San Donato Milanese e Seggiano: la Via Emilia, la Cascina Moro, la Tomba Romana...

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LE ORIGINI DI SAN DONATO MILANESE

Prima della conquista romana, Liguri, Umbri ed Etruschi e Celto-Galli popolavano la zona di San Donato Milanese (all'epoca, molto paludosa man mano che si procedeva verso Melegnano, boscosa verso Milano)
Fu verso il 222 a.c che i Romani occuparono le terre della bassa Pianura Padana; nel 333 d.c esisteva già una strada consolare (Mediolanum-Laus Pompeia) lunga 24 km che congiungeva Milano a Lodi, proseguendo verso sud (Via Emilia)
Il primo miglio della Via Emilia cadeva al centro di Milano (Mediolanum https://intervistemetal.blogspot.com/2020/01/castello-di-milano-le-foto-antiche-e-le.html), il secondo miglio corrispondeva all'attuale piazzale Lodi a Milano, il terzo miglio a Rogoredo (sempre Milano), il quarto all'incrocio tra san Martino e Triulzo, il quinto miglio a San Donato, il sesto a Borgolombardo, il settimo a San Giuliano, l'ottavo e il nono ad Occhiò (l'antica Octavium) e alla Cascina Rampina.



I LONGOBARDI

Altre notizie relative a San Donato risalgono ai Longobardi, quando Grimoaldo, duca di Benevento e amico del vescovo Donato d'Arezzo, risalì in Italia, in aiuto di Gotoperto che aveva usurpato il trono del fratello Bertarico. Il territorio "San Donato" si chiama proprio così in onore di questo vescovo.
Grimoaldo (VII secolo) aveva dei piani per conquistare Pavia e aveva ai suoi ordini un esercito.

Dopo i Longobardi arrivarono i Franchi, i Carolingi quindi gli Ottoni e nel XII secolo iniziarono tempi foschi, che videro la salita al trono di Corrado di Franconia e la ribellione del vescovo Anselmo IV al legittimo papa Innocenzo II.
A fare da mediatore e pacificatore fu l'abate Bernardo di Clairvaux.

In segno di ringraziamento i milanesi eressero per lui un monastero, la cui costruzione ebbe inizio nel 1135 su un terreno piuttosto acquitrinoso a Rovegnano (attuale Chiaravalle).
Per San Donato l'abbazia fu un vero orgoglio e persino il Barbarossa lo risparmiò dalla distruzione, durante la sua traversata.








I MULINI, LE GRANDI BATTAGLIE, L'ORFANOTROFIO

San Donato diventò sempre più prospera grazia al sistema di irrigazione e ai molti mulini costruiti sulle rogge, sul Lambro 
https://intervistemetal.blogspot.com/2020/02/alle-origini-dello-sviluppo-del.html
e sulla Vettabbia.



Ci furono anche diverse battaglie: il 13 luglio 1278 si scontrarono i Torriani e i Visconti, il 13 e 14 settembre 1515 si combattè la feroce battaglia di Marignano, in una zona che andava da Melegnano (l'antica Marignano) a San Donato, che vide scontrarsi truppe francesi all'esercito svizzero e ai Lanzichenecchi, sostenitori degli Sforza.
Dopo la battaglia (passata alle cronache come "Battaglia dei Giganti") Francesco I, il vincitore, si ritirò presso la casa dei principi Rasini (l'attuale Cascina Roma), prima di estendere il suo dominio su Milano.
Nel 1561 la famiglia dei Marchesi d'Adda fece costruire una chiesetta (Oratorio di Santa Croce), che diventerà il primo orfanotrofio della provincia di Milano.
A quest'epoca risalgono anche i canali come la roggia Spazzola, il canale Certosa, la roggia Vettabbia, il Redefossi. LA CASCINA MORO

La Cascina Moro un tempo era un castello, con annessa corte agricola, situato nel borgo di Triulzo.
L'edificio e i terreni nel Quattrocento erano proprietà dell'Ospedale Maggiore di Milano e vennero venduti nel 1553 alla famiglia d'Adda che trasformarono il castello in residenza signorile di campagna nel Cinquecento; venne ristrutturato nel Settecento.
Il castello sarebbe di origine tre o quattrocentesca (sono rimasti i portoni assiali, che ricordano la presenza di ponti levatoi, e una finestra in cotto, avanzo di una torre angolare)
Il lato sud ha qualche influsso medioevale ma è soprattutto barocco (per le cornici delle finestre e per il portico). Il lato a est ha una sala d'ingresso preceduta da un nicchione, da cui si accede alle sale cinquecentesche.
La sala di ingresso si apre verso il giardino con un portico a due colonne doriche e ha elementi architettonici decorativi risalenti al '500 e '600.

Nel 1561 i d'Adda costruirono anche l'oratorio e "la Corte del Beneficio", un orfanotrofio.









LA TOMBA ROMANA A SEGGIANO


Nel maggio del 1985, in via del Pollaiolo, durante i lavori di scavo per le fogne, venne scoperta una tomba di età tardo romana, con i resti di tre corpi e un corredo funerario costituito da oggetti di uso quotidiano (anforette, coppe, balsamari, monete).
La tomba era orientata a nord-sud, ad una profondità di 40 metri; era del tipo detto "a sarcofago", con copertura costituita da due lastroni di serizzo sagomati e spioventi per tre quarti della lunghezza, mentre l'ultimo quarto aveva una copertura piana. Il corredo e le monete permisero di datare la tomba, risalente al IV secolo dopo cristo.
L'anforetta che faceva parte del corredo è considerata uno dei "fossili guida" (cioè permette di datare con una certa precisione il contesto archeologico). La tipologia della tomba però è abbastanza insolita, per la sagoma delle lastre di copertura e la presenza di muretti in cotto su lati brevi; nella zona di Pioltello-Seggiano non si hanno altre notizie di ritrovamenti archeologici a cui si possa collegare il sarcofago.
Forse questo ritrovamento faceva parte di una piccola necropoli.

Questo rinvenimento ha una grande importanza per gli abitanti di Seggiano: è la base del patrimonio del paese.

Qui trovate altre info con le foto del corredo e il volto della donna ricostruito (incredibile!):
https://www.cubinrete.it/sites/default/files/pagine/allegati/Pioltello%20Romana%20rivive%20%28Parte%2001%29.pdf
https://www.cubinrete.it/la-tomba-romana

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