"Monster" di Christopher Pike




Trama: Sembra che a Point Lake, tranquilla località del Michigan, non succeda mai nulla: o almeno così pensa Angela, che ci si è trasferita da poco. Ma ben presto cominciano ad accadere cose terribili: due ragazzi vengono massacrati e il nonno di Angela è preda di un bestiale assassino. Angela vorrebbe risolvere il mistero a tutti i costi, ma ben presto capisce di non essere più padrona di se stessa e del proprio destino...
Qualcosa di non umano uccide, divora le carni e ne beve il sangue. Qualcosa di molto antico e che proviene dalle estreme profondità dello spazio...


Nota di Lunaria: Altro che "Horror per 12 enni"! "Monster" (l'autore ha scritto anche di "Sangue di Tenebra", "L'ultimo vampiro" e "L'Avvoltoio" e molti altri romanzi) inizia col botto! Un primo capitolo dove lo stile è decisamente virato sullo splatterpunk, con teste e visceri che schizzano sul muro.
Era talmente appassionante che mi sono letta già i primi due capitoli mentre ero sul pulman, facendo veramente fatica a togliere gli occhi dalle pagine (eh, ma non potevo rischiare di perdere la fermata!) e alla fine l'ho finito in due giorni!
Fiondatevi nella prima biblioteca e andate direttamente a cercare "Monster"!
Acquisto consigliatissimo (per chi ha la fortuna di trovarlo, perché il libro è del 1992, e qui in Italia è stato pubblicato nel 1993 e ristampato nel '96)


Gli stralci più belli:

Cominciò col sangue. Sarebbe finita nello stesso modo. Angela Warner era seduta sul divano e stava finendo la sua terza birra, quando Mary Blanc entrò nella casa di Jim Kline con un fucile da caccia carico. [...] Mary centrò Todd in pieno stomaco. La fucilata gli trapassò le viscere e verniciò d'un rosso grumoso la parete dietro di lui. [...] Mary puntò il fucile contro il viso di Kathy e tirò il grilletto. Il colpo la prese in mezzo alla fronte e le scoperchiò il cranio, spalmando buona parte del suo cervello sulla ringhiera delle scale. Kathy (il suo cadavere) volò all'indietro e atterrò sul tappeto con un tonfo smorzato.
Il materiale sugli indiani era molto più ricco. A quanto pareva la tribù dei Manton era stata la più importante della zona, prima che gli uomini bianchi arrivassero a distruggere il loro stile di vita.
Sepolte fra le storie di battaglie, di trattati firmati infranti, e di nuove battaglie, c'erano diversi, inquietanti accenni al lago.
Innanzitutto, gli indiani lo chiamavano "Sethia", che significa "Bagno di Sangue". Sorpresa, Angela si domandò perché avevano dato un nome così terribile a un lago così pittoresco; forse, si disse, sulle sue rive si era svolta una battaglia particolarmente sanguinosa. Ma, per quanto cercasse, non riuscì a trovarne cenno. Il nome Sethia era antico, molto antico... forse addirittura di migliaia di anni. E sembrava strettamente collegato a un'altra strana parola: KAtuu. In una leggenda si descriveva l'apparizione di KAtuu dalle acque del lago. In un'altra, però, si diceva che KAtuu era disceso dal cielo. Per quanto cercasse, Angela non riuscì a scoprire che cosa esattamente fosse questo KAtuu. Una volta veniva descritto come una congerie di insetti minuscoli, troppo piccoli per essere visibili a occhio nudo. Un'altra volta si parlava di enormi creature simili a pipistrelli, capaci di coprire rapidamente distanze incredibili. Ma, in entrambi i casi, KAtuu era terrificante e mortale. Soprattutto era chiaro che i Manton si tenevano prudentemente alla larga dal lago. Sembrava che avessero eretto una barriera invisibile attorno alla zona, isolandola. Nessuno di loro, in nessuna circostanza, avrebbe mai bevuto quell'acqua.


Ma il sapore del sangue era dolce nella sua bocca. Il sapore era dolce. Il battito dentro la sua testa, che l'aveva perseguitata per tutto il giorno, tornò mille volte più violento, ma stavolta sapeva con che cosa placarlo.
Il sangue fluiva da Jim e le si riversava fra le labbra e avvolgeva le loro lingue come un elisir proibito. Provò una gioia tale che il pulsare dentro il suo cervello fu spazzato via da un vento senza età, da un uragano che le strappò di dosso gli ultimi brandelli d'innocenza e la lasciò, nuda, al centro di un lago di ghiaccio.
[...] Andarono in camera e si distesero sopra le lenzuola, uno accanto all'altro. Jim la fissò e Angela ricambiò il suo sguardo: aveva occhi profondi e larghi e in essi le parve di scorgere spazi che appartenevano a un'altra dimensione. Erano i suoi stessi occhi, riflessi in uno specchio innaturale. E mentre li chiudeva e sprofondava nell'oblio, Angela vide dispiegarsi in essi un paesaggio alieno, ma ormai familiare.


"C'era qualcosa, nel sangue di quei due."
"Cioè?"
"Ora le faccio vedere."
Kane prese un paio di guanti e li infilò. Si protese e inclinò appena il contenitore, stando attento a non rovesciarlo. Dentro, c'era una specie d'alga color verde scuro... il fetore era incredibile. Nguyen fece un altro passo indietro, con gli occhi che gli bruciavano.
"Che roba è?", chiese disgustato.
"Non lo so", rispose gravemente Kane. "In quarant'anni di esperienza, non ho mai visto niente di simile. Secondo me, il sangue era contaminato."
"Da che cosa?"
"Non lo so."

Si alzò e vide che era zuppa di sangue. C'era sangue tutt'intorno a lei, e colava da brandelli di carne. Non riusciva a ricordare esattamente da dove venisse, però le era piaciuto... il sangue e la carne.


Dallo stesso autore: https://intervistemetal.blogspot.com/2023/02/lavvoltoio-di-christopher-pike.html