I fattori della crescita economica, il Capitalismo tra XVII e XVIII secolo e il Sindacalismo

Ok, nei prossimi mesi vedrete anche apparire post sulla storia dell'Anarchia e del Socialismo. 

RIPETO: IO NON HO ALCUNA INTENZIONE DI ACCODARMI ALL'ANDAZZO DELLE TANTE ALTRE FEMMINISTUCOLE CHE STANNO PERMETTENDO CHE I CRISTIANI SPACCINO IN GIRO SUI SOCIAL NETWORK IL LORO NEGAZIONISMO E INVECE DI SVENTOLARE LIBRI PER DIMOSTRARE COME STANNO LE COSE, LI AIUTANO PURE SPONSORIZZANDO IL NEGAZIONISMO E RIPETENDO COME PAPPAGALLE AMMAESTRATE LE BOIATE CRISTIANE!!!

Per cui iniziamo da una storia del Capitalismo, vedendo quando e dove nasce.

Qui trovate una sintesi sull'Anarcocapitalismo, che tra le altre cose che tratta, rifiuta totalmente il concetto di "Stato e di intervento statale nell'economia":
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/05/la-violenza-di-stato-lanarcocapitalismo.html
 https://intervistemetal.blogspot.com/2019/04/riflessione-sulla-violenza-2-hobbes.html

Qui riportavo la condizione operaia femminile e le prime attiviste nell'Ottocento:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/la-condizione-delle-donne-operaie.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/ottocento-le-grandi-rivolte-per-i.html
Le prime attiviste e illuministe nel Settecento: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/le-prime-attiviste-nel-settecento-le.html

Donne Anarchiche: https://intervistemetal.blogspot.com/2020/10/donne-e-anarchia.html


Avevo già trattato una breve storia dell'Economia:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/economie-preindustriali-e-rivoluzione.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/04/breve-introduzione-al-marxismo.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/la-condizione-operaia-sul-finire.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/04/breve-storia-delleconomia-dal-1857-al.html

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Info tratte da



Per il progresso umano, fondamentali sono stati i progressi dell'ingegneria e delle tecnologie scientifiche applicate alla produzione. Ma la crescita economica richiede anche istituzioni che la favoriscano: lo Stato e le Imprese.
Le monarchie assolute del XVIII secolo ostacolavano lo sviluppo economico per preservare i privilegi dell'Ancien Régime: vennero sostituite con regimi politici liberali per far decollare l'industrializzazione. In seguito lo Stato liberale promosse lo sviluppo investendo dei capitali ed emanando delle leggi che assecondavano l'imprenditoria capitalista.
Altri fattori della crescita economica sono la mentalità e i costumi: alcuni pensano che le religioni protestanti, la cui etica non condannava il profitto, favorissero la formazione del ceto imprenditoriale. Non c'è dubbio che un paese dominato da proprietari latifondisti, che non investono nell'industria, crescerà assai meno di altri dove esistono imprenditori dotati di iniziativa e capaci di assumersi i rischi d'impresa. Anche paesi le cui tradizioni neghino alle donne il diritto di lavorare fuori dall'ambito domestico non avranno grandi possibilità di aumentare la propria ricchezza.


NOTA DI LUNARIA: METTIAMO LA PROVA, PRIMA CHE QUALCUNO RAGLI DICENDO CHE "NON è VERO NIENTE, TE LO SEI INVENTATA TU!"



IL MODELLO DI HARROD-DOMAR

Benché l'argomento sia controverso, la maggior parte degli economisti ha individuato nel processo di accumulazione-reinvestimento del capitale il vero motore della crescita economica. Possiamo citare la teoria del modello di Harrod-Domar.
Partendo dall'ipotesi che il reinvestimento dei capitali sia il fattore fondamentale, tra gli altri, della crescita, gli economisti prescindono dalle altre cause per isolare il fattore stesso e studiare come agisca sullo sviluppo dell'economia.
Supponiamo che un paese possieda un capitale investito nella produzione pari a 300 dollari: significa che il valore delle sue fabbriche, macchinari, mezzi di trasporto e materie prime assomma a 300 dollari.
Con questo capitale sono stati prodotti beni e servizi per un valore di 100 dollari, che rappresenta il prodotto interno lordo.
Se fissiamo la popolazione a 100 abitanti, il reddito pro capite sarà di un dollaro (prodotto interno lordo : popolazione = 100 : 100 = 1)


RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: LUCI E OMBRE

Nessuno nega che la rivoluzione industriale abbia innalzato il livello di vita dei lavoratori: alla fine del XIX secolo vi era maggior speranza di vita, miglior livello di istruzione e di assistenza sanitaria.
Non tutti però sono concordi nello stabilire se il benessere sia iniziato o no durante i primi decenni della rivoluzione industriale. Ci sono due tendenze: quella "pessimista" sostiene che i lavoratori videro peggiorare il loro livello di vita durante le fasi dell'industrializzazione: i salari sarebbero stati abbassati, le condizioni di lavoro nelle fabbriche peggiori rispetto ai lavori nelle botteghe artigianale o la vita nei campi; donne e bambini lavoravano 15 ore al giorno, le città erano insalubri e i quartieri operai sovraffollati; il prodotto interno lordo andò a esclusivo beneficio dei capitalisti e delle classi medie. La ricchezza sarebbe stata nelle mani di una minoranza della popolazione.
Il parere del versante ottimista la pensa diversamente: anche se ammette che il livello di vita dei lavoratori fosse basso, certi storici ritengono che i salari fossero aumentati rispetto all'era preindustriale, la mortalità sarebbe diminuita rispetto alla "vita in campagna" e che se anche è vero che l'aumento del prodotto interno lordo andò nelle mani dei capitalisti, anche i lavoratori avrebbero visto innalzarsi il tenore di vita.
Non possiamo avere risposte certe, perché poco si sa sull'evoluzione dei salari (che ci permetterebbero di conoscere il vero potere d'acquisto dei lavoratori); si sa poco anche dell'andamento dei prezzi, del livello della disoccupazione e delle condizioni di vita dei contadini prima della rivoluzione industriale.
Non è possibile dare un giudizio definitivo in merito alla questione se il tenore di vita precedente fosse peggiore o analogo a quello delle fabbriche.
Comunque, è innegabile che i lavoratori che vissero durante la prima fase della rivoluzione industriale godettero ben poco dell'aumento della ricchezza del paese. Sui lavoratori ricaddero tutti gli aspetti negativi dell'industrializzazione: salari ai limiti della fame, condizioni di lavoro disumane.
Però è innegabile che le classi lavoratrici dei paesi che si industrializzarono conseguirono nel lungo periodo un livello di vita superiore a quello delle società pre-industriali e patriarcali.
L'accesso a un maggior benessere non fu solo il risultato dell'aumento della produttività e della ricchezza, ma anche e soprattutto della più equilibrata distribuzione del reddito ottenuta dalle lotte e dalle conquiste sociali degli operai. (Nota di Lunaria: nonché, della riduzione progressiva del fardello delle gravidanze, che diminuì il sovraffollamento e contribuì ad emancipare la donna)
D'altra parte sappiamo che in alcune contee britanniche le prime fabbriche furono finanziate con capitali dei proprietari terrieri, dei contadini agiati e i piccoli patrimoni familiari.
L'accumulazione primitiva del capitale fu una condizione necessaria, ma non sufficiente; per esempio, l'Olanda, che aveva grandi fortune mercantili, non riuscì ad industrializzarsi durante l'Ottocento. Paesi con monarchie assolute che garantivano privilegi alle classi feudali impedivano la crescita economica, così come anche le corporazioni (associazioni di artigiani) frenavano lo sviluppo e la libertà di impresa: era proibito creare nuove fabbriche, fare artigianato senza appartenere alle corporazioni o introdurre nuove macchine nei laboratori. La rivoluzione industriale iniziò in quei paesi che rimossero questi ostacoli, e furono la borghesia e le classi intermedie a creare l'infrastruttura necessaria per l'avvio dell'industrializzazione: i privilegi e i diritti feudali vennero soppressi, si abolirono le corporazioni, le dogane interne sparirono, le terre della Chiesa messe in vendita (Nota di Lunaria: la Spagna ottocentesca e franchista era rimasta in condizioni di sottosviluppo quasi da latifondo medioevale, e proprio perché la Chiesa possedeva enormi quantità di terreni e possedimenti https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/la-dittatura-cattolica-di-francisco.html).
La prima rivoluzione borghese venne portata a termine in Inghilterra nel XVII secolo. Stati Uniti e Francia realizzarono le rivoluzioni liberali alla fine del secolo successivo.


METTIAMO ANCHE PROVE FOTOGRAFICHE, PRIMA CHE QUALCHE IDIOTA STARNAZZI INSULTANDO LA SOTTOSCRITTA E\O SOSTENENDO CHE "è STATO IL CRISTIANESIMO A PORTARE I DIRITTI PER TUTTI!"





 "Fin dalle origini delle teorie socialiste, al principio dell'Ottocento, l'emancipazione sociale andò di pari passo con quella femminile. Nella foto, Flora Tristan (1803-1844) tra le più notevoli figure del sindacalismo"
 





Avevamo già visto che proprio durante il Medioevo la donna faceva qualsiasi tipo di lavoro:
https://intervistemetal.blogspot.com/2018/03/medioevo-1-musiciste-e-danzatrici.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/lavori-e-divertimenti-nel-medioevo.html



https://intervistemetal.blogspot.com/2018/07/giovanni-verga-1-i-romanzi-e-vita-dei.html



Qui avevamo parlato della Questione Meridionale: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/le-origini-della-mafia-dal-1861-ad-oggi.html

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/litalia-meridionale-nel-1861-e-lunita.html

APPROFONDIMENTO: SINDACALISTE E ATTIVISTE NELL'OTTOCENTO

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/la-condizione-delle-donne-operaie.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/04/sindacaliste-e-attiviste-nellottocento.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2020/10/donne-e-anarchia.html

ANCHE QUI DIMOSTRAVO CHE NON è STATO IL CRISTIANESIMO A PORTARE I DIRITTI PER LE DONNE, ANZI, LE PRIME ATTIVISTE FACEVANO NOTARE COME FOSSE PROPRIO IL CRISTIANESIMO A OSTACOLARE LE DONNE:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/alle-origini-dellanticristianesimo.html

"Come si viveva bene" (sì sì, come no!) quando il cristianesimo era al potere:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/la-crisi-petrolifera-del-1973-e-gli.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/gli-oppositori-la-condizione-operaia-e.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/05/ku-klux-klan-tutta-la-storia-nei.html
CIOè ZERO DIRITTI PER TUTTI.

"La chiesa, sempre dalla parte dei poveri e degli oppressi!", COME CREDONO I CITRULLI, visto che le cose stavano (anzi STANNO) così:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/chiesa-e-potere-economico-bancario-in.html
INCIUCCIAMENTI DI SOLDI E POTERE, ECCO COS'è LA CHIESA!!!!!!

Come i cattolici e la chiesa cattolica si inca*zavano quando lo Stato toglieva loro gli aiutini economici e come sostennero i dittatori Francisco Franco e Salazar:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/per-unanalisi-alla-spagna-pre.html

Come il nascente movimento di liberazione omosessuale guidato da Mieli sosteneva i diritti dei lavoratori e dei braccianti agricoli:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/pionieri-del-movimento-di-liberazione.html

NO, neanche i diritti per gli operai li ha portati il cristianesimo. Qui dimostravo che i primi pionieri per i diritti di operai e braccianti venivano manganellati e ammazzati durante gli scioperi: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/la-condizione-operaia-sul-finire.html
difatti neanche oggi (2019) il cristianesimo (politici, vescovi e compagnia...) muovono un dito per aiutare gli operai, anzi, li lasciano crepare. Tanto, i 50 mila euro servono a costruire presepi nelle scuole… https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/la-strage-di-lavoratori-continua-tanto.html

E ADESSO DIAMO VISIBILITA' A CHI DAVVERO SI SBATTEVA PER PORTARE DIRITTI A OPERAI & MONDINE! 

E NO, NON ERA IL PAPA!!!!!

ARGENTINA ALTOBELLI



Attivissima, famosa tra le masse rurali e amata al punto che a molte bambine di quel periodo viene imposto il suo nome.
"Soprattutto sentivo che socialismo voleva dire elevazione della donna e per primo della donna dei campi\Sia dunque proposito delle donne socialiste spronare gli uomini a questa opera di redenzione famigliare che deve trasformare la massaia nella donna, la femmina nella compagna, la schiava nella cittadina che saprà meglio comprendere e amare l'uomo, meglio educare i figli per la società nuova che noi socialisti andiamo preparando ogni giorno". Prima donna a ricoprire la carica di segretaria nazionale della Federterra nel 1900, prima donna insieme a Carlotta Clerici a far parte nel 1912 del Consiglio Superiore del Lavoro, Argentina è espressione del movimento di emancipazione femminile che si confrontava con le disperate condizioni di vita delle mondine, delle braccianti, delle contadine, donne prive di diritti, sia nei campi sia nelle proprie case.
Quando Argentina nacque ad Imola, il padre, liberale di idee, era a combattere per l'Unità d'Italia (*): "Lui e mia madre, di sentimenti patriottici, mi trasfusero nel sangue l'amore che, in quel tempo, impregnava di sé l'aria penetrando in ogni mente, per la libertà". Affidata agli zii paterni, Argentina crebbe avida di letture, al punto da togliersi il pane di bocca pur di comperare libri che accatastava alla rinfusa nella sua stanza. Gli zii, sobillati da un'amica bigotta, le bruciarono tutti i libri.
Ma niente "spense il fuoco sacro che ardeva sempre in me contro i pregiudizi e le superstizioni che incatenavano il cuore e la mente della donna".
Amica di Anna Kuliscioff (https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/alle-origini-dellanticristianesimo.html) e Rosa Luxemburg, Argentina partecipò attivamente alle battaglie sindacali e politiche. Partita da posizioni mazziniane aderì al Socialismo dopo la lettura degli scritti di Andrea Costa, diventando esponente di spicco del movimento.
Infaticabile, attraversava le campagne del Centro e del Nord Italia per organizzare conferenze, comizi, durante le lotte contadine che riuscirono a strappare, con scioperi durissimi e repressioni soffocate nel sangue, le prime conquiste. A lei si deve il rinnovo del patto agrario e preso a modello per il contratto nazionale.  Il marito Abdon, giornalista e scrittore, la sostenne sempre: "Mio marito mi diceva spesso che non voleva si spegnesse in me la bella fiamma della mia idealità"


(*) Nota di Lunaria: tranquilli, tratterò anche il Risorgimento.

A PROPOSITO, NESSUNO SI ILLUDA PENSANDO CHE IO L'ARGOMENTO LO ABBIA ESAURITO. PROSSIMAMENTE RIPORTERò ALTRI NOMI DI ATTIVISTE OTTOCENTESCHE SOCIALISTE, CHE HO TROVATO MENZIONATE QUI:



IO, A VOIALTRI CRISTIANI NEGAZIONISTI, 
LA STORIA NON VE LA FACCIO RISCRIVERE.
E già che ci sono, cito anche alcune tra le prime musiciste hard'n'heavy, che "stanno bene come sottofondo" a queste tematiche: le Girlschool!





ma potrei citare anche le Babes in Toyland, tra le madri del piccolo ma epocale movimento Riot GRRRL!



Quanto scommettete che se Argentina Altobelli fosse stata vivente quando queste band erano in attività, l'avreste vista ai loro concerti :D ?!


Argentina Altobelli e le sindacaliste dell'Ottocento erano molto punk rock! :D