Felix Martin (Jazz Metal)




Fantastico! La mia prima intervista con un artista che suona Jazz Metal! Non che io abbia ascoltato moltissimo nel genere,  a parte Atheist, Cynic (gods!), Pestilence, Nocturnus,  Lux Occulta, e i nuovi arrivati Amogh Symphony e Conflux, ma ci tenevo a cimentarmi in un'intervista diversa dal solito :D

P.s dovrebbe suonare con i Cynic!



***


1) Ciao e benvenuto, presentati ai nostri lettori!

Sono Felix Martin, un chitarrista dal Venezuela che vive a Los Angeles, California.
Giro con la mia band, che si esibisce col mio nome, e uso una 14 string guitar per questo progetto musicale.



2) Ho visto il tuo video su YouTube; qualcuno l'ha postato su una community Jazz su Google+, condividendone il link con gli altri utenti. Puoi raccontarci qualcosa sul video?

Credo che tu ti stia referendo al "Jazz Metal video". è stato registrato al Berklee College Of Music di Boston. La canzone è un mix di "Jazz straight ahead", bello dritto e tirato, col Metal. è stata ispirata da entrambi gli stili.


3) Puoi parlarci della tua biografia? Primi passi, demo, e così via...

Sono nato in Venezuela e ho iniziato a suonare la chitarra all'incirca quando avevo 12 anni. Sono stato un autodidatta per molti anni, e più tardi mi sono trasferito a Boston per studiare al Berklee College Of Music. Dopo un po' di tempo che studiavo lì, ho iniziato a ricercare delle opportunità per poter registrare e suonare.

4) Suoni un genere di musica che potremmo etichettare come
"Jazz Metal". Non mi intendo molto, dal punto di vista tecnico
del Jazz e del Blues, non frequento le scene, ma ascolto qualcosa, per esempio Dinah Washington. Il Jazz Bebop è molto arduo per me, anche se ho sentito qualcosa tipo Coltrane, Jaco Pastorius e Thelonius Monk. Nel Metal Avantgarde amo soprattutto i Cynic: "Focus" è incredibile. Ho anche ascoltato Pestilence, Atheist, i Lux Occulta di "Architecture" e i Nocturnus, oltre che una nuova band, in questo genere, gli Amogh Symphony. Tutti questi sono esempi di come si può suonare in modo originale... ma ci sono più amanti di Jazz o Metal, tra i tuoi fans? Che elementi hanno in comune, questi due mondi, a tuo parere? Puoi dirci cosa ti piace ascoltare? Pensi di fare qualche cover dei pezzi Jazz più famosi?

La nostra audience è sicuramente più Metal, e siamo sulla scena Metal. Abbiamo delle influenze Jazz, ma non siamo idonei a collocarci nella scena Jazz. Sono due stili di musica molto differenti, per questo ci piacciono, perché offrono molte possibilità. Il Jazz Fusion potrebbe essere relazionato con ciò che facciamo, in qualche modo. Artisti come Alex Machacek e
Allan Holdsworth sono un po' simili. Ma sono sulla scena Jazz, non Metal.


5) Avete già suonato live? Per caso anche in Italia?
è difficile suonare on stage questo particolare genere di musica?

Abbiamo già girato in tour gran parte degli USA, del Sud America e 14 paesi in Europa. Abbiamo suonato a Padova e Udine 2 anni fa.

6) Prossimi obiettivi? Avete in mente qualcosa?

Un nuovo album, un side project chiamato "The Human Transcription", un tour e più video!

7) Ok, finisci a tuo piacimento!

Provate a essere differenti almeno un po' e pensare al di fuori degli "inscatolamenti mentali"! Qualunque cosa facciate per vivere, siate brave persone!

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L'intervista in inglese:

 1) Hello and welcome, let's introduce yourself!

I'm Felix Martin, a guitarist from Venezuela living in Los Angeles, CA. I tour with my own band under my name and I use a 14 string guitar for this instrumental project.


2) I have seen your video on YouTube; someone, on a Jazz community on Google+, shared the link of your video with other users of the community. Can you tell us something about that video?

I guess you are refering to the Jazz Metal video. It was recorded at berklee college of music in Boston. The song is a mix of straight ahead jazz with Metal. It was inspired on both styles.


3) Can you speak about your biography? first steps, first demo and so on...

I was born in Venezuela and started playing guitar at around the age of 12. I was self tought for many years, and later on I moved to Boston to study at Berklee college of music. After spending a bit of time there, I started to get offers like record deals and touring opportunities.


4) You play some music who could be called "Jazz Metal".
I am not into Jazz or Blues scene, but I love something like Dinah Washington. Jazz and Bebop are very hard for me, but I have listened to Coltrane, Jaco Pastorius and Thelonius Monk. In the extreme Metal/Avantgarde scene, I love expecially Cynic! "Focus" is amazing. I have listened Pestilence, Atheist, Lux Occulta of "Architecture" and Nocturnus, too, and a new band in this genre is Amogh Symphony. These are some examples of a very original way to play music. But... are more Jazz lovers or Metal lovers the followers of your music? What elements have in common these two worlds, in your opinion? Can you suggest us something about the cult names in Jazz you love to listen? Do you plan to do some covers of the most famous Jazz songs?

Our audience is definately more metal, and we work on the metal scene. We have jazz influences, but we don't fit in the Jazz scene.
They are two very different styles of music, that's why we like it, because there are many possibilities.
Jazz fusion could be related to us in some way. Artist like Alex Machacek and Allan Holdsworth are a bit similar. But they are on the Jazz scene, not the metal.


5) Have you already play live? Have you already visit Italy?
Is it difficult play on stage this particular kind of music?

We already toured most of the USA, South America and about 14 counties in Europe.  We played in Padova and Udine 2 years ago.


6) Next goals? Are you planning something?

A new album, a side project called the human transcription, touring and more videos!


7) Ok, finish as you want!

Just try to be a little different and think outside the box! Whatever you do for a living! And be a good person!







Bullet Holes (Rock)




1) Ciao ragazzi e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori!
Io vi ho trovato per caso stamattina; stavo ascoltando una canzone che mi ha riempito di curiosità per via del titolo ("Rap Doom") e leggendo un po' di commenti ho visto anche il vostro. Mi piace intervistare le band :)

Andrea : Salve a tutti! E' proprio questo il nostro scopo, cercare di essere apprezzati, e adesso uno dei modi migliori per farlo è l'utilizzo del web e di Youtube in particolare.
Suoniamo da circa un anno e mezzo e i nostri componenti sono : David Titta ( Chitarra e voce), Andrea Luzi ( Basso e voce), Leonardo D'aloisio ( Chitarra) e Andrea Mariottini ( Batteria ). Precedentemente alla chitarra solista avevamo Carlo Alberto Petrioli ma per motivi di studio ci ha dovuto abbandonare, lo ritroviamo solo per le vacanze dove ci divertiamo un po' a strimpellare :)


2) Bullet Holes: perchè questo monicker?

Andrea : Il nome nasce da una serata particolare...
Il batterista si fermò a dormire da me, era tardissimo e stavamo cercando un nome per la band.
Il batterista ormai delirante mi disse di trovare un nome perforante, diretto e incredibilmente venne fuori Bullet Holes = Fori di proiettile :D


3) Potete riepilogare il vostro "curriculum vitae": di dove siete, quando vi siete formati, primi passi... tutto ciò che c'è da sapere su di voi!
 

Andrea: Siamo di Spoleto, un comune meraviglioso in provincia di Perugia.
Ci siamo formati un anno e mezzo fa, ci siamo sciolti per più di un mese, abbiamo continuato ed ora abbiamo cambiato chitarrista da poco.
All'inizio puntavamo più sulle serate, ma poi il nostro canale Youtube è diventato abbastanza popolare, quindi abbiamo fatto il nostro primo video e puntiamo a farne ancora, anzi colgo l'occasione per farvi visitare il nostro canale e lasciare un like sulla nostra pagina Facebook!


4) Veniamo ora alla vostra musica. Di voi ho sentito "Dea della Bellezza". Musicalmente vi accosterei a Placebo e Muse. Si vede che avete un mood emozionale e un po' malinconico. Potete parlarci di "Dea della Bellezza": il making of del video e se c'è, anche il full lenght completo, oppure state ancora lavorando a qualche altra canzone? Come sarà l'album, che direzione musicale avrà, se avete già in mente la copertina, testi e tematiche trattate... insomma descriveteci un po' ciò che avete in mente.

Andrea : Direi che hai azzeccato in pieno!
In effetti io amo i Muse e da loro ne traggo una fortissima ispirazione, come la prendo per i Beatles...
Mi piace soprattutto essere eclettico, spaziare su molti generi, dalla musica classica all'Hard Rock, ci metto un po' tutto.
Ma non sono solo io a scrivere, infatti nel prossimo video avrete modo di vedere la vena artistica del nostro chitarrista e cantante David Titta, anche lui è un estimatore dei Beatles, è anche un appassionato dei Green Day.
Tutti e due come hai detto tu siamo artisti molto malinconici, i nostri testi sono per la maggior parte tristi, anche se molte delle nostre melodie sono allegre e vivaci, come quella del brano "Il Tempo". Prossimo video :)
Non abbiamo in mente un album, abbiamo circa 10 pezzi nostri e li pubblicheremo prima in videoclip e magari dopo solo con l'audio, sempre nel nostro canale. Nelle tematiche come già affermato prima, rientrano da tutti e due i compositori temi di malinconia che vanno da cuori infranti alla solitudine, a guerre interiori e disturbi psicologici.
Ps. Cercheremo di mettere anche qualche testo allegro :)


5) Ho intervistato un bel po' di band :) 
Nella scena rock alternativa ho parlato con Kardia, La Colpa, Soluzione, Laika Vendetta, Screen Wipers. Ma non dimentichiamo che l'Italia vanta due band storiche come Afterhours e Marlene Kuntz! Mi piacerebbe sapere cosa vi piace ascoltare, e potendo, con chi collaborereste per uno split album! E tra i nomi internazionali, chi scegliereste?

David : Ognuno di noi ascolta ciò che vuole, siamo una band, un gruppo di persone e perciò ognuno con la sua di personalità! io miei gruppi preferiti sono beatles e queen sono questi i gusti prevalenti del gruppo. per quanto riguarda la scena italiana mi sembra riduttivo nominare soltanto Kuntz e Afterhours. Una collaborazione la farei ma parlo per me personalmente, con Matteo Amantia, un interprete straordinario ormai dimenticato per le sue scelte professionali. per rinfrescare la memoria era il leader degli sugarfree. per quanto riguarda la collaborazione internazionale sceglieremmo all'unanimità MUSE.

6) E per quanto riguarda la dimensione on stage? Avete già suonato dal vivo, o avete qualche data confermata?

David : Le esperienze dal vivo sono state poche brevi e poco celebrative. il luogo dove ci troviamo non offre troppe occasioni di esibirsi, e di conseguenza abbiamo sempre puntato e stiamo puntando soprattutto sul web. Per quanto riguarda le esibizioni già fatte abbiamo cercato di suonare e mi permetterei di dire che è una scelta abbastanza coraggiosa, i nostri brani inediti, per non dare l'idea di essere una cover band. Non ci sono in programma nuovi live tranne un piccolo acoustic revival, se così vogliamo chiamarlo, che impegnerà i due cantanti del gruppo(me ed andrea luzi) con la partecipazione del nostro ex chitarrista. Una limited edition diciamo.

7) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!

David : Concludendo l'intervista mi permetto di accennare che abbiamo in testa un milione e più di cose da fare. le idee sono come i batteri non finiscono mai di riprodursi per noi e ce la metteremo tutta per riuscire, in un modo o nell'altro, a far arrivare alle orecchie e di conseguenza nelle vene della gente la nostra musica. abbiamo iniziato a registrare un nuovo brano e lo completeremo con un nuovo video. Con l'esperienza fatta col precedente video cercheremo di eliminare tutti i piccoli errori compiuti e cercheremo(anche se sarà impossibile) di far sembrare il meno possibile il nostro prodotto un prodotto amatoriale. abbiamo scritto con tutti i componenti del gruppo circa 15 canzoni in un anno e mezzo di collaborazione e le canzoni crescono sempre di più di numero. Lavoreremo sodo per rendere disponibili le nostre opere!
Vi Ringraziamo per l'intervista e vi auguriamo un buon anno pieno di fortuna e felicità! CIAO A TUTTI



MaterDea



1) Ciao ragazzi e grazie per aver accettato l'intervista! Per prima cosa, presentatevi ai nostri lettori!

Simon: certo, innanzitutto grazie a voi! MaterDea è composta da me, Simon Papa, la cantastorie, Marco Strega, chitarrista e produttore insieme a me, Elisabetta Bosio, la nostra violinista, Elena Crolle, giovanissima tastierista e corista, Morgan De Virgilis, il nostro bassista da sempre ed infine Cosimo De Nola, il martello della band, batterista approdato tra noi da quasi due anni.



2) Direi che il vostro monicker MaterDea è altamente espressivo per quanto riguarda il vostro intento... Vorrei sapere chi è per voi la Grande Madre Dea, e come si manifesta, chi e cosa rappresenta...

Simon: posso rispondere per quanto mi riguarda! Per me la Grande Madre rappresenta il potere fondamentale della vita, l’energia fisica, mentale e spirituale che unifica tutti gli esseri viventi, donne, uomini, animali, vegetali, terra, aria, acqua, fuoco, come parte di un’unica  grande vita..  Un giorno, molto tempo fa, me ne stavo seduta davanti ad un laghetto in mezzo ad un bosco.. non ricordo bene tutto, ma ricordo in maniera molto distinta come percepiì la potente energia presente in quel luogo e come mi fossi sentita parte di essa, dentro un’armonia incredibilmente totalizzante e rassicurante.. Ecco, questo è ciò che mi ispira anche durante la stesura dei testi di MaterDea. Un esempio è il brano “Whispers of the Great Mother” che fa parte del nostro ultimo album e recita: “Feel the real life force, endless seasons flowing free, wrathful radiant source, earth and oceans, blood and flesh, just one key.“

 
3) Prima di farvi qualche domanda sui testi, potete riepilogare il vostro curriculum vitae come band? Quando vi siete formati, primi passi, cd, live... Vorrei anche che faceste un confronto, citando evoluzioni, differenze e similitudini nei vostri cd, album dopo album.

Simon: il progetto MaterDea è nato nell’autunno del 2008 dalla collaborazione tra me e Marco, abbiamo cominciato a scrivere insieme due brani per una colonna sonora celtica ed eravamo così felici di quello che eravamo riusciti a creare insieme che abbiamo deciso di lavorare ad un album intero. La band è nata successivamente, ed i suoi componenti di allora, a parte me, Marco e Morgan erano tutte altre persone, che sono rimaste poco a lungo con noi.. Il primo concerto che abbiamo fatto per presentare l’album “Below The Mists, Above The Brambles” (2009) è stato nel maggio 2010 in un bellissimo teatro storico di Torino, la “Cavallerizza Reale” che purtroppo ha subito un grave incendio poche settimane fa.. Dopo questo evento, da cui abbiamo estratto dei suggestivi video live, la band è rimasta ferma per un certo periodo ed ha cominciato a cambiare alcuni componenti, l’attività live è decollata veramente solo a partire dall’estate 2011: in quell’anno abbiamo avuto la possibilità di partecipare ai primi importanti festivals, come il Pipes and Drums Celtic and Rock Fest a Ginevra, il Triskell, Il Tarvisium ed il Fosch Fest. A partire da quest’ultimo la band ha assunto quasi completamente la forma che ha ad oggi. Gli anni successivi l’attività live è andata intensificandosi, in particolare con l’uscita del nostro secondo album, “Satyricon”. Credo che il nostro live abbia preso peso in particolare dal questo momento, perchè nei brani del secondo album c’erano decisamente più elementi forti e lo spettacolo di conseguenza risultava di più potente impatto sul nostro pubblico. Abbiamo comunque sempre mantenuto un legame con le sonorità morbide e mistiche delle nostre origini di impronta celtica,  lasciando spazio ad alcuni brani del primo album, così diverso dai successivi, come per esempio uno delle nostre ballate più apprezzate dai nostri fans, “Another Trip to Skye”, scritta a partire da una bellissima composizione di John Whelan. Il sound dei MaterDea è decisamente virato verso il metal a partire dall’uscita del nostro nuovo album, “A Rose For Egeria” e l’impatto dal vivo ha galvanizzato sia noi stessi che il nostro pubblico, siamo veramente felici di come i nostri fans hanno accolto questo nuovo lavoro!

4) E ora vorrei che ci parlaste dei vostri testi! Potete anche citarci quali libri,  autori, vi hanno influenzati, e da cosa siete ispirati!

Marco: Il percorso spirituale di ognuno di noi è molto variegato e non credo che esista una sorta  di "ispirazione editoriale" per quanto riguarda l'influenza compositiva in MaterDea. Noi siamo ciò che scriviamo e credo che sia tutto dettato da quello che abbiamo imparato vivendo. Forse si tratta di una crescita personale che col tempo abbiamo tradotto in musica. Tutto ciò che ho letto in questi anni non ha fatto altro che formare me stesso e probabilmente la maturità spirituale che ho acquisito in un certo senso l'ho trasmessa anche al mio modo di comporre. Io amo i filosofi esoterici come Bruno ed Agrippa, i ricercatori come Leland, Gardner e lo stesso Crowley. Collaboriamo con uno dei maggiori scrittori esoterici italiani, Ottavio Adriano Spinelli, che amichevolmente ha prestato la sua voce e la sua immagine per la nostra title-track “A Rose for Egeria”; gliene siamo grati, è stato uno scambio preziosissimo poiché pensiamo che le anime delle persone debbano fondersi e passare l’una attraverso l’altra.  Per il resto, è vero, credo che presumibilmente siamo ciò che leggiamo, ciò che ascoltiamo e ciò che "annusiamo". Ma devi stare molto da solo con i tuoi Dei per riuscire a diffondere con l'Arte ciò che hai assorbito. 

 
5) Ho visto i due video: "Another Trip to Skye" e "Lady of Inverness": bellissimi!  Potete svelarci il making of? Come avete trovato le location, come li avete realizzati ecc.

Marco: Siamo tradizionalisti e partioti per antonomasia seppur scrivendo per evidenti intenti commerciali in inglese, quindi abbiamo cercato locations italiane che nulla hanno da invidiare a lande estere e lontane. “Another Trip to Skye” è stato interamente girato alla Maddalena di Chiomonte in Val di Susa (To) dove esisteva al tempo delle riprese una necropoli celtica, oggi purtroppo passata alle cronache per gli scontri No Tav. La location di "Lady of Inverness" invece ci è stata “regalata” dal comune di Saint Denis in Valle d’Aosta che ringraziamo ancora oggi per aver reso accessibile il castello di Cly per i nostri girati. Il video-clip che stiamo per presentare - diretto da Silvio Marsaglia - “A Rose for Egeria”,  è stato girato in diverse locations, tra cui il lago e il bosco sacro di Nemi (Roma), il lago di Avigliana (To), l’antico acquedotto di Acqui Terme (Al) e la cascata di Traversella (To).

6) Attualmente, da qualche anno, mi occupo di Teologia, sia andando a studiare quella misogina (tradizionale) della chiesa (i vari Tommaso d'Aquino, Agostino...) sia cercando di "smontarne" gli assunti (alcuni dei quali davvero mostruosi, per come poi vengono usati qui sulla terra, per esempio certe glorificazioni mai tramontate di una "maschietà eccelsa divina", che tendono a far sorgere o ad educare le donne ad una sorta di inferiorità spirituale, di passività, di remissione docile di fronte al "potere del sacerdote maschio", il "mediatore" verso un "dio padre") avvalendomi di alcuni pensatrici teologhe (Mary Daly, Uta Ranke Heinemann Rosemary Radford Ruether...) anche non-cristiane (Simone de Beauvoir, Miranda Gray, Marija Gimbutas...). Potete immaginare come vengo trattata se metto piede in community teologiche tutte al maschile fermi ai concetti di Scolastica... Vorrei chiedervi se, come band che tratta di temi Pagani, o anche come singoli individui, avete mai subito situazioni di discriminazione per le vostre idee, spiritualità, pensieri, se siete stati coinvolti o avete assistito a qualche evento di "ignoranza" e superficialità, e più in generale, se potete parlarci di come vedete il Paganesimo (o anche il Neo Paganesimo) alle soglie del 2014...

Marco: Parlo a nome mio e non della band. Il “paganesimo” odierno è essenzialmente ignorante ed  è costituito per buona parte da persone inclini all’invidia, alla saccenza, alla prosopopea e soprattutto alla lite. Siamo una comunità talmente esigua che necessiteremmo di fratellanza e di comunione di intenti, contrariamente c’è la malsana tendenza a costituire cerchie ristrette di leccapiedi capitanate da falsi semidei che tutto possiedono tranne che saggezza e bontà d’animo. Trovo meschinità e falsità nell’attuale “paganesimo ufficiale”, alcuni di loro dispongono di un livello mistico ed occulto paragonabile ad un termosifone; molto più sano e genuino il sottobosco spirituale che scovi dialogando e interscambiando con persone che nulla hanno a che fare con la “Nuova-Vecchia-Religione” dei media e della rete. Si può essere “altrove” senza appartenere, si può crescere, apprendere e praticare senza seguire dogmi imposti da inattendibili detentori della retta via, poiché la via – quella vera – è il sentiero che ognuno di noi costruisce dentro sé giorno dopo giorno vivendo e nessuno ce lo può indicare. Non esiste “maschietà” e “femminilità” eccelsa divina preconfezionata, gli Dei si palesano in modo del tutto inaspettato, e se ciò fortunatamente avviene, sta a noi accorgerci se i tratti di quel mistero sono maschili o femminili.
Ps:  aborro il termine “neo-paganesimo”.


7) A prima vista, anche basandomi sul video, mi sembrate davvero una band che ama molto l'aspetto live. è così? Potete raccontarci qualche esperienza, evento, dal vivo, a cui avete partecipato, e come lo avete vissuto? Credo che la vostra musica sia davvero perfetta per creare una bella atmosfera sacra ma anche gioiosa. Mi viene in mente un live dvd che ho visto sugli Omnia, e l'atmosfera calorosa e festaiola che riuscivano a creare col pubblico.

Simon: Si, per noi ogni live è una festa da vivere insieme a tutte le persone che ci seguono.. difficile ricordare qualche momento in paricolare, sicuramente però i bellissimi festivals a cui abbiamo preso parte credo che per tutti noi custodiscano ricordi felici,  in particolare un ricordo fresco che vorrei condividere con voi è stato il nostro viaggio lo scorso settembre in Sardegna per il concerto fatto a Mores, in provincia di Sassari. Dopo l’approdo con la nave dove abbiamo passato una notte rocambolesca premiata poi da una meravigliosa alba ancora in mezzo al mare circondati da incredibili scenari naturali,  abbiamo avuto un’accoglienza strepitosa:  gli organizzatori hanno veramente curato ogni dettaglio, dall’ottimo e abbondante pranzo,  al mirto offerto quando eravamo ancora piuttosto alterati dal Cannonau, fino alla merenda fatta con fichi d’India raccolti vicino al palco durante il sound check, insomma coccole a non finire per tutti, e soprattutto un grande calore umano che ci ha fatto stare veramente bene durante tutta quella lunghissima giornata!



8) Prossimi progetti? Pensate di realizzare qualcosa di ancora più incentrato sulla tradizione della stregoneria italiana o del folklore italico? Ho visto che avete realizzato una canzone sul tema dei Benandanti.

Marco: Storia notturna di Ginzburg è uno dei testi più appassionanti che abbia letto. Scriviamo prevalentemente di tradizione italiana perché siamo siciliani, veneti, piemontesi e pugliesi. Ogni terra ha le proprie leggende ed i propri miti; crediamo che in Italia vi siano quelli più veri, quelli che le persone hanno toccato con mano, tramandati dalle nostre nonne e vissuti sulle loro pelli. Fare di un mito un mantra, come accade nelle canzoni, è il modo migliore per farlo conoscere e mantenerlo vivo. Sentire sotto il palco persone che nulla hanno a che fare con le Antiche Tradizioni cantarlo è una soddisfazione indescrivibile. Gli antichi Dei muoiono quando ci dimentichiamo di loro, tenere il loro nome tra le parole delle persone è un po’ come farli resistere al Tempo.


9) Per curiosità: vi piacciono i Sidhe? Io li ho intervistati tempo fa, e anche loro hanno un concept pagano ed esoterico, anche se musicalmente sono diversi da voi, mentre voi indugiate spesso in atmosfere sinfoniche e anche folk.

Marco: Siamo amici dei Sidhe, in particolare del loro batterista Michele Ercolano, meravigliosa persona… collaboriamo spesso con loro a livello live. Siamo contenti che ci siano bands che come noi portano avanti l’aspetto spirituale con il loro modo di fare arte. La musica è magia, è un veicolo con il quale puoi esaltare il tuo intento magico. E’ una celebrazione vera e propria, per questo motivo tendiamo a far cadere tutti i nostri eventi più importanti nelle date sacre.

10) Se poteste scegliere... con chi collaborereste o suonereste?

Marco: Con i Pentangle.

11) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista, magari usando tre aggettivi per descrivere la vostra musica per chi ancora non vi avesse ascoltato! Grazie per aver accettato e averci parlato di voi!

Simon: tre aggettivi? Potente, evocativa, sincera 


 



Epitaph (Dark-Doom Metal)




https://it-it.facebook.com/epitaph.doom

1) Ciao e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori!

Ciao a tutti, noi siamo gli "Epitaph" e nasciamo musicalmente nel lontano 1983 come "Black Hole", trascinati nel vortice oscuro dalla mente deviata di Robert Measless, gran cerimoniere di un rito di cui noi all'inizio non intendevamo tutte le sfaccettature. Di quel lontano periodo siamo rimasti io, Nico Doomer , ora al basso ma all'epoca chitarrista, e l'inossidabile Mauro Tolly alla batteria, strumento che non ha mai abbandonato. Dopo alcuni demo e l'ormai storico album "Land of mistery" del 1985, pluriristampato poi in varie parti del mondo, dalla Germania agli Usa alla Cina, io e Mauro abbandonammo il progetto di Robert per dedicarci ad una nuova band chiamata "Sacrilege", con all'attivo un demo di metà anni '80 e ristampato in vinile l'anno scorso. Dalle ceneri di quella formazione sono poi nati gli "Epitaph"; siamo alla fine degli anni '80 e ci siamo sempre io alla chitarra e Mauro Tolly alla batteria.
Gli "Epitaph" pubblicarono tre demo e grazie anche ad una nutrita serie di concerti si fecero ben apprezzare gettando le basi per una notorietà che ha permesso di poter tornare alla grande, seppure a distanza di tanti anni carichi di rinnovato entusiasmo e di nuove idee. Da un mese è uscito il nuovo album "Crawling out the crypt" per la HR Records. 
Sta andando benissimo, al di là di ogni più rosea aspettativa; lo stiamo promuovendo con una serie infinità di concerti in Italia e all'estero, che ci stanno regalando grandissime emozioni e la conoscenza di tante band italiane e straniere che ci omaggiano della loro amicizia.
Fondamentale in questo rinnovato percorso è la presenza di Loah chitarrista insuperabile e maestro nel creare le giuste atmosfere e di Emiliano alla voce che con la sua teatrale personalità catalizza l'attenzione del pubblico coinvolgendolo nel nostro spettacolo, ricco di sorprese che non voglio svelarti.

  
2) Non credo di sbagliare se affermo che siete stati tra i primi a proporre certe sonorità oscure e Doom/Occulte in Italia. Siete anche molto longevi perché prima eravate attivi ancor prima di fondare gli Epitaph.
Potete riepilogarci la vostra carriera? Che effetto vi fa sapere che la vostra musica ha resistito all'usura del tempo? Qual è stata la molla iniziale che vi ha spinto a formare queste band?

Per quanto riguarda la nostra carriera, direi che la risposta precedente è abbastanza esaustiva. Come progenitori della scena dark italiana, è giusto citare Jacula ed Antonius Rex, progetti di Antonio Bartoncetti, un autentico sciamano della musica dark italiana e non solo. Personalmente ho un gran ricordo dei Biglietto per l'inferno. La nostra musica ha resistito benissimo al passare del tempo, mi meraviglia vedere gente apprezzare così tanto della musica di decenni fa, questo vale sia come Epitaph che come Black Hole anzi, trovo che l'interesse nei nostri confronti sia in crescita costante e questo ci da una carica davvero speciale, apprezziamo fino in fondo tutto ciò che fa parte della vita on the road, personalmente mi godo tantissimo il rapporto live con il pubblico, ogni singolo applauso mi ripaga di tante rinunce e mi fa sempre pensare: ecco perchè sono qui. La carriera mia e di Mauro è iniziata tanti anni fa nei Black Hole, spinti solo da una enorme irrefrenabile passione per la musica, probabilmente per Robert era diverso, per lui ogni cosa sul palco aveva un significato preciso, il numero delle croci, di certi versi, l'abbigliamento, lui aveva un quadro d'insieme che a noi giovani adepti sfuggiva e lui del resto ci faceva presente solo una parte di ciò. Con il tempo tanti episodi strani, il contatto con maghe e sensitive ci hanno messo in guardia dal non osare troppo in terreni a noi pericolosi. Adesso come allora rinneghiamo ogni forma di satanismo, le croci rovesciate non fanno per noi, ma adoriamo trattare certe tematiche tipiche del Doom per esprimerci attraverso metafore ed archetipi prestabiliti che diano modo di affrontare le angosce primordiali di ognuno di noi.
 

3) Vorrei che ci parlaste dei vostri album (anche quelli pre-Epitaph se vi fa piacere, a nome Black Hole) con dovizia di particolari anche sul concept e sui testi... Da cosa siete ispirati, come letture?

 I Black Hole erano un progetto nato dalla mente di Robert Measless, noi  altri due eravamo giovanissimi e interessati più all'aspetto musicale e scenografico che al vero significato di tutto ciò, curavamo quindi molto lo show con l'incoscienza della giovane età, si capiva che c'era in ballo qualcosa d'altro che spaventava chi ci stava intorno ma che a noi per i primi anni non imbarazzava. Per quanto riguarda gli Epitaph, ti ripeto,  nei testi affrontiamo le paure e le angosce di ognuno di noi con un linguaggio fatto di metafore e riferimenti alla letteratura gotica anglo americana, ci piace pensare che ognuno deve trovarci le domande che vuole, per le risposte ognuno deve fare da se.
 

4) Vi è capitato o vi capita tuttora di esibirvi live? Che ricordi avete legati a questa esperienza?

Personalmente  suono dal vivo da metà anni 80, ho macinato migliaia di kilometri per tutta l'Italia e all'estero e ricordi ne avrei da scrivere un libro. Per tutti noi avere un pubblico davanti è sempre una cosa eccezionale, direi che l'entusiasmo non è mai calato e forse mai come ora ci sentiamo la band definitiva, e non cambierei nessuno di noi  . Nell'ultimo anno ci siamo esibiti con un sacco di band, molte straniere. e questo fa parte dei ricordi da portare sempre con sé, da poco per esempio abbiamo suonato al Hammer of Doom in Germania e  credo proprio che questo resterà un ulteriore indelebile tassello nella nostra memoria. Noi comunque siamo sempre on the road, quindi basta seguire la nostra pagina Facebook per restare sempre aggiornati. Ti dico solo che anche quest'anno porteremo il nostro spettacolo ancora fuori dai confini nazionali, dove finora abbiamo sempre trovato una organizzazione invidiabile.

5) Avete qualche nuovo progetto che realizzerete nei prossimi tempi? State lavorando a qualcosa di nuovo? Potete anticiparci qualcosa?

Abbiamo molto di materiale da cui attingere, tra vecchi pezzi mai pubblicati su disco e tutti i nuovi che nascono con incredibile spontaneità non possiamo lamentarci, certo tanti gruppi ci chiedono collaborazioni per split o quant’altro e cercheremo di fare queste collaborazioni che accettiamo sempre con piacere. Ovviamente abbiamo già le idee per il nuovo album ma adesso è troppo presto per parlarne visto che abbiamo appena pubblicato un mese fa.

6) Negli ultimi tempi la scena Doom italiana si è arricchita di nuovi nomi: Homo Herectus, Confraternita del Vuoto Immenso, Black Capricorn, L'Impero delle Ombre, Doomraiser, Sonata Sinistra (intervistato proprio poco tempo fa...)... gli Abysmal Grief, anche loro caratterizzati da un forte rimando oscuro e "spiritico"... E non dimentichiamo che siamo conosciuti all'estero anche per Jacula/Antonius Rex, Paul Chain e ancora prima per il Progressive...! Che ne pensate? Tempo fa c'è stato anche un po' il dilagare del connubio Doom+Stoner... anche se personalmente io sono legata alle sonorità classiche Saint Vitus/Count Raven.
Cosa vi piace ascoltare? Come vedete il Doom nella sua essenza?

L'Italia ha una storia così importante che diventa naturale per qualsiasi forma d'arte (letteratura, musica, cinema, pittura, scultura...), attingere da essa. Per quanto riguarda le preferenze  musicali, posso dirti che i componenti degli Epitaph hanno gusti ampi e variegati, e naturalmente il doom non manca nelle nostre discografie, anche se ti confesso che suonando, diventa complicato stare al passo con le novità. Ci capita di scoprire ottime band condividendo il palco in occasione dei festival a cui siamo invitati.
 

7) Sempre in riferimento all'Italia... pochi giorni fa intervistavo la band Black Metal Ierru, che ha un concept molto interessante sulle tradizioni occulte, mitologiche, ancestrali della Sardegna... L'Italia ha sempre avuto una tradizione esoterica, e un fascino che ha sempre affascinato persone come Crowley o Charles Godfrey Leland o persino de Sade e Goethe... Pensiamo poi ad eventi storici e a fenomeni come i Benandanti, trattati da Carlo Ginzburg... Che ne pensate?

L'Italia ha una marcia in più e questo ci viene riconosciuto credimi  da tutto il movimento Doom mondiale, in nord Europa non hanno una storia come la nostra, qui trattiamo certe tematiche da diversi decenni, per noi il Doom, come lo intendo io, ha solide basi che vengono dal primissimo progressive, lo mescoliamo con sonorità primi Pink Floyd e Black Sabbath, un orecchio a tutto ciò che arriva anche da lontano anche negli anni recenti e ne nasce una musica nuova e "storicizzata" insieme, con un gusto tutto particolare. Non a caso Paul Chain, Requiem nascono in Italia, numeri  uno assoluti e chissenefrega se il successo "commerciale" bussa altrove.
 

8) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!

Tante parole non servono, c'è già tutto nella nostra musica, trovateci un messaggio nei testi, un brivido nell'ascolto e avremo raggiunto il nostro scopo, regalateci un applauso e dormiremo il nostro sonno eterno col sorriso sulla bocca.

Synful Ira (Gothic Metal)



1) Ciao e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori!

LETIZIA:

Ciao a tutti! Grazie mille per lo spazio che ci avete offerto con questa intervista e speriamo che possa incuriosire qualche lettore ad ascoltare i nostri brani!
Siamo i Synful Ira e veniamo dalla provincia di Rimini. Ci siamo formati nel 2005 ma solo dal 2007 la band ha preso questo nome appena raggiunta una formazione stabile e un’idea comune di cosa volevamo fare! In principio la band si chiamava Rising Shadows ed era poco più che un gruppetto di amici!
Abbiamo iniziato come cover band per poi passare agli inediti nel 2010 una volta acquisita un po’ di esperienza musicale.
La band attualmente è composta da 6 elementi:
Fabio Balducci (Chitarra), Laura Balducci (Chitarra), Letizia Chiozzi (Voce), Emanuele Chiozzi (Basso), Marco Renzi (Batteria) e Filippo Martignano (Tastiere)
 

 
2) Iniziamo dal vostro monicker! Synful Ira è traducibile con qualcosa del tipo "Ira Peccaminosa"... Perchè avete scelto questo monicker? Si coniuga in qualche modo con la vostra proposta musicale, negli intenti? Oppure significa tutt'altra cosa?

LAURA:

Per significare "peccaminosa" dovrebbe essere scritto con la "i", ma abbiamo scelto volutamente la lettera "y" per dare al nome un tocco di originalità, perchè grammaticalmente è un termine inesistente. Diciamo che abbiamo scelto il nome perchè aveva un bel "sound", e in questo sensosi coniuga con la nostra proposta musicale, ovvero "Synful" come qualcosa di sinfonico, melodico, dolce che si traduce nelle melodie del piano, delle tastiere e della voce melodiosa della cantante; "ira" invece come, perchè no, ira nel vero senso della parola, riferendola quindi ai sound "pesanti"e duri delle chitarre e della batteria. Anche se devo confessare che anche la voce di Leira, di natura dolce e vellutata, nel tempo ha conosciuto nuovi orizzonti in quanto a durezza e grintosità, rispecchiando "l'ira" del nostro sound.
 

 

3) Potete riepilogarci la vostra storia, fino ad ora? Primi passi, primo demo ecc.

FABIO:

La band è nata nel 2004 dalla mia idea di creare un tributo agli
Evanescence; mia sorella Laura all’epoca aveva una band di sole ragazze ma che si stava sciogliendo e così abbiamo unito le forze e abbiamo iniziato a cercare i componenti…
Emanuele Chiozzi era mio compagno all’università e suonava la chitarra elettrica ma a noi serviva un bassista quindi si convertì al basso (per poi innamorarsi del ruolo);
Letizia è la sorella di Emanuele e la conobbi studiando col fratello a casa loro e sentendola suonare e cantare “My immortal” al pianoforte capìì che avevo trovato la voce perfetta per il nostro progetto. Il primo batterista e la prima tastierista erano amici di mia sorella ma poi abbandonarono il progetto per motivi personali nel corso dei primi anni.
Marco Renzi lo conobbi nel 2005 quando suonava in una cover band di nome Sold Out abbastanza conosciuta nella zona e rimasi talmente stupito della sua bravura che 2 anni dopo gli proposi di entrare nella band appena si liberò il posto; purtroppo poi per motivi di lavoro e di studio per alcuni periodi dovette abbandonare il progetto per poi ritornare ma in quei periodi venne sostituito da un altro grande batterista e amico come Alessandro Carichini (per diversi anni anche mio compagno nel progetto Ancient Bards).
Nel 2007 usci un nostro primo cd promo cd con alcune cover che
proponevamo e successivamente un dvd live promozionale che ci fu molto utile per promuoverci nei locali.
Filippo Martignano arrivò nel 2010 e con lui iniziò la fase di
composizione dei brani inediti perché sia io che lui avevamo una gran voglia di comporre!
Fino al 2010 quindi la band ha sempre proposto solo cover di
Evanescence, Lacuna Coil, Nightwish, Epica, Delain e Within Temptation, poi nel 2010 uscì il primo cd promo di inediti dal titolo “The hard reality” contenente 5 su 12 dei brani del cd ufficiale uscito poi nel 2012 dal titolo “Between hope and fear”.
Attualmente sto componendo il secondo album ma ancora non c’è nulla di definito…

 


4) Se non sbaglio avete all'attivo un album, del quale tra l'altro ho dato uno sguardo al concept e alle lyrics, leggendolo sul vostro sito ufficiale. Per chi ancora non vi conoscesse musicalmente, diciamo che proponete un Gothic Metal molto melodico che non disdegna parti più rallentate e atmosferiche (penso all'incipit di "True Lies").Potete parlarci della genesi che vi ha portato a concepire il vostro album? Oltre al songwriting curate molto anche l'aspetto concettuale dei testi. Ho visto che quei testi riflettono l'interiorità e le vicende di un personaggio di fronte alla vita...

LAURA:

Esattamente, abbiamo scelto di affrontare tematiche "umane" quali il tradimento, la delusione, la speranza ritrovata dopo delle brutte esperienze, la paura, l'amore...ispirandoci ad una storia vera, che riguarda io credo, ognuno di noi. Ci siamo fatti guidare dalle emozioni esprimendole appieno sia nel songwriting che nella composizione musicale delle nostre canzoni; non ci siamo rifatti propriamente ad un genere musicale unico, perchè le emozioni di cui volevamo parlare non si possono "forzare" o "adattare" ad un unico settore. Le emozioni sono libere e così la nostra musica, ci siamo accorti alla fine della composizione che avevamo ottenuto un mix soddisfacente di vari generi senza cadere nella scontatezza.


 

5) Avete già suonato dal vivo? Per curiosità, quale band vi piacerebbe accompagnare on stage?

LAURA:

Certamente! Siamo nati e cresciuti on stage praticamente, la nostra esperienza in studio con i nostri pezzi inediti si riferisce agli ultimi 4 anni della nostra vita insieme. Il nostro primo concerto risale a ormai 10 anni fa, in una piccola manifestazione musicale organizzata dal liceo che frequentavo al tempo, e via via abbiamo continuato a cercare occasioni per farci conoscere e per suonare dal vivo le nostre cover.
L'apice della nostra vita "live" l'abbiamo avuto tra la primavera del 2007 e l'autunno 2008, nel quale abbiamo avuto l'occasione di farci tanta esperienza e di promuovere il nostro primo demo cover e dvd promozionale. Personalmente,nonostante siano passati tanti anni da allora, il mio desiderio di condividere il palco con band del calibro di Lacuna Coil, Evanescence, Within Temptation ecc. rimane immutato.
 


6) Cosa potete anticiparci sulla vostra attività? State lavorando a
qualcosa di nuovo? Come vi state promuovendo?
Io devo dirvi che vi ho conosciuto perchè un vostro fan vi ha citato sotto un video dei Lacuna Coil. Forse venite sponsorizzati anche dal passaparola dei vostri fans! La persona che vi ha citato sembrava molto entusiasta di voi!

FABIO:

Si, finora devo dire che il nome della band è girato più grazie ai fan che al nostro sforzo promozionale e questo ci riempie di felicità e orgoglio; purtroppo devo ammettere che noi 6 non siamo molto abili nella promozione (come direbbe qualcuno “ci manca la faccia tosta”) e quindi facciamo molta fatica a trovare date o eventi a cui partecipare o agenzie che facciano questo lavoro per noi… E senza contare l'ostruzione dei locali riminesi al nostro genere musicale... E’ un peccato perché poi quando riusciamo a suonare la gente ci fa molti complimenti e di solito torna anche la volta successiva.
Sul futuro posso dire che mi sto concentrando sul nuovo album che dovrebbe essere abbastanza diverso dal primo almeno nell’intenzione poi durante la composizione si cambia idea parecchie volte quindi vedremo; sarà comunque un concept perché mi piace pensare al disco come ad un libro che narra una storia e alle canzoni come capitoli strettamente legati…
Come promozione per l’album precedente ci siamo appoggiati all’etichetta “logic(il)logic” di Brescia che ha fatto un ottimo lavoro e di cui ringrazio i boss Stefano e Oscar. Attualmente siamo svincolati da contratti e attendiamo di vedere cosa comporremo per decidere come muoverci!
 

 

7) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!

FABIO:

Prima di tutto grazie ancora per lo spazio che ci avete concesso sul vostro blog e l’attenzione dimostrata per la nostra musica; ringrazio inoltre tutti i vostri lettori che andranno ad ascoltarsi almeno uno dei nostri brani e li invito a contattarci sulla nostra pagina facebook anche solo per darci un parere sull’album e se proprio saranno rimasti contenti lasciarci il “like” o addirittura comprare il cd :). Ma quello che veramente ci ha appagato e ci appaga è quando abbiamo saputo, o veniamo a sapere, che il messaggio delle nostre canzoni ha aiutato delle persone a stare meglio o ritrovare speranza dopo delle brutte vicende personali quindi speriamo che anche ad altri possa fare lo stesso effetto!
\m/








Vodun (Heavy-Afro-Soul-Psych band)






1) Ciao! Presentatevi ai nostri lettori!

Siamo i Vodun: Oya, Ghede and Ogoun.

2) Trovo il vostro monicker, Vodun, molto in linea con la vostra proposta. Esprime le vostre credenze spirituali, no?

I ritmi Afro sono molto interessanti e ci donano un'inclinazione
differente, "una torsione", alla vibrazione pesante, Heavy, della band. Il lato spirituale della connessione con la natura e l'aspetto dei Loa al femminile ci intrigano molto. Sento che il fenomeno della possessione è simile a quello che speriamo di realizzare durante i nostri live - dedizione personale, sudore, convulsioni e offrire tutto te stesso alla musica.

 
3) Potete riepilogarci la vostra storia: demo, primi passi, line up... tutto ciò che c'è da dire sui Vodun.
 

OYA e io (OGOUN) eravamo prima in un'altra band, gli Invasion, che aveva una line up simile. Dopo che ci siamo sciolti, ho incontrato GHEDE attraverso un amico in comune, e ci siamo ubriacate e abbiamo parlato per tutta la notte di musica e droghe psichedeliche... serata finita poi con l'improvvisare qualcosa, e così questo è quello che siamo oggi. Il nostro primo demo è stato realizzato in due giorni allo studio Holy Mountain nella zona est di Londra... Il nostro album è stato completato quest'anno in quattro giorni e registrato al Bear Bites Horse studio. L'album è molto più progressivo che l'EP - 10 tracks di pesante, folle afrobeat per jams. Penso che abbiamo catturato l'essenza del nostro live show col nostro album, ora dobbiamo solo trovare qualcuno che ci aiuti a promuoverlo!

4) Qual'è il significato del cover artwork?
Vediamo alcuni teschi, strane ali, un serpente, mani e un occhio... Il serpente è molto importante nel pantheon Africano... Penso al figlio di Mami Wata, il Serpente Dan... e il Loa più famoso di Haiti, il Dio Serpente Damballah.

Noi abbiamo dato il nostro EP a un amico e questo è stato ciò che lui è stato ispirato a disegnare. Ovviamente ha preso moltissime influenze dalla cultura Voodoo e le lyrics delle nostre canzoni (che riguardano molto alcuni Loa del Voodoo e le pratiche). Il teschio è un triplo teschio in tre forme, e ci rappresenta, noi tre, come una singola unità.

5) Avete davvero una vocalist che ha una voce potentissima! Con un forte senso del ritmo tra Doom e Stoner. Come definite il vostro stile musicale?

Noi ci definiamo Heavy-Afro-Soul-Psych ma penso che la nostra musica possa anche essere catalogata sotto la descrizione di Alternative Rock.

6) Un'altra cosa interessante sono i titoli delle vostre canzoni: 
parlate di alcuni Dei e Dee Africane... per esempio,
Erzulie, una delle mie preferite, insieme a Pomba Gira.
Altre Dee che amo sono Oya, Jemanja e Mami Wata.
Potete parlarci un po' del vostro concept?

Sì, Oya è la nostra preferita, ed è quello che la nostra vocalist rappresenta: "Oya, quando le emozioni burrascose e le circostanze tempestose prevalgono, è il conduttore al centro della distruzione e del caos. Convoglia gli spiriti del passato e del futuro, ancora sconosciuti - scatena la possessione nei canti e nelle melodie al di là della sfera terrestre. Respira con occhi grandi e spalancati, dalle sue guance soffia, poi ulula. (Oya è la Dea dei venti e delle tempeste, infatti. Nota di Lunaria).
Oya è lo spirito del cambiamento, e lei dà l'opportunità di questo, per una crescita nuova.
Erzulie è uno dei nostri titoli, (è la Dea dell'amore e della compassione), ma la canzone è più centrata sulla rappresentazione deleteria delle donne nella società (e nella religione), e come donne siamo caricate di responsabilità e fatte sentire in colpa per varie ragioni.
Aida Wedo è il Serpente dell'Arcobaleno, e le lyrics riguardano il non rinunciare nel combattere i poteri di chi sta distruggendo il pianeta. Zaka tratta un tema simile - come noi stiamo inquinando l'aria che respiriamo col nostro attuale stile di vita, e il bisogno che abbiamo di ritornare alla terra in connessione spirituale.


7) Avete già suonato dal vivo?

Oh sì. Il nostro live è qualcosa di cui noi andiamo orgogliose. Ti faccio leggere un paio di recensioni prese dai giornali, per darti un'idea:

"La band Vodun sembra più una tribù che non una rock band; nelle loro performance letteralmente rivestite di un body paint amazzonico e costumi da guerriere, possiedono un'autentica attitudine fendente, come se esplodessero dentro lo sconosciuto limite di una psychedelia selvaggia, allo stato brado" (nell'intervista in inglese si parla di "fuzzy" che significa letteralmente "ricoperto di peli", nota di Lunaria) - The Sleeping Shaman

"Ricoperte di pitture di guerra, con toghe e abbigliamento tribale, il trio sembrerebbe uscito da "Apocalypto" se Mel Gibson si fosse calato un acido mentre filmava. Con una semplice chitarra, batteria, vocals, realizzano un fracasso tremendo"  - Metal Hammer



8) Prossimi obiettivi?

Rilasciare il nostro album e poi portare il fuoco del nostro live show anche in altre regioni.


9) In Italia, è difficile trovare libri o notizie sui culti religiosi dal Brasile o dall'Africa. Ho trovato solo due libri; uno di essi "Viaggio tra gli Dei Africani" è stato scritto da Mauro Burzio, credo uno dei pochi studiosi italiani che hanno studiato la religione Africana, gli Dei e la Trance. Sono appassionata di Neo Paganesimo, specialmente Dee e Sacerdotesse,
così mi interessa leggere anche qualcosa sul Voodoo o il mondo degli Sciamani, ma l'Italia è ancora uno stato cristiano, nella mente della gente, così raramente i mass media parlano delle altre religioni... Qui, la maggior parte delle persone ancora crede in un "solo Dio", e non conoscono niente su altri culti basati su più Dei, specialmente le Dee! Ancora seguono l'idea del "Dio Padre" e del "Dio maschio"...

Sì, l'Italia è ancora trincerata nella tradizione, la credenza monoteistica e il dio patriarcale... speriamo che i tempi cambino.
(Nota di Lunaria: la vedo dura, considerato l'ignoranza teologica che dilaga in giro tra le cristianucole moderne...)



10) Ok, finite a vostro piacimento la nostra intervista :)

Grazie per averci letto. Qui c'è il video più recente per rallegrare i vostri occhi:

https://www.youtube.com/watch?v=61TbgOR94Rc


VODUN
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***


Qui l'intervista in inglese:

1) Hello and welcome here! Let's introduce yourself!

Collectively, we are Vodun: Oya, Ghede and Ogoun.



2) I find your monicker, Vodun, very cool. I suppose you have chosen this word for express your spiritual belief?

Afro-beat rhythms are very interesting and add a different twist to the heavy vibe of the band. The spiritual side of connecting with nature and the aspect of female loas are also very appealing to us. I feel the phenomenon of possession is similar to what we hope to achieve in our live shows - personal defences down, sweat, convulsions and giving yourself over to the music.



3) Can you speak about your band story: first demo, first steps, line up... all you can say about your story.

OYA and myself (OGOUN) were first in another band INVASION that had a similar line up. After we disbanded, I met GHEDE through a mutual friend and we got very drunk together and spoke all night about music and psychedelic drugs... ended up jamming and this is where we are today. Our first demo was done in 2 days at Holy Mountain studio in East London... Our album was completed this year in 4 days at Bear Bites Horse studio. The album is a lot more progressive thaN the EP - 10 tracks of heavy, crazy afrobeat style jams. I think we captured the essence of our live show pretty well with the album - now we just NEED to find someone to help us release it!



4) What is the meaning of the cover artwork? We can see some skulls, strange wings, a snake, hands and one eye... The snake is a very important element in the African pantheon... I know Mami Wata's son, Dan... and the most famous Loa from Haiti is Damballah, the Serpent God.

We gave our EP to a friend and that is what he was inspired to draw! Obviously he has taken a lot of influence from Voodoo culture and the lyrics within our songs (which also relate a lot to Vodun loas and practices). The skull is actually a triple headed skull in one form, which is representational of us as a single unit.



5) You have a powerful vocals! And a strong and heavy sense of the rhythm between Doom and Stoner. How you can named your music style?

We often refer to ourselves as heavy-afro-soul-psych, but I guess our music also falls under the broad description of Alternative rock.



6) Another interesting things are the titles of your songs: you speak about some African Gods and Goddesses... for example, Erzulie, one of my fav Goddess, with Pomba Gira. Another Goddesses I love are Oya, Jemanja and Mami Wata.
Can you speak about your concept and your lyrics?

Yeah, Oya is a favourite of ours and is what our vocalist represents: "Oya; stormy emotions and tempestuous circumstances prevail, and Oya is the conductor at the centre of the destruction and chaos. Channelling spirits past and futures unknown - she unleashes the possession in other worldly chants and unearthly melodies. With big and open eyes she breathes, blows up her cheeks, then howls. Oya is the spirit of change, and she makes room for vibrant new growth."
Erzulie is one of our song titles (after the goddess of love and compassion) but the song is actually about the misrepresentation of females in society (and religion),and how as women we are burdened with blame and guilt for various reasons.
Aida Wedo is the rainbow serpent, our lyrics of that song are about not backing down from fighting the powers that be who are destroying the planet. Zaka is a similar theme - how we are poisoning even the air we breath with the way we currently live, and the need for us to return to an earth connected spirituality.



7) Have you already played live?

Oh yes. Our live show is something we are quite proud of. Here are a couple of press quotes to give you an idea:
"Vodun feel more like a tribe than a rock band; by committing to their live performances literally clad in Amazonian body-paint and evil-battling stage costumes, they possess a genuine edge as they blast off into the unknown fringes of fuzzy psychedelia" - The Sleeping Shaman "Decked-out in war paint, bright gowns and tribal wear, the trio look a bit like something out of Apocalypto if Mel Gibson had been hitting the acid pretty hard while filming. For a simple guitar, drums, vocal set up they make an unholy racket" - Metal Hammer.


8) Next goals?

To unleash our album and then bring the fire of our live show to other regions.


9) In Italy, it's hard to find some books or news about religions from Brazil or Africa. I have found only two books about these form of religions; one of them, "Viaggio tra gli Dei Africani" (in english should sound "Journey to the African Gods") was written by Mauro Burzio, I suppose, one of few italian thinkers who has studied the African religion about Gods and Trance. I am in love with Neo Paganism, expecially with Goddesses and High Priestesses, so I am interesting reading something from Voodoo or Sciamanism, but Italy it's still a "christian place", in "people's mind" so rarely mass media, Tv, Radio or newpapers speak about other religions... Here, the most of people still believe only in "one God", they can know nothing about concept based upon more Gods, expecially Female Goddesses! They still follow the idea of "God the father... God the male".

Yes Italy is still very entrenched in traditional, monotheistic belief and a patriarchal god... Hopefully times will change.


10) Ok finish as you want and thank you! :)

Thanks for reading. Here is our most recent video for you to feast your eyes:


https://www.youtube.com/watch?v=61TbgOR94Rc

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Ierru (Black Metal)



 

1) Ciao e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori!

Ciao e grazie per la disponibilità e lo spazio!
Il progetto Ierru vuole unire le sonorità tipiche del Black Metal alle tematiche relative alla cultura sarda.
Oltre a me (Roberto - scream, chitarre e basso), al progetto hanno partecipato anche Marco Proietti (voce in growl), Marco Scanu e Marco Brivio (assoli) e Salvatore Taras (che si è occupato dell'adattamento e della traduzione dei testi in sardo-logudorese).

 

2) E' davvero interessante il vostro concept! Ma andiamo con ordine. Prima, il monicker: Ierru. Nelle note biografiche avete scritto che significa "Inverno" in lingua sarda-logudorese. Cosa vi ha portato a scegliere questo nome, in particolare?

Il nome è stato scelto perché ritenuto "evocativo" e ben rappresentativo di certe atmosfere che volevamo trasmettere attraverso la nostra musica e i nostri testi. Ierru è anche il titolo di una delle canzoni presenti nell'album, che ha come "protagonista" - appunto - l'Inverno.


3) Avete un passato negli Hieros Gamos. Volete spendere qualche parola anche su questo vostro progetto? Tra l'altro il monicker mi incuriosisce: è un riferimento mistico-pagano alle nozze sacre con il Dio o la Dea.

La nascita di Hieros Gamos risale ai primi anni del 2000. Con questo gruppo abbiamo realizzato 3 lavori: due di Black Metal abbastanza grezzo e l'ultimo di Death Metal. Non escludo che in futuro si possa produrre qualcos'altro sotto Hieros Gamos.
Il nome fa riferimento proprio a quello: il "matrimonio sacro", rituale presente in diverse culture mistiche e pagane.


 

4) Riepilogateci anche la storia biografica a nome Ierru!

Dunque, l'idea del progetto Ierru risale al 2011. All'inizio pensavo a un semplice demo di 4 tracce: poi i tempi di realizzazione si sono allungati, per vari motivi, e piuttosto che stare con le mani in mano ho continuato a comporre e son venute fuori altre canzoni. Perciò alla fine i pezzi a disposizione sono stati sufficienti per un album.
Come scritto prima, i tempi di realizzazione sono stati molto lunghi. Questa lentezza è dovuta a vari fattori, non da ultimo il desiderio di canzoni "spontanee", non "costruite" (qualche pezzo è stato escluso proprio per questo motivo, perché poco spontaneo e troppo macchinoso): infatti tutti i pezzi sono venuti fuori in modo tale da farmi pensare che in realtà fosserò gia dentro di me e non aspettassero altro che uscire!


 

5) Ora parliamo del vostro concept! Per chi ancora non vi avesse ascoltato, diciamo che suonate un Black Metal vecchio stile, con belle parti atmosferiche, impreziosito da un rimando culturale particolare: ogni brano affronta un argomento tradizionale della Sardegna, cantato in lingua sarda-logudorese (tipica della vostra città di origine, Ittiri). Vorrei che ci parlaste a fondo di "Contos de Foghile" ("Racconti del focolare"), il vostro album d'esordio, soffermandovi se vi fa piacere anche nell'esposizione dei testi dell'album.

Sì, musicalmente è Black Metal vecchio stampo, magari con un occhio di riguardo alla melodia e alla creazione di trame atmosferiche che, in qualche modo, restituiscano all'ascoltatore quanto cantato nei testi: questo volevamo proporre, nient'altro. Personalmente, essendo il compositore, non avevo alcun interesse a realizzare qualcosa di assolutamente originale o innovativo, mi bastava fare del classico Black Metal.
Per quanto riguarda i testi delle canzoni (che sono otto, effettive - oltre ai pezzi tre strumentali), ognuno affronta una particolare leggenda, figura o storia della cultura sarda. Dopo l'intro "S’Arvèschida" ("L'Alba"), la prima canzone dell'album (che è anche la prima ad essere stata composta), "Note e Nèula" ("Notte e Nebbia"), parla della maestosità della natura della Sardegna più profonda (con riferimento agli aspetti selvaggi, puri e ancestrali della stessa) e musicalmente rappresenta il pezzo più "classico"; "Su Dimòniu de su Sonnu" ("Il Demone del Sonno") è dedicata alla leggenda del demone s'Ammutadori, che coglie chi si addormenta nelle campagne, in questo pezzo abbiamo cercato di mescolare elementi heavy e qualche richiamo "epico"; con la titletrack "Ierru" ("Inverno") si torna sul classico (con largo spazio ai soli strumenti, almeno rispetto alle altre canzoni) e si affronta l'antica maestosità dei monti del centro Sardegna e del gelido Inverno che li protegge come un guardiano; "Sa Buca de s’Inferru" ("La Bocca dell'Inferno") mescola elementi classici con altri più epici e aggressivi, parla della leggenda del viaggiatore che affrontò Satana, macchiatosi del rapimento della sorella, nella propria dimora infernale; dopo l'intermezzo strumentale "Su Foghile" ("Il Focolare") arriva uno dei pezzi più melodici e struggenti, "Cussu chi Depet Èssere Fatu" ("Quello che Deve Essere Fatto"), dedicato alla Accabadora (questa è la canzone cui sono più legato, perché tratta di fatti reali e comprensibilmente delicati - è anche l'ultima canzone a essere stata composta in ordine di tempo); "Sas Ecos de sas Grutas" ("Gli Echi delle Grotte") è un pezzo quasi "marziale", almeno inizialmente, per poi virare sul melodico, parla degli "arestes" ("selvaggi") e delle grotte in cui questi trovano rifugio; "Sa Sùrbile" parla della leggenda della vampira sarda che si nutre del sangue dei non battezzati ed è un altra canzone estremamente melodica e quasi malinconica; l'ultima canzone è "S'Istradone de sa Paza" ("Lo Stradone di Paglia"), pezzo piuttosto cadenzato, che descrive la leggenda della creazione dell'Orsa Maggiore; l'album si chiude con l'outro strumentale "Su Vèsperu" ("Il Vespro").


 

6) In campo Black Metal abbiamo avuto delle band assolutamente innovative e particolari. Penso, giusto per fare due nomi dal talento notevole, ai Necromantia e agli Inchiuvatu, due band che pur avendo un tessuto Black Metal di base, sono riuscite a creare qualcosa di davvero unico e personale, per quanto riguarda gli Inchiuvatu, credo siano stati la prima band italiana ad usare il dialetto oltre che delle linee melodiche folk-sicule. Ritengo che anche voi vi stiate muovendo in questa direzione. Potete parlarci della Sardegna, a 360°, magari in riferimento a qualche tradizione esoterica? Tempo fa ho visto un bel documentario sulla Dea Madre, le cui tracce sono ancora presenti in Sardegna. Sono molto legata ai culti al femminile. Ho visto anche un filmato curato da "La porta sull'infinito", dedicato agli Sciamani, e parlavano dei Mammuttones.
Sottolineavano fortemente l'origine pagana della tradizione.

La Sardegna - non è retorico dirlo - è un continente a sé, non solo per la posizione geografica che la colloca isolata al centro del Mediterraneo: la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni hanno caratteristiche che la rendono unica. Studiandone (anche solo superficialmente) la cultura - compresa quella leggendaria, occulta, mistica ed esoterica - si può cogliere la profondità della stessa. Ritengo che la cultura sarda - in particolare quella fantastica - non abbia nulla da invidiare, ad esempio, a quella celtica: tra mostri vari e demoni, streghe e vampire, rituali ed esorcismi, fantasmi e spettri, luoghi misteriosi (dolmen, altari, pozzi sacri, menhir, nuraghe e domus de janas...) e antiche leggende che affondano le proprie radici nella notte dei tempi c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Credo che, oltre al classico nuraghe o villaggio nuragico (presenti in tutta l'isola, anche se non tutti purtroppo in buone condizioni), uno dei luoghi più "evocativi" sia "Su Romanzesu", dedicato al culto delle acque (e che per conformazione ricorda molto certi luoghi magici tipici della cultura celtica).
Inoltre, tra le figure della tradizione sarda, quella che più mi affascina è l "accabadora", la donna che anticamente praticava l'eutanasia (ne abbiamo parlato in una delle nostre canzoni): in questo caso non si tratta però di leggende, ma di storia reale!
Certo, con tutto ciò che la nostra terra ha da offrire dal punto di vista storico e culturale, è abbastanza fastidioso (per non dire offensivo) sapere che la Sardegna è conosciuta praticamente solo per mare/spiagge/estate...
Consiglio, a chi fosse interessato, di leggere alcuni libri sull'argomento (come "Sardegna Esoterica" di Gianmichele Lisai) o, per soddisfare in modo più rapido la curiosità, di visitare questo sito che tratta proprio le stesse tematiche www.contusu.it .

(Nota di Lunaria: grazie per i consigli!!!)


7) Avete già suonato dal vivo? Pensate di portare il vostro concept anche al di fuori dell'Italia?

Non abbiamo mai suonato dal vivo: la difficoltà sta nel fatto che i vari componenti abitano in luoghi distanti tra loro, quindi sarebbe abbastanza difficile poter organizzare qualcosa, purtroppo.
 


8) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista e grazie per avermi contattato!

Grazie a te per l'intervista! Ascoltate la nostra musica e, soprattutto, informatevi sulla nostra terra! Saludos!


Informazioni sulla Sardegna le trovate qui: