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Screams from Italy (4): Wort - Hatred

I Wort, da Rubiera (RE), sono stati fondati nel 1991; il loro stile era Thrash Metal. Hanno debuttato col demo "Hatemachine" nel 1992 e il loro sound si è arricchito di una leggera vena Death Metal come conferma la track "Projections", https://www.youtube.com/watch?v=o4wDfyJEJ1c inclusa su "Screams from Italy" volume 2. Dopo diversi live, sono stati accolti con giudizi favorevoli dalla stampa, che ha definito il loro sound "un potente e ultratecnico Thrash\Death Metal".


Gli Hatred si sono formati nel 1994 a Cardano al Campo (Varese). Il loro stile musicale era un Thrash\Death Metal a tratti melodico ma sempre potente e d'impatto, che potrebbe piacere ai fans dei primi Children of Bodom e In Flames ma anche a chi apprezza il Metalcore melodico alla Atreyu\As I Lay Dying\Caliban. Vennero inclusi nella compilation "Screams from Italy" volume 2 con la track "Voyage into nothing".

https://www.youtube.com/watch?v=z9DfoQiaEQo

Il loro unico demo, di tre tracce, è "The Infinite Sadness..." 


Aggiungo anche 











Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/screams-from-italy-1-vladimir-obscurity.html https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/screams-from-italy-2-drastic-revenant.html https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/screams-from-italy-3-in-low-spirits.html


Alexi, morto a 41 anni


L'ho sentita oggi la notizia, un po' prima delle tre e ci sono rimasta malissimo.

Non ero una fan sfegatata dei Children of Bodom, ma chi non ricorda capolavori come "Hatebreeder" (1999) e "Follow the Reaper" (2001), che segnarono il panorama del Death Metal melodico di quegli anni?





I Children of Bodom avevano uno stile unico e particolare: li riconoscevi fin dal primo ascolto.

Non ero una fan sfegatata (me li volevo comprare originali l'anno scorso, ma poi "il coronavirus" è arrivato - o meglio, chi sta dietro a questa pandemia creata ad arte - e quindi con la chiusura dei negozi e divieto spostamenti non sono più riuscita a prendermi i due classici dei COB...) ma i COB li ascoltavo a 13, 14 anni, leggevo le loro interviste, le recensioni, hanno comunque segnato quel pezzo della mia adolescenza, hanno ispirato molte altre band dopo di loro.

Con  Alexi se ne va un pezzo della mia adolescenza. 

Aveva solo 41 anni. 😭

Mi sento come se fosse morto un mio amico, in un certo senso. 😭

"Marito e padre più magnifico e amorevole", come lo ha ricordato sua moglie Kelly, musicista che ha creato una nuova variante di Melodic Death Metal insieme a In Flames e Dark Tranquillity, 

e provo rabbia, perché lui è morto a 41 anni, invece uno come Pinochet (https://intervistemetal.blogspot.com/2019/10/i-crimini-del-dittatore-cattolico.html) è crepato (con tutti i lussi) a 91 anni, Francisco Franco è crepato a 83 anni, (https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/la-dittatura-cattolica-di-francisco.html) Salazar è schiattato a 81 anni, (https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/prima-di-salazar-integralismo-lusitano.html), Milosevic è crepato a 65 anni (https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/slobodan-milosevic-mirko-jovic-genocidi.html), Pol Pot è schiattato a 73 anni (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/cambogia-arte-culto-shiva-spiriti-e.html), Saddam è morto a 69 anni. https://www2.units.it/cusrp/presentazioni/AmbGue/AmbGue_09.pdf

insomma, più si è dittatori maligni, genocidi e megalomani, più si segregano persone "non gradite" nei lager, più si bombarda con armi chimiche, e più si vive a lungo, con tutti i lussi e i privilegi.

Del resto, il mondo è in mano a personaggi del genere https://intervistemetal.blogspot.com/2018/09/il-fondamentalismo-capitalista-dei.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2020/12/corruzione-cristiana.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/la-dittatura-classista-thatcheriana.html

sono quelli lì i personaggi stimati e idolatrati, sono quelli lì i personaggi che fanno il bello e il cattivo tempo, E CHE NON CREPANO MAI, E CHE NON SI ESTINGUONO MAI, CON MIGLIAIA DI IDOLATRI PRONTI AD EMULARLI,

non di certo "gli Alexi", ragazzi innamorati della musica e che hanno passato la loro vita a regalarci emozioni.

Ché l'ho detto e lo ripeto: se io sono ancora qui a sopportare questo merdaio ormai dal 2003 lo devo proprio a questo tipo di musica.    

N.B: qui avevo parlato del "murales" con il logo dei COB: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/il-metallaro-ignoto-che-passo-per-via.html

N.B 2 Mentre "la signora Thatcher" crepava a 88 anni, dopo aver fatto bastonare i minatori e i lavoratori che protestavano contro i suoi provvedimenti schiavisti, dopo aver aizzato la guerra delle Falkland (costata più di tre miliardi di sterline), non aver dato neanche una sterlina alle donne vittime di violenza e alle ragazze-madri e aver definito "tutti quelli che non erano dei Milton Friedman in giacca e cravatta" delle "sottoclassi", e, già che c'era, spargendo anche dell'omofobia e facendosi invitare nei salottini dei cristiani presbiteriani, ché lei doveva sfoggiare i suoi bei tailleur eleganti e chic, mica aveva tempo da perdere con i "pezzenti cenciosi delle sottoclassi" che crepavano di miseria nei sobborghi inglesi,

 https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/la-dittatura-classista-thatcheriana.html

Tristessa delle Astarte si spegneva a soli 37 anni, uccisa dalla leucemia

https://intervistemetal.blogspot.com/2017/06/chuck-tristessa.html

Eh, era assolutamente necessario che una "Margaret Thatcher" arrivasse a 88 anni, causando, con tutto il suo operato, disperazione economica e suicidi di chi non ce la faceva ad arrivare a fine mese, quando lei era su al potere a flirtare con i Milton Friedman, applicando le loro teorie economiche, era assolutamente necessario che questo mondo fosse "allietato per 88 anni dalla signora Margaret Thatcher", invece una come Tristessa, musicista talentuosa, intelligente, bella e carismatica che non ha mai fatto del male ad una mosca, è morta a 37 anni.

AGGIORNAMENTO DEL 1° GIUGNO 2021: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/05/alexi-morto-41-anni-ucciso-anche-dagli.html



HELFIR: Interprete della Decadenza




1) Ciao e benvenuto! Puoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti, mi chiamo Luca Mazzotta, sono un musicista salentino che da poco ha pubblicato il suo primo album da solista “Still Bleeding” con il progetto HELFIR per l’etichetta My Kingdom Music.

2) Perché hai scelto il monicker Helfir? Cosa significa?


La parola HELFIR doveva in qualche modo rappresentare il mio mondo, quello a cui mi sento vicino sia nella realtà che nell’immaginazione. Non mi piace svelare il significato, mi piace piuttosto lasciare spazio all’immaginazione di chi ascolta la mia musica, dare la possibilità di ricercare, stuzzicare la fantasia. Posso dire che comunque le radici derivano dalla cultura nord europea e da questo nasce il monicker HELFIR, il sunto di un mondo che nasconde una quantità infinita di meraviglie.

 
3) Prima di parlare della tua musica, puoi riepilogarci la tua biografia, dagli inizi?


Come la maggior parte dei musicisti/chitarristi, ho iniziato da autodidatta per poi, bramoso di sapere, studiare con maestri illustri del panorama italiano tra cui Paolo Giordano. Ho militato in diverse band salentine, nel frattempo seguivo seminari che mi permettevano di crescere tecnicamente e stilisticamente e scrivevo, scrivevo musica, testi, piccole idee. Ho inciso, nel corso degli anni diverse demo, promo, cd, ho registrato le chitarre per autori locali, ho scritto musiche per documentari fino ad arrivare ad oggi in cui sono chitarrista della band neofolk NID (sotto contratto per l’etichetta spagnola LA Esencia) e compositore ed esecutore di tutti i brani di “Still Bleeeding”.

 
4) Sul tuo profilo Facebook citi, come influenze, Katatonia, Antimatter, Anathema, Opeth, Alternative4, Porcupine Tree. Sono perfettamente d'accordo al riguardo. Vuoi parlarci quindi del tuo full-lenght, "Still Bleeding"? Ho visto il video e userei, come termini per descrivere l'atmosfera che hai creato, "emozionale" e "noir". Ti ci vedresti in questa definizione, "emotional noir metal", se la usassi per descrivere il tuo stile a una persona che ancora non ti ha sentito? Tu che termine useresti per dare l'idea del tuo stile?


Questo è il mio primo full-lenght composto e suonato in toto da me, è stata una sfida, un’ennesima prova in questo percorso artistico ma al tempo stesso, dal punto di vista umano era arrivato il momento di tirar fuori tutte quelle emozioni e stati d’animo che avevo in me. Una sorta di anima che premeva per uscire e mettersi a nudo nella completa libertà di espressione. Come dico spesso, si è trattato di una necessità, una catarsi umana ed una crescita musicale. Questo album, anche se è il primo lavoro, rappresenta quello che sono, i testi spesso celano rabbia, dolore, incubi, le musiche rispecchiano tutto ciò che ho assorbito e fatto mio nel corso di questi anni. La definizione "emotional noir metal" così come "Interprete della decadenza" si sposano perfettamente alla musica ed ai testi di HELFIR perché effettivamente di emotional ce n’è tanto, anzi potrei dire che è la parte predominante, noir è molto vicino al concetto che ho io di musica (vedi NID) e metal potrebbe anche starci perché, anche se io preferisco collocare “Still Bleeding” nel rock, le sonorità e l’approccio metal sono molto presenti nel disco.

 
5) Il video che presenta il tuo singolo, "Black Flame" è visionabile su YouTube. La tua etichetta discografica, nelle mail che ha mandato per pubblicizzarti, ha usato un'espressione davvero calzante: "Interprete della decadenza". Sì, è un video decisamente intrigante, denso di un'erotismo noir, se vogliamo... anche spettrale, perché l'immagine della modella è spesso sfuocata. Puoi parlarci del making of? Come ti è venuta l'idea che caratterizza il videoclip? Tutto questa atmosfera nera e i movimenti di lei, come danzatrice in bianco e nero che emerge dalle tenebre... 


La mia idea era quella di trasmettere un senso di profondo erotismo ma al tempo stesso questo erotismo doveva essere immerso in un’atmosfera noir, accostare i movimenti sinuosi e sensuali di una donna a quelli di una fiamma che danza lievemente tra la propria luce ed il buio, le tenebre. A tal proposito è doveroso per me ringraziare nuovamente Carla Cannone, una donna veramente con la D maiuscola che ha dimostrato da subito una professionalità stupefacente e Antonio Leo con Giacomo Rosato che hanno saputo catturare con maestria il mood perfetto per la canzone. Il testo di Black Flame è quasi una maledizione e l’analogia con la fiamma (il suo significato esoterico è facilmente intuibile) è davvero molto vicina, inoltre la presenza femminile è palese in quasi tutto l’album, una presenza quasi demoniaca.

 
6) E per "Alone"? Dove l'hai girato?


Alone è stato il primo singolo uscito, il video è stato curato interamente da Carlo Mazzotta e l’idea è partita quasi interamente da lui. E’ stato girato nelle campagne di Porto Cesareo, in un casolare (molto probabilmente un’ex fabbrica) abbandonato, che trasudava di malinconia, di un qualcosa che ormai da tempo è morto. Qui l’accostamento con i ricordi è ben visibile sul finale: la foto di quel luogo abbandonato, la dimora di ricordi ormai sbiaditi, sono trasformati in quadro ed appesi ad un muro, quasi come voler lasciare un ultimo brandello di una vita ormai passata.

7) E per quanto riguarda l'aspetto live? Ho visto anche la bella intervista che ti hanno proposto a "Salento Flash News"; usi la parola "catartico". Forse lo sarebbe anche la dimensione live, almeno per te?

Per ogni musicista, la dimensione live è quella che da l’opportunità di avere una comunicazione diretta con il pubblico. E’ nel live che un artista trasmette, o cerca di farlo, le proprie emozioni attraverso la musica. Lo si intuisce dagli sguardi delle persone, dall’entusiasmo e dall’attenzione che l’ascoltatore ha durante un concerto. La dimensione live quindi è in primis il vero lato catartico, qui si crea un flusso diretto, tra artista e pubblico e attraverso questo l’artista può liberare quello che ha dentro proprio come se fosse una purificazione.

 
8) Sempre rifacendoci all'intervista, parli del tuo essere "pecora nera" in un ambiente regionale che predilige il Reggae. Vorrei saperne di più...


Il Salento è una terra che amo, per i suoi colori, odori, per la vitalità che sprigiona ma al tempo stesso risente di una cultura prettamente mediterranea, incentrata su sonorità “allegre” e spesso legate a tradizioni mediorientali. Ultimamente poi il Salento è stato accostato anche alla cultura e musica reggae, sicuramente per la “solarità” di questa terra quindi proporre al livello musicale qualcosa che ha dei toni più scuri e che strizza l’occhio a quella parte di Europa più fredda, fa inevitabilmente sentire come una pecora nera, una voce fuori dal coro, un coro che abbraccia molto spesso tonalità maggiori. (Nota di Lunaria... eppure... sembrerà incredibile, ma ci sono band che hanno mixato il Reggae al Metal. Tipo gli Eyesburn o gli Skindred )

 
9) Concludi a tuo piacimento la nostra chiacchierata!


Che questo viaggio abbia inizio! Sono molto preso da quello che ho fatto ed ho tantissime idee per il futuro. HELFIR è la mia proposta, una musica oscura, testi ricchi di simbologie e significati diretti. Ora è il momento di promuovere questo lavoro, suonare live i brani di “Still Bleeding” e far conoscere a quante più persone questa mia avventura musicale: che il sipario venga aperto!     



C.O.B.R.A




1) Ciao ragazzi e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori!

Il progetto C.O.B.R.A si è sviluppato nel 2014 dalle ceneri dei Cobra Rise Again, quest’ultimo nato nel 2008 per poter sperimentare un sound heavy attraverso degli inediti. Dopo una lunga esperienza live ed a seguito di impegni  personali e famigliari, Cobra Rise Again ferma la propria attività. La chiave di volta della sviluppo è stato l’incontro con musicisti provenienti da esperienze musicali diverse. Abbiamo cercato, dunque, di dare vita ad un progetto inedito  attraverso suoni che vanno dal heavy metal, nudo e crudo, ad influenze gotiche ed alternative, senza disdegnare  linee rock. Il tutto è stato fuso con la vocalità scura della nostra vocalist.  Nascono così i C.O.B.R.A, acronimo di “Cospiracy of Blackness and Relative Aftermath”.

 
2) Cobra: è un bel monicker, che a prima vista rimanda al serpente (animale che ha un profondo simbolismo mitologico/esoterico); ma in realtà il vostro nome è un acronimo... Potete spiegarci cosa significa il vostro monicker?

Il significato insito nel nome deriva essenzialmente dal come e dal perché nascono i nostri brani. La musica è un mezzo per esprimere e far emergere emozioni, sentimenti e sensazioni spesso celati e nascosti anche a noi, quella sorta di lato oscuro che ognuno di noi ha, che emerge quando meno ce lo aspettiamo. Questa oscurità, non viene vista come negatività ma come energia da incanalare, come un viaggio...e le sue conseguenze sono il cambiamento.
 

3) Si potrebbe idealisticamente dividere la vostra storia in due fasi: la prima fase e la seconda fase, caratterizzata dall'ingresso della vostra singer. Potete ripercorrere meglio il vostro percorso musicale, passo dopo passo, fase per fase, con uno sguardo retrospettivo alla vostra biografia?

Le origini del gruppo son semplici, alla base c’è stato il divertimento e il piacere di stare insieme. Con il passare degli anni gli interessi e obiettivi sono cambiati. Dopo una lunga esperienza live e la produzione di singoli inediti, nel 2014 i Cobra Rise Again decidono di fermare la propria attività. Il progetto ha subito una svolta con l'ingresso di Grazia, la nostra singer, ma anche di altri elementi, che hanno portato l'intero gruppo ad una maggiore coesione, maturità  e consapevolezza. Ora riusciamo a lavorare simultaneamente e in modo creativo e costruttivo. La condivisione di obiettivi e interessi, di entusiasmo e capacità, sono il nocciolo duro del nostro lavoro e della nuova formazione.
 

4) Ora parliamo del vostro attuale sound. Per chi ancora non vi avesse sentito, diciamo che proponete una solida e potente base Heavy (di matrice molto classica e ottantiana); in primo piano c'è anche la scelta di affidare le vocals ad una voce femminile di tanto in tanto accompagnata dalle vocals maschili ("Mary'sblood"). Direi che le influenze vanno dai Maiden alle Warbride, dai Saxon agli Armored Saint, passando anche per Lizzy Borden e una certa impronta ancora più NWOBHM, alla Angel Witch/Satan, che affiora in certi arrangiamenti più oscuri e minimali. Che ne pensate? Come definireste il vostro sound? Sono interessanti anche le pause melodiche/atmosferiche (per esempio in "Phoenix"); a tal proposito, pensate di introdurre anche elementi più sinfonici, in futuro, senza "tradire" l'impronta decisamente Heavy del vostro sound? Penso più ad un'evoluzione sullo stile dei JudasPriest del periodo "Nostradamus" che non dei Nightwish.
E per curiosità: ci sarà l'opportunità di sentire anche l'uso dell'italiano nelle vocals?

Quando nel 2008 abbiamo avviato il progetto, sia il sound che l'obiettivo è stato quello di creare un gruppo tendenzialmente di matrice ottantiana che andava dal NWOBHM dei Saxon, Diamon Head per arrivare all'Hard &Heavy di Judas Priest, Iron Maiden, e Motörhead. Successivamente, maturando, sperimentando e collaborando maggiormente con i vari membri del gruppo abbiamo iniziato a fondere vari gusti e influenze, miscelando l'aggressività dell'heavy metal con le sonorità oscure e malinconiche del gothic rock intrecciando cori maschili al cantato femminile in stile Lacuna Coil, sezioni melodiche folk ispirate a gruppi come Amorphis, Ensiferum a parti più Aor/progressive rock stile Toto. Ciò che ne scaturisce è un rock-metal commerciale con un sound totalmente americano. Per quanto riguarda il futuro del nostro stile, non possiamo escludere nulla. Sicuramente il nostro percorso ci da la possibilità di crescere giorno dopo giorno, e con noi crescere anche il modo di fare musica.


5) Che genere di tematiche trattate, nei testi? C'è qualche argomento che vi piace in particolar modo?

Le tematiche che caratterizzano i nostri testi, sono per lo più di natura mitologica.  Storie e leggende si susseguono, (Mary’s Blood, Mjollnir ecc…)  il tutto arricchito da sfumature oscure e malinconiche, che si mescolano e s’intrecciano raccontando di noi, del nostro vissuto, rappresentandoci così  all’infinito. Ogni testo, esaltato da una differente melodia, diventa un chiaro prolungamento di noi stessi. Molto spesso fra le righe  dei nostri scritti, ci si può imbattere in passi dal sapore gotico, esempio calzante di ciò, è per l’appunto una nostra canzone, Nevermore, altri non è che una poesia di P.Verlaine a cui noi abbiamo voluto dare voce.  Con le nostre canzoni, i nostri testi, attraverso ciò che abbiamo vissuto, non vogliamo comunicare mai un solo messaggio, noi cantiamo di morte e rinascita, lotte e travagli ecc… attraverso il mito e le metafore e quindi ogni individuo che ci ascolta,  attraverso la  propria percezione, il proprio vissuto  potrà estrapolare un  proprio significato, una propria storia. Alla fine ogni canzone è essa stessa metafora e stendardo, della band in tutta la sua interezza.


6) E on stage? Vi siete già esibiti dal vivo?

Si, ci siamo già esibiti dal vivo in diverse occasioni, lavorando al fianco di nuovi e vecchi amici. Per noi l'esibizione live e' un’esperienza molto importante e costruttiva,  essenziale  per promuovere il nostro progetto. Durante un nostro live cerchiamo di presentare un sound che sia pressoché identico a quello in studio. Inoltre, di volta in volta, cerchiamo di interagire sempre di più con il pubblico, perché il nostro intento è quello di dar vita ad un vero e proprio spettacolo, proponendo un viaggio introspettivo. Il lavoro in studio non ci dispiace, anzi lo troviamo fortemente stimolante. Sperimentare suoni e note,  partorire una nuova creatura, trovare la giusta prospettiva è come rendere reale ciò che più ci rappresenta. Attualmente stiamo ultimando le registrazioni dell'EP "The end of Time", in prossima uscita, che avrà il sapore di un concept. 


7) Per quanto riguarda la scena italiana, con chi vi piacerebbe collaborare? Devo dire che "andando sempre alla caccia di band", vedo che ci sono moltissime band che si formano giorno dopo giorno, anche se viviamo in un periodo totalmente deprimente, dal punto di vista economico, sociale, spesso culturale. Eppure c'è ancora tanta voglia di suonare, spesso con enormi sacrifici che vengono sopportati solo per la passione e l'amore che si portano alla musica. Poi devo dire che a me piange il cuore aver visto come dal 2000 ad oggi (seguivo tutte le news dall'underground italiano che passavano su Psycho!) molte band validissime di casa nostra si sono sciolte (o sono sparite) dopo un demo, e solo per mancanza di fondi... Per esempio, in campo Heavy con voce femminile, nel 2001 giravano i Nocticula, e poi tante altre band Power, Black, delle quali ho perso le tracce... alcune sono riuscita ad intervistarle, a distanza di 15 anni (!) e quanto male fa sapere che hanno smesso proprio perché le case discografiche seguono solo i trend del momento senza valutare la qualità musicale, e le band non ricevono attenzioni e supporto!

Diciamo che non abbiamo un target di riferimento. Ci piacerebbe collaborare con svariate band per poter dare vita a qualcosa di creativo e d’impatto. E diciamo che ci sono tante realtà interessanti. Riguardo le case discografiche, ognuno fa il proprio mestiere e vede le cose secondo il proprio punto di vista, il segreto sta nel porsi dall’altra parte della barricata e quindi creare una sorta di canale collaborativo tra le due cose.

 

8) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!

Grazie in primis a te, che ci hai dato l’opportunità di esprimere il nostro pensiero, su ciò che siamo e su ciò che rappresenta per noi il nostro lavoro.

Vogliamo far presente innanzitutto che nel progetto, nello spirito C.O.B.R.A., risiedono le anime vibranti di

Grazia Riccardo – vocalist; Antonio Bortone – Chitarre & Cori; Vito Zingarelli – Chitarre & Cori; Cosimo Salvatorelli – Basso & Cori; Ivan Di Somma – Batteria & Campionamenti, ragazzi semplici uniti da un obiettivo comune.

Inoltre, ringraziamo anche chi ci segue e chi inizierà a farlo. Seguiteci sulle web, ci trovate su Youtube, Twitter e Facebook , tenetevi costantemente aggiornati e in contatto con noi per sapere  le date dei live, diventando così attivi sostenitori del gruppo.





4Nothyng




1) Ciao ragazzi! Grazie per avermi contattato e aver voluto l'intervista! Mi fa sicuramente molto piacere, ho aperto il mio blog proprio con l'intento di parlare di musica con gli artisti, a tu per tu, ed è davvero fantastico vedere quante band nascono ogni giorno qui in Italia! Potete presentarvi ai nostri lettori?

Ciao e grazie prima di tutto per averci concesso un po' di spazio. Siamo i 4NOTHYNG di Milano.
La band comprende Alex (bass, vocal) e PAju (guitar, effect). Intorno a questo nucleo originale collaborano musicisti diversi. 
Ma il fulcro della band rimane attorno a noi due. E' una decisione ch abbiamo preso dopo doverse esperienze in passato. Tieni presente che abbiamo intorno ai 40 anni... e bazzichiamo il mondo hard'n'Heavy dai tempi dei demo su cassetta, dei vinili e delle fanzine fotocopiate.



2) Potete spiegarci come mai avete scelto questo monicker? Cosa significa?

Il nostro monicker deriva in origine da "good for nothing". Ci appello' cosi un giornalista riguardo a un demo della nostra band precedente. Ci siamo subito affezionati a quel... "siete buoni a nulla".. Poi c'era una band già con quel nome e diventammo 4NOTHING e poi finalmente 4NOTHYNG..


 3) Prima di parlare della vostra musica, potete riassumere il vostro curriculum vitae? Quando vi siete formati, primi passi ed esperienze ecc.

Allora ci siamo formati intorno al 2001, dopo diverse esperienze in una miriade di metal band piu o meno famose. Elencare tutti i dettagli di quasi 25 anni di metal sarebbe troppo lungo e dispersivo.
Posso dirti che i primi pezzi li scrissi da solo con l'aiuto di Criz dei Lacuna coil mio grande amico e nostro compagno di scorribande metalliche in passato. Furono poi arrangiati insieme ad Alex e Michele allora bassista dei death metaller Gory Blister (passati anche su Psycho! se non ricordo male. Nota di Lunaria) che ci produsse il primo demo di 2 tracce.
Il demo fu fatto circolare sopratutto all'estero (Centro Europa, Sud America, Usa) e venne passato anche da Snider radio, la radio di Dee Snider dei Twisted Sister, all epoca.
Successivamente dopo una breve pausa abbiamo prodotto "No sleep x all" EP contenente 3 tracce, di cui una scritta e suonata con Luca Balducci dei mitici Broken glazz (storica band thrash torinese). Anche lì abbiamo fatto promozione sopratutto all estero. Pochissimi live, molte interviste in radio, fanzine ecc ecc. Abbiamo avuto molte soddisfazioni da quell'EP. Altra pausa di quasi due anni dovuta a problemi personali ed è uscito 4NOTHYNG Ep (autointitolato) contenente due tracce nostre inedite piu 3 cover version di pezzi di Girlschool, Discharge e Motley crue. Questo è stato un lavoro particolare, capitato come dicevo prima in un momento difficile e poco promozionato. Proprio non ci stavamo dentro di testa. Arriviamo ai giorni nostri con il nuovo EP  "Red" in uscita... di cui tu hai ascoltato due brani.(prodoto da PAco Leone e Magma Productions)
Ci tengo a sottolineare la presenza come guest in una song di Chris Poland ex Megadeth e di Terry Glaze primo cantante dei Pantera in una cover version dei Judas Priest. E ora vedremo che succede.



 4) Ora parliamo un po' del vostro sound!
Penso che la vostra influenza più grande siano gli In Flames (nelle parti più melodiche - soprattutto in "Daddy"), e i Nocturnus, perché in generale avete un tocco molto Melodic Death Svedese dei primi anni '90 alla quale aggiungete un tocco di lirismo e sfoggio tecnico-strumentale ("Kosmonaut child") e sperimentazione moderna eclettica (ravvisabile sia in "Daddy" che nella già citata "Kosmonaut child"). Voi come definireste il vostro sound? Io, da queste vostre due canzoni che ho potuto sentire, vi accosterei molto ai Nocturnus di "The Key" anche se limate un poco l'asprezza muriatica del Death aggiungendo un tocco più melodico, alla In Flames, appunto. Che ne pensate? Quali sono le vostre influenze? 
 

Prima di tutto devo dirti che "daddy" è un working title. La canzone si chiama "The Story of Junuz keco". Devo dire che sei andata molto vicino ad alcune delle nostre influenze piu recenti e cioe' In flames per i riff dei chorus e Nocturnus per l'inserimento di piccole ma efficaci parti di tastiera. Sicuramente apprezziamo la parte piu eclettica e sperimentale del METAL e del rock. Mi trovo in difficolta' a definire la nostra musica. 4NOTHYNG metal ahahahahaha. Le nostre infuenze sono principalmente legate agli anni '80 per motivi di gusto e anagrafici, anche se abbiamo filtrato il tutto con un suono piu moderno e globale. Tieni presente che variamo molto da cd a cd. Non ci piacciono le definizioni strette. Amiamo molto i Maiden e tutto
il metal inglese... la scena death svedese e il thrash anni 80. Non disdegnamo gruppi nuovi come Solstafir, Kvelertak. Ultimamente stiamo tornando molto alle radici del genere. I nuovi pezzi (per ora uno inciso) sono diretti. Dimentica i mega arrangiamenti, gli effetti e tutto il resto, ma pensa ad un hard'n'heavy band come possono essere i motorhead in sala prove. Suonera' così basso, voce, batteria chitarra e tanto volume. Comunque solo quando finiamo un prodotto sappiamo come suonera'. Affrontiamo la composizione e lo studio come un artista un quadro.




5)  Avete già realizzato qualche demo, o full lenght? O siete ancora in fase di composizione? Potete anticiparci qualcosa?
A proposito, dal punto di vista concettuale, quali temi trattate o tratterete?

Beh come dicevo prima abbiamo fatto già un demo e tre Ep e stiamo già pensando a un nuovo lavoro. Non abbiamo scadenze o pressioni. Non seguiamo le regole imposte dal bussiness, per noi la musica metal e' arte proletaria. Niente FB o cose del genere. Non ci appartengono. Usiamo il web come per questa intervista ma non esageriamo. Dal punto di vista concettuale affrontiamo diversi argomenti, principalmente storici ma anche legati all'Arte e all'uomo e filtrati anche da esperienze personali. Nell'ultimo RED i testi vertono su storie vere o riflessioni legate all'Europa dell'Est prima della caduta del Muro. ma non solo da qui il titolo red.. rosso. Anche il sangue pero' è rosso e pure la passione si identifica con il rosso. Ogni nostro prodotto ha un legame cromatico... quest ultimo ep si intola RED... anche i colori dell artwork sono caldi e virati al rosso. Quello precedente era legato al bianco  alla luce, il primo al nero. Il prossimo  vedrete voi stessi ehehehe.
 

6) Prossimi obiettivi, o eventi live a cui parteciperete? Avete un profilo facebook o qualche altro sito in cui è possibile venire a conoscervi, ascoltarvi, stare in contatto con voi, per i vostri fans e per tutti quelli che vorranno ascoltarvi dopo aver letto l'intervista?

I nostri prossimi obbiettivi sono di fare più interviste e promozione possibile e poi stiamo organizzando poche ma efficaci apparizioni live. Un incrocio tra musica arte... con videoproiezioni. Pochi eventi ma unici. Qualcosa all'estero si muove. Pe quel che riguarda Fb come dicevo non abbiamo la pagina della band, anche se stiamo pensando alla realizzazione di un piccolo sito. Vedremo... non siamo molto convinti. Siamo  un po' spaventati dal presenzialismo internettario. ci piace essere scoperti da pochi... come i tesori. Avendo vissuto gli anni d'oro del Metal, delle fanzine fotocopiate del tape trading non riesco ad appassionarmi ad altre vetrine. Lo so...i tempi cambiano... ma noi siamo vecchi, vetusti, pervertiti e falliti... siamo i migliori.
ci potete contattare per ordinare il nostro ultimo ep Red o per altre info su rednothyng@fastwebnet.it


 

7)  Concludete a vostro piacimento la nostra chiacchierata!

Vorrei ringraziarti per lo spazio concesso e per lo spirito a underground del tuo blog. Quell'underground che amiamo e che deve essere cosi per questa nostra musica. Grazie ai nostri fans e amici in Italia e soprattutto all'estero e a tutti i veri fans del Metal. Non fatevi influenzare da mainstream radio, mode.. ascoltate con le orecchie e con il cuore e poi giudicate. Non è importante che il suono sia grosso, potente e lucido ma l'importante è cosa vi trasmette. ciao a tutti. PAJU



Stamina (Melodic Heavy Metal/Hard Rock/Fusion)






1) Ciao Ragazzi! Per prima cosa presentatevi!

Luca Sellitto (chitarrista) - Ciao a tutti! Siamo gli STAMINA, band melodic metal con influenze progressive, hard-rock e fusion, proveniente da Salerno.


2) Iniziamo dalla più classica delle domande... cosa significa il vostro monicker? E perchè lo avete scelto?

Luca- La "stamina" è la capacità di resistenza. Scelsi questo nome perchè di resistenza ce ne vuole davvero un bel po' per suonare il nostro genere musicale,
da diversi punti di vista. Non è certo un genere con un pubblico di massa, in particolare qui in Italia, e pertanto la vera motivazione per andare avanti va ricercata
sempre nella passione incondizionata per la musica. In più, c'è da aggiungere che suonando un genere abbastanza tecnico, siamo tenuti a dedicare ogni giorno del tempo alla pratica sullo strumento ed anche questo richiede resistenza e perseveranza.


3) Ora parlateci del vostro curriculum vitae... Leggo sulla vostra bio che siete in giro dal 2003. Potete ripercorrere la vostra storia?

Luca- Abbiamo registrato due demo cd non ufficiali, rispettivamente nel 2003 e 2004, prima di giungere alla pubblicazione del primo album ufficiale "Permanent Damage", nel dicembre del 2007. L'album fu accolto molto bene dalla critica specializzata e, pertanto, iniziammo subito a lavorare sul secondo album "Two of a kind",
che ha visto la luce nell'ottobre del 2010, grazie all'etichetta discografica tedesca "Ice Warrior records". Su quell'album hanno partecipato, in veste di special guests, i cantanti danesi Henrik Brockmann (ex Royal Hunt ed Evil Masquerade) e Kenny Lubcke (ex Narita, Andrè Andersen etc.).
La critica ci ha ancora una volta supportato molto, tanto che nella primavera del 2012 abbiamo avuto il piacere di tenere il nostro primo tour europeo, con date in cinque Paesi differenti e, nella seconda parte del tour, abbiamo avuto l'onore di suonare come opening act per la nota band danese Royal Hunt.

Andrea Barone (tastierista) - Io e Luca abbiamo fondato la band nel lontano 2001, dopo qualche mese la band si è assestata con Roberto Chimiento al basso e Giorgio Adamo alla voce, sostituiti a partire dai live promozionali del secondo disco da Lorenzo Zarone e Jacopo di Domenico. Da più o meno un anno è subentrato come elemento fisso della band anche il batterista Enrico Canu.


4) Ora parliamo del vostro cd, "Perseverance"! La vostra casa discografica, la My Kingdom Music, oltre a mandarmi il materiale informativo su di voi, mi ha fatto
 sentire qualche vostra canzone; per chi ancora non vi conoscesse, direi che proponete un Metal adrenalitico ("Perseverance"), potente, ultra-tecnico
("Winner for a Day"; in alcuni passaggi, sia di questa song che di "Breaking another string", lasciate davvero a bocca aperta, insomma, padroneggiate proprio al 100% tutte le tecniche strumentali dei vostri strumenti!!!), dalle sinfonie epiche e maestose (basta sentire l'intro di "Breaking another string",
 che secondo me è uno dei pezzi top dell'album, insieme a "Winner for a day", e le stesse vocals, per esempio in "Wake up the gods"!), con un tocco di Prog e persino "azzardi" Fusion Jazz, nei momenti più tecnici. Direi anche che potreste piacere ai fans di Kamelot, Vision Divine, Angra, Rhapsody of Fire, Stratovarius, Symphony X, Royal Hunt. Vi vedete in questa descrizione?

Luca- Beh, innanzitutto grazie per i gentilissimi complimenti! Direi che hai descritto bene il nostro sound.
Andrea - Ogni componente cerca di apportare il suo contributo, derivato da una passione comune per il rock-metal, ma arricchito dalle ulteriori influenze diverse di ognuno, cercando di costruire al meglio possibile un sound riconoscibile. Questo accade ad esempio nell'influenza del metal estremo di Lorenzo, il bassista, e per quanto riguarda me, nell'influenza del rock progressive e psichedelico anni '70 e delle soundtrack.


5) Potete parlarci della genesi di "Perseverance"? Già la copertina è molto... surreale! Vediamo un losco figuro con una maschera anti-gas che si avvicina ad una torre sormontata da un enorme orologio. Cosa significa?
 Si tratta di un concept album?

Andrea - La bellissima copertina è stata realizzata da Vittorio Citro, che ci supporta anche per le foto e il sito ufficiali.
Già la seconda copertina aveva un richiamo alla prima nell'elemento del fuoco, stavolta c'è un richiamo al secondo disco nei binari ferroviari, simbolo di un tragitto difficile, c'è un uomo che persevera nel suo cammino, una maschera per resistere, tra il disastro generale del mondo, e una meta indefinita alle porte misteriose del tempo.. Le copertine forse si riallacciano a uno dei leitmotiv principali dei testi di Luca, e cioè le difficoltà della vita e allo stesso tempo la sua bellezza e la necessità di affrontarla senza mai arrendersi.


6) Potete evidenziare similitudini e differenze tra "Perseverance" e i vostri album precedenti "Two of a kind" e "Permanent Damage"?

Luca- Per quanto mi riguarda, "Perseverance" rappresenta il punto di arrivo dei due dischi precedenti, nel senso che simboleggia la maturazione del percorso stilistico tracciato in "Permanent Damage" e "Two of a kind". Credo che con questo terzo album si sia chiuso il primo capitolo della nostra discografia.

Andrea- Nelle canzoni dei dischi precedenti c'erano maggiori variazioni stilistiche, cosa che molti apprezzavano, altri meno. In "Perseverance" probabilmente il nostro sound è diventato più diretto e definito, credo che il songwriting di Luca sia maturato molto in quanto a coerenza compositiva.



7) A "Perseverance" hanno collaborato ospiti come Göran Edman, Nils Molin e Maria McTurk...
 
Luca- Si, è stata una grande esperienza poter avere a disposizione per questo album cantanti di questo calibro ed è doveroso aggiungere ai nomi da te citati Giorgio Adamo (nostro ex cantante ufficiale) e Jacopo DiDomenico (nostro attuale cantante). Ognuno di loro, con la sua voce straordinaria, ha aggiunto un "colore" unico al quadro, innalzando il livello del nostro lavoro.


8) Avete già suonato con i Royal Hunt... volete parlarci di questa esperienza?

Andrea- E' stata un'esperienza indimenticabile, viaggiare insieme, chiacchierarci, scherzare con loro, tutte persone fantastiche, poter guardare da vicino il modo in cui lavorano cercando di imparare il più possibile, poter assistere ogni volta, nel pieno dell'adrenalina post-concerto, al loro live e godersi il fine serata insieme a loro.
Ci siamo divertiti molto, il pubblico ha sempre risposto bene. La serata finale, tenuta in Italia al Rock'n roll Arena di Romagnano Sesia, è stata la più emozionante.


9) Prossimi progetti, novità, date live?

Luca- Al momento la nostra priorità è svolgere un'adeguata attività promozionale a supporto del nuovo album. Le nostre labels, il nostro management ed il nostro editore stanno lavorando affinchè l'album abbia la visibilità che merita. Per quanto riguarda i live, dovremmo iniziare a presentare il nuovo lavoro dal vivo a partire dal mese di aprile, tenendo alcuni concerti nella nostra zona. In più, la My Kingdom Music ci sta organizzando un vero e proprio tour europeo, previsto probabilmente per il mese di maggio. Riveleremo date e loughi non appena il tutto verrà ufficializzato.


10) Concludete a piacimento la nostra intervista!

Luca e Andrea- Grazie mille per questa intervista! Invitiamo tutti i lettori a visitare le nostre pagine web ufficiali:
www.facebook.com/staminaitalianband- www.staminaband.net
e a dare un'occhiata al nostro primo videoclip ufficiale "Higher": http://www.youtube.com/watch?v=5wEKHsLgxoM