Sulla Kenosis e la natura umana nell'Incarnazione

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"Secondo il pensiero cristiano, Dio si svuota della sua divinità, e facendo così non la perde, ma la riveste di umanità (*)  Un Dio che è in forma umana, amata a tal punto da assumerla nella sua interezza (*) conferendole una dignità eccelsa. (**) Dio non ha paura di uscire da se stesso per venire "incontro alle sue creature" facendosi uno di noi. (**) Questo modo di fare di Dio ci fa capire che l'essere umano realizza se stesso uscendo da sé, e non restando chiuso nel suo egoismo. Dio avrebbe potuto agire diversamente, salvando l'uomo "dall'alto" senza diventare umano, invece ha deciso di stabilire un rapporto di reciprocità con l'essere umano, perché è una caratteristica dell'Amore venire incontro agli altri."

Frase di Madre Teresa tratta da

"Se qualche volta la nostra povera gente è morta di fame, ciò non è avvenuto perché Dio non si è preso cura di loro, ma perché non siano stati uno strumento di amore nelle sue mani per far giungere loro il pane e il vestito necessari, perché non abbiamo riconosciuto Cristo quando è venuto ancora una volta, miseramente travestito, nei panni dell'uomo affamato, dell'uomo solo, del bambino senza casa e alla ricerca di un tetto. Dio ha identificato se stesso con l'affamato, l'infermo, l'ignudo, il senzatetto; fame non solo di pane, ma anche di amore, di considerazione da parte di qualcuno. Quando Cristo ha detto "avevo fame e mi avete dato da mangiare", non pensava solo alla fame di pane e di cibo materiale, ma pensava anche alla fame di amore. Anche Gesù ha sperimentato questa solitudine. Ogni essere umano che si trova in quella situazione assomiglia a Cristo nella sua solitudine; e quella è la parte più dura, la fame vera."

(*) Nota di Lunaria: l'incarnazione di Dio in un corpo maschile è un problema dal punto di vista femminile, visto che dei due sessi, Dio ne sceglie uno solo, lo usa "come forma materiale" e vive le sue esperienze terrene come maschio, ma non anche come femmina. 

Riporto qui le argomentazioni di Mary Daly  (https://intervistemetal.blogspot.com/2020/04/i-capolavori-di-mary-daly.html)

"Non è tuttora insolito che preti e ministri cristiani, posti di fronte al discorso della liberazione della donna, traggano argomenti a sostegno della supremazia maschile dall'affermazione che Dio "si incarnò" esclusivamente in un maschio. In effetti la stessa tradizione cristologica tende a giustificare tali conclusioni. Il presupposto implicito - e spesso esplicito - presente per tutti questi secoli nella mente dei teologi è che la divinità non poteva degnarsi di "incarnarsi" nel "sesso inferiore" e il "fatto" che "egli" non lo abbia fatto conferma ovviamente la superiorità maschile. 

(Nota di Lunaria: si vedano Sprenger e Kramer nel "Malleus Maleficarum": "E sia benedetto l'Altissimo che finora ha preservato il sesso maschile da un così grande flagello [la stregoneria]. Egli ha infatti voluto nascere e soffrire per noi in questo sesso, e perciò lo ha privilegiato")  

"L'idea di un salvatore unico di sesso maschile può essere vista come un'ulteriore legittimazione della supremazia del maschio (...) In regime di patriarcato un simbolo maschile sembra proprio il meno indicato ad interpretare il ruolo di liberatore del genere umano dal peccato originale del sessismo. L'immagine stessa è unilaterale per quanto concerne l'identità sessuale, e lo è proprio dal lato sbagliato, perché non contraddice il sessismo e glorifica la mascolinità." 


(**) Infatti il problema dell'indegnità, per i maschi e dei maschi, non si è mai posto: non solo perché tutte le ideologie religiose del passato sono androcentriche, e tutte pontificano di superiorità maschile e\o hanno Dei maschili, ma è evidente che dal punto di vista concettuale cristiano se Dio si è fatto esclusivamente maschio, il loro sesso, la loro psico-fisicità maschile è stata elevata ad una dignità eccelsa; Dio stesso "riverbera" la virilità, la fa sua dal punto di vista corporale. è la psicofisicità femminile che è stata del tutto ignorata, da questo Dio, che non si è incarnato anche in un corpo femminile. 

è proprio pensando a questo fatto che l'Aquino e molti altri teologi cristiani hanno pensato che "Non era da Dio farsi femmina: si è fatto maschio perché é il sesso più nobile"; basti citare la questione 92 dell'Aquino, nella "Summa Theologiae", tanto per farsi un'idea della misoginia cristiana 

(che comunque, e facciamo pure contenti i cristiani che "cercano lo scaricabarile", è innegabile che si forma anche su quella pagana, così "non sono solo i cristiani dell'antichità ad essere misogini, lo erano anche i pagani"; contenti? Adesso che ho ribadito che anche i pagani greco-romani erano misogini e l'Aquino riprende Aristotele, siete più contenti? Non ho mai negato questo fatto, mi limito solo a far notare che il cristianesimo rispetto al paganesimo ha tolto il concetto di Dea, e in più è andato dietro alla misoginia pagana... almeno i pagani avevano un concetto di Dea, limitato a "moglie o sorella del dio maschile", ma per lo meno, ce l'avevano...).

Ad ogni modo, per tentare di salvare il salvabile e anche perché non sono ignorante sugli ultimi sviluppi della teologia cattolica, per onestà culturale riporto anche che alcuni teologi moderni hanno comunque tentato di pensare Maria come ipostatica nello Spirito Santo (ipotesi rifiutata dalla Chiesa Cattolica, ovviamente, e peraltro non si trova neanche nessun versetto biblico che "la possa sostenere", anche se il "piena di grazia" potrebbe essere un indizio o comunque, per chi ci crede, lo potrebbero essere certe apparizioni della Madonna, tranquilli, non sono ignorante e ho studiato anche questa faccenda della vostra religione...) oppure "sua collaboratrice", quasi come se l'azione dello Spirito Santo, su questa terra, fosse "associata a Maria" e viceversa (cosa che comunque viene accettata dalla Chiesa Cattolica); mi è capitato di leggere anche analisi teologiche che parlano di Maria come "Specchio del volto di Dio" o una sorta di figurazione dell'amore materno di Dio; altrimenti, hanno tentato di affermare che la natura umana femminile è stata glorificata e innalzata in Maria; ma resta il fatto che Maria non è una Dea, quindi se anche prendo per buone queste analisi teologiche cattoliche moderne che tentano di includere la femminilità nelle loro analisi a Dio, anche per scusarsi di 2000 anni di misoginia (scuse che posso anche accettare, sapendo che là fuori ci sono comunque cristiani di buon cuore e sinceramente dispiaciuti per i crimini della loro religione e che vogliono porci rimedio), resta il fatto che per il cristianesimo solo il maschio Cristo è Dio; la femmina non è Dio, manca un'incarnazione femminile di Dio.

Infatti, sempre ri-citando Mary Daly:

"Si è obiettato che oltre a non essere donna, Gesù non era nero, né anziano, né cinese, ecc. Questo sembra implicare che le donne non siano gli unici "outsiders". Il problema non sta nel fatto che il Gesù dei Vangeli era maschio, giovane e semita, bensì nell'identificazione esclusiva di questa persona con Dio in modo tale che le concezioni cristiane della divinità e dell'immagine di Dio sono tutte oggettificate in Gesù. La premessa basilare di questo tipo di ortodossia è che "Dio venne" nell'uomo (maschio) Gesù, e solo in Gesù - donde l'ostacolo che viene descritto dai suoi difensori come lo "scandalo della particolarità".

"Ho già osservato che il testo paolino "in Cristo non c'è... maschio né femmina", funziona in questo modo, perché semplicemente e palesemente ignora il fatto che Cristo è un simbolo maschile e perciò a tale livello esclude la femmina." 

Nel cristianesimo, il maschile è assunto come paradigma del genere umano.

"L'uomo è principio e fine della donna come Dio è principio e fine della creazione" (Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, commentando le frasi di san Paolo e Genesi)

"Il Signore è l'archetipo del Maschio" (Hans von Balthasar, Teologo del '900)


Se anche la donna è fatta "a immagine di Dio" come l'uomo, come, comunque, fa notare la teologia moderna (quella antica se ne è ben guardata dal riconoscere la piena Imago Dei alla donna...) dobbiamo chiederci "che cosa", "chi" è Dio. 

La Trinità tutta al maschile (Dio Padre, Dio Figlio e uno Spirito Santo sotto forma di colomba ma citato con termini maschili) permette l'inclusività della femmina?

Se la donna "è fatta a immagine di Dio" come riconosce la teologia moderna, dopo secoli di misoginia, perché il loro Dio, quasi sempre, viene ancora considerato, nel linguaggio e nelle raffigurazioni, maschile e paterno?

"Il sacerdote è simbolo di Dio. Perciò il sacerdote deve essere maschio. Il linguaggio maschile in riferimento a Dio diventa così una legittimazione esplicita dell'esclusione delle donne dalla gerarchia ecclesiastica." (e quindi, dell'esclusione della donna, della femminilità, nelle immagini di Dio) 

Aver bisogno di un salvatore maschile non è forse un segno inconscio o meno, di masochismo e mancanza di autostima femminile?

"Il fatto che Gesù è un maschio limita la sua missione redentrice?"

Teologi di tutti i tempi hanno commentato che "Gesù è l'uomo in cui si manifesta la perfezione di Dio in un volto maschile". Mentre Maria non è certamente "la donna in cui si manifesta la perfezione della Dea in un volto femminile" bensì "La serva del Signore"

"Nel Nuovo Testamento il Cristo-Logos è specificatamente identificato col principio divino maschile, che rispetto alla chiesa femminile, è come il capo che domina il corpo. Questo diventa pure il modello del predominio maschile e della subordinazione femminile nel matrimonio. Implica infatti che le donne possono rappresentare soltanto la parte sottomessa del dualismo, non la parte dominante della Chiesa" 

(Questa visione la si trova anche nei domenicani Institoris e Sprenger che affermano che le donne appartengono al mondo demoniaco proprio perché Cristo ha scelto il corpo maschile; basandosi su questo, ecco che il corpo femminile è visto come indegno, inadeguato. Si consideri che il Malleus Maleficarum è servito per torturare e perseguitare milioni di donne in quanto donne) "La tradizione mistica e quella androgina gnostica sono chiaramente androcentriche. 

Le donne si salvano sopprimendosi in quanto donne. Secondo il Vangelo degli Egiziani, Gesù dichiara: "Sono venuto a distruggere le opere delle femmina" e nel Vangelo di Tommaso "Io la guiderò in modo da farne un maschio, cosicché anch'essa possa diventare uno spirito vivente che somigli a voi maschi. Infatti, ogni donna che diventa maschio entrerà nel Regno dei Cieli."

 Il fatto che Gesù sia maschio è un limite alla sua efficacia redentrice per le donne: per il semplice fatto che tale Dio si è limitato da sé all'essere solo maschio: c'è una psico-fisicità femminile che questo Dio cristiano non ha voluto assumere su di sé.

Perché?

Ad ogni modo, come ho detto, per onestà culturale riporto anche le testimonianze che ho trovato, in tanti anni che leggo libri di teologia, che parlano di una maternità di Dio e\o di Maria come "collaboratrice dello Spirito Santo" o di "volto materno di Dio". 

Dato gli insulti che abitualmente ricevo dai cristiani ogni volta che tento di "parlare di teologia e di teologia femminista" (anni fa su un sito mi hanno letteralmente linciata virtualmente), riporto le foto delle pagine, tanto per dimostrare che i libri in questione li ho letti e che non sono "i miei fantasiosi miraggi, le mie frottole".

Inoltre, sperando di fare cosa gradita ai cristiani gentili e intelligenti che ammettono che ho una conoscenza teologica sulla loro religione avendo letto centinaia di libri sulla loro religione, (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/06/escile-le-copertine-dei-libri-1.html) metto queste prove anche perché alcuni di questi libri sono di difficile reperibilità e almeno farvi vedere con i vostri occhi le pagine in questione può essere qualcosa che sarà utile alle vostre ricerche su questo tema. 
























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