Le Signore dei Salotti Letterari

QUESTO ARTICOLO, COME GLI ALTRI CHE USCIRANNO PROSSIMAMENTE, SARà CORREDATO DALLE FOTO DELLE PAGINE, DA USARE A MO' DI PROVA, PRIMA CHE QUALCUNO SI AZZARDI AD OFFENDERMI E A PERCULARMI DICENDO CHE "è UN MIO DELIRIO, NON è VERO NIENTE, SONO COSE CHE MI INVENTO IO, SONO LE MIE FROTTOLE".

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Info tratte da

Per tutto il XVIII secolo, era nei salotti letterari che si promuovevano le nuove idee e questi raduni di intellettuali erano spesso gestiti se non finanziati proprio dalle donne (incluse le ricche vedove). Diverse nobildonne passarono alla storia come signore dei salotti: organizzavano serate (con cadenza settimanale) o erano esse stesse delle scrittrici; ricordiamo:

Madame Marie Thérèse Rodet Geoffrin (1699-1777)

Madame Anne-Louise Germaine Necker, baronessa di Staël-Holstein, (Madame de Staël, 1766 - 1817)

Madame Anne-Catherine de Ligniville (Madame Helvétius, 1722 - 1800) 

Madame Jeanne Françoise Julie Adélaïde Bernard, (Juliette Récamier o Madame Récamier 1777 - 1849)

Madame Stéphanie Félicité du Crest, contessa di Genlis (1746-1830)

Mistress Catherine Macaulay (1731-1791), storica degli Stuart, autrice della History of England



















Alla lista delle signore di fine Settecento che sfoggiavano libri nei loro salotti, aggiungiamo anche Lunaria, che sa tirare fuori dal cilindro i libri giusti... quando servono...


A PARTE CHE ESISTONO ANCHE I RITRATTI DELLE SIGNORE IN QUESTIONE, MA COMUNQUE, SE QUALCUNO SI METTESSE A STARNAZZARE CHE "NON è VERO NIENTE, TE LO SEI INVENTATA TU, LE DONNE NON HANNO MAI SCRITTO NIENTE, SOLO ARISTOTELE HA SCRITTO, EH EH EH!, I DIPINTI LI HAI FATTI TU, GNè GNè GNè, NON TI CREDO!"

è lo storico (maschio) Jules Michelet (1798 – 1874) che nella suo opera "Le Donne della Rivoluzione" (1854) ha parlato di queste donne.

Il signore in questione ha scritto una monumentale "Storia di Francia" e una "Storia della Rivoluzione Francese" impiegando dieci anni e usando le testimonianze di testimoni oculari.

Perciò, chi volesse "confutare" quanto ho scritto, deve dimostrare che "Jules Michelet non è mai esistito, non sono mai esistite le sue opere e quindi queste donne non sono mai esistite, non essendo mai state tramandate ai posteri" oppure se va avanti a starnazzare col mantra del "le donne non hanno mai fatto niente per 2000 anni, solo aristotele ha fatto, eh eh eh!" farà la figura dell'ignorante sbruffone che non ha mai aperto un libro che sia uno.  

E ADESSO METTIAMO LE FOTO DELLE PAGINE, A MO' DI PROVE:




Qui gli sbruffoni arroganti che starnazzano falsità storiche contro le donne vengono trattati a libri in faccia. E se volete sfidarmi... dovete armarvi di libri!

Per approfondimenti: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/breve-introduzione-al-neoclassicismo.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/le-prime-attiviste-nel-settecento-le.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/per-la-liberta-la-ragione-e-il.html https://intervistemetal.blogspot.com/2021/07/la-poesia-dellarcadia-nel-settecento.html https://intervistemetal.blogspot.com/2022/05/alcune-donne-strateghe-nel-periodo.html https://intervistemetal.blogspot.com/2021/05/le-donne-nella-rivoluzione-francese.html

N.B: Certo che no, l'argomento io non l'ho concluso qui... proprio per niente. Ho ancora un mucchio di cose da riportare. Questo è solo l'inizio. 

 

Monti e Foscolo: pensieri su Napoleone

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Il 14 giugno 1800 Napoleone sconfigge gli Austriaci a Marengo e si assicura il possesso definitivo dell'Italia. Da Parigi, dove si trova in esilio, il poeta Vincenzo Monti (https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2017/07/vincenzo-monti-i-miei-versi-preferiti.html) saluta l'evento come l'inizio di una nuova era per la società italiana, cui le armi di Napoleone avrebbero garantito pace e libertà. 


E rivolgendosi classicamente al Po, "de' fiumi algoso re", lo invita a propalare il suo entusiasmo:

"Di' che l'asta il franco Marte

ancor fissa al suol non ha, 

di' che dove è Bonaparte

sta vittoria e libertà"

Anche Ugo Foscolo (https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/2021/01/nuovi-commenti-allopera-del-foscolo.html) aveva composto un'ode dedicata a "Bonaparte liberatore". Ma non molti mesi dopo Marengo, egli scrive il suo grande romanzo "Ultime lettere di Jacopo Ortis" nel quale il giudizio su Napoleone è radicalmente mutato:

"Moltissimi de' nostri presumono che la libertà si possa comperare a danaro; presumono che le nazioni straniere vengano per amore dell'equità a trucidarsi scambievolmente su' nostri campi onde liberare l'Italia. Ma i francesi che hanno fatto parere esecrabile la divina teoria della pubblica libertà, faranno da Timoleoni [liberatori] in pro nostro?  Moltissimi intanto si fidano nel Giovine Eroe nato di sangue italiano; nato dove si parla il nostro idioma.  Io da un animo basso e crudele non m'aspetterò mai cosa utile ed alta per noi.  Che importa ch'abbia il vigore e il fremito del leone, se ha la mente volpina, e se ne compiace? Sì, basso e crudele - né gli epiteti sono esagerati... (...) La natura lo ha creato tiranno: e il tiranno non guarda a patria: e non l'ha."




In conclusione: l'esaltazione prima dei miti dell'Illuminismo (il mito della Ragione, pace, giustizia sociale, fratellanza, progresso, il benessere materiale) e poi l'amara delusione per l'impossibile realizzazione di tali miti si ritrovano nelle opere dei migliori scrittori italiani della fine del Settecento come Vincenzo Monti, Ugo Foscolo e Vittorio Alfieri. (https://deisepolcriecimiteri.blogspot.com/search?q=alfieri)



La Rivoluzione Francese spazzava via il passato e introduceva la libertà, l'uguaglianza e la fraternità (abolendo Dio e sostituendolo con l'astratta Dea Ragione). Ma la realtà fece svanire tutto questo.  Napoleone non portava tutto questo, ma una nuova dominazione. Per circa due decenni si susseguirono battaglie, stragi, campagne militari durissime e devastatrici. Come conseguenza, si ebbe il crollo dei miti illuministi. Il sentimento della Patria, accentuatosi dopo la caduta del mito settecentesco del cosmopolitismo e della solidarietà tra i popoli, fece esplodere nell'Italia soggetta all'Austria una letteratura patriottica a cui contribuirono i maggiori scrittori dell'Ottocento come Massimo d'Azeglio.

Falliti i nobili, romantici ideali dei patrioti, si sentì l'esigenza di un maggior realismo: questa esigenza sfociò nel Verismo, che ebbe come massimo rappresentante Giovanni Verga. (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/07/giovanni-verga-1-i-romanzi-e-vita-dei.html)

Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/03/breve-introduzione-al-neoclassicismo.html

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/breve-introduzione-al-neoclassicismo.html

https://intervistemetal.blogspot.com/2020/12/breve-introduzione-allarte-dellottocento.html




N.B: se non faccio la fine della "desaparecida", mi piacerebbe anche trattare con più dettagli la donna rivoluzionaria di fine Settecento

argomento che, comunque, avevo già trattato https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/le-prime-attiviste-nel-settecento-le.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2019/12/ottocento-le-grandi-rivolte-per-i.html  visto che il mondo del web è pieno di personaggi che ragliano il solito mantra del "le donne non hanno mai fatto niente nella Storia, solo Aristotele ha fatto, eh eh eh!"

Non sono sicura di riuscire a finire "Le donne della rivoluzione" di Michelet, per come stanno andando le cose qui non si è sicuri di arrivare a fine giornata, comunque la foto di questo libro la metto qui, tanto per far capire a certi personaggi che Lunaria, nel cilindro, ha pure quest'arma... certo, se avrò l'opportunità, userò, a mo' di mitragliatrice, "Le donne della rivoluzione", per falciare via tutti quelli che ragliano il "eh eh eh, solo Aristotele ha fatto!", perché devono essere trattati a libri in faccia... e io a libri in faccia li tratto.


Ho già messo in conto che finirò come Olympe de Gouges, ma in fondo: (https://intervistemetal.blogspot.com/2017/11/milton-satana-e-il-black-metal.html)

"Che importa se il campo è perduto? Non tutto

è perduto; la volontà indomabile, il disegno

della vendetta, l'odio immortale e il coraggio

di non sottomettersi mai, di non cedere: che altro

significa non essere sconfitti?"


"E a voi salute, orrori,

mondo infernale; e tu, profondissimo inferno, ricevi

il nuovo possidente: uno che tempi o luoghi

mai potranno mutare la sua mente. La mente è il proprio luogo,

e può in sé fare un cielo dell'inferno, un inferno del cielo.

Che cosa importa dove, se rimango me stesso; e che altro

dovrei essere allora se non tutto, e inferiore soltanto a lui

che il tuono ha reso il più potente? Qui almeno

saremo liberi; poichè l'Altissimo non ha edificato

questo luogo per poi dovercelo anche invidiare,

non ne saremo cacciati: vi regneremo sicuri, e a mio giudizio

regnare è una degna ambizione, anche sopra l'inferno:

meglio regnare all'inferno che servire in Paradiso."


Breve introduzione allo Zen

 Info tratte da


Accanto allo Shintoismo influenzato dal buddhismo, si diffuse una scuola buddhista giapponese, ma derivata dall'influsso cinese: lo Zen o Za-Zen giapponese (in cinese: "ch'an" o "ts'o-ch'an", corrispondente al sanscrito "dhyana", "meditazione").

Le origini dello Zen sono leggendarie: si narra che sul Picco dell'Aquila una persona avesse invitato il Budda a predicare la Legge e per celebrarlo gli offrì un fiore. Il Budda lo prese, lo contemplò ma senza parlare. Poco dopo il suo discepolo Mahakashyapa sorrise. Si crede che l'insegnamento dello Zen sia partito da questa leggenda: la comunicazione tra il Buddha e il discepolo non aveva bisogno di parole perché sorgeva dal profondo della loro natura illuminata.

 Lo Zen è connesso, per pensiero e tecniche, al Taoismo. In un'epoca in cui i monaci erano ormai stanchi delle forme tradizionali, lo Zen diventerà fondamentale nella spiritualità giapponese.

Lo Zen, però, non è una religione, non è una filosofia o una disciplina; si presenta, delle volte, come queste cose ma piuttosto è un'esperienza esistenziale per liberarsi delle false immagini che l'essere umano si costruisce. La liberazione è detta "Satori" ("Risveglio Istantaneo") ed è raggiungibile tramite meditazione e\o con il contatto con la Natura: è proprio per questo che nello Zen ha grande importanza il giardino che allude al cammino verso l'Illuminazione.

Come via di salvezza, lo Zen propone una liberazione usando gli stessi termini del buddismo. Ogni persona possiede la natura di Budda (Buddità) e attraverso la meditazione (Zazen) può illuminarsi. Il Satori è il "Risveglio Istantaneo", una reversione totale e immediata dell'essere e dell'Universo nell'essere.

è una condizione nuova, che insorge improvvisamente, non causata dall'ascesi, dalla conoscenza; è un'esperienza che tocca il fondo dell'essere, ma allo stesso tempo è naturale, risponde alle qualità proprie dell'essere umano, il suo manifestarsi, il suo conquistare se stesso per un'adesione non concettuale a ciò che si è realmente. Tutto questo è detto "Hon rai men moko", realizzare la propria dimensione originale.

Per questa riconquista della realtà è necessario distruggere e ripudiare tutte le strutture logiche che sostituendo alla percezione diretta delle cose i simboli mentali, linguistici, semantici di esse, fanno da barriera fra noi e loro. L'esperienza conoscitiva è un dramma che immette l'essere umano in un mondo di illusioni, un ciclo di simboli che vanno annullati per accedere alla liberazione. Lo Zen dispone, per raggiungere il Satori, la meditazione: lo Za-zen, che nella scuola Rinzai è detta sanzen, ossia la meditazione intercalata con dialoghi col maestro detto Roshi. Dogen, il fondatore del Soto Zen, insegnava che "studiare la Via è studiare se stessi, studiare se stessi è dimenticare se stessi, dimenticare se stessi è essere riconosciuti da tutte le esistenze dell'universo, che a quel punto sono anch'esse spoglie del loro io"

In questo tipo di meditazione è fondamentale il Koan: l'allievo viene sottoposto ad interrogazioni basate su aneddoti, e il tipo di risposta deve esprimere l'esperienza dell'allievo, una sua trasformazione, non una nozione intellettuale.

Infine, lo Zen rifiuta ogni scrittura sacra, pur avendo un'ampia tradizione di scritture religiose basate sulle storie dei grandi maestri e le raccolte di Koan, cioè le poesie di contemplazione della natura.


BREVE INTRODUZIONE AL TAOISMO

Il Taoismo è una filosofia mistica, il cui principio è il Tao, la Via.

Fin dalle sue origini, nel VI o V secolo, si distinse in due filoni: uno filosofico, che influenzò la cultura cinese, l'altro più religioso che si diffuse nelle classi non nobili, mentre le classi nobili abbracciarono il confucianesimo. Il Tao è il principio a cui tendere, la strada della salvezza: il taoista è distaccato dal mondo e così vive in armonia con tutto il creato.

I valori principali sono l'amore filiale, la sincerità, la compassione, il disinteresse.

Ci furono diverse sette taoiste che ricercavano di prolungare la vita umana ottenendo l'immortalità. Questi paradisi di immortalità erano ubicati su isole meravigliose o su montagne.

Tipiche di questo Taoismo che tenta di allungare la vita sono la ginnastica, la respirazione, la dietetica, l'uso di particolari sostanze e la meditazione.

Vedi anche:

https://intervistemetal.blogspot.com/2020/10/breve-introduzione-allo-shintoismo.html

https://intervistemetal.blogspot.com/2020/07/breve-introduzione-al-confucianesimo.html

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/05/breve-introduzione-al-taoismo.html

Gli inquietanti esseri vetrificati

Info tratte da

Negli antichi testi vedici e indù si parla di alcuni avvenimenti mitologici che possono alludere ai moderni ordigni nucleari. Per esempio, un manoscritto del 500 a.c, racconta che Ravana, il re dei Demoni di Ceylon, nemico dell'eroe Rama, "volò sugli avversari facendo cadere ordigni che causarono grandi distruzioni".  Quando viene ucciso, la macchina volante passa a Ram Chandra, che volò fino alla città di Adjudhia...

Il "Bhisma Parva" parla di armi (appartenenti agli Dei Brahma e Indra) che causano danni che oggigiorno noi definiremmo "danno atomico"; le "lance volanti" di Mahadeva ricordano i moderni missili e le armi di Agni ricordano le bombe all'idrogeno. Forse questi miti e queste leggende raccontano degli eventi realmente successi? E se così fosse, che spiegazione dare di fronte all'esistenza, già millenni fa, di armi atomiche?

Diversi esploratori hanno visto, negli anni Venti, tra il Gange e i monti Rajmahal, i ruderi carbonizzati con giganteschi massi fusi. Nel pavimento semi-vetrificato di un cortile erano state impresse delle inquietanti forme di corpi umani. Queste lastre di cristallo (bucate, con crepe o corrose) sono state rinvenute in diversi altri ruderi dispersi nelle foreste indiane. Un esploratore, Hamilton, raccontò la sua esperienza: "Ad un tratto, il suolo cedette sotto i miei piedi con un crepitio curioso. (...) Mi trovai in un locale lungo e stretto, che prendeva luce da un tratto di volta crollato; al fondo vidi una specie di tavolo ed un sedile del medesimo cristallo di cui erano fatte le pareti. Sul sedile era rannicchiata una forma bizzarra, dai contorni vagamente umani. Osservandola da vicino mi parve dapprima che fosse una statua danneggiata dall'azione del tempo, ma poi scorsi qualcosa che mi riempì di orrore: sotto il vetro che rivestiva quella "statua" si potevano chiaramente distinguere i particolari dello scheletro!"

Nota di Lunaria: libro d'avventura ed esotismo macabro ambientato in India: "I Misteri della Jungla Nera" di Salgari





''Il ladro di cadaveri'': gli stralci più belli

L'origine delle storie del terrore viene fatta risalire al 1764: in quell'anno venne scritto "Il Castello di Otranto" di Horace Walpole, il primo romanzo ufficiale dell'orrore. Il romanzo di Walpole raccontava di apparizioni, maledizioni e avvenimenti misteriosi, il tutto ambientato in un Medioevo oscuro. "Il Castello di Otranto" fu un successo e inaugurò la moda dei romanzi gotici. In epoca vittoriana (1837-1901) le persone si riunivano attorno al focolare di sera, per raccontare storie di spettri. In quel periodo anche lo spiritismo andò molto di moda, e molti tentavano di mettersi in contatto con i defunti. Fu Virginia Woolf a tentare di spiegare perché le storie di spettri fossero così amate dal pubblico: "è piacevole aver paura, quando sappiamo di non correre alcun rischio..."

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"Il ladro di cadaveri" di Robert Louis Stevenson

"Fattes era sconcertato; strani dubbi lo assalirono. Spostò lo sguardo dal giovane medico al cadavere, poi di nuovo al medico. Alla fine, con un sussulto, fece come gli era stato detto. Si era quasi aspettato lo spettacolo che gli si parò innanzi agli occhi, eppure fu un colpo atroce. Vedere, fisso nella rigidità della morte e nudo sul grezzo strato di tela, l'uomo che aveva lasciato ben vestito e sazio di carne e peccato sulla soglia di una taverna risvegliò, persino nel menefreghista Fettes, alcuni terrori sepolti nella coscienza. Che due persone a lui note fossero giunte su quei tavoli gelidi era un momento mori che riecheggiava nel suo spirito."

"Nelle zone di campagna, dove l'amore è in genere più tenace e i legami di sangue e amicizia uniscono l'intera comunità della parrocchia, lungi dall'essere respinto per naturale rispetto, il ladro di cadaveri era attratto per la facilità e la sicurezza del compito. Presso i corpi deposti nella terra, in gioiosa attesa di un risveglio ben differente, giungeva, al lume di una lampada e accompagnata dal terrore, quella resurrezione affrettata a opera di una vanga e di un piccone. 
La bara veniva forzata, il sudario strappato e le meste spoglie, avvolte in tela di sacco, erano sbatacchiate per ore lungo oscure strade secondarie per essere infine esposte a supremi oltraggi di fronte a una classe di ragazzi attoniti."