Il Tetragrammaton Femminile (Binah) e l'Aurora Consurgens

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La donna nell'Esoterismo ha sempre avuto una triplice funzione: Iniziatrice, Tentatrice, Madre Divina.

In quanto musa ispiratrice, Madre, essa è l'iniziatrice che dà accesso al Sapere.

Iside svelata è la Verità nuda, che si mostra solo ai Maestri. 

La Sephira Binah nell'Albero Cabalistico ha il ruolo di Matrice dell'Universo, ma anche di una porta stretta, quella del Destino e della Legge, da cui dipendono il Giudizio, la Vita e la Morte.


è infine essenziale osservare che la base di qualsiasi iniziazione è la purezza (Sephira Iod) e che l'accesso al regno stabile della divinità è possibile solo attraverso la prova della purezza.

Tale attributo, eminentemente femminile, è simboleggiato dall'antica Vergine Nera legata a Saturno e alla Binah e dalla Luna, legata a Hesod.

La donna ha questa funzione iniziatrice solo perché è una polarità dello stesso Dio, e a tale titolo è una struttura dotata di essenza del mondo divino, esattamente come lo è l'uomo (Nota di Lunaria: ma i monoteisti hanno sempre negato dignità spirituale alle donne, si pensi a concetti come "impurità", l'aristotelico "La donna è un maschio malriuscito" ripreso dalla Scolastica Tomista, l'inculcare nelle donne concetti come sottomissione e obbedienza)

La Trinità delle teosofie esoteriche, fondamenti di tutte le cosmogenesi, vedono nella loro terza persona la Madre che regge la ruota cosmica del tempo così come il nome di Dio, 

Binah, comprende la Trinità sviluppata e attiva, il Padre, la Madre, il Figlio, la Figlia. 

Lo Spirito Santo della Trinità cristiana avrebbe quindi una polarità femminile, come l'epoca che segue la dipartita di Cristo e che prepara il suo ritorno simbolico (concetto sviluppato da alcune sette cristiane, spazzate via da madre chiesa o dai protestanti, come i Guglielmiti o gli Shakers, nota di Lunaria).

I suoi attributi sono la Giustizia e il Giudizio.

Significative sono le ultime parole di Cristo sul Golgotha, quando vede Giovanni insieme a sua madre; Giovanni diviene il figlio di Maria e Maria la madre di Giovanni; ciò sembra stabilire l'equivalenza Cristo = San Giovanni di fronte alla Madre Binah.

A proposito del "discepolo prediletto", Gesù dice a Pietro "Se è mia volontà che egli resti finché io torni, in cosa ti riguarda ciò?"

Il periodo dell'attesa del segno del Figlio dell'Uomo, sembra porsi sotto il segno dello Spirito e assicurare una rivalutazione nelle coscienze del ruolo archetipico della donna, attraverso la Chiesa di S. Giovanni (l'Esoterismo).

La caduta dell'umanità è cominciata dalla seduzione della donna, e l'umanità conoscerà la redenzione finale attraverso la donna. Fino ad allora, il Serpente ferirà il suo tallone.

è la seconda funzione della donna, associata alle catene simboliche della caduta, della discesa, della materia, del Male.

Si tratta del processo necessario all'evoluzione dello Spirito, non di un peccato originale: il Serpente biblico, dai molteplici adattamenti, rappresenta l'energia cosmica, la Ruota dello Zodiaco che ferisce il tallone, cioè fa di Eva, l'umanità, la vittima di energie che essa non sa controllare e la cui futura padronanza è pegno di salvezza.

Similmente al Tantrismo, i suoi obiettivi sono precisamente la trasformazione della sessualità attraverso il risveglio e l'ascesa di Kundalini-Shakti dalla base della colonna vertebrale al sommo della testa, il Chakra coronarico, chiamato Sahasrara.

Le Nozze di Cana in cui l'acqua delle sei giare viene trasformata in vino, il sigillo di Salomone che unisce il triangolo maschile col triangolo femminile,


 l'ottenimento del Mercurio filosofale il cui segno planetario esprime l'unione del Sole Maschile con la Luna femminile, 



l'eucaristia celebrata sotto le due specie del pane e del vino mostrano che la Scienza dei Due Principi è il filo di Arianna della tradizione esoterica.

Applicata alla natura umana, tale Scienza fu delle Nozze Spirituali, Alchemiche, il fine dell'evoluzione: lo stato androgino di cui la Gerusalemme e l'amata del Cantico del Cantici, il re e la regina delle fiabe, il Cristo e la sua Chiesa, sono espressioni ai diversi livelli di coscienza dell'evoluzione umana.

La donna è dunque principio cosmico e antropologico.

L'iniziazione comincia come l'involuzione, attraverso di lei. Si tratta di rifare il cammino a ritroso. (è alla Samaritana al pozzo che Gesù si proclama il Cristo, mentre ha sempre proibito ai discepoli di dire che lo era)

Si spiega così il duplice volto della donna: Afrodite volgare e celeste per Platone, le tenebrose versioni occulte (Lilith ed Ecate) ma anche la loro antitesi magnificata nella Vergine, Iside; 



 gli Dei hanno le loro paredre; le Sephiroth sono positive e femminili.

La risalita spirituale esige il dominio del Serpente e il senso di questo rinnovamento deve porsi sotto l'egida femminile: "la donna è l'avvenire dell'uomo" (vedi, per esempio, l'opera di Dante ispirata da Beatrice)


PROVA: PAGINA 108


Nota di Lunaria: non ho bibliografia sull'argomento, ma parlando di Sufismo (movimento mistico islamico, spesso perseguitato) un poeta, 'Umar ibn al-Farid non si riferiva ad Allah come "a un lui" ("huwa") ma ne parlava come una "Lei" ("hiya"), riferendosi all'Essenza Divina ("Dhat") come se si rivolgesse all'Amata, perché convinto che nell'amore uomo-donna si potesse contemplare il Divino in una creatura.

Questa cosa l'ho trovata a pagina 83 di questo libro


APPROFONDIMENTO: LA SAPIENZA SANTA NELL'AURORA CONSURGENS

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Pagine 172- 173- 174

[Commento all'Aurora Consurgens, "L'Aurora che Sorge", attribuito a Tommaso d'Aquino. I primi cinque capitoli dell'Aurora Consurgens riguardano l'apparizione di una figura femminile chiamata la Sapienza di Dio. Cos'è questa figura? Nei libri del Vecchio Testamento sembra una sposa di Dio, ma una tendenza del Medioevo voleva identificarla con lo Spirito Santo, di cui sarebbe stata l'aspetto femminile; altri invece la interpretano come l'anima di Cristo, Anima Christi, che esisteva già prima della sua incarnazione. La terza interpretazione è che la Sapienza rappresenti la somma di tutti gli archetipi o idee eterne presenti nella mente di Dio quando creò il mondo.] 

Dopo la comparsa degli Etiopi (della Nigredo) viene posta una domanda "Chi è l'uomo che vive in sapienza e conoscenza e strapperà l'anima mia dalle mani dell'inferno?" e quella stessa persona che prima sembra esssere l'autore e poi la Sapienza di Dio risponde: "Chi mi illumina avrà la vita eterna e gli darò da mangiare del legno della vita che si trova in Paradiso e lo farò sedere con me sul trono del mio regno."
è Cristo, in quanto vero Dio, che promette ai suoi seguaci di farli entrare nel suo Regno. Se ne deve concludere che la persona che sta parlando nel testo - gli aggettivi che si riferiscono ad essa sono sempre femminili - è la Sapienza di Dio, e che essa è assolutamente identica a Dio e a Cristo.
è la sua voce quella che esce dalle tenebre della Nigredo e chiede aiuto, invocando un uomo che la salvi e liberi la sua anima dagli inferi.
C'è stato uno sconvolgente rovesciamento della situazione se tutto ad un tratto è la Sapienza di Dio ad invocare aiuto dalle profondità della terra e ad aver bisogno di un uomo che la tragga fuori dal buio.
Se prima ci era apparsa come uno strapotere fattore divino che agiva dall'alto, ora essa, come una debole creatura femminile, implora soccorso dal basso e ha bisogno della capacità di comprensione dell'anima umana.
Questo è uno dei capitoli più singolari, e illustra uno dei grandi temi mitologici del pensiero alchimistico, trattato anche da Jung in "Psicologia e Alchimia": quello dell'anima divina o Sapienza di Dio o Anima Mundi (sempre, comunque, una figura femminile) perduta dall'uomo originale, dall'Adamo originale, e caduta nella materia della quale deve essere liberata.
Jung spiega come quest'idea rappresenta un fenomeno di proiezione: siccome esiste l'archetipo della Divinità Femminile, esso viene proiettato nella materia, il che è come dire che l'immagine cade nella materia. Questi miti esprimono qualcosa di cui gli alchimisti non erano coscienti, o erano coscienti solo in parte: cioè di star cercando nella materia l'inconscio, o l'immagine della Divinità Femminile, o l'esperienza dell'uomo divino.
è una situazione che potremmo paragonare a quella di un uomo d'oggi il quale, conosciuta una donna affascinante, sogni che una Dea è entrata in lei. Egli portava dentro di sé quell'immagine divina che ora è entrata nella donna.

Anche nella religione ebraica c'è una ricerca dell'aspetto femminile del divino. Benché non si faccia esplicita menzione di alcuna Dea, l'espressione ebraica per indicare il caos primordiale allude alla babilonese Tiamat. Nella tradizione ebraica la grande Dea Madre non compare nella Bibbia, ma è possibile intravederla, nascosta dietro certe allusioni.
Il Femminile del Divino si affermerà poi apertamente nelle fantasia gnostiche della Sapienza di Dio, ma di questa divinità femminile la Bibbia recepisce unicamente l'aspetto sublime.
Il lato femminile di Dio è perciò rappresentato soltanto parzialmente nella tradizione giudaico-cristiana che si limita ad alludere cripticamente a un'oscura e caotica massa - identificabile con la materia - sottostante la creazione, e a parlare un po' più apertamente di una sublime figura femminile chiamata Sapienza di Dio. Il cristianesimo si è sbarazzata di quest'ultima, dichiarandola identica allo Spirito Santo o all'anima di Cristo, e lasciando la materia alla signoria del Diavolo (Nota di Lunaria: il connubio donna\strega - Satana che si accoppiano al sabba riflette questa visione del nostro corpo come qualcosa di impuro e diabolico e l'associazione materia-femmina)
(...) Fin dall'inizio, il cristianesimo assunse un atteggiamento inconsapevolmente poco equilibrato nei confronti della Divinità Femminile, ossia della materia, poiché il lato femminile di Dio viene, sempre e in ogni religione, proiettato nella materia e collegato con essa.

Pagina 179-180

In "Lettera agli Ebrei (1.5)" Dio dice a Cristo: "Io gli sarò Padre, ed egli mi sarà Figlio."
Leggendo il testo è assai facile non notare la stranezza di quest'allusione; ma al lettore attendo non sfuggirà che qui la Sapienza sta chiaramente dicendo che essa stessa è Dio Padre e che chi la salva è il Figlio di Dio. Questa frase è la chiave di tutto quanto segue. La Sapienza di Dio è semplicemente un'esperienza di Dio nella sua forma femminile, e l'amato sposo di questa manifestazione femminile di Dio è l'autore, il quale prende il posto di Cristo, diventa simile a Cristo.
Cristo stesso predice nel Vangelo che, grazie alla diffusione dello Spirito Santo, molti faranno opere più grandi delle sue. Di qui è nata l'idea che ogni uomo è simile a Cristo.
Cristo non sarebbe l'unico caso di incarnazione di Dio, ma per mezzo dello Spirito Santo il fenomeno dell'incarnazione si estenderebbe a molte persone, e ciascun uomo, in certa misura, potrebbe diventare Cristo ossia essere deificato (Nota di Lunaria: qui l'Autrice non si rende conto di questo continuare a ridurre l'umanità "al Cristo maschio" che "dovrebbe comprendere anche le femmine")
[...] Nell'Aurora Consugens ricompare come spinta inconscia: Dio, in forma di donna, ha scelto come sposo un uomo che è in grado di capirla. Come dice il testo, questa è la relazione tra Dio Padre e Dio Figlio.
La Sapienza dice poi che, quando avrà trovato uno sposo, si manifesterà in tutta la sua gloria e la sua bellezza. In questo contesto viene citato un passo dell'Apocalisse che parla della comparsa di Dio alla fine dei giorni. 
Poco oltre ci imbattiamo nel paragone della Colomba d'argento scintillante: qui, di nuovo, la Sapienza ci appare in un simbolo di spiritualità femminile.

METTIAMO LA PROVA:


Pagine 200-204

Dal nono capitolo dell'Aurora Consurgens 

"Allo Spirito Santo è attribuita la bontà che trasforma le cose terrene in cose celesti, e ciò in tre modi: mediante il battesimo con l'acqua, con il sangue e con la fiamma del fuoco. Lavando e vivificando nell'acqua, lo Spirito monda ogni impurità ed espelle dall'anima ogni fumosità. Così infatti è detto: "Tu fecondi le acque per vivificare le anime."
Poiché l'acqua nutre tutti gli esseri viventi, e perciò l'acqua che discende dal cielo inebria la terra e grazie ad essa la terra riceve la forza di sciogliere ogni metallo. Perciò la terra desidera l'acqua e dice: manda il tuo Spirito, ossia l'acqua, e ogni cosa sarà ricreata e farai nuovo il volto della terra, poiché egli spira sulla terra quando la fa tremare e tocca le montagne, che così fumano. Quando poi battezza con il sangue, nutre (...) poiché la sede dell'anima è nel sangue. (...) E quando battezza con le fiamme di fuoco, infonde l'anima e dà perfezione di vita."

Insomma, il fuoco dello Spirito riscalda la terra fredda e morta, penetra e raffina ogni cosa terrestre e 

"L'acqua alimenta il feto nella matrice per tre mesi, l'aria lo nutre per altri tre mesi e il fuoco lo custodisce negli ultimi tre"


"Altrove è scritto: la donna scioglie l'uomo, e l'uomo fissa la donna, ossia lo Spirito scioglie e mollifica il corpo e il corpo rende solido lo Spirito"

(...) [Nel Medioevo] nacquero e si diffusero ovunque le sette dello Spirito Santo [nota di Lunaria: come i Guglielmiti che ritenevano che lo Spirito Santo si fosse incarnato in una donna, santa Guglielma] come i Fratelli del Libero Spirito, gli Umiliati, i Poveri di Lione e diversi altri.
Nel  vangelo di Giovanni (14,16) Cristo promette che il Padre dopo la sua morte manderà il Consolatore, lo Spirito Santo, che abiterà con gli uomini per sempre e coloro che lo riceveranno sapranno compiere opere anche più grandi di quelle di Gesù.
Fin dagli inizi del Cristianesimo, lo Spirito Santo rappresenta un aspetto imbarazzante dell'immagine di Dio, in quanto si ritiene che possa entrare direttamente nell'individuo.
Delle tre persone della Trinità solo lo Spirito Santo può scendere ripetutamente senza restrizioni di tempo e luogo [e questo] dà l'idea che l'individuo da esso visitato venga riempito direttamente dallo spirito divino. è come se in tal modo Dio continuasse ad incarnarsi.
Se Dio si è incarnato "ufficialmente" (*) una volta sola nella persona di Gesù Cristo, per opera dello Spirito Santo (**) ogni membro della comunità cristiana può tuttavia diventare nuovamente un vaso dello spirito divino. Ogni cristiano può diventare l'incarnazione di una piccola parte della Divinità. 

(*) Ovviamente per l'Autrice non è un problema il fatto che tale "incarnazione ufficiale di Dio" sia avvenuta SOLO in un corpo maschile, escludendo quello femminile, con tutto quello che poi ne è derivato, come commento teologico misogino...
(**) A pagina 205 e 206 l'Autrice fa un parallelo tra il Mana delle religioni primitive, l'energia soprannaturale che pervade certi oggetti, e lo Spirito Santo, che è acqua, vento e fuoco e quindi "una forma di Mana", di idea archetipa.


"Una giornata di Ivàn Denìsovič" di Solženicyn


Quando, nel 1962, apparve sulla rivista "Novyj Mir" questo romanzi, tra i più noti e discussi di Solženicyn, fu chiaro che qualcosa di completamente nuovo stava accadendo nella letteratura sovietica: per la prima volta, infatti, si osava descrivere la realtà dei campi di concentramento stalinisti (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/i-crimini-del-comunismo.html), sebbene, come ebbe a dire Tvardòvskij, il racconto evitasse volutamente di "porre in risalto quelle aperte violazioni alla legalità sovietica che si esprimono in orrende crudeltà e arbitrii."

Con questa narrazione piana, precisa, puntigliosa, priva di astio, di una "delle giornate più ordinarie della vita del campo, dalla sveglia alla ritirata", l'autore ci ha consegnato il racconto di un incubo che ha assunto il valore storico e letterario di una liberazione. E accanto al dubbio, al sospetto, alla tensione diffusa che avevano avvelenato la vita dei sovietici negli anni Trenta, ci sono qui il paesaggio, la lingua e l'anima della Russia che pervadono la ricerca espressiva del grande scrittore.

 


"Incantesimo Crudele" (Super Junior Horror)


Kate somiglia molto a suo padre, un famoso matematico di origine italiana. Nella vita del padre non c'è posto per la fantasia, ed è naturale che padre e figlia restino sconvolti quando misteriose apparizioni cominciano a terrorizzarli. Anche se non riescono a crederci, sembra proprio che siano vittime di un incantesimo crudele, destinato a trascinare la ragazza nel mondo senza tempo dei folletti, malvage creature evocate da un impudente professore studioso di folklore che ha pagato cara la sua curiosità. E Kate deve affrontare un incubo sempre più angoscioso, che potrebbe costarle la vita, o peggio ancora, l'anima...



Vedi anche https://intervistemetal.blogspot.com/2019/02/lhorror-non-ha-eta.html

Soreth, Bostius e i Rosa+Croce (con sottofondo di Tristitia, LOL)

 Ahahaha solo io posso far uscire una roba del genere! 😂


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Nota di Lunaria: per quelli del mantra del "Non è vero niente, non hai mai letto un libro di teologia, non conosci niente sul cristianesimo!" (LOL, incredibilmente c'è gente che mette ancora in dubbio la mia Bibliomania ossessiva! 😂) ci troviamo alle pagine 142-143 e poi alle pagine 155-156-157-158-159-160

La reazione della Chiesa davanti agli slanci riformatori fu una recrudescenza dell'Inquisizione [...] La reazione si esercitò anche in direzioni apparentemente contrarie: il misticismo e la mondanità.

Il primo traeva origine dalle Costituzione Carmelitane, già modificate nel corso dei secoli. Il Carmelo aveva avuto come missione fondamentale di restaurare e mantenere il messianesimo di Elia. Ma una volta "i due testimoni" risaliti in cielo definitivamente era necessario che la missione si evolvesse o si spezzasse.

Fin dal 1450, quando il culto della Madonna in Italia e in Germania era ancora sospetto di eresia, Giovanni Soreth, dell'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo ne rinnovava il mito: la sua Esposizione della Regola dei Frati della Beata Vergine Maria pubblicata nel 1455 viene considerata un primo passo verso "la devozione moderna". 


Le intuizioni di Soreth vennero ripresi da altri, come Arnold Bostius (Arnold van Vaernewijck), che identificava la Madonna con la "Nuvoletta" contemplata dal discepolo di Elia: "Guardate Elia e vedrete Maria", scriveva nel suo libro "De Patronatu Beatissimae Virginis Mariae in dicatum sibi Carmeli Ordinem." 

Al Carmelo diventò una tradizione cercare nuove similitudini tra il profeta e la Madre di Dio: l'innocenza, l'ascensione, l'immortalità.

Ma qualcuno potrebbe far notare che più che non la Vergine evangelica, ci si trova al cospetto della Vergine pagana, Afrodite, e ciò sembra dimostrato da un bizzarro vestigio dell'antica credenza nelle sette incarnazioni di Ishtar: come il discepolo di Elia dovette compiere sette volte l'ascensione della montagna prima di scorgere la nuvola che usciva dal mare, così i discepoli di Elia vedono salire la Vergine al Carmelo soltanto nel settimo periodo delle generazioni.

Un'altra dimostrazione è il nuovo concetto di Immacolata Concezione, come appare nei versi di Soreth e Bostius, "la Vergine sorge dall'acqua salata dell'umanità colpevole come fa una nuvola, ed è esente da ogni amarezza"

La Vergine pagana, Afrodite, Leto, Atena, deve essere, in origine, vergine di qualunque macchia, sia che nasca dalla spuma del mare che dalla testa di Zeus.

E se una volta era raffigurata dal Cigno o dal Loto, oggi sono il Giglio o l'Ermellino a illustrarla.

Così nei primi decenni del XV secolo, innumerevoli segni sembravano indicare un ritorno della Chiesa (almeno di certi monaci) a uno dei culti più antichi dell'umanità. Il processo di riabilitazione di Giovanna d'Arco esaltava la verginità; in Lorena la Vergine appariva tenendo in mano le tre spighe di Cibele.

(Nota di Lunaria: ma ovviamente si trovano santini di Maria anche con la rosa e la mela)





 La Rosa+Croce nacque probabilmente negli anni in cui Jacob Boehme (figlio di contadini, contadino e ciabattino che imparò a leggere acquisendo un'erudizione notevole) scrisse le sue opere, basate su un misticismo inerente "l'Albero", il Bene e il Male: "quando l'Immagine nata dalla virtù celeste impallidì, comparve la Bestia... Il Principio stesso venne a trovarsi avviluppato dalla Bestia. Il Celeste diventò mistero e l'uomo rimase a fluttuare tra il Tempo (causale) e l'Eternità, semimorto per il cielo."

Boehme progettava di unificare in un sistema unico questo duplice concetto di successione ciclica e di eterno rinnovamento in uno stesso ritmo; lega il mito dei Tre Angeli e l'alternanza manichea: l'Albero dei cabalisti. 

Il Tronco è costituito dal Fuoco solare e dialettico, che è insieme creatore e distruttore, simboleggiato dalla Croce.

A destra, le prime tre Proprietà della Natura riproducono i tre Angeli della Creazione, della Giustizia e dell'Amore: la Luce (Ra), il Suono o la Voce (El) e il Verbo Incarnato.

A sinistra, sotto la direzione delle Tre Madri: la Vergine Marina, la Vergine di Isaia e la Vergine Sofia, le altre Tre Proprietà, producono il movimento inverso: di simpatia e d'attrazione, di contraddizione e di riflesso e di circolazione ciclica, le medesime Tre Ere nel simbolismo femminile: sono queste le Sette Proprietà di Boehme (Nota di Lunaria: per curiosità: Maria Addolorata ha Sette Spade conficcate nel cuore)

Il movimento dei Rosa+Croce si dichiarava fondato da un monaco tedesco, Christian Rosenkreutz, ma la sua esistenza è stata messa in dubbio: già il nome sembra inventato, basandosi sul binomio Rosa e Croce, di per sé già simbolico. (Vedi anche https://intervistemetal.blogspot.com/2022/09/brevissimo-commento-sui-rosacroce.html)


Ci fu anche una setta fondata da un alchimista, Studion, nel 1598: i Militia Crucifera Evangelica 

(Nota di Lunaria: che sembra un ottimo nome per chiamare un gruppo di Christian Doom, tipo i Tristitia. LOL https://www.youtube.com/watch?v=ed62i7Eifo8


 Tanto lo so che sono l'unica che può parlare di Christian Doom, Mariologia Esoterica e Rosa+Croce, LOL)


Sono molte le opere rosacrociane che ci informano sulle credenze comuni a tutte le sette collegate alla Rosa+Croce: ci rivelano una fervida speranza nella riforma generale e nel rinnovamento dell'universo ottenuti per mezzo dell'unione dei temi maschili: il Pneuma, la Bilancia, la Croce gemellare e il Liberatore, e dei temi femminili: la Sostanza primordiale, la Luce interiore, l'Energia Creatrice, considerati come germi fecondatori dell'essere materiale.

Tale speranza messianica porta il nome di Elia Artista, che sarà colui che riunirà in una sola religione gli antichi miti cristiani e i miti libertari simbolizzati dalla Rosa. Allora l'uomo liberato dal concetto di peccato (e del Bene e del Male) diventerà uguale a Dio.

"Quindi non vi è differenza tra l'eterna nascita, la reintegrazione e la scoperta della Pietra Filosofale. Tutto proviene dall'Eternità e tutto deve ritornarvi" (Boehme "De Signatura Rerum")

Nota di Lunaria: mettiamo un po' di femminile, visto che come al solito qui si cita un generico "essere umano" ma poi nella teoria e nella pratica di chi pensa 'ste versioni di cristianesimo sempre maschile "uomo liberato" che "diventa uguale a Dio" (e la donna scompare, PUF!, anche se per lo meno i Rosa Croce qualche briciola di femminile nel loro cristianesimo "alternative" si sono degnati di inserirlo, e sempre meglio loro che roba androcentrica tipo Lutero o Calvino, poco ma sicuro, anche se ad onor del vero dobbiamo pure, per quanto ci scocci, dare ragione al mantra calv-evangelico del "la salvezza è per Grazia, non per opere\predestinazione avanti la fondazione del mondo", dal momento che nel 2021 sono stata salvata per Grazia e per Predestinazione, mica per opere, visto che ero già in rigor mortis)

"Poco tempo prima della sua morte Teresa d'Avila ha annunciato che in un vigilia di Pentecoste le era apparsa una "colomba ben diversa da quelle di quaggiù, che non aveva penne e le sue ali sembravano formate da piccole scaglie che gettavano un vivo splendore."


 Insomma, l'unica parvenza del Femminile, nella Trinità cristiana, è unicamente LA ColombA; meno male che non hanno virilizzato pure quella, chiamandola "il piccione" o "il colombo". (😒)


Chiese e Templi

 






















I vari tipi di Vampiri nel Folklore Romeno

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Perché la credenza sui vampiri è così radicata in Transilvania? è stato ipotizzato che i Mongoli del Tibet, che credevano nei vampiri e in un dio pipistrello, sarebbero venuti in contatto con le popolazioni est-asiatiche che poi emigrarono in Transilvania.

Una prova è data dalla constatazione che la credenza nei vampiri è forte tra gli Székeli della Transilvani, che si proclamano i discendenti degli Unni.

Stoker, nel suo romanzo, parla di Dracula come un discendente degli Székeli. Inoltre, una leggenda vuole che Attila morisse per il morso di un pipistrello.

Un'altra prova della credenza radicata dei vampiri in Romania è attestata dal gran numero di termini che esistono nella lingua romena per definire i vampiri: lo "Strigoi" (femminile: "Strigoaica") è uno spirito che può assumere l'aspetto di diversi animali (lupi, cani, corvi, galline). Dorme durante il giorno e si ritrova di notte con altre specie di spiriti maligni e di creature del male.

La specie femminile, la Strigoaica, è terribilmente crudele, molto più di quella maschile: succhiano il sangue ai bambini, rovinano i matrimoni, causano povertà e rovina, danneggiano i raccolti, impediscono alle mucche di dare il latte, portano malattie e morte; quando si verificano sfortune e tragedie inspiegabili, gli abitanti della comunità colpita sospettano immediatamente la presenza di uno o più spiriti e dato che gli Strigoi sono demoni alati che volano di notte ci si può spiegare così il timore per i pipistrelli.

Il Moroi e la Moroanica appartengono ai morti viventi e rappresentano spesso lo spirito di un bambino non battezzato che perseguita la propria madre.

Il Vircolac ha l'aspetto di un lupo mannaro e la superstizione lo ha associato ad un bambino morto senza battesimo. Appare con la luna piena e può causare eclissi.

Il Pricolici è il vampiro classico, che sorge dalla sua tomba sotto forma di uomo, lupo, cane e l'ululare di cani e lupi nella notte è ritenuto un segnale della sua presenza. Può trasformarsi in Vircolac (Lupo Mannaro) che a sua volta può diventare uno Strigoi.

Le Iele sono femmine vampire che si aggirano in gruppi di tre o sette. Colpiscono gli uomini e possono paralizzare e far impazzire. Perché nei momenti di ozio giocano nell'erba,  i contadini al mattino vanno in cerca delle zone gialle e bruciaticce che indicherebbero il luogo in cui le Iele hanno festeggiato di notte.

Nota di Lunaria:  Nel folklore slavo, è attestata la Poludnica, la "Signora del mezzogiorno", una donna vestita di bianco, che infesta i campi, e causa infarti e altri malesseri ai contadini. 


Lo Sburator assomiglia al Vampiro di Stoker e può assumere l'aspetto di un bell'uomo, entrando nelle case attraverso le finestre di notte, baciando le donne addormentate; il giorno seguente le vittime si sentiranno agitate, stanche, in preda a tormenti (stesse reazioni degli uomini vampirazzati dalle Iele)

Lo Zmeu vola di notte e ha una coda pelosa; non è malvagio come gli altri vampiri e vive in castelli sulle montagne; rapisce le figlie di uomini potenti che dovranno essere salvate da un principe.

Il Nagoda è lo spirito dannato, che compare nelle storie valacche; le Joimarite sono gli spiriti cattivi femminili; i Lighioane gli spiriti impuri; i Duh, Stafie, Naluca, Vedemie, Fantoma, Muma-padurii sono simili a fantasmi; la Dracoaica è una diavolessa.

Probabilmente vi fu una divinità antica adorata sotto forma di drago-serpente, ritratta in vari modi, anche alato, anche prima dell'occupazione romana: il simbolo dei Daci, gli antichi Romeni, era proprio un drago, e il nome stesso di Dracula deriverebbe da Dracul: Drago, Dragone.



 In alcuni giardini romeni si può ancora vedere, come portafortuna, un serpentello, il "Sarpele de casa", che non deve mai essere ucciso, perché è l'angelo custode della casa e ha poteri magici. (Nota di Lunaria: un mito simile c'è anche nel folklore dei Rom, il "Serpente Domestico", che vivrebbe nei muri). Se il Sarpele de casa viene ucciso, la fortuna andrà via.

Anche oggi, in mezzo ai campi o alle montagne della Transilvania si trovano molti crocifissi, per proteggere i viandanti, oltre che l'aglio (usturoi), che viene appeso alle finestre e alle porte sotto forma di "croci di aglio", per difendere la casa dagli spiriti malefici; l'aglio viene anche sfregato sulle corna del bestiame per proteggerlo.

Il Descintece è un incantesimo, una sorta di esorcismo, per scacciare gli spiriti del male. I riti vengono eseguiti da vecchi, specialmente le donne, e da Rom.

Altri talismani sono alcuni braccialetti che si regalano alle donne alle Idi di Marzo, ai quali si appendono ciondoli con cuori, croci, ancore, numero 13; in altri casi si usa sfregare la fronte dei bambini con inchiostro o cenere e si mettono fiocchi rossi.

L'unico modo di uccidere un vampiro è trafiggerlo con un paletto.

In caso di siccità prolungata esiste un rito speciale: si fanno delle buche tutto intorno alla tomba del presunto vampiro, si riempiono di acqua e si piantano tanti pali di legno sempre intorno alla tomba. Molti cimiteri di campagna sono spesso adornati di pali di legno di abete finemente scolpiti e usati come "prevenzione".

Se quando si scava tra i cadaveri se ne trova uno ancora tiepido, con le guance rosee e piegato di fianco (invece che col viso rivolto al cielo come quando è stato seppellito), tutto questo indica che si tratta di un vampiro. Allora si conficca un palo o un ferro arroventato, nel cuore per inchiodare il corpo alla bara; si può bruciare anche il corpo.


Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2017/12/symphonic-black-metal-e-vampirismo-le.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2023/04/letteratura-romena-su-dracula-dal.html https://intervistemetal.blogspot.com/2023/04/origini-del-nome-e-crimini-di-draculea.html


"Le Avventure della Primula Rossa" della Baronessa Orczy


"(...) con nervi tesi erano pronti a balzare contro il nemico, che da un momento all'altro, avrebbe potuto piombare su di essi fuori dall'oscurità della nebbia. E la tensione si faceva sempre più viva, via via che il tempo passava ed a rendere più intensa l'oscurità della nebbia, i veli della sera incominciarono lentamente a calare. Ed ora che il furioso ululare del vento, e l'insistente scrosciare della pioggia erano cessati, attorno era tutto silenzio. Un silenzio pieno di vivi rumori, il monotono sgocciolare della pioggia, il cadere delle foglie e fra le siepi l'occasionale fruscio di qualche piccolo abitatore del bosco. Solo di quando in quando, all'interno della diligenza, che si profilava nella nebbia come una gigantesca apparizione spettrale, veniva un penoso lamento, affrettatamente represso, che sfuggiva dalla gola arsa della povera ammalata."