degli Astral Goat Dominion sia arrivato proprio a Torino è una di quelle cose che ci ha fatto sorridere e pensare: doveva andare così. Condivideremo il palco con Owls Over Oaks, progetto sperimentale tra Drone e Doom, con El Capro, band Occult Doom, e con Solo, progetto Stoner. Sarà soprattutto la prima occasione in cui quello che abbiamo costruito fino ad oggi prenderà vita davanti a un pubblico. Per noi sarà l'inizio di una nuova fase e naturalmente speriamo che da questa prima data ne nascano molte altre. Vedremo dove ci porterà il percorso.

9) Bene, concludete a vostro piacimento l'intervista con tutto ciò che può essere utile!

Siamo già al lavoro sul prossimo album e c'è anche una novità per noi molto importante: abbiamo firmato un contratto con Octopus Rising / Argonauta Records, che pubblicherà il nostro prossimo lavoro. Siamo davvero molto contenti di questo passo e stiamo già lavorando sulle nuove tracce. Allo stesso tempo vogliamo assolutamente portare Astral Goat Dominion il più possibile dal vivo. La data zero di Torino sarà soltanto l'inizio: vogliamo suonare in Germania, in Italia e ovunque ci sia la possibilità di farlo. Quindi siamo apertissimi a nuove date, festival e collaborazioni e promoter, venue, booking agency, organizzatori o altre band che vogliono coinvolgerci possono tranquillamente contattarci. E naturalmente chi vuole semplicemente supportare Astral Goat Dominion può farlo attraverso il nostro Bandcamp, dove sono disponibili le copie fisiche di Only Lucifer and Fuzz, sia nell'edizione europea sia nell'edizione realizzata negli Stati Uniti da Screaming Alice Records, oltre al nostro merchandise e a pochissime cassette in edizione limitata. Potete trovarci su Bandcamp, Instagram e sui nostri social oppure scriverci direttamente a astralgoatdominion@gmail.com. Grazie ancora per questa intervista e per lo spazio che ci hai dedicato, e grazie davvero a tutti quelli che stanno seguendo e supportando Astral Goat Dominion. Siamo soltanto all'inizio.


"Il Romanzo della Mia Terra": gli stralci più belli

"E d'attorno è un silenzio... quel silenzio che grava sempre sulle terre assetate e lo si ascolta sgomenti, e a volte n'ha ribrezzo fin la cicala, che abbozza a due note del suo canto secco, e si cheta, quasi asciugata dalla vampa. Sulle colline pisane passano intere estati senza goccia d'acqua. Dicono i contadini che su quella terra è infilato il manico dell'ombrello. S'addensa il nembo sui monti, striscia sulla val d'Arno e sembra promettere il dono del cielo al granturco che muore, ai prati sitibondi, ai pampani ingialliti, agli olivi che lasciano cadere le bacche verdi, piccoline e dure; ma poi ben si vede che è bugia. (...) I torrenti e i fiumi si snervano, si assottigliano, fino a divenire una ramificazione di esili vene, come quelle che appaiono sui polsi e sulle tempie delle ragazzine anemiche. (...) Per lunghi tratti l'acqua sparisce, poi riaffiora più a valle, di sotto terra, per fili capillari che s'aprono la via tra sasso e sasso, filtrano tra i panconi [strati sotterranei di terreno impermeabile] d'argilla, si riuniscono e formano una pozza."

"E ogni giorno di più la vita del fiume si restringe alle pescaie, alle cascate, alle gore dei mulini, dove canta ancora un po d'acqua viva, e i ragazzi vengono a cercarvi la loro gioia; (...) Quando il fiume è scomparso, il grande ghiareto sembra un lembo di mondo lunare; e dalla luna ha il colore livido; ha strane apparenze di ghiacciaio, nell'azzurro pallido di certo macigno a strati; il verde si è ritirato insieme all'acqua (...) il brillare ansioso e assetato degli ontani chiama la pioggia; e quella frescura aerea, protesa contro il cielo crudo, risveglia desideri spasimosi di una sorgente chiara."

"Fino a tutto luglio si sperava; ad ogni intorbidar d'orizzonte, il cuore si apriva; poi la terra metteva quella sua inesorabile crosta color deserto: le piagge crepavano, i prati si facevano gialli e l'uva cresceva stenta e indurita, nei grappoli radi, incipriati di polvere. I fagioli seminati, al piè del granoturco, morivano per ultimi, protetti dalla foglia larga del formentone; di notte bevevano rugiada e questo bastava al fiore e al baccello; ma poi, col seccar degli steli, l'ombra scemava e anche i viticci lunghi lasciavano la presa."

"Poi i boschi ritornavano degli uccelli. Erano venuti quelli d'Africa, a covare, dalle voci strane, melodiose o monotone: il cuculo, che scandisce il tempo, monotono, metodico, meccanico; e il chiù, piagnisteo alato che, notte e giorno, sospira e fa all'amore di lontano, da chilometri di distanza.  Nelle notti di luna è un eterno richiamo: "vieni tu...", "No, tu...", "Tu"... finché le stelle impallidiscono nel brivido freddo dell'alba. E le averle crudeli (1) e i succiacapre misteriosi e spaventosi, col loro volo di bambagia, e le upupe coronate, sacerdotali; e gli usignoli dall'abito di frate e dalla voce d'angelo. A giugno ne cantavano ancora, nelle forre profonde, nelle serate di luna. Dopo cena, dal giardino della villa, si sentiva salire quel canto, affiochito e addolcito dalla distanza, e l'uomo che ascolta deve trattenere il respiro. La voce dell'usignolo è un raggio di luna rivestito di armonia."

(1) L'Autore definisce le averle crudeli perché infiggono le loro prede nelle spine delle siepi, per poi mangiarsele comodamente.

"C'era quel senso religioso delle cose abbandonate: il silenzio sacro dei cimiteri, ove l'erba cancella le tracce dei morti e dei vivi. Anche qui l'erba era cresciuta molto, ma, cercando, svelava i piccoli misteri sepolti: qua, la fossa dei contrappesi, là l'ingegno degli scatti; poi le pietre con le forcelle impiombate e un grosso peso, di pietra, ancora imbracato di fil di ferro."


Recensione a "Monica" di E.T.A Hoffmann

"Il solo romanzo erotico del grande romantico tedesco",

leggo sul retrocopertina.

In effetti, non conoscevo, neanche di fama, questo "Monica" (apparso nel 1815), e pur non essendo una lettrice sfegatata di Hoffmann (ormai i suoi racconti gotici sono decisamente anacronistici e pedanti, seppur apprezzabili e letture obbligate per capire l'evoluzione del genere e il peso che ebbero su altri autori a lui successivi), incuriosita, ho colto l'occasione per leggerlo (in un'edizione un po' malconcia, a dire il vero, del 1966)

Com'è questo "Monica"?

In tutta onestà, abbastanza mediocre, se ci si aspetta di leggere un romanzo erotico "eccitante".

E non tanto per lo stile (ampolloso e che strizza l'occhio a tutto ciò che era "mitologico e neoclassico", come il gusto d'allora imponeva) ma per la ripetitività della trama, una serie di scenette con personaggi "di maniera" dove le frustate sul deretano sono ripetute di continuo, sulla falsariga di un "Justine", ma oltre a quello c'è poco altro (solo la scena della "deflorazione della vergine col rasoio" resta disturbante, ma è, non so se volutamente o no, resa molto fumosa nella descrizione).

Solo che de Sade, pur ripetitivo nella panoplia sadica erotica, aggiungeva di tanto in tanto disgressioni filosofiche intriganti ed una sarabanda di personaggi dallo spessore (per quanto perverso) interessante, mentre "Monica" di Hoffmann pare più una stanca scimmiottatura di de Sade, senza nessun guizzo o elemento che lasci il segno; qui e lì compaiono citazioni di Shakespeare o altri e anche qualche "filippica" sulla morale o sul piacere ma tutto suona come di maniera, opaco, privo di verve (e il romanzo si trascina per 180 pagine) specie se lo si mette a paragone con l'opera sadiana.

Resta, comunque, una "rarità curiosa" e se lo trovate in giro dategli un'occhiata, ma non è un'opera memorabile per la trama (molto più apprezzabile, per quanto anacronistico, è lo stile neoclassico con il quale è stato narrato) ma oggigiorno "scenette d'amplesso" dove i genitali vengono appellati con termini mitologici più che non eccitazione generano ilarità, per lo meno per i nostri gusti letterari odierni.

Che poi questo "Monica" a confronto con la robaccia erotica di oggigiorno ("cinquanta sfumature" e gli orrendi cloni di quella serie) sia decisamente più interessante, per quanto, secondo i nostri standard, "pudico" (il linguaggio neoclassico riveste il tutto di aulicità a detrimento della parte "carnale esplicita" propriamente detta, che dovrebbe essere in primo piano, in un libro erotico), è più che evidente..

Qualche stralcio per dare un'idea...

"Quando ebbe svolto il suo bocciolo di rosa e l'ebbe trovato umido della rugiada d'amore e di voluttà, si impadronì con una specie di furore della verga, come Venere si impadronì del Caduceo, denudò le sue carnosità di un biancore di neve e le fustigò da se stessa, così crudelmente che non tardarono a ricoprirsi dell'ardente colore di una rosa purpurea."

"Aurelia le si avvicinò dolcemente, si chinò, mise la mano sotto l'abito e la scoprì fino alla cintura, poi, allargandole le cosce contemplò la più segreta di tutte le grazie e si accorse, alla vista delle labbra carnose, sporgenti e scarlatte della voluttà, che la tenera e sensibile Volanges non era una Venere che nascondeva saggiamente ciò che poteva, ma una casta Diana che scopriva con semplicità ciò che la natura non desiderava fosse nascosto."

"Allora Lucilla alzò così in alto la sua coscia sinistra che l'orifizio del piacere si mostrò in tutta la sua fiamma. Poi, volta a volta, la allargava con una grazia colma di decenza e le richiudeva con lo splendido furore d'una Pizia"




Tribute Band!

Probabilmente in molti snobberanno eventi come questo, con le tribute band (specialmente se di band "non amate da chi non ama il Nu e l'Industrial, ehm..." 😬 )

ma io mi sono divertita un sacco, 😁! Un'occasione che non potevo perdermi, visto che lo fanno (I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-M-E-N-T-E 😶) nella mia città (da sempre Truzzoland 😖) 

Sono già stata ad eventi precedenti (il primo in assoluto, il concerto degli Tsjuder, e al momento manco ci credevo che lo facessero PER DAVVERO a Legnano, ma poi sì, ho controllato, e risultava un locale per concerti Metal, ex-qualcos'altro in origine, e ora comunque locale Metal 😍)

Ancora ricordo quando quella mattina, con google maps, mi misi a cercare la via perché, ehm... 😓, non sapevo manco dove fosse, tanto per dire "quanto è famosa quella via"... che in effetti è già più sul confine con Castellanza, in una zona assolutamente ostica da raggiungere a piedi (😱), infatti ogni volta rischio di essere spiaccicata sullo stradone (quello che porta verso l'autostrada, in pratica, e sta nei pressi della Grancasa) perché facendo quel tratto di strada lì (privo di marciapiede 😤 😡) ci metto dieci minuti ad arrivare, se invece voglio passare per "zone più pedoni friendly" (eufemismo, è comunque una zona non pensata per pedoni) devo allungare a dismisura il giro passando da Castellanza (e saranno come minimo più di 40 minuti di camminata!)

Comunque, a parte la zona scomodissima in cui è ubicato (zona industriale non pensata per chi viene a piedi) mi interessa partecipare a tutte o comunque alla gran parte delle serate che organizzeranno lì! 😍

😍🥹🤘


Mi sono divertita soprattutto a sentire il tributo ai Korn, 😁 band che sto rivalutando di recente "accostandola" al teatro di Artaud 🎭... che presto troverete anche su questo blog 😊