Libri esotici...che sarebbero piaciuti a Salgari!

Fermo restando che mi aspetto il peggio (anche se purtroppo per loro la mia unica ricchezza consiste in LIBRI E CD, quindi NIENTE che interessi a questi idolatri del dio denaro), ad ogni modo per quei mesi dove stazionerò ancora viva e vegeta (salassata ogni tot dall'EggregoraVax e un po' malconcia visto che non sono più così stazionaria, ma in ugual modo NON SERVIAM), ho intenzione di leggere diversi romanzi "a tematica esotica".

Un po' perché li ho trovati per caso, un po' perché qualcuno me lo sono pure andata a cercare, un po' perché in questi mesi dove attendo di essere spazzata via (e in ugual modo NON SERVIAM) l'eufemismo "Non so se riuscirò a finire di leggere Liala\Salgari" è una forma "edulcorata" con cui "penso alla morte\catastrofe" e alla fine poter aprire quelle pagine di quei poderosi volumi da 500 pagine dimostra che sì, sono ancora viva e vegeta, insomma, per vari motivi, ho sul comodino anche diversi romanzi che sarebbero piaciuti a Salgari (https://intervistemetal.blogspot.com/2020/10/emilio-salgari.html (https://intervistemetal.blogspot.com/2021/01/il-corsaro-nero.html

Qui trovate "I Misteri della Jungla Nera" https://intervistemetal.blogspot.com/2021/09/i-misteri-della-jungla-nera-di-salgari.html , che mi è piaciuto di più rispetto al "Corsaro Nero". "Le Tigri di Mompracem" non l'ho neanche iniziato...




Poi ho trovato "Tarzan" di Burroughs, autore prolifico (ha scritto molti racconti con protagonista Tarzan) ma vale lo stesso discorso che facevo per Salgari, Howard https://intervistemetal.blogspot.com/2021/01/conan.html o Liala... https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/06/bisbigli-nel-piccolo-mondo-di-liala.html


Tanto quando leggerò Burroughs il mantra sarà "Chissà se riuscirò a finire di leggere Burroughs". Probabilmente no.

Una buona notizia è che ho quasi finito di leggere il capostipite dei Desert Romance: "Lo sceicco" di Edith Hull, che all'epoca fu un vero best seller da cui hanno persino tratto un film con Rodolfo Valentino. Mi mancano circa 25 pagine e poi l'avrò finito (sono più di 300 pagine...)


Ha pure un seguito, per giunta, ma è molto raro da trovare in giro.

Davvero intrigante e molto ben scritto, considerato che si svolge tutto in un unico ambiente, il deserto, e con meno di 10 personaggi, riuscire a tirare avanti una storia per 300 e più pagine senza annoiare il lettore, è qualcosa di incredibile ma Edith Hull c'è riuscita.

Poi, tanto per completare un po' la mia collezione di Rosa a tinte "orientaleggianti" (non tantissimi, in realtà, non essendo proprio il mio "immaginario erotico") mi sono presa pure i due episodi della saga di Alexandra Sellers, che è una delle regine in questo sottogenere del Rosa



Ho il primo e il terzo, mi manca il secondo. E poi ho anche una specie di sequel della Trilogia (che avevo letto molti anni fa): "Il fascino del deserto"


Oggi ho trovato "L'Amore venuto dal mare", che alla fine ho preso quasi unicamente perché è il numero 3 della serie Jolly, e così oltre ad avere il primo numero della "Collezione" https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/03/per-lamore-di-un-gitano-di-anne-mather.html
ho pure il terzo della serie Jolly...

Molto ben scritto, ambientato nella giungla in Brasile, e già dalle prime pagine per descrizione dei luoghi mi ha ricordato Salgari

Giusto per dare un'idea di "L'Amore venuto dal mare"... ecco qualche stralcio, che secondo me sarebbe piaciuto tanto a Salgari:

"Il cielo era di un blu abbagliante e in lontananza, al di sopra delle felci e degli alberi lussureggianti, scintillavano le ali degli uccelli tropicali.
Nel cuore della foresta le scimmie dalla lunga coda saltavano di ramo in ramo, guardando ogni tanto attraverso il fogliame lo scintillio lontano degli scogli nell'oceano azzurro. I pappagalli emettevano grida rauche e acute, prendendo il volo verso il folto della giungla.
Sulla spiaggia dorata come il manto di un giaguaro era distesa, immobile, una giovane donna. Il vestito strappato luccicava per il sale secco e le aderiva al corpo come le scaglie di una sirena. Il sole bruciante le accarezzava i biondi capelli, le braccia nude, le mani contratte sulla sabbia."

"Grazie, Senhor" disse Wenna in un soffio, troppo stanca per poter parlare, con gli occhi simili a ombre violette nel viso pallido. "Dove siamo?"
"Nell'isola di Janaleza sull'estuario del Rio delle Amazzoni."

"Un'isola... e l'uomo che la trasportava ne era il padrone. (...) Sentì la voce di lui mentre le diceva: "Mi chiamo Roque de Braz Ferro." (...) Le ombre verdi e il profumo intenso dei fiori tropicali l'avvolsero. Wenna sentì la frascura della giungla in contrasto con il calore delle braccia che la trasportavano fra gli alberi giganteschi. Quando riaprì gli occhi, al riparo del sole, poté contemplare per la prima volta la selvaggia giungla brasiliana, dove suo padre si era così spesso avventurato, attratto dalla magia degli smeraldi o dal fuoco nascosto dei diamanti."

"Wenna batté le palpebre, aprì gli occhi e vide il chiarore della luce lunare filtrare attraverso le imposte. Per un istante non si ricordò dove fosse. (...) Poi sussultò di paura, udendo una risata ironica provenire dagli alberi, fuori dalla finestra. Era il grido di un uccello della giungla."

"Dalla porta socchiusa del portico giungevano il profumo delle liane e dei fiori tropicali, il lamento lontano di un giaguaro e, di tanto in tanto, il riso beffardo di un uccello notturno: erano odori e rumori tutti completamente nuovi per lei.
Lui si accorse del suo leggere fremito e le disse che si trattava della mae de lua: così veniva chiamato nella giungla brasiliana quello strano uccello."
"La nostra luna è barbara", aggiunse. "Qui a Janaleza, signorina Fayr, lei vedrà la natura in tutta la sua crudezza."

"Si alzò, posò la tazza sul vassoio che Wenna aveva messo sul comodino e si diresse verso la portafinestra, dove si fermò, alto e snello, a contemplare la notte nella giungla. 
La brezza che agitava le palme e i tamarindi portava nella camera profumi di una dolcezza inebriante. Un soffio di magia, così acuto da farle venire le lacrime agli occhi... Lei non conosceva quell'uomo, in balia del quale si sarebbe trovata per alcune settimane, ma lo sentiva duro, inesorabile, verso coloro che non approvavano le sue idee e i suoi principi. (...) Lui tornò quasi subito, portandole un ramo di fiori pallidi, dai lunghi petali appuntiti, che ricordavano i tetti delle pagode. Il loro profumo riempì l'aria, quando glielo offrì. Lei ne fu molto sorpresa.
"Questi fiori crescono solo sulla nostra baia. Le chiamiamo "pagode della Vergine". è strano che una pianta così delicata cresca in un posto tanto selvaggio, non le pare?" (...) Improvvisamente lui si chinò. Il suo viso emerse dall'ombra e lei gli vide gli occhi di zaffiro duri e indifferenti. (...) Spinse con una mano la porta finestra. La luna piena brillava come uno scudo maya sopra i grandi alberi della foresta." 
 
Poi ho trovato tre romanzi dei Delly, di ambientazione esotica pure questi (https://recensioniromanzirosa.blogspot.com/2021/09/figlia-del-mistero-dei-delly-romanzi.html)



ma idem, i Delly hanno scritto più di 100 romanzi con una mole che viaggia sulle 300 pagine l'uno, perciò... difficilmente potrò leggermi l'opera omnia dei Delly in questo periodo storico... sarà già tanto se a dicembre sarò ancora qui a recensire cose del genere.



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