Faust...

Ho già fatto uscire lo speciale su Goethe e sulla letteratura tedesca, (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/01/germania-romanticismo-nero-gothic-e.html) (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/01/germania-romanticismo-nero-gothic-e_31.html) anche se non sono una fanatica di questo tipo di letteratura... che mi piace poco, ad essere sincera... a parte Novalis...  https://novalisinniallanotte.blogspot.com/  che comunque non arriva alle Altezze Divine dei Sublimi Shelley e Tarchetti (che, ovviamente, sono innamorati di Me ormai dal 1800), la letteratura tedesca, come quella spagnola, l'ho trattata poco e l'ho letta in sintesi... A dir la verità ho ancora un paio di cose da far uscire (la letteratura tedesca nel Medioevo e qualche altro approfondimento sul Romanticismo Tedesco... oh, e poi ho anche un commento a Hegel e Fichte, che potrei riportare) ma vedremo, se nel 2021 saremo ancora "viventi e presenti", probabilmente gli scritti che ho in mente di fare sulle ultime cose che tratterò della letteratura tedesca usciranno nei prossimi mesi. 

Come ho detto, non sono mai stata innamorata di nessuno scrittore tedesco in particolare, l'unico che davvero mi piace è Novalis... ma tra lui e Shelley, indubbiamente scelgo il secondo, senza se e senza ma.

Sarà per via del fatto che il tedesco è una lingua aspra, sarà perché i tedeschi dei secoli passati hanno dato il loro meglio in primis per quanto riguarda la filosofia, la musica classica e la pittura, la letteratura tedesca, tranne pionieri come Hoffmann che hanno "dato il via" alla letteratura gotica https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2018/01/introduzione-ad-eta-hoffmann-e-alla.html (poi diventata dominio indiscusso degli inglesi) non mi ha mai entusiasmato... esattamente come quella spagnola\portoghese\sudamericana, tranne qualche nome, tipo Gòngora Y Argote, Herrera e Pessoa...  Poi, se trovo i libri di Goethe e Schiller (o di Hegel, Fichte ecc.) a poco prezzo li prendo anche, eh...  così come di tanto in tanto faccio uscire qualche commento a questi autori.... ma nel complesso le mie fantasticherie bibliosentimentali non sono popolate da scrittori tedeschi... :P

Comunque, visto che ho trovato delle belle immagini dedicate al "Faust" goethiano, e visto che probabilmente riprenderò la leggenda di Faust (anche parlando di Marlowe appena potrò tornare in biblioteca... o meglio quando "ci sarà ridato il diritto di tornare in biblioteca"... bah, diritto che tanto interessa a quattro gatti in tutta Italia, ma vabbè... Marlowe non ce l'ho qui in casa, mi manca, l'ho letto diversi anni fa noleggiandolo dalla biblioteca ma all'epoca non avevo neanche un pc tutto mio, motivo per cui del libro di Marlowe non ho neanche la foto della copertina!) tanto vale aprire un post tutto dedicato a Faust...

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Info tratte da


Al "Faust", la sua creazione più alta, Goethe dedicò quasi interamente la vita. Iniziò ventitreenne nel 1773-75, con un abbozzo, ritrovato e pubblicato solo molti anni dopo, nel 1887, col titolo di "Urfaust". Motivo occasionale, forse, fu la notizia dell'esecuzione di una povera ragazza, sedotta e abbandonata, colpevole di infanticidio. Trasposizione letteraria di quell'episodio, la tragedia di Gretchen, nell'"Urfaust", riassumeva in sé quel minimo vissuto personale che lo scrittore vi aveva percepito, nel ricordare, forse col senso di colpa, l'abbandono di Friederike Brion. 

Intorno a questa idea Goethe continuò a lavorare durante il soggiorno romano, scrivendo nuove scene e rielaborando quelle precedenti, alla luce dei suoi mutati canoni e ideali estetici. Ma fu Schiller che lo indusse a riprendere questa sua fatica per la terza volta (1797). Il dramma uscì in stesura definitiva, almeno nella prima parte, solo nel 1808, dopo la morte di Schiller. Da quel momento, Goethe non smise più di dedicarvisi, per completare la seconda parte nel 1831.

In questa imponente opera confluiscono alcuni dei grandi temi storici del tempo e della personale concezione di Goethe: "Il problema dell'uomo in se stesso e nei suoi rapporti con Dio, il problema della funzione dell'uomo nella natura e dell'individuo nei suoi rapporti con la società; il problema di un'anima moderna nei suoi rapporti col mondo antico e infine i limiti di ogni umana potenza".

"Faust" è il sinonimo emblematico di una vita che trova nell'attività incessante e frenetica e nella consapevolezza di un supremo ordine generale, l'appagamento dei propri desideri e interrogativi. Nella versione goethiana rappresenta la tragedia dell'uomo moderno, che si riscatta da un'esistenza noiosa e priva di scopo solo attraverso la volontà, l'Azione, in quanto creatività.

Prima di Goethe, una serie non esigua di autori, fra cui Christopher Marolowe ed Ephraim Lessing, stava a documentare il fascino che su tutti, con interpretazioni differenti, aveva esercitato la vera storia del "Faust". è accertata e documentata l'esistenza storica del personaggio: il dottor Faust, mago, pseudomedico, alchimista e filosofo. Nativo del Württemberg, colpi nel '500 l'immaginazione popolare con la sua vita sregolata e le sue stranezze. La leggenda si è poi divertita a imbastire attorno un contorno fiabesco. Quattro sono i libri che ne divulgarono le imprese: quello di Spiesz (1587), quello di Widmann (1599), di Pfitzer (1674) e l'anonimo, detto del "Buon Cristiano" del 1725. Quest'ultimo accarezzò la fantasia di Goethe insieme alle rappresentazioni dei burattini che lo raffiguravano, durante fiere e mercati.

La storia del "Faust" goethiano trae origine dal famoso patto con Mefistofele. 

Faust è un vecchio sapiente, disilluso dalla scienza e dalla magia, annoiato ma non arreso al punto di non giocare un'ultima possibilità: vendere la propria anima al Diavolo in cambio di una giovinezza e di una vitalità che rendano intensa la sua vita e appetibile, oltreché realizzata qualunque esperienza.

Goethe non inventò il personaggio di Faust... lo trovò nelle leggende popolari tedesche e non solo: il fosco "Doktor" che stringe un patto con il Diavolo era un personaggio di cui si erano occupati spesso gli scrittori. Tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento era vissuto veramente in Germania un certo Johannes Georg Faust, alchimista, mago, scienziato, necromante, cui presto la tradizione popolare attribuì prodigi e sortilegi... (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/07/alchimia-magia-e-astrologia-nel.html)

Magistrale il famoso monologo che apre il dramma goethiano:

"Ahimè! Ho studiato a fondo e con ardente zelo filosofia e giurisprudenza e medicina e, purtroppo, anche teologia. Eccomi qua, povero pazzo, e ne so quanto prima."

 DEDICA

Mi tornate vicine, voi figure mutevoli che siete apparse, un tempo, all'occhio incerto. E io mi proverò, ora, a fissarvi? A quelle fantasie l'animo inclina ancora? Voi vi premete in folla! E sia come volete, se a me d'intorno vi levate tra le nebbie. Sento giovane il cuore in me, lo agitano strane le aure che andando vi avvolgono.

ZUEIGNUNG

Ihr aht euch wieder, schwankende Gestalten, die früh sich einst dem trüben Blick gezeigt. Versuch ich wohl, euch diesmal festzuhalten? Fühl ich mein Herz noch jenem Wahn geneigt? Ihr drängt euch zu! nun gut, so mögt ihr walten, wie ihr aus Dunst und Nöbel um mich steigt; mein Busen fühlt sich jugendlich erschüttert vom Zauberhauch, der euren Zug umwittert.


Il mio compianto suona a ignota moltitudine, anche il suo plauso mi pesa sul cuore e quanti un giorno furono felici dei miei versi, se pure vivi, errano per il mondo dispersi.

Mein Leid ertönt der unbekannten Menge, Ihr Beifall selbst macht meinem Herzen bang, und was sich sonst an meinem Lied erfreuet, wenn es noch lebt, irrt in der Welt zerstreuet.


Esita ora in indecise note il mio canto e sussurra, simile ad arpa eolia. Un tremito mi stringe, lacrima segue a lacrima, sento che il cuore chiuso mi si fa dolce e mite. Quel che ora è mio lo vedo come in una distanza e quel che era scomparso, mi diventa realtà.

Es schwebet nun in unbestimmten Tönen Mein lispelnd Lied, der äolsharfe gleich, ein Schauer faßt mich, Träne folgt den Tränen, das strenge Herz, es fühlt sich mild und weich; was ich besitze, seh ich wie im Weiten, und was verschwand, wird mir zu Wirklich-keiten.


PROLOGO IN TEATRO

Quello che brilla è nato per un attimo. Quello che è autentico resta; né i posteri lo perdono.

VORSPIEL AUF DEM THEATER

Was gläntz, ist für den Augenblick geboren; Das Echte bleibt der Nachwelt unverloren.


























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