Introduzione al Cyberpunk


Cos'è il Cyberpunk? Gli autori dell'antologia dicono che è il manifesto della fantascienza hi-tech. Quella che ha a che fare con i grandi sistemi dell'informatica e con il controllo globale della rete, ma anche con gli avventurieri che cercano di combatterla. Insomma "le iene" e gli hacker di domani. Scrittori leggendari come William Gibson (https://intervistemetal.blogspot.com/2021/12/neuromante-di-william-gibson.html), Bruce Sterling, Greg Bear, Pat Cadigan, Rudy Rucker e Lewis Shiner (https://intervistemetal.blogspot.com/2023/02/fantascienza-1-orson-scott-card-e.html) balzarono alla ribalta tutti insieme, nel 1986, in questo libro che è diventato una pietra miliare del genere.

Questa antologia, "Mirrorshades", raccoglie il lavoro di alcuni scrittori che si sono messi in luce nell'ultimo decennio. Il loro legame con gli anni Ottanta li ha caratterizzati come un gruppo, come un nuovo movimento della fantascienza.



Questo movimento è stato chiamato in vari modi: fantascienza tecnologica radicale, i fuorilegge della tecnologia, l'ondata degli anni Ottanta, i neuromantici, il gruppo Mirrorshades, occhiali a specchio. Ma tutte queste etichette hanno lasciato il posto a quella più nota di Cyberpunk. Non tutti gli scrittori accetterebbero questa etichetta, eppure è possibile fissarne i tratti caratteristici.

Il Cyberpunk è un prodotto degli anni Ottanta, però affonda le sue radici nella tradizione della moderna fantascienza, in particolare quella degli anni Sessanta. I precursori del Cyberpunk sono numerosi scrittori precedenti agli anni Ottanta, che potrebbero essere definiti gli antenati del genere.

Autori e artisti che hanno ispirato il genere sono: Harlan Ellison, Samuel Delany, Norman Spinrad, Michael Moorcock, Brian Aldiss e J.G.Ballard. Altri autori importanti sono Olaf Stapledon, H.G.Wells, Larry Niven, Poul Anderson, Robert Heinlein.

I Cyberpunk coltivano una predilizione per la fantascienza più visionaria: Philip José Farmer, John Varley, Philip K. Dick, Alfred Bester, Thomas Pynchon.

Uno dei simboli più rappresentativi del genere sono stati gli occhiali da sole a specchio, preferibilmente cromati e neri opachi: nascondendo gli occhi, gli occhiali a specchio impediscono alle forze della normalizzazione di accorgersi se uno è impazzito, se è pericoloso. Sono il simbolo dei visionari che fissano il sole, del centauro, del rocker, del fuorilegge.
Questi proto-cyberpunk furono soprannominati Mirrorshades Group,il gruppo degli occhiali a specchio e l'antologia si chiama proprio così per omaggiare il movimento.





Argomenti tipici del Cyberpunk sono: attività degli hacker, Londra, Tokyo, il mondo dell'ingegneria e dell'industria, i progressi delle scienze, la tecnologia viscerale, non più fuori da noi, ma dentro di noi: sotto la nostra pelle, dentro la nostra testa.
Ci sono temi centrali che tornano frequentemente nel Cyberpunk: l'invasione del corpo, membra prostetiche, circuiti impiantati, chirurgia cosmetica, alterazioni genetiche, interfacce cervello-computer, intelligenza artificiale, neurochimica, tutte tecniche che ridefiniscono radicalmente la natura umana, la natura dell'Io.

è "Neuromante" di William Gibson




 che costituisce la quintessenza del Cyberpunk. Altri romanzi-manifesto del genere sono "Frontera" di Lewis Shiner, "L'ultima fase" di Greg Bear, "Schismatrix - la matrice spezzata" di Bruce Sterling ed "Eclipse" di John Shirley. 





Come abbiamo visto, il Cyberpunk si concentra soprattutto sull'analisi della tecnologia globale, la proliferazione dei computer e le conseguenze esistenziali che riguardano la società e il singolo immerso in questa tecnocrazia.

Il film manifesto è "Blade Runner".

Nota di Lunaria: aggiungo anche "Hardware", "Il Tagliaerbe", "Matrix".




"Il Tagliaerbe"  https://www.youtube.com/watch?v=NWkS9AzIOyM oggigiorno risulta parecchio datato per gli effetti speciali, 



mentre "Hardware" https://www.youtube.com/watch?v=91pdQXo_-BI (https://intervistemetal.blogspot.com/2018/10/recensione-ad-hardware-di-richard.html) è ancora oggi un film spettacolare con una colonna sonora da urlo, come "Stigmata" dei Ministry!

https://www.youtube.com/watch?v=qxaPj19VnRA





Nota di Lunaria: voglio approfondire il Cyberpunk anche nella musica, nell'estetica contemporanea e nelle riflessioni femminili fatte al Cyber e alla tecnologia vista sempre più come innesto nei corpi umani (Cyborg).

Per la musica, vedi gruppi come V2A, i miei preferiti, 




https://www.youtube.com/watch?v=17KXoKWRmio

https://www.youtube.com/watch?v=ekTmBT-izPY


https://www.youtube.com/watch?v=gqhVce7c4Ow  

l'altrettanto valido Circuito Cerrado



https://www.youtube.com/watch?v=mNEG_sc52Iw
https://www.youtube.com/watch?v=8eZP1n-uACk

la cyber sirenetta Chiasm https://www.youtube.com/watch?v=etWP_Dz-9pY



o  Xotox https://www.youtube.com/watch?v=TT4UeCwWwTM



ma anche band come Dope Stars Inc., tra i padri del Cyber Metal a tinte fantascientifiche. 




Una breve citazione meriterebbero anche i Deathstars, che comunque rientrano solo di striscio nelle sonorità cyber, 



cosi' come i The Kovenant, quelli di "Animatronic", 



per il loro uso dell'elettronica sempre modesto e più come "contorno" o "riempitivo", prediligendo entrambi più "la forma canzone" tipicamente Industrial Metal, più che non Electro Metal; i Deathstars poi esteticamente si sono avvicinati più allo stile fetish marziale che non cyber, anche se nei loro video dipingono un futuro apocalittico.


Per i The Kovenant, vedi qui: https://www.youtube.com/watch?v=7__kLRI6eqc

Molto più sperimentatori, rappresentativi e padri indiscussi del genere restano soprattutto i Dope Stars Inc: sentite pezzi come 10.000 Watts of Artificial Pleasures, Plug 'N' Die, Beatcrusher, Infection 13,  Self Destructive Corp., Vyperpunk, Multiplatform Paradise, Platinum Girl, Banksters, Cracking the power, Save the clock tower, Lies Irae, Theta Titanium, Play 'N' Kill...



Discreto e non eccezionale, lo sloveno Neurotech https://www.youtube.com/watch?v=amjiij39_7Y




Anche se non dal punto di vista lirico, essendo una musica prevalentemente strumentale e senza lunghi testi - solitamente ci si limita a poche parole - ci sarebbe da citare anche l'Hardcore soprattutto nei suoi generi più estremi come il Terrorcore e il Darkcore. 


 Senti Evil Activities qui: https://www.youtube.com/watch?v=xgRCLfrYBPc
 https://www.youtube.com/watch?v=1Q6pRPBgIxk

Questo tipo di musica ha saputo rendere bene il senso di claustrofobia della tecnologia, che nei beat Hardcore, estremizzazione della Techno ottantiana, si fa asfissiante, martellante fino allo sfinimento e alienante. 




Per il look cyber contemporaneo, si vedano queste foto che riportano l'abbigliamento più caratteristico del genere:




Altri ascolti a tema:
https://www.youtube.com/watch?v=dz1iNl7Bng4
https://www.youtube.com/watch?v=-O3cZ3M4hAo


https://www.youtube.com/watch?v=BP1C-W8A69s



Per le riflessioni femminili al Cyber, vedi Donna Haraway
https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_cyborg 
http://www.cenerentola.info/index.php/recensioni-libri/556-donna-haraway-e-il-cyberfemminismo 
https://motherboard.vice.com/it/article/4xnpdj/la-storia-delle-prime-cyber-femministe 















E per chi non avesse mai letto un tipico racconto Cyberpunk? Ne riporto un paio di estratti per dare idea dello stile e del linguaggio:

"Nel cuore corazzato della Stazione Athena riposava una covata di sfere concentriche. La sfera più interna misurava cinque metri di diametro, era piena di fluorocarbonio inerte allo stato liquido, e conteneva un cubo di due metri di plastica nera che germogliava spessi cavi neri da ogni faccia. Dentro al cubo c'era una serie ondeggiante di forme olografiche instabili, che fluttuavano di nanosecondo in nanosecondo in un gioco di conoscenze e propositi: Aleph, basato su un infinito regredire della coscienza... in cui ogni pensiero diviene l'oggetto di un altro, in una sequenza che ha fine solo nei limiti del volere della macchina" ("Occhi di serpente", di Tom Maddox)

"Si fa avanti una grossa Galrog. Assomiglia a un robospia, che ha addosso delle batterie, dei cavi le corrono dalle braccia fino ai capelli alla afro, con appesi campanellini e anelli di vetro. Ha una torretta laser fissata con una cinghia alla testa e un fulminatore per mano." ("400 Boys" di Marc Laidlaw)

APPROFONDIMENTO

DReam Box (1997)


Penelope DR, la detective sintetica proveniente dal pianeta Entierres, indaga su alcune morti sospette. La motivazione ufficiale è suicidio provocato da sogni artificiali sballati. Ma alla tesi del suicidio DR non crede. Tra folle di immigrati e di mutanti, di freak e di morelos, DR risolve il caso a modo suo, scoperchiando il segreto della MultiD, la prima multinazionale dei sogni proibiti.

"L'Ora di Ottanta Minuti" di Brian Aldiss

Anno 1999: l'Inghilterra è scomparsa. La terza guerra mondiale è finita. Un super computer ci governa tutti, con un elettrodo piantato nel cervello. Non siamo più uomini, decide tutto la macchina. Anche la durata di un'ora, che non è più di sessanta minuti ma di ottanta.
2+2 = 5
Soltanto le Nazioni Dissidenti si oppongono a questo orrore, ma nessuno può fermare il Prolasso del Tempo, lo sfaldamento del tessuto della realtà. Quello è reale. 
2+2 = 5...



 

Manson, ritirati.

Neanche sapevo di 'sta cosa, visto che non guardo la tv da decenni, ma quando youtube mi ha piazzato questo video tra i "consigliati" ci ho cliccato sopra



No, è davvero inguardabile. 

Del suo preoccupante declino fisico ne avevamo già parlato qui http://intervistemetal.blogspot.it/2015/10/annoiare-humanum-est-perseverare.html
http://intervistemetal.blogspot.it/2016/05/e-lombra-di-se-stesso.html

Non metto in dubbio che possa piacere a qualcuno dei nuovi "followers" che lo hanno conosciuto con gli ultimi 2 o 3 cd, ma per una come me, cresciuta con Antichrist Superstar, questo suo declino e rimbambimento è una pugnalata al cuore. Peraltro al di là del fatto che ha perso l'ispirazione ormai da "Eat me..." sembra anche stare male fisicamente: ha i riflessi lentissimi, sembra ingessato e catatonico.

Metto un video che lo mostra all'apice della gloria e del talento, tanto per documentare com'era nel 1996-1997



e adesso è così!


tra un po' lo vedremo anche fare il duetto con suor cristina, già che c'è!




 e il bello è che i cristiani hanno gridato nuovamente allo scandalo!!!! 


Ma scandalo de che?? che ormai è una specie di imbolsito rintronato ingessato e ha perso anche la voce! Nonché la verve ed ispirazione artistica!!! trasgressione de che?! eh! rimbambiti cristianucoli!

Manson, ritirati. Ormai sei finito in tutti i sensi, e con queste baracconate ti rendi solo ridicolo e metti l'amaro in bocca alla gente cresciuta con questo








non può accettare uno strazio simile.

E non venitemi a dire "evoluzione artistica" e blabla perché ci sono band che pure avendo cambiato genere hanno mantenuto una qualità alta, musicalmente parlando: vedi i Sentenced, Tiamat, Moonspell, Samael...

Ma qui siamo davvero a un rock moscissimo, scopiazzato da Nick Cave e suonato e cantato e interpretato pure male.

Ripeto: Manson, mi hai spezzato definitivamente il cuore. Non si può accettare un simile scempio.

Ritirati, salva la dignità... piango_

Le Fate Malvagie nel Folklore e la Banshee

Un argomento molto citato, nei testi metal. Riporto qui qualche informazione utile 😃

P.s qui trovate un altro post: https://intervistemetal.blogspot.com/2019/11/carnia-leggende-sul-piccolo-popolo.html

Info tratte da


Quasi tutti credono che le fate siano buone. In realtà, nel folklore, sono attestate anche fate cattive e pericolose, bellissime ma perfide e portatrici di sventura. Ovviamente queste figure mitologiche risentono del punto di vista maschile, e non stupisce che siano descritte come donne bellissime, con voce suadente, che attirano gli uomini e li distruggono.

Leanan Sidhe 


Fata irlandese. Ha capelli lunghi, ispira i poeti e gli artisti, ma poi li uccide lentamente.


Questa bellissima ma perfida fata secondo alcune fonti è una vampira perché si nutrerebbe del sangue dei poeti che vengono ispirati da lei...

Baobhan-sith: è una fata inglese, vestita di verde; ha piedi di cervo che cerca di nascondere sotto abiti molto lunghi. Ha un aspetto inoffensivo, ma si nutre del sangue degli uomini che si innamorano di lei.

Fenettes: un tipo di fata svizzera, bionda e bellissima. Gridano per attirare l'attenzione, ma chi le guarda, è condannato a morire entro l'anno.


Vily: sono originate dai colori dell'arcobaleno; tipiche del folklore slavo, vivono nei boschi e nelle montagne. Obbligano gli uomini che hanno la sventura di incontrarle a danzare finché non muoiono stremate.


Donne di fuora: maligne e bellissime, sono fate siciliane. La Budrina, invece, è una fata acquatica che vive nelle pozze profonde e aspetta che qualcuno si sporga, per trascinarlo di sotto.


 Nota di Lunaria: questo tipo di fata acquatica maligna ricorda Jenny Dentiverdi e Peg Powler


sono fate orribili, che infestano i corsi d'acqua; aspettano che i bambini si avvicinino, per poi trascinarli sottacqua.

Fade: fate cattive e dispettose, che vivono nei dintorni di Vicenza. Sono solite entrare nelle case e distruggerle.


Majanines: vivono nel massiccio della Marmolada. Hanno capelli lunghissimi e sanno danzare sull'acqua. Riescono ad incantare i viandanti con la loro voce, talmente bella che se qualcuno l'ascolta, dimentica la fame e il freddo, e muore assiderato senza rendersene conto.

La Serpentana: vive nel Bergamasco; di giorno è un serpente, di notte una donna bellissima. Chi tentasse di ucciderla quando ha forma di serpente, morirebbe folgorato.

Nota di Lunaria: aggiungo anche la Banshee

con uno stralcio tratto da



Spettri legati a certe antiche famiglie, in Irlanda le Banshee (dal gaelico "bean", donna fatata)


si manifestano con un lungo e straziante gemito notturno che mette i brividi. Se viste, il che accade di rado, le Banshee prendono l'aspetto di una donna scarmigliata con i capelli rossi e gli occhi verdi. Vengono udite solo dai componenti della famiglia e in genere annunciano la morte imminente di uno di loro. Secondo la medium Sheila St. Clair, i fantasmi di famiglia verrebbero ereditati geneticamente, e non sarebbero altro che una capacità precognitiva inconscia; si manifestano come donne piangenti perché nell'inconscio collettivo della razza celtica è rimasta impressa la figura simbolica della donna disperata che piange la morte del guerriero. I fantasmi annunciatori di disgrazie sono diffusi anche in Scozia: la Banshee della famiglia Airlie, di Cortachy Castle, si presenta con un lugubre rullo di tamburo; pare che un Lord Airlie del Medioevo avesse fatto uccidere un giovane tamburino, precipitandolo giù dalle mura. E da allora lo spettro batte sul tamburo a ogni morte di uno dei suoi nemici.

In Galles, le famiglie gallesi credono alla Gwrach-y-rhibyn, una sorta di strega con ali nere, capelli arruffati, la gobba, artigli e un naso gocciolante; appare alla morte di uno dei membri della famiglia e fa rumori terribili: geme e si lamenta, sbatte le ali e batte alle finestre; è stata vista anche volare di notte sui campi e sui sentieri, diretta alla casa dove si verificherà il decesso.
Il castello di Pennard, in Galles, era uno dei luoghi preferiti dalla Gwrach: cercava la famiglia a cui era destinata, ma non sapeva che fosse ormai estinta.



Nota di Lunaria: l'idea del "fantasma" (solitamente una donna morta di parto) o della fata malinconica che annuncia una sciagura è diffusa anche in altre mitologie e in altre varianti. Vedi per esempio le Glaistig, la Leanan-Sidhe o la Bean-Nighe scozzese (la "Piccola lavandaia del guado").
Si trattano di epifanie femminili, donne vampiro ("o muse ispiratrici" di poeti e di artisti che si nutrono della sua ispirazione, mentre lei si nutre della loro vita)




e nel caso dell'ultima, di uno spirito di una donna morta di parto che lava e rilava continuamente vestiti insanguinati, china su un torrente. 



Chi la vede, saprà di morire o di assistere ad una disgrazia. In Giappone, c'è la Mu-onna.


 Nel folklore slavo, è attestata la Poludnica, la "Signora del mezzogiorno", 


una donna vestita di bianco, che infesta i campi, e causa infarti e altri malesseri ai contadini. Può essere che Guy de Maupassant per il suo racconto horror "Le Horla" si sia ispirato proprio alla Poludnica. 



Approfondimento sulla Poludnica, tratto da


Tipico è il personaggio dello spirito dei campi, nei popoli slavi: la russa Poludnitsa (da "poludennyj", meridiana e "pole", campo), la polacca Poludnice, la lusazia Pripoldnica, la ceca Polednice. Si tratta di una donna vestita di bianco, che apparirebbe a chi lavora nei campi durante il torrido calore meridiano, quando l'usanza esige che si interrompa l'attività: la Poludnitsa punisce il violatore della norma rompendogli l'osso del collo oppure infliggendogli qualche altro castigo.
La figura della Poludnitsa è una personificazione del pericolo del colpo di sole. Nelle regioni montagnose della Polonia e della Cecoslovacchia sopravvivono credenze popolari negli spiriti delle montagne che custodiscono un tesoro oppure proteggono i minatori: lo Skarbnik dei polacchi e il Perkman, dal tedesco Bergmann, uomo delle montagne, montanaro, dei cechi e degli slovacchi.

Ma perché tutti questi esseri che si trovano a confine tra la vita e la morte sono immaginate come femminili? Forse perché sono le eredità delle antiche Dee della vita e della morte, del fato (le Norne, le Parche) 


o forse perché simbolicamente la donna è sempre stata associata alla vita e alla morte, essendo colei che fa nascere.

Anche la Filonzana sarda, segnalatami da A., può essere vista come una Banshee italiana, anche se nel suo caso "è stata inglobata" e quindi ridimensionata nel carnevale.


Altro approfondimento tratto da:


COMELES

In Val di Fiemme (TN), quando il tramonto tinge di rosa aranciato le cime dei monti è chiamato "Enrosadira".
è proprio in questo momento, in autunno, che le Comeles, delle fate invisibili (o mimetizzate con la nebbia) escono dalle grotte, risalgono verso i campi ghiacciati celebrando "La Sera del Destino" ("Voya del Destin")
In questa sera le Comeles giocavano con il destino e la mente degli esseri umani e quando questo capitava, bisognava assolutamente ritornare in casa prima che venisse la sera.
Chi veniva colto allo scoperto, in quella sera, avrebbe sentito tutto attorno a sé un vento gelido e l'indomani mattina sarebbe stato ritrovato in stato di follia: bastava che le Comeles danzassero intorno alla loro vittima, per fargli perdere il senno.


DIALE

Le Diale erano fanciulle fatate bellissime, dai lunghi capelli biondi, vestite di verde o di scarlatto, che vivevano nella Bassa Engadina, in Valle di Monastero e in Sopraselva (Svizzera), dentro caverne le cui pareti erano rivestite d'oro e di pietre preziose.
Erano bellissime ed eternamente giovani, ma avevano piedi di capra (Nota di Lunaria: come la Glaistig); 




con i loro occhi luminosissimi ammaliavano e seducevano chiunque, e il malcapitato poteva perdere il senno: erano molti gli uomini che si innamoravano delle Diale; loro non ricambiavano mai questo amore e non avevano rapporti sessuali con uomini.
Si racconta che un giorno un giovane che si era innamorato di una Diala, la inseguì fin sulla cima di un monte, che si annuvolò: il giovane sparì e non si seppe più nulla di lui. 
Tuttavia, qualche volta aiutavano chi si era perso, riportandolo sul sentiero, oppure aiutavano i contadini nella mietitura o per ammassare il fieno, stendendolo per farlo asciugare al sole e formando i covoni; spesso offrivano ai contadini dei panieri ricolmi di focacce e frittelle zuccherate.
Quando gli uomini le ripagavano con l'ingratitudine, per esempio derubandole, le Diale scomparivano per sempre oppure causavano tempeste che devastano i campi e i monti.
Alcune zone portano ancora dei nomi in onore delle Diale: "Foura dellas Dialas", "Crap de las Diolas", "Las foras dellas Dialas".
Anticamente, le Diale erano venerate come divinità protettrici della caccia, come Artemide o la Potnia Theron, circondate da camosci, marmotte, tassi, lepri.
I cacciatori dedicavano delle offerte alle Diale per propiziarsi la caccia e a queste Dee veniva anche offerta parte della selvaggina. 


Altro approfondimento tratto da


Non c'è terra al mondo che sia ricca di fermenti soprannaturali quanto la verde, incantata Irlanda. Tarda al verbo cristiano, che il buon san Patrizio non vi portò prima del V secolo d.c, e restìa a cedere le antiche tradizioni per l'innato orgoglio delle sue genti, a lungo conservò le braci vive della remota spiritualità pagana, che i Celti, la stirpe magica d'Europa, vi avevano recato dal cuore del Vecchio Continente e prima ancora dalle perdute caligini della favolosa Iperborea. Il corpus dei racconti fantastici che sostanzia il folklore d'Irlanda si è conservato a lungo pressoché intatto, grazie al geloso senso d'identità culturale delle popolazioni. Nel "Parochial Survey of Ireland" è riferito di come nel secolo scorso i pubblici favolieri, raccontatori di leggende nelle piazze dei paesi, usassero periodicamente riunirsi e, accanto al fuoco, raccontarsi le rispettive versioni delle loro favole. Se qualcuno apportava varianti al testo accettato, doveva giustificarne l'origine; ove il nuovo testo fosse stato accolto come conforme alle tradizioni autentiche, tutti si uniformavano; in caso contrario, il proponente tornava alla versione consolidata. Lungo e variegato è l'elenco delle figure fiabesche di cui si sostanziava il leggendario dell'Isola Verde, che insieme formavano il Piccolo Popolo ovvero i fugaci superstiti delle antiche divinità, degli esseri favolosi, dei mostri e delle creature benevole tramandate dall'antico credo animistico. C'erano in primo luogo le fate: in irlandese, "Deenee shee", che vuol dire "popolo fatato". Chi sono? Secondo "Il Libro di Armagh", che risente dell'insegnamento cristiano, "angeli caduti in peccato, non abbastanza segnati dal bene per essere salvati, ma neppure cattivi al punto di meritare l'eterna dannazione". Queste figure sovrapposte ai Tuatha Dè Danaan, gli Dei della terra dell'Irlanda pagana, non più oggetto di culti e offerte, si rimpicciolirono nell'immaginazione popolare, fino a ridursi ad esserini alti poche spanne nascosti nell'ombra dei boschi i cui poteri sono soltanto una pallida eco dell'antica gloria. Sono maschi e femmine: e molti sventurati giovani, per averne udito il canto, si sono consumati d'amore fino alla morte.
Tre sono le loro feste principali: la Vigilia di Maggio, la Festa di Mezza Estate e Halloween. Allora, danzano e cantano fra le rovine degli antichi templi, nelle radure dei boschi, intorno alle fonti: chi li vede può esprimere desideri, ma con cautela, perché il Piccolo Popolo ha uno strano senso dell'umorismo, che spesso volge al macabro e riserba tremende sorprese. A volte sono loro che si invaghiscono dei mortali e li portano a Faeryland, il Paese al di là del bosco: nulla si sa più di chi cade in loro balia. Spesso rubano i bimbi nelle culle, lasciando al loro posto folletti neonati, i changeling, che nello sguardo ardente e nei capelli di seta recano l'impronta della loro origine non umana; altre volte lasciano un ceppo di legno che per magia appare come un infante, ma a poco a poco si consuma e muore.
Ci sono poi le sirene o Murrughach (da "muir", mare, e "oigh", fanciulla). I pescatori le temono perché annunziano la tempesta. I maschi sono mostruosi, con i denti verdi come le alghe, naso scarlatto e occhi porcini. Le femmine invece sono bellissime anche se hanno piedi membranosi come quelli delle anatre. Dei giovani che si inoltrano per i mari, ne fanno i loro amanti; da vecchi, li trascinano negli abissi, dove le loro ossa si trasformano in coralli.




Sirena e Fata a un medesimo tempo è la Banshee (da "Ban", donna, e "Shee", fata), che segue le più antiche e nobili famiglie e fa udire il suo canto straziante allorché s'approssima una morte prematura. 
Un presagio che talvolta l'accompagna è il Coiste-Bodhar, il Carro Infernale, nero come la notte, sormontato da una bara e tirato da cavalli senza testa: se nelle notti tenebrose lo sentite fermarsi alla vostra porta e incautamente aprite l'uscio, vi verrà tirato in faccia un catino di sangue.
La leggenda del carro infernale durò a lungo: ancora nel 1807 si dovette eliminare la vigilanza notturna di fronte al cimitero di St. James perché le sentinelle morivano di paura. Alcuni sopravvissuti riferirono di aver visto una donna nuda e senza testa che, scesa dal nero biroccio, scavalcava la cancellata del cimitero per vagare tra le tombe. 


Nota di Lunaria: alla Banshee aggiungo anche la Cyhiraeth, la Dea dei corsi d’acqua, entrata nel folklore gallese per la leggenda che vuole che chi senta le sue grida sia destinato a morire a breve. Infatti, il Cyhyraeth, o anche nella forma Cyheuraeth (pronuncia: cahàreth), è un'entità spettrale della mitologia gallese, una voce senza corpo che si ode prima della morte di una persona. Probabilmente Cyhyraeth deriva dal gallese cyhyr, "muscolo", "tendine", "carne" e il suffisso -aeth. Quindi si potrebbe rendere in "scheletro", "spettro", "fantasma". Le leggende associano il Cyhyraeth con una zona attorno al fiume Tywi nel Dyfed orientale e alla costa di Glamorganshire. Il lamento si dice che sia doloroso e sgradevole come i lamenti di un moribondo. Viene sentito per tre volte e ogni volta è sempre più debole. Sulla costa del Glamorganshire si dice che il Cyhyraeth si oda prima di un naufragio accompagnato da fuochi fatui. Come la Banshee irlandese e la Cailleach scozzese, il Cyhyraeth risuona anche per un gallese lontano dal Galles, se costui è destinato a morire. 


Infine, una curiosità: il famoso naso adunco delle streghe



è in realtà una contraffazione del becco del corvo (o comunque degli uccelli), animale associato alle Dee: Morrigan, Dhumavati, Atena, Lilith ecc., tutte Dee associate agli uccelli e spesso uccelli loro stesse o alate.



APPROFONDIMENTO tratto da


Le Dame Bianche, diffuse in diverse leggende, sono spesso considerate dei fantasmi.
Si tratta di Fate dai lineamenti bellissimi, aggraziate, con capelli lunghissimi, biondi, che scintillavano d'argento al chiarore della luna, che vestivano di bianco e si muovevano sulla neve.
Molti pastori le avevano viste salvare degli animali o persone travolte da slavine. Era pericoloso vederle da vicino, però, perché si rimaneva abbagliati dallo splendore delle Dame Bianche.
In Valle d'Aosta le avevano viste distese sull'erba degli alpeggi ma se ci si avvicinava, sparivano nel nulla.
In un castello diroccato sopra l'Alpe di Cignana si credeva che vivessero le Dame Bianche che potevano essere viste nelle notti illuminate dalla luna.
Altre Dame Bianche, come le Banshee, si mostravano nelle case in cui dovevano avvenire decessi; a Milano, il Castello Sforzesco ha la sua Dama Bianca, che seduce gli incauti visitatori.

Nella zona di Lerici si credeva alle Streghe Bianche, che, durante le notti di luna piena, danzavano con fiaccole, facendo un rumore molto particolare: ricordavano la biancheria sbattuta sulle lastre.
Le "Lavandaie" si mostravano con della biancheria da lavare al chiaro di luna, mentre cantavano; chiedevano ai passanti di aiutarle a strizzare i vestiti bagnati e se non si accettava di aiutarle, spezzavano le braccia alla persona che si era rifiutata.
A volte, vedere le "Lavandaie" era un presagio di morte.


Infine, su suggerimento di Alice, segnalo che nel folklore del Friuli è presente l'Anguana, https://intervistemetal.blogspot.com/2020/05/le-fate-serpenti-delle-acque-le-anguane.html
che ha ispirato questa brava cantante per questo suo album


https://www.youtube.com/watch?v=y3MxLeWJPX0 


La Banshee, invece, ha ispirato una delle band più celebri nel Post Punk-proto Dark! Siouxsie and the Banshees