Il Simbolismo del Numero 7

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Sette è il numero dell'universo, il macrocosmo. Completezza, integrità. Con il 3 simboleggia il cielo e l'anima e il 4 che simboleggia la terra e il corpo, è il primo numero che contenga sia l'elemento spirituale sia quello temporale. è perfezione, sicurezza, salvezza, riposo, abbondanza, reintegrazione, sintesi, anche verginità e Grande Madre.

Metto una prova, semmai ci fosse qualche cristiano dubbioso:



Vi sono 7 stadi cosmici, cieli, inferni, pianeti e metalli dei pianeti principali; 7 cerchi dell'universo, raggi del sole, età dell'uomo, pilastri di saggezza, divisioni lunari dell'arcobaleno, sette giorni della settimana, sette note musicali, sette meraviglie del mondo. La settima potenza di ogni numero è, secondo Filone, sia un quadrato sia un cubo e perciò di grande importanza.
Il drago dalle sette teste appare in India, Persia, Estremo Oriente, soprattutto in Cambogia e nei miti celtici e mediterranei.
In Alchimia, sette metalli contribuiscono all'Opera.
Nel campo astrologico, le sette stelle dell'Orsa Maggiore sono "indistruttibili", si vedono cioè per tutto l'anno. Vi sono sette Pleiadi, pianeti principali, raggi del Sole.




Nella religione buddhista, 7 è il numero dell'ascesa verso il punto più alto; i setti passi del Buddha simboleggiano l'ascesa dei sette stadi cosmici che trascendono il tempo e lo spazio.

Ovviamente il 7 è stato scopiazzato anche dal cristianesimo e in particolare, dal cattolicesimo: vi sono sette sacramenti, sette doni dello Spirito; sette virtù, sette peccati mortali, sette giorni della creazione, sette spade nel cuore di Maria [ovviamente è uno scopiazzamento preso dall'esoterismo, nella bibbia non si parla del cuore di Maria trafitto da sette spade! La profezia di Simeone a Luca 2:34 riguardava "una spada simbolica", non certamente sette spade!],



Anche per l'islam il sette è il numero perfetto, vi sono sette cieli, climi, terre e mari; intorno alla kabah si compiono sette giri. 
(Nota di Lunaria: in realtà la pietra meteoritica nel periodo preislamico era un simulacro della Dea Allat ; https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/marocco-litolatria-gioielli-magici-mano.html

https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/arabia-saudita-no-per-davvero-parli-di.html
anche Cibele aveva la sua pietra nera, vedi Cibele-Pessinunte)

Nel contesto ebraico, vi sono sette grandi festività nell'anno ebraico; la Menorah ha sette bracci (Nota di Lunaria: un antico simbolo della Dea Asherah https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/gli-sciti-e-la-menorah.html); occorsero sette anni per costruire il Tempio, sette sono i pilastri della saggezza.
Nel contesto egiziano, vi sono sette Hathor, come Dee del destino e le Sacerdotesse di Hathor hanno sette vasi; le sette figlie di Ra fecero sette nodi alle loro sette tuniche. Il numero è sacro ad Osiride, mentre nel contesto greco, era sacro ad Apollo, la cui lira ha sette corde, e a Atena/Minerva; Pan ha sette zufoli.

Nota di Lunaria: non a caso, nell'induismo spesso le Dee hanno una forma "a vaso" capovolto se non ad "uovo". Il Kalash, poi, è una sorta di calice del "buon auspicio"; potrebbe derivare dall'idea di Utero Cosmico della Dea, similmente alla valenza del calderone e di una Dea come Cerridwen legata appunto al "calderone dove bolle un brodo magico"
La Kalasha ricorda comunque molto la cornucopia, associata a Rosmerta.

 https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/irlanda-4-i-celti-nel-commento-di-jan.html



Per i pitagorici il numero cosmico con il 3 del cielo e il 4 del mondo.
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/sciamanesimo-e-reincarnazione-come.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/01/la-numerologia.html

Nota di Lunaria: nel pantheon dravida (ovvero la parte a Sud dell'India https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/mohenjo-daro-e-gli-ariani-nel.html)
le Dee più importanti sono le Sette Sorelle. Poleramma e Renuka sono quelle più famose.

Poleramma appartiene a una cerchia di Dee Dravide note come "Sette Sorelle": Poleramma, Ankamma, Muthyalamma, Dilli Polasi, Bangaramma, Mathamma, Renuka.
Le Sette Sorelle sono adorate nell'Andhra Pradesh, Tamil Nadu e a  Karnataka.
Le Dee Dravide non hanno consorti maschili e non sono spose.
(Nota di Lunaria: quindi "sono vergini", ovvero generano da sole, e sono in 7)


Madre Poleramma è adorata come Dea Guardiana del villaggio e protegge i confini. è anche considerata la Dea che protegge dal vaiolo e colei che sorveglia il bestiame proteggendolo dalle malattie e dalla siccità.

Incuriosita dal loro numero (7) e dal fatto che non hanno consorti maschili, (sono "vergini" e quindi autosufficienti) sono andata a cercare un po' di materiale. Non si trova quasi nulla in italiano, in riferimento a queste Dee, per tanto, ho tradotto l'unica pagina induista che ne parlava.

Le Sette Sorelle o le Sette Dee Dravide sono Poleramma, Ankamma, Muthyalamma, Dilli Polasi, Bangaramma, Mathamma, e Renuka. Queste Dee sono molto popolari nell'India del Sud e i loro nomi variano leggermente da località a località.
Poleramma è comunque la Dea più diffusa e c'è una sua statua in quasi ogni villaggio; il santuario di Poleramma è all'esterno del villaggio. In alcuni luoghi consiste in sassi  (Nota di Lunaria: appunto. Il sasso rappresentava la Dea, lo spiegava bene Mircea Eliade nel suo studio dedicato alla litolatria;
https://intervistemetal.blogspot.com/2018/04/siria-2-litolatria-atargatis-astarte.html
per tanto la "pietra nera" è ciò che resta della Dea Allat ) che vengono infissi nel terreno in senso eretto, ai tre lati di un piccolo quadrato, mentre il quarto lato viene lasciato aperto; una pietra più piatta viene piazzata al di sopra. Poleramma è considerata la Dea del vaiolo nelle regioni che parlano la lingua Telugu, e ha il potere di guarire anche il bestiame. 

Nota di Lunaria: vedi i collegamenti con i Menhir in Sardegna e i Dolmen; (https://intervistemetal.blogspot.com/2019/04/i-menhir-e-i-dolmen-di-arzachena.html)



ci si potrebbe chiedere se, come per i Dravidi, anche chi eresse i Dolmen e i Cromlech, lo fece con l'intento di simboleggiare la Grande Madre. Perché per i primi popoli era così importante erigere pietre?

Ankamma o Akamma: ha molte cose in comune con Poleramma. è rappresentata anche Lei con una pietra non lavorata in un piccolo tempio, fuori dal villaggio. è una Dea legata alla casa e viene anche rappresentata come un vasetto contenente alcune conchiglie, dei cocci di terracotta e cose del genere.
Le conchiglie rappresentano i denti dei demoni e i vasi rappresentano il cibo che bramano.


Nota di Lunaria: si noti che questa Dea ha il volto nero; come l'Artemide di Efeso
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/01/lartemide-di-efeso-e-la-palma.html
originariamente, una Dea-palma.

Muthyalamma: è uno degli aspetti di Durga o Kali. A Hyderabad ci sono diversi templi dedicati a Lei. è adorata nel mese di Ashada durante il festival di Mahankali a Telangana. è adorata perché è una Dea che apporta la pioggia.

Dilli Polasi: è una Dea della casa e del villaggio. Anche Lei viene rappresentata con una serie di vasi posti l'uno sopra l'altro. Durante un rito speciale fatto per benedire la casa, la madre della moglie del marito invia nuovi vestiti alla figlia e al genero.
Un rito pubblico è svolto più frequentemente in gruppi familiari imparentati tra loro.


Bangaramma: a questa Dea è data minor importanza, in rapporto alle sue Sorelle. Non ha un tempio tutto suo, ma la sua immagine è esposta nel tempio di Poleramma. è una Dea che viene adorata insieme a Poleramma. La parola "Bangaramma" significa "La Dorata, Colei che è dorata" che descrive la sua natura dolce e gentile.

Nota di Lunaria: altre due Dee collegate al giallo sono Kamala e Bagalamukhi; anche il "talismano di protezione" che si indossa per cercare la protezione di Bagalamukhi è dorato.



Mathamma: è la Dea dei Madigas. Tutte le caste la temono e per il suo collegamento con la casta dei Madigas; nessuno può prendere una parte attiva alle cerimonie, al di fuori dei Madigas, e siccome i Madigas sono molto poveri, l'adorazione di questa Dea non è elaborata come per le altre Dee.

Nota di Lunaria: esistono altre Dee "castali" che vengono adorate solo da una casta e verosimilmente ignorate da tutte le altre. Purtroppo le info sono davvero risicate e credo sia davvero molto difficile "stilare studi accademici" considerata la ritrosia degli induisti a condividere "con i fuori casta", ovvero osservatori esterni, queste cose più "intime" della loro religione. Comunque, tra le Dee tipiche di questa o quella casta, segnalo:Sri Vasavi Kanyaka Parameshwari (Kannika) è la Dea che protegge la casta degli Arya Vysya. è menzionata nel Vasavi Puranamulu, scritto nel 10° secolo a.c. Il tempio più famoso di questa Dea è situato a Penugonda, nel distretto est di Godavari, Andra Pradesh, India.
Mahalasa è la Dea della casta dei Brahmini.


Renuka: è adorata come la Dea dell'autunno (Nota di Lunaria: l'espressione originaria è "the Goddess of the fallen", ma "fallen" oltre che autunno significa anche "i caduti").
è la Dea patrona del popolo rurale di Karnataka e dell'Andhra Pradesh.
I suoi devoti la chiamano "Madre dell'universo".


Nota di Lunaria: in realtà, il mito di Renuka (anche chiamata Yellamma) è molto più complesso. Renuka sarebbe un'incarnazione di Kali, simboleggiante la morte dell'ego; nel Mahabharata e nei Purana si parla di lei come la sposa di Jamadagni, nata dal fuoco della meditazione. Renuka quindi si ritirò con suo marito nelle montagne (i picchi montuosi del Ramshrung). Si parla di lei come di una moglie devota che diede la vita a molti figli: Vasu, Viswa Vasu, Brihudyanum, Brutwakanwa e Rambhadra, chiamato più tardi Parashurama, dopo aver ottenuto la protezione di Shiva e Parvati. Sembra che un giorno Renuka si recò ad un fiume e sulle rive del fiume vide degli spiriti (Gandharva) che giocavano tra di loro. Renuka, ammaliata nel guardarli, fantasticò di giocare con il marito sulle rive del fiume, ma questo le fece perdere la concentrazione originaria e quindi i suoi poteri. Quando il marito la vide tornare così indebolita e a mani vuote, la scacciò. Renuka quindi fuggì nella foresta e meditò. Incontrò anche due guru, Eknath e Joginath e chiese loro come poter farsi perdonare dal marito. I saggi le risposero che doveva purificare se stessa e adorare lo Shiva fallico, chiedendo delle elemosine (un po' di riso) di casa in casa.
Dopo aver raccolto il riso, ne diede metà ai due guru e cucinò il rimanente. Le dissero che se fosse stata capace di fare questo per tre giorni, sarebbe anche stata in grado di visitare suo marito, il quarto giorno. Intanto, Jamadagni era ancora irato con Renuka e aveva chiesto ai figli di ritrovare la madre e punirla; tutti i figli si erano rifiutati e Jamadagni diede loro fuoco, incenerendoli; l'unico a salvarsi fu Parashurama, che trovò la madre, che intanto aveva saputo della morte dei figli e stava piangendo disperatamente sulle loro ceneri. Il padre, ancora infuriato, ordinò a suo figlio di decapitare Renuka, e Parashurama, armato di ascia, obbedì (1). Il padre, soddisfatto, disse al figlio che gli doveva un favore, e il figlio chiese che sua madre e i suoi fratelli potessero tornare in vita. A questo punto lo spirito di Renuka si moltiplicò e si trasferì in diverse regioni, per poi tornare tutta unita. Questo prodigio convinse le persone ad adorarla come una Dea.

In realtà, come hanno fatto notare alcune storiche femministe dell'India, il mito sarebbe già testimonianza dell'arrivo del potere degli Arii sui Dravidi (gli Arii erano molto più maschilisti e violenti https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/mohenjo-daro-e-gli-ariani-nel.html); l'idea che la Madre venga decapitata e (particolare ancora più interessante) venga punita "per aver osato fantasticare senza il permesso del marito" lascerebbero intendere che il mito sia simbolico e più che descrivere una semplice storia, descriva le rigide leggi sessiste degli Arii invasori. Similmente al mito di Eva, il mito di Renuka descriverebbe la vittoria del patriarcato Ariano (e dei loro Dei) sui Dravidi (e le loro Dee), sottomessi agli invasori e disprezzati perché di pelle molto scura (difatti hanno tratti somatici che ricordano molto gli Aborigeni)
esattamente come Eva, la sacerdotessa della Dea, che viene punita dal mascolino javè con la sottomissione al maschio patriarcale monoteista; si potrebbe anche fare un collegamento con la Lilith ebraica, perché Renuka viene punita da marito poiché ha osato essere sessualmente indipendente da lui (che qui simboleggia l'invasore Ario).

Una studiosa indù femminista ha fatto notare che Renuka-Yellamma è la Dea patrona delle donne e degli uomini che trasgrediscono le regole della cultura ariana, e così può anche simboleggiare le "Devadasi" (le sacerdotesse indù soppresse secoli fa, con la crescente maschilizzazione dell'India
https://it.wikipedia.org/wiki/Devadasi), ma anche le prostitute e "il terzo sesso", ovvero i transessuali (che comunque hanno anche un'altra Dea: Bahuchara).
Infatti, le donne andavano nude al tempio di Renuka dove spesso venivano iniziate come Devidasi. Sembra che questa pratica (donne nude che si recavano al tempio) fu proibita proprio perché gli uomini non sopportavano di essere esclusi da un rito che sembrava diventasse troppo "solo per donne", e non rispettavano la santità del luogo, spesso molestando e disturbando le partecipanti a questo rito chiamato "Nagna Puja" ed eseguito le notti di Luna Piena.
Si ricordi che in India, almeno fino alla dinastia Shunga e Mauryan (e anche prima), moltissime donne andavano in giro a seno nudo, come a Creta! Il sari e il corpetto (choli) vennero introdotti più tardi, e vennero via via allungati soprattutto sotto l'influenza prima islamica e poi inglese. Per tanto è perfettamente logico che molte donne adorassero le Dee in completa nudità, dal momento che le stesse Dee erano, agli inizi, nude! 

Per un approfondimento sulle Dee decapitate Renuka e Chinnamasta, vedi:
https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/irlanda-8-il-culto-delle-teste.html
Per una breve storia dell'India, vedi qui:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/induismo.html


Ci si potrebbe chiedere, ancora una volta: se le donne a Creta e nell'India pre-Mauryan se ne giravano a seno nudo, gli uomini che ne pensavano? Sembra poco probabile immaginare che disprezzassero le donne (altrimenti non si capisce perché lasciarle a seno esposto e perché le stesse donne se ne girassero così! Evidentemente non correvano pericolo di venir stuprate). Ho un'ipotesi: il seno veniva visto come attributo della Dea, che anzi, spesso aveva anche più di due seni (vedi l'Artemide di Efeso)!

Di conseguenza, essendo stimato "necessario al benessere della comunità" (con una valenza che se vogliamo possiamo anche definire "apotropaica"), non avrebbe avuto senso obbligare le donne a coprirlo (forse lo si sarebbe trovato di cattivo auspicio, come dire "seno coperto = non prosperità, carestia")

(1) Nota bene: nell'Induismo esiste anche un'altra Dea decapitata (questa volta di sua spontanea volontà): Chinnamasta https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/irlanda-8-il-culto-delle-teste.html
Il simbolismo di Chinnamasta è complesso e non escluderebbe che in secoli antichi si praticassero anche "decapitazioni volontarie" tra i devoti, sull'esempio degli Aztechi e delle "fanciulle decapitate" per la Dea Xilonen, la Dea del mais verde, in germoglio. 

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/il-serpente-coatl-il-pantheon.html
Come spiegava Mircea Eliade i culti agrari sono sempre stati basati su cruenti sacrifici umani, e in tal senso, i Mesoamericani superavano in ferocia tutti gli altri popoli.

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/01/sacrifici-e-autolesionismo-presso-i.html
Curiosamente la storia dei "sacrifici per il Dio del grano" è nota agli amanti dell'horror per il noto racconto di Stephen King "I figli del grano", da cui è stato tratto il celebre "Grano Rosso Sangue"
che vira il sacrificio umano "in termini più da bibbia, antico testamento"; il che peraltro ci sta, perché i primi ebrei praticavano il sacrificio umano, poi abolito, e comunque, ne abbiamo una diretta testimonianza nella vicenda biblica della figlia di Iefte, immolata a javè.
Tra l'altro, agli inizi, javè era proprio un dio della vegetazione, più precisamente "del roveto"... il fatto che la povera figlia di Iefte venga sgozzata come sacrificio per javè conferma che anche nel contesto semita agli Dei della vegetazione, similmente agli Dei mesoamericani, venivano offerte vittime umane...(https://intervistemetal.blogspot.com/2018/04/israele-esoterico-4-satana-angeli.html)