Erskine Caldwell

Mio Padre aveva collezionato diversi romanzi di Erskine Caldwell, che, nella libreria di casa mia è riposto su uno scaffale in fondo, vicino a Steinbeck, sotto i Classici Greci. Devo dire la verità, Caldwell non l'ho mai letto. Mio Padre amava molto Caldwell, e ci stavo ripensando in questi giorni dove rischio di essere spazzata via dalla violenza che stiamo subendo. Alcuni dei libri di questo scrittore glieli ho regalati io; per un periodo, li avevano messi in vendita a pochissimo al mercatino dell'usato, e così avevo comprato per lui quelli  che gli mancavano, insieme ai libri di Grazia Deledda. (https://intervistemetal.blogspot.com/2020/04/grazia-deledda.html)

Quindi, un post per mettere a disposizione di tutti queste informazioni su Caldwell e anche per ricordare il mio Papà Gabriele.


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Erskine Preston Caldwell (1903), narratore americano, nato a White Oak in Georgia, figlio di un pastore presbiteriano; è uno dei principali esponenti della letteratura sociale americana e si dedicò ai "poveri bianchi del Sud", specialmente della Georgia.

La sua conoscenza del Sud e del mondo del lavori (fu cameriere, raccoglitore di cotone, manovale, operaio in una raffineria d'olio, macchinista di teatro, cuoco in un ristorante delle ferrovie, portiere di una squadra di football in Pennsylvania....) si rivelò nel "ciclo del Sud", il Southern Cyclorama, iniziato con "La via del tabacco" ("Tobacco Road", 1932) e conclusosi con  "Episodio a Palmetto" (1950)

Il suo primo romanzo fu "Il bastardo" (1930) ma fu lo "scandaloso" (a quel tempo) "Il piccolo campo" ("God's little acre", 1933) a renderlo celebre, per la sua denuncia delle condizioni della Georgia; intraprese un viaggio con la fotografa Margaret Bourke (che divenne sua moglie) e da questa esperienza nacque "You have seen their faces", "Tu hai visto i loro volti", una specie di documentario.

Successivamente, Caldwell studiò l'Europa con "A nord del Danubio" (1939) e "Sulla strada di Smolensk" (1942)

Il dramma delle condizioni di vita dei poveri mezzadri del Sud e dei contadini strappati alla loro terra dall'industrializzazione è reso con amarezza pungente, ravvivato dal comico e dal grottesco, dello stile di Caldwell.


Altri libri di Caldwell sono: 

- Il bastardo (1930)

- Un povero scemo (1930)

- Il predicatore vagante (1935) (conosciuto anche col titolo "Il pellegrino del Diavolo")

- The sacrilege of Alan Kent (1936)

- Fermento di luglio (1940)

- Il fiume caldo (1940)

- Tutta la notte (1942)

- Ragazzo di Sycamòre (1947)

- Terra tragica (1944)

- Casa sull'altopiano (1946)

- La mano di Dio (1947)

- Questa nostra terra (1951)

- Un luogo chiamato Estherville (1948)

- Episodio in Palmetto (1950)

- La lampada della sera (1952)

- Amore e soldi (1954) 

- Gretta (1955)

- Giorni sulla costa del golfo (1956)

- Molly Cottontail (1958)

- Claudelle (1958)

- Jenny e Milo (1961)

- Close to home (1962)

- The last night of summer (1963)

- Miss Mamma Aimee (1967)

- Summertime Island (1969)

- Vento sul fienile (1969)

- Medora (1971)

- Annette (1973)


In realtà, ci sono anche molte raccolte di racconti, inchieste e saggi sulle condizioni i vita dei "poveri negri" e dei "poveri bianchi" del Sud. 

"Il piccolo campo" è una storia molto comune, sullo sfondo della Georgia solare, solcata da immense piantagioni: uomini che lottano, che amano, che muoiono, gente che paga con la vita il prezzo della propria povertà. 

(Nota di Lunaria: chissà, si potrebbe fare un confronto con il nostro Verga e i suoi romanzi e racconti sui contadini meridionali del 1800! https://intervistemetal.blogspot.com/2018/07/giovanni-verga-1-i-romanzi-e-vita-dei.html)

C'è molta violenza nel "Piccolo Campo", sessualità istintiva, fame, miseria. Lo scenario è quello della Georgia durante la Grande Depressione; si racconta della famiglia di Tai Tai Walden che da quindici anni scava la terra, nella speranza di trovare l'oro.


Erskine Caldwell, "Il piccolo campo" (1933) 

Capitolo I 

"La terra si smosse in cima e scivolò, per alcuni metri, sul fondo della buca. Tai Tai se ne arrabbiò talmente che rimase, con la sua pala in mano e sprofondato sino alle ginocchia nella terra rossa, a bestemmiare e bestemmiare tutto il bestemmiabile. I ragazzi, però, intendevano interrompere il lavoro ormai. Il pomeriggio volgeva alla fine, ed era dalle prime luci dell'alba ch'essi si trovavano dentro quella buca a scavare. Tai Tai guardò Shaw, guardò Buck. "Perché diavolo fottuto questa porcheria doveva scivolare qui dentro proprio mentre si cominciava ad andare in fondo?" disse. I suoi occhi mandavano fiamme, e prima che l'uno o l'altro dei ragazzi potesse rispondere, egli sollevò la pala e la scagliò, con tutta la sua forza, contro la parete della buca.  Si contentò di questo. Altre volte, invece, si lasciava portare dal rancore a tal punto che magari afferrava  un bastone e bastonava la terrà finchè non gli veniva meno il fiato.  Buck si prese le ginocchia con le mani e si tirò fuori le gambe dalla terra crollata, poi si sedette per togliersi la sabbia dalla scarpe. Pensava, facendo questo, alla grande massa di sabbia e argilla che avrebbero dovuto spalar via dalla buca prima di rimettersi a scavare.  Shaw, da parte sua, si rivolse al padre e disse: "Era tempo che si cominciasse a scavare una buca nuova. Abbiamo scavato per due mesi dentro a questa, e non ne abbiamo ricavato altro che fatica. Ne sono stufo di questa buca qui." Sedette anche Tai Tai, e si fece vento col cappello. Non c'era aria là in fondo. "Il guaio con voialtri," egli disse, "è che non avete pazienza." 

Capitolo IV

Buck passeggiava avanti e indietro tra il portico e l'automobile in preda a viva impazienza. Disse: "Partiamo, padre, o non partiamo? Passeremo tutta la notte in palude, se non ci affrettiamo. E a me le paludi non piacciono dopo che s'è fatto buio." Qui Griselda alzò gli occhi a guardare il suocero. "Non volevi mandare a chiamare Rosamond e Will?" gli chiese. "Potresti scrivere la lettera ora stesso e impostarla mentre passi per la città." "Oh no! Non intendo scrivere nessuna lettera", disse Tai Tai. "Una lettera", disse, "impiegherebbe troppo tempo ad arrivare. Io pensavo di mandarli a prendere."


Da "La via del tabacco" (1958) 

Capitolo I

Con un sacco di rape d'inverno sulla schiena, Lov Bensey veniva avanti a fatica, affondando i piedi nella sabbia bianca della via del tabacco sconvolta dalle piogge. Aveva dovuto faticare, per quelle rape: era una camminata lunga e noiosa fino a Fuller, andata e ritorno.  Lov aveva udito il giorno prima che un uomo laggiù vendeva rape a mezzo dollaro il sacco, e quella mattina era partito con mezzo dollaro in tasca per acquistarne. Aveva camminato già sette miglia e mezzo, e un miglio e mezzo ancora lo separava dalla sua casa presso la carbonaia. Quando Lov posò il sacco e si fermò davanti alla casa, cinque o sei dei Lester lo guardavano, immobili, da ogni angolo dell'aia. Spiavano Lov da quando era stato avvistato un'ora prima sulla duna di sabbia, a quasi due miglia; e adesso che era infine vicino erano decisi a non lasciargli quelle rape. Lov, che aveva oltre a sé una moglie da sfamare, stava bene attento a tener lontani i Lester dalle rape. Generalmente, quando passava davanti alla casa dei Lester con rape o patate dolci, o con qualsiasi altra provvista, a un mezzo miglio circa dalla casa Lov faceva un gran giro nei campi, per riprendere la strada cinquecento metri più in là. Ma quel giorno doveva fare a Jeeter un discorso molto importante: perciò si era avvicinato alla casa più di quanto avesse mai fatto quando portava rape o patate dolci.

Altri stralci

"Lo sapevo che il Signore non mi avrebbe lasciato scivolare e cadere nella mani del Diavolo!" urlava Jeeter ballando intorno alla sedia di Bessie. "Lo sapevo! Lo sapevo! Io sono stato sempre dalla parte di Dio, anche nei momenti più neri! Sapevo che Egli mi avrebbe tirato fuori dall'inferno prima che fosse troppo tardi. Io non sono un peccatore per natura, sorella Bessie; è tutta colpa del vecchio Diavolo che mi spinge sempre verso il male. Ma non lo farò più! Voglio andare in Cielo quando muoio."

"Non vuoi darmi una rapa, Jeeter?" disse Bessie. "Non ho avuto molto da mangiare in questi ultimi tempi. Qualche volta penso che non è giusto, ma i tempi sono duri, sia per i buoni che per i cattivi. I buoni non dovrebbero essere perseguitati come meritano continuamente i cattivi." 

"Non credo che il Signore tenesse molto a Jeeter", disse sorella Bessie. "Jeeter dev'essere stato un gran peccatore in gioventù, perchè il Signore non è stato buono con lui come con me. Il Signore ci conosce bene tutti, sa quando siamo buoni e quando abbiamo dentro il Diavolo." "Bè', ormai non ha più molta importanza" disse Lov.  "Jeeter è morto e non si tormenterà più per la passione di coltivare la sua terra"[Nota di Lunaria: qui credo che si possa fare un parallelo col  personaggio di Mazzarò, nella novella verghiana "La roba"] "Però Ada è morta senza avere addosso un vestito alla moda", disse Lov.  "Speravo che ci sarebbe riuscita. è un vero peccato, ma ormai non importa più. Il fuoco le ha bruciato sul corpo il suo vecchio vestito ed è stata sepolta come Dio l'aveva fatta. [...] in un certo senso, le cose sono andate bene anche per lei. Ada non ha saputo che sarebbe morta senza un vestito alla moda."


Questo è il commento tratto da "La via del tabacco" (1964)

"Il mondo statico e amaro della Georgia, che Caldwell conosce così bene e che gli dette materia per il famoso "Southern Cyclorama" (Ciclo del Sud), trova in quest'opera la sua espressione più alta e avvincente. Il senso della disperazione, la miseria, l'incredibile fanatismo religioso - non bisogna dimenticare che Caldwell è nato in Georgia e che è figlio di un pastore presbiteriano - fanno dei personaggi de "La via del tabacco" esseri allucinati, assurdi, addirittura grotteschi. Nella tragedia di uomini e donne cui la fame fa sembrare boccone delizioso una panciuta rapa, tipi come sorella Bessie e Dude, che arrancano sulla vecchia Ford in  cerca di impossibili guadagni e di neofiti, non rappresentano certo l'eccezione. Del resto l'enorme successo della riduzione teatrale prima e del film poi attesta la potenza di questi "poveri bianchi" per i quali il lettore proverà anche pietà ma che sopratutto gli rimarranno incancellabili nella memoria." 

 "I personaggi della "Via del tabacco" sono "poveri bianchi" della Georgia, caratterizzati da quell'ottusità egoistica che scaturisce da un'estrema miseria materiale e morale. Al centro della vicenda è la famiglia Lester: la moglie Ada, la cui unica aspirazione è avere un vestito alla moda e un cappello nuovo, la vecchia nonna, sempre alla ricerca di cibo e tabacco, Pearl, atterrita dal marito a cui il padre l'ha  venduta, Dude, il figlio un po' minorato e Bessie, predicatrice e moglie di Dude.  Ma su tutti campeggia il capofamiglia Jeeter che si ostina a  coltivare cotone rifiutandosi di andare a lavorare in fabbrica, dove potrebbe guadagnare abbastanza." 














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