Sheela-Na-Gig, la Rana e il Rospo

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Sheela-na-Gig è la Strega rannicchiata, con le mani che tengono aperta la sua Gig Vulva spalancata. Questa è l'immagine più spudorata dal punto di vista sessuale che si possa rinvenire nel pantheon delle Dee e Dei britannici antichi.



Possiamo trovare incisioni che riportano questa immagine nelle chiese di tutte le Isole di Brigit, in Irlanda e Galles, dove era usata come un gargoyle per spaventare i demoni; una delle più grandi si trova nella chiesa di st. Mary e St. David a Kilpeck nel Herefordshire; nelle chiese dedicata a "santa Brigit" (santa inesistente ricalcata sulla Dea Brigit. Nota di Lunaria) è spesso scolpita sul portico. Entrare nella chiesa attraverso la porta arcuata era come passare simbolicamente attraverso la Yoni della Dea.

Sheela-na-Gig ha diverse caratteristiche interessanti. La prima è la sua testa di strega, che solitamente è brutta e di forma triangolare, con un'ampia fronte, occhi sporgenti e il mento piccolo e a punta. (Nota di Lunaria: si noti come gli occhi di Sheela rimandino alla spirale; la spirale è uno dei simboli della Dea)



Questa forma si trova nelle prime incisioni della Vecchia Europa della Dea Uccello e Serpente (*) I seni di Sheela solitamente sono avvizziti o non visibili (**) poiché spesso è mostrata con la cassa toracica sporgente di una Donna Anziana. (Nota di Lunaria: la Dea Vecchia, la Crone, è ancora diffusa nell'induismo: Dhumavati è la Dea Terrifica, la Vedova. Altre Dee crone sono Ecate, Cerridwen, Manat, Cailleach)

La principale caratteristica di Sheela è la sua Yoni aperta, il luogo dove risiede il Potere. La Yoni della Madre Strega è la porta d'accesso alla morte e per ritornare al suo utero della Rigenerazione: è qui che ritornano tutte le anime al termine della vita terrena, aspettando la rinascita.

La Vulva di Sheela è a forma di mandorla, o meglio, di Vesica Piscis (due cerchi intrecciati)



 
L'origine della parola Sheela-na-Gig è oscura, ma probabilmente significa la Vecchia Donna con la Vulva. Secondo Marija Gimbutas questa immagine deriva dall'antica Dea Rana. Esistono immagini della Dea Rana o Rospo con gli arti aperti e piegati e una vulva umana.


 

Il culto della Vulva e dell'Utero della Madre Terra è esistito dall'inizio della vita umana sulla terra. In molti luoghi nel mondo le formazioni naturali delle rocce sono considerate come aperture al Suo Sacro Corpo e vengono onorate come tali. Anche le grotte sono considerate come aperture verso il Suo Utero.

Nota di Lunaria: sì, nell'Induismo è rimasta la "litolatria vaginale"


Ma anche da noi le grotte venivano adorate come "Grandi Vagine", vedi Balzi Rossi.




In India, comunque, c'è ancora il culto della Dea Mestruata:


La Dea Vaginale per eccellenza è Lajja Gauri








(*) Vedi gli studi di Marija Gimbutas https://intervistemetal.blogspot.com/2018/10/introduzione-allarte-della-preistoria.html
 
Ci si ricordi che l'uccello è uno dei simboli della Dea nelle sue tante versioni…
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/la-dea-madre-nelle-diverse-culture.html

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/gli-animali-e-le-dee-nella-mitologia.html      

(**) Dea dai seni avvizziti e dall'aspetto cadaverico è l'indù Dhumavati https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/dhumavati-una-dea-molto-doom-metal.html


LA DEA HEKET, Info tratte da


Piccolo animale che tuttavia ha avuto una grande fortuna in ambito simbolico per la sua prolificità e per la vistosa metamorfosi da uovo a girino e da girino a quadrupede vagamente umano; nell'antico Egitto era considerato il simbolo della rinascita e della continua rigenerazione della vita. Talvolta le Divinità primordiali che costituiscono l'Ogdoade vengono raffigurate con la testa di rana.
La Dea del parto Heket, figura positiva nell'antica religione popolare, ha le sembianze di una rana.
Nell'antica Cina si credeva che le uova di rana piovessero dal cielo insieme alla rugiada, ragion per cui la rana anziché "wa" era detta metaforicamente "t'ien-chi" che significa "pollo del cielo"; alla base di tale credenza dovrebbe trovarsi una correlazione mitica con il culto della Luna. Un'antico testo dice infatti che una delle due anime dell'uomo ha la forma di una rana; si diceva che i poeti e imperatori avessero potere con un semplice ordine di far cessare il fastidioso gracidare delle rane. 
Nell'Europa antica è nota la leggenda secondo cui alcuni contadini lici vennero trasformati in rane poiché saltandovi dentro avevano intorbidato l'acqua ad una Dea assetata. Nella magia popolare la rana ha un ruolo molto importante che già Plinio ricorda: "Se si desse retta ai maghi, le rane  sarebbero più importanti di qualsiasi legge; per esempio deponendo una lingua di rana sul cuore di una fanciulla dormiente, questa avrebbe risposto la verità a qualunque domanda."
Nella simbologia cristiana la piaga d'Egitto (Esodo 8, 2-14) o invasione delle rane, è un simbolo di devastazione confermata anche dall'apocalisse di giovanni (16:13). "E se continuerai a rifiutarti di mandarlo via, ecco, piagherò tutto il tuo territorio con le rane. E il fiume Nilo pullulerà di rane" e "E vidi uscire dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia selvaggia e dalla bocca del falso profeta tre impure espressioni ispirate che sembravano simili a rane"
I padri della chiesa interpretarono l'abitudine di vivere nel fango e il fastidioso gracidare delle rane come simbolo del Diavolo o degli eretici.   
 
Nell'Egitto di cultura copta la rana era invece un simbolo tradizionalmente positivo che sulle lampade ad olio rappresentava la resurrezione; in Europa la rana è l'attributo caratteristico di un  santo, il quale, come narra una leggenda simile al racconto cinese, aveva la facoltà di zittire le rane che gracidavano nelle paludi intorno alla sua isola.
La psicologia del profondo ritiene che la rana, animale che collega terra e acqua, sia un simbolo dai connotati positivi per quanto susciti disgusto. Il suo processo di sviluppo da girino ad animale completo in tutte le sue parti lo rende simile all'uomo, gli rammenta la possibilità di ascendere a un grado superiore di spiritualità. Per questo motivo nella favola "Re Rana" la trasformazione da rana a principe, da disprezzato ad ammirato, è divenuta ormai consueta. Nella rana viene spesso vista la presenza attiva di un principio vitale mentre il rospo attira su di sé l'immagine della pesantezza; quest'ultimo è un animale onirico, espressamente femminile e materno. La psicoanalisi freudiana vede nella viscida rana che vuole saltare nel letto della principessina, un simbolo palese dell'organo sessuale del maschio il quale può raggiungere lo stadio di uomo completo soltanto venendo accettato all'interno di un rapporto di coppia. Con valenze religiose la rana compare negli scritti del visionario Jacob Lorber (1800-1864) della Stiria, il quale scrisse: "La rana gracida nel suo stagno per la maggior parte del giorno felice per la vita condotta e loda così dio con la sua gioia rumorosa poiché presiede la vita"; sempre in ambito religioso la rana poteva anche servire l'uomo come figura dell'apostolo che apprende.                              

APPROFONDIMENTO SULLA RANA E SUL ROSPO: Consiglio questo libro



Il Simbolismo del Latte e delle Dee Lattanti

Sullo stesso argomento, vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/la-dea-madre-nelle-diverse-culture.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/11/le-dee-del-riso-e-del-grano.html

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Il latte della Dea Madre è il cibo della divinità per gli Dei, il nutrimento divino. In quanto cibo per i neonati è usato nelle cerimonie di iniziazione come simbolo di
 rinascita. è anche un legame di sangue famigliare e un simbolo della maternità.


 Quando è usato ritualmente è un fluido vitale. I beduini considerano empia la vendita del latte: il miele e il latte sono entrambi nutrimenti vitali e spesso sono usati nei riti iniziatici e funerari come cibo del Paradiso. Mettono in relazione la Vacca e l'Ape con l'Albero della Dea Madre.

Nota di Lunaria: infatti Ape e Albero sono simboli della Dea, come ho già dimostrato miliardi di volte
 







https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/gli-animali-e-le-dee-nella-mitologia.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/09/alberi-sacri-femminili-nellantico.html

Il latte e l'acqua sono uniti in quanto latte dello spirito e acqua della materia; secondo altre fonti sono simbolo di debolezza. Latte, acqua e miele sono libagione per le Muse.
Nel simbolismo orfico, rappresentava l'iniziato che, entrato nel grembo della Madre Terra, veniva nuovamente partorito e beveva il latte del suo seno.


Esistono poi le Dee Vacche, Dispensatrici Primordiali di cibo e prosperità o comunque all'origine della formazione del mondo.
 

La Dea Vacca è la Grande Madre. Tutte le Dee della Luna possono essere rappresentate come nutrici. Le corna sono la Luna falcata e la Vacca è, allo stesso tempo, sia celeste che ctonia. Nell'Induismo, c'è la Grande Vacca Celeste Kamadhenu
 


 Nella mitologia Norrena, Auðhumla (1), e Fuwch-Gyfeilioru nel Galles, sono Vacche Divine.

(1) Auðhumla (detta anche Auðumla o Auðhumbla) è, nella mitologia norrena, la grande mucca che nutrì il gigante primordiale Ymir. Auðhumla nacque, come Ymir, dalla brina di Ginnungagap, brina che si sciolse per l'incontro tra le correnti gelide di Niflheimr e quelle calde di Múspellsheimr. Dalle sue mammelle scorrevano quattro fiumi di latte. Per sfamarsi, Auðhumla cominciò a leccare degli scogli gelati, che sapevano di sale. Nel primo giorno in cui li leccò da questi scogli emersero i capelli d'un uomo, nel secondo giorno la testa, e nel terzo tutta una persona. Questi, la prima creatura in forma umana, fu Búri, che generò Borr; Borr si unì quindi alla gigantessa Bestla, da cui nacquero i primi Dèi: Odino, Víli e Vé

Altre Dee che si accompagnano alle mucche, agli animali domestici e ai cicli della fertilità stagionale sono Damona e Bau.

Fin dall'antichità le Grandi Dee venivano rappresentate con le corna o con il diadema lunare (le cui punte, alle estremità, ricordano due cornini https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/le-dee-con-la-corna-e-la-falce-di-luna.html)




Anche nell'Induismo le Dee Guerriere sono accompagnate dalla falce di luna sul capo:





APPROFONDIMENTO



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L'uso rituale di bollire le carni della vittima sacrificata nel latte doveva avere origini mesopotamiche, perché nella Bibbia, che tanta cultura saccheggiava dalle civiltà prossime quanto poi cercava di denigrarle, rifiutando i riti in onore di Astarte/Ishtar, proibiva di "bollire l'agnello nel latte della madre"
Anche il simbolismo della mela fu corrotto dagli Ebrei. La mela era sacra a Venere; che gli ebrei praticassero un rito di adorazione del Capro (Dioniso-Capro, Pan; gli ebrei lo chiamavano Azazel e lo sacrificavano nel giorno dell'Espiazione), come altri popoli, è testimoniato dal precetto deuteronomico - che per noi suona assurdo - "Non cuocere un capretto nel latte di sua madre", che vieterebbe quindi un rito eucaristico non più tollerato dai sacerdoti di Jahvèh (Nota di Lunaria: in realtà gli Ebrei inizialmente erano politeisti: furono i violenti sacerdoti di Jahvèh, i Leviti, e sopra di questi, l'elite dei Konath - poi Cohen - discendenti da Aronne, che riscrissero miti e storia, proibendo il culto della Dea Asherah "moglie" di Jahvèh e imponendo il culto monoteista unico. In questo modo potevano accentrare tutto il potere nelle loro mani, dominando incontrastati, come poi è stato.)
Lo stesso Maimonide (Ebreo Spagnolo del XII secolo riformatore della religione giudaica) interpreta il precetto deuteronomico come un'ingiunzione contro la partecipazione al culto di Astaroth.
Il Dio Dioniso veniva commemorato facendo cuocere un capretto farcito di mele: in Grecia i termini indicanti la capra o la pecora e la mela sono identici (melon/malum).
Eracle che riuniva in una sola persona Apollo e Dioniso, era chiamato Melon perché i devoti gli offrivano mele e perché le Tre Figlie dell'Ovest (le Esperidi: ancora la Triplice Dea) gli avevano donato il ramo delle mele d'oro, che lo aveva reso immortale.
Per quanto riguarda i Sumeri: tre dei recinti (a Obeid, a Khafajah e a Uquair) tutti circondati da alte mura, avevano una forma ovale, che voleva indicare i genitali femminili. Come i templi indiani dedicati alla Dea Madre, il cui sacrario interno ha la forma dei genitali femminili, così questi templi dedicati alla forza generatrice della natura si riferiscono al potere femminile di dare vita e nutrire. Altre strutture nei recinti ovali erano le residenze dei sacerdoti, aree di servizio, cucine ecc. nonché stalle per il bestiame. Alcuni mosaici policromi, trovati fra le rovine di Obeid, mostrano un gruppo di sacerdoti che mungono vacche sacre; noi sappiamo dai numerosi scritti successivi, che la Dea venerata in quel tempio, Ninhursag, la Madre dell'universo, era considerata in particolare la protettrice del re, che essa nutriva col Suo Latte Sacro; e il latte degli animali terreni veniva considerato una Sua elargizione. Ancora oggi in India, tutti coloro che visitano i templi della Dea sono nutriti con riso e latte, o con prodotti caseari, che sono ritualmente distribuiti come Sua particolare elargizione.
Infine: nelle statuette delle Dee lattanti, la Dea è rappresentata con le mani a "coppa" che si chiudono sul seno, datore di cibo e vita. Nella mitologia greca, la Via Lattea era stata originata dallo spruzzo di latte del seno di Hera.
Anche il miele ha un profondo significato mistico ed esoterico. Il miele si usa per dolcificare il latte, e ha una valenza femminile come lo stesso latte, appunto, anche perché deriva dall'ape, che, come abbiamo visto, è un simbolo della Dea. Anticamente, il miele veniva offerto alle divinità pagane; solo il malvagio jahvè rifiuta l'offerta del miele, proprio perché offerta gradita alla Dea.
Il miele viene usato anche nella cosmesi, come crema idratante, nutritiva, anti-age.
Nell'antica India, il miele veniva spalmato sui genitali delle spose in occasione delle nozze. 



Poesie e canti dei Nativi Americani

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"Nella bellezza possa io camminare" (canto Navajo)

Nella bellezza
possa io camminare
tutto il giorno
possa io camminare
attraverso il tornare delle stagioni
possa io camminare
in bellezza possiederò di nuovo
in bellezza uccelli
in bellezza uccelli gioiosi
sul sentiero chiazzato di polline
possa io camminare
con cavallette ai miei piedi
possa io camminare
con rugiada ai miei piedi
possa io camminare
con bellezza possa io camminare
con bellezza davanti a me
possa io camminare
con bellezza dietro di me
possa io camminare
con bellezza sopra di me
possa io camminare
con bellezza attorno a me
possa io camminare
in età avanzata, vagando su un sentiero
di bellezza, rivivendo.
Possa io camminare
perfetto di bellezza.
Perfetto di bellezza.


Una volta che hai udito l'allodola
e annusato il profumo della terra appena arata
la pace non potrà abbandonarti. (Sequichie)


Siamo tutti creatori. Respiriamo.
Parlare è espirare e creare suoni
comprensibili al mondo.
Mentre scrivo creo me stesso
in continuazione. E capisco che
non sono una sola voce, ma tante:
tutti i colori, tutti i suoni,
tutti i timori, tutti gli amori. (Joy Harjo)


Ogni qual volta, nel corso della caccia quotidiana,
il cacciatore pellerossa si trova davanti a uno spettacolo di sublime bellezza - una nube plumbea con l'arcobaleno che brilla sulla montagna; una cascata candida nel cuore di una gola verde; un'immensa prateria insanguinata dal tramonto - egli sosta per un istante in atto di venerazione. (Ohiyesa, Sioux)
 

Che cos'è la vita? è il brillare di una
lucciola nella notte. è il respiro di un
bisonte in inverno.
è la piccola ombra che scivola sull'erba
e si perde nel tramonto. (Crowfoot, Piedi Neri)


I nostri piedi nudi
sentono il tocco affine dei nostri
antenati, mentre camminiamo
su questa terra. (Capo Seattle, Suquamish)


Gli antenati amavano letteralmente il suolo: si sedevano o si piegavano sul terreno con la sensazione di essere a contatto con una forza protettiva. Era un bene per la pelle toccare la terra, e gli antenati amavano togliersi i mocassini per camminare a piedi nudi sul sacro suolo. I loro teepee erano costruiti sulla terra
e i loro altari erano fatti di terra. Gli uccelli che volavano in cielo scendevano a riposare sulla terra, ed essa era il ricovero finale ed eterno per tutto ciò che viveva e cresceva. Il suolo era rassicurante, rinvigorente, purificante e risanante. Ecco perché i vecchi indiani siedono per terra invece di sostenersi lontano dalla sua influenza vivificante. Per loro, sedere o giacere sul terreno significa riflettere meglio e sentirsi più forti (Luther Standing Bear, capo Sioux, 1868-1939)


Noi tutti siamo fiori nel giardino del Grande Spirito.
Abbiamo una radice comune, e questa radice è la Madre Terra.
Il giardino è meraviglioso
perché ci sono tanti colori, e questi colori
rappresentano le differenti tradizioni ed eredità culturali (David Monongye, Hopi)


Sono nato nelle praterie, dove il vento soffiava
libero e non c'era nulla a interrompere la luce del sole.
Sono nato dove non esistevano recinti e dove ogni cosa respirava libera. (Ten Bears, capo Comanche Yamparethka)


Ogni porzione di questo suolo è sacra.
Ogni declivio, ogni valle, ogni pianoro, ogni bosco,
rispondono con amore
ai nostri passi. (Capo Seattle)


Tutta la vita è Wakan.
E così anche tutto ciò che esibisce forza nell'azione
come i venti e le nubi, o nella resistenza passiva, come il masso sul sentiero. Poiché anche i legnetti e i sassi più umili posseggono un'essenza spirituale che deve essere oggetto di riverenza,
quale manifestazione del misterioso potere universale che pervade ogni cosa. (Francis Laflesche)


"La Danza a Spirale" (poesia di Starhawk)


Madre Terra, Madre Stella,
tu che sei invocata con migliaia di nomi,
ricordiamo tutti che siamo cellule del tuo
corpo e danziamo insieme.
Tu sei il grano e il pane
che ci sostiene ogni giorno.
E come tu sei paziente con i nostri sforzi
per apprendere,
noi saremo pazienti con noi stessi e chiunque altro.
Siamo raggi di luce e buio inviolabile,
l'equilibrio,
tu sei l'abbraccio che rincuora
e la libertà al di là della paura.
Entro di te nasciamo, cresciamo, viviamo
e moriamo.
Tu ci conduci attorno al cerchio
per rinascere,
tra di noi danzi
per sempre.


"Il tamburo della vita"

Fin dagli inizi vi furono tamburi
a battere il ritmo del mondo:
la mugghiante, immancabile
marea sulla spiaggia;
le quattro stagioni,
che avanzano una dopo l'altra;
quando gli uccelli giungono,
quando ripartono;
l'orso che cade
nel suo sonno invernale.
Imperscrutabili le ragioni,
eppure tutto dal ritmo perfetto.
Ascolta il battito del tuo polso:
un pulsare preciso
del tamburo della vita.

(Jimalee Burton, Cherokee)

Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/05/il-simbolismo-della-tartaruga.html

Aggiornamento del 17 novembre 2022:

Ho scoperto una band formata da nativi americani, BlackBraid,


anche se il loro Black Metal, dal punto di vista prettamente musicale è di tipo "europeo" e, allo stato attuale, non ha elementi folkloristici sonori tipici dei nativi americani... le lyrics, comunque, sono in linea con la loro cultura

Video spettacolare 





Archimede e Pitagora!

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Il più grande e famoso inventore fu Archimede. Visse tra il 287 e 212 a.c
Archimede scoprì come calcolare l'area e il volume di figure geometriche come i triangoli, cerchi, cilindri e sfere. è noto soprattutto per la Legge di Archimede, che spiega cosa accade quando si immerge un oggetto nell'acqua: una forza tenta di spingerlo verso l'alto. Questa forza è la spinta idrostatica. è possibile misurarla osservando quanta acqua viene spostata quando si immerge l'oggetto. Per esempio, quando si riempie d'acqua un recipiente fino all'orlo, e si immerge un sasso, l'acqua trabocca ed esce dal recipiente.
Se si raccoglie l'acqua fuoriuscita e la si pesa, si sarà misurata la spinta idrostatica: è pari al peso dell'acqua che è fuoriuscita.
La legge di Archimede dice che, se l'oggetto che viene immerso nell'acqua pesa più dell'acqua spostata, l'oggetto affonderà. Questo dipende dal fatto che il peso è maggiore della spinta idrostatica. Se invece l'oggetto pesa meno dell'acqua spostata, galleggerà.
Le pietre sono più pesanti dell'acqua e quindi affondano. Il legno, invece, è più leggero, quindi galleggia.
La legge spiega perché le navi, pur avendo uno scafo metallico, non affondano: lo scavo è concavo, le navi pesano meno dell'acqua che spingono via, e per questo galleggiano.

La leggenda racconta che Archimede scoprì questa legge una volta che, sedendosi nella vasca da bagno, vide l'acqua traboccare dal bordo. Sembra che balzò in piedi esclamando "Eureka!" ("Ho trovato!") e si precipitò, tutto nudo, per le strade di Siracusa.
Aveva trovato il modo per risolvere il problema che gli era stato posto dal tiranno di Siracusa, Gerone.
Gerone aveva ordinato una nuova corona d'oro e quando gli fu consegnata ebbe il sospetto che l'orefice l'avesse ingannato, mescolando all'oro altri metalli.
Così chiamò Archimede e il re gli chiese di risolvere il problema.
Archimede immerse la corona in un bacile pieno d'acqua, raccolse l'acqua tracimata dal bordo. Poi prese un blocco d'oro che pesava quanto la corona, lo immerse nello stesso recipiente pieno d'acqua e raccolse quella fuoriuscita. Infine fece la stessa cosa con un blocco d'oro mescolato ad argento, anch'esso dello stesso peso della corona.
Archimede confrontò le tre quantità d'acqua: la minore era quella spostata dall'oro, mentre la corona aveva spostato una quantità di acqua maggiore, in ragione della quantità d'argento usato dall'orefice. Archimede poté affermare che la corona del re era fatta d'oro e d'argento, e in quali proporzioni.

Sembra che quando Siracusa venne assediata dalla flotta romana, Archimede abbia costruito delle macchine da guerra che permisero alla città di resistere all'assedio per ben tre anni. Tra queste macchine è probabile che vi fossero sia la catapulta, che era in grado di lanciare grosse pietre, sia grandi specchi che riuscivano a concentrare i raggi del sole sulle navi nemiche facendole incendiare.
L'invenzione più importante fu la "Vite di Archimede", una macchina per sollevare acqua che può essere azionata dalla forza dei piedi, oppure per mezzo di cavalli o buoi. Venne usata anche dai contadini del Medio Oriente per pompare l'acqua dai canali di irrigazione verso i loro campi. Anche alcune macchine moderne, come le trebbiatrici, contengono le viti di Archimede.
Infine, citiamo anche Erone di Alessandria, vissuto un secolo prima di Cristo. Inventò una macchina a vapore, l'"Eolipila", formata da una sfera di metallo con due tubi che fuoriuscivano su due lati. La sfera veniva riempita di acqua e cominciava a ruotare quando l'acqua veniva fatta bollire e dai due tubi laterali iniziava a uscire il vapore. L'invenzione però non fu molto usata dai Greci, perché "avevano già delle macchine": gli schiavi, che svolgevano i lavori più pesanti. 



Le conoscenze matematiche elaborate nel corso dei secoli in Egitto filtrarono in Grecia, grazie ai contatti tra queste nazioni. Nel delta del Nilo esistevano infatti delle colonie greche e truppe greche erano al servizio dei faraoni.
Mentre in Egitto la matematica era una semplice tecnica ausiliaria dell'architettura e dell'amministrazione statale e in Mesopotamia era subordinata alle necessità della religione, in Grecia costituì un mondo tutto suo, indipendente dalla religione, dalla politica e dalla filosofia.

Le tecniche ereditate dagli Egizi si trasformarono completamente, e, ad opera dei Greci, persero il loro carattere pratico e generalizzandosi determinarono la nascita della matematica come scienza. La matematica greca evitò accuratamente qualsiasi contatto "impuro" con la pratica e si mantenne in ambito puramente intellettuale.
Per queste ragioni si assicurò validità generale, potenza di generalizzazione, armoniosa unità, anche se questo impedì lo sviluppo delle scienze della natura su basi matematiche.

Una posizione di primo piano occupa nella storia del pensiero scientifico la figura e l'opera di Pitagora, una delle personalità più notevoli dell'antichità. I suoi dati biografici sono scarsi e avvolti nella leggenda. Nacqua a Samo intorno al 575 a.c, viaggiò molto in gioventù e si recò in Egitto dove, dopo peripezie di ogni genere, venne ammesso negli ordini sacerdotali seguendone tutto il corso d'istruzione.

Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2020/08/la-biblioteca-di-alessandria.html



Quando gli Assiro-Babilonesi conquistarono l'Egitto, Pitagora come sacerdote egiziano fu deportato in Mesopotamia, da dove fuggì in Persia e in India.
Pitagora si stabilì poi a Crotone, nella Magna Grecia, dove costituì una scuola con marcato orientamento scientifico e con caratteristiche di setta politico-religiosa.
Nel 508 a.c a Crotone si ebbe una rivolta popolare contro gli aristocratici e i pitagorici, in conseguenza della quale Pitagora dovette fuggire a Metaponto, dove morì qualche anno dopo.

è impossibile specificare quale siano state le scoperte di Pitagora e quali quelle dei suoi allievi, anche perché questi ultimi tendevano ad attribuire le proprie al Maestro.
è da escludere comunque che la notissima tavola pitagorica sia stata effettivamente una sua invenzione, essendo stata composta almeno un millennio dopo.







La tradizione pitagorica continuata per oltre 800 anni dopo la morte di Pitagora, con una serie di riti, cerimonie e regole di vita, influenzò Platone, Euclide, Archimede.
Pitagora ebbe il merito aver fatto dello studio della matematica un insegnamento teorico, di aver trasformato la geometria da tecnica empirica in una vera scienza e inoltre di aver cominciato a considerare la matematica da un punto di vista più astratto.
La scoperta di maggior rilievo compiuta dai Pitagorici è la scoperta delle grandezze incommensurabili. Esempi di queste grandezze sono la diagonale di un quadrato e il suo lato, l'altezza di un triangolo equilatero e il suo lato. Non si possono esprimere con numeri razionali, ma con numeri irrazionali, che i Greci non conoscevano.

In sostanza, per i Pitagorici, il numero dava vita e regolava l'universo, era l'essenza stessa di tutte le cose.
Le idee della scuola pitagorica ebbero un'enorme diffusione e influenza in tutto il mondo greco. Le città della Magna Grecia come Crotone, Sibari, Taranto, Siracusa furono sedi di fiorenti nuclei pitagorici spesso perseguitati per ragioni politiche.


Per altri approfondimenti vedi anche:

https://intervistemetal.blogspot.com/2019/10/breve-storia-della-scienza-dal.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/breve-storia-della-matematica.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/01/la-numerologia.html

Abbiamo parlato di Pitagora anche qui: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/sciamanesimo-e-reincarnazione-come.html

A proposito, ricordiamo ai dementi che stanno riscrivendo la Storia\negando certe cose che la storia dell'Ingegneria ha avuto anche un contributo femminile:
https://sciencecue.it/top-19-ingegneri-nella-storia/11994/

Vero, purtroppo io sono negata nelle scienze…quindi non potrei comunque mettermi in quella lista di donne anche se lo volessi con tutta l'anima... non so spiegarmi perché pur avendo una memoria fotografica prodigiosa quando si parla di letteratura\arte\concetti scritti, NON riesco ad attivarla anche parlando di "matematica\geometria\chimica\fisica"... 
Comunque, ho "saltato il problema" semplicemente studiandomi una storia della matematica, della scienza e dell'ingegneria.

Quindi, se anche non so applicare ciò che ho studiato, almeno lo so dal punto di vista di definizione e cronologia.

Sono comunque soddisfazioni!