Speed Metal: riflessioni sul significato che ne veniva dato negli anni '80

Anche questa domenica sono andata alle bancarelle del vintage 💜😍 uno degli eventi che amo di più insieme alle bancarelle dei cd e vinili... ravanando in giro sono riuscita a trovare due vecchi numeri di HM

https://intervistemetal.blogspot.com/2025/06/hm-1998.html

che letti al giorno d'oggi dimostrano come all'epoca etichettare questo o quello in modo certosino non fosse proprio "la priorità" (praticamente si usava solo "Heavy Metal", "Glam", "Thrash", "Power" e "Doom" usati raramente, e per definire quelle prime band estreme "che già andavano oltre il Thrash": "Death" e "Speed Metal"... esatto! 😂 nel calderone dello Speed ci finivano le prime band "proto Black Metal" 😂)

Leggendo l'intervista agli Onslaught, ad esempio, 

mi è venuto persino da ridere, quando l'intervistatore chiedeva "cosa ne pensassero del Thrash Metal" (risposta: "è una moda, si esaurirà ben presto" 😂😂😂) 

e, in più, gli Onslaught stessi definiti e auto-definitisi "Speed Metal" (😂) usandolo "nell'eccezione che noi oggi diamo al termine Black Metal" 😁 La cosa paradossale è che oggi il termine "Speed Metal" manco si usa più e lo si intende come "una variante del Thrash" mentre all'epoca (1987) almeno qui in Italia lo usavano per definire "le band che suonavano estreme e con testi satanici" 😂




Infine chiudo riportando due lettere dall'angolo dei lettori (😃)

La prima non riesco a capire se fosse seria o se fosse quella che oggigiorno chiamiamo "trollata" 😂: la lettera di tre paninari "che apprezzavano l'HM"



 
E la lettera di una dolce Metallara 🥹🖤🤘  (checché ne pensi una certa vulgata, le ragazze metallare negli anni '80 erano presenti e molto appassionate, e infatti ho trovato diverse lettere e pure annunci proprio leggendo le riviste di quel periodo)



Infine, i teneri disegni dei lettori 🥹🖤🤘





🥹🖤🤘

"Il Manichino Tragico" di Achim von Arnim

Ludwig Achim von Arnim (1781-1831) fu esponente del protoromanticismo tedesco, come testimoniano la raccolta di canti popolari "Il Corno Meraviglioso", le novelle del "Giardino d'inverno" e il romanzo "Povertà, ricchezza, colpa ed espiazione della contessa Dolores"

In questo volume sono raccolti due racconti fantastici di von Arnim, "Il manichino tragico" (1812) e "L'invalido pazzo del forte di Ratonneau" (1818), vicende di amore, intrigo, follia e morte che confermano che "con una crudeltà costante, Arnim mette a nudo larve la cui vita è tanto più spaventosa quanto l'ambiente in cui sorgono è meno spettrale. Il regno interiore di questo poeta è un regno di morte: ma ha lo stesso aspetto del mondo quotidiano. Non sono i pericoli di un inferno fuori della nostra esistenza che lo insidiano, ma quelli che la vita racchiude in se stessa e uno sguardo troppo acuto scopre dappertutto"

La "giusta scenografia" per un Capolavoro...

 Non potevo non omaggiare questo Capolavoro (https://intervistemetal.blogspot.com/2025/07/nuovi-acquisti-doom-metal.html) nella "giusta scenografia".... 💜💀, posando "come modella"... 😍







P.S adesso mi è pure venuta la mania di girarmene con i libretti dei cd nella borsa da "sfoggiare" appena vedo qualcosa che voglio rivendicare come "Nostro" (di Noi Metallari 😁)... anche se ovviamente sono e saranno tutti lazzaretti, cappelle o nicchie votive, le "chiese moderne" non mi interessano 😖











Breve introduzione ad Huxley

Info tratte da


Huxley Aldous Leonard (1894-1963): esordì con un volumetto di versi "The Burning Wheel" (1916), in cui riesce chiaro l'influsso esercitato sul giovane letterato dai simbolisti francesi.

Il suo libro più famoso "Brave New World" ("Il Mondo Nuovo", 1932) è un romanzo fantastico-satirico che si colloca nella tradizione della narrativa avveniristica di H.G.Wells e Orwell.

Il libro, che fu un successo, presenta un quadro del mondo nell'era moderna in cui la scienza e il progresso ne avranno cambiato il volto e lo spirito.

La descrizione di una società in cui il progresso scientifico e la meccanizzazione hanno ormai annientato ogni senso di civiltà spirituale crea un'allucinante atmosfera d'angoscia.

Neppure la fine del romanzo riesce a portare una luce di speranza in questa apocalittica visione.

Successivamente Huxley compila un'antologia poetica illustrata, "Texts and Pretexts", sulla letteratura inglese e francese.

Nel 1936 esce "Eyeless in Gaza" ("La Catena del Passato", in italiano) [Nota di Lunaria: Eyeless in Gaza è anche il nome di una band dark wave] narrato senza alcun ordine cronologico, secondo la tecnica della giustapposizione dei tempi: l'interesse di Huxley si sposta sulla politica, sul pacifismo e la filosofia mistica. 

Con "Il tempo si deve fermare", 1944, Huxley ritrova la freschezza delle sue opere migliori; "La scimmia e l'essenza", 1948, è un altro romanzo che riflette su un orripilante mondo futuro.

L'ultimo libro di Huxley, "Brave New World Revisited" (1958) è un saggio sull'uomo visto come automa compiacente.


Edmund Spenser: "La Regina delle Fate", i versi più belli

Spenser rivendicato come Mio sulla Mia Gonna di Velluto Viola

IL PRIMO LIBRO DELLA REGINA DELLE FATE: 

LA LEGGENDA DEL CAVALIERE DELLA ROSSA CROCE, OVVERO DELLA SANTITà

Nota di Lunaria: delle volte il Poeta al posto della "u" ha inserito la "v", come in "upon", che diventa "vpon" e le parole che finivano in -ss, come "Goddess" le trovate come "Goddesse"


Canto Primo

1 Un nobile cavaliere andava a spron battuto per la valle, rivestito di un'armatura possente; sullo scudo d'argento restavano, a crudele ricordo di sangue e tenzoni, i segni di ferite profonde (…)

A Gentle Knight was pricking on the plain,

Y cladd in mightie armes and siluer shielde,

wherein old dints of deepe wounds did remaine, 

the cruell markes of many a bloudy fielde (...) 


2 Portava sul petto una croce rosso sangue, il caro ricordo del Signore che muore (...)

But on his brest a bloudie Cross he bore,

the deare remembrance of his dying Lord (...)


3 Era votato a una mirabile avventura, a lui assegnata dalla grande Gloriana, la grande e gloriosa regina della Terra Fatata (...)

Vpon a great aduenture he was bond,

the Greatest Gloriana to him gaue,

the Greatest Gloriana Queene of Faerie lond (...)


4 Gli cavalcava accanto, su un piccolo asino più bianco della neve, una dama leggiadra; ella era ancor più bianca, ma celava quel candore sotto un velo che ricadeva in morbide pieghe; si era avvolta in un manto nero, come chi pianga per interno lutto (...)

A louely Ladie rode him faire beside, 

Vpon a lowly Asse more white then snow,

yet she much whiter, but the same did hide

Vnder a vele, that wimpled was full low,

and ouer all a blacke stole she did throw

as one that inly mournd: so was she sad (...)


7 Forzati a ricercare subito rifugio [a causa di una tempesta] scoprirono non lontano un bosco ombroso, che prometteva aiuto ad affrontare la burrasca; l'estate rivestiva orgogliosamente gli alberi, tanto alti e frondosi da celare la luce del cielo e da impedire che penetrasse là il potere delle stelle; era percorso da sentieri e da ampi vialetti, che s'addentravano nel folto, consunti d'orme; essi vi entrarono, parendo loro un bel ricovero.

Enforst to seeke some couert night at hand,

a shadie groue not far away they spide,

that promist ayde the tempest to withstand:

whose loftie trees yclad with sommers pride,

did spred so broad, that heauens light did hide,

not perceable with power of any starre;

and all within were pathes and alleies wide,

with footing worne, and leading inward farre:

faire Barbour that them seemes; so in they entred arre.


8 Avanzano così (...) Lodano molto gli alberi, che sono alti e dritti; (...) la quercia costruttrice, sovrana della foresta intera, il pioppo tremulo che dà verghe e il funebre cipresso.

And foorth they passe (...) Much can they prayse the trees so straight and hy (...) the builder Oake, sole king of forrests all, the Aspine good for staues, the Cypresse funerall.


Canto Secondo

7 Quando la bella Aurora dalle rosee dita, stanca del letto color zafferano di Titone antico, ebbe disteso l'abito color di viola per l'aria rugiadosa e Titano ebbe discoperto gli alti colli, la vergine regale si ridestò dal sonno e si levò dal basso giaciglio; cercò subito il cavaliere, solo per scoprire che era fuggito, assieme al nano che sempre la serviva; vedendosi abbandonata, prese a piangere e lamentarsi.

Now when the rosy-fingred Morning faire, 

weary of aged Tithones saffron bed,

had spred her purple robe through deawy aire,

and the high hils Titan discouered,

the royall virgin shooke off drowsy-hed,

and rising forth out of her baser bowre,

lookt for her knight, who far away was fled,

and for her Dwarfem that wont to wait each houre;

then gan she waile e weepe, to see that woefull stowre.


30 Mentre siedono là (...) sviò la mente da nobili pensieri e volle intrecciare con quei rami verdi una ghirlanda per la sua fronte squisita; spiccò allora un ramoscello, ma dalla lesione vennero piccole gocce di sangue, che scesero stilla a stilla.

(...) As they sit (...) and thinking of those braunches greene to frame

a girlond for her dainty foredhead fit,

he pluckt a bough; out of whose rift there came

small drops of gory blond, that trickled downe the same.


31 E poi udì una voce pietosa urlare: "Trattieni la mano dalla colpa, e non strappare le membra che sono rinchiuse in questa corteccia [uomo un tempo e ora albero, trasformato da una maga crudele]

Therewith a piteous yelling voyce was heard,

crying. O spare with guilty hands to teare

my tender sides in this rough rynd embard (...)


Canto Settimo

22 Oh voi, tristi strumenti della vista dolente, che qui vedete questo spettacolo di morte, perché ancora vi nutrite dell'aborrita luce e trovate piacere nel guardare le cose terrene? (...) La notte eterna a me nasconda una vista così tetra!

Ye dreary instruments of dolefull sight,

that doe this deadly spectacle behold,

why do ye lenger feed on loathed light,

or liking find to gaze on earthly mould (...)

And let eternall night so sad sight fro me hide!


Canto Nono

33 Vengono in breve dov'è la dimora di quel malvagio, in una fonda grotta situata sotto una roccia sbrecciata, oscura e tetra e luttuosa come una tomba ingorda che brami sempre carne di morti; vi dimorava in cima lo spettrale gufo, il quale, stridendo la sua nota funesta, teneva lontano da quel luogo ogni uccello allegro, mentre, all'intorno, spiriti erranti si dolevano ululando.

Ere long they come, where that same wicked wight

his dwelling has, low in an hollow caue,

farre vnderneath a craggie clift ypight,

darke, dolefull, drearie, like a greedie graue,

that still for carrion carcases doth craue:

on top whereof aye dwelt the ghastly Owle,

shrieking his balefull note, which euer draue

farre from that haunt all other chearefull fowle;

and all about it wandring ghostes did waile and howle.

 

34 Tutt'intorno, su quelle balze frastagliate, erano sparsi vecchi tronchi e spuntoni d'alberi, dove non crescevano né foglie né frutti; erano stati forca a molti sventurati, le cui carcasse erano sparse sull'erba o gettate sulle rocce. (...)

And all about old stockes and stubs of trees,

whereon nor fruit, nor leafe was euer seene,

did hang vpon the ragged rocky knees;

on which had many wretches hanged beene,

whose carcases were scattered on the greene,

and throwne about the cliffs.


Canto Undicesimo

7 Metti da parte, bella Dea, il canto tuo furioso, fino al tempo in cui canterò del sanguinoso Marte e dei campi britanni macchiati del sangue pagano, e delle guerre che opposero la grande Regina delle Fate e il re pagano (...)

Faire Goddesse lay that Furious fit aside,

till I of warres and bloudy Mars do sing,

and Briton fields with Sarazin bloud bedyde,

twixt that great faery Queene and Paynim king (...)


54 Il drago cadde, esalando, col respiro, la vita, la quale si dissolse in fumo e nuvole veloci; il drago cadde, e gemette la terra, inetta a risollevare un tale peso (...)

So downe he fell, and forth hid life did breath, 

that vanisht into smoke and cloudes swift;

so downe he fell, that th'earth him vnderneath

did grone, as feeble so great load to lift (...) 


Edmund Spenser omaggiato con i Cradle of Filth (giustamente)




Sonetto 34

Sì, come nave che per l'Oceano
in rotta sia tenuta da una stella,
se una burrasca oscura la sua guida,
alla deriva va vieppiù smarrita;
io, la cui stella celano le nubi,
che guidarmi solea con il suo raggio,
ora nel buio, sconfortato, erro,
ovunque, circondato dai perigli.
Ma spero ancor, passata la tempesta,
la stella guida di mia vita, Elice,
veder nel suo splendore riguardarmi 
con luce che dissipi la mia pena.
Sino ad allora vagherò scorato,
triste e pensoso, mesto e addolorato.

Sonnet XXXIIII

Lyke as a ship through the Ocean wyde
by conduct of some star doth make her way, whenas a storme hath her trusty guyde, out of her course doth wander far astray.
So I whose star, that wont with her bright ray me to direct, with cloudes in ouercast, doe wander now in darknesse and dismay, through hidden perils round about me plast.
Yet hope I well, that when this storme is past my Helice the lodestar of my lyfe
will shine again, and looke on me at last,
with louely light to cleare my cloudy grief.
Till then I wander carefull comfortlesse,
in secret sorow and sad pensiuenesse.




Nuovi acquisti Doom Metal!

 Sto cercando di comprarmi l'intera discografia 😍💜


Li adoro dal 2000, quando rilasciarono "Exsequia Occulta" 💀


Ma di loro, nel negozio di cd di Rho, ero riuscita ad ordinare solo "Misfortune" (2009) e "Strange Rites of Evil" (2015)


Poi, con l'aiuto di Mary sono riuscita anche a fare l'ordine online per "Mors Eleison" (2006), "Blasphema Secta" (2018) e "Reveal Nothing" (2016)

TUTTI CAPOLAVORI! 😍💀

Ma mi mancano ancora (😭) l'album omonimo del 2007, "Feretri" (2013) e "Funeral Cult of Personality" (2021)... Tra l'altro voglio anche la maglietta, poi sei possibile la toppa e pure la spilletta! (sarebbe un sogno averle 😍💜)

Li adoro tanto, nel Doom sono i miei preferiti insieme a Saint Vitus e Candlemass...


La mia Sacra Trinità del Doom 💜😍

Poi, anche se sono più ascrivibili al Prog e allo sperimentalismo, adoro anche Il Segno del Comando, che ho visto live a Busto Arsizio qualche tempo fa (tra i migliori concerti della mia vita)






che emozione 😍





eh sì, ho ancora lo speciale uscito verso il 2000 su Metal Shock con tutta la storia del Doom Metal! 😍



Si capisce che li adoro e mi rappresentano al 100%? 😁...😍




John Steinbeck (breve introduzione)

Info tratte da

John Ernst Steinbeck, nato in California. Dopo una movimentata educazione scolastica, Steinbeck esercitò umili mestieri: visse di pesca, insieme alla moglie, sulle rive della Monterey Bay.

Bracciante, impiegato in zuccherifici, pescherie e sterratore, giornalista a New York, fu scoperto dagli editori nel 1934 con "Tortilla flat" ("Pian della Tortilla"); aveva alle spalle già due romanzi: "La santa rossa" (1929), con protagonista il bucaniere Henry Morgan, e "Al dio sconosciuto", 1933, ambientato nelle campagne della California, con protagonista un contadino che convertitosi ad una religione pagana, onora un dio della fertilità, uccidendosi sull'altare di questo dio silvano durante una siccità.

La campagna e i contadini appaiono di frequente nell'opera di Steinbeck, nei suoi racconti nella raccolta "I pascoli del cielo", ambientati in una comunità agricola di una valle californiana. (vedi anche https://intervistemetal.blogspot.com/2024/03/la-letteratura-americana-di-fine-800-e.html)

Nel 1936 appare "La battaglia", la cui scena e lo svolgimento espressivo sono diversi dai toni steinbeckiani: in questo romanzo, infatti appare una vena comica e fantastica-lirica.

Ma il suo capolavoro è "Furore", una rappresentazione epica del dualismo fra la potenza dei ricchi e l'avvilimento dei miseri.

Un tentativo di risolvere la denuncia sociale in chiave simbolica, seguendo Dostoevskij, fu considerato "Uomini e Topi" (1937) i cui protagonisti sono due diseredati.

Durante la Seconda Guerra Mondiale uscì "La Luna è tramontata" (1942) ispirato alla resistenza norvegese durante l'occupazione tedesca. "Vicolo Cannery" è del 1945, romanzo che riprende la vita e l'ambiente di "Pian della Tortilla".

Citiamo anche i racconti, come "La corriera stravagante" (1947) e "La Perla" (1947) che hanno intenti allegorici.

Nel microcosmo della carriera o nella parabola della ricchezza che porta sventura c'è sempre il tentativo da parte di Steinbeck di dare un giudizio morale e sociale sul suo tempo, anche se qui manca la forza dell'impegno oggettivo che costituisce il pregio dei precedenti romanzi.