Escile... le copertine dei libri! (1)

Qualche mese fa tutti parlavano del tormentone social dell'"escile" [le t*tte].

 
All'epoca era affaccendata in tutt'altro - Milton o l'Alfieri, forse, con sottofondo di COF, ovviamente - sicché non avevo neanche niente da dire al riguardo. Non che in genere io abbia qualcosa da dire o seguire di queste mode social cretine... anche perché non me ne frega una mazza di stare su facebook.

Ma del resto, quasi tutte "le hanno uscite", sui social network. Perché io dovrei fare differenza?

Ma - ahimè - io ho un esibizionismo in parte diverso dalle gentili donzellette di cui sopra, e così invece di uscirle [le t*tte, peraltro non sono neppure una Pamela Anderson] le esco [le copertine dei milioni di libri che ho letto]

Ho selezionato parecchie foto tra quelle fatte, e non metterò solo i libri che adoro alla follia, ma anche quelli che detesto. Perché anche un libro pessimo - e di libri-fogna ce ne sono, altroché - ha sempre qualcosa da insegnarti...

E come diceva Cioran, "Un libro che, dopo aver demolito tutto, non demolisca anche se stesso, ci avrà esasperato invano."

E finalmente le esco... quasi tutte, le copertine dei libri che ho letto, amato, detestato, calpestato, sponsorizzato in giro e dovuto restituire alla biblioteca, visto che alcuni di questi libri costano troppo per le mie finanze... Mancano principalmente i libri di poesia e filosofia che lessi prima del 2012, e questo perché prima di questa data non avevo neanche un pc tutto mio e non facevo foto. 

Ma sto pensando di revisionare tutti i miei scrittarelli aggiungendo le fotografie anche di quei libri che amai molto nel 2004 - 2009 ma che dovetti restituire in biblioteca... tipo Palinuro, per esempio. O Quinzio. O Pareyson. [*] Sto pensando di rinoleggiarli per poterli leggere di nuovo e fotografarli con la mia manina + l'immancabile nail art.

[*] Non penserete davvero che ci siano altre donne, a parte me, a cui piacciono Quinzio & Pareyson, vero?



Per cui, i post saranno in costante aggiornamento...

E intanto si parte con l'ammucchiata di roba filosofica-teologica e argomenti del genere... insomma, quelle letture mefitiche, esistenziali, che puzzano di naftalina, roba tosta [o pallosa, a seconda dei punti di vista...] che il 98% delle persone schiva come la peste


P.s  i post sono dedicati a tutti quelli che mi hanno sempre detto che "Non hai mai letto un libro!"



ESCILE LE COPERTINE DELLA ROBA CHE HAI LETTO!!!!

E in ordine puramente casuale, ecco quasi tutto ciò su cui ho bazzicato parlando di teologia&filosofia!












































La mia collezione di paccottiglia geovista & evangelica!


































































































































































































































Allora, le ho uscite abbastanza? 



Recensione a "Quel convento nella Foresta Nera"




 "Quel convento nella foresta nera" di Jeremy Selenius [pseudonimo di Antonio di Pierro]

Trama:  Hall Mason è un americano in vacanza nella Foresta Nera. Offre un passaggio ad una strana ragazza che ha forato la bici e si trova sul ciglio della strada. Una volta accompagnatala a casa, la ragazza lo seduce fino a fargli perdere i sensi. Quando Hall si sveglia, è sola in casa, non c'è traccia della ragazza, e come se non bastasse trova per caso un cadavere dall'aspetto quasi vivo. Sbalordito dopo aver assistito alla dissoluzione, a vista d'occhio, del cadavere in questione, si sente svenire. Quel che non sa è che la ragazza è coinvolta in strani esperimenti sui cadaveri e che fa parte di una setta satanica che ha sede in un convento nascosto nella Foresta Nera e che un vampiro è alla ricerca di vendetta sui membri della setta...

Le pagine più belle: 109-110 


[...] tutta la setta sarebbe stata distrutta dall'ultimo rampollo. Questo pensava Von Paulus ritto di fronte al letto ove le due donne si contorcevano in una posizione oscena che non permetteva loro né di distrarsi né di vedere all'infuori delle rispettive cosce sudate. [...] Gertrud sentì un rivolo di sudore scendere lungo la schiena. Era sopra a Marion. Era una goccia più pesante e fredda dell'altra che si fermò all'attaccatura delle natiche e poi scese ancora di più giù, nello spacco. Ma non era una goccia... era il pugnale di Von Paulus. Spalancò la bocca e rimase senza fiato. Il vampiro aveva immerso la sua lama nel retto della donna, fino all'elsa. Strappò col braccio armato e squarciò l'intero complesso genitale della donna. Marion dilatò le pupille inorridita, in una pazza espressione. Von Paulus spostò da un lato il corpo ancora palpitante ma muto di Gertrud e fissò le pupille della Santa di Satana. Fissò il terrore mostruoso di lei. Vide la pelle della donna arricciarsi e incapponirsi come quella di un maiale che si sta sgozzando. E la vedeva realmente come una tro*a. Un tro*a troppo grassa e malata, schifosa. Gertrud improvvisamente urlò. Fu un urlo stridente acutissimo, di morte. Si reggeva gli intestini e le ovaie con la mano e le guardava... urlava e le guardava. Marion stette per svenire... ma Von Paulus fu più svelto: si chinò con uno scatto serpentino, da cobra sul suo collo e affondò i tremendi canini tra la carne.





Recensione a "L'Ultimo Mago"






 "L'Ultimo Mago" di Jeremy Selenius [pseudonimo di Antonio di Piero]

Trama:  In un college per sole ragazze una presenza mostruosa, non umana, si aggira nei pressi di un pozzo nel giardino dell'istituto. Sette anni prima, una ragazza era stata gettata in quel pozzo e ora altre morti inspiegabili avvengono in quei dintorni. I professori indagano ma...

Le pagine più belle: 40-41 

Si girò e rimase pietrificata. Aprì la bocca per urlare... ma quella cosa glielo impedì.Quella cosa era una figura alta più di due metri. Un'ombra nera e lucente, da cui sporgevano due protesi d'acciaio, alle estremità delle quali si snodavano due rostri luccicanti e prensili, simili alle braccia automatiche dei laboratori scientifici dietro pareti stagne. Quei rostri avevano tre dita, anch'esse metalliche. L'afferrarono alla gola. Norma cominciò a dibattersi come un pesce e a menare calci all'impazzata, accecata dal terrore. Non poteva urlare, perché l'artiglio la serrava all'altezza della carotide. Il mostro la stava trascinando verso gli alberi. Si dibatteva inutilmente. Fece una cinquantina di metri serrata tra le braccia d'acciaio di quell'essere. [...] Era un corpo massiccio e scattante, vestito di una tunica di seta o raso nero, lunga fino ai piedi. Anche il volto era coperto dalla stessa stoffa, lasciando scoperti solo gli occhi. Due occhi felini, fosforescenti di una luce giallastra ed elettrica. Al termine delle maniche apparivano i due micidiali e schifosi rostri. Due protesi di alluminio grandi come tronchesi. Non riusciva ad urlare... non riusciva nemmeno a muoversi. Paralizzata completamente dalla paura. Era ai piedi di quell'essere diabolico. Il cappotto e la gonnna erano strappati in più punti. I due occhi presero a fissarle qualcosa... Fissavano la carne nuda e bianca delle cosce scoperte. Con un gesto istintivo tentò di alzarsi e scappare. Scattò di lato. Ma non fu tempestiva. Il mostro fu molto più rapido. La bloccò a terra con un piede gelido e pesante. Una scarpa metallica enorme e piatta. L'arto le premeva lo sterno fino a soffocarla. Lentamente i due rostri si portarono sotto le pieghe della tunica setosa, all'altezza del ventre. Afferrarono, facendola fuoriuscire dalla stoffa, una cosa cilindrica ed enorme. Un oggetto scuro e nodoso, largo come un palo. Un fallo corneo e incallito, come costituito da tendini diventati duri cartilagini, impastate alla pelle e ai muscoli. Un fallo puntato nella sua direzione come una condanna. Uno strumento di infernale tortura contro cui nessuno avrebbe potuto resistere senza schiantarsi. Lentamente l'ombra si chinò su di lei afferrandole con la protesi la stoffa dei vestiti e strappandola via con un sol colpo lasciando il ventre della ragazza a nudo. Norma perse i sensi al primo contatto gelido di quello strumento contro la sua bianca carne. Il mostro omicida sollevò il corpo seviziato di Norma e lo gettò nel pozzo.

Recensione a "Il Nero Monaco di Satana"








 "Il Nero Monaco di Satana" di Frank Graegorius [pseudonimo di Libero Samale]



Trama:  Un "coven" dedito a satanismo e macabre sfide conosciuto come "Il Club dei Nove", in Scozia, organizza una scommessa: chi riuscirà a rubare un teschio appartenuto ad un diabolico monaco alchimista e mago, Fra' Raimondo Malaspina, autore del libro malefico "De Mysterio Satanico atque de lapide philosophorum ad maleficos usus utenda", "Intorno ai misteri di Satana e alla pietra filosofale da usarsi per scopi malvagi", potrà ottenere immensi poteri in magia nera e il corpo della bellissima Dolores come ricompensa sessuale. Archibald Lancaster, aiutato da un inquietante hippy chiamato Hoppo, riesce a vincere la scommessa. Da quel momento, da quando il teschio viene portato al castello sede del "Club dei Nove", iniziano anche gli omicidi...

Le pagine più belle: 55-59-60  

"Sei una medium anche tu, Dolores, ecco tutto. Perché tanta paura? Molti hanno la doppia vista... anche Lucille."
"Non è per questo, Archie. Il fatto è che nello specchio ho visto anche qualcos'altro. Una figura orribile, avvolta in un saio nero col cappuccio. Una figura d'inferno... che sghignazzava, sghignazzava come una jena. E sul cornicione, subito prima che si sfasciasse lasciando cadere la statua, un orribile mostriciattolo con le membra rachitiche, la testa tonda e crespa, il naso faunesco. Aveva gli occhi che sprizzavano fuoco sulfureo e una bocca oscena... Due ali da pipistrello dietro le spalle... Che orrore, Archie!"
[...]
Il cadavere giaceva composto. Eppure avevo avuto una strana sensazione, come se qualcosa o qualcuno avesse offuscato la maestà della morte. [...] Mi parve, ma forse fu un'illusione, che un animale trasparente, o una larva senza corpo, attraversasse la camera piegando le fiamme dei ceri e sfiorando il volto del morto i cui lineamenti, prima composti e sereni, ne furono stravolti. L'ombra del naso palpitava sulla guance scavate. A un tratto una grossa farfalla notturna, di quelle grosse e nere chiamate Acherontie, svolazzò nella stanza e andò a posarsi sulla fronte del morto. [...] Con gli occhi sbarrati, la fronte madida di sudore, mentre James continuava a russare, restai immobile a osservare quell'orrenda bestia, simbolo di morte e dannazione, che agitava le antenne sulla pelle cerea. Dai suoi piccoli occhi dorati sembravano schizzare lampi di pura malvagità. Poi la farfalla si ingrandì, divenne enorme, le ali spiegate presero l'aspetto di un mantello nero o... di due enormi ali da pipistrello. Il volto mostruoso della farfalla divenne quello d'un demonio dallo sguardo giallo di odio, i cui artigli penetravano profondamente nel petto del cadavere alla ricerca del cuore che più non batteva. Seguirono uno sghignazzamento e un gemito. Mi parve a un tratto che la parete di fronte, tappezzata di velluto nero a lacrime d'argento, s'aprisse e che una crepa nel muro mi palesasse un altro mondo, inaccessibile ai mortali e dominato da potenze demoniache.