Sheela-na-Gig è la Strega rannicchiata, con le mani che tengono aperta la sua Gig Vulva spalancata. Questa è l'immagine più spudorata dal punto di vista sessuale che si possa rinvenire nel pantheon delle Dee e Dei britannici antichi.
Possiamo trovare incisioni che riportano questa immagine nelle chiese di tutte le Isole di Brigit, in Irlanda e Galles, dove era usata come un gargoyle per spaventare i demoni; una delle più grandi si trova nella chiesa di st. Mary e St. David a Kilpeck nel Herefordshire; nelle chiese dedicata a "santa Brigit" (santa inesistente ricalcata sulla Dea Brigit. Nota di Lunaria) è spesso scolpita sul portico. Entrare nella chiesa attraverso la porta arcuata era come passare simbolicamente attraverso la Yoni della Dea.
Sheela-na-Gig ha diverse caratteristiche interessanti. La prima è la sua testa di strega, che solitamente è brutta e di forma triangolare, con un'ampia fronte, occhi sporgenti e il mento piccolo e a punta. (Nota di Lunaria: si noti come gli occhi di Sheela rimandino alla spirale; la spirale è uno dei simboli della Dea)
Questa forma si trova nelle prime incisioni della Vecchia Europa della Dea Uccello e Serpente (*) I seni di Sheela solitamente sono avvizziti o non visibili (**) poiché spesso è mostrata con la cassa toracica sporgente di una Donna Anziana. (Nota di Lunaria: la Dea Vecchia, la Crone, è ancora diffusa nell'induismo: Dhumavati è la Dea Terrifica, la Vedova. Altre Dee crone sono Ecate, Cerridwen, Manat, Cailleach)
La principale caratteristica di Sheela è la sua Yoni aperta, il luogo dove risiede il Potere. La Yoni della Madre Strega è la porta d'accesso alla morte e per ritornare al suo utero della Rigenerazione: è qui che ritornano tutte le anime al termine della vita terrena, aspettando la rinascita.
La Vulva di Sheela è a forma di mandorla, o meglio, di Vesica Piscis (due cerchi intrecciati)
L'origine della parola Sheela-na-Gig è oscura, ma probabilmente significa la Vecchia Donna con la Vulva. Secondo Marija Gimbutas questa immagine deriva dall'antica Dea Rana. Esistono immagini della Dea Rana o Rospo con gli arti aperti e piegati e una vulva umana.
Il culto della Vulva e dell'Utero della Madre Terra è esistito dall'inizio della vita umana sulla terra. In molti luoghi nel mondo le formazioni naturali delle rocce sono considerate come aperture al Suo Sacro Corpo e vengono onorate come tali. Anche le grotte sono considerate come aperture verso il Suo Utero.
Nota di Lunaria: sì, nell'Induismo è rimasta la "litolatria vaginale"
Ma anche da noi le grotte venivano adorate come "Grandi Vagine", vedi Balzi Rossi.
La Dea Vaginale per eccellenza è Lajja Gauri
(*) Vedi gli studi di Marija Gimbutas https://intervistemetal.blogspot.com/2018/10/introduzione-allarte-della-preistoria.html
Ci si ricordi che l'uccello è uno dei simboli della Dea nelle sue tante versioni…
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/la-dea-madre-nelle-diverse-culture.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/gli-animali-e-le-dee-nella-mitologia.html
(**) Dea dai seni avvizziti e dall'aspetto cadaverico è l'indù Dhumavati https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/dhumavati-una-dea-molto-doom-metal.html
LA DEA HEKET, Info tratte da
Piccolo animale che tuttavia ha avuto una grande fortuna in ambito simbolico per la sua prolificità e per la vistosa metamorfosi da uovo a girino e da girino a quadrupede vagamente umano; nell'antico Egitto era considerato il simbolo della rinascita e della continua rigenerazione della vita. Talvolta le Divinità primordiali che costituiscono l'Ogdoade vengono raffigurate con la testa di rana.
La Dea del parto Heket, figura positiva nell'antica religione popolare, ha le sembianze di una rana.
Nell'antica Cina si credeva che le uova di rana piovessero dal cielo insieme alla rugiada, ragion per cui la rana anziché "wa" era detta metaforicamente "t'ien-chi" che significa "pollo del cielo"; alla base di tale credenza dovrebbe trovarsi una correlazione mitica con il culto della Luna. Un'antico testo dice infatti che una delle due anime dell'uomo ha la forma di una rana; si diceva che i poeti e imperatori avessero potere con un semplice ordine di far cessare il fastidioso gracidare delle rane.
Nell'Europa antica è nota la leggenda secondo cui alcuni contadini lici vennero trasformati in rane poiché saltandovi dentro avevano intorbidato l'acqua ad una Dea assetata. Nella magia popolare la rana ha un ruolo molto importante che già Plinio ricorda: "Se si desse retta ai maghi, le rane sarebbero più importanti di qualsiasi legge; per esempio deponendo una lingua di rana sul cuore di una fanciulla dormiente, questa avrebbe risposto la verità a qualunque domanda."
Nella simbologia cristiana la piaga d'Egitto (Esodo 8, 2-14) o invasione delle rane, è un simbolo di devastazione confermata anche dall'apocalisse di giovanni (16:13). "E se continuerai a rifiutarti di mandarlo via, ecco, piagherò tutto il tuo territorio con le rane. E il fiume Nilo pullulerà di rane" e "E vidi uscire dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia selvaggia e dalla bocca del falso profeta tre impure espressioni ispirate che sembravano simili a rane"
I padri della chiesa interpretarono l'abitudine di vivere nel fango e il fastidioso gracidare delle rane come simbolo del Diavolo o degli eretici.
Nell'Egitto di cultura copta la rana era invece un simbolo tradizionalmente positivo che sulle lampade ad olio rappresentava la resurrezione; in Europa la rana è l'attributo caratteristico di un santo, il quale, come narra una leggenda simile al racconto cinese, aveva la facoltà di zittire le rane che gracidavano nelle paludi intorno alla sua isola.
La psicologia del profondo ritiene che la rana, animale che collega terra e acqua, sia un simbolo dai connotati positivi per quanto susciti disgusto. Il suo processo di sviluppo da girino ad animale completo in tutte le sue parti lo rende simile all'uomo, gli rammenta la possibilità di ascendere a un grado superiore di spiritualità. Per questo motivo nella favola "Re Rana" la trasformazione da rana a principe, da disprezzato ad ammirato, è divenuta ormai consueta. Nella rana viene spesso vista la presenza attiva di un principio vitale mentre il rospo attira su di sé l'immagine della pesantezza; quest'ultimo è un animale onirico, espressamente femminile e materno. La psicoanalisi freudiana vede nella viscida rana che vuole saltare nel letto della principessina, un simbolo palese dell'organo sessuale del maschio il quale può raggiungere lo stadio di uomo completo soltanto venendo accettato all'interno di un rapporto di coppia. Con valenze religiose la rana compare negli scritti del visionario Jacob Lorber (1800-1864) della Stiria, il quale scrisse: "La rana gracida nel suo stagno per la maggior parte del giorno felice per la vita condotta e loda così dio con la sua gioia rumorosa poiché presiede la vita"; sempre in ambito religioso la rana poteva anche servire l'uomo come figura dell'apostolo che apprende.