"Cabal": recensione al libro

Il protagonista è Boone, che si crede colpevole di tremendi delitti e trova rifugio in Midian, una necropoli spaventosa popolata di mostri, dotati di incredibili poteri. Anche Boone li erediterà e quando i suoi inseguitori lo incalzeranno fin lì, il popolo della notte si coalizzerà contro i ben più temibili, falsi, crudeli, pazzi omicidi mostri del ventesimo secolo, che si ritengono portatori di giustizia.

L'amore di Lori, la ragazza di Boone che non vuole arrendersi all'evidenza della morte dell'uomo che adora, supererà i limiti del razionale e del possibile. Con questo libro che stravolge tutti i pregiudizi su quanto può o non può accadere in un horror e rovescia l'usuale contrapposizione del buono-umano contro il cattivo-soprannaturale, le tenebre hanno finalmente trovato il loro eroe.

Da questo romanzo è tratto il film "Nightbreed", in Italia uscito come "Cabal"


"Negli anni della sua malattia, dentro e fuori da cliniche e manicomi, Boone aveva conosciuto pochissimi compagni di sofferenza che non si aggrappassero a qualche talismano, a qualche amuleto o ninnolo che montasse la guardia davanti alla porta della testa e del cuore. Aveva imparato in fretta a non ridere di quegli oggetti. "Qualunque cosa ti faccia superare la notte" era un modo di dire che a lui risultava chiarissimo per esperienza, per dura esperienza. Molti di questi appigli contro il caos erano del tutto soggettivi. Ciondoli, chiavi, libri, fotografie: ricordi dei bei tempi conservati a difesa contro quelli brutti. Ma alcuni appartenevano alla mente collettiva. Parole che avrebbe udito più di una volta: versi privi di senso il cui ritmo dominava l'angoscia, nomi di dei. Tra questi, Midian. Il nome di quel posto lo aveva sentito forse una mezza dozzina di volte da gente che aveva incrociato lungo il cammino, di solito da quelli che avevano bruciato tutte le loro risorse. Quando si rivolgevano a Midian, era alla ricerca di un luogo di rifugio, un luogo dove lasciarsi portare via. Anzi di più: un luogo dove i peccati commessi, o immaginati, sarebbero stati, in ogni caso, perdonati. Boone ignorava le origini di quel mito né si era mai sentito tanto interessato da indagare. Mai si era trovato nel bisogno di una remissione, o almeno così pensava. Ora era diverso. Aveva tanto da voler purificare, sconcezze che la mente gli aveva tenuto celate finché Decker non le aveva portate alla luce e che nessun ente a lui noto poteva togliergli di dosso. Era entrato a far parte di un'altra classe di creature. Midian chiamò."

Commento di Lunaria: gran bel romanzo, che rispetto ad altre opere dell'Autore ("Imagica", un nome su tutte, ma potrei citare anche "Gioco Dannato" https://intervistemetal.blogspot.com/2018/02/recensione-ectoplasm-di-clive-barker.html ) evita la prolissità e va quasi subito al sodo introducendo la parte horror, un horror quasi metafisico.


Notevole la scelta del personaggio negativo e nefasto (lo psichiatra stimata e ben vestito, simbolo della nostra società benpensante e classista) che permette di rileggere l'opera anche in chiave antipsichiatrica (e i lettori di Szasz hanno già capito l'antifona e dove voglio andare a parare...)


Gli stralci migliori:

"Uomo. Mostro. Morto. Vivo. A Midian aveva visto tutti questi stati in un'unica creatura: per lui erano tutti altrettanto autentici. Le uniche persone che avrebbero potuto aiutarlo a comprendere come potessero coesistere tanti contrari, erano ormai lontane, erano rimaste nella Necropoli."

"Dalla lotta uscirono sconfitti e la sua mente e il suo corpo. Il nugolo di mosche l'aggredì, fitto e vasto al punto da essere un'oscurità in sé. Le sembrava vagamente impossibile che ci fossero tante mosche e le affiorò il sospetto che fosse la sua mente confusa ad inventarsi quel nuovo orrore. (...) Una volta, in un sogno di Midian, non erano forse arrivati i morti dai quattro angoli del mondo nella forma di polvere spinta dal vento? E lei non si era trovata al centro di una bufera, schiaffeggiata ed erosa, felice di sapere che i morti viaggiavano nel vento? Ora, come per contrappunto, un sogno di orrore veniva a coprire lo splendore di quello che l'aveva preceduto. Un mondo di mosche si sovrapponeva a quel mondo di polvere, un mondo di incomprensione e cecità, di morti privati della sepoltura e di un vento che li portasse via. Solo mosche a banchettare nutrendosi di loro, a covare nelle loro carni per produrre altre mosche."

Dici Midian e pensi... ai Cradle of Filth!




P.s il film lo vidi a nove anni, più o meno avevo quell'età lì e mi piacque molto

 

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