"Il Ritratto" e "Strega a malincuore" (Gaia Junior)

Emily assomiglia in modo impressionante a Sylvia, una ragazzina di nobili origini vissuta cent'anni prima e tragicamente affogata nel laghetto del parco della sua villa. Questa somiglianza farà sì che Emily si trovi implicata in intricate vicende in un'alternarsi di presente e passato, che coinvolgeranno anche Kevin, figlio dell'ex governante di Sylvia e Oliver, parente di Sylvia e perseguitato da incubi terribili. La scomparsa di un ritratto, un tragico gioco, un misterioso incendio: solo l'intraprendenza della coraggiosa protagonista riuscirà a far luce sulla drammatica storia.




Bridget è diversa, lo è sempre stata: può muovere gli oggetti senza toccarli, leggere nel pensiero, parlare con gli animali, vedere creature invisibili. E, se volesse, potrebbe fare molto di più... Già, se volesse... Solo che Bridget non vuole, si ribella al suo singolare "dono" e desidera soltanto essere come gli altri, anche se non è facile negare la propria natura e adattarsi alla "normalità" di una vita quotidiana piena di sofferenze, ingiustizie, egoismo. Per quanto tempo ancora Bridget rifiuterà di arrendersi al potere che le permetterebbe di aiutare Jordan, solo e disperato, o Althea, la misteriosa ragazza prigioniera di un dolore senza scampo? Per quanto tempo riuscirà a negare di essere una piccola, potente, benefica strega?



"La Tomba tra le Dune" di Hugh Scott



Trama: Frisby, seria e suscettibile, ha la pelle scura come sua madre, George, allegro e sfrenato, è biondo e pallido come suo padre; eppure i ragazzi, così diversi nell'aspetto e nel carattere, sono fratelli, o meglio, lo sono diventati grazie al secondo matrimonio dei loro genitori. Ed è proprio mentre Frisby e George stanno imparando a conoscersi, che strani avvenimenti li coinvolgono: il fantasma di una bambina orribilmente piagata si insinua nella serra, tre spaventosi spettri si inseguono senza fine fra le dune della spiaggia, e un orrendo ratto nero porta con sé la minaccia di un'antica epidemia... Con l'aiuto di Darren, i due ragazzi riusciranno a risolvere il mistero.

"Il mare sciabordava sulla sabbia lontana, cullando una bottiglia nella risacca, insinuandosi fra le dita delle alghe. Il cielo era invisibile, pallida luce nascosta dalla pioggia: una pioggia sottile e insistente, che ingoiava il mare, dissolveva la terra. E il mistero di quella proda stregata invase l'anima di Frisby: le venne voglia di piangere per i poveri morti; gridare agli spiriti che indugiavano fra le dune, per pregarli di perdonare la sua impotenza; per supplicarli di trovar pace, finalmente, e riposare nella sabbia, tra le loro ossa."



Vedi anche https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/lhorror-non-ha-eta.html


"Il Signore dei Vampiri"


Ecco una storia di sangue, di amore e di morte, della quale è protagonista assoluto il Principe delle Tenebre, che continua ad esercitare sui lettori di ogni età e di ogni censo un fascino incredibile. In questo romanzo, il Signore dei Vampiri riesce ad asservire a sé tutta una serie di vittime e, nonostante sia stato individuato e fatto oggetto di una caccia spietata, sembra che debba continuare all'infinito nella sua opera di morte e distruzione, finché...


"La figura avanzò verso la porta-finestra e allora vedemmo che era vestita di bianco. Premette il viso contro il vetro per guardare nella stanza buia tra le cui ombre aspettavamo nascosti, e potremmo distinguerne i tratti con chiarezza: era il viso di una donna, pieno di una matura bellezza se a distorcerlo non vi fosse stata la diabolica espressione di glaciale crudeltà che vi era impressa. Il volto mi parve in qualche modo familiare, con quei suoi lineamenti armoniosamente disegnati e la folta chioma bruna che le ricadeva sulle spalle. E sulla nera cornice di quei capelli, il volto si staccava mortalmente pallido. Gli occhi scuri che sondavano l'oscurità della stanza sembravano brillare di una fiamma scarlatta. Le labbra vermiglie risaltavano sul pallore cadaverico ed erano dischiuse abbastanza da mostrare i denti, anch'essi bianchissimi. Un unico indumento fluttuante le copriva il corpo, e in esso, con inconsapevole sgomento, riconobbi un sudario. Gli occhi rossi scrutavano nel chiuso della camera e non sembrarono scorgerci lì dov'eravamo acquattati nel buio."




Poeti Inglesi del Novecento


 
ALBERT EDWARD HOUSMAN

"Epitaffio a un esercito di mercenari"

Questi, il giorno in cui il cielo stava precipitando\ nell'ora in cui cedevano le fondamenta terrene,\ seguirono la loro professione mercenaria\ e presero il salario, e sono morti.

[...]

"Qui non mi dite, non occorre dire"

Qui non mi dite, non occorre dire,\ che melodia suoni l'incantatrice\ nel fieno fresco del molle settembre\ o sotto i pallidi biancospini,\ perché noi due ci frequentammo a lungo \e io conobbi qualunque suo modo. \ Su terre rosso-brune, presso l'acque immote,\il pino lascia cadere il suo cono;\[...] sopra gli acri dell'erbe andate in seme\ palpita la cangiante brunitura\ oppure allineati sotto le lune del raccolto\ stanno immobili tutta la notte i covoni; \ o si spogliano i faggi per l'inverno\ nelle tempeste e macchiano il vento di foglie.\ [...] E pieno d'ombra e fitto di colonne\ il bosco mormorava ed era mio.


DAVID HERBERT LAWRENCE 

"GENZIANE BAVARESI"

Non tutti hanno genziane nelle case
nel dolce settembre, nel lento, nel triste San Michele.
Genziane bavaresi, grandi e oscure, e solo oscure oscurando
come una torcia il giorno con il fumoso azzurro della tenebra
di Plutone, nervate e come torce, con il loro splendore di tenebra
azzurra distesa
Appiattendosi in punti, piatte sotto l'incedere del giorno bianco
fiore di torcia dell'oscurità azzurro fumante stupore azzurro
oscuro di Plutone.
Lampade nere dalle sale di Dio, bruciante azzurro oscuro
da cui proviene oscurità azzurra oscurità, come le pallide 
lampade di Demetrio esalano la luce
conducetemi allora, mostratemi la strada.

Porgetemi una genziana, donatemi una torcia
che abbia per mia guida l'azzurra, forcuta torcia di questo fiore
per scendere le scale tenebrose oscure, dove l'azzurro s'oscura
sull'azzurro.
Anche dove Persefone procede, proprio ora, dal raggelato settembre.
Fino a quel regno cieco in cui l'oscurità si risveglia sul buio
e Persefone stessa non è che una voce
o un'invisibile tenebra serrata nel buio più profondo
delle braccia plutoniche, trafitta dalla passione della densa oscurità
fra lo splendore di torce di tenebra, che versano l'ombra sulla sulla
sposa e lo sposo perduti.


WALTER DE LA MARE "ARABIA"

Son lontane l'ombre dell'Arabia
dove nel pomeriggio i Principi cavalcano
in mezzo a boschi e valli verdeggianti
sotto lo spettro della luna;
e così oscura è quella volta porpora
che i fiori nel bosco si levano
gettando il loro boccio contro stelle
fantomatiche e pallide in cieli meridiani.

Dolce è nel cuore mio la musica d'Arabia
quando uscito dai sogni nell'ombra lieve e chiara
dell'alba scorgo i fiumi che trascorrono;
odo i suoi strani liuti sulle sponde verdi
che risuonano alti con la felicità e la pena
dei musicanti dai capelli bruni
e con vesti di seta dai colori tenui
nell'intento silenzio della notte.

Vengono a visitarmi come spettri i suoi liuti e i suoi boschi
io non vedo bellezza sulla terra
che non richiami a me, da quel sogno adombrata,
tutto il suo incanto: immobili
occhi mi guardano gelidi,
e fredde voci bisbigliano e dicono: "Egli
è tormentato dal fascino
dell'Arabia lontana, gli hanno rapito il senno."


EDITH SITWELL 

"CANTO VERDE"

[...] Tutti i motivi e i desideri e la mancanza
di desideri dentro il cuore umano, ma amando tutta la vita giunge
a benedire
cose immortali vestite di una povera veste terrena - i ciechi della vita
di sotto al gelo del loro grande inverno, e coloro
per i quali l'inverno erompe in fiore, e l'estate rinasce
da un bacio a lungo inseguito.
E nelle vene l'Amore è l'equinozio
di primavera quando il sole incrocia il midollo e l'essenza del cuore
fra viridi profumi, verdeggianti gioia.
Tutti i nomi, suoni e fedi, incanti e perduti doveri
tornano ai cuori degli uomini, quei familiari dell'eccelso cielo.
E dai boschi le voci ora parlano
come da nidi di foglie - e cantano di pace,
d'amore e di fatiche, i ritmi
delle loro vite, cantano come il buio dell'inverno
fu vinto e pensano al domani, quasi l'ieri
non fosse stato, né l'antica pena
del solitario spettro, e il Tempo parve solo il pulsare di un cuore
sopra un cuore,
e la Morte il dolore della terra che nuovamente volge in primavera
quando gli amanti si incontrano dopo la pioggia d'inverno.
E quando ce ne andremo essi vedranno
nella grandi mattine generate dalle nostre vite,
memoria di noi, lo stelo d'oro del giovane
fiore dai lunghi petali del sole nell'aria impallidita
fra la rugiada... Non siamo forse tutti di una sostanza medesima,
uomini, terra e pianeti, nati dal cuore del buio e nuovamente
diretti al buio, madre consolante,
per il breve sonno dell'inverno? O mio calice del fiore de
mondo, tu spirito
che muovi sulle acque, luce sul petto della colomba.


WILFRED OWEN

"CASI MENTALI"

Chi sono questi? Perché siedono qui nel tramonto?
Per che ragione oscillano, ombre purgatoriali,
con lingue penzoloni da mascelle che sbavano
(...) quale panico lento
scalpellò questi abissi attorno alle loro orbite consunte?
(...) Uomini la cui mente fu incantata dai Morti.
(...) Passando a guado paludi di carne vagano senza aiuto.
(...) Perciò le loro pupille, in tormenti si ritraggono ancora
nei loro cervelli, perché al loro senso la luce del sole
sembra una macchia di sangue; la notte giunge
nera di sangue; e l'alba si spalanca come una ferita
che nuovamente sanguini. Così le loro teste portano
quest'ilare, orrenda, tremenda falsità di cadaveri
che fissamente sorridono. Così le loro mani si stringono
l'un l'altra; sciolgono i nodi di goména del loro flagello;
e ghermiscono nei che le colpimmo, fratello,
e ci azzannano, ché a loro offrimmo soltanto guerra e follia.

VERNON WATKINS

"MUSICA DI COLORI - IL FIORE BIANCO..."

Il fiore bianco, bianco, bianca conchiglia; il Nazareno
cammina nell'orecchio; bianco toccato da anime che sanno
la musica per cui il bianco è visto, il bianco
che acceca, da corde e aureole, finché non c'è più bianco
visibile ai due poli, né bianche
sono più le colline della Scitia, né la regina di Marlowe.
La schiuma parve bianca finché questa
neve non cadde. Ora la spuma è grigia, e l'onda opaca.
Non chiedere più nulla che sia bianco, fummo ingannati. Il
diluvio
di Noè muore, l'arcobaleno vive. Eppure
dal diluvio delle illusioni uno sconosciuto colore si salva.




Ariosto (in edizione lussuosa)

Non sono una Bibliomane rinascimentale (il mio secolo preferito è l'Ottocento, e parlando di Rinascimento ho voluto comprare solo Tasso e Ariosto) ma quando ho visto l'Orlando Furioso (https://intervistemetal.blogspot.com/2019/01/lorlando-furioso-riassunto.html) in questa edizione lussuosa e illustrata, non ho resistito a comprarlo, anche se in effetti, ne avevo già una copia 😅 e poi i soldi andavano in beneficenza, perciò... 😁

Ecco una prima selezione delle illustrazioni, prossimamente farò uscire anche le altre

Vedi anche https://intervistemetal.blogspot.com/2019/08/dipinti-e-incisioni-depoca-dedicate-ai.html