Esoterismo (16) L'Appeso nei Tarocchi e il Dondolio Rituale



Dodicesimo Arcano: L'Appeso (o l'Impiccato)



L'Appeso suggerisce, secondo Waite, "la possibilità di un grande risveglio" ed il fatto che dopo il Sacro Mistero della Morte 


vi è un Glorioso Mistero della Resurrezione. La morte è l'ingresso nella vita: non solo quella del più alto mondo dello spirito dopo la liberazione dal legame corporeo, ma anche la vita in questo mondo perché il nuovo essere umano è il risultato della "morte" del fallo nell'eiaculazione [Nota di Lunaria: ovviamente questa è una visione totalmente androcentrica].

L'Appeso penzola libero da una forca, la testa in giù, appeso per il piede sinistro con due sacche d'oro strette nelle mani e sul viso un'espressione di compiaciuta serenità.


è la passione soddisfatta, il completamento di un processo, e il 12 è il numero della completezza perché sin dai tempi più antichi gli anni e i giorni erano divisi in 12 parti: idea che venne rafforzata anche dal fatto che cristo scelse 12 discepoli.

La lettera ebraica corrispondente all'Appeso è Mem (*) [ https://intervistemetal.blogspot.com/2018/04/israele-esoterico-2-alfabeto-e-spirito.html ] che il Sepher Yetzirah collega all'acqua. L'acqua è il sangue della terra, apportatrice di vita, in base all'antica credenza che tutte le cose derivassero inizialmente da essa, e che di acqua fosse sostanziato il caos da quale si formò il mondo. L'acqua indica anche la profondità della mente umana, e uguale significato hanno il serpente e lo scorpione, che vivono in luoghi oscuri e nascosti. Nel processo simboleggiato dall'Appeso il mago annega nei flutti della sua intima essenza. Il falso io che viene così distrutto è l'intera struttura superiore dell'aspetto, gli atteggiamenti, i gusti, le abitudini mentali ed emotive acquisite, che ingabbiano l'uomo interiore. In un rovesciamento di valori (l'Appeso pende a testa in giù dal suo patibolo) questa struttura è ribaltata e frammentata per liberare le acque più profonde. Queste acque sono fertili. Trasportano il seme della vita nuova, di qualcosa entro il mago stesso che è potenzialmente il suo vero io.
 

(*) In realtà è associato a Lamed, che ha forma di serpentello


Qui riporto un'altra analisi che avevo preso da altri libri














La Carta numero 12 (XII) è l'Appeso.

Vediamo un uomo che pende da una trave, fra due pilastri che in alcune versioni, sembrano dei rami; potrebbero essere accostate alle Colonne del Tempio di Salomone o a un riferimento massonico. Il disegno comunque suggerisce l'idea di patibolo e ha valore di monito. Le mani dell'uomo sono legate dietro la schiena (non può scegliere, si offre completamente come dono di sé), mentre il piede è legato da una pesante corda. In alcune versioni di Tarocchi, l'uomo è appeso in modo tale che il viso sia quasi a contatto con il terreno: i capelli che ricadono verso il basso, come se fossero radici. In genere sono colorati di azzurro (ricettività spirituale) o giallo (rimandano al Sole e alla Luna, a livello grafico).
I bottoni dell'abito possono rimandare alle Sephiroth. Gli occhi sono aperti, consapevoli di quello che gli succede. è in una situazione di stasi o di transizione; l'iniziativa che prima era attiva (il Bagatto) ora è passiva: la calma momentanea è un preludio all'azione?

Significato divinatorio: vita in bilico, mutamento, passività, apatia, noia, abbandono, rinuncia; stato di accumulo, sosta, reclusione; misticismo, idealismo, spirito di sacrificio: in senso esteso, rappresenta quelle divinità incarnate che si sono immolate: il dono di se stessi, mentre i rami tagliati vengono a simboleggiare gli apostoli. Può indicare la necessità di lottare per raggiungere la meta che tuttavia non sarà raggiunta. Può rappresentare nuove esperienze, se confrontato con le carte successive. Ad ogni modo, per essere interpretato va messo in correlazione con le carte che precedono e seguono (se sono a loro volta positive e negative), per capire se il sacrificio andrà a buon fine.

Se la carta capita capovolta (da verificare con le carte successive): mancanza di spirito e di sacrificio. Rifiuto di compiere lo sforzo necessario. Sacrifici inutili. Continuo commiserarsi senza prendere decisioni.

In alcune versioni di Tarocchi, le tasche sono a forma di Luna: una riceve, l'altra dà, una è attiva, l'altra passiva. La corda doppia, può rimandare a un simbolo fallico, o alla vagina, se la si guarda da destra; il tallone dell'uomo ha un simbolo circolare, con un piccolo triangolo al suo interno: è un simbolo dello spirito. Se sono raffigurate delle goccioline che sembrano trasudare dai rami, significano sensi di colpa o peccati anche immaginari.
Secondo alcuni, la posizione dell'Appeso (le gambe incrociate sono simili a quelle dell'Imperatore) non è di passività, ma anzi, è una preparazione per l'accumulo di energia, che egli sta raccogliendo dentro di sé. è la forza del sacrificio, della rinuncia, dell'abnegazione; può agire sulle cose a distanza.
Un'altra concezione, lo raffigura come un traditore, che da se stesso si punisce: sacrificio ed espiazione; Può rappresentare una sorta di Giuda, e in certe versioni, compare con due borse piene di denaro. Lo si può accostare anche al misticismo yoga o degli sciamani.

è associato alla Lettera Ebraica Lamed.

A livello professionale, indica vita d'ascesi.
 

Abbinamenti Positivi:
L'Appeso + Il Bagatto = il sacrificio porterà al successo. Se dopo capitano Arcani Minori di Coppe: successo in Amore; Bastoni: successo lavorativo; Denari: successo negli investimenti.

Appeso + Arcano XIII (Morte) = potrebbe rappresentare un cambiamento esplosivo, a livello creativo/spirituale.

Abbinamenti negativi:
L'Appeso + La Torre = totale fallimento.

Arcano XIII (Morte) + L'Appeso = totale stasi, frustrazione.

Altro approfondimento tratto da



L'Appeso, chiamato in alcuni casi "Il Pipistrello", era rappresentato dai pittori medioevali come una figura androgina appesa per i piedi a un ramo d'albero. Forse vi è stato appeso per castigo. Molto più probabilmente egli stesso si è appeso per penitenza. Il soggetto dell'Appeso suggerisce una deliberata rinuncia alle proprie energie. è un umile mistico, persuaso di essere niente. La sua passività lo rende disponibile alle forze che agiscono intorno e su di lui. L'Appeso resta inattivo nel corpo affinché il suo spirito possa liberarsi. Non è propriamente un essere di questa terra, perché ne è stato separato. La realtà materiale è discosta da lui, ed egli vive in un sogno, appeso a una misteriosa entità celeste. L'Appeso vi si tiene aggrappato perché, da saggio, ha compreso il valore del sacrificio. E il suo misticismo è estremo. Non prosegue alcuna salvezza personale, bensì il totale oblio di sé, perché la devozione pura non prevede alcuna ricompensa. Nei Tarocchi, l'Appeso non desidera conquistare il cielo. La sua testa è rivolta verso la terra. E così le sue meditazioni. Egli si prefigge il bene altrui, la redenzione degli umani vittime dei propri egoismi. è il simbolo dell'ascetismo perfetto e dell'abnegazione.

Riporto l'approfondimento sui riti di Impiccagione, tratto da:




L'uso delle statuine appese ai rami degli alberi da frutto era corrente in Grecia e a Creta. Nella maggior parte dei casi esse raffiguravano Arianna. Poiché questo appunto fu in origine la figlia di Minosse: una Dea minoica primitiva, uno spirito della vegetazione, dell'albero. Il suo nome, Arianna, o meglio Ariagne, tradotto di solito come "la più sacra" sarebbe reso molto meglio con "l'intatta", "l'intoccabile". La vergine Arianna pagò a caro prezzo il fatto di non essere più tale perché il volubile Teseo l'abbandonò a Nasso. Fu poi consolata da Dioniso (*)

(*) OVIDIO: "Bacco e Arianna". Brano tratto dall'Antologia di Scrittori Latini a cura di Marchesi e Campagna (Casa Editrice Giuseppe Principato, 1967)

Arianna, figlia di Minosse, re di Creta, era partita dalla terra natale seguendo Teseo, ch'essa aveva aiutato a uscire dal labirinto, dopo aver ucciso il Minotauro; ma nell'isola di Nasso, l'eroe ateniese abbandonò la fanciulla mentre era immersa nel sonno. Il poeta descrive la sventurata eroina, appena desta dal sonno, che va stordita e pazza per quell'isola sconosciuta; e dallo stordimento, appena sente l'orribile realtà dell'abbandono e del tradimento, passa all'urlo, all'invettiva vana e disperata lanciata per i flutti impassabili e sordi. E finalmente viene il grido angoscioso e disperato: "Che ne sarà di me?" mentre intorno incombe un mostruoso silenzio di solitudine marina. "Che ne sarà di me?" ripete disperatamente Arianna. Ed ecco subitaneo, assordante, lo scoppio del corteo bacchico, che rimbomba frenetico per tutta la spiaggia.
Arianna viene quindi portata via dal Dio e assunta in cielo tra le costellazioni boreali.

Sopra le ignote arene errava Arianna, impazzita, dove l'ondata batte la sponda dell'isola Dia.
Desta dal sonno, un velo di tunica intorno le svola: e nudi i piedi e sciolte le bionde chiome.
"Teseo crudele!" ai flutti, che non udivano, urlava: e un gran pianto rigava le tenere guance innocenti.
Gridava e piangeva: ma il grido e il pianto le davano grazia; il pianto non aveva alterato il volto suo bello.
Battea, battea con le palme il morbidissimo seno. "Lo spergiuro è fuggito", diceva, "E di me che sarà?"
Diceva "E di me che sarà?" Ah! Scoppia per tutta la spiaggia un suon di cembali e timpani percossi da mani furenti.
Ella cade atterrita; né più profferisce parola. Esangue era il suo corpo come corpo di morta.
Eccole, le Baccanti, cosparsi i capelli sul dorso: eccoli, i lievi Satiri, che in folla precedono il Dio.
Oh sul curvo asinello ecco il vecchio ecco l'ebbro Sileno, che barcolla e si aggrappa alla criniera, e via dietro alle Baccanti: ed esse via scappano e tornano, e quello da' da' con la canna alla bestia, il cavaliere maldestro, finché fa un capitombolo giù dall'orecchiuto asinello.
Gridano i satiri: "O Padre, su, levati levati, su!"
Eccolo il Dio! Dal carro che avea coronato di grappoli, il dio le tigri aggiogate guidava con redini d'oro.
Teseo, calore, voce, tutto perdè la fanciulla; tre volte ella tenta la fuga, tre volte il terrore la inchioda.
Rabbrividì tremando, come al vento la sterile spiga, come le canne lievi nell'acquosa palude.
Il Dio le parla: "Io vengo amore più fido al tuo amore. Non temere: di Bacco sarai, Arianna, la sposa. Io t'offro il cielo; dal cielo più volte alla nave smarrita, darà fulgente stella, la Gnosia Corona la via."
Disse, e balzò dal cocchio, perchè non temesse le tigri, la sua fanciulla. E il lido cedeva di sotto ai suoi passi.
La portò via serrata fra le sue braccia; era vano ogni contrasto. Un Dio facilmente può tutto.
Si leva ora il canto: "Imeneo". Risuona ora il grido "Evoè!"

***

Gnosis in ignotis amens errabat harenis,
qua brevis aequoreis Dia feritur aquis;
utque erat e somno tunica velata recincta,
nuda pedem, croceas inreligata comas,
Thesea crudelem surdas clamabat ad undas
indigno teneras imbre rigante genas.
Clamabat flebatque simul; sed utrumque decebat:
non facta est lacrimis turpior illa suis.
Iamque iterum tundens mollissima pectora palmis
"Perfidus ille abit! Quid mihi fiet?" ait.
"Qui mihi fiet?" ait: sonuerunt cymbala toto
litore et attonita tympana pulsa manu.
Excidit illa metu rupitque novissima verba;
nullus in exanimi corpore sanguis erat.
Ecce Mimallonides sparsis in terga capillis,
ecce leves Satyri, praevia turba Dei,
Ebrius ecce senex: pando Silenus asello
Vix sedet et pressas continet arte iubas;
dum sequitur Bacchas, Bacchae fugiuntque petuntque,
quadrupedem ferula dum malus urget eques,
in caput aurito cecidit delapsus asello:
clamarunt Satyri "Surge age, surge Pater!"
Iam Deus in curru, quem summum texerat uvis,
tigribus adiunctis aurea lora dabat:
et color et Theseuset vox abiere puellae
terque fugam petit terque retenta metu est;
horruit, ut sterilis agitat quas ventus aristas,
ut levis in madida canna palude tremit.
Cui Deus "en, adsum tibi cura fidelior", inquit,
"Pone metum: Bacchi, Gnosias, uxor eris!
Munus habe caelum: caelo spectabere sidus;
saepe reges dubiam Cressa Corona ratem."
Dixit, et e curru, ne tigres illa timeret,
deesilit: inposito cessit harena pede:
inplicitamque sinu (neque enim pugnare valebat)
abstulit: in facili est omnia posse Deo.
Pars "Hymenaee" canunt, pars clamant Euhion, "Euhoe!"
 

In seguito all'abbandono, pare che si sia impiccata.
L'impiccagione di Arianna a Cipro ricorda quella di Erigone a Icaria, ma con l'impiccagione pose fine ai suoi giorni anche sua sorella Fedra, la "Brillante", dopo essere stata respinta dal figliastro Ippolito. E Fedra a volte viene rappresentata su un'altalena (Erigone, figlia di Icario, era nota come colei che apriva le Aiorie, durante le quali venivano appese bambole e maschere, agli alberi, per assicurare la fecondità, mentre fanciulle in piedi, su una stretta piattaforma appesa ai rami, si dondolavano. Così si dice sia nata l'altalena. La simulazione del dondolio dovrebbe rappresentare l'orgasmo femminile. Il dondolio è un atto rituale che viene praticato ancora in India) 


Krishna e Radha




In Arcadia esisteva un culto di Artemide Apankoméne, o di Artemide Kondylits, "l'Impiccata", "la Strangolata"
(Nota di Lunaria: vedi il collegamento con i Tarocchi: L'Appeso, il Dodicesimo Arcano, che rappresenta il sacrificio di sé, le Divinità incarnate che si sono immolate: il dono di se stessi)

Artemide, la vergine che con le sue compagne frequenta le foreste selvagge, era anch'essa una divinità dell'albero, cui erano consacrati il noce, il cedro e l'abete rosso.

Che cosa possono significare tutte queste impiccagioni, di cui il dondolio rituale o le bambole appese ai rami non sono che surrogati?
L'impiego dell'altalena era associato al rinnovamento della vegetazione, le bambole stimolavano l'accrescimento degli alberi,
e molti Dei si sacrificano impiccandosi: Dioniso-Zagreo, Odino.
(Nota di Lunaria: anche il cristo si appende al legno e reclina il capo anche se non viene impiccato; comunque, nella storiella evangelica, è Giuda ad impiccarsi)
Il sacrificio di sé è il dono totale, e, nei casi citati, si trattava di provocare l'avvio della vegetazione.
Della fede arcaica negli effetti fecondatori e rigeneratori dell'impiccagione esiste un'antica traccia: si credeva che la mandragora crescesse sotto il patibolo, dal seme degli impiccati.

(https://intervistemetal.blogspot.com/2018/09/la-mandragora.html)

Secondo il mito di Arianna, ella muore, impiccata a Cipro (o bruciata da Artemide, su istigazione di Dioniso, in certe versioni): era necessario che Arianna morisse per diventare immortale e potersi unire al Dio che a sua volta, come tutte le divinità della vegetazione, è un Dio che muore e resuscita.

(Nota di Lunaria: Nella fantasia cristiana, spesso cristo è rappresentato crocifisso all'albero della conoscenza del bene e del male, descritto in Genesi)





Esoterismo (15): L'Arcano della Luna e della Stella


Nota di Lunaria: tra tutte le descrizioni degli Arcani, queste due sono affascinanti e suggestive. Per questo ho deciso di riportarle.

Diciottesimo Arcano: La Luna 




L'astro è sospeso nel cielo notturno, e stilla gocce di sangue su di un sentiero che si perde in distanza fra due torri. Un cane e un lupo ululano, mentre un granchio scivola sulla sabbia, emergendo da uno stagno. Il 18 ha per somma 9, il numero dell'iniziazione, che qui è mostrata come la rottura dell'imene. La lettera ebraica qoph  (*)  https://intervistemetal.blogspot.com/2018/04/israele-esoterico-2-alfabeto-e-spirito.html] si suppone rappresenti il retro della testa e la carta simboleggia il mondo sotterraneo della mente e l'ingresso del Cabalista nell'ignoto. Il sangue che cade è il mestruo, fluido nel quale si dissolve un corpo solido, e rappresenta uno stato o un flusso della mente nel quale i rassicuranti corpi solidi dell'autocertezza, delle idee ortodosse e dei modi di pensare abituali sono stati dissolti e portati via. In questa notte interiore si muovono creature di immaginazione e di incubo: illusioni e miraggi, sogni e fantasie. Il cane e il lupo sono gli impulsi animali dell'uomo, liberati perché ululassero alla Luna e il granchio, afferma Waite in tono misterioso, è "l'innominabile e odiosa inclinazione che è ancora più aberrante della bestia selvaggia". Di converso, la carta rappresenta anche la formazione del solido dal nebuloso, la crescita del feto nel grembo materno, il rivestire di carne i prodotti dell'immaginazione. Il viaggiatore del piano astrale si trova, almeno in parte, in quel mondo creato dalla sua stessa capacità immaginativa: ma le sue fantasie sono reali, anche se possono essere ingannevoli e pericolose. è su questo sentiero che il mago apprende l'arte di fabbricare i talismani, che sono incarnazioni concrete dei suoi desideri e delle sue idee. La Luna domina la notte e le profondità della mente e la sua costellazione è quella dei Pesci (dominati astrologicamente da Giove) che sono creature dimoranti negli abissi.

(*) Nota di Lunaria: in realtà la Luna è associata a tsade


Qui riporto un'altra analisi; per approfondimenti, vedi questi libri:











L'Arcano numero 18 (XVIII) è la Luna.

Vediamo due cani che ululano alla Luna (azzurra, totalmente ricettiva) che feconda il suolo con delle goccioline di rugiada.
I raggi della Luna sono dorati e neri, alternativamente, ad indicare il conflitto delle influenze del bene e del male. Sullo sfondo, dietro ai cani (alcuni ritengono un cane e un lupo), vi sono due torri (simbolo di Ragione e intelligenza, civiltà umana o analogia con le Colonne d'Ercole).
In primo piano, in una pozza d'acqua (non statica, perché vediamo delle piccole onde: la pozza rappresenta l'inconscio nel quale è racchiuso il passato) un granchio emerge.
La Luna, che è crescente, è in formazione, sebbene il volto sia maturo (antica saggezza) esercita il suo potere sulle acque e il granchio è in attesa di ingannare coloro che si avvicinano troppo all'acqua. Se osserviamo con attenzione, possiamo vedere che il granchio, tra le chele, stringe due palline nere: ha qualcosa da offrire, malgrado sia una minaccia, a volte occorre sapere osare per acquisire i doni della conoscenza. Un'altra versione, identifica il granchio come l'Io che aspira al contatto con la Luna, senza sapere che è già in comunione con lei, oppure ancora come custode del nostro passato (il cammino a ritroso); i cani diventano quindi i custodi del futuro. Malgrado la bellezza della Luna, e di una notte rischiarata dalla Luna, questo Arcano è abbastanza funesto. Rimanda al lato oscuro, al mistero, all'inconscio, perché la luce della Luna illumina, ma tutto appare alterato. Ricordiamoci che la Luna è un aspetto di Ecate. 


Prima di vedere i significati divinatori di questa carta, vediamo qualche notizia sulla Dea Ecate.


Ecate, la Dea dei Crocicchi, Ecate trivia, Ecate, Dea Lunare, ma non passiva, connessa anche alla menopausa, alla fertilità, al ciclo della vita. Ecate Trina: della fanciulla, della madre e dell' anziana: Luna Nuova, Luna Piena, Luna Nera (o Calante). Passato, Presente, Futuro. Ecate è la Dea che con i suoi tre volti vede nelle pieghe del Tempo.

Altre due Divinità lunari erano Selene e Artemide.

“Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade,
terrestre e marina e celeste, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti,
figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi,
notturna protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura, domatrice di tori, Signora che custodisce le chiavi del cosmo, frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani, della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti, benevola verso i suoi devoti sempre con animo gioioso.”

Esiodo canta Ecate come "Regina delle Stelle", "Figlia della vergine madre Asteria (stellata)" "Regina del Cielo".

è Una e Trina; viene rappresentata con tre facce, intenta a reggere una torcia, una chiave e un serpente. Penso che siano simboli ancora chiari, nel 2015: la torcia, illumina: Ecate porta conoscenza; è la Sapienza Divina. La chiave, apre le porte del mistero o dell'Ade. Il serpente è legato a tutto ciò che è ctonio, autosufficiente, eterno, che si autorigenera (potremmo vedere un parallelo con l'Ouroboros: "La mia fine è il mio inizio").

Un'altra rappresentazione, la vuole con tre teste: una di cane, una di serpente, una di cavallo.
 

Nei tempi antichi, venivano lasciate delle offerte di carne ai crocicchi (che sono un luogo sacro anche agli Dei Exu e Pomba Gira); anche i cani le venivano sacrificati (è probabile che questo indichi un'origine non greca, e molto più antica, per questa Dea, essendo i cani abbastanza al di fuori della mentalità religiosa greca). 

Il cane era l'animale sacro di Ecate, il cane (Cerbero, Custode dell'Ade) come guida verso l'Oltretomba, e che latra alla Luna, per chiamare la Dea. Come sulla carta del Tarocco XVIII.

Ai crocicchi, le statue di Ecate, proteggevano i pellegrini e i viandanti in viaggio.

Alcuni nomi di Ecate:

Chtonia (Del mondo sotterraneo)
Antaia (Colei che incontra)
Apotropaia (Protettrice)
Enodia (La Dea che appare sulla via)
Kourotrophos (Nutrice di fanciulli)
Propulaia/Propylaia (Colei che sta davanti alla porta)
Propolos (Colei che serve)
Phosphoros (Portatrice di luce)
Soteira (Sapiente)
Triodia/Trioditis (Che frequenta i crocicchi)
Klêidouchos (Che porta le chiavi)
Trimorphe (Triplice)

Come è da aspettarsi, il cristianesimo ha visto in Ecate una manifestazione diabolica e satanica. Essendo legata ai crocicchi e alle strade, e metaforicamente alle possibilità di scelte delle vie, è una Dea che rappresenta la libertà di scelta. Anche in alcuni Tarocchi sullo sfondo vediamo spesso vie e sentieri: il destino dell'uomo, le sue scelte.

Ovidio celebra Ecate nei “Fasti”:

“…Le facce di Ecate si volgono verso tre parti / perché guarda i crocicchi che si dividono in tre strade…”

 Anche il coltello è un simbolo di Ecate: taglia il cordone ombelicale ai neonati, accompagna nella morte, scindendo il corpo dallo spirito. Accompagna le anime nell'Oltretomba, ma accompagna anche alla nascita, l'entrata nella vita. è una Dea psicopompa, legata al potere di viaggiare nel mondo degli umani e in quello dei morti.

Siccome Ecate era associata alla Luna Calante, era connessa anche con la menopausa, per esteso, la Matriarca (figura che manca totalmente nelle religioni patriarcali). La Matriarca non è più fanciulla ingenua, né donna in evoluzione: è saggezza, è introspezione, è esperienza. Non più legata alla "condanna" della gravidanza, è potere e godimento sessuale allo stato puro (pensiamo alla nostra società, che invece vede nella "donna vecchia" solo un peso e una cosa da buttare!).
La Matriarca ha vissuto la pienezza della vita, e si prepara alla morte (la fase conclusiva della vita materiale). La Matriarca è guida, è sciamana, è guaritrice.
 

Relativamente al danno che il cristianesimo ha portato alla condizione spirituale/materiale delle donne, non dobbiamo considerare solo quello per le donne giovani, ma anche quello per le donne anziane: mancando l'idea/modello di una "Madonna vecchia", invecchiata come il resto delle donne, ma celebrata solo come vergine-madre perennemente giovane (e bellissima!) ecco che il ruolo della Matriarca/Donna Anziana e Saggia viene annullato. Alle donne anziane, ormai "inutili" secondo i precetti patriarcali, non resta che l'oblio, di fronte invece alla considerazione enorme del patriarca. Non esiste alcuna figura femminile di saggezza, di sapienza, di riferimento nella quale immedesimarsi: alle donne resta solo la degradazione delle figure come le mogli dei patriarchi, nelle quali "immedesimarsi"!

Ecate era Dea Lunare, come si è detto, ma non passiva. Essendo una Dea Notturna, era connessa alle Tenebre, e quindi anche alla distruzione e al terrore dell'ignoto. Sotto questo punto di vista è una Dea che rappresenta il Femminile oscuro, come Kali, Morrigan o Lilith.

Si pensa che Ecate fosse in correlazione con la Dea Egizia Levatrice, Heket, che invece era legata alle rane: la Dea Heket, Dea Rana, anfibia, umida, con le gambe aperte, dalle quali fluisce la vita. In questo caso, credo la si possa associare soprattutto al Tarocco della Stella, dove la fanciulla lascia scorrere l'Acqua di Vita. 



Su alcuni simulacri dedicati alla Dea Heket sono state trovate alcuni iscrizioni: "Io sono la resurrezione" - ben prima di Cristo -

Ovviamente, il cristianesimo la relegò al ruolo di "Dea delle streghe", di tutto ciò che è diabolico. Non potendo accettare che l'aspetto della vita, della resurrezione, della rigenerazione perpetua fosse affidata a una Dea, ecco che Ecate viene dipinta come "diavolessa". Le sue sacerdotesse vengono dipinte come streghe orripilanti e malefiche. I riti di venerazione della Dea vengono associati ai sabba (tipico del cristianesimo: fare di tutta l'erba un fascio, e di tutti gli Dei "degli altri", un unico "Diavolo"...)

Possiamo adorare ancora Ecate (ovvero, Noi Stesse)? Sì, se la invochiamo come una Dea che ci aiuti nel passaggio nelle varie fasi della vita, nelle quali dobbiamo compiere delle scelte (e ci troviamo fermi ai crocicchi della vita). Ecate aiuta a fare scelte, a meditare sulle fasi della vita: dimenticare ciò che non ci appartiene più, ed entrare in una nuova fase, trasmettere conoscenza, meditare. Essere donne complete, nelle tre fasi della nostra vita: giovinezza, maturità, vecchiaia, ma sempre Dee, esattamente come Ecate, Una e Trina.

Ritorniamo al Tarocco della Luna!

Significato divinatorio: inganno, crepuscolo, oscurità, tranello, errore, cautela, monito, insincerità, cattiva influenza, falsi amici, egoismo, disgrazia, superstizione, calunnia, nemici, inconscio profondo, verità occulta, angosce indefinite, immaginazione, sogni, incubi, notte. Può rappresentare anche una gravidanza difficile.

Significato divinatorio se la carta capita capovolta (da valutare con le altre carte): aumentano gli aspetti sfavorevoli. Quello che sembrava incerto diventa negativo: riconoscimento di un inganno, vittoria sulle tentazioni, avvenimento del passato che riemerge.
Abbinata al consultante, simboleggia che la persona è entrata nella profondità del suo animo.

La Carta può anche essere divisa in tre parti: piano astrale o eterico (Luna),  piano terrestre (cani), piano acquatico (gambero). Nel Tarocco di Wirth-Knapp, i due cani sono uno bianco e uno nero; si vede anche un sentiero. Nel Tarocco di Papus, i due cani sono in primo piano, mentre la luna appare distante e piccola nel cielo. Nel Tarocco di Rider-Waite, la Luna ha un'espressione molto severa. Corrisponde alla Lettera Ebraica Tsade.

A livello professionale, indica problemi e tradimenti in famiglia, esaurimento psico-fisico, e rimanda a lavori come l'attrice, la cantante, l'artista, la prostituta.

Abbinamenti positivi:

La Luna + Il Sole = chiarimenti: situazioni poco chiare si risolveranno. A livello simbolico rimandano alla Madre e al Padre Cosmico.

La Luna + L'Innamorato = un amore nascosto.
 

Abbinamenti negativi:
La Luna + L' Appeso = sosta, stato di ricezione.

Il Carro + La Luna = viaggio pericoloso (soprattutto se notturno).
Se capita anche la Torre: incidente!

La Luna + L'Eremita = solitudine, misantropia.

La Luna + Imperatrice (o il Bagatto) = creazione improntata alla follia.


Diciassettesimo Arcano: La Stella (alcune volte è al plurale: Le Stelle)



Una bella fanciulla nuda versa da due brocche rosse acqua sulla terra e in una polla. Dietro di lei fioriscono alberi e arbusti, e nel cielo splende una grande stella, circondata da altre sette più piccole. Gli astri sono quindi
1 + 7, cioè 8, il numero della nuova vita. La fanciulla è la Natura che versa l'acqua vitale per far "rinascere" il mondo in primavera. è anche l'acqua di vita nella donna, le secrezioni che recano promessa di fertilità, e l'acqua di vita nella mente, il sottile flusso di intuizioni che restituisce la speranza allo spirito travagliato. La carta sottointende potenzialità, attesa, le luminose possibilità del futuro, ed è spesso connessa con l'astrologia e altri metodi di predizione dell'avvenire.


L'aquila è simbolo di speranza perché sfreccia verso l'alto. L'Acquario, "colui che versa l'acqua" era in origine l'effemminato Ganimede, che mesceva il nettare agli Dei dell'olimpo. Venne rapito da Zeus che si era trasformato in aquila e la costellazione dell'Aquila è vicina all'Acquario nel firmamento.

L'Arcano numero 17 (XVII), La Stella, rappresenta una bella fanciulla nuda che, in ginocchio, versa dell'acqua (le Acque della Vita) contenuta in due anfore, in un fiume (simbolo della non-resistenza); sopra di lei, le  stelle brillano luminose: la più grande potrebbe essere la Stella dei Magi o Venere, Lucifero Stella del Mattino, a otto punte, che agisce sul mondo, irrigandolo.
Attorno alla donna, un paesaggio fertile con della vegetazione e un uccello nero posato su un albero: il verde rimanda a una nuova vita rigogliosa, mentre l'uccello è il Sacro Ibis del Pensiero o l'Araba Fenice che rinasce dalle proprie ceneri.
Le stelle diventano quindi l'energia cosmica. Questo Arcano rappresenta l'Illuminazione mistica che riceve chi sa accoglierla con animo umile, spoglio da ogni orgoglio, ovvero ha la mente nuda, come la donna. L'atto di versare simboleggia il movimento di nuove idee e l'immissione di nuovi concetti. è da notare che la fanciulla ha i capelli azzurri, simbolo di ricettività. Il seno esposto è un rimando alla lattazione, e per esteso, alla Via Lattea; anche l'ombelico potrebbe rimandare al "germe" di una nuova vita. Le sette piccole stelle nel cielo rimandano a quelle già raffigurate nel Carro (simbolo di trionfo).
 

Significato divinatorio: speranza, fede, ispirazione. Prospettive luminose, ottimismo, possibilità promettenti. Buon auspicio, amore spirituale. Punto d'arrivo di ciò che si è appreso nel passato e nel presente. Appagamento, realizzazione degli sforzi fatti. Giusto equilibrio di desideri e di lavoro, di speranze e di sforzi, di amore e di espansione. è una carta che invita ad agire e a realizzare le proprie idee.

Significato divinatorio se la carta capita capovolta (da valutare con le altre carte): speranze frustrate; delusione, pessimismo, squilibrio, sfortuna.
 
In alcune versioni di Tarocchi, compare una mezzaluna sulla fronte della fanciulla. Il nome in francese di questo Arcano è "L'Etoile" che può essere letto come "Le Toule" (in Occitano "La Fonte") o come "Le Toi Ile", "L'Isola del Tu". Questo Arcano è il Tarocco rischiaratore per eccellenza. Rimanda al segno zodiacale dell'Acquario (rappresentato da un uomo nudo che versa acqua da una brocca) o al mito di Pandora. Nel Tarocco di Wirth-Knapp, non c'è l'uccello nero, bensì una farfalla che si posa su un'acacia: è un simbolo massonico.

Corrisponde alla Lettera Ebraica Phe.

A livello professionale rimanda a figure femminili come fioriste, poetesse, astrologhe; in senso negativo, a una truffatrice.

Abbinamenti positivi:

La Ruota della Fortuna + La Stella = Buona fortuna! Se la terza carta è un Arcano Minore di Coppe o l'Innamorato, la fortuna è in amore; se capita Denari o Bastoni, è fortuna finanziaria.

La Stella + L'Innamorato = Il grande amore.

Il Carro + La Stella = vittoria e conquista totale.

Abbinamenti negativi:

La Stella + L'Appeso + Il Tredicesimo Arcano = malattie, pericolo di vita.

Esoterismo (14) Tarocchi e Cabala



Il Sepher Yetzirah descrivendo come venne creato il mondo, ci fa sapere che Dio usò i numeri, le lettere e i suoni nella creazione (cioè per "incidere il suo nome") perché Dio è l'uomo magnificato (*) e i tre principali sistemi umani per comunicare i pensieri sono la numerazione, la scrittura e l'emissione di suoni intelligibili. I 32 Mirabili Sentieri di Saggezza sono i Dieci Sephiroth o numeri e le 22 lettere dell'alfabeto ebraico.
 

(*) Ovviamente, questa è la visione androcentrica della cosa. Per le donne, usate gli archetipi delle Dee.


Queste 22 lettere (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/04/israele-esoterico-2-alfabeto-e-spirito.html) sono associate con le 22 opere della creazione secondo la Genesi e si pensava riunissero in loro tutta la saggezza, la verità e la conoscenza di Dio e dell'Universo. Nella Cabala sono connesse con i 22 Sentieri, le strade che conducono da un Sephira all'altro. Le lettere e i Sentieri riproducono tutto ciò che l'universo contiene, e sono per l'anima  la via che conduce a Dio, per il mago quella che conduce al potere: cioè i gradi del processo di espansione spirituale attraverso il quale l'uomo può estendersi sino a coprire l'intero universo e controllarlo. La loro interpretazione è arricchita dal fatto che essi sono legati con i 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi.






I Tarocchi sono un curioso mazzo di carte, antenate delle nostre moderne carte da gioco. Vengono ancora usati per predire il futuro. Molti occultisti ritengono che gli inventori dei Tarocchi siano stati gli Egizi e furono portati in Europa dagli Zingari. Secondo altre interpretazioni sarebbero state concepite dai Cabalisti; in esse sono rintracciabili influenze gnostiche, neo-platoniche e catare; tuttavia la loro storia si perde nell'oscurità dei tempi. Nelle carte è racchiusa una tale ricchezza di simbolismi e suggestioni che le interpretazioni sono tante quante sono le persone che li interpretano. Un commentatore diceva "Forse la più profonda saggezza occulta dei Tarocchi non può nemmeno essere espressa in parole" e "alla fine, a chi cerca viene rivelato soltanto ciò che da solo non sa trovare"
Le difficoltà contro le quali urtano tutte le interpretazioni derivano principalmente dal problema dell'esatta collocazione del Matto che non ha numero.
Il sistema di corrispondenze, che getta altra luce sui significati degli Arcani e dei Sentieri, è una versione estesa di quello che si trova nel Sepher Yetzirah che divide le lettere ebraiche in gruppi di 3, 7 e 12, corrispondenti ai tre elementi (Fuoco, Aria, Acqua; non c'è posto per la Terra), ai Sette Pianeti e ai 12 segni dello Zodiaco.
Arcani e Sentieri possono essere considerati da due diversi punti di vista: se li si segue scendendo dalla cima dell'Albero mostrano l'evoluzione dell'universo, a partire da Dio: sono strade che conducono da Dio all'uomo. In senso contrario, partendo dalla base dell'Albero, sono le vie dell'ascesa dell'anima a Dio. Il Cabalista inizia dal basso e sale verso l'alto, seguendo la strada del "Serpente della Saggezza".








Nota di Lunaria: ovviamente questo è proprio la sintesi della sintesi da sapere sui Tarocchi.
Riportare tutto quanto ho scritto e studiato sui tarocchi, bhè, non mi basterebbero 100 post. Per cui riprenderò l'argomento più in là...

AGGIORNAMENTO: Ravanando tra le mie carte, ho ritrovato questi fogli fotocopiati risalenti a molti anni fa (se non era il 2009 era pure prima)
NO, non mi ricordo se erano cose che qualcuno mi mandò per posta\se le avevo trascritte dal pc della biblioteca, prendendo appunti da qualche libro\se le stampai da qualche sito.
Sorry!