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Secondo una leggenda calabrese, Re Carnevale, sovrano forte e potente, governava un vasto regno con saggezza e giustizia.
Le porte del suo palazzo erano sempre aperte e chiunque poteva mangiare cibi prelibati.
Ma i sudditi, invece di rallegrarsi di avere un sovrano così generoso, approfittarono del suo buon cuore, si presero tanta confidenza, da costringere il buon re a non uscire più dal suo palazzo, per non essere sbeffeggiato.
Egli, allora, si ritirò in cucina e rimase nascosto, mangiando in continuazione.
Ma un brutto giorno, di sabato, dopo essersi abbuffato, si sentì male e capì che stava per morire: la sua ingordigia lo aveva rovinato.
Tutto sommato era felice per la vita allegra che aveva condotto, ma non voleva andarsene così, solo abbandonato da tutti, proprio lui, il potente Re Carnevale... si ricordò di avere una sorella, molto diversa da lui, Quaresima, che lui aveva scacciato da corte.
La mandò a chiamare e lei, generosa, accorse: gli promise di assisterlo e di farlo vivere altri tre giorni, domenica, lunedì, martedì, ma in cambio pretese di essere l'erede del regno.
Re Carnevale accettò e passò gli ultimi tre giorni della sua vita divertendosi il più possibile. Morì la sera del martedì e sul trono salì Quaresima. Governò con leggi dure e severe, ma in fondo benefiche.
Sono vecchio e rubicondo,
conosciuto in tutto il mondo.
Sono amante del buon vino
ma ho un cuore da bambino.
Canti, balli, frizzi e lazzi,
tutti ridon come pazzi.
Travestito e mascherato
su di un rogo sono bruciato.
Ma ogni anno a primavera,
sia di giorno che di sera,
torno e porto l'allegria
di Arlecchino e compagnia.
"Chi vuol essere lieto sia"
vi saluto e vado via,
ma un altr'anno, bene o male,
tornerò Re Carnevale.
Questa è la leggenda. Ma cosa significa "Carnevale"?
L'origine del nome è dubbia: l'ipotesi che sembra incontrare più consenso è che derivi dall'espressione "carnem levare" (togliere la carne) e starebbe a indicare solo l'ultimo giorno di festa, il martedì grosso, o meglio, il primo giorno di Quaresima, cioè il mercoledì delle Ceneri, nel quale non si dovrebbe mangiare carne.
In ogni caso il Carnevale indica il periodo di festa e divertimenti che precede la Quaresima, intesa invece come momento di penitenza, digiuno e purificazione in attesa della Pasqua.
è difficile stabilire quando sia nato il Carnevale; alcuni aspetti tipici delle feste carnevalesche sono presenti già nelle celebrazioni religiose dei popoli antichi: per esempio, gli Egizi adoravano i cherubs, buoi provenienti dall'Etiopia. In un giorno prestabilito il bue, bardato a festa con manti e corna d'oro, veniva condotto per le vie di Menfi (antica città dell'Egitto) circondato da una folla di persone travestite e mascherate.
Al termine dei festeggiamenti, che duravano sette giorni, gli animali venivano sacrificati, facendoli annegare nel Nilo, tra le danze e i banchetti.
Feste simili si ebbero in Grecia, dedicate a Dioniso, con un corteo di uomini, donne e bambini che facevano feste danzando e cantando mascherati.
A Roma si festeggiavano i Lupercali e i Saturnali.
Con l'arrivo del cristianesimo, le feste pagane vennero cristianizzate.
Per esempio, i Saturnali divennero "La Festa dei Pazzi", che consisteva nell'elezione di un papa scherzoso che veniva condotto a cavallo per la città; altra festa era quella dell'Asino in cui una processione di popolo e clero accompagnavano un asino, sul quale sedeva una bellissima fanciulla con un bimbo in braccio, a ricordare la Fuga in Egitto, fino alla chiesa, dove veniva celebrata una specie di messa buffonesca.
Nel '500 vi erano feste sfarzose e spettacoli organizzati con tanto di "trionfi", dei carri addobbati a carattere storico-romano o simbolico (Amore, Morte, Castità...) e canti carnascialeschi.
In seguito, queste feste vennero proibite.
Comunque, con l'uccisione simbolica del Carnevale, il martedì grasso, ci si liberava dai mali dell'inverno e ci si augurava il benessere per la stagione che iniziava.
Nel '600 il Carnevale si rinnovò grazie agli spettacoli della Commedia dell'Arte da cui derivarono figure come Arlecchino, Pulcinella, Colombina.
Per conoscere le vere origini (infere) di Arlecchino ( https://intervistemetal.blogspot.com/2024/12/arlecchino-gioppino-e-il-rogo-della.html ) vedi:
Per conoscere le vere origini pagane di Pulcinella, vedi:
Infine concludiamo con qualche nota legata ai Carnevali italiani.
In Valle d'Aosta (Bosses) compaiono maschere di diavoli con abiti rossi e tridente; altri invece prendono le sembianze dell'orso bianco. Le maschere tradizionali sono il Toc e la Tocca, che indossano abiti da montanari.
Il Carnevale piemontese oltre a Gianduia, ha Gipin, la maschera che simboleggia l'allegria del montanaro, insieme alla moglie Catlina e al figlio Gipinot.
Il martedì grasso si svolge il corteo dei carri allegorici tra i quali sfila anche il Babi, un grosso rospo che alla fine viene processato e bruciato sulla piazza in segno di buon augurio (Nota di Lunaria: il libro è del 1984, oggi non so se questi riti vengono ancora eseguiti)
In Piemonte si combatte anche "La Battaglia delle Arance", che commemora un fatto leggendario del Medioevo: la ribellione del popolo verso un tiranno che angariava i sudditi e violentava le fanciulle. Quando la malcapitata fu Violetta, la figlia del mugnaio, la ragazza dopo essere fuggita aiutata da un cavaliere, convinse il popolo a ribellarsi. Il despota fu ucciso da Violetta, mentre il popolo bruciava il castello. Le arance, protagoniste dell'attuale battaglia, simboleggiano la testa del marchese.
In Sicilia si portava in giro il Nannu, il fantoccio raffigurante il carnevale morente, vestito con abiti stracciati, pipa in bocca e coppola sul capo; costruito dai ragazzi, viene posto davanti alla porta delle case ed esposto agli scherzi dei bambini. A volte accanto al Nannu viene messa la Nanna, sua moglie. Alla sera i pupazzi verranno bruciati.
Per approfondimenti sulle feste italiane che prevedono il rogo del fantoccio (maschile o femminile) e altre pratiche pagane legate a riti stagionali, vedi:
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| https://intervistemetal.blogspot.com/2019/05/saltner-mamuthones-benandanti-e-culto.html |




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