La Sfida di Lizzie (Gaia Junior)

Che sfida quella di Lizzie! Unica figlia femmina di una famiglia molto conservatrice, decide di dimostrare ai suoi tre fratelli (e soprattutto a Jack, convinto che le donne siano creature sprovvedute e inferiori) di sapersela cavare da sola, come e meglio di un maschio. Da quel momento non le mancheranno le avventure e, tra fughe, incendi e travestimenti, Lizzie finirà per essere testimone di un delitto e addirittura rischierà la vita.

Una storia brillante e appassionante che è anche un delizioso ritratto della provincia americana agli inizi del secolo.

L'Autrice sostiene che Lizzie è un ritratto composito di tutte le donne che ha conosciuto nella sua zona: una città mineraria del Missouri.

Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/11/gaia-junior.html

Frank Norris: introduzione all'Octopus

Info tratte da

Frank Norris nacque a Chicago da genitori molto ricchi. 

Andò a studiare Belle Arti a Parigi, ma poi cambiò idea e si dette agli studi letterari. A Parigi subì l'influsso di Froissard e più tardi di Stevenson.

Tornato in California, scoprì Zola e Kipling. Così passò dal Romanticismo al Naturalismo.

I suoi primi romanzi furono "Vandover and the Brute", "McTeague" e "The Octopus" ("La Piova") pubblicato nel 1901. Doveva far parte di una trilogia, che rimase incompiuta (Norris scrisse solo i primi due romanzi: "The Octopus" e "The Pit", "Il Pozzo"), che si proponeva di esaltare in una visione epica, il frumento e la sua importanza nella vita degli uomini nel seguente ordine:

1) La produzione

2) La distribuzione

3) Il consumo di grano in America

La trilogia di Norris intendeva essere un'allegoria dell'uomo contro le forze sociali: "Dateci dei racconti con degli uomini forti e brutali, degli uomini che abbiano sangue bollente e ossa e viscere, e delle donne che si muovano e vivano in pieno (...) La vita è migliore dell'arte...né il temperamento artistico né la sensibilità alle impressioni né tutta la cultura del mondo ci aiuterà a scrivere un romanzo se non si studia la vita stessa, la vita cruda, volgare, se volete. Dieci anni di studio non valgono l'esperienza di un'ora."

Nel suo romanzo "Octopus" quando parla della costruzione della ferrovia considerata come Forza ostile all'uomo, Norris arriva a dire:

"Gli uomini sono diventati dei nulla, delle semplici "animal-culae", delle efimere che svolazzano e cadono dimenticate nel breve spazio di tempo tra l'alba e il crepuscolo… Non erano più niente. E anche la morte non era niente. Esisteva soltanto la Forza, la Forza che portava gli uomini nel mondo, che li cacciava in disparte per dar posto alla generazione successiva, la Forza che faceva crescere il grano, la Forza che lo raccoglieva dal suolo per dar luogo al successivo raccolto. "La Piovra" è un romanzo simbolico: è la lotta tra i coltivatori di grano in California e la nuova ferrovia che viene costruita.

Nel grano e nella ferrovia sono rappresentati i simboli di elementi universali: il frumento è una forza primitiva, nutrita dalla terra e perenne fonte di vita per gli uomini, la ferrovia (la piovra che strangola i coltivatori) è la nemica di questa forza vitale.


Band scomparse (?) dal 1988

 Buona lettura! (nostalgica 😢)








Aggiungo anche queste







Gli interessi culturali delle fans dei Cradle of Filth

🤘😍🤘 Del resto, "Dusk and Her Embrace" è il CAPOLAVORO Necroromantico e Gotico per eccellenza. ☠️🦇 Un album che non è solo musica ma anche testi e "un sentire interiore", un vero e proprio mondo alternativo a questa mefitica realtà, anzi, persino l'antidoto "per turarsi il naso e sopportare la realtà del sistema di cose normaloide" che ci tocca subire ogni giorno... Il loro cappio al collo... 😡

Perciò, "vivere con e dentro Dusk and Her Embrace" 🤘🖤 significa anche amare tutti gli autori, specialmente ottocenteschi, che avevano "la stessa attitudine, lo stesso mondo interiore" che trovate in quell'album dei COF (ma anche in tutti gli altri loro album, anche se "Dusk..." è l'apice).













Del resto, anche questi scrittori fanno parte della NOSTRA MUSICA.  🥰🌹😍

E poser e rosiconi se ne facciano una ragione: nel Metal si parla di argomenti culturali, perciò è perfettamente sensato che delle fans dei Cradle of Filth (o di qualche altra band particolarmente colta) rivendichino questi autori come "Nostri", nostre fonti d'ispirazione e realtà "estetiche intellettuali ideali". 

Certo che Poe, Foscolo, Tarchetti, Stoker (solo per citarne qualcuno 🖤😍 🥰🖤 ) avrebbero amato i Cradle of Filth, è talmente ovvio per chiunque abbia quell'attitudine e sia cresciuto ascoltando dozzine di gruppi Symphonic Black, Doom, Gothic Metal che li citano, che è persino scontato il doverlo sempre specificare... 

Solo un poser ignorante può negare l'enorme influenza che un autore come Stoker, concettualmente parlando, ha avuto su tutta la scena Symphonic Black Metal... solo un poser ignorante può negare l'enorme influenza di un autore come Lovecraft su tanti gruppi Black e Death Metal...

Questo è! 🤘

P.S Lo stesso discorso vale anche per il Power Metal e la letteratura fantasy 🤘


Stickers "alternativi"















La Cascina della Morte

Info tratte da

Cascina "Della Morte" (scomparsa): cascina antichissima, di proprietà dei canonici di San Nazaro di Milano; era posta vicino a Cascina dei Prati, in prossimità dell'oratorio di san Matroniano. 

Per raggiungerla c'era una strada apposita che partiva da Viboldone, poco dopo Videserto, sulla destra.

Venne nominata negli atti del censimento del 1537 dove si cita "Francesco Grasso, massaro nella Cascina della Morte"

Nelle mappe antiche attorno a questa cascina figurano il Prato della Morte e il Bosco della Morte, un fontanile che nasceva vicino alla cascina, chiamato Il Fontanile della Morte.

Non conosciamo l'origine di questa denominazione, possiamo solo dire che attorno ai prati su cui sorgeva si svolse un'aspra battaglia tra milanesi e truppe imperiali di Federico II nel 1239 e che sempre in quel luogo vi era il borgo di Madregnano, scomparso.

La cascina venne abbattuta nel 1800 e apparteneva al comune di Sesto Ulteriano.

Nei registri del Monastero di Viboldone appare anche una Cascina Novella (1558), descritta come una casa con cortile e fienile, ubicata vicino a Montone, e poi scomparsa. Non sappiamo nient'altro.