Poemi Epici

Non sono appassionata di letteratura greca e latina, che conosco poco, male e ho dovuto pure leggermi di malavoglia.

Insomma, per essere franca: nel mio harem letterario di scrittori preferiti non c'è praticamente nessun maschio greco o romano antico. Roba come catone o aristotele mi fa pure sboccare.

Visto che costoro ritenevano le femmine inferiori... il sentimento è ricambiato, e Io li ritengo inferiori a Shelley e a Tarchetti. Quindi non Mi degnerei di fare entrare nelle mie preferenze letterarie questi due brutti ciospi dell'Antichità (idolatrati anche oggi come "divini! immortali! capolavori!") neppure se questi due misogini orripilanti strisciassero ai Miei Piedi (Ipostatici) supplicandoMi di farli entrare nel mio harem di preferenze letterarie. 

Sugli autori "non misogini" alla Catullo, che ho letto in sintesi, non mi hanno mai "preso", quindi non posso neanche più di tanto esprimermi. 

Comunque, qui di seguito trovate delle belle immagini che si possono apprezzare e che piaceranno ai cultori del genere, anche se tutto il contesto greco e romano antico, in generale, puzza di misoginia.

Prossimamente (se ha senso questa parola, allo stato attuale...) metterò altre cose a tema "antica Grecia".









































Qui trovate l'Eneide

























































ULISSE

















































Band consigliata: La Caruta di li Dei




Qui trovate quel poco di salvabile, dal punto di vista femminile: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/03/grecia-8-mitologia-al-femminile.html

Per una versione "moderna" di fantasy epico, vedi Conan: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/01/conan.html


Morte per Consunzione (stralci profetici)

da "Anonimo Veneziano", pagina 84

"Tu non vuoi tentare l'operazione?", domanda. "Non ci penso nemmeno", lui risponde "Se fossi sicuro che mi ammazzano, potrei anche farmi mettere i ferri addosso. Ma immagina se sopravvivessi cieco, o paralizzato, o mezzo demente.  Per carità. E poi, sono preparato alla morte, devi credermi. Non giudicare da oggi. Oggi non mi sono comportato bene."


Da "Il Regno dei Gufi"


Pagina 327

"Ti ci abituerai con il tempo", disse Humanoid. "Per sopravvivere in questo posto devi abituarti a cose apparentemente innaturali, e in fretta anche. Altrimenti perdi la testa o muori di fame, o tutte e due insieme." "O muori di dolore e di disperazione", disse Hunter. "Come mi sento ora, molto prossimo alla fine." "C'è un'alta percentuale di mortalità tra i prigionieri"

Pagina 331 

"Sono morte di consunzione", rispose Humanoid. "Una alla volta, rinunciarono alla speranza. Non riuscirono a rassegnarsi alla cattività e se ne andarono." "Pensi che lo stesso destino toccherà a me?", chiese Hunter. (...) "Temo di sì", rispose Humanoid con un sospiro triste di rassegnazione. "A meno che tu ti adatti a queste condizioni e trovi qualche motivo per continuare a vivere, temo che sia molto probabile che tu ti lasci andare e muoia."

Pagina 334

"Con tristezza e rimpianto si rendeva conto che la sua sarebbe stata una morte lenta. Un declino che si poteva protrarre a lungo, non una fine rapida ed eroica come quella di suo padre e dei suoi compagni caduti in guerra. Non la morte di un gufo giovane come quella che aveva sempre sperato, ma un lento slittare in una prematura senescenza - un graduale decadimento intellettuale e fisico causato dalla metropoli e dalla prigionia, ma alimentato soprattutto dal dolore e dalla disperazione."

Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/01/comunque-un-altro-giornonon-saprei-come.html

Persone uccise dal Fiore Rosa con Cinque Petali: https://alfredodecclesia.blogspot.com/2021/03/la-strage-dei-vaccinati-covid-tutti-i.html


I crimini del comunismo in Polonia

Info tratte da

Dopo trent'anni di governo comunista, gli operai polacchi non avevano libertà di opinione, di espressione, di organizzazione sociale e sindacale, di movimento e non potevano fare nulla di efficace contro i gravi abusi dei capi comunisti che non lavoravano e trattavano con prepotente disprezzo i lavoratori, si arricchivano, impoverivano il paese. Leon Wudski, un membro del Comitato centrale del partito comunista polacco, aveva in passato denunciato il comportamento della polizia comunista verso gli oppositori.

"Tutta Varsavia sapeva che la gente veniva assassinata; tutta la città sapeva delle strette prigioni sotterranee, nelle quali i detenuti stavano tre settimane con i piedi affondati in 15 cm di escrementi; tutta la città sapeva che Rozanski, capo della nota decima sezione dell'UB, strappava lui stesso le unghie ai prigionieri; tutta la città sapeva che i carcerati venivano prima investiti di getti di acqua fredda e poi lasciati in piedi intirizziti nel gelo."

Lo si può leggere in uno dei documenti pubblicati in "Una rivoluzione fallita". 

Il bello è che i minatori e gli operai polacchi, non potendo fare e dire nulla contro lo sfruttamento dei padroni comunisti, per oltre 30 anni, in silenzio o in lacrime, hanno dovuto sopportare che si dicesse a nome loro: "In Polonia la rivoluzione comunista vittoriosa ha permesso alla classe operaia di prendere in mano il proprio destino."  

Nota di Lunaria: per approfondimenti sui crimini del Comunismo vedi: https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/i-crimini-del-comunismo.html https://intervistemetal.blogspot.com/2021/09/i-crimini-di-stalin-e-lenin.html


Riprenderò il tema della Polonia quando avrò visionato questo libro


"Le Nozze di Eleonora": fantasy medievale a tinte "Avaloniane"

 


Trama:  C'è, in questo romanzo, una donna speciale, un po' strega, un po' fata che, sin dalle prime pagine, ci prende per mano e ci conduce nell'Europa del XII secolo: al cospetto di Eleonora d'Aquitania, regina due volte, che piegò al suo cuore indomito il destino di interi Paesi. Loanna, maga discendente da Merlino, arriva alla corte di Aquitania con la missione di far innamorare un giorno la giovane Eleonora e il futuro re d'Inghilterra.  Fra le due ragazze, coetanee, nasce un'intensa amicizia, che le renderà inseparabili per tutta la vita. Sarà Loanna a raccontarci le turbolente avventure di Eleonora: il matrimonio forzato con il re di Francia, uomo debole e insicuro; l'infuocato tradimento con il trovatore Bernart de Ventadour; la pericolosa avventura della Crociata a Costantinopoli; l'oscura relazione con lo zio. Sarà ancora Loanna, con sortilegi e stregonerie, a spingere Eleonora fra le braccia del principe inglese, cambiando fatalmente il corso della storia: tanto grande è il potere delle donne.


Gli stralci più belli:   

"Alzai gli occhi alla finestra coperta di carta oleata che avevo spalancata sul tramonto greve, carico di nuvole di tempesta.  La luna vi si stagliava di tanto in tanto, tonda e piena come il ventre di Matilde, tonda come quella tavola che, dall'avvento di Re Artù, aleggiava sull'Inghilterra, tonda come gli occhi di Merlino l'Incantatore di cui ero la discendente. (...) "Grazie, madre!", mormorai a quella luna il cui volto sorridente rischiarava incessante la mia vita. Perché la Chiesa aveva un bel darsi da fare, ma io appartenevo al lignaggio delle grandi Sacerdotesse di Avalon, dei druidi e delle fate, e quel Dio triste e ipocrita mai sarebbe riuscito a uccidere gli antichi riti, le mie credenze e quelle della mia razza. Amavo troppo la vita, avevo acquisito ormai fin troppo di quel sapere che i preti ci costringevano a dimenticare. (...) Io, Loanna di Grimwald, per il potere dei tre cerchi di vita, dò loro l'acqua, il fuoco e la terra, perché l'energia universale plachi e guarisca." Impugnai il pestello e, trasportata dalla magia del mio incantesimo, ne frantumai il contenuto fino a ridurlo in una pasta color nocciola che odorava di sottobosco. Ma restava da fare l'essenziale: alzando il mortaio sopra la testa a passi lenti lo portai alla finestra. Lontano, oltre i bastioni del castello, la campagna angioina già si addormentava, mentre nelle dimore raccolte attorno al muro di cinta le candele una a una accendevano macchie luminose nei vapori della sera. Muggiti si mescolavano agli scalpitii dei cavalli e ai grugniti dei maiali nella bassa corte. Nelle colombaie, battiti d'ali e il tubare di timorosi piccioni rispondevano alle grida stridule dei falchi. "Questa non è una notte come le altre (...) Quando porterò l'unguento alla contessa e accarezzerò il bambino. Quando la luna tonda verrà a illuminarmi col suo raggio."

"Mentre mi abbandonavo ai miei recenti ricordi, si era levata una lieve brezza. Davanti a me, il sole si arrotondava sull'orizzonte, colmando l'azzurro cupo di un alone di rosa e grigio. Rabbrividivo sotto il mantello. L'umidità della terra imbevuta dalla tempesta del giorno prima penetrava la stoffa, inumidendomi le cosce. L'Aquitania! La dicevano bella, luminosa, soleggiata, con il calore della sua musica, dei suoi vini e della sua arte. Sapevo apprezzare le belle cose, tutto ciò che, dicevano, scorreva laggiù, come scorreva il fiume, divaricando le terre per arricchirle. Dunque era l'Aquitania il luogo di cui avevo presentito l'importanza nel sogno! Adesso ne ero certa: quel paese mi sarebbe piaciuto." 

"Quel 25 febbraio 1137, come tutte le mattine da una settimana c'era nebbia, una bruma che ondeggiava raso terra come una vaporosa, sinuosa mussola. Le forme ne erano arrotondate, fuse in un'armonia di grigio perla e bronzo. Il fiume ai miei piedi gorgogliava dolcemente, incastonato nel suo scrigno di muschio e di erica. E come in nessun altro luogo, qui, a Brocéliande, nel cuore della Bretagna, il tempo sembrava sospeso. Erano lì le mie radici: le primissime, quelle dell'anello iniziale della catena di vita. (...) Mamma mi aveva preparato un po' alla volta a ricevere l'offerta della terra, l'ultima benedizione dei miei antenati prima di affrontare il mio destino. Mi aveva insegnato i rituali magici, quelli che i druidi si trasmettevano verbalmente, e ormai sapevo chi ero in verità. Una ragazza qualunque, né duchessa né plebea, né strega né fata, eppure tutto questo insieme. Molto tempo prima, Merlino il mago, allora al servizio di Re Artù, aveva amato Viviane, somma Sacerdotessa di Avalon, l'isola custode dei segreti druidici. Dalla loro unione era nata una bambina poi un'altra, quando Viviane era giunta all'età di procreare. Tutte avevano in comune lo stesso retaggio, in seguito al loro accoppiamento con il Dio Cornuto in occasione delle feste rituali di Beltaine. Tutte possedevano la sapienza. Mamma era la sedicesima di quel lignaggio. Al pari dei suoi antenati possedeva l'intuizione acuta e la percezione delle cose invisibili, conosceva i segreti della magia e i misteri celati allo sguardo dei comuni umani. L'Isola di Avalon si era allontanata da molto tempo delle rive del mondo visibile, nascosta agli uomini da un velo di magia. Nessuno vi avrebbe più messo piede. Neppure mamma.  Tutt'al più, a volte lei ne riceveva immagini confuse, messaggi che guidavano le sue decisioni. La verità di Avalon si era confusa con la sua leggenda."

Per approfondimenti sulla condizione della donna nel Medioevo: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/la-donna-al-tempo-delle-cattedrali-un.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2020/08/lavoratrici-imprenditrici-spie-le-donne.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2020/08/sapienti-come-la-sibilla-donne.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2020/08/hildegarda-di-bingen-e-trotula.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2020/05/donne-del-xii-xiii-secolo-herrade-di.html https://intervistemetal.blogspot.com/2020/09/tratte-da-furono-moltissimi-i-poeti-gli.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2020/09/il-roman-de-la-rose-e-christine-de-pisan.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2018/03/medioevo-1-musiciste-e-danzatrici.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2018/03/medioevo-2-bellezza-e-moda-nel-medioevo.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2019/11/una-patriota-del-medioevo-eleonora.html https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/poesia-del-medioevo-duecento-e-trecento.html

Altro romanzo a tinte "avaloniane": https://intervistemetal.blogspot.com/2019/01/il-ciclo-arturiano-8-recensione-il.html






























Cristianesimo e Lotta di Classe

Premessa: No, neanche il cristianesimo in salsa socialista\comunista\rivoluzionaria mi interessa o posso condividerlo. Non è vedendo gesù cristo come una sorta di Che Guevara che libera tutti (dalle femmine ai criceti, visto che c'è pure il settore della teologia di liberazione in salsa animalista) dall'oppressione, che cambia qualcosa nella faccenda del "dio si è fatto unicamente maschio: perché? perché non ha elevato la femmina al rango divino, perché non è nata vera Donna e Vera Dea, Redentrice?". Il gesù cristo in salsa cattocomunista resta in ugual modo un dio monosessista. 

Ad ogni modo so bene che laggiù, nel vasto mondo, qualcuno starà sicuramente cercando qualche scritto sul cattocomunsocialismo, perciò eccovi accontentati. 

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Info tratte da


Ripensare la stessa esperienza cristiana (1) in funzione dei valori umani significa citare la nuova sensibilità alle dimensioni politiche, economiche, sociali dell'impegno cristiano; il riflettere sulla rivoluzione, sulla violenza, sulla lotta di classe, sul Terzo Mondo; infine, riflettere sulla struttura ecclesiale e sull'esercizio dell'autorità.
Quindi, se volessimo definire la situazione di certa chiesa, parleremmo di secolarizzazione. 
Nella misura in cui la religione appare sul piano individuale e sociale, incompatibile con i valori di cui si afferma l'autonomia scoppia un conflitto tra la secolarizzazione e la fede. 
Diversi tipi di ateismo derivano proprio da questo conflitto: spesso l'ateismo non consiste tanto nel negare Dio quanto nell'ignorarlo o nel ritenere che è superato (2)
[...] L'attuale tendenza di molti cristiani li porta ad assumere sino in fondo le esigenze dell'umano per se stesse, in dialogo e in collaborazione con coloro che accettano di situarsi lealmente sullo stesso terreno.
Oggi, per un numero crescente di cristiani, tutto si svolge come se la realizzazione personale e collettiva dell'uomo fosse, anche in campo religioso, criterio di valore e di verità, come se il cristianesimo non potesse essere vero se non è umanizzante. Questo rovesciamento di prospettiva non è soltanto di ordine teorico, investe orientamenti esistenziali profondi, personali e comunitari; si situa nel punto preciso in cui la dottrina penetra l'azione.
[...] In tali condizioni, più l'uomo si sente vuoto e debole, deluso e frustrato nelle sue aspirazioni umane, più sente di aver bisogno di Dio ed è disponibile all'esperienza religiosa.
La sofferenza diventa l'itinerario privilegiato verso Dio: quando tutto ciò che è umano ci abbandona, si impone la necessità di Dio.
Le esigenze dello sviluppo dell'essere umano possono entrare in conflitto con le esigenze della gloria di Dio: quindi devono essere soppresse. Un esempio viene da Abramo.
Il sacrificio appartiene alla natura del cristianesimo, che venne considerato uno scandalo per giudei e una follia per i pagani.
Rendere il cristianesimo "ragionevole" vorrebbe dire snaturarlo.
La rivoluzione cristiana consiste nel rovesciare le categorie umane, nell'apprezzare ciò che gli uomini disprezzano.
La penitenza, il sacrificio, la rinuncia sono associate alla tradizione cristiana: la mortificazione dà gloria a Dio; la vita monastica è un "olocausto" caratterizzato dalla fuga dal mondo e dal suo disprezzo (fuga saeculi, contemptus mundi); ci si stacca dai valori umani e terreni, dall'eliminazione dei rapporti umani, per contemplare Dio. 
In questa teologia del sacrificio, Cristo realizza ciò che Isacco rappresentava simbolicamente. (...) La passione di Cristo mette in evidenza il carattere di distruzione della vittima; la stessa interpretazione è riferita al sacrificio della messa.
Sul piano sociale, la subordinazione totale del tempo all'eternità, della speranza terrestre alla speranza escatologica, pone al centro dell'interesse del cristiano la salvezza della sua anima e di quella degli altri. è il Cielo la patria (...) La società terrestre è ordinata alla società futura (...) La società civile ideale diventa il regno di Cristo sulla terra, la Gerusalemme terrestre. La società è popolata da istituzioni cristiane, come i partiti, i sindacati e in primo luogo, lo Stato. (Nota di Lunaria: interpretazione che sarebbe guardata con orrore da un cristiano evangelico fondamentalista, da un cattolico tradizionalista e da un testimone di Geova, cristiani che considerano "questo mondo" come "qualcosa che giace sotto il potere del Diavolo")
Da qui l'alleanza tra il trono e l'altare. Il trono (il potere temporale) assicura alla religione una posizione di potere (Nota di Lunaria: questa idea la ritroviamo nella Teologia del Dominio in voga presso certi evangelici). Il trono diventa il braccio secolare della religione, in cambio la religione offre un fondamento al regime, all'autorità (...) la religione è strumento di governo. (Nota di Lunaria: si veda l'inquisizione: lo Stato era il suo braccio armato che eseguiva le condanne)
(...) D'altraparte, la subordinazione del temporale allo spirituale sopprime l'interesse del cristiano: a che scopo guadagnare il mondo intero se si perde l'anima?
Questo mondo è un esilio, una valle di lacrime.
(...) D'altraparte è vero che tutti i valori umani sono cristiani, perché il cristiano deve assumerli nella loro autonomia, e perché lo Spirito di Dio è presente in ogni sforzo autentico di umanizzazione, sia esso compiuto da cristiani o da atei. Anzi, tra un cristianesimo senza amore e un amore senza cristianesimo è in quest'ultimo che Cristo si riconosce, anche se gli uomini non lo riconoscono.
(...) La realizzazione umana esige l'amore degli altri, l'impegno per la loro liberazione, e perciò dei sacrifici che possono andare fino a esporre il proprio avvenire, la propria famiglia, la vita stessa; sacrifici iscritti in una ricerca positiva che danno gloria a Dio perché arricchiscono l'uomo che Dio ama e del quale vuole la grandezza.
Così, nella morte di Cristo, ciò che dà gloria al Padre non è che il Cristo abbia sofferto, che si sia umiliato, che si sia annientato, che sia morto, ma che abbia amato gli uomini accettando sino alla fine le esigenze della sua missione. Non è direttamente con la sua distruzione che Cristo afferma il primato di Dio, ma col dono totale della sua vita ai figli del Padre suo. (...) La Croce, in quanto atto supremo di libertà e di amore, è il vertice della realizzazione del Cristo e dell'uomo.


Note:

(1) Nota di Lunaria: è evidente che quasi tutto il simbolismo cristiano è androcentrico e patriarcale ed esclude la femmina dalla sfera del divino: un Dio Padre, un Dio maschio redentore, un'ancella che lo partorisce, un prete maschio che lo rappresenta in Terra durante la messa. Dico "quasi" perché di tanto in tanto, qualche teologo "si è degnato" di parlare di Dio Madre\Spirito Santo materno.

(2) O, nella prospettiva femminista radicale, nel ritenerlo un dio patriarcale funzionale alla subordinazione della donna all'uomo.
Prevengo subito l'obiezione: lo so benissimo che sono esistiti ed esistono teologi che hanno criticato\rifiutato l'androcentrismo patriarcale cristiano "alla Tommaso d'Aquino" (per giunta, uno scimmiottamento della misoginia aristotelica) così come so che esistono teologhe che hanno dato interpretazioni più "femminili" a certi testi biblici e al simbolismo di Dio.

Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/salvezza-cristiana-e-amore-per-il.html