A vedere l'Opera Russa Lunariale (LOL)

 No vabbhè scusate ma io non resisto. 

Devo uscirmene con uno dei miei post 


Ospiti e Omaggi all'Opera Black Sinfonica Russa, ecco l'intervento di Lunaria! L'ospite VIP della serata.

Sì, una grande occasione, per celebrare la scena Black Metal Sinfonica Russa. Non se ne può davvero più di associare la Russia alla guerra, al gas o alla musica classica, finalmente questa sera si celebra il Black Sinfonico Russo, che ci piace in particolar modo quando è cantato in russo per enfatizzare l'atmosfera vampiresca-wurdalakiana 


Certo, il russo suona bene anche nella scena folk metal, non ce ne vogliano gli Arkona (https://www.youtube.com/watch?v=mZVjApUjI3A) se in questa sera di gala cimiteriale ci concentriamo sui Black Countess


valida alternativa cradleoffilthiana a quell'obbrobrio made in Cradle of Filth di "Manticore", visto che in "The Language of Flesh" sono meglio loro, nel loro clonaggio dei Cradle di "Cruelty...", dei Cradle of Filth di roba come "Manticore".

Insomma, la lingua russa nel Black Sinfonico ci fa gustare atmosfere vampiresche transilvane, e poco importa se la Transilvania non è in Russia, e viceversa


e se non capiamo una mazza di quello che effettivamente viene cantato e dobbiamo credergli sulla parola solo basandoci sullo sfondo cimiteriale\elizabeth bathoriano delle foto promozionali,




sperando che siano in armonia con i testi ed una fedele rappresentazione di essi... che poi, sia chiaro: non smetteremmo di ascoltare il Black Metal Sinfonico Russo se un domani scoprissimo che i testi non hanno mai parlato di tombe, sepolcri, castelli diroccati, donzelle vampiresche, demoni e fetish ma sole di sole-cuore-amore su scenari da aperitivo tropicale, sculettamento e flirtamento estivo alla Lambada


Ascolteremmo comunque i Black Countess o i Симфония Ужаса (dal Kazakhistan... suvvia! https://www.youtube.com/watch?v=fKKPxVbhL98 che importanza ha se il Kazakhistan non è Russia (e viceversa)


A noi ci importa dell'atmosfera, del mood sepolcrale, e i Симфония Ужаса assolvono egregiamente al compito (non pretenderete di certo che io possa sapere come diamine si pronunci il loro monicker, vero? Ho già difficoltà a distinguere la Daleth dalla Resh, nell'alfabeto ebraico, sta sempre a fregarmi la forma quasi identica, accidenti! E non mi metto di certo a imparare pure il cirillico!)



Infatti sentite che atmosfera sepolcrale solenne (https://www.youtube.com/watch?v=_LfGXYsIjoY) e potrebbero pure venire dalle Hawaii, i Симфония Ужаса, ed essere hawaiani che si fingono e si travestono da kazakistani, non ce ne fregherebbe comunque una mazza, 



dal momento che il loro Sympho Black Wurdalakiano con organi da messa nera stereotipata è una gran figata, e funziona alla perfezione come sottofondo alle mie fantasie erotic-sepolcrali tra me e Tarchetti (e nessuna Carlotta di mezzo), su scenari dusk and her embraciani tutti avelli, candele nere, chiese e drappi funebri.



Insomma, una bella occasione per celebrare l'Opera Black Sinfonica Russa, e poco ci importa se i gruppi vengono dal Perù o dal Bangladesh e si spacciano per russi, va bene in ugual modo se sfornano pezzi del genere (https://www.youtube.com/watch?v=_LfGXYsIjoY) che attizzano le nostre fantasie sessual-biblio-sepolcrali, perché ad un gran pezzo Sympho Black cantato in russo, deve essere abbinato, tassativo, Lermontov. (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/03/gli-slavi-3-letteratura-russa.html)





e se Lermontov non gradisce i Black Countess, i Tvangeste (https://www.youtube.com/watch?v=3czilKHSj1E) o i  Симфония Ужаса come sottofondo mentre io leggo il suo "Il Demone" e lo menziono ai miei followers (https://intervistemetal.blogspot.com/2022/12/ho-la-laurea-vs-ho-2921-followers-che.html), anche questo è un dettaglio del tutto irrilevante 


Per me Lermontov = Black Metal sinfonico russo (o kazakhistano, fa lo stesso)


e fottesega se Lermontov aveva in mente cose del genere 



o



o, nel caso resusciti oggi, si metta a canticchiare: 









Nella nostra serata di gala cimiteriale in onore dell'Opera Russa noi celebriamo del buon Sympho Black cimiteriale e wurdulakiano come Nosferatu comanda


 e lo vogliamo bello retrogrado, indrappato in gramaglie di pesante velluto nero e funereo, 



con scenografia adeguata


niente abiti d'alta moda e tailleur da "potente donna leader attorniata da maschi dell'alta finanza", ovviamente!



Noialtre non ci eccitiamo col Billionaire Romance, con coiti nelle limousine o sui jet privati o nei congressi da alta finanza



né con magnati russi (o ucraini, fa lo stesso)







Le Tematiche di Carducci nei Giambi ed Epodi


 "Agli amici della Valle Tiberina"

Ispirazione di questa lirica fu una gita nell'agosto del 1867, a Pieve Santo in Val Tiberina. In quel paesaggio, dove il gran fiume dell'Urbe fluisce ancor modesto e limpido, prossimo alla sorgente del monte Fumajolo, il poeta trova le immagini più animose dei suoi ideali: il sogno delle antiche glorie, l'orrore di un fosco e tirannico Medioevo, l'idilliaco vagheggiamento dell'operosa vita quotidiana. Ma prevede, infine, la polemica contro la Roma pontificia.


"Meminisse Horret"

Scritto a Firenze nell'autunno del 1867, quando giunse notizia della fallita impresa garibaldina contro Roma pontificia, della morte dei fratelli Cairoli a Villa Glori, e del trionfo a Mentana delle armi papaline e francesi. Il poeta riecheggia nel titolo un'espressione virgiliana: "Animus meminisse horret", "l'animo inorridisce nel ricordare" e si abbandona ad un'allucinante visione in cui le glorie più solenni del nostro passato vengono travolte in abiezione. Gli eroi diventano campioni di viltà, i nobili ingegni maestri di ripugnante malizia. E la patria, da nume venerato ed austero, si trasforma in femmina indecorosa.


"Per Eduardo Corazzini"

Eduardo Corazzini aveva partecipato alla sventurata impresa garibaldina del 1867 contro la Roma pontificia difesa dalle armi francesi, morendo l'anno successivo in conseguenza delle ferite riportate in battaglia. Il poeta ne commemora la scomparsa con feroce indignazione: prima scagliandosi contro la Francia, sostenitrice del dispotismo papalino, poi bersagliando Pio IX di furibonde ingiurie.


"Nel Vigesismo anniversario dell'VIII Agosto MDCCCXLVIII"

Nell'Agosto del 1848, vinto Carlo Alberto a Custoza, gli Austriaci si diressero su Bologna minacciando feroci rappresaglie al minimo tentativo di resistenza. I popolani insorsero, affrontando il nemico e riuscendo a respingerlo mentre i bolognesi "benpensanti" vi si erano sottomessi. Il Carducci, ricordando l'episodio vent'anni dopo, esalta l'entusiasmo della "santa canaglia" capace di difendere i più nobili ideali.


I versi più belli:

"Nel Vigesismo anniversario dell'VIII Agosto MDCCCXLVIII"

"Dura virago ell'è, dure domanda

di perigli e d'amor pruove famose:

in mezzo al sangue de la sua ghirlanda 

crescon rose"


"Il Cesarismo"

Nemico e nemico implacabile in quegli anni, di ogni passata e presente tirannia, in questi sonetti del 1868 Carducci fu ispirato dalla "Vita di Giulio Cesare" scritta da Napoleone III: l'esaltazione di un tiranno di ieri compiuta da un tiranno di oggi.


"Per Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti, martiri del diritto italiano"

Nel 1867, mentre i garibaldini dei Fratelli Cairoli stavano marciando su Roma vennero sconfitti a Villa Glori, Monti e Tognetti compirono un attentato contro una caserma dell'esercito pontificio. Catturati, condannati a morte, furono decapitati un mese dopo. Da qui l'indignazione di Carducci che, accusando Pio IX di crudelissima ferocia, prima lo dichiara indegno successore di Cristo, poi sembra invocarne la clemenza, infine esalta il sacrificio dei due martiri come utile e palese esempio di un'infamia che sicuramente provocherà nel mondo civile una vendicatrice reazione.


"Le nozze del mare, allora e ora"

Era tradizione, nella Serenissima Repubblica Veneta, che il giorno dell'Ascensione il Doge celebrasse le "nozze col mare" gettandovi un anello e ciò per ribadire simbolicamente il predominio di quella potenza sull'Adriatico. Nel 1869 il governo italiano pensò di rinnovare l'usanza con un rito fra mondano e militaresco. Di qui il sarcasmo del poeta: tre anni prima, nella battaglia di Lissa, la nostra flotta era stata vergognosamente sconfitta dalla flotta austriaca!


"La consulta araldica"

Contro l'istituzione della Consulta Araldica fondata nel 1869 per controllare l'autenticità dei titoli nobiliari: un'autenticità, secondo il Carducci, non da accertare e difendere, ma da relegare fra gli emblemi di un passato inglorioso, disumano, privo di autentica dignità.


"In morte di Giovanni Cairoli"

Nel 1867 la sfortunata impresa garibaldina contro Roma pontificia venne assecondata da Enrico e Giovanni Cairoli che capeggiarono nell'Urbe l'insurrezione di una settantina di volontari. Ma il generoso tentativo finì drammaticamente nella battaglia di Villa Glori. Enrico Cadde sul campo e Giovanni riportò gravissime ferite che lo condussero a morte nella natia Groppello (Pavia)


I versi più belli:

Groppello, a te co 'l solitario canto

nel mesto giorno io vegno,

e m'accompagna de l'Italia il pianto

e nube atra, lo sdegno (...)

De le sue stanze pe 'l deserto strano

s'incontran due viventi:

tristi echi rende il sepolcreto vano

sotto i lor passi lenti"


"Avanti! Avanti"

Intitolata anche "Ripresa" questa lunga lirica vuole annunciare una "ripresa" dell'attività poetica all'ombra di nuove ispirazioni.

Fin qui il Carducci ha seguito grandi ambizioni, e ha sperato di risvegliare negli italiani la magnanima fierezza dei tempi più gloriosi, ma invano.

Ed ecco allora non la rinuncia, ma la consolazione, in un diverso mondo ideale: il mondo degli effetti e dei ricordi personali.

Un'evasione dall'epica e dalla polemica all'idillica nostalgia.

Né è un caso che prima tappa di questa evasione sia il ricordo della Maremma toscana: dell'ambiente, cioè, dove il poeta visse fanciullo e giovinetto, e le cui immagini torneranno a commuoverlo nei momenti di più nostalgica ispirazione.

"[...] La torre feudal

con lunga ombra di tedio da i colli arsicci e foschi

veglia de le rasenie (= etrusche) cittadi in mezzo a' boschi

il sonno sepolcral [...]"


"Per il LXXVIII Anniversario della Proclamazione della Repubblica Francese"

Nel 1792 la Francia divenne repubblica e fu un avvenimento capitale nelle vicende della grande Rivoluzione. Ora, 78 anni dopo, la Francia imperiale di Napoleone III è stata sconfitta a Sedan e patisce l'invasione dei nemici prussiani. Da qui l'amarezza rabbiosa del poeta e la sua nostalgia per le maggiori figure della Rivoluzione, la cui opera, purtroppo, rimase incompiuta e venne in breve soffocata dagli eventi.


I versi più belli:

Tutto ei sentia presente: il sanguinoso

occhio rotava in quel vivente orror,

e chiedea con funebre urlo angoscioso

mille vendette ed un vendicator.


"Giuseppe Mazzini": rampogna dell'Italia contemporanea; ed esaltazione in Giuseppe Mazzini di uno dei pochi magnanimi che vivono in solitaria grandezza. Motivo, dunque, fin troppo ripetuto dal Carducci di questi anni, ma ora ripreso con asciutta eloquenza.


"A Messer Canta Gabrielli da Gubbio, podestà di Firenze nel MCCCI": Cante Gabrielli, podestà di Firenze, condannò l'esule Dante come ladro e "barattiere": infondatissima miserabile accusa. Ma perché, dice qui il poeta, non erigergli ora un monumento? E l'ironica proposta ha un pronto bersaglio: i letterati cortigiani di vocazione monarchica o clericale che illustrando la Commedia come profetica esaltazione dell'Italia d'oggi, insultano l'Alighieri più vergognosamente del suo persecutore.

 

"La Sacra di Enrico Quinto"

Nel 1871 sembrò che la Francia dovesse tornare sotto la vecchia monarchia offrendo il trono al conte di Chambord, già salutato come Enrico V. Il disegno poi andò in fumo. Ma ne bastò la notizia per suggerire al Carducci questa visione: di una sacra - di una incoronazione - vista come danza macabra, come allucinante tregenda.


I versi più belli:

Quando cadono le foglie, quando emigrano gli augelli

e fiorite a' cimiteri son le pietre de gli avelli,

Monta in sella Enrico Quinto il delfin da' capei grigi,

e cavalca a grande onore per la sacra di Parigi.

[...]


"A proposito del Processo Fadda"

Molte dame della buona società capitolina assistettero nel 1878 al processo per l'uccisione del capitano Fadda, contro sua moglie e il di lei amante responsabili del crimine. E la curiosità, in sé morbosa, più che mai indignò il poeta per l'ipocrisia di quel pubblico femminile, disposto ai falsi moralismi, ma intimamente corrotto.


"Il Canto dell'Amore"

Versi scritti a Perugia, contemplando lo spiazzo festosamente popolato dove un tempo sorgeva la minacciosa fortezza, fatta costruire nel '500 da papa Paolo III e distrutta a furor di popolo nel 1860. Il popolo ha una sua forza: è capace di abbattere la tirannide. Di qui l'ottimistica commozione del poeta, (*) culminante in una virile offerta di riconciliazione al già tanto aborrito pontefice Pio IX 

(*) Nota di Lunaria: che se fosse stato vivo nel 2021, avrebbe rinnegato non solo la poesia in questione ma pure "la sua idea di Italia"


COMMENTO A "INNO A SATANA", tratto da

Carducci è pienamente nel suo tempo quando si propone quale corifeo di una parte della pubblica opinione, quella che crede nel progresso civile e nella scienza: mazziniani, garibaldini, anticlericali, uomini del Partito d'Azione, progressisti, eredi del Risorgimento laico, si riconoscono nell'Inno a Satana (che è pure una canzone degli Emperor https://www.youtube.com/watch?v=6PvYoCVAgFg&t=3s Nota di Lunaria) che, nato come un brindisi, convoglia l'esaltazione della gioia della vita e della natura, l'opposizione al dogmatismo, all'oscurantismo, all'ipocrisia. Nell'inno, alimentato dalla cultura massonica e positivistica, convergono la reazione alla mediocre politica filoclericale, il sentimento rivoluzionario antitirannico, la fede nel naturalismo e nella illuministica cultura borghese antiascetica e liberale. C'è anche la polemica per il riconoscimento della libertà né mancano i toni profetici che danno i colori della lirica europea del tempo.

Nell'apertura dell'Inno è annunziato il principio del monismo e del panteismo che avrà in seguito, in più disteso linguaggio lirico, espressioni indicative di vitalismo, di naturalismo come forza primordiale a cui l'uomo si abbandona partecipando alla perennità della vita cosmica e che si trasfonde nel sentimento facendo intuire la poesia come amore di vita piena, come balenare di passioni e di ideali. La materia è esaltata nella sua vitalità e nelle sue corrispondenze di ottimismo cosmico (il Sole e la Terra che si sorridono, si ricambiano parole d'amore), nei suoi fenomeni essa è animata da Satana principio dell'esistenza ed esso stesso libertà.

Tale libertà è stata demonizzata dai preti, da Dio e dagli angeli i quali ultimi ormai cadono come spenti pianeti dai firmamenti.

Le divinità cadute sono invenzioni di malvagi pontefici e re sanguinari, le persecuzioni cristiane non vinsero Satana il quale visse animatore di ricerche scientifiche e razionali, di umanesimo e di bellezza che si contrapponevano ai salmi davidici, alla tristezza degli anacoreti. 

Satana, liberatore del dogma e dalla superstizione, si incarna nella scienza moderna di cui è simbolo la macchina a vapore.



Imperatrici d'Oriente a Costantinopoli

Nota di Lunaria: metterò la fotografia della pagina come prova, prima che qualche idolatra di aristotele se ne esca dicendo "non è vero niente! te lo sei inventata tu! le donne non hanno mai fatto niente per 2000 anni, eh eh! solo aristotele ha fatto la storia, eh eh!!!"

Info tratte da

Nell'impero bizantino le donne ebbero un gran potere. Nelle classi dirigenti di Costantinopoli, la donna riceveva un'istruzione e se era aristocratica poteva esercitare un'influenza notevole in politica. Anche alcune donne non aristocratiche riuscirono a sedere sul trono imperiale. L'esempio più famoso fu quello di Teodora, figlia di un custode degli orsi, divenne famosa nel teatro. Sposò un funzionario, poi quando venne abbandonata, divenne amica del senatore Giustiniano, nipote dell'imperatore Giustino. Giustiniano convinse lo zio ad abolire la legge che vietava i matrimoni con attrici e cortigiane. Una volta imperatrice, Basilissa, Teodora partecipò ai consigli dei ministri, occupandosi di politica e religione.

Quando un imperatore si sposava, la sposa veniva incoronata prima del matrimonio, per farla diventare imperatrice per conto suo, indipendentemente dallo sposalizio. La sua autorità sacrale "scendeva su di lei, per scelta divina" pari a quella dell'imperatore. Tenendo in mano una candela, tutta vestita d'oro, dopo essersi inchinata alla croce, l'imperatrice salutava i sudditi che l'acclamavano con "Dio salvi l'Augusta!"

PROVA:


Per curiosità: la fiaba di "Cenerentola" ricalca un fatto storicamente successo. Verso il 788, l'imperatrice Irene, per trovare una moglie al figlio Costantino VI, mandò per tutto l'Impero dei messi, che mandarono a Costantinopoli tutte le fanciulle che rispondessero ai requisiti di bellezza fissati dall'imperatrice, incluso la misura del piede! Fu Maria, figlia di Filarete, di condizione modesta, a divenire la nuova basilissa, sposa di Costantino VI. Anche Atenaide divenne basilissa venendo scelta dall'imperatrice Pulcheria che reggeva lo Stato come tutrice del fratello Teodosio II.  Venne battezzata col nome di Eudossia, visto che era ancora pagana.  Eudossia, che era figlia di un professore universitario, fece promuovere la riorganizzazione dell'università di Bisanzio, facendone il più importante centro di studio dell'Impero. E così l'impero orientale fu ricco di donne che si distinsero per qualità intellettuali, per ambizione e per vizi e crimini: l'imperatrice Irene, moglie di Leone IV, governò da sola fino a quando il figlio Costantino VI diventò maggiorenne; poi lo fece assassinare, regnando fino all'802, come "imperatore", non facendosi chiamare "imperatrice vedova".

Immagini:




















Il Romanico

 
















Okot p'Bitek e la scena Metal in Uganda

Info tratte da

Il poeta ugandese Okot p'Bitek (vedi anche https://intervistemetal.blogspot.com/2022/11/introduzione-alla-teologia-africana.html)(https://intervistemetal.blogspot.com/2017/04/alle-origini-del-blues-la-poesia.html)

è famoso per aver scritto "Il Canto di Lawino", un poema nel quale una moglie parla del marito Ocol che sa leggere e ha frequentato la scuola.

"Mio marito, ora mi disprezzi,

mi guardi dall'altro al basso...

Dici che non mi vuoi più

perché sono come le cose inutili,

abbandonate nella masseria deserta.

Mi insulti,

ridi di me,

dici che non conosco la lettera A

perché non sono stata a scuola

e non sono stata battezzata...

[Mio marito] dice che sono spazzatura,

non mi vuole più!...

Dice che sono una primitiva,

perché non so suonare la chitarra.

Dice che i miei occhi sono morti

e non so leggere...

[...] Ascoltate, voi del mio clan.

Piango per mio marito

che ha perso la testa

nella foresta dei libri...

Mio marito ha letto tanto;

ha letto molto e profondamente...

E la lettura 

ha ucciso il mio uomo (1)

Agli occhi della sua gente

è diventato un resto di se stesso...

Gli sono scoppiate le pupille

e porta occhiali scuri.

La casa di mio marito

è una scura foresta di libri.

Alcuni stanno lì

alti e grossi

come l'albero di tido.

Alcuni sono vecchi,

la loro corteccia si sta spelando

e mandano un forte odore...

Le carte sul tavolo di mio marito

sono avvolte in spire minacciose

come gli arrampicatori della foresta...

La casa di mio marito

è un'immensa foresta di libri,

è scura e molto umida..." (2)


(1) Il poeta, con queste parole, fa notare come sia disumana una cultura libresca fine a se stessa, priva della solidarietà.

(2) La cultura africana, similmente ad altre culture non occidentali, è sempre stata orale, trasmessa di padre in figlio, di madre in figlia, di nonno in nipote.


Leggenda Africana: "Come gli uomini conobbero la morte", tratta da

Da tempo la Luna voleva mandare agli uomini un messaggio, ma non trovava nessuno a cui affidare questo incarico. Un giorno si presentò la lepre che disse: "Eccomi, Luna, sono qui per obbedirti. Ho sentito che devi far arrivare agli uomini una notizia importante e, visto che sono veloce, sono pronta a svolgere la missione." Apprezzando la sua disponibilità, la Luna ordinò alla lepre: "Va', corri dagli uomini più in fretta che puoi e riferisci loro che, come io muoio e poi resuscito, anche a loro sarà possibile resuscitare." La lepre, però, volendo metterci qualcosa di suo, ingannò gli uomini dicendo loro che, così come la Luna moriva e scompariva dal cielo, anche loro sarebbero scomparsi. Fu così che nacque la morte, perché la lepre, ingannando gli uomini, non rivelò la resurrezione: la Luna attraversa le fasi di di crescita, di pienezza, di decrescita ed oscurità... fino alla prossima rinascita, nel ciclo eterno di luce-buio, morte-rinascita, crescita-decrescita.


Nota di Lunaria: Ad oggi, in Uganda, sono presenti tre band: Mehul Kanani (chitarrista Prog Metal), Threatening (Heavy Metal molto "maideniano", https://www.youtube.com/watch?v=wLvndGWkYwQ) e Vale of Amonition (Doom Metal con delle influenze alla My Dying Bride https://www.youtube.com/watch?v=2VfcXMo8Jp8 e più "tribal"  https://www.youtube.com/watch?v=D3E8tQwsHfY)