Introduzione all'Ecologia

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(1987)

Sono anni ormai che il pubblico italiano - da secoli accusato d'incuria e di scarsissimo interesse per ciò che è ritenuto pubblico ed esula quindi dalla sfera dello strettamente privato - si preoccupa per il degrado crescente del proprio Paese e dell'ambiente nel quale è costretto a vivere: l'immediata percezione di alcune correlazioni una volta distrattamente seguite (come quella fra inquinamento ambientale ed incidenza dei casi di neoplasie a decorso maligno), la visione del proprio paesaggio sempre più deturpato, la moria di alcune specie animali, il decadimento delle foreste, l'impoverimento dell'ossigeno nell'aria, sono ormai divenuti consueti temi di dibattito e discussione almeno fra quanti mostrano ciò che oggi si chiama "coscienza ecologica".
Il reale fabbisogno di una presenza di una natura viva e simbiotica nella quale allevare i propri figli, infine, ha fatto ricercare anche al cosiddetto "uomo della strada" quelle che possono essere le cause primarie di tale degrado, di questo sfacelo: i monumenti che hanno resistito per migliaia di anni si sbriciolano come polvere, circolare in bicicletta o a piedi nel centro delle grandi città significa respirare a pieni polmoni ossido di carbonio e altri veleni, cercare un luogo di vacanze dove trovare realmente serenità e riposo si sta rivelando sempre più un'utopia; e "vanno sempre più di moda" Paesi lontani e primitivi. Questo volume esamina quelle che sono le principali fonti di un iter che sembra fatto apposta per accorciarci la vita e per rendere amara quella dei nostri figli: viene così spiegato che cosa si intende per inquinamento atmosferico, che cosa è e quali provvedimenti si possono adottare per l'inquinamento delle acque "naturali" (da quelle marine a quelle di lago o di fiume) e delle acque pubbliche (la cosiddetta "polluzione"); si chiarisce e si mette in guardia contro l'inquinamento del suolo, si analizza la differenza fra inquinamento acuto e inquinamento cronico, vengono esposti i provvedimenti urgenti e quelli che ogni ente per quanto piccolo può adottare: dall'installazione dei depuratori al loro uso, dal trattamento con agenti batterici all'impiego dei solventi selettivi, alla limitazione e all'oculato impiego di pesticidi e diserbanti o alla loro sostituzione con agenti biologici naturali... insomma, una finestra, possiamo dire, che viene ad aprirsi su un mondo terrificante e affascinante - per le prospettive che si aprono e per le speranze che si accendono - al tempo stesso.



I contenitori dell'immondizia in via Franco Sacchetti a Roma. Che cosa avverrà durante l'estate, quando il caldo farà fermentare il contenuto dei sacchetti?



Carcasse di automobili a Castello Policoro (Matera)



Breve storia dell'inquinamento e delle fonti energetiche

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Da quando l'uomo scoprì che si poteva produrre il fuoco (cioè luce e calore) bruciando il legno, egli si è sempre mosso alla ricerca di nuove fonti naturali, idonee ad essere impiegate per produrre energia. Dalla prima, il legno, si passò al carbone (trattando il quale si potè ottenere il gas di città) quindi al petrolio e al metano. Dall'energia idraulica si ottenne quelle meccanica per azionare i primi mulini, per poi estenderne l'utilizzo fino al funzionamento delle centrali idroelettriche. Con la scoperta della produzione elettrica su vasta scala, l'uomo si procurò la "chiave" per azionare ogni tipo di sistema o apparecchio, nonché per produrre anche calore con l'elettricità. Un altro passo avanti fu compiuto quando si arrivò ad utilizzare l'uranio quale materia prima per la fissione nucleare attraverso una sofisticata tecnologia. Per ogni nuova fonte energetica via via scoperta, l'essere umano ha dovuto dare risposte adeguate a due distinte problematiche: come "estrarla" e come "impiegarla". Si è pertanto dovuto "inventare" di volta in volta, le modalità più economiche, prima per attingerla e poi per utilizzarla. A tal proposito si può rivelare che, ad ogni successivo passaggio (dal legno al carbone, da questi al petrolio e al metano, fino ad arrivare all'energia nucleare), ha fatto quasi sempre riscontro un'aumentata complessità (e conseguente costo) degli impianti idonei a utilizzare la nuova fonte, nonché a produrre un maggiore inquinamento ambientale indotto dal materiale di risulta del processo di combustione.
Ecco una ricostruzione puramente sommaria di come si svolsero questi paesaggi epocali.
Per procurarsi il legno fu sufficiente abbattere gli alberi, tagliarli e quindi "bruciarli". Dal lato dell'utilizzo ciò si rifletté in un'immissione nell'atmosfera di anidride carbonica (CO2), un gas serra che fa aumentare la temperatura dell'atmosfera terrestre rompendone l'equilibrio naturale, con conseguenze negative sul clima. Gli alberi abbattuti per il fuoco sono stati però ben poca cosa rispetto a quelli tagliati per far posto all'agricoltura (aumentava la popolazione e di conseguenze le bocche da sfamare), alla pastorizia, alla disponibilità di aree per la costruzione di case, alle strutture difensive, alla costruzione di navi e ponti, alla bonifica di aree paludose, ecc.
A forza di abbattere gli alberi, si dette pure inizio al processo di "deforestazione", con il relativo disastroso impatto sull'ambiente (che si riflette anche nella possibile scomparsa di molte specie animali). Inoltre, a mano a mano che si abbatterono le foreste (i giacimenti del legno) la loro superficie veniva drasticamente ridotta. Di conseguenza, le successive foreste si venivano a trovare in località sempre più distanti dai luoghi di utilizzo. Ciò si tradusse in un aumento dei costi, sia di "estrazione" sia di trasporto.

La scoperta del carbone mise a disposizione dell'uomo una fonte energetica più pregiata, in quanto caratterizzata da una maggiore potenzialità termica rispetto al legno (potere calorifico più elevato). Per contro, la combustione del carbone causa effetti più dannosi sull'ambiente, anche se oggi la tecnologia permette di sottoporlo a particolari "trattamenti" che lo rendono meno inquinante. Tuttavia, neppure l'estrazione di questa fonte fossile può estendersi all'infinito dal momento che non è rinnovabile. Peraltro, non esiste un solo tipo di "carbone": torba, lignite, litantrace, antracite). Da esso si arrivò a produrre anche "il gas di città" (tramite la distillazione secca del carbone, poi stoccato nei gasometri), utilizzato in Italia fino a circa 20 anni fa.

Passo successivo fu la scoperta del petrolio. Questo combustibile è caratterizzato da un potere calorifico superiore a quello del carbone, rispetto al quale è anche "meno inquinante". Si presta, però, a uno sfruttamento più intenso. Ciò fa sì che, esauriti i giacimenti petroliferi più abbondanti, si è inevitabilmente costretti a rivolgere l'attenzione verso quelli sempre più poveri. Allo stesso tempo, l'estrazione avviene a profondità via via maggiori, tant'è vero che, già da molti anni, stanno moltiplicandosi le "trivellazioni" in alto mare (si pensi all'estrazione del petrolio da parte della Gran Bretagna nel Mare del Nord).
L'impiego del gas naturale o metano presenta, di fatto, problematiche analoghe a quelle osservate per il petrolio. Va però detto che è questo il combustibile fossile che offre le caratteristiche più accettabili nei confronti dell'ambiente. Infatti, anche se non può essere considerato un combustibile "pulito" in assoluto, il metano è, tra quelli di origine fossile, il meno inquinante. Il suo rilascio nell'atmosfera contribuisce però all'effetto serra, in maniera del tutto trascurabile.

L'uranio viene impiegato quale combustibile per la produzione di energia elettrica tramite fissione nucleare. Oltre all'oggettivo pericolo insito nell'impiego di prodotti nucleari, non è ancora del tutto risolta la seria problematica riguardante il trattamento dei rifiuti radioattivi.
Tutte queste principali fonti energetiche vengono impiegate per produrre o direttamente energia termica tramite la loro combustione o, indirettamente, energia elettrica, ottenibile anche da vari tipi di fonti energetiche rinnovabili, di cui la principale è quella idraulica. Il funzionamento delle centrali idroelettriche si basa sulla trasformazione dell'energia meccanica (cinetica) in elettricità. Si fa ricorso sia alla corrente dei fiumi, sia all'energia "potenziale" accumulata in enormi quantità d'acqua in bacini artificiali racchiusi dalle dighe.
Per quanto concerne le altre fonti energetiche rinnovabili (geotermica, eolica, fotovoltaica ecc.) si può evidenziare che, sebbene trattasi di sorgenti naturali disponibili a tutti e assolutamente gratuite, l'impiantistica per utilizzarle è talvolta, a parità di potenza resa, più costosa rispetto a quella degli impianti tradizionali. Queste fonti energetiche sono anche caratterizzate dall'aleatorietà (non si sa con precisione quando ci sarà il sole o il vento), dalla variabilità. Tuttavia questi limiti possono essere facilmente superati se, ad esempio, si ricorre all'integrazione fra la fonte solare e quella eolica. Infatti di notte la mancanza del sole può essere supplita con la presenza del vento. Per utilizzare al meglio le fonti energetiche rinnovabili diviene pure opportuno ricorrere ad accumuli sia termici sia elettrici.

Dopo questa breve panoramica delle energie che la natura mette a disposizione dell'uomo, prendiamo in considerazione quelle che più direttamente interessano l'ambiente domestico: la casa.
Nei paesi industrializzati, le energie utilizzate per usi abitativi sono essenzialmente il metano - impiegato, oltre che per la cottura dei cibi, anche per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua - e l'elettricità idonea per tutti gli utilizzi domestici.

Un uso veramente razionale dell'energia dovrebbe, infatti, valutare la scelta della fonte energetica ottimale anche in relazione al "livello di temperatura" più idoneo a soddisfare il tipo di riscaldamento richiesto.
 

Nota di Lunaria: pochi sanno che i veri cristiani, quelli integralisti, sono contro l'ecologia e il rispetto per la Natura. Difatti secondo loro tanto questo mondo finirà comunque nel fuoco, dissolvendosi. Quindi che ci dovrebbe importare di avere rispetto per Madre Natura?! Ma sì, gettate pure le cartacce per terra, inquinate liberamente. Tanto se avete fede in gesù e vi siete ravveduti, è tutto OK.
 

Animalismo http://intervistemetal.blogspot.com/2018/09/animalismo-antianimalismo-ed.html 
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/brutalita-ancora-consentite-dalla-legge.html
ed Ecologia non sono temi molto trattati nella musica Metal; sono più i gruppi Punk a trattare questi argomenti (ma non piacendomi come musica, non seguo neanche i gruppi)

Comunque, su questo tema, mi viene in mente il video degli Obituary



p.s Intanto, sponsorizzo un po' questa petizione che è stata aperta da "Essere Animali", e che testimonia la violenze sadiche commesse contro i maiali dell'allevamento

https://www.change.org/p/maiali-uccisi-a-martellate-chiudere-allevamento-degli-orrori-giuliagrillom5s-giamma71

A prescindere che uno mangi o no la carne da allevamento intensivo (che è risaputo che è gonfiata e infarcita di prodotti chimici, ormoni della crescita, coloranti e non so che altro, quindi così tanto bene non fa di certo...), credo che non sia accettabile che degli animali vengano torturati così. 
Piuttosto, si applichino delle forme di "morte dolce", se proprio non si vuole abolire il consumo di carne, ma è inaccettabile che simili violenze sadiche e brutali vengano commessi su animali e su cuccioli.

Io ho visto il video, francamente "ci vuole stomaco" per riuscire a reggerlo, e le immagini mi hanno angosciato per diverso tempo anche a fine filmato.

Per cui prendiamo posizione contro questo abominio, chi tortura animali (*) DEVE ESSERE CONDANNATO.

(*) Scontato dire che chi fa certe cose contro gli animali, è molto probabile che poi le metta in pratica anche sulle persone, come dimostrano molte storie di serial killer e violenti in generale, che prima di sfogare il sadismo su persone umane "hanno fatto le prove" sugli animali.
Chi impicca un cane, chi brucia dei gatti, chi dà bastonate a dei maiali sfondando loro il cranio, chi resta insensibile alle loro urla di agonia, manca di empatia e promuove una "logica della violenza del più forte sul più debole", per cui è meglio intervenire dal punto di vista giudiziario.

Se allevamenti e allevatori mettono in atto delle forme di sadismo e crudeltà nei confronti degli animali devono essere sanzionati e puniti anche con la reclusione.
"Ucciderli per mangiare la loro carne" non li autorizza a torturare gli animali in quei modi orribili prima di scannarli.