Si è indagato con cura su ogni segno che potesse portarci ad una conoscenza della Valle Olona e di Gorla Maggiore.
Tra i documenti dell'archivio parrocchiale si ritrova il "Libro dei Benefici e delle consuetudini della Parrocchia e della comunità gorlese", scritto dal parroco don Carlo Francesco Ferioli nel 1704 .
Nella descrizione dei beni attinenti al Beneficio parrocchiale si segnala l'esistenza di un pezzo di terra "costa avidata, qui dicitur Costa di Giano così da tempo immemorabile a cui fa coerenza un boschetto pure appellato boschetto di Giano"
Da alcuni indizi, probabilmente il boschetto di Giano era posto in prossimità dell'attuale entrata al salone parrocchiale, ove un tempo esisteva un portone d'entrata alla masseria della Cura di Gorla Maggiore sormontato forse da una torre o da una "Colombera".
In riguardo alla costa o boschetto di Giano a cui è legato un antro o cunicolo, nel 1874 il proprietario dell'edificio dell'Obbidienzieria ebbe a richiedere una conferma dell'esistenza di un cunicolo o antro sotterraneo di collegamento tra la chiesa e l'Obbedienzia.
Tradizione popolare racconta che a Gorla Maggiore esistesse un cunicolo collegante il vicino Castello di Fagnano con l'obbidienzia o palazzo comunale.
Giano era una delle divinità dell'olimpo romano.
Oltre ad essere una divinità italica, era invocato per la protezione delle porte, delle case, e soprattutto degli antri o cunicoli o anche dei paesaggi coperti e per questo ritenuto protettore anche dell'utero materno.
Giano era ritenuto il dio del Principio e della Fine, presiedeva agli inizi dei conflitti e in ogni altra cosa di cui proteggeva sia l'inizio sia la fine, come i fiumi, le sorgenti e le foci, le partenze e i ritorni.
Gli era sacro il primo mese dell'ano, Gennaio (Januarius), la prima festa dell'anno (gli Agonali), il primo giorno del mese e anche la prima ora del giorno (Janus matutinus)
Giano era rappresentato bifronte e a volte anche quadrifonte.
Nei giorni della Gioebia (il rogo del fantoccio della "strega" a Busto Arsizio), i ragazzi invocavano per strada "gian gian" a difesa delle "strie" (streghe).
Secondo la leggenda, Giano sarebbe stato il primo re del Lazio, con sede al Gianicolo, e avrebbe ospitato il profugo Saturno, ottenendo in cambio il dono della saggezza e previdenza.
Le località dedicate a Giano erano poche: una a Milano, ove sul tempio di Giano venne costruita una chiesa consacrata da S.Ambrogio e dedicata a S. Giovanni, chiamata anche oggi "San Giovanni alle Quattro Facce".
L'esistenza a Gorla Maggiore di un "boschetto di Giano" potrebbe indicare una presenza di alloggiamenti militari sistemati nei punti strategici della valle.
Il quadrilatero difensivo del Canton Lombardo costituirà un'ulteriore testimonianza di questo carattere militare.
Il ritrovamento antico più importante a Gorla Maggiore è costituito dall'ara dedicata alla Dea Diana.
Scoperta in una vigna a nord di Gorla Maggiore (nel tempo in cui questa località incamerava Gorla Maggiore come frazione) fu poi consegnata al museo di Legnano.
Questa pietra, un tempo, formava una specie di sgabello posto sotto il portone d'entrata di un cortile di un edificio posto in via Cesare Battisti, edificio che faceva parte dei "Chiosi" della chiesa, demolita nel 1956.
La pietra era posta per il riposo dei contadini che si radunavano in quell'androne, dove era anche dipinta una natività.
Tale reperto venne datato tra il 100 e l'80 a.C; in alto ha un apposito ripiano per la "patella ignaria", dove si poneva l'incenso per i sacrifici.
La difficile decifrazione dell'iscrizione fu questa:
DEANAE.SAC
PRO SALUTE
E... I MIAECI
RIVASIA FILIA R
VRE NERVII feci is T
uDrEstitui…
Queste parole indicano che l'ara era stata dedicata a Diana "pro salute", da parte di Miaeci e della figlia Rivasia.
Il resto indica il luogo ove fu eretto il monumento e il nome della tribù (Nervi)
Forse vi è un collegamento con Nerviano, dove si ebbe lo stanziamento di quella tribù romana.
La tomba di via Banfi - via Battisti
In un'area situata nel punto di confluenza della via Banfi e Battisti, verso il 1960, al momento della costruzione di una casa, si rinvenne una tomba.
I testimoni riferiscono che al momento del ritrovamento, una lama in ferro si disfece completamente, mentre venne recuperata un'urna cineraria ed un vaso: successivamente vennero consegnati al museo di Legnano.
Altre tombe vennero scoperte dopo la Seconda Guerra Mondiale, in zone abbastanza discoste dal ciglio di valle, ma distrutte dalle ruspe per timore di interventi della Sovraintendenza Archeologica.
Infine, nei lavori di scavo della fognatura per la via Marconi, nel 1971, è stata ritrovata una zona di terreno con tracce di materiale combusto, tale da far supporre la presenza di una fornace o qualcosa di analogo, ma senza riscontro di reperti.
In un giardino di via Roma venne trovata nel 1972 una moneta risalente al periodo di Traiano, tra il 98 e il 117 d.C
L'iscrizione è la seguente:
MARCUS ULPIUS NERVA TRAIANUS CRINITVS
IMP CAES
...NERVA TRAIANO
L
AVG GER DAC PM TRP COSV PP
dove:
Ger = Germanicus
Dac = Dacicus
PM = Pontifex maximus
Trp = tribunicia potestate
Cosv = Quinto consolato (103 d.C)
Pp = Pater patriae
è raffigurato l'imperatore paludato in piedi con asta e scetto incoronato dalla vittoria
SPQR OPTIMO PRINCIPI ESERGO SC
Nel 1988 l'intervento di restauro alla chiesetta dei Santi Vitale e Valeria ha portato alla luce un'ara votiva, da secoli inserita nelle mura a nord della chiesa,
reperto che conferma la "romanità" di Gorla Maggiore.
La scoperta di pietre usate nella costruzione della "Colombera" del Canton Lombardo lascia sperare che lo studio del materiale darà conferma dei culti in onore di particolari divinità, sorte in prossimità di antri o cunicoli, segnalati dalla documentazione relativa alla "Costa di Giano", culti introdotti dalle legioni romane, dislocate lungo la Valle Olona per difendere le frontiere dell'impero.
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