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Ernesto de Martino, l'Esistenzialismo e il Death e Brutal Death Metal (LOL)


Con una veste grafica rinnovata, a cui ho aggiunto anche una bella lista di band Death e Brutal Death Metal 💀 perché lo Slowly We Rot Obituaryano è la pura Essenza dell'Esistenzialismo Brutale (😂)
Insomma, dove non osarono arrivare Sartre ed Heidegger (😂) sono arrivate le band Death Metal e Brutal che ci dicono senza mezze misure che lentamente imputridiamo!
Ma soprattutto velocemente schiattiamo in questa società di normaloidi! (😡😭)

Il Nulla e il problema dell'uomo (1950) di Enzo Paci

Il mito, le forme primitive, e pur sempre presenti nella vita religiosa, il rito magico, rivelano la struttura esistenziale dell'uomo. Il fine che uno studioso come de Martino si propose è un'interpretazione "storicistica" del magismo, contro la condanna antistorica del mondo magico. (...) Che il concetto di inconscio possa essere utile ad una ricerca filosofica e storiografica non è un punto di vista accettabile per uno storico di educazione crociana [...]

Se vogliamo intendere la natura - questo concetto solo a prima vista determinabile e sostanzialmente equivoco - come momento utilitario, natura è il mondo del bisogno, il modo di sentire, natura è il timore del primitivo di perdere la sua personalità, il rischio di perdere la presenza, l'esserCi (Nota di Lunaria: concetto esistenzialista di matrice Heideggeriana) - quel rischio che è l'angoscia, dove si esprime la volontà di esserci come presenza davanti al rischio di non esserci. Questa angoscia del Nulla che pone la necessità dell'esserci si può certo considerare impulso, sentimento, natura come attività. Schopenhauer direbbe "volontà di vivere" ma possiamo dire "attività vitale"; in ogni caso è proprio l'amorfo "cosa in sé" che minaccia il primitivo poiché il suo timore è quello di essere di nuovo inghiottito dall'inconscio dove ogni rappresentazione del mondo è perduta e dove, perduta la rappresentazione, è perduta anche l'anima. (...) Il de Martino ci fa notare che "il semplice crollo della presenza, lo scatenarsi di impulsi incontrollati, rappresentano soltanto uno dei due poli del dramma magico: l'altro polo è costituito dal momento del riscatto della presenza che vuole esserci nel mondo."

(...) Lo stato di angoscia non formato dal mito o dalla filosofia, per la psicologia moderna e per il de Martino è malattia e anormalità in quanto è il disgregarsi dell'uomo e cioè disgregarsi delle forme spirituali delle quali se una viene a mancare non esiste più l'uomo e non esiste quindi il mondo storico dell'uomo, la storia. Di fatto il parlare di un dramma esistenziale che attraverso il rischio costruisce una visione del mondo significa tener presenti tutte le categorie o le forme; se l'uomo potesse essere stato solo natura non ci sarebbe, perché l'uomo non sentirebbe di essere minacciato e di perdersi nel nulla perdendo il rapporto che lo costituisce, il rapporto tra il pratico e il teoretico, tra l'economico e la legge morale, tra l'agire e il sapere, tra l'azione e la coscienza. (...) Il primitivo in preda al dramma esistenziale è in preda al diabolico, e quindi alla colpa e al peccato, e la sua crisi esistenziale insorge quando ha commesso una colpa o quella che crede una colpa. Il rito magico del riscatto è rito di salvezza morale, di rinascita che riscatta in un ordine il caos insorgente. 

Il de Martino si serve con grande chiarezza dei due termini di situazione iniziale e di situazione finale. Il dramma del riscatto si pone per il primitivo come dramma di peccato e di salvezza. Attraverso il riscatto dello stregone, tutta la comunità si apre al riscatto, può accedere alla salvezza. In questo senso lo stregone si configura come un vero e proprio Cristo magico, mediatore per tutta la comunità dell'esserci nel mondo come riscatto dal rischio del non esserci.

[...] Il dramma esistenziale di cui parla il de Martino è il dramma eterno della storia come pensiero e come azione, o come Vico l'intendeva, il dramma del dualismo tra la ragione e la barbarie, tra lo spirito e la natura, giacché ogni fare è una crisi dove, con la libertà, si affronta il rischio e ogni conoscere è dominio demiurgico del fare e infine trasposizione della pura economicità a forma etica di civiltà nella quale gli individui si salvano morendo alla loro mera economicità, o al loro peccato, per rinascere, appunto, come il Cristo, sul piano della verità etica. Questo dramma soteriologico, presente come struttura in tutte le religioni umani, e come il de Martino ha ben visto, nello stesso mondo magico, non è altro che la dialettica del trascendentale, e, volendosi esprimere in termini crociani, la dialettica delle quattro forme dello spirito delle quali il vario rapporto e il vario entrare in crisi e il ricostituirsi in una nuova sintesi ci danno appunto il variare della storia dove tra le categorie o forme non c'è mai pace - poiché la storia allora finirebbe - ma un variarsi della loro armonia, variare che dà il loro volto alle diverse epoche storiche (...) La dialettica delle forme nella sua intima essenza è la dialettica del divenire e dell'essere, del mondo dell'opinione e del mondo delle idee, del mondo della potenza e del mondo dell'atto, della res extensa e della res cogitans, della volontà e della rappresentazione, della cosa in sé e della legge ideale, dell'esistanza dello spirito e, come Vico voleva, del mondo di Tacito e del mondo di Platone.

L'Esistenzialismo, scrive il de Martino, ha posto in risalto un punto oscuro, un problema irrisolto del razionalismo moderno: l'individuo come dato. Ma in luogo di allargare la coscienza storicistica di tale razionalismo sino a sciogliere la concrezione di questo dato dal dramma storico del farsi magico della presenza, ha spinto la sua polemica tanto oltre da mandare in pezzi ogni forma di razionalismo e da promuovere a dignità di pensiero non la soluzione del problema, ma l'esperienza della crisi, sia pure appassionatamente vissuta. 

Che l'Esistenzialismo riproponga problemi già vissuti dal Romanticismo è mia vecchia convinzione; che esso sia stato o sia uno stato d'animo è ora più che mai evidente nei letterati esistenzialistici, e che il suo dramma sia un dramma magico-soteriologico credo di averlo dimostrato studiando sia Novalis, che Mann, Rilke, Eliot e Proust; che l'Esistenzialismo ci riconduca ai problemi della psicologia contemporanea come psicologia del mito credo sia sostenibile; tuttavia una volta posto in luce il carattere negativo dell'Esistenzialismo e la sua funzione storica, nonché la connessione tra l'utile e l'esistente, bisogna notare che esiste un Esistenzialismo positivo e che proprio di esso si serve il de Martino. I concetti usati dal de Martino, di situazione iniziale e di situazione finale, sono tipici dell'Abbagnano, dove costituiscono la fondamentale categoria della struttura nella quale lo sforzo dell'essere di conquistare se stesso come esistenza vale "non slo rispetto alla situazione iniziale" (Heidegger) né solo rispetto alla situazione finale (Jaspers) ma nell'unità della situazione finale con la iniziale. A proposito del concetto di struttura dell'Abbagnano ho già scritto: "L'esistenza dell'uomo non è, in altre parole, né il rivelarsi del Nulla alla nostra coscienza, la contemplazione di sé della morte, l'essere per la morte come angoscia, come decisione anticipatrice della morte (Heidegger); né è la solitudine dell'uomo di fronte alla trascendenza, l'indicazione negativa dell'esistere." [...] la nullità dell'opera umana (Jaspers). La struttura dell'esistenza porta in sé il movimento verso la trascendenza come costitutivo dell'esistere stesso, che accetta il proprio rischio... nel destino inteso come missione, creatività, opera. Ciò è abbastanza in accordo con il "rischio" di cui parla il de Martino, che poi diventa ritorno a una situazione armonica dopo la perdita dell'equilibrio nell'angoscia, per cui la magia diventa "restauratrice di orizzonti in crisi" e possibilità di accettazione, di decisione, di azione, dopo la salutare crisi esistenziale, durante la quale "ogni invito all'azione è un'insidia alla presenza", oppure l'azione è assurda, demoniaca, folle. Per il de Martino si esce dal dramma esistenziale solo "accettando il rischio" e solo "trascendendosi" nel senso esistenzialistico accenna: "il mago è colui che sa andare oltre di sé, non già in senso ideale ma proprio in senso esistenziale". In tal senso Nietzsche, almeno secondo il mio punto di vista, si può dire un "mago" per quanto un mago non sconti duramente le sue illusioni. Il fatto che il de Martino sia arrivato, attraverso vie tutte diverse, mi sembra, a queste posizioni esistenzialistiche, credo sia tutt'altro che privo di significato. Penso però che i giochi anche in questo, come ho detto, lo scambio tra la storicità e l'eternità della filosofia. L'Esistenzialismo del de Martino è proprio quell'approfondimento del concetto di trascendentale che egli cerca come "un nuovo modo di filosofare" mentre egli crede che tale modo di filosofare gli derivi dall'esperienza del mondo magico.


Nota di Lunaria: eh, non sarebbe un post lunariale senza un "quid" che lo renda un post lunariale 😃 Perciò abbelliamo il tutto con un po' di Death e Brutal Death Metal, visto che ne abbiamo sempre parlato poco, non essendo noialtre propriamente dentro la scena Death\Brutal, anche se conosciamo abbastanza bene la discografia essenziale e storica del genere. 

Non che nei testi delle band in questione si citi il de Martino (o Sartre o Camus o Heidegger) proprio no, però, ci piace il motto Obituaryano dello "Slowly we rot" che identifica alla perfezione cos'è l'esistenza umana (specialmente nella società dei normaloidi): Lentamente imputridiamo. 

O meglio: velocemente la società dei normaloidi mi fa schiattare prima del tempo, ché ero stazionaria dal 2004 e per merito della società dei normaloidi tirannoidi sono diventata un po' meno stazionaria.

Insomma, più che imputridirsi lentamente, qua si schiatta in fretta, nella società dei normaloidi. 😡 Comunque il motto Obituaryano resta sempre un gran bel manifesto esistenzialista, di un Esistenzialismo bello cruento, diretto e splatter (vade retro ateneo e vade retro linguaggio husserliano!), perciò in questo post parlo anche di Death e Brutal, pur non essendo così appassionata del genere, ma come si fa a non voler bene al Death Metal, e soprattutto a non voler bene ai Death Metallari  💘😍  che vorrei tanto vedere per strada, e invece mi tocca vedere i trappettari e i normaloidi 😖


Iniziamo dai Possessed, i padri del proto-Death Metal con il fantastico "Seven Churches"


Per poi passare direttamente ai miei preferiti, i Morbid Angel!




sul trono del Death Metal classico insieme a Loro: Death, Deicide e Obituary


Chuck, non ti abbiamo mai dimenticato 😭💔








Passiamo poi alla variante più tecnica e sperimentale del Death, il Techno Death della Sacra Trinità Cynic-Atheist-Pestilence











a cui aggiungiamo subito dopo anche i (oggi poco menzionati) Nocturnus


e i Benediction e Incubus



Tra i nomi seminali della scena Brutal Death menzioniamo i Cannibal Corpse, i Six Feet Under e i Vomitory




Tra gli italiani, Desecration (1991!)



Sadist ed Alligator, storici, e tra i primi a fare Death in Italia 



Attivi ai giorni nostri, i Cadaveric Crematorium


(che per la cronaca, ho regalato al mio migliore amico 😁)

Becerus (che ho pure intervistato https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/becerus-death-metal.html)



 Infine, menzioniamo anche i Dismember


e i Sinister del periodo "con Rachel alla voce" (Girl Power in Death Metal!)

in ordine sparso senza metterle in ordine di preferenza e validità (sono tutte importanti!) primi Entombed, primi Carcass, Napalm Death, Incantation, Immolation, Suffocation, Malevolent Creation, At the Gates, primi Sepultura, Bolt Thrower (primo gruppo Death Metal della mia vita che vidi nel 1998 sulle riviste Metal e di cui lessi le interviste)  


(ok, dai, a fine elenco mettiamo anche i Dark Tranquillity, almeno dei primi cd, anche se qualche Deathster duro e puro storcerà il naso, essendo già "Death Metal melodico" 😆)


Becerus (Death Metal)


1) Ciao e benvenuti sul mio blog! Presentatevi ai lettori!

Ciao a te Luna e a tutti i tuoi lettori! Sono Giorgio dei Becerus, gruppo death metal  balordo composto da Mario Balatonicus (voce), Paul Bicipitus alla batteria e io a  chitarra e basso. Siamo attivi dai primi dell'anno scorso e abbiamo appena  pubblicato un album intitolato “Homo Homini Brutus”, uscito in CD e cassetta per la Everlasting Spew Records (ITA).


2) Siete già stati intervistati su Metal Italia https://metalitalia.com/intervista/becerus-leta-della-pietra/

e in effetti, vi ho scoperto proprio lì. Musicalmente vi muovete nel sound Death Metal americano primi anni '90 (con un tocco  Brutal, specialmente nelle vocals e in certi tecnicismi) ma la vostra proposta suona  accattivante e penso potrebbe essere apprezzata anche da chi, come me, il Death Metal  lo prende a piccole dosi.

Grazie mille! Nonostante le contorsioni e le svolte epilettiche di certi pezzi ci piace  pensare che qua e là ci sia qualcosa di memorizzabile e non troppo astruso. Penso  che le metriche vocali siano particolarmente dritte, anzi, credo proprio che abbiano  “raddrizzato” anche i riff più storti e schizofrenici.


3) "Homo Homini Brutus" è il titolo (geniale) del vostro debut album, ma avete alle spalle la militanza in altre band: Balatonizer, Haemophagus e Assumption. Prima di parlarci del debut a nome Becerus sviscerandocelo nei dettagli (e il latino sembra essere una vostra caratteristica visto che rispunta fuori anche nella tracklist...) potete  riepilogarci le vostre esperienze con le band precedenti?

Mario è attivo dalla metà degli anni '90 con i suoi Balatonizer, alfieri di un certo tipo di death metal brutale e cafone ma chirurgicamente eseguito e corredato da riferimenti a film come Mery per Sempre e Ragazzi Fuori, novità assoluta per questo genere e dunque culto automatico per chiunque abbia avuto la fortuna di assistere  ai loro concerti. Io ho cominciato più o meno nel 2002/2003 con i primi gruppetti e  da allora ho accumulato esperienze con situazioni di aree sonore diversissime, principalmente death ma anche progressive, folk, funk, doom, stoner, thrash, black e, più di recente, elettronica. Sono o ho fatto parte di: Haemophagus, Assumption,  Bottomless, Undead Creep, Sergeant Hamster, Elevators to the Grateful Sky, Cavernicular, Morbo, Interior Demise, The Smuggler Brothers, Dolore, Shrieking Demons, Furious Georgie, Thysia, Il Tempo del Cane, Noise Demon e altri. In tutto  questo tempo ho cercato di dare alle stampe più musica possibile, nonostante poi  mi penta regolarmente del 90% delle cose che pubblico, e di proseguire continuativamente con l'attività live in Italia e fuori. Ogni progetto ha le proprie storie, quindi sarebbe impossibile elencare quanto di bello, interessante o  allucinante mi sia capitato con ciascun gruppo ehehe!


4) "Becerus have absolutely NO LYRICS!" Interessante questa vostra scelta, in un mondo dove spesso si fa il possibile per risultare  "ermetici" col fine di "tirarsela". Il "cantare suoni a caso" lo fecero i primi Cocteau Twins, mentre nel Jazz alcuni artisti  ebbero l'idea di mimare il suono degli strumenti musicali; Ella Fitzgerald divenne celebre  col suo "scat vocal"; Diamanda Galas ha realizzato delle prove vocali decisamente  estreme, al limite del cacofonico; in letteratura i Futuristi come Marinetti si divertivano a dissacrare tutte le regole della Poesia distruggendo anche la sintassi, mimando persino il  suono delle bombe e dei rimbombi ("Zang Tumb Tumb") e disseminando a caso le parole  (spesso onomatopee e segni grafici scritti anche con caratteri diversi) sulla pagina come  "Un volo futurista" di Paolo Buzzi. In Mongolia, è celebre il canto Khoomii (ma quanto a canto gutturale, neanche gli Inuit  scherzano...). Questo per dire che, in realtà, anche esprimere suoni che non significano nulla può avere  una valenza culturale decisamente interessante per chi sa andare oltre la prima  impressione... Non esprimere parole rende più troglodita il vostro sound e quindi ha un suo perché nel  vostro concept. Ma avete rifiutato anche l'idea di testo perché non volevate essere il  "solito" gruppo brutale con "i soliti" testi basati su splatter e smembramenti a tutto spiano?

Alcune delle cose che hai menzionato ci interessano ma in realtà l'unico motivo dietro la scelta del “no lyrics” è la ferma volontà di non esprimere alcunché al di fuori della musica. Per noi death metal significa violenza, brutalità, cafonaggine, riff martellanti, batterie ossessive, growl obesi e scream lancinanti. Semplice come un hamburger. Lasciamo volentieri a gruppi più volenterosi l'onere di scrivere la nuova  Divina Commedia della musica estrema, ahaha! Quando ci chiedono lumi in merito a questa storia dei testi solitamente rispondo “se vuoi la musica coi testi ascolta Bob Dylan!” (Nota di Lunaria: o i Cradle of Filth di "Dusk and Her Embrace" con i loro testi lunghissimi in inglese letterario, eh eh eh!)


5) Insomma, il vostro concept, in sintesi, è basato su... trogloditi e brutalità. Avete anche una simpatica mascotte, il Becer, che avete messo in copertina... Devo dire che in effetti dal punto di vista grafico il logo e la copertina "si stampano in testa" a chi vi vede per la prima volta. Rispetto alle solite copertine splatterose vi siete distinti con questa particolarità. Siete appassionati di Paleolitico? Come epoca, insieme al Neolitico, l'ho studiata soprattutto in riferimento ai simboli della  Grande Madre... 

e gli appassionati di Fantasy si ricordano della saga di "Ayla". 


Ma voi di  questa epoca volete enfatizzarne esclusivamente l'aspetto brutale!

Hai colto nel segno. Il Becer, quindi in un certo senso anche i grugniti di Mario, sono da leggere come l'immagine e l'anti-lingua dell'intero gruppo. Ci intriga un mondo primitivo dove uomini delle caverne se le danno di santa ragione ogni giorno per i motivi più banali. Questa è, in fondo, anche l'essenza di questo genere: alza il volume, caca per terra e fai baldoria!


6) Come vi è venuta l'idea di girare un video nel bel mezzo di un allevamento di capre?!?(https://www.youtube.com/watch?v=rJuENUvvqCQ)

L'idea è stata architettata da Mario e tutto è stato studiato nel minimo dettaglio, dalla creazione dell'etichetta della Becerus Beer (opera della mia ragazza, Sara) alla scelta della location al reperimento della clava della giusta forma, consistenza e dimensioni. È stato girato dal videomaker Vincenzo Lo Piccolo nel mese di marzo 2021 a Collesano, in provincia di Palermo. Decisivo, in questo senso, è stato l'aiuto del nostro amico Peppe Blanda, di Gianmarco (ovvero l'attore che ci prende a bastonate nel corso del video) e dei ragazzi della fattoria che ci hanno spalancato le porte della loro stalla e fatto conoscere le loro splendide capre. Volevamo un oceano di capre e loro ce le hanno date. Perfetto!


7) Siete originari della Sicilia, forse più nota per il Black Metal decisamente innovativo cantato in dialetto che non per altri generi Metal. Da appassionata di Paganesimo, Wicca ed Esoterismo oltre che di letteratura ho spesso citato la Sicilia per le sue origini pagane, per la magia popolare (Benedicaria) e la grande letteratura (Verga su tutti, a mio parere). 

Mi affascina molto la storia del territorio (non solo dove vivo io) ma avendo intervistato diverse band provenienti dal Sud Italia, so che molto spesso è difficile, se non impossibile, riuscire ad esternare se stessi, quando si suona certa musica estrema in contesti quali piccoli paesi bigotti.Siete mai stati ostracizzati per quello che suonate o per il vostro stile di vita? C'è qualcosa, dal punto di vista folkloristico, che potete raccontarci sulla vostra terra?

Si, in Sicilia il black forse ha avuto sempre un peso maggiore considerando Sinoath, Inchiuvatu, Heruka, Schizo (mai stati strettamente black), Nazgûl e altri. Ancora  adesso i gruppi a tinte più o meno black, black/thrash o con riferimenti in quel senso sono tanti, vedi Malauriu, Fordomth, Ortro, Bunker 66 ecc. Un aspetto interessante del metal e delle sottoculture musicali in Sicilia è la loro impermeabilità alle mode. Se nel resto d'Italia si può talvolta parlare di “cose che vanno”, “trend” o  tendenze di qualche tipo, da noi una cronica lentezza di ricezione opera su gruppi,  logistica e ascoltatori, nel bene e nel male. Nel bene perché penso che, sul piano  squisitamente locale, la Sicilia abbia sviluppato proposte stilisticamente autonome  o che, di sicuro, non pagano dazio più di tanto ai big del momento. Nel male perché  all'isolamento geografico e mentale seguono tutte le arretratezze pratiche e organizzative che puoi ben immaginarti. Di sicuro ci sono state stigmatizzazioni o, per meglio dire, prese per il culo nei confronti di metallari e punk in tempi passati, ma già nei primi 2000, ovvero quando ho cominciato a muovermi musicalmente, buona parte di quel mondo era sparita, forse perché dovendo scegliere fra l'odio e la persecuzione il siciliano doc sceglie sempre l'indifferenza. L'aspetto folkloristico, invece, è talmente esteso che meriterebbe un'intervista dedicata solo a quello ahah! Superstizione, follia, degrado, genio, inventiva, intimidazione sono tutti elementi  integranti dell'impasto umano di noi siciliani.


8) Non ho intervistato molte band Death Metal e Brutal... in effetti, conosco molto di più la  scena Black e Sympho Black. Ma, pur ascoltandolo di tanto in tanto, è impossibile non  voler bene al Death Metal e mi fa sempre piacere avere l'opportunità di scambiare quattro  chiacchiere su un genere di Metal così brutale e molto spesso anche ultratradizionalista,  ortodosso e retrogrado nel senso di "evoluzione? sia mai!". Ricordo ancora la diatriba tra "True Death Metal" (da intendersi unicamente come  Death\Morbid Angel\Deicide\Obituary) e quello che veniva giudicato "Death Metal  modaiolo", ovvero la scena svedese\finnica melodica (In Flames, i Dark Tranquillity di  "Projector", Children of Bodom) più "orecchiabile" e quindi meno "underground" rispetto a  band come At The Gates o Dismember, e in effetti, le band Melodic Death di Death Metal  "all'americana" avevano poco o niente. E ancor prima, la diatriba tra Death Metal e Black Metal... Non sono così esperta di Death Metal in ogni suo gruppo esistente (sono rimasta principalmente ai classici anni Novanta e parlando di scene parallele ma ugualmente amate da molti Deathsters come quella Grindcore\Crust sono totalmente ignorante) ma,  da osservatrice esterna, mi sembra che rispetto ad altri generi che, in alcune correnti si  sono contaminati con tutto e di più (come il Black, basti pensare alla corrente Blackgaze o  alla scena PostBlack) il Death Metal è rimasto piuttosto "monolitico" e tradizionista; a parte la scena Death melodica\Gothenburg Sound capeggiata dagli In Flames che  successivamente sarà fonte di ispirazione per il Metalcore più melodico (As I Lay Dying,  Caliban ecc., mentre i gruppi Deathcore guarderanno di più ai classici gruppi Death  americani) alla piccola scena Techno Death che sarà di ispirazione al Djent, e alla scena  Doom Death che proponeva il connubio tra growls e riff Death e i ritmi sulfurei e catacombali del Doom, che io sappia, il Death Metal è rimasto piuttosto restio a contaminarsi con generi agli antipodi o anche al trattare argomenti "culturalmente impegnati". Tolte le solite eccezioni (gli Obituary e il video ecologista di "Don't care", gli Xipe Totec e il  loro "Death Metal Azteco", i Mortification e il loro Christian Death Metal...) il Death Metal e  ancora di più il Brutal Death è da sempre sinonimo di un certo tipo di riff, un certo tipo di  vocals, un certo tipo di copertine e di testi. Insomma, non ce lo si immagina, un gruppo Brutal Death Metal, a mettere in copertina rose rosse e a cantare lyrics alla Dolce Stil Novo... Voi che ne pensate? Come è cambiata (se è cambiata) la mentalità dell'ascoltatore  tradizionalista di Death Metal? Pregi e difetti delle scene Death Metal e Brutal, facendo una retrospettiva dalle loro origini  ad oggi? Quale pensate sarà il futuro di questi particolari generi?

Beh, hai già elencato tante derive in seno al death metal di ieri e di oggi. Per me la tua ricognizione è esaustiva. Forse a corredo di tutto ciò aggiungerei alcuni gruppi che stanno mescolando le carte in tavola in tempi recentissimi, vedi i synth e gli strumenti orientali sull'ultimo Blood Incantation o le atmosfere prog, quasi  malinconiche di Sweven e Bedsore (questi ultimi di Roma). Per quanto riguarda la retrospettiva su death e brutal, a noi piacciono vari gruppi brutal della prima ondata ma ci fermiamo a pochi nomi. I Dying Fetus sono di gran lunga il gruppo col senso  più sviluppato di “forma canzone” e si distinguono nettamente dalla media. Il motivo principale per cui siamo diffidenti nei confronti del brutal è la fuoriuscita dell'elemento memorizzabile. I gruppi eccessivamente progressivi e senza alcuna  ripetizione ci annoiano, forse una volta risultavano più intriganti ma adesso è stato abbondantemente detto e scritto tutto a riguardo. A fronte di un numero elevato di classici del genere noi non desideriamo altro che concentrarci su roba congegnata abbastanza bene da restarti in testa e avere qualche “gancio” che ti rimane a disco concluso, tutto qua. 


9) Del tutto in linea con le origini del genere la scelta di far uscire "Homo..." anche in formato tape...

Quella è stata una scelta della nostra etichetta e a noi è piaciuta subito. Era il loro primo esperimento ed è stato divertente riascoltare il disco su nastro, anche perché gli ha conferito all'istante quell'aria da 1991 che crediamo aleggi su Homo Homini Brutus. Alla cassetta in generale sono legati bei ricordi, tipo andare al mare a Mondello, Palermo, ascoltando le Spice Girls, passarmi Beneath the Remains da copia CD fraterna su cassetta per poi andarci a scuola col walkman e così via.

(Nota di Lunaria: e nella mia collezione di cassette tape al primo posto ci va il fantastico debutto dei Nefarium, intitolato "Demo '99", che acquistai direttamente da loro... solo tre canzoni, ma è uno Splendore di demo!)


10) Ora siete impegnati a promuovere "Homo Homini Brutus", ma potete anticiparci qualche altra novità? Cosa avete in mente?

Siamo già al lavoro su nuova musica e non perdiamo occasione per buttare sul piatto nuove idee malsane in merito ai prossimi movimenti del Becer, che speriamo diventi sempre più grasso, ostile e antidiluviano!


11) Prima di salutarvi, colgo occasione per fare un po' di pubblicità anche ad altre band, del triennio 2000/2003 che penso si siano sciolte... Tutte queste band erano accomunate dal fatto che uscirono sulle compilation di "Psycho!", spesso come demo del mese;  qualche nome: Bullet In The Head, Impherya, Humanity Eclipse, Necrophilism, Disciplina Plastika, Eresia, Love Forsaken, è schiattamuort, Stillbirth, Ingraved, Above the Rim, Anonima Disastri, Affliction, Atrepsia, Mad Brains, Stigeis, Ossian, Ze Monsta, Pink Little Pig, Edenshade, Animestesia, Darkest, Art of Darkness, Rising Moon, Sylva Mala, Unpure, MPS, Synaptic, Convergence, Apeiron, Orion, Etherized, Arkenemy. E per quanto vi  riguarda, cosa vi piace ascoltare nella scena italiana e straniera?

I miei preferiti sono Siderean, Messa, Bunker 66, Sněť, Fordomth, Atramentus, Malthusian, Spasticus, Eraser, Of Feather And Bone, Tenebra, Gothic Stone per limitarci a metal, rock e derivati. La lista è lunga e non include tante cose che mi/ci  piacciono fuori da quel genere. 


12) Bene, concludete a vostro piacimento!

Grazie per aver avuto il coraggio di lasciare spazio ai rantoli del nostro Becer! 

GRUNT!!



Il Wendigo!

 Info tratte da

Il Wendigo (o Windigo) è un leggendario essere maligno della mitologia dei Nativi Americani Algonchini, antropofago. Sulle sue origini vi sono diverse ipotesi: si pensa sia figlio dell'Inverno e della Fame oppure, una volta, era una persona, un nativo americano o un cacciatore, che durante una carestia invernale divenne cannibale. Ha un corpo scheletrico, gigante (potrebbe arrivare anche a 3 metri), con artigli e denti enormi; può avere corna da cervo oppure un teschio da cervo al posto del volto. è molto veloce e rincorre le sue vittime. 



Nota di Lunaria: io non escludo che possa anche trattarsi di un antico Dio... a cui venivano offerti sacrifici umani, magari. Perché le corna da cervo le ritroviamo anche in Cernunnos, e più in generale, nei Signori degli Animali https://intervistemetal.blogspot.com/2020/09/il-simbolismo-del-cervo.html https://intervistemetal.blogspot.com/2020/09/gli-dei-pastorali-silvani-e-montani.html

Si può essere trasformati in Wendigo se si viene morsi da lui o se si mangia carne umana. Secondo certi criptozoologi, il Wendigo potrebbe essere un animale non ancora studiato. 
Probabilmente, all'origine del mito, vi è il tabù dei nativi americani contro il cannibalismo, tentazione che poteva essere presente durante gli inverni, particolarmente cruenti in quelle zone settentrionali del Nord America.

Il Wendigo è stato citato più volte nel film e nei libri horror, ed è celebre il Wendigo che compare nel libro "Pet Sematary" (https://intervistemetal.blogspot.com/2020/09/per-sematary.html), dove il Wendigo si aggira per i boschi che precedono il terreno di sepoltura dei MicMac: una zona di sepoltura tremenda, capace di far resuscitare i morti, trasformandoli in esseri maligni e assassini.

"I Micmac credevano che questa collina fosse un luogo magico", spiegò. "Anzi, che l'intera foresta, dalla palude a nord e ad est, fosse magica. Crearono questo spiazzo, e qui seppellivano i loro morti, lontano da tutto il resto. Altre tribù preferivano starne alla larga: i Penobscot dicevano che questi boschi erano pieni di fantasmi.  In seguito, i cacciatori di animali da pelliccia cominciarono ad asserire suppergiù la stessa cosa.  Immagino che qualcuno di loro avesse visto un fuoco di Sant'Elmo, nella Palude del Piccolo Dio, e avesse creduto di vedere degli spettri. Con il passare del tempo, nemmeno i Micmac ci vennero più. Uno di loro asseriva di aver visto un Wendigo, qui, e che il terreno si era inquinato."

Ecco come viene descritto il Wendigo in "Pet Sematary" alle pagine 365-366-367-368

"Infine, il sentiero prese a scendere in modo più ripido e più costante. Poco dopo, finì con un piede nell'acqua e s'impantanò nella melma sottostante. (...) Guardò giù e vide l'acqua stagnare tra ciuffi di canne e bassi cespugli dalle foglie talmente larghe da far pensare a piante tropicali. (...) La palude era viva, ma non per i suoni che vi si udivano (...) Poi vi fu un suono, ed egli ricordò di averlo già udito: una risata acuta e sguaiata che terminava in un singhiozzo. Seguì un silenzio, poi la risata si ripeté, stavolta in un crescendo simile a uno stridulo grido maniacale che raggelava il sangue. Intorno, la nebbia creava un'atmosfera di irrealtà. La risata si spense, lasciando soltanto il mormorio monotono del vento, che ora si udiva, ma non si avvertiva più. (...) La voce - se di questo si trattava - si fece riudire, stavolta da sinistra. Qualche momento dopo, risuonò alle sue spalle, proprio dietro di lui... (...) D'improvviso la nebbia perse la sua luminosità e Louis si rese conto che nell'aria di fronte a lui era sospesa una faccia, sogghignante e farfugliante. Gli occhi, tagliati all'insù, come in un dipinto cinese, erano di un intenso grigio giallastro, infossati, lucenti.  La bocca si apriva in un ghigno; il labbro inferiore, tutto rovesciato in fuori, scopriva denti macchiati di colore bruno e quasi completamente consumati. Ma quello che colpì Louis furono le orecchie, che non erano orecchie, ma corna ricurve... e non corna come quelle del diavolo: corna d'ariete. (...) La lingua della testa fluttuante prese a penzolare, lunga, appuntita e di colore giallo sporco. Era ricoperta di scaglie. (...)  Qualcosa si avvicinava. Louis si arrestò del tutto, tendendo l'orecchio a quel suono... un suono che si avvicinava, inesorabile. (...) un suono vivente, un suono immenso. In qualche punto là intorno, e sempre più vicino, dei rami si spezzavano e c'era un rumore di vegetazione calpestata da inimmaginabili piedi.  (cos'è che si avvicina attraverso questa nebbia?)(...) ora tutto taceva e nell'aria greve di umidità si diffuse un odore misterioso e nauseabondo. Qualsiasi cosa fosse, era enorme. (...) La cosa veniva pesantemente verso di lui e si udiva, ora, vicinissimo, il fragore di un albero - non un ramo, ma un intero albero - che rovinava al suolo. Louis vide qualcosa. Per un attimo, la nebbia si macchiò di un grigio spento, ma quell'ombra diffusa e indefinibile era alta almeno una ventina di metri. (...) Louis sentiva che l'aria veniva smossa dal passaggio di quella presenza, udiva il tonfo di piedi da mammuth che calpestavano il terreno, seguito da un risucchio del fango. Per un momento, ebbe la certezza di scorgere, alti sopra di lui, due identici scintilli d'un giallo arancione. Scintillii come di occhi.  Poi, il suono cominciò ad affievolirsi. Via via che si allontanava, la palude si riempiva nuovamente dei suoni consueti. (...) Il Wendigo, quello era il Wendigo: quell'essere che si muove attraverso le zone del Nord, che può sfiorarti e trasformarti in un cannibale. Ecco cos'era.  Il Wendigo è appena passato ad una cinquantina di metri da me." 


Ovviamente il Wendigo è una fonte di ispirazione per diverse band di Metal estremo.

Per esempio: From The Thicket (Prog Death Metal)


Wendigo, Black\Thrash Metal


Frailty, Doom Death Metal  


Lock Horns (Extreme Prog Metal)  

Undermine The Supremacy (Melodic\Deathcore)

I Wendigo Psychosis 


(Black Metal a tinte sinfoniche) prendono il loro nome da una sindrome che porta a diventare cannibali. (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/10/il-cannibalismo.html)


Infine Forteresse, Black Metal di matrice '90, 



Di King ho anche questo, ma devo ancora leggerlo