Ernesto de Martino, l'Esistenzialismo e il Death e Brutal Death Metal (LOL)


Con una veste grafica rinnovata, a cui ho aggiunto anche una bella lista di band Death e Brutal Death Metal 💀 perché lo Slowly We Rot Obituaryano è la pura Essenza dell'Esistenzialismo Brutale (😂)
Insomma, dove non osarono arrivare Sartre ed Heidegger (😂) sono arrivate le band Death Metal e Brutal che ci dicono senza mezze misure che lentamente imputridiamo!
Ma soprattutto velocemente schiattiamo in questa società di normaloidi! (😡😭)

Il Nulla e il problema dell'uomo (1950) di Enzo Paci

Il mito, le forme primitive, e pur sempre presenti nella vita religiosa, il rito magico, rivelano la struttura esistenziale dell'uomo. Il fine che uno studioso come de Martino si propose è un'interpretazione "storicistica" del magismo, contro la condanna antistorica del mondo magico. (...) Che il concetto di inconscio possa essere utile ad una ricerca filosofica e storiografica non è un punto di vista accettabile per uno storico di educazione crociana [...]

Se vogliamo intendere la natura - questo concetto solo a prima vista determinabile e sostanzialmente equivoco - come momento utilitario, natura è il mondo del bisogno, il modo di sentire, natura è il timore del primitivo di perdere la sua personalità, il rischio di perdere la presenza, l'esserCi (Nota di Lunaria: concetto esistenzialista di matrice Heideggeriana) - quel rischio che è l'angoscia, dove si esprime la volontà di esserci come presenza davanti al rischio di non esserci. Questa angoscia del Nulla che pone la necessità dell'esserci si può certo considerare impulso, sentimento, natura come attività. Schopenhauer direbbe "volontà di vivere" ma possiamo dire "attività vitale"; in ogni caso è proprio l'amorfo "cosa in sé" che minaccia il primitivo poiché il suo timore è quello di essere di nuovo inghiottito dall'inconscio dove ogni rappresentazione del mondo è perduta e dove, perduta la rappresentazione, è perduta anche l'anima. (...) Il de Martino ci fa notare che "il semplice crollo della presenza, lo scatenarsi di impulsi incontrollati, rappresentano soltanto uno dei due poli del dramma magico: l'altro polo è costituito dal momento del riscatto della presenza che vuole esserci nel mondo."

(...) Lo stato di angoscia non formato dal mito o dalla filosofia, per la psicologia moderna e per il de Martino è malattia e anormalità in quanto è il disgregarsi dell'uomo e cioè disgregarsi delle forme spirituali delle quali se una viene a mancare non esiste più l'uomo e non esiste quindi il mondo storico dell'uomo, la storia. Di fatto il parlare di un dramma esistenziale che attraverso il rischio costruisce una visione del mondo significa tener presenti tutte le categorie o le forme; se l'uomo potesse essere stato solo natura non ci sarebbe, perché l'uomo non sentirebbe di essere minacciato e di perdersi nel nulla perdendo il rapporto che lo costituisce, il rapporto tra il pratico e il teoretico, tra l'economico e la legge morale, tra l'agire e il sapere, tra l'azione e la coscienza. (...) Il primitivo in preda al dramma esistenziale è in preda al diabolico, e quindi alla colpa e al peccato, e la sua crisi esistenziale insorge quando ha commesso una colpa o quella che crede una colpa. Il rito magico del riscatto è rito di salvezza morale, di rinascita che riscatta in un ordine il caos insorgente. 

Il de Martino si serve con grande chiarezza dei due termini di situazione iniziale e di situazione finale. Il dramma del riscatto si pone per il primitivo come dramma di peccato e di salvezza. Attraverso il riscatto dello stregone, tutta la comunità si apre al riscatto, può accedere alla salvezza. In questo senso lo stregone si configura come un vero e proprio Cristo magico, mediatore per tutta la comunità dell'esserci nel mondo come riscatto dal rischio del non esserci.

[...] Il dramma esistenziale di cui parla il de Martino è il dramma eterno della storia come pensiero e come azione, o come Vico l'intendeva, il dramma del dualismo tra la ragione e la barbarie, tra lo spirito e la natura, giacché ogni fare è una crisi dove, con la libertà, si affronta il rischio e ogni conoscere è dominio demiurgico del fare e infine trasposizione della pura economicità a forma etica di civiltà nella quale gli individui si salvano morendo alla loro mera economicità, o al loro peccato, per rinascere, appunto, come il Cristo, sul piano della verità etica. Questo dramma soteriologico, presente come struttura in tutte le religioni umani, e come il de Martino ha ben visto, nello stesso mondo magico, non è altro che la dialettica del trascendentale, e, volendosi esprimere in termini crociani, la dialettica delle quattro forme dello spirito delle quali il vario rapporto e il vario entrare in crisi e il ricostituirsi in una nuova sintesi ci danno appunto il variare della storia dove tra le categorie o forme non c'è mai pace - poiché la storia allora finirebbe - ma un variarsi della loro armonia, variare che dà il loro volto alle diverse epoche storiche (...) La dialettica delle forme nella sua intima essenza è la dialettica del divenire e dell'essere, del mondo dell'opinione e del mondo delle idee, del mondo della potenza e del mondo dell'atto, della res extensa e della res cogitans, della volontà e della rappresentazione, della cosa in sé e della legge ideale, dell'esistanza dello spirito e, come Vico voleva, del mondo di Tacito e del mondo di Platone.

L'Esistenzialismo, scrive il de Martino, ha posto in risalto un punto oscuro, un problema irrisolto del razionalismo moderno: l'individuo come dato. Ma in luogo di allargare la coscienza storicistica di tale razionalismo sino a sciogliere la concrezione di questo dato dal dramma storico del farsi magico della presenza, ha spinto la sua polemica tanto oltre da mandare in pezzi ogni forma di razionalismo e da promuovere a dignità di pensiero non la soluzione del problema, ma l'esperienza della crisi, sia pure appassionatamente vissuta. 

Che l'Esistenzialismo riproponga problemi già vissuti dal Romanticismo è mia vecchia convinzione; che esso sia stato o sia uno stato d'animo è ora più che mai evidente nei letterati esistenzialistici, e che il suo dramma sia un dramma magico-soteriologico credo di averlo dimostrato studiando sia Novalis, che Mann, Rilke, Eliot e Proust; che l'Esistenzialismo ci riconduca ai problemi della psicologia contemporanea come psicologia del mito credo sia sostenibile; tuttavia una volta posto in luce il carattere negativo dell'Esistenzialismo e la sua funzione storica, nonché la connessione tra l'utile e l'esistente, bisogna notare che esiste un Esistenzialismo positivo e che proprio di esso si serve il de Martino. I concetti usati dal de Martino, di situazione iniziale e di situazione finale, sono tipici dell'Abbagnano, dove costituiscono la fondamentale categoria della struttura nella quale lo sforzo dell'essere di conquistare se stesso come esistenza vale "non slo rispetto alla situazione iniziale" (Heidegger) né solo rispetto alla situazione finale (Jaspers) ma nell'unità della situazione finale con la iniziale. A proposito del concetto di struttura dell'Abbagnano ho già scritto: "L'esistenza dell'uomo non è, in altre parole, né il rivelarsi del Nulla alla nostra coscienza, la contemplazione di sé della morte, l'essere per la morte come angoscia, come decisione anticipatrice della morte (Heidegger); né è la solitudine dell'uomo di fronte alla trascendenza, l'indicazione negativa dell'esistere." [...] la nullità dell'opera umana (Jaspers). La struttura dell'esistenza porta in sé il movimento verso la trascendenza come costitutivo dell'esistere stesso, che accetta il proprio rischio... nel destino inteso come missione, creatività, opera. Ciò è abbastanza in accordo con il "rischio" di cui parla il de Martino, che poi diventa ritorno a una situazione armonica dopo la perdita dell'equilibrio nell'angoscia, per cui la magia diventa "restauratrice di orizzonti in crisi" e possibilità di accettazione, di decisione, di azione, dopo la salutare crisi esistenziale, durante la quale "ogni invito all'azione è un'insidia alla presenza", oppure l'azione è assurda, demoniaca, folle. Per il de Martino si esce dal dramma esistenziale solo "accettando il rischio" e solo "trascendendosi" nel senso esistenzialistico accenna: "il mago è colui che sa andare oltre di sé, non già in senso ideale ma proprio in senso esistenziale". In tal senso Nietzsche, almeno secondo il mio punto di vista, si può dire un "mago" per quanto un mago non sconti duramente le sue illusioni. Il fatto che il de Martino sia arrivato, attraverso vie tutte diverse, mi sembra, a queste posizioni esistenzialistiche, credo sia tutt'altro che privo di significato. Penso però che i giochi anche in questo, come ho detto, lo scambio tra la storicità e l'eternità della filosofia. L'Esistenzialismo del de Martino è proprio quell'approfondimento del concetto di trascendentale che egli cerca come "un nuovo modo di filosofare" mentre egli crede che tale modo di filosofare gli derivi dall'esperienza del mondo magico.


Nota di Lunaria: eh, non sarebbe un post lunariale senza un "quid" che lo renda un post lunariale 😃 Perciò abbelliamo il tutto con un po' di Death e Brutal Death Metal, visto che ne abbiamo sempre parlato poco, non essendo noialtre propriamente dentro la scena Death\Brutal, anche se conosciamo abbastanza bene la discografia essenziale e storica del genere. 

Non che nei testi delle band in questione si citi il de Martino (o Sartre o Camus o Heidegger) proprio no, però, ci piace il motto Obituaryano dello "Slowly we rot" che identifica alla perfezione cos'è l'esistenza umana (specialmente nella società dei normaloidi): Lentamente imputridiamo. 

O meglio: velocemente la società dei normaloidi mi fa schiattare prima del tempo, ché ero stazionaria dal 2004 e per merito della società dei normaloidi tirannoidi sono diventata un po' meno stazionaria.

Insomma, più che imputridirsi lentamente, qua si schiatta in fretta, nella società dei normaloidi. 😡 Comunque il motto Obituaryano resta sempre un gran bel manifesto esistenzialista, di un Esistenzialismo bello cruento, diretto e splatter (vade retro ateneo e vade retro linguaggio husserliano!), perciò in questo post parlo anche di Death e Brutal, pur non essendo così appassionata del genere, ma come si fa a non voler bene al Death Metal, e soprattutto a non voler bene ai Death Metallari  💘😍  che vorrei tanto vedere per strada, e invece mi tocca vedere i trappettari e i normaloidi 😖


Iniziamo dai Possessed, i padri del proto-Death Metal con il fantastico "Seven Churches"


Per poi passare direttamente ai miei preferiti, i Morbid Angel!




sul trono del Death Metal classico insieme a Loro: Death, Deicide e Obituary


Chuck, non ti abbiamo mai dimenticato 😭💔








Passiamo poi alla variante più tecnica e sperimentale del Death, il Techno Death della Sacra Trinità Cynic-Atheist-Pestilence











a cui aggiungiamo subito dopo anche i (oggi poco menzionati) Nocturnus


e i Benediction e Incubus



Tra i nomi seminali della scena Brutal Death menzioniamo i Cannibal Corpse, i Six Feet Under e i Vomitory




Tra gli italiani, Desecration (1991!)



Sadist ed Alligator, storici, e tra i primi a fare Death in Italia 



Attivi ai giorni nostri, i Cadaveric Crematorium


(che per la cronaca, ho regalato al mio migliore amico 😁)

Becerus (che ho pure intervistato https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/becerus-death-metal.html)



 Infine, menzioniamo anche i Dismember


e i Sinister del periodo "con Rachel alla voce" (Girl Power in Death Metal!)

in ordine sparso senza metterle in ordine di preferenza e validità (sono tutte importanti!) primi Entombed, primi Carcass, Napalm Death, Incantation, Immolation, Suffocation, Malevolent Creation, At the Gates, primi Sepultura, Bolt Thrower (primo gruppo Death Metal della mia vita che vidi nel 1998 sulle riviste Metal e di cui lessi le interviste)  


(ok, dai, a fine elenco mettiamo anche i Dark Tranquillity, almeno dei primi cd, anche se qualche Deathster duro e puro storcerà il naso, essendo già "Death Metal melodico" 😆)


The Providence

Anni fa avevo recensito The Providence, pubblico volentieri un aggiornamento sulle sue attività musicali!

allloooora, carissima amica di recensioni di vecchia data 😄 mi avevi chiesto la mia storia, non è che abbia tante cose da segnalare quindi farò abbastanza in fretta, purtroppo mi è sparito il sito ufficiale per cui devo ricordare, e la mia memoria fa veramente schifo 🤣 comunque, tutto è iniziato nel 2008 quando era ancora vivo il myspace, in una sezione del forum pubblicai per gioco un brano creato con i synth del mio mac, senza avere assolutamente l'idea di creare una band, era solo un gioco, e niente il primo commento che mi arrivò fu "fa schifo" ahauhau il pezzo era "coming you" il primo del mio debutto "the fear remains the same", quel pezzo in quell'occasione si chiamava "stiamo arrivando", successivamente quando presi la decisione di creare un progetto integrai la musica con l'audio dell'esorcista e iniziai a dedicare ogni brano che facevo ad un film horror preciso. Dopo quel commento comunque mi contattò il mio vecchio amico Patrick che suonava nei Thy Nature che mi disse "continua che quello che hai fatto è bello", essendo che io ho una grande opinione della sua persona gli ho dato retta e così è uscitò il mio primo demo cd. C'ho preso gusto e l'anno dopo nel 2009 è uscito un 7 tracce chiamato "the seven doors of the providence", si capisce che a me piace fare le citazioni famose, nel primo caso la citazione era "the song remains the same" dei led zeppelin, e nel secondo "l'aldilà" di fulci. nel 2011 raccolgo i primi 2 ep, o demo cd o come li vogliamo chiamare, c'aggiungo qualche inedito e considero quell'album come primo full lenght album, distribuito dall'etichetta Audio Ferox, entusiasti della mia musica sono spariti immediatamente dopo che mi hanno spediti 10 cd omaggio, ancora oggi mi chiedo che fine abbiano fatto, così giusto per curiosità, è un mistero... Lo stesso anno mi contatta un giovane regista, Francesco Bernardini che mi chiede la mia musica per il suo corto "Occhi" e ovviamente gliela concedo visto che si dimostra una bravissima persona. Fino a quel momento il sound era un dark ambient diciamo, qualcosa del genere, ma l'amore per il metal nel 2013 riprende il suo posto e inoltre ho voglia di cantare, quindi il sound si evolve più nella direzione dei metal band, ricordo che il progetto è sempre una one man band anche se le cose poi cambieranno un po', l'album che esce nel 2013 si chiama "The Bloody Horror Picture Show" (altra citazione famosissima) e mi procura un contratto con la Black Widow e riceve buone recensioni. Nel 2016 esce il terzo full lenght "return to morningside" (morningside è il cimitero del film Fantasmi di Don Coscarelli, e la copertina invece continiene citazione da Twin Peaks e Ammazzavampiri), e la novità più importante è che io mi occupo solo del songwriting e la voce, non suono più nessun strumento anche per motivi fisici, ma la cosa positiva è che chitarre e basso le suonerà il mio produttore artistico Kris Laurent (Cadaveria, Ardours, Calvary ecc) e le parti di chitarra diventano molto più fighe visto che lui è bravissimo. La cosa più bella però è stata creare assieme più che l'esecuzione. Dopo quel cd inizia anche un sodalizio con il regista Federico Tadolini, che più di una volta usa la mia musica per i suoi corti horror gore. 

Nel 2017 faccio uscire un ep di 3 cover, 1 fake live, 1 inedito e 1 remake, il mini cd si chiama Evil Dread (altra citazione culto, ma quanto mi piace farle 😂)

Finito questo inizio a lavorare alle demo del prossimo album che come successo nelle ultime occasioni poi manderò a Kris Laurent che ci lavorerà, allo stesso tempo lavoro al progetto "heavy metal italiano contro la sclerosi multipla", creato da me e dove coinvolgo artisti come Steve Sylvester, Flegias, Trevor, Pino Scotto, e tantissimi altri, il progetto è durato parecchi anni, è stato difficilissimo farlo ma alla fine nel 2022 finalmente è online, con lo scopo di raccogliere fondi da donare all'aism per la cura alla sclerosi multipla. nel 2024 esce l'ultimo album "Hillemon" (https://theprovidencehorrormetal.bandcamp.com/album/hillemon-2024), stavolta però è un concept su una possessione demoniaca, registrato sempre con la stessa formazione, io alla voce + songwriting e kris laurent chitarre basso + songwriting. da qui credo non farò più nulla, hillemon probabilmente è il mio canto del cigno.

Tutta la musica di The Providence è caricata qui: https://theprovidencehorrormetal.bandcamp.com/


Andark (Symphonic Black Metal\Avantgarde)

Li cercavo da tanti anni, non avendoli mai dimenticati da quel fantastico primo singolo pubblicato su "Psychosonic!" 😍. E il destino ha voluto che potessi trovare per caso Emanuele, che suonava negli Andark. Ecco l'intervista! 😁

Gli Andark nel periodo di "Regnant Aura"

1) Ciao e benvenuto! Per me è un onore intervistarvi, visto che non vi ho mai dimenticato! Da quando Psycho! pubblicò, nel 2001, il vostro singolo "The Last Embrace", vi ho sempre avuto nella mia lista di ascolti di "Metal italiano", insieme a tante altre band di quel periodo che, come voi, vennero pubblicate sulle compilation di "Psycho!": Cassandra, Burial Place, (https://intervistemetal.blogspot.com/2017/06/burial-place-symphonic-black-metal.html) Evil Bards, Presences, Abgott, Ghoul, Melan Nephos Thanatou (https://intervistemetal.blogspot.com/2014/01/melan-nephos-thanatou-symphonic-black.html), Sacradis, White Lilith, Lifend, Elivar... e altre che pur non venendo pubblicate su Psycho!, passarono su altri giornali e compilation: Art Inferno (https://intervistemetal.blogspot.com/2021/08/intervista-agli-art-inferno-un-sogno.html), Revenant, Interitus, Nefarium, Abhor, Morning Rise, Agarthi poi noti come Fiurach, Diableria, Svenia, Bloody Mary... Sono state, loro e tante altre di cui si è persa traccia, le mie prime band Metal, insieme a quelle straniere (molto più famose), in un'epoca dove "la cultura Metal te la facevi con i cd di Psycho! e leggendo le recensioni", perciò le ricordo sempre con affetto e nostalgia... Presentati ai nostri lettori!

Sono Emanuele “Dubhe”, il bassista degli Andark. Ti ringrazio per la calorosa accoglienza, e per avermi dato la possibilità di parlare ancora del progetto artistico che, in assoluto, mi ha dato più soddisfazione a livello personale.



Hai fatto bene a contestualizzare il periodo: stiamo parlando dei primissimi anni 2000, l'ultima fase “pre-social networks”. Lascio ai lettori le ovvie considerazioni sui cambiamenti avvenuti. Apprezzo molto le numerose citazioni di tanti gruppi che ammiro, e che meritano la massima considerazione. Ci ha accomunato l’appartenenza a stili musicali “di importazione”, e di nicchia. A titolo personale, sono convinto che le band italiane emergenti di quella specifica epoca avrebbero avuto riscontri ben maggiori, se solo fossero nate, e avessero operato, in altri contesti geografici più congeniali.


2) Andark: perché sceglieste questo monicker? Che significato ha, oltre a rimandare all'oscurità con quel "Dark"?

La pronuncia corretta sarebbe "Endark", che richiama il senso di "fine dell'oscurità"...andare oltre un confine. Siamo nati nella grande galassia del movimento Dark, ma avevamo chiaro fin da subito di volere andare oltre. Ciò si rispecchia anche nella scelta dei titoli dei nostri lavori successivi al nostro debut album (Evil.ution e Different)


3) Puoi riepilogare le vicende della tua band? "Regnant Aura" fu il vostro esordio (e da quel demo venne estratto "The Last Embrace" che venne pubblicato su "Psychosonic") e come vedi, a distanza di così tanti anni (2001-2024!) c'è ancora gente, come me, che se lo ricorda, non ha mai smesso di cercarvi anche online (ci speravo prima o poi di trovarvi per chiedervi l'intervista!) Puoi parlarci di tutto quanto ha a che vedere con questo cd?  Scelta dell'artwork, testi, tematiche… 


di base, si trattava di un Black Metal sinfonico e struggente, quella tipica teatralità barocca (che adoro) tipica del Symphonic Black Metal di quel periodo lì...

L’esordio è stato complesso, per la difficoltà di riuscire a raggiungere una formazione stabile; un problema che ci ha rallentato non poco, specialmente per l’organizzazione dei live. L’ossatura della band era però già definita, il che ci ha consentito di dare alla luce Regnant Aura, che rientra a pieno titolo nei canoni del black metal sinfonico. Esso contiene una intro strumentale, e due brani completi. La scelta di Psychosonic è ricaduta su “the Last Embrace” per questioni di mera durata, ma noi avremmo optato per “Astral Fire Glitters”, che rispecchiava meglio le nostre potenzialità (da grandissimo ammiratore degli Opeth, non mi faccio problemi se un brano dura più della media!). Siamo rimasti stupiti dall’apprezzamento della critica e degli ascoltatori, oltre ogni ragionevole aspettativa, con recensioni apparse anche su testate oltre oceano. Riascoltandolo dopo tanti anni, con più esperienza, riconosco che si tratti di un lavoro ancora un po’ immaturo e ancorato agli stilemi del periodo, specialmente dal punto di vista degli arrangiamenti. I testi, invece, si discostano già nettamente dai canoni del black metal. Fin da subito abbiamo privilegiato tematiche introspettive, riflessive, poetiche in senso lato (con tutto il rispetto per i veri poeti). L’artwork è una piccola chicca per chi conosce la nostra zona di origine: la copertina raffigura l’Orrido di Nesso, una bellezza naturalistica del Lario, una cascata a pochi chilometri da Como. Non sempre c'è bisogno di arrivare fino ai fiordi norvegesi per ammirare degli scorci incantevoli!


4) Poi avete rilasciato altri due album "Evil.ution" e "Different", che hanno rappresentato l'approdo verso altre sonorità, distanti da "Regnant Aura", più sperimentali, delle volte "electro-friendly" e moderne: il Symphonic Black del vostro esordio riemerge ancora, così come certe sonorità Gothic decadenti e atmosferiche, ma tutto suona molto più ibridato a forme destrutturate ed avantgarde; tra l'altro la voce femminile "recitativa" l'avete usata principalmente per "Regnant Aura".  Come mai questa evoluzione? Come venne accolta?

"Evil.ution" ha rappresentato, a mio parere, il meglio della nostra capacità compositiva. A differenza del lavoro precedente, non cambierei una virgola di ciò che abbiamo inciso. Sono passati 21 anni dalla sua gestazione, eppure lo considero un prodotto che potrebbe essere tranquillamente pubblicabile e vendibile come se fosse stato registrato la settimana scorsa. Il perché di questa evil.uzione era scritto nel nostro DNA. Eravamo istintivamente portati alla sperimentazione e alla commistione di generi. I pareri di critica e pubblico erano trasversalmente discordanti (dunque, abbiamo raggiunto il nostro intento: disorientare). I puristi, scettici… gli innovatori, entusiasti. Abbiamo estremizzato questo percorso con il successivo (e ultimo lavoro) "Different", che però non abbiamo avuto il tempo di produrre in modo adeguato per la diffusione al pubblico. Lo abbiamo registrato "in casa". Non posso pertanto rispondere alla domanda sul giudizio della critica (lo rendo disponibile per chi fosse interessato). In sintesi, abbiamo definitivamente abbandonato le sonorità black, entrando a tutti gli effetti nel mondo del metal “industrial”.


5) Ricordo la vostra intervista su Grind Zone 2 (2003), con in copertina i Darkthrone! Cito dall'intervista in questione:  "Band da tenere d'occhio quella degli Andark, sestetto comasco che si è presentato a Grind Zone con un mini autoprodotto il cui buon valore musicale è rafforzato da una veste grafica professionale". 

gli Andark, nella foto pubblicata su Grind Zone

In effetti, in quella intervista, era stato da voi dichiarato che "non ci poniamo mai barriere mentali e non siamo chiusi verso alcun genere... né al Metal né a nient'altro. Forse per capire tutto questo basta la definizione che noi diamo della nostra musica: Avantgarde Extreme Music". 

Mi ricollego alla domanda/risposta precedente: cinque elementi, cinque punti di vista completamente diversi; il che spiega perché ogni singolo brano richiedeva molto tempo per essere portato a termine, e spiega anche perché non è stato più possibile etichettarci in un genere ben definito dopo il debut album, se non accatastando sfilze di aggettivi uno dopo l’altro. Si è creata una alchimia particolare che non poteva essere riprodotta in alcun modo, se non con noi cinque. Quando si sono manifestate delle divergenze interne, purtroppo non sanabili, la conseguenza logica è stata quella di interrompere l’esperienza della band. Non potevano esistere gli Andark con dei nuovi innesti, se non cambiando il nome, eventualmente. Mi manca molto quel periodo; provo una grande nostalgia, e sono orgoglioso di avere collaborato a questo progetto. Ti confesso che non ho mai accettato lo scioglimento, di cui sono stato spettatore, e che mi fa ancora soffrire tanto.


6) Riusciste ad esibirvi live, all'epoca?

Abbiamo avuto la fortuna di fare tanti concerti, e di collaborare per serate live con gruppi di spessore. Cito solo l'ultima nostra esibizione, che è stata a Bologna, in un festival con headliner i Clan of Xymox, e con DJ set di Jussi dei 69Eyes. Anche nei live, ci facevamo “riconoscere”. Il nostro outfit era completamente bianco, volutamente opposto al classico nero. Delle proiezioni, sincronizzate ai brani, facevano da contorno. Mi permetto una piccola divagazione: ci hanno recensito anche sulla rivista “Tutto”, che nulla aveva a che fare con il metal! Una vittoria per tutti noi metallari!


7) Bene, concludi a tuo piacimento e grazie per avermi concesso questa incredibile opportunità: intervistarvi! Sono sicura che tra i miei lettori c'è chi non vi ha mai dimenticato e chi, magari all'epoca ancora bambino, verrà ad ascoltarvi e a conoscervi adesso!

L'incredibile opportunità è quella che offri tu ai tuoi fortunati lettori. C’è un universo fatto di tante band che vale la pena di (ri)ascoltare. Non essendoci più un canale ufficiale degli Andark, gradirei che chiunque potesse mettersi in contatto direttamente con me, per ricevere del materiale gratuitamente, o per una semplice chiacchierata tra vecchi e nuovi amici. (mailander81@gmail.com)


"Cordelia Clark" (Gaia Junior)


Un "figliol prodigo" ammaliatore ed egoista che provoca una catastrofe familiare; una nuova ragazzina che arriva in città per seminare feroci antagonismi e gelosie tra amici di vecchia data; una adolescente che scopre la pochezza del padre idolatrato e che si rende conto che gli adulti non possiedono tutte le risposte; una studentessa silenziosa e bruttina il cui unico pregio è quello di saper ascoltare che col tempo si rivela un "vampiro" assetato dei segreti altrui…

Dieci racconti dove si esplora la complessità dei sentimenti, passioni, folgoranti esperienze che accompagnano l'adolescenza.