Esoterismo (19) La Teoria dei Quattro Elementi e la Pietra Filosofale



L'Alchimia si basa sul concetto che l'Universo è un'unità. L'Alchimista trova il principio dell'unità e dell'ordine in una sostanza chiamata "Materia Prima" che resta immutata attraverso tutte le diversità. La Materia Prima è la "possibilità di una materia". Può essere descritta solo in termini contradditori: non possiede qualità o proprietà ma nello stesso tempo possiede tutte le qualità e le proprietà in quanto racchiude, latente in sé, la possibilità di tutte le cose. La Materia Prima è ciò che resta quando si strappano via tutte le caratteristiche particolari ad una determinata sostanza.
Gli Alchimisti erano condotti a questa credenza perché credevano alla "Teoria dei Quattro Elementi", sviluppata da Empedocle, Platone e Aristotele. Secondo tale teoria, l'Universo venne edificato da un Dio o Demiurgo che creò la Materia Prima, o la trovò già in esistenza, la modellò e le diede vita. I Quattro Elementi - Fuoco, Aria, Acqua, Terra -  furono le modificazioni iniziali della Materia Prima. Ciascuno di questi Elementi combina due delle quattro qualità primarie che esistono in tutte le cose (caldo, freddo, umido, secco). Il Fuoco è caldo e secco, l'Aria calda e umida, l'Acqua fredda e umida, la Terra fredda e secca. Ogni cosa è formata da Quattro Elementi, e le differenze tra gli oggetti derivano dalle diverse proporzioni in cui si combinano gli elementi costitutivi.
Se si alterano le qualità di un Elemento, questo si trasforma in un altro: per esempio, il Fuoco perde il suo calore diventando freddo e secco, e si trasforma in Terra (la cenere); quando l'Acqua viene riscaldata si trasforma in Aria.
Questa teoria è essenziale all'Alchimia perché ammette la possibilità delle trasmutazioni. L'oro è una mescolanza dei Quattro Elementi in una certa proporzione. Anche gli altri metalli sono mescolanze degli stessi elementi. Cambiando le proporzioni dell'amalgama - riscaldando e raffreddando, disseccando e liquefacendo - i metalli vili possono essere trasformati in oro.
Gli occultisti moderni credono ancora alla Teoria dei Quattro Elementi: "l'Universo venne creato da Quattro Elementi: Fuoco, Aria, Acqua, Terra, nell'ordine dato, ciascuno derivante dal suo predecessore e tutti animati a turno dalla Parola alitata su di essi al momento della Creazione" (Pavitt)

Nota di Lunaria: anche per l'islam allah ha creato gli jinn ed Iblis partendo dal fuoco. Vedi il mio approfondimento; https://intervistemetal.blogspot.com/2017/07/magia-nera-iblis-e-black-metalla-scena.html
e per ebrei e cristiani "lo spirito di dio [lo spirito è analogo all'aria] aleggiava sulle acque".

Tuttavia nell'occultismo moderno i Quattro Elementi sono i quattro stati in cui può esistere l'energia. Il Fuoco rappresenta l'Elettricità, l'Aria lo stato gassoso, l'Acqua lo stato liquido, la Terra lo stato solido. Tutte le cose esistono nell'una o nell'altra di queste condizioni, o in un insieme di esse, ed è possibile passare da una condizione all'altra.
 
Sembra che l'Alchimia ebbe come "precedenti" le leghe di rame e di argento che venivano create in Egitto dagli artigiani, e che avevano la parvenza di oro. La convinzione che la Natura potesse essere imitata divenne una delle teorie fondamentali dell'Alchimia riassunta nella massima: "L'Opera più naturale e perfetta sta nel creare ciò che è simile a se medesimo"
L'oro era considerato perfetto perché rispetto ad altri metalli erano meno attaccato dall'invecchiamento e dalla corrosione. Quando un Alchimista cercava di mutare un metallo in oro era convinto di liberarlo dalle sue impurità e di portarlo ad uno stato più alto.
Per gli Alchimisti, i metalli erano "vivi": crescevano nel grembo della terra come un bambino che cresce nel grembo della madre. In un manuale tedesco sui metalli, stampato nel 1505, si legge: "Nell'unione del mercurio e dello zolfo nel minerale, lo zolfo si comporta come il seme maschile ed il mercurio come quello femminile nel concepimento e nella nascita di un bambino."

Il supremo obiettivo dell'Alchimista era la fabbricazione della Pietra Filosofale, che si pensava avesse il potere di trasformare ogni cosa in oro. J.B. van Helmont, chimico del diciassettesimo secolo e inventore del termine gas, descrisse la Pietra nel suo libro "De Vita Eterna": "Io ho veduto e maneggiato più di una volta la Pietra dei Filosofi. In colore era simile a polvere di zafferano, ma pesante e lucente, come minutissimi frammenti di vetro. In un'occasione me ne venne data la quarta parte di un grano, vale a dire un seicentesimo di oncia (circa 0,05 grammi) [...] avendo fatta fondere questa in un forte fuoco, trovai otto once meno undici grani dell'oro più fino."
Helvetius, un'autorità in medicina ma scettico sull'Alchimia, nel 1666 venne visitato da uno straniero che gli mostrò tre piccoli frammenti della Pietra "ciascuno della grandezza di una nocciola, trasparenti, di un colore zolfo pallido". Helvetius incapsulò un frammento di Pietra in cera e la riscaldò in un crogiuolo con mezza oncia di piombo. Dubitava che sarebbe accaduto qualcosa, ma in meno di un quarto d'ora tutto il piombo si trasformò in oro.

Gli Alchimisti sono più misteriosi ed ermetici parlando di Pietra; secondo quanto dicono, la Pietra è qualcosa che esiste dovunque in Natura ma è considerata senza valore. è composta di sostanza animale, vegetale e minerale; ha un corpo, ha un'anima e uno spirito; cresce dalla carne e dal sangue; è fatta di fuoco e acqua. è una pietra, ma non è una pietra, sconosciuta eppure nota a tutti, disprezzata eppure incredibilmente preziosa, proveniente da Dio ma non proveniente da Dio. Le istruzioni per fabbricarla sono nascoste dietro codici simbolici di diverso tipo, come questa: "Da un uomo e una donna forma un circolo, poi un quadrato, poi un triangolo, e finalmente un cerchio. Otterrai così la Pietra Filosofale"

Gli Alchimisti avvolgevano i loro procedimenti in veli di mistero che spesso confondevano altri alchimisti perché tali procedimenti erano mistici oltre che chimici. L'Alchimia è spesso considerata un preludio, piuttosto insulso, della chimica, ma questo è solo il lato meno interessante. La Pietra non si limitava a trasformare i metalli vili in oro. Rappresentava anche la trasformazione dell'uomo da uno stato di impurità terrestre ad uno stato celeste di perfezione. Alcuni Alchimisti disprezzavano chi cercava la Pietra solo per brama di ricchezze. Tuttavia molti di coloro che si affaticavano tra forni e alambicchi credevano che la Pietra potesse essere fabbricata solo da chi avesse raggiunto una comprensione profonda dei più riposti segreti dell'Universo, che non potevano essere trasmessi con un linguaggio comune; era possibile comunicarli solo con simbolismi e allegorie.

Nota di Lunaria: aggiungo qui un approfondimento sull'Alchimia nel Cinquecento e sulla Pietra Filosofale  https://intervistemetal.blogspot.com/2018/07/alchimia-magia-e-astrologia-nel.html
e nel contesto indù



LA PIETRA FILOSOFALE E L'ALBERO COSMICO NELLA MITOLOGIA INDUISTA

Nota di Lunaria: il merito per questo scritto va a un ragazzo di Gujarat che mi ha tradotto questa immagine 




con la traduzione dei singoli nomi, sono riuscita a risalire ai significati mitologici e simbolici ^-^

Ed è stato davvero provvidenziale, perché così ho potuto scoprire collegamenti interessantissimi soprattutto sull'Albero e sulla Pietra

Ecco qui le spiegazioni :)


Gayatri è la forma femminile di Gaayatra, un termine che significa "inno o canzone" in sanscrito.


 È la consorte di Brahma. Lui la sposò quando la sua prima consorte, Saraswati,


era in ritardo per il yajna (sacrificio rituale del fuoco). Gayatri è la personificazione del Gayatri mantra, la Madre di tutti i Veda.

Unisce tutti gli attributi di Brahman, tra cui passato, presente e futuro e i tre regni dell'esistenza. I cinque visi di Gayatri rappresentano la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco e il cielo.



La Brahmastra, l'arma del Dio Brahma è considerata l'arma letale per eccellenza; non può essere fermata da nessun'altra arma. Si può ottenerla solo meditando su Brahma, e per evocarla è necessaria una formula magica. è la spada dell'ordine e della giustizia. 
La potenza della Brahmastra è così devastante da provocare gravi danni pure all’ambiente circostante, portando alla morte e alla sterilizzazione ogni forma di vita, che staziona nei pressi della zona colpita. Questa particolarità dell’arma ha suscitato l’interesse dei complottisti squilibrati, secondo cui essa sarebbe in realtà una bomba nucleare, adoperata dagli antichi indiani.


Vedi anche qui: http://enumaelish60.blogspot.it/2014/12/brahmastra.html

La Pietra Filosofale nell'induismo è chiamata Cintamani o Paras/Parasmani. è legata soprattutto a Vishnu e Ganesha.

Jnaneshwar (1275-1296) scrisse un commentario alla Pietra Paras, dicendo che trasformava i metalli in oro.
In Europa la Pietra Filosofale era una sostanza alchemica leggendaria, creduta capace di trasformare i metalli in oro; poteva far ringiovanire e rendere immortali.
 

Kamadhenu è la Dea Mucca nell'Induismo. La Madre di tutte le mucche. è la Dea dell'abbondanza.
 

Ne avevo parlato qui: https://intervistemetal.blogspot.com/2018/07/norvegia-2-la-mitologia-norrena-in.html

Condivide il simbolismo di Mucca Primordiale sia con Hathor che con la norrena Auðhumla (detta anche Auðumla o Auðhumbla): nella mitologia norrena, è la grande mucca che nutrì il gigante primordiale Ymir. Auðhumla nacque, come Ymir, dalla brina di Ginnungagap, brina che si sciolse per l'incontro tra le correnti gelide di Niflheimr e quelle calde di Múspellsheimr. Dalle sue mammelle scorrevano quattro fiumi di latte.

Per sfamarsi, Auðhumla cominciò a leccare degli scogli gelati, che sapevano di sale. Nel primo giorno in cui li leccò da questi scogli emersero i capelli d'un uomo, nel secondo giorno la testa, e nel terzo tutta una persona. Questi, la prima creatura in forma umana, fu Búri, che generò Borr; Borr si unì quindi alla gigantessa Bestla, da cui nacquero i primi Dèi: Odino, Víli e Vé.
 

L'Amrit è il nettare dell'immortalità (simile all'ambrosia greca)

L'idea di calice sacro, di "graal" - difatti - non è neanche un'idea cristiana; ancora una volta, gli induisti hanno il calice Kalasha, che è un simbolo di buona fortuna e di buon auspicio, di fertilità e prosperità



difatti, nell'iconografia indù, è attributo delle Dee; peraltro, ricorda molto la cornucopia, già attributo delle Dee pagane come Rosmerta o della Fortuna.

L'Albero Kalp (Kalpavriksha o Kalpataru) è l'Albero Divino dei desideri e della vita, nella mitologia indù.
 

L'Albero si originò, insieme alla Mucca Kamadhenu, mentre l'Oceano di Latte ribolliva. Il Dio Indra portò questo albero in paradiso. 
L'Albero è protetto da due creature (Kinnara e Kinnari), da Apsara (donne danzanti simili a ninfe) e da altre divinità.

Si pensa che abbia radici fatte di oro, argento, lapislazzuli, corallo, perle e che produca frutti simili a diamanti. La Dea Parvati lo usò per procurare gioia e benessere alla figlia Aranyani, che divenne Vana Devi, la protettrice delle foreste.
In India, diverse specie di alberi dai grossi tronchi come il Ficus benghalensis,
il Cocos nucifera o la Madhuca longifolia vengono indicati come "albero Kalpavriksha".

A Mangaliyawas, in Rajasthan, ci sono due alberi ancora adorati, che vengono considerati Maschio e Femmina.

Il Kalpavriksha veniva abbellito con gioielli appesi ai rami.
Anche nel Buddhismo il Kalpavriksha era venerato. Ci sono alcuni dipinti che lo rappresentavano accanto a una donna, che teneva una coppa in mano; probabilmente si credeva a una divinità protettrice dell'albero.

C'è un'immagine che raffigura Shiva e Parvati accanto all'albero Kalpavriksha: Parvati è inginocchiata, con le mani in alto, in segno di adorazione a Shiva, mentre un getto d'acqua esce dal Kalpavriksha per benedirla.

L'idea di Albero Cosmico è stato presente in quasi tutte le mitologie, dagli Inuit agli Africani, ed è stata, ovviamente, scopiazzata anche nel cattolicesimo, con le varie "madonne" che appaiono sugli alberi o sui roseti. 



sono tutti scopiazzamenti del culto pagano degli alberi... come sa chiunque abbia letto Mircea Eliade o altri libri sul paganesimo...