Sul mio comodino (3)

Cosa ho iniziato a leggere, in questi giorni?

A tema Rosa "Il testimone chiave" e "Caramuru": il primo è un Rosa poliziesco a tinte thriller (alcuni sicari stanno dando la caccia al testimone oculare che potrebbe far condannare definitivamente uno dei più potenti boss mafiosi...)


Trama: Mitch Drake, testimone chiave che avrebbe dovuto permettere alla polizia di smascherare il noto boss della mala Sabatini, viene dato per morto nell'esplosione che ha distrutto la casa in cui era nascosto. Sabatini non solo ha fatto uccidere degli agenti di polizia che gli davano la caccia, ma ha anche trucidato la moglie di Mitch.
Ma l'agente Molly Sparling sospetta che sia riuscito a cavarsela e che abbia bisogno di aiuto per sfuggire agli uomini di Sabatini. Quando finalmente lo trova, cerca di convincerlo a tornare sotto la tutela della polizia... ma Mitch non vuole protezione. Vuole lei, che è stata il suo primo amore molti anni prima... (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/04/il-testimone-chiave-di-morgan-hayes.html)


Qui trovate l'approfondimento storico sulla mafia:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/le-origini-della-mafia-dal-1861-ad-oggi.html

"Caramuru" invece è un Rosa a tinte avventurose ed esotiche


Trama: Nella foresta vergine dell'Amazzonia crescono piante ancora sconosciute che potrebbero contribuire a guarire alcuni mali dell'umanità. Per questo e perché decisa a vincere antiche paure, Chris, giovanissima studiosa di botanica, partecipa ad una spedizione sull'Orinoco in un gruppo di esploratori. Non può fraternizzare con i compagni, è angosciata dalla stressante realtà dell'universo verde che la circonda, è incalzata da Caramuru, l'Uomo di Fuoco, che gli indigeni temono e che guida la spedizione. Avrà successo la ricerca della pianta benefica? Avrà successo la battaglia di Chris contro se stessa e contro Caramuru?

"La sua risata risuonava ancora nella stanza parecchio dopo che se n'era andata. Chris era rimasta sola con l'uomo che assomigliava più che mai al suo soprannome di Caramuru. In lui c'era davvero il fuoco. Fiammate d'ira gli lampeggiavano negli occhi azzurri e il sole che entrava dalla finestra gli incendiava i capelli. Chris, sulla difensiva, alzò la testa. Ricordando le proprie recenti esperienze strinse le labbra e indurì lo sguardo. Si affrontarono, come il fuoco e il ghiaccio, e per un po' regnò tra di loro un silenzio carico di tensione."

Lo trovate recensito qui:
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/04/caramuru-luomo-di-fuoco-di-margaret.html




Come horror, sto rileggendo un'antologia di racconti (genere: ghost stories di fine Ottocento) che avevo letto (in biblioteca) decenni fa (mi sa che era il 2004 o 2005). L'ho trovata alle bancarelle dei libri alcuni mesi fa e me la sono comprata


YES, l'idea è proprio quella di trascrivere gli stralci più belli, racconto per racconto…

"Si annidano apparentemente assopite negli angoli più oscuri e dimenticati della nostra psiche e si risvegliano improvvisamente, senza farsi annunciare, magari una sera in cui siamo soli in casa, tormentati dal rumore della pioggia e dal vento che fa sbattere le imposte: sono le paure ancestrali che affollano silenziosamente il nostro incontrollabile inconscio, quelle che ci fanno temere l'incombere di eventi impossibili e irrazionali o l'apparizione di figure inquietanti... come gli spettri.
Sospese indefinitamente tra il nostro mondo e l'Aldilà, queste inafferrabili presenze del nostro immaginario turbano i nostri sogni e popolano la fantasia, scavalcando sfacciatamente la realtà e violando ogni barriera tra la vita e la morte. Le loro incursioni stravolgono la nostra quiete esistenza e simboleggiano tutto ciò che la nostra limitata razionalità non riesce a contenere o a comprendere.
Ci sono scrittori che hanno saputo accoglierle magistralmente nel proprio universo letterario, creando racconti di straordinaria suggestione, raccolti in questa antologia.
Ventinove agghiaccianti racconti scritti da Henry James, Mary Elizabeth Braddon, Wilkie Collins, Vernon Lee…"

2) "L'ultima casa in C... Street" di Dinah Maria Mulock (1856)
3) "M. Anastasius" di Dinah Maria Mulock (1857)
4) "Lo spettro sotterraneo" di John Berwick Harwood (1866)
5) "La storia di zio Cornelius" di George McDonald (1866)
6) "Lo spettro di Bothaten" di Robert Stanley Hawker (1867)
7) "Realtà o illusione?" di Henry Wood (1868)
8) "Pichon e Figli, della Croix Rouge" di Anonimo (1868)
9) "Abitato da spettri" di Anonimo (1868)
10) "Il romanzo di certi vecchi vestiti" di Henry James (1868)
11) "La verità, tutta la verità, nient'altro che la verità" di Rhodha Broughton (1868)
12) "L'ombra di un'ombra" di Tom Hood (1869)
13) "John Granger" di Mary Elizabeth Braddon (1870)
14) "Lo spettro nel mulino" di Harriet Beecher Stowe (1871)
15) "L'abbazia di Crighton" di Mary Elizabeth Braddon (1871)
16) "Lo spettro in casa del Capitano Brown" di Harriet Beecher Stowe (1871)
17) "Una voce non vivente" di Thomas Street Millington (1872) 
18) "Povero Bobby, così carino" di Rhodha Broughton (1872)
19) "Il nuovo passo" di Amelia Blandford Edwards (1873)
20) "Il Bianco e il Nero" di Erckmann-Chatrian (1873)
21) "La signorina Jéromette e il curato" di Wilkie Collins (1875)
22) "è stata un'illusione?" di Amelia Blandford Edwards (1881)
23) "La porta aperta" di Charlotte Riddell (1882)
24) "La storia dello strascico ondeggiante" di Mary Louise Molesworth (1887)
25) "Cane o demonio?" di Theo Gift (1889)
26) "Uno spettro dal mare" di Joyce Emerson Muddock (1889)
27) "Una voce malvagia" di Vernon Lee (1890)
28) "Affitasi" di Bithia Mary Croker (1890)
29) "Scacchi" di Richard Marsh (1890)

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/poltergeist.html

Parlando di poesia, sto leggendo Seferis, uno dei pochi poeti greci (del Novecento) che mi piace



Penso fosse il 2009 (o qualche anno dopo), quando in biblioteca avevo trovato un'ottima antologia sulla poesia greca del Novecento, e avevo trascritto diverse poesie che mi erano piaciute. Purtroppo all'epoca non ebbi modo di fotografare la copertina, così non mi ricordo neanche più che antologia fosse (ma era degli anni '50 o '60). L'idea è quella di spulciare di nuovo negli archivi della biblioteca per vedere se la ritrovo e se posso ri-noleggiarmela... Intanto qui vi metto alcune delle poesie più belle di Seferis che ho trascritto di recente.

Grecità e modernità, pietrose reliquie di una storia da troppo tempo consumata e angosce contemporanee nutrono la poesia di Seferis. Un viaggio senza meta tra tempi e civiltà diversissime, un'avventura che nasce dalle lacerazioni e dai dubbi dell'uomo di oggi si disegnano su quel paesaggio di isole, di promontori, di bracci di mare che videro nascere i miti ellenici e Ulisse navigare sognando la sua Itaca. 

Da "Gimnopedia" 

Dammi le mani, dammi le mani, dammi le mani.
Ho visto nella notte
il vertice aguzzo dal monte,
la piana inondata laggiù nella luce
d'una luna segreta,
girando il capo ho visto
l'acervo dei macigni neri
e la mia vita tesa come corda,
inizio e fine
l'attimo supremo;
le mie mani,

[...]
palpeggiando
la porpora inesausta
in quella sera del ritorno
- le Erinni cominciarono a fischiare
nell'erba rada -
ho visto serpi e vipere incrociate
in un viluppo sulla mala stirpe
il nostro fato,

Voci su dal macigno, su dal sonno,
più fonde qua dove il mondo s'abbruna,
memoria di travagli radicata nel ritmo
che percosse la terra con piedi
dimenticati.
Inabissati corpi, alle radici
d'un altro tempo, nudi. Occhi sbarrati,
sbarrati sopra un segno
che per quanto tu voglia non discerni:
l'anima
che combatte per farsi anima tua.

Neppure il silenzio è più tuo
qui dov'è fermo il giro della mole.


Da "Quaderno d'esercizi"


"Epifania" (1937)

Il mare in fiore, i monti nella luna menomante
la grande rupe accanto ai fichi d'India e agli asfodeli
l'orcio che non voleva asciugarsi alla fine del giorno
e quel letto serrato là vicino ai cipressi e i tuoi capelli
d'oro, gli astri del Cigno e Aldebaran.

Ho serbato la mia vita, ho serbato la mia vita viaggiando
tra piante gialle nel rovescio della pioggia
su taciti versanti sovraccarichi delle foglie di faggio,
senza falò sul vertice. Fa sera.
Ho serbato la mia vita: sulla tua mano sinistra una linea,
sul tuo ginocchio un segno: ci saranno
sulla sabbia dell'altra estate, ci saranno
ancora, là dove soffiò la tramontana
mentre sento d'attorno al lago ghiaccio
questa lingua straniera.
Nulla chiedono i visi che vedo, né la donna
che incede curva col bambino al petto.
Salgo sui monti: valli annerite; la piana nevicata,
fino laggiù nevicata non chiede
nulla, né il tempo chiuso entro cappelle mute,
né le mani protese  a cercare, o le strade.
Ho serbato la mia vita in un sussurro, dentro
l'illimitato silenzio
e non so più parlare né pensare: sussurri
come il respiro del cipresso quella notte,
come la voce umana del mare notturno
fra i ciottoli o il ricordo della tua voce che diceva
"buona fortuna".
Chiudo gli occhi cercando il convegno segreto delle acque
sotto il ghiaccio, il sorriso del mare, i pozzi chiusi
palpando con le mie vene le vene che mi sfuggono,
dove mettono capo le ninfee e l'uomo che cammina
cieco sopra la neve del silenzio.
Ho serbato la mia vita, con lui, cercando l'acqua che ti sfiora:
gocce che cadono grevi sopra le foglie verdi, sul tuo viso
nel giardino deserto, sopra la vasca immota,
cogliendo un cigno morto nel bianco delle piume,
alberi vivi e i tuoi occhi sbarrati.

Questa strada non termina e non muta, anche se tenti
di rammentare gli anni d'infanzia, e chi partì
e chi sparì nel sonno, nelle tombe marine,
anche se brami di vedere i corpi amati reclinarsi
sotto le rame rigide dei platani, ove un raggio
nudo di sole s'è posato, e un cane
ha sobbalzato e un battito ha riscosso il tuo cuore,
questa strada non muta: ho serbato la mia vita.

La neve
e l'acqua ghiaccia al passo dei cavalli.


"Epitafio"


I blocchi di carbone nella bruma
erano rose radicate nel tuo cuore,
la cenere velava il tuo viso
ogni mattina.

Sfrondando ombre di cipressi
te ne sei andata l'altra estate.


"Frammenti"


Fra due momenti amari non hai tempo
di rifiatare.
Fra il tuo viso e il tuo viso una forma di bimbo
tenera si profila e si cancella.

Nelle grotte marine
c'è una sete, un amore,
un rapimento,
rigide cose come le conchiglie
puoi tenerle nel palmo.

Nelle grotte marine
ti guardavo negli occhi giorni interi:
io non ti conoscevo e non mi conoscevi.


Che nervoso se penso al fatto che tutti la menano con 'sto aristotele odioso, parlando di Grecia, e nessuno conosce Seferis!


Ho pure finito Nancy Kilpatrick e le sue belle novelle vampiriche; appena riesco trascrivo almeno il commento introduttivo, perché ne vale la pena… https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2020/04/storie-di-vampiri.html




Ho iniziato anche "La Setta", ma per il momento è abbastanza moscio.


Da questo libro è stato tratto "Nameless" (o comunque, è stato ispirato dal romanzo). 
In sintesi: una bambina viene rapita da una misteriosa setta. Nessuno sa che fine abbia fatto. Passano gli anni, e sua madre riceve una telefonata: è proprio sua figlia, che la chiama…
Sono arrivata a pagine 50, ma è alquanto dispersivo e con pochissima suspense. (vedi recensione qui: https://intervistemetal.blogspot.com/2020/05/recensione-la-setta-di-ramsey-campbell.html)

Anche "Dark Divine" e "Baciata da un angelo" (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/05/recensione-alla-trilogia-baciata-da-un.html) alla fine sono stati abbastanza mediocri.


Peccato, perché l'idea del Licantropo sexy mi intrigava, ma narrata al modo in cui l'ha narrata l'Autrice, asfissiando il tutto con un vischioso strato di melassa cristiana, 
https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/04/recensione-dark-divine.html
non riesce ad intrigare, neanche un po'.
Un'occasione sprecata, insomma.

Finito "Dark Divine" ho iniziato "La Setta dei Vampiri: l'Anima Gemella". è il sesto volume della saga di Lisa Jane Smith (autrice celebre per l'infinita serie di "Il Diario del Vampiro" e ha scritto anche un ciclo dedicato alle streghe… c'è da dire però che del "Diario del Vampiro" i più belli sono i primi 4, gli altri sono noiosi, ripetitivi, mosci, banali, danno proprio l'idea di "minestra riscaldata più e più volte" e giusto per marketing, per vendere il più possibile sfruttando il trend... ad un certo punto ho smesso di leggerli e me ne mancano 3 o 4 per finirla tutta)



Mi era piaciuto moltissimo il primo libro "La Setta dei Vampiri: Il Segreto", che però purtroppo non possiedo… mi pare che l'ho finito in 2 o 3 giorni, da tanto mi era piaciuto


Sono appena al terzo capitolo di "L'Anima Gemella" quindi è presto per dare un giudizio… in sintesi, comunque, la protagonista, Hannah, non sa di aver già vissuto molte vite e nelle pieghe del tempo c'è un vampiro che la cerca da sempre… è la sua anima gemella, che ha sfidato la morte e i secoli per ritrovarla. Ma sulle tracce di Hannah c'è anche un altro vampiro che cerca di ucciderla per placare il suo odio eterno…
https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2020/01/la-setta-dei-vampiri-gli-stralci-piu.html

Anche "Blu come gli incubi" 




si sta rivelando una mezza delusione… dovrebbe parlare di una ragazza, appassionata di Wicca, che ha il dono di prevedere il futuro (e deve quindi sventare il piano criminale di uno stalker che sta perseguitando la sua migliore amica, per ammazzarla) ma invece di essere incentrato sulle descrizioni di riti wiccan, o di dare ampio risalto ad atmosfere soprannaturali, l'Autrice ha perso tempo con dialoghi banalissimi (che riportano particolari altrettanto banali, tipo "le protagoniste che si fanno la manicure con lo smalto color anguria") e praticamente zero suspense. Anche su altri blog l'hanno cestinato, come libro. Peccato, perché poteva essere l'occasione per invogliare un po' i lettori e le lettrici a scoprire la Wicca e invece è proprio scialbo e moscio, come libro. A parte un primo capitolo che "ispirava", il resto è proprio mosciomoscio. 


Infine, ho iniziato "Calendar Girl" volume 2, la saga p*rno rosa più ginocentrica in assoluto! https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2020/03/calendar-girl-recensione.html



Mia è pronta a ripartire! L'aspetta un aprile a Boston in compagnia di Mason Murphy, campione di baseball. Tutto ciò che Mia detesta in un uomo si trova proprio in Mason, che però ha un fisico atletico, è talentuoso e vincente ma così cafone... sarà Mia a cambiarlo, organizzando una serata di beneficienza per raccogliere dei soldi a sostegno della ricerca per la lotta al tumore al seno. E il successo dell'iniziativa porterà anche la timida Rachel, da sempre innamorata di Mason, tra le braccia del campione di baseball!
A maggio si va alle Hawaii, a fare la modella per un servizio fotografico dedicato ai costumi da bagno. Un mese di focoso e rovente sesso in compagnia di Tai, il bellissimo samoano con un intricato tatuaggio tribale disegnato lungo il lato sinistro del suo corpo poderoso e virile.
E a giugno Mia è a Washington, a fianco di un ricco filantropo: trenta giorni nell'universo della politica, in un mondo di intrighi, potere, denaro e uomini senza scrupoli.
E poi c'è sempre Wes, l'uomo che forse è stato destinato a Mia per sempre. Anche se per il momento hanno deciso di lasciare i loro sentimenti sullo sfondo mentre ciascuno vive la sua vita...


Devo dire che, a parte qualche caduta di tono (il turpiloquio, che a volte è proprio fastidioso, sarà anche un mio limite, ma proprio non reggo personaggi erotici sboccati), come romanzo è divertente. Vi lascio una pagina, censurata dove serve…


https://intervistemetal.blogspot.com/2020/02/sul-mio-comodino.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2020/03/sul-mio-comodino-2.html