La tortura e la prigione nel processo inquisitoriale

NOTA DI LUNARIA: VERRANNO RIPORTATE ANCHE LE FOTO DELLE PAGINE, PERCHé QUESTO TIPO DI ARGOMENTO SI TIRA SEMPRE DIETRO LEGIONI DI DEFICIENTI E DEFICIENTESSE CHE NEGANO QUESTE COSE E CHE SI PERMETTONO DI DENIGRARE E SBEFFEGGIARE LE PERSONE CHE NE PARLANO, FACENDOLE PASSARE COME DEI VISIONARI RINC*GLIONITI. 

RIPORTERò QUINDI LE FOTO DELLE PAGINE, PER DIMOSTRARE CHE "NON SONO IO CHE MI INVENTO LE COSE" E CHE I LIBRI LI LEGGO, CONTRARIAMENTE AI MIEI DETRATTORI; CHE QUESTI Sì, CHE NON LEGGONO NIENTE, MANCO LO SCONTRINO DELLA SPESA.


Info tratte da




Durante il Cinquecento e il Seicento il libro che fa testo, in materia diabolica, è soprattutto il Malleus Maleficarum di Sprenger e Kramer. (*) I motivi d'accusa, nel processo inquisitoriale di satanismo, sono infiniti. Per ogni fatto o frase o detto si può essere processati. Non solo ogni persona può denunciare uno stregone ma anche le denunce anonime possono dar luogo ad un processo.  Appena arrestati, gli stregoni o presunti tali, sono sottoposti ad operazioni preliminari "onde impedire al Diavolo di difendersi e di salvare i suoi adepti" (...) gli arrestati sono spogliati subito delle loro vesti e i loro corpi sottoposti a meticolose investigazioni. (...) La stregoneria era persino considerata ereditaria: i figli e le figlie di stregoni e streghe sono perciò essi stessi stregoni e streghe. Il minimo indizio basta perché siano processati ed inviati a morte. Guai al disgraziato che mette piede nella camera di tortura: non ne esce che dopo aver detto tutto ciò che si vuol fargli dire. Una volta torturato è spacciato. Non può più sfuggire, bisogna che confessi le menzogne più ridicole. Ciò è tanto vero che, fu detto nel XVII secolo da un inquisitore di un grande principe "che se il Papa cadesse nelle mie mani e subisse la tortura, si confesserebbe certissimamente un satanico."
I mezzi di tortura sono molti: in Francia la legge criminale ammette due specie di torture: la questione preparatoria e la questione definitiva. La prima ha per oggetto di far confessare all'accusato il delitto di cui è imputato; la seconda il nome dei suoi complici. Ciascuna di queste questioni si divide in questione ordinaria e questione straordinria, le quali non differiscono che per l'intensità dei tormenti. La questione straordinaria è riservata "ai più grandi colpevoli" nei quali sono da annoverarsi streghe e stregoni, il cui delitto, "crimen exceptum" è il più grande, essendo di "lesa maestà divina".


Qui di seguito qualche esempio.

"La questione dell'acqua" si pratica nel modo seguente: si fa stendere il paziente su una rozza panca di pietra, braccia e gambe legate ad anelli di ferro infissi al muro. Le corde sono tese, in modo tale che l'imputato non può più fare alcun movimento. Il boia introduce allora nella bocca del torturato un corno di bue forato e versa l'acqua: sei litri per la questione ordinaria, e dieci per la questione straordinaria. "La tortura degli stivaletti" consiste in certi casi in una scarpa o benda di pergamena che si applica, bagnata, al piede o alla gamba, che viene poi avvicinata al fuoco: la pergamena, al calore, stringe in un modo il piede o la gamba da cagionare un dolore atroce, lancinante, insopportabile; in altri casi "lo stivaletto" è costituito da quattro tavole di cui due sono passate tra le gambe della vittima e le altre due sui lati esterni delle gambe; il tutto viene legato con corde; dei cunei sono passati, in seguito, tra le due tavole dell'interno e affondati violentemente a colpi di mazza: la vittima ha così le ossa spezzate; le "poucettes" consistevano nel stringere i pollici della vittima in una specie di vite che a poco a poco penetrava nell'osso fino a schiacciarlo. La "strappata" consisteva nel legare le mani della vittima dietro il dorso con una corda che passa in una puleggia fissata ad una traversa di forca o al soffitto. Il disgraziato veniva issato fino alla puleggia e poi lasciato brutalmente ricadere di modo che il peso del corpo sleghi le sue membra; si poteva anche sospendere la vittima con tenaglie per unghie. A Lione, venivano accesi pezzi di zolfo tra le dita dei piedi e delle mani. Anche l'olio bollente poteva venir versato sulle gambe del torturato. Ad Avignone, città papale, il disgraziato, completamente rasato, veniva introdotto in una camera ardente nel mezzo della quale era posto un sottile paletto di legno che terminava a punta di diamante; la vittima, appesa, veniva fatta sedere lentamente su questa punta aguzza, impalandola; spesso gli venivano avvicinati al viso degli specchi affinché egli stesso potesse contemplare lo spettacolo della sua tortura.
La confessione era ottenuta anche con la detenzione in prigione; la Torre di Lindheim era nota per essere "La torre delle streghe"; le vittime erano chiuse in sinistre profondità, in neri antri in cui umidità, freddo, topi, escrementi rendevano questi inferni più atroci, facendo desiderare la morte (Nota di Lunaria: un romanzo consigliato, su questo tema, è "L'Italiano o il Confessionale dei Penitenti Neri" di Ann Radcliffe, ma potrei citare anche il racconto "Il pozzo e il pendolo" di Poe; entrambi questi autori hanno reso magistralmente tutto l'orrore e il terrore dell'Inquisizione)






Uno scrittore tedesco del XVIII secolo, Reiche, che ha visitato parecchie prigioni di streghe in Germania, così le descriveva: "Le adoratrici del Diavolo erano quasi sempre chiuse in torri massiccie, in cantine o fosse profonde, oscure e strette. Quivi venivano legate a pali o fissate, mercé corte catene, ad enormi sassi. Qualche strega, particolarmente temibile, veniva attaccata ad una croce. Altre venivano legate, con pesantissime catene, attorno ai fianchi in modo da impedire loro di fare il minimo movimento. Quasi sempre, dopo qualche mese, le disgraziate avevano tutte le membra anchilosate e se anche riconosciute innocenti rimanevano storpie per tutta la vita." A Offemburg, una sventurata, rimase chiusa in una di quelle cloache infette ed oscure dall'ottobre del 1608 fino a febbraio del 1611. Quando la corte suprema di Spira, sulle reiterate istanze del marito, si decise ad ordinarne la scarcerazione, la disgraziata era folle. Allorché la strega imprigionata era giovane e bella, boia e secondini abusavano bestialmente di lei.


(*) Vale la pena riportare cosa i due domenicani cristiani pensassero delle donne.


"Le donne, soprattutto, sono sospettabili, e il Malleus ce lo spiega: le donne sono più superstiziose degli uomini, più inclini a credere, il che fa sì che il Diavolo, il quale cerca sempre di corrompere la fede, trovi più facilmente accesso presso di loro (Nota di Lunaria: idea che aveva anche lo stesso Tertulliano; la donna era "la porta del demonio", la "ianua diaboli", proprio perché portava e veicolava la tentazione e quindi il peccato, essendo più soggetta all'azione del Diavolo)

FOTO DELLA PAGINA DEL BRANO DI TERTULLIANO:



Andiamo avanti con le citazioni prese del Malleus...

"Causa il loro carattere debole, ricevono le sue impressioni con minore resistenza e vi si abbandonano più facilmente. Poi, le donne hanno la lingua intemperante: lubricam habent linguam. Tra di loro nulla si nascondono; sono poi portate, più degli uomini, a vendicarsi di nascosto con le malie... E perché, al tempo nostro, questa perfidia si incontra assai di più nelle donne che non negli uomini, così l'esperienza ci fa sapere, studiando i fatti, che molte di loro si danno con gioia ai perfidi incantesimi. Un'altra ragione è che la donna è più carnale dell'uomo e ciò risulta dalla creazione stessa della prima femmina; essa è stata formata da una costola ricurva dell'uomo, vale a dire ritorta. Ciò fa sì che essendo un animale imperfetto, è sempre mentitrice (...) [il termine latino] "Femina" deriva da "fe" e da "minus": ora poiché in lei la fede è minore ne deriva che può essere facilmente preda di sortilegi e può, del pari, resistere assai meno al Demonio."

NOTA DI LUNARIA: SENZA CONTARE CHE NEL MALLEUS SI TROVA ANCHE QUEST'ALTRA SCHIFOSATA: "E LA RAGIONE PER CUI GLI UOMINI SONO PROTETTI DA QUESTO CRIMINE NEFANDO [CIOè LA STREGONERIA]è CHE GESù ERA UN UOMO: SIA BENEDETTO L'ALTISSIMO CHE HA SINO AD ORA PRESERVATO IL SESSO MASCHILE DA COSì GRANDE CRIMINE, PERCHé SICCOME EGLI FU PRONTO A NASCERE E SOFFRIRE PER NOI, EGLI HA QUINDI ELARGITO AGLI UOMINI QUESTO PRIVILEGIO"
GIà, IL PRIVILEGIO DI POTERSI CONSIDERARE IL SESSO DI DIO, ELEVATO DA DIO, MENTRE LE FEMMINE ERANO "SESSO SPREGEVOLE, ANIMALI MALRIUSCITI, CONCUBINE DI SATANA"!


FOTO DELLE PAGINE, PRIMA CHE QUALCUNO RAGLI CHE "NON è VERO NIENTE! è UN TUO DELIRIO, NON HAI MAI LETTO UN LIBRO!"









A proposito, già che ci siamo ricordiamo anche che i cristiani non condannavano al rogo solo donne ed "eretici" ovvero chiunque non la pensasse come loro e\o il loro papa, ma anche gli omosessuali venivano bruciati:




Un'altra cosa: lo sanno in pochi, ma quando l'Inquisizione "andò in pensione", a prendere il suo posto fu la nascente psichiatria, fondata, non a caso, dell'ultracristiano Benjamin Rush che mutuò dall'inquisizione quasi le stesse torture. Ho trattato a lungo la storia criminale della psichiatria, per chi volesse approfondire è da leggere il fondamentale "I manipolatori della pazzia: studio comparato dell'inquisizione e del movimento per la salute mentale in America" https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/i-crimini-della-psichiatria-raccolta-di.html
 

Sullo stesso argomento, vedi anche:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/03/il-sabba-come-sfogo-erotico-di.html

APPROFONDIMENTO: LO STEREOTIPO DELLA STREGA, tratto da




Lo stereotipo della strega che è giunto fino a noi ce la presenta come una vecchia megera solitaria e temibile, priva di affetti, avida e vendicativa, autoreclusa in un antro in cui si dedica alle sue pratiche nefande.
Allo stereotipo della strega si aggiunge la credenza ancora diffusa che i processi alle streghe fossero esclusivamente opera dell'Inquisizione, cioè della chiesa, mentre in Italia come altrove venivano processate e condannate anche da tribunali laici. Ciò sta a significare che la dottrina ecclesiastica, le superstizioni, i pregiudizi accumulati nel corso del tempo fino al delirio collettivo erano perfettamente condivise da tutta la comunità.
A partire dai primi processi, la figura della strega acquista una precisa fisionomia, lineamenti distintivi, "conformi all'ideologia dei suoi giudici", vale a dire che stabilito a priori come si comporta una strega (manuale di base è il Malleus Maleficarum) si costringe una donna accusata da chicchessia, anche su indizi insignificanti (1) a entrare a forza in quel modello.

(1) Gabrina degli Albeti venne inquisita perché consigliò a una moglie picchiata dal marito di somministrargli un decotto di camomilla.
La caccia alle streghe può essere vista come un'individuazione di un capro espiatorio cui attribuire ogni colpa e che placasse, con il suo sacrificio, il panico collettivo generato da fenomeni inspiegabili e terrificanti che rendevano precaria la vita di quei tempi. Non è certo l'unico né ultimo esempio di meccanismo persecutorio.
Se alle pestilenze, alle carestie, alle morie di bestiame la chiesa aveva organizzato risposte sotto forma di funzioni collettive, novene, processioni ecc, non dava risposte a fatti come malattie, incidenti, mortalità infantile, anzi, per ragioni di infelicità personale, la chiesa predicava la rassegnazione e la sottomissione all'imperscrutabile volere di Dio, promettendo una ricompensa ai dolori terreni nella futura vita celeste. A queste avversità private tentavano di porre rimedio quelle donne che grazie all'età avevano acquisito esperienza nella raccolta e nell'uso di erbe medicinali, nella preparazione di pozioni, elisir, unguenti, balsami, tisane
attingendo a un sapere empirico che si tramandava oralmente di madre in figlia. Erano più le donne che gli uomini a ricorrere alle loro arti per ragioni d'amore e di sesso oltre che di salute, perché maggiore era la loro dipendenza dai sentimenti dell'uomo: senza un marito non erano niente, il suo abbandono decretava la loro fine sociale.

Un po' levatrici, un po' psicologhe, un po' maghe, in una solidarietà femminile alimentata dalle comuni sofferenze, queste donne offrivano rimedio alla moglie maltrattata dal marito, afflitta dai dolori mestruali, a quella abbandonata, a quelle, la maggioranza, perpetuamente gravide che volevano difendersi da ulteriori gravidanze. Gli aborti infatti venivano procurati come estremo mezzo di limitazione delle nascite. C'era un'assoluta indifferenza per i rischi frequentissimi di morte che le donne correvano a causa delle ripetute maternità: i mariti usavano le mogli a loro arbitrio, incolpandole e vessandole sia perché erano troppo feconde, sia perché lo erano troppo poco.
Edward Shorter nella sua "Storia del corpo femminile", racconta come la morte per parto o per aborto di una moglie fosse irrilevante per un contadino, il quale poteva sostituirla facilmente con un'altra moglie mentre ben più grave era la perdita di una mucca, redditizia e costosa, e perciò le cure e attenzioni che le si dedicavano erano ben maggiori di quelle dedicate a una moglie.
In quell'epoca, le conoscenze mediche erano ancora patrimonio delle donne, più vicine alla vita quotidiana, al nascere e al morire; di questo patrimonio saranno brutalmente spossessate all'inizio del '700, con l'avvento di una classe medica maschile.
L'aiuto di una donna anziana più esperta e autorevole era dunque l'unico cui le altre donne potevano ricorrere e costei usava nei suoi interventi rimedi composti da erbe, olii, minerali, metalli, terra, pietre, sangue, parti di animali, urina ecc. cioè le disponibilità della natura accessibili in un contesto rurale.
Queste misture venivano somministrate in riti "magici" intesi a mobilitare misteriose e benigne forze soprannaturali. Al potere reale o presunto, si aggiungeva quello puramente immaginario (placebo) che agiva con la suggestione del rito. Riti che somigliavano in modo singolare a quelli compiuti dai sacerdoti agli altari.
Queste donne si appropriavano di un potere doppiamente interdetto, in primo luogo perché donne e dunque per status prive di potere.
Una donna che "ne sa di più" è un pericolo sociale e uno scandalo perché non sta al posto suo: quando emerge, si distingue, agisce autonomente e autorevolmente, fa paura e la paura genera ostilità. In secondo luogo perché lo usurpano alle autorità religiose che pretendono il monopolio. è proprio l'usurpazione di un potere assoluto che a ben altri compete che arma la mano degli inquisitori. Quando tante donne, in tanti luoghi diversi, eseguono le stesse pratiche, allora si tratta di un complotto che va stroncato e punito esemplarmente perché rappresenta una sfida intollerabile a un dominio che non tollera spartizioni. E forse non tollera neppure che potenziali elemosine siano dirottate in altre tasche.



Sull'Inquisizione spagnola, portoghese e quella di Goa vedi: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/breve-storia-dellinquisizione-in-spagna.html