W i Metallari!

Più invecchio e meno sopporto "il mondo borghese e benpensante" con i suoi "valori" da 
"VIP del grande fratello"... quel genere di propaganda che fa passare cose del tipo "sei valido solo se sei ricco e hai potere! sei valida solo se sei sui social network con miliardi di followers! sei valido solo se sei vestito con roba costosissima, se fai questo, se fai quello!"

Lo lascio a tutti quei personaggi, quel mondo lì. 

Orgogliosa di non farne parte e di non essere amata "da quel mondo lì"

Per cui, su questo blog si celebra chi ascolta e chi suona Metal!

CHI ASCOLTA E SUONA HEAVY METAL!

CHI ASCOLTA E SUONA THRASH METAL! TEDESCO O DELLA BAY AREA!

CHI ASCOLTA E SUONA POWER E SYMPHONIC METAL!

CHI ASCOLTA E SUONA DEATH E BRUTAL DEATH METAL! ED è OK ANCHE IL GRINDCORE!

CHI ASCOLTA E SUONA CROSSOVER E NU METAL!

CHI ASCOLTA E SUONA BLACK METAL IN TUTTI I SUOI STILI!

CHI ASCOLTA E SUONA GLAM E STREET METAL!

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CHI ASCOLTA E SUONA PROG METAL!


Carnia: leggende sul Piccolo Popolo

Info tratte da


In Carnia (Friuli) si raccontano molte leggende e qualcuno afferma di aver avuto strani incontri.
La gente sosteneva che nei boschi si vedessero cose strane.
Una volta nacque anche un bambino dal volto deforme, scimmiesco. La gente pensava che fosse successo perché la giovane madre era scesa in città, al circo, e aveva guardato una scimmia.
Si dava anche la colpa al Diavolo.
Una di queste testimonianze sugli incontri strani che si facevano nei boschi della Carnia risale ai primi del Novecento.
Riporto le parole della signora testimone dei fatti.
"Ero nel bosco, fuori Socchieve. La notte si vedevano strane luci. Secondo alcuni erano angeli o "Colui che non si deve nominare".
I nonni giuravano di aver visto gli "Omenùt", i "Salvans",
i "Pagans" e gli "Sbilf": gli omini del bosco.
Di notte li potevi sentire parlare o gridare tra gli alberi, mentre camminavano nel bosco facendosi luce con delle lampade particolari. Mia nonna giurava di aver visto più di una volta, su un sentiero ai margini del bosco, un gruppo di omini deformi, con grandi teste e braccia sottili, che procedevano insieme saltellando. Quando questo ometti, chiamati "Sbilf", si accorgevano di essere osservati, scappavano via, nascondendosi tra gli alberi.
Anche altri anziani del paese videro questi ometti.
C'era chi parlava del Diavolo e poi chi credeva che fossero figli nati da rapporti fra consanguinei, abbandonati nel bosco dai genitori stessi ma sopravvissuti.
Io credo che le luci notturne che si vedevano nei boschi fossero i fuochi accesi da queste creature"













Castelseprio!

Sono stata a Castelseprio qualche settimana fa e mi ci sono innamorata! 

Ho trascritto il materiale informativo che era presente al museo. 
Comunque, ho intenzione di noleggiarmi anche qualche altro libro su questo delizioso paesino! Quindi riaggiornerò il post di tanto in tanto con nuove info

***

Il complesso archeologico di Castel Seprio occupa un'area di circa 25000 metri quadrati, di cui una piccola parte in Comune di Gornate Olona.
Immerso nella meravigliosa cornice del Parco Rile-Tenore-Olona, il Parco Archeologico di Castel Seprio, parte del sito UNESCO "I Longobardi in Italia. (*) 
I Luoghi del Potere (568-774 d.c)", comprende i resti del castrum (fortificazione) che, costruito a partire dall'età tardoantica, conobbe una fase espansiva in epoca longobarda e carolingia; venne distrutto nel 1287 dall'esercito di Ottone Visconti. 
L'Arcivescovo mantenne in funzione gli edifici religiosi all'interno della cinta muraria e la chiesetta di santa maria foris portas, con il suo ciclo di affreschi. All'interno del Parco è stato inaugurato nel 2009 l'Antiquarium, che contiene i reperti più importanti rivenuti nell'area, dall'età preistorica al tardo Medioevo.

La fortuna di Castel Seprio è legata alla posizione strategica nella media valle dell'Olona, a controllo delle vie fluviali e terrestri verso i valichi alpini.
Le strutture militari sorte in età tardoantica (IV-V sec) vengono rafforzate in età gota (V-VI sec) con la nascita del castrum, circondato da un'imponente cinta muraria turrita, estesa a comprendere Torba a fondovalle.
Sotto il dominio longobardo tra la fine del VI sec e il 774, Castrum Sibrium aggiunge alla funzione di presidio militare quella di centro giurisdizionale e amministrativo della Giudicaria di Seprio, diventando sede di un'aristocrazia di cavalieri e funzionari.

Il luogo in cui sorgeranno, in età altomedievale il borgo e l'insediamento fortificano urbano di Castrum Sibrium, fu frequentato fin dall'età preistorica e protostorica, come dimostrano i materiali rinvenuti, databili tra il X e il VIII secolo a.c.
A partire dall'epoca tardoromana inizia un'occupazione relativa alle esigenze militari di controllo della valle dell'Olona e della via di comunicazione tra Como e Novara.
Il Castrum sorge tra V e VI secolo, in età gota; i Longobardi occupano l'altura verso la fine del VI secolo. 
Nel 774, con l'inizio della dominazione franca, all'aristocrazia longobarda si affianca quella alamanna e franca.
I conti di Seprio governano l'area dal IX  al XI secolo.
Il Castrum viene coinvolto nelle lotte tra Impero e Comuni, Como e Milano, Visconti e della Torre, sconfitti nel 1287 da Ottone Visconti, che espugna il Castrum e ne ordina la demolizione.
Ad abitarlo saranno i pochi religiosi presenti nel Conventino di San Giovanni, edificato sull'altura.

Nel 1541 il canonico Bonaventura Castiglioni in "Gallorum Insubrum Antiquae Sedes" cita Castelseprio.
Nel XIX secolo iniziano i ritrovamenti, accolti con entusiasmo a seguito dalle moda collezionistica dell'Ottocento per i reperti antichi.
Vengono rinvenuti epigrafi, frammenti architettonici romani, lapidi, marmi, tombe e armi.
Il conte Matteo Benvenuti scrive un romanzo storico nel 1857: "Agnese da Castiglione o la disfatta di Castel Seprio. Storia milanese del secolo XIII"

 
(*) Luoghi longobardi, oltre Castelseprio-Torba, furono Cividale del Friuli, Brescia, Campello sul Clitunno, Spoleto, Benevento e Monte Sant'Angelo


ALTRE NOTIZIE SU CASTEL SEPRIO

Il territorio di Castel Seprio ha origine morenica, cioè si è formato in seguito all'alternarsi di fasi glaciali ed interglaciali. La Valle dell'Olona è stata originata dal ritiro dei ghiacciai e si presenta come una valle con i centri abitati posti sulle colline prospicienti l'alveo del fiume. 
Il fondovalle è disseminato da complessi industriali dismessi e vecchi mulini idraulici. Vi è anche una ferrovia abbandonata: la ferrovia della Valmorea.

Riportato parzialmente alla luce durante gli scavi archeologici effettuati negli anni Settanta, l'edificio altomedievale è composto da più vani destinati in parte ad abitazione e in parte alla lavorazione del metallo. 
Spicca la soglia costituita da un grande blocco di marmo lavorato, recuperato e reimpiegato da una più antica struttura.
Rappresentò per secoli un punto di riferimento religioso per gli abitanti della zona e dei dintorni.
Si vedono ancora i resti della città fortificata con le sue chiese e l'ampia cisterna tardoantica.

La particolare conformazione del rilievo e la sua collocazione, a dominare la vallata dell'Olona, lungo la strada che collegava Como a Novara, suggeriscono la possibilità di un inserimento di Castel Seprio nei sistemi di difesa tardoromani dei territori alpini. Un limes (confine) militare testimoniato da numerosi fonti, che per le Alpi centrali e occidentali pare svilupparsi fra il IV e V secolo e che nel territorio tra Ticino e Adda era rivolto alla salvaguardia di Milano, capitale imperiale, con Bellinzona come baluardo ai piedi delle Alpi.

Il ritrovamento di reperti databili tra IV e V secolo, come monete, recipienti di vetro e ceramiche, sembrerebbe confermare la presenza tardoromana nell'area; una fase di militarizzazione agli inizi del IV secolo potrebbe essere confermata dal follis di bronzo di Massenzio.
Il follis ritrovato a Castelseprio è una testimonianza del periodo che vide Massenzio, figlio di Massimiano Erculeo e dominatore dell'Africa e dell'Italia, contrapporsi a Costantino I, padrone delle Gallie e della Britannia, e a Licinio, Augusto della parte orientale dell'Impero.
Massenzio emise la moneta quando ancora controllava la zecca alto-adriatica di Aquileia, fra il 307-309\310.
Le monetine di bronzo rinvenute nel castrum testimoniano la modesta attività di scambio nel V-VI secolo.
Tra le monete del VI secolo la più importante è il tremisse aureo a nome di Giustiniano (527-565), rinvenuta nel pozzo di drenaggio scavato presso l'abside di San Giovanni Evangelista; potrebbe essere un'imitazione eseguita dai Longobardi nella fase insediativa in Pannonia (l'attuale Ungheria).
Resta l'unica moneta d'oro rinvenuta a Castel Seprio che indica la presenza di personalità che ricoprivano cariche di prestigio (dux, comes), forse coinvolte in transizioni economiche.
Le varianti epigrafiche di Seprio, rinvenuti sui tremissi longobardi emessi da Desiderio sono: "Sebrio", "Sibrio", "Sebrioc", "Sebrioi", "Sebriopv", "Sebrios", "Sebriot".
Risalgono all'epoca del Barbarossa le più antiche monete medievali, tre denari terzoli scodellati ritrovati nel 1958.
Le monete medievali successive al 1287 sono quelle viscontee: la più antica è un denaro d'argento di Azzone Visconti (1329-1339) coniato dalla zecca di Como.
Da una tomba di Torba proviene una trillina milanese (moneta in mistura del valore di 3 denari) di Francesco I di Angouleme, re di Francia e duca di Milano dal 1515 al 1522.

Numerosi indizi segnalano la crescita dell'insediamento di Castel Seprio tra il V e il VI secolo, riconducibili alla nascita del Castrum.
Un'imponente cortina di mura corredata da torri, a cui si accedeva da ovest tramite un ponte, venne eretta per fortificare l'altura di Castel Seprio. 
Il Castrum ebbe grande sviluppo in età longobarda e poi carolingia.
Per accedere al Castrum si percorreva una stretta lingua di terra, sulla quale si impostava il ponte di accesso al castello, di cui restano solo quattro piloni in muratura.
Una struttura semicircolare, impostata sul declivio e collegata al muro rettilineo, è ciò che resta dell'originario torrione d'accesso. 
Qui convergevano le vie che provenivano dalle vicine località di Carnago, di Gornate, di Vico Seprio, l'attuale paese di Castelseprio.
Nel settore sud-occidentale del castello sono stati scoperti resti di abitazioni, datate tra il V e XIII secolo.

Gli scavi del Novecento hanno riportato alla luce principalmente frammenti ceramici, decorati con diversi motivi, e manufatti connessi all'attività tessile.
Il materiale ceramico permette di datare il momento delle frequentazioni del luogo tra la fine dell'età del Bronzo e l'inizio della prima età del Ferro (X-IX\VIII secolo a.c)
arricchendo le informazioni relative alla cultura di Golasecca.

Santa Maria Foris Portas è stata sconsacrata nel 1933 e la chiesa è un oratorio nobiliare di età altomedievale sorto all'esterno del Castrum.
Attorno alla chiesa si sviluppò un cimitero.
Nel 1944 sulle pareti dell'abside principale è stato scoperto un ciclo di affreschi altomedievali che raccontano l'infanzia di Cristo secondo le versioni dei vangeli apocrifi.
La datazione oscilla tra il VI-VII e il VIII-IX secolo.

Per quanto riguarda il Castrum, la cortina di mura, eretta tra V e VI secolo, è dotata di torri quadrangolari e si estende per 900 metri. Fu parzialmente demolita nel 1287 dagli eserciti viscontei.
I materiali lapidei risalgono all'età romana.
Ancora oggi sono visibili i resti di sette torri.

Nel Castrum si svolgevano attività artigianali, come la lavorazione dei metalli, documentata dai ritrovamenti di crogioli, ugelli, scorie di ferro; venivano lavorati anche rame, bronzo, piombo.


FLORA E FAUNA DEL PARCO DI CASTELSEPRIO

La robinia è la specie arborea predominante nel bosco. 
Il sottobosco è rappresentato da sambuco, rovo, pungitopo, brugo e ginestra.
Altri alberi: farnia, carpino bianco, carpino nero, castagno, ciliegio, acero campestre, nocciolo, evonimo, biancospino e corniolo.
La fauna è quella tipica dei boschi di latifoglie: volpe rossa, scoiattolo, ghiro, tasso, donnole, faine, ricci, topi.
Nelle zone più umide ci sono rospi, raganelle, salamandre. 
Tra gli uccelli: passeri, merli, tordi, rondini, pettirossi, fringuelli, verdoni, verzellini, cornacchie, codirosso, usignoli, corvi, cardellini.


GALLERIA DI IMMAGINI















 




























































































































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