"Il Monaco" di Lewis: gli stralci più belli


Riletto in questi mesi e in versione completa (l'avevo letto da ragazzina ma era in versione compendiata) Davvero bello ed iconico, al netto di qualche prolissità tipica dello stile letterario del tempo... intanto, ecco le pagine più iconiche!

"Un riposo che corteggiai invano. L'agitazione che mi sentivo in petto cacciò via il sonno. Con la mente irrequieta, nonostante la spossatezza fisica, mi rigiravo nel letto finché l'orologio da un campanile vicino non suonò l'una. Ascoltando il vacuo rintocco funereo, e udendolo smorzarsi al vento, sentii un gelo improvviso diffondermisi in corpo. Rabbrividii senza saperne il perché; la fronte mi grondava, madida di sudore freddo, e i capelli mi si rizzarono in testa. Udii d'improvviso un passo lento e greve salire la scala. Balzai dal letto con un movimento involontario e tirai la cortina. Un'unica lampada di giunco che brillava sul focolare spandeva un debole lucore per la stanza, tappezzata di arazzi. La porta si spalancò con violenza. Entrò una figura e mi si accostò al letto a passi misurati e solenni. Esaminai con apprensione e tremore la mia visitatrice notturna. Onnipotente Iddio, era la monaca insanguinata! La compagna che avevo perduto! Aveva il viso ancora velato, ma non reggeva più né lampada né coltello. Sollevò il velo lentamente. Quale vista non si presentò allora ai miei occhi allibiti! Avevo di fronte a me un cadavere animato. Aveva il volto emaciato e consunto; guance e labbra esangui; il pallore della morte pervadeva le sue fattezze; e gli occhi che mi fissavano intenti erano spenti e atoni. Guardai lo spettro con indescrivibile orrore. Il sangue mi si gelò nelle vene. Avrei voluto chiamare aiuto, ma il suono mi morì nella gola prima di valicare le labbra. I nervi paralizzati dall'impotenza, rimasi nello stesso atteggiamento, inanimato al pari di una statua."

"Seguimi!", intimò al monaco con voce bassa e solenne. "Tutto è pronto!" Ubbidendole si sentiva tremare in ogni parte del corpo. Matilda lo condusse attraverso vari passaggi angusti; e mentre camminavano, da ogni lato i raggi della lampada mettevano in mostra gli oggetti più disgustosi: teschi, ossa, lapidi mortuarie e figure il cui sguardo sembrava fissarli accendendosi di orrore e di sorpresa. Giunsero finalmente a un'ampia caverna dal soffitto così alto che l'occhio cercava invano di scorgerlo. Una profonda oscurità aleggiava nel vano; umidi vapori percossero con un senso di freddo il cuore del monaco che tristemente ascoltò l'ululo della raffica del vento echeggiare per le volte solitarie." 

"Ambrosio trovò dunque l'uscio (non era sprangato), lo spalancò e discese nel sotterraneo. Si accostò all'umile tomba nella quale riposava Antonia. Si era munito di una sbarra di ferro e di piccone: precauzione che non si dimostrò necessaria. La grata era assicurata dall'esterno, e non troppo solidamente: Ambrosio la sollevò e, collocata la lampada sull'orlo, si chinò in silenzio sulla tomba. Accanto a tre corpi putridi in via di dissoluzione giaceva la bella addormentata. Un rosso vivo, presagio della vita che stava per rianimarla, già le si era diffuso per le gote; e così, avvolta nel sudario, distesa nel catafalco, sembrava sorridere alle immagini di morte che la circondavano. Lo sguardo fisso alle ossa fradice e alle figure ripugnanti che forse erano state altrettanto belle e dolci, Ambrosio ripensò ad Elvira, da lui ridotta in quel medesimo stato. (...) La sollevò, tuttora inerte, dalla tomba: sedutosi su una panchina di pietra e reggendola tra le braccia Ambrosio spiò ansiosamente i primi sintomi del suo risvegliarsi alla vita. A stento era capace di raffrenare le proprie passioni e di astenersi dal godere di lei ancora inanimata."

Per approfondimenti, vedi: https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2018/01/il-romanzo-nero-3-matthew-gregory-lewis.html

Ringrazio Andrea per le illustrazioni d'epoca 💜

Matilde minaccia di uccidersi al cospetto di Ambrosio

Matilde evoca Lucifero per conferire il potere ad Ambrosio di sedurre Antonia

Il Fantasma della Monaca Insanguinata

Ambrosio uccide Antonia nella cripta

Satana uccide Ambrosio


"La Camera Grigia" (recensione)

Trama: Nell'antica, aristocratica residenza di Sir Lennox, un baronetto inglese, c'è una camera tappezzata di grigio che nasconde un terribile segreto che risale a precedenti generazioni. Tutti quelli che si sono esposti al rischio di passare un'intera notte nella camera grigia hanno perso la vita. Ma un gentiluomo italiano intuisce la verità, e sembra poter venire a capo dell'enigma… Un grande classico dell'età dell'oro del Giallo.

Recensione di Lunaria: Non sono un'appassionata di romanzi Gialli, pur avendo amato classici come "Dieci Piccoli Indiani" e "Il Mastino dei Baskerville"; devo dire che questo "La Camera Grigia" (ascrivibile al filone del "delitto nella camera chiusa") mi ha intrigato fin dalle prime pagine, perché è impostato su queste atmosfere quasi gotiche alla "Castello di Otranto"... pur non dando mai adito al contesto sovrannaturale vero e proprio (come ogni Giallo che si rispetti!) e infatti a fine libro viene data la spiegazione razionale, tuttavia la trama è "ammantata" di suggestioni spettrali (i protagonisti coinvolti parlano più volte di fantasmi e maledizioni), il che lo rende un buon racconto persino per amanti delle storie di fantasmi (anche se poi, ripeto, a prevalere sul finale è la perfetta razionalità e la deduzione di Mannetti, che risolve l'enigma)

Qualche stralcio per dare l'idea...

"Nel grande parco di Chadlands gli alberi erano già quasi spogli e il tramonto autunnale destava un ultimo bagliore dorato tra le scarse fronde ingiallite delle piante forestali. Un folto tappeto di felci e muschi vestiva la base dei tronchi rugosi, fra i quali serpeggiava un velo di nebbia azzurrognola che l'aria frizzante della sera condensava rapidamente. Nel cielo verdastro rideva una sottile falce di luna. Il gigantesco cancello di ferro battuto, incardinato su due enormi pilastri di mattoni, sormontati ognuno da una sfera di granito grigio, era spalancato per lasciar passare gli ospiti di Chadlands reduci dalla caccia."

 "Poi il dottore mi chiamò; superai la mia ripugnanza ed entrai. L'infermiera era a letto, con gli occhi aperti e il volto sereno; ma non era sveglia; il sonno che la teneva era quello della morte. Mi accostai rabbrividendo. I suoi occhi erano vitrei, la fronte di ghiaccio. Ma il viso era composto e tranquillo; soltanto una lieve espressione di stupore le inarcava le sopracciglia; all'infuori della tinta cerea della faccia, non appariva in lei la minima alterazione. Nella stanza tutto era in ordine, la finestra spalancata, e fra le tende semiaperte entrava la prima luce del terso mattino invernale. Doveva essere spirata senza un lamento, poiché Jenny dalla camera vicina l'avrebbe certamente udita."



Vanzaghello e Turbigo in queste Meravigliose Giornate d'Autunno!

Ebbene sì, sono tornata a rivedere due delle mie città preferite 💜😍 città a cui sono molto legata, per tutti i bei momenti passati e per le ricerche culturali che ho fatto in quelle zone.

Ecco le foto più belle scattate in queste settimane di autunno incantevole:

Vanzaghello 💜😍💀💕💖😘



















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Turbigo 😍💙💓💗💟😍





















Gigari! 😍

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