Gli Ospiti di quel Castello (incipit)

 "Non riuscirò mai a spiegarmi come mai in quella mattina di novembre di tanti anni fa dopo aver bevuto le due uova fresche in via della Mercede, in una di quelle stradette ora scomparse nell'allargamento di piazza San Silvestro, in via San Claudio accanto ad una delle due cartolerie mi trovai in un vicoletto cieco in fondo al quale c'era un vecchio portoncino socchiuso da dove si intravedeva una luce verdolina; incuriosito lo spinsi appena e mi trovai di colpo in un grande parco sparso di alberi enormi; in fondo a un prato verde disteso come un immenso tappeto si scorgeva un castello solitario (in seguito tornando sul posto non mi fu più possibile ritrovare quel vicoletto che pure quella mattina era visibilissimo, tangibile, mi ricordavo pure le porte delle bottegucce che lo fiancheggiavano) (...) Ero solo in quel gran parco che adesso si stendeva anche alle mie spalle a perdita d'occhio. Non avevo ormai altra possibilità che di andare avanti verso il castello che appariva l'unico punto dove poteva trovarsi una parvenza di vita; il resto era parco e campagna silenziosa."



Le truzze discotecare col "chiodino"

Credo che la pagliacciata mostruosa sia partita l'anno scorso: legioni di discotecare truzze (di quelle che sghignazzano se vedono in giro "un alternativo" e bisbigliano o fanno persino atti di bullismo, come sa chiunque "sia stato alternativo" andando a scuola...) se ne vanno in giro col "chiodino di cuoio".

è dall'anno scorso che le vedo (almeno, fino a che ho potuto stare in piedi, poi sono rimasta "in posizione da rigor mortis" per un bel po'...) e adesso, che ormai da maggio "riesco a camminare per diverse ore" le vedo ad ogni angolo di strada ogni volta che esco.

Hanno preso un simbolo culturale che appartiene alla musica METAL (che ovviamente lor signorine IGNORANO anzi SCHIFANO) e lo usano come un capo di abbigliamento "trendy", come se fosse "cosa loro", ingozzandosene e poi "sputandolo fuori" in versione "trendy discotecara" (accompagnate sovente dal "palestrato discotecaro maschio alpha vincente" che indossa, pure lui, un chiodo!!!!) 

Da dove sia partito questo scempio lo ignoro (e neanche voglio saperlo, sarà una delle loro influencer di riferimento che ha dato "il là") so che da persona amante di questa musica fin da quando avevo 13 anni che ha subito e subisce ancora "il razzismo estetico" MI FA IMBESTIALIRE vedere un NOSTRO SIMBOLO DISSACRATO COSì.

Tengo duro, aspettando che lo sputtanamento del NOSTRO SIMBOLO FINISCA (si sa, i discotecari truzzari le mode le fanno durare una stagione) quando queste signorine tutte "trap e discoteca" (sempre col cellulare in mano, sempre accompagnate dal sottofondo trapparo) "si stuferanno" di indossare un capo di abbigliamento CHE NON LE RIGUARDA e "passeranno ad altro" (e verosimilmente getteranno nella spazzatura "i chiodini" perché "vuoi mica essere out, fuori moda? Ovvove!")

quale sarà il prossimo scempio, il prossimo simbolo preso da culture musicali che non vi appartengono, che dissacrerete spacciandolo come "cosa trendy vostra"? qualche mise in velluto viola e nero rubata alla scena Victorian Gothic? qualche mise verde fosforescente rubata alla scena Cyber? Scopiazzerete il face painting del Black Metal, come già fanno i poseroni da tik tok? (https://intervistemetal.blogspot.com/2022/08/stanno-ammazzando-il-black-metal.html) Scopiazzerete le t-shirt Brutal Death? Ve ne girerete vestiti solo di rete e con la cresta stile Batcaver? Ve ne girerete col ciuffo Emo?

Staremo a vedere, il prossimo sacrilegio messo in atto da legioni di tamarre e tamarri che si appropriano di SIMBOLI MUSICALI ALTRUI trangugiando il tutto e dissacrandolo, reificandolo ad una "moda borghese" perciò "Usa e getta".

Il chiodo era esattamente il contrario della vostra vita, tutta social, tutta apparenza, tutta vanità, tutta successo! Era il giubbotto indossato da chi se ne fotteva delle cretinate frivole della società borghese!

Vedere quel simbolo indossato da fighette che nel 1997\2000 mi gridavano dietro i peggiori insulti, quando ero io a passeggiare per le strade con quel giubbotto addosso, mi fa maledire l'intero universo.

Non bastavano le spendaccione vanesie che millantano di essere "dark gotiche" su youtube https://intervistemetal.blogspot.com/2017/02/non-nel-mio-nomenot-in-my-name.html

Non bastavano i poseroni che hanno profanato il Black Metal pensando che il termine identifichi "un tipo di trucco, non una musica" https://intervistemetal.blogspot.com/2022/08/stanno-ammazzando-il-black-metal.html 

NO, ci dobbiamo pure sopportare le TRUZZE DISCOTECARE, CHE CI HANNO SEMPRE BULLIZZATO E SFOTTUTO, CHE SE NE VANNO IN GIRO COL CHIODINO!!!!!!





L'appropriazione culturale e il vilipendio valgono solo "per tutti gli altri".

Solo nei NOSTRI CONFRONTI non valgono,  anzi, nei nostri confronti si possono prendere i NOSTRI SIMBOLI DI APPARTENENZA IDENTITARIA e tramutarli in "chiodini di moda, chiodini glitterati rosa, chiodini bianchi, chiodini per fare l'aperitivo in discoteca, chiodini per fare il video di trucco e parrucco su tik tok, chiodini per fare il video triviale e scollacciato"

Al solito, Noi siamo l'unica categoria di persone che viene denigrata, criminalizzata, perculata nella vita vera e sui mass media, e pure dissacrata (è lecito rubare I NOSTRI SIMBOLI DI APPARTENENZA e DETURPARLI, veicolando i "valori normaloidi di moda e movida") e tanto tutto si può fare e tutto è concesso, tanto il reato di vilipendio vale solo "per certe religioni che vanno per la maggiore" e per "la patria". 

Andrò avanti a criticare questa vergognosa APPROPRIAZIONE CULTURALE nei NOSTRI CONFRONTI, che ormai viene fatta da qualche anno, e andrò avanti a farlo unicamente per una questione di principio, continuando a far presente che decenni fa, PRIMA CHE IL SISTEMA DI COSE NORMALOIDE DISSACRASSE IL NOSTRO GIUBBOTTO CHIODO TRAMUTANDOLO IN UN LORO CAPO DI ABBIGLIAMENTO PER MODA FRIVOLA, 
NOI METALLARI ABBIAMO SUBITO IL PEGGIOR SCHIFO DISCRIMINATORIO E IL PEGGIOR BULLISMO SENZA CHE AVESSIMO "IL POTERE E LA VISIBILITà" PER DIFENDERCI. 
Venivamo considerati dei reietti e dei criminali senza se e senza ma, schifati a vista PROPRIO PERCHé INDOSSAVAMO QUESTO GIUBBOTTO.

Adesso che è diventato di moda indossare "il chiodino trendy" ecco che le normaloidi SE NE SONO APPROPRIATE E LO SFOGGIANO. Le stesse normaloidi che DECENNI FA CI SPUTAVANO IN FACCIA CONSIDERANDOCI FECCIA.

No, non sono comprensiva e conciliante, di fronte a questa UMILIAZIONE.

TRATTASI DI APPROPRIAZIONE CULTURALE E VILIPENDIO NEI CONFRONTI DELLE PERSONE METALLARE. 
Se vale "per certe categorie di persone" ALLORA DEVE VALERE ANCHE NEI NOSTRI CONFRONTI.
E quindi andrò avanti ad usare i termini "APPROPRIAZIONE CULTURALE" e "VILIPENDIO" quando vedo persone CHE NON APPARTENGONO AL NOSTRO MONDO che usano e abusano DEL NOSTRO GIUBBOTTO.

P.S ovviamente il sacrilegio si può fare solo verso il Nostro Giubbotto. Si può dissacrarlo con "il glitter rosa". 
"Il glitter rosa" non vanno a metterlo sui "copricapi dei monoteisti" (magari pure riservati solo agli uomini appartenenti a quella religione) "e poi venduti, come nuovo simbolo di moda, per donne" perché altrimenti partirebbero subito denunce. Altroché.

P.S restiamo in attesa di vedere quale prossimo SACRILEGIO sarà consentito: forse vedremo delle normaloidi  DISSACRARE le MAGLIETTE DEI NOSTRI GRUPPI METAL deturpando loghi e grafiche, per poi andare a sfoggiarle nelle discoteche o nei loro covi di ritrovo; o vedremo normaloidi indossare a casaccio simboli presi dai gruppi e dalla cultura Goth, Punk, Emo, però mi raccomando, non si può dire che è reato di vilipendio e appropriazione culturale, no, assolutamente. 
Il reato di vilipendio c'è solo se la bandiera o i copricapi religiosi li colori col glitter rosa, ma se lo fai nei confronti DEL NOSTRO GIUBBOTTO, tutto è lecito, tutto è consentito. Del resto è consentito anche diffamarci nei mass media (creando teorie del complotto o facendo vedere dei mezzi poser e facendo credere "a chi guarda il video o servizio tv" che quelli "sono veri metallari". OVVIAMENTE, PERCHé ABBIAMO DOVUTO SOPPORTARE ANCHE ROBA DEL GENERE.)

AGGIORNAMENTO 28 APRILE 2025

Visto che i vari troll e poser non riescono a capirlo, cos'è l'APPROPRIAZIONE CULTURALE, e del perché fatta come la fanno i normaloidi DANNEGGIA le persone che vengono "appropriate" SENZA LA LORO VOLONTà E IL LORO CONSENSO, vediamo se con questo pdf, SCRITTO DA UNA DONNA CHE NON è NEANCHE METALLARA, ma che si lamenta dell'appropriazione culturale che subisce la sua etnia, riuscite a capirlo.
Il pdf lo potete leggere per intero qui:



Ora, se la tal categoria di persone può lamentarsi dell'appropriazione culturale "fatta delle loro pettinature", da parte di donne che manco sanno "cosa vanno a scopiazzare", non si capisce perché una categoria di persone appartenenti ad una cultura musicale NON POSSA LAMENTARSI se "tizio e caia" SI APPROPRIANO dei NOSTRI SIMBOLI\VESTITI.
Sempre appropriazione culturale è, che siano "capelli etnici" o "simboli musicali".

Il punto che sfugge ai vari troll, trollini, poseroni è che QUEL GIUBBOTTO che le normaloidi indossano ora, è UN NOSTRO SIMBOLO E DECENNI FA, PER QUEL GIUBBOTTO-SIMBOLO, NOI SIAMO STATI VITTIME DI BULLISMO E SFOTTò.
Adesso le stesse che decenni fa CI PERCULAVANO trattandoci come sub-umani, LO SFOGGIANO.
Il punto non è "il giubbotto" ma quello che quel giubbotto VEICOLAVA, come simbolo di appartenenza, con tutto quello che voleva dire NON ESSERE PARTE DELLA MASSA e come queste normaloidi CI TRATTAVANO PRIMA CHE SE NE APPROPRIASSERO.

NOI, TRATTATI COME SCARTI DELLA SOCIETà E SFIGATI PERCHé INDOSSAVAMO QUEL GIUBBOTTO CHE ALL'EPOCA ERA VISTO COME UNO STRACCIO PER POVERACCI.
Loro, che adesso se ne sono appropriate, e che si sentono "pure fig..." nell'indossarlo, andando a fare la loro movida.

Perciò sì, trattasi di APPROPRIAZIONE CULTURALE. E DI VILIPENDIO CONTRO DI NOI.

Esattamente come se una tizia bianca si fa una pettinatura afro ignorando tutto quello che quella pettinatura veicola e rappresenta per le persone dirette interessate. Si chiama appropriazione culturale.
Se lo è per i "simboli etnici" allora lo è anche per i "simboli musicali".


"Carlotta e Carlotta" (Gaia Junior)

Identiche come due gocce d'acqua, Carlotta e Luisa sono nate nello stesso giorno e anno; eppure non si erano mai viste, prima di incontrarsi in un campeggio estivo. Che mistero è mai questo?

Confrontando i loro ricordi, le due ragazze non tardano a risolverlo: sono gemelle!

A separarle, ancora bambine, è stato il divorzio dei genitori che hanno preso ciascuno la propria strada, arrivando a tacere l'esistenza di un'altra figlia.

Adesso che si sono ritrovate, però, Carlotta e Luisa decidono di non separarsi mai più e ricorrono a trucchi d'ogni genere pur di riunire i due genitori...

Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/11/gaia-junior.html https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/recensione-ronja-gaia-junior.html https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/recensione-catherine-gaia-junior.html https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/recensione-zio-vampiro-gaia-junior.html


 

Gli Artropodi

Gli Artropodi costituiscono il più vasto phylum del regno animale, dato che comprendono più di 800.000 specie. Tutti i componenti delle 13 classi in cui il gruppo è suddiviso hanno il corpo ripartito in segmenti e uno scheletro esterno detto cuticola.

Gli artropodi o articolati, sono gli animali più numerosi e più diffusi sulla Terra, sia come specie sia come individui. Sono i soli invertebrati a essersi adattati ottimamente alla vita fuori dall'acqua e i soli, a parte gli uccelli e i chirotteri (pipistrelli) che però sono vertebrati, capaci di volare.

L'intero gruppo comprende più di 800.000 specie, cioè l'80% circa di tutte le specie animali note.

Tutti gli artropodi, siano astici, centopiedi o coleotteri, sono coperti da un guscio che forma uno scheletro esterno (esoscheletro). Questo guscio assomiglia a una corazza in quanto è fatto di vari pezzi articolari e i muscoli sono disposti attraverso le articolazioni, in modo che le varie parti dell'esoscheletro si muovano una in rapporto all'altra. L'esoscheletro è pressoché impermeabile all'acqua sia dall'esterno verso l'interno che viceversa, e questo è molto importante per gli artropodi che vivono sulla terraferma, in particolar modo il vasto gruppo degli insetti perché impedisce che si disidratino.

Uno svantaggio dell'esoscheletro è che l'animale si sviluppa sempre troppo per esservi contenuto. Perciò, ogni certo tempo, il guscio viene sostituito, cioè ha luogo la muta.

In genere l'animale spacca la vecchia cuticola e ne esce; la nuova cuticola è già formata e, mentre è ancora relativamente molle e pieghevole l'animale può distendersi e aumentare di volume.

Poco dopo, infatti, essa si indurisce e si trasforma in un nuovo esoscheletro. L'animale resta delle stesse dimensioni fino alla muta successiva. Subito dopo la muta, l'artropodo è in grande pericolo perché completamente senza difese, col corpo "nudo" e incapace per il momento di muoversi speditamente.

Alcuni artropodi come le api, libellule e le crisope sono potenti volatori.

Altri come i ragni (https://intervistemetal.blogspot.com/2020/12/conoscere-il-mondo-dei-ragni.html) e il pesciolino d'argento (lepisma) (https://intervistemetal.blogspot.com/2020/10/gli-atterigoti-e-la-mia-misantropia.html)(https://intervistemetal.blogspot.com/2023/04/gli-insetti-fasmoidei.html) si muovono sul terreno con le zampine articolate. Migliaia di artropodi vivono e si muovono nell'acqua (granchi, astici, ditiscidi, copepodi)


https://intervistemetal.blogspot.com/2023/04/gli-scorpioni.html

















I Sonetti di Shakespeare + i Cradle of Filth

Nota di Lunaria: i sonetti di Shakespeare li ho letti diversi anni fa e li preferisco ad altre sue opere. Purtroppo, però, non sono altrettanto famosi e conosciuti. Li riporto qui, con un commento introduttivo "nuovo di zecca" tratto da

E ovviamente corredo il tutto con una bella dose di Cradle of Filth! Altrimenti non sarebbe un post "da Lunaria"!!!!


***

La raccolta dei sonetti di Shakespeare, in numero di 154, più un'appendice costituita da un poemetto, "Lamento di un Amante", fu data alle stampe nella primavera del 1609. Si tratta di una storia scabrosa: talmente scabrosa che nel 1640 il letterato che ne curò la seconda edizione si fece premura di alterare tutti i pronomi, volgendoli al femminile, in modo da trasformare il giovane amico celebrato dal poeta in una giovane amica. 

I critici vittoriani, dal canto loro, preoccupati anch'essi di scagionare il più grande fra i poeti britannici dall'accusa di omosessualità, (*) puntarono sull'uso della parola "love" che nell'inglese di Shakespeare può significare oltre che amore anche affetto e amicizia.

(*) Nota di Lunaria: anche nella bibbia l'amicizia di Davide con Gionata è ambigua e sembra alludere ad un amore omosessuale. Forse anche perché Davide era stanco di aver copulato con più di settecento donne... 

Tuttavia, la vicenda adombrata nei sonetti non ha nulla da spartire con l'amicizia: si tratta inequivocabilmente di una passione: tenera e struggente, gelosa e malinconica, senza tregua, ossessionata dal pensiero della morte. è vano cercare un ordine logico nei sonetti; la vicenda è appena accennata. La maggior parte dei componimenti, i primi 126, sono dedicati o fanno riferimento a un giovane bellissimo. I rimanenti (esclusi gli ultimi due, che sono di pura imitazione) alludono invece a una "dama bruna", "dark lady" che viene, in modo non ben chiaro, a frapporsi fra il poeta e il giovane amico o tra il poeta e un rivale. Vani sono stati i tentativi di dare un nome a queste elusive figure.  Del resto le infinite supposizioni non hanno altro valore che di curiosità.

La bellezza dei sonetti non risiede certamente nella vicenda storica che può averli ispirati, se mai ve ne fu una, ma sta innanzi tutto nella loro musicalità inimitabile; su questo schema, s'inseguono e balenano immagini di una bellezza struggente: volubili cieli estivi, luci d'alba, scintillio d'onde, tripudio di fiori, fanno da sfondo e insieme da richiamo alla bellezza dell'essere amato e ai suoi mutevoli umori di cui il poeta è schiavo.

Su tutto, trascorre come un brivido, il pensiero della vecchiaia e della morte in agguato, che uccideranno quei fiori, che spegneranno quel sorriso. Per cui sgorga insistente, dalle labbra del poeta, la preghiera che l'amico si sposi e tramandi così ad altri esseri la sua fragile bellezza destinata al tramonto. Ma più forte di questa pallida speranza di immortalità attraverso la stirpe, suona la certezza del poeta, conscio del suo valore: la bellezza che egli canta non morrà, continuerà a vivere, perché affidata a versi immortali.

Qui riporto quei passaggi dei Sonetti che avevo trascritto perché mi erano piaciuti; purtroppo all'epoca non avevo la possibilità di fotografare le copertine dei libri che noleggiavo... 

"Che il tempo infaticabile conduce l'estate nell'inverno orrido e ve l'affonda linfa stretta dal gelo, vive foglie perdute, beltà  sommersa in neve e squallore dovunque, se allor e non rimanesse l'essenza dell'estate, liquida prigioniera chiusa in mura di vetro..."

"Contempla in me quell'epoca dell'anno quando le foglie ingiallite, poche o nessuna, pendono da quei rami tremanti contro il freddo, nudi cori in rovina ove dolci cantaron gli uccelli. Tu vedi in me il crepuscolo di un giorno, quale dopo il tramonto svanisce all'occidente, subito avvolto dalla notte nera, gemella della Morte che tutto sigilla nel riposo. Tu vedi in me il languire di quel fuoco che aleggia sulle ceneri della propria giovinezza, come sul letto di morte su cui dovrà  spirare, consunto da ciò che già fu suo alimento."

"Di qui il tuo nome trarrà vita immortale anche s'io debba, morto, non lasciar più ricordo, la terra a me darà sol la fossa comune mentre tu avrai tomba degli uomini negli occhi. Tuo sepolcro saranno i miei versi soavi, che occhi non ancor nati leggeranno... Così tu nutrirai di Morte, che d'uomini si nutre e morta Morte più non accadrà di morire...."

 Sono sicura che oggigiorno Shakespeare sarebbe un fan dei Cradle of Filth!!!





Altro approfondimento:


Quelle ore che modellarono con lavoro gentile

l'amabile sembiante sul quale ogni occhio indugia

si faranno tiranne contro di lui,

togliendo la bellezza a chi nella bellezza eccelle;

poiché il Tempo che mai riposa  spinge l'estate innanzi

nell'orrido inverno e ve lo affonda,

linfa fermata dal gelo e forti foglie perdute,

bellezza sommersa da neve e nudità dovunque.

Se non restasse allora l'essenza dell'estate,

liquida prigioniera chiusa in muri di vetro,

l'effetto della bellezza sarebbe tolto con la bellezza,

sparita quella, e insieme il suo ricordo.

Ma i fiori distillati, anche se incontrano l'inverno,

non perdono che l'apparenza; la sostanza ne vive ancora dolce.


Those hours that with gentle work did frame

the lovely gaze where every eye doth dwell

will play the tyrants to the very same,

and that unfair which fairly doth excel;

for never-resting Time leads summer on

to hideous winter and confounds him there,

sap checked with frost and lusty leaves quite gone,

Beauty o'ersnowed and bareness everywhere.

Then, were not summer's distillation left

a liquid prisoner pent in walls of glass,

Beauty's effect with beauty were bereft,

nor it nor no remembrance what it was.

But flowers distilled, though they with winter meet,

leese but their show; their substance still lives sweet.


***


Come posso allora ritornare ad uno stato felice

se mi è sbarrato il beneficio del riposo,

e l'oppressione del giorno non è alleviata dalla notte

(...) Ma ogni giorno il giorno allunga il mio dolore,

e ogni notte la notte fa sembrare più forte la lunga pena.


How can I then return in happy plight

that am debarred the benefit of rest,

when day's oppression is not eased by night

(...) But day doth daily draw my sorrows longer,

and night doth nightly make grief's lenght seem stronger.


***


(...) Tu sei la tomba dove vive l'amore sepolto,

adorna dei trofei dei miei perduti amici (...)


(...) Thou art the grave where buried love doth live,

hung with the trophies of my lovers gone (...)


***


(...) Allora tu, la cui ombra le ombre illumina,

quale spettacolo felice formerebbe la forma della tua ombra

al chiaro giorno con la tua assai più chiara luce,

quando ad occhi senza vista la tua ombra così splende!

(...) quando nella morta notte la tua bella ombra imperfetta

attraverso il greve sonno, su ciechi occhi posa!


(...) Then thou, whose shadow shadows doth make bright,

how would thy shadow's form form happy show

to the clear day with thy much clearer light,

when to unseeing eyes thy shade shines so!

(...) When in dead night thy fair imperfect shade

through heavy sleep on sightless eyes doth stay!