Norvegia (5): la funzione protettiva delle Rune

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FEHU - (ANIMALI) IL POSSESSO

La Runa rappresenta le corna del bue. Come prima Runa ci unisce con il possesso e la materia nel senso profano e in quello divino. Per questo entrambe le line obliquee rivolte verso l'alto possono significare le braccia rivolte al cielo.

Come talismano aiuta a:
- rafforzare le forze fisiche e la fertilità
- accendere il fuoco di ogni genere (amore, amore del sapere ecc.)
- attrarre la ricchezza, ma solo quando la Runa viene invocata con moderazione.

Come amuleto protegge contro:
- la miseria
- l'incapacità di procreare
- la debolezza

URUZ (URO) - LA FORZA

La Runa rappresenta un bue.  è possibile riconoscere com'era importante il patrimonio zootecnico presso i nostri antenati. Questo animale, Ur o Uro, rappresenta l'aspetto selvaggio e non addomesticato del potere: quando corre fa tremare la terra, quando viene ucciso non si soffre la fame per un anno intero.

Come talismano aiuta a:
- salvaguardare la salute fisica, spirituale e dell'anima attraverso lo sforzo di volontà
- attrarre circostanze favorevoli.
- riconoscere le concatenazioni tra le cose e ricavarne saggezza.
 

Come amuleto protegge contro:
- la carestia e la povertà spirituale.
- l'anemia




THURISAZ (SPINA) - LA PAZIENZA

La spina di un ramo serve come protezione contro gli attacchi cattivi e ostili. La Runa rappresenta anche il lampo e il tuono e viene associata al martello di Thor, il protettore degli uomini. 




è la spina del pesce che scuote. Si tratta di forze al lavoro che non è possibile influenzare mediante atti esterni, ma solo attraverso l'attesa e procedendo in modo ponderato.

Come talismano aiuta a:
- svegliarsi e fronteggiare  armati un qualsiasi attacco.
- difendersi e mettere in fuga il nemico.
- ravvivare i rapporti d'amore.

Come amuleto protegge contro:
- la vigliaccheria
- la procrastinazione di colloqui chiarificatori
- la rimozione



ANSUZ (DIO, ASE) - LO SCAMBIO

Come due braccia stese che vogliono afferrare quelle dell'altro, sono rappresentati entrambi i rami obliqui della Runa Ansuz. Essi esprimono la voglia di uno scambio spirituale e di una mutua comprensione. Grazie a questa Runa è possibile ottenere il potere sulla lingua e colmare le parole di forza e valore divino.

Come talismano aiuta a:
- liberarsi dai meandri delle proprie paure
- accrescere le capacità magiche e di chiaroveggenza.
- sviluppare forza di persuasione.
 

Come amuleto protegge contro:
- la morte e la paura

- la lontananza e la separazione della coscienza divina
- gli intrighi e le diffamazioni



RAIDHO (MACCHINA) - L'UNIONE

La Runa mostra una strada dritta e una deviazione. Indipendentemente dalla strada che si sceglie, si giunge sempre allo stesso punto. Per questo la Runa è associata anche al movimento. Essa rappresenta l'accordo tra il cielo e la terra, dell'io e del tu.

Come talismano aiuta a:
- entrare nel "mondo interiore"
- ascoltare il ritmo interiore e seguirlo
- sostenere udienze in tribunale o processi.

Come amuleto protegge contro:
- i pericoli nei viaggi
- il caos
- l'ingiustizia

KENAZ (FIACCOLA) - LA SPERANZA

Questa Runa si apre come un camino. Il suo fuoco divampa verso l'esterno, ma viene controllato. Il nome Kenaz è costituito da kin = la fiaccola di legno resinoso, con la quale attizzare il fuoco, riscaldare e illuminare tutto.

Come talismano aiuta a:
- trasformarsi e rinnovarsi
- controllare le proprie energie
- alimentare la voglia di amare.

Come amuleto protegge contro:
- le influenze sfavorevoli.

- l'incendio e il fuoco
- le infiammazioni e le ulcere



 GEBO (REGALO) - GEMELLAGGIO

Due aste incrociate mostrano l'incontro di due unità. Ciascuna dà all'altra qualcosa. Proprio attraverso il donare si costituisce un tutto nuovo, come per la costruzione di una casa, dove numerosi elementi diversi determinano un'unità. La Runa può essere anche vista nel seguente modo: un angolo superiore e uno inferiore si uniscono e si scambiano qualcosa.

Come talismano aiuta a:
- essere generosi
- ricevere un regalo da Dio
- raggiungere l'unione nell'amore.

Come amuleto protegge contro:
- l'avarizia

- la lite tra gli spiriti e i vivi
- la mancanza di riconoscenza per aver ricevuto un regalo.



WUNJO (ALLEGRIA) - LA GIOIA

Questa Runa appare come un gagliardetto o una bandiera di un clan. Indica un sentimento di appartenenza anche quando i singoli membri del gruppo sono differenti. Nel sentimento di appartenenza e della fiducia reciproca sono insite la fortuna e la gioia.

Come talismano aiuta a:
- sentirsi bene come individuo in un team
- sperimentare la fortuna e il benessere
- potersi fidare degli amici

Come amuleto protegge contro:
- la codardia

- l'allontanamento
- l'infelicità

HAGAL (GRANDINE) - LA FORZA ELEMENTARE

La Runa si trova al nono posto e porta il segno più santo e misterioso: il numero della perfezione, che conduce all'ampliamento del potere e dell'efficienza. Il ripiegamento interiore ha una successiva conseguenza esterna rafforzata. Le due aste lunghe della Runa provengono da un blocco e per questo mantengono il loro equilibrio.

Come talismano aiuta a:
- difendersi attivamente
- chiudere e proteggere degli spazi
- ricostruire il proprio equilibrio

Come amuleto protegge contro:
- le aggressioni e le disgrazie  

- le distruzioni mediante eventi atmosferici
- tutto, si tratta della Runa protettrice



NAUDIZ  (NECESSITà) - IL DOLORE

Qui urge il bisogno. Qualcosa va storto. è necessario un cambiamento, per poter mutare il proprio destino. Non dobbiamo sempre soffrire, subire e sopportare gli eventi, ma possiamo agire in prima persona e afferrare il nostro destino per guidarlo; con due bastoni possiamo attizzare un fuoco e lenire le nostre sofferenze.

Come talismano aiuta a:
- superare il dolore
- coltivare la ricchezza dell'immaginazione
- appianare le liti e l'odio

Come amuleto protegge contro:
- lo scoraggiamento

- la mancanza di consolazione
- la dipendenza



ISA  (GHIACCIO) - LA QUIETE

La Runa mostra l'individuo imperturbabile, che sa essere rigido ma anche autonomo. Si tratta del numero 1 romano, l'unico, e l'inglese "I", Io. Questa Runa rappresenta la concentrazione delle forze e la forza di volontà. è l'asse centrale attraverso cui il cielo, la terra e la natura sono collegati e costituiscono un tutt'uno.

Come talismano aiuta a:
- acquisire tranquillità per poter ripensare a quanto accaduto
- sviluppare poteri telepatici e violare i livelli cosmici con mezzi sciamanici
- favorire la linearità.

Come amuleto protegge contro:
- gli influssi paralizzanti.

- l'agitazione interiore ed esteriore
- le forze indesiderate



JERA (ANNO) - IL RACCOLTO

Il cielo e la terra sono uniti in matrimonio. Da questo evento scaturisce la semina, che favorisce il raccolto dopo la crescita. La dodicesima Runa personifica la dodicesima parte dell'anno solare. Entrambe le figure della Runa, di pari grandezza, rappresentano l'azione del dare e quella del prendere, il giusto scambio e la ricompensa.

Come talismano aiuta a:
- mettere al coperto un buon raccolto e far uscire qualsiasi iniziativa.
- riconoscere il ciclo della vita e fluire con esso.
- creare pace e armonia

Come amuleto protegge contro:
- la difficoltà nel corso di appuntamenti.

- la sterilità
- le annate cattive del raccolto




EIWAZ (TASSO) - LA DIFESA

Il tasso ampio e vigoroso ci offre la sua ombra e mentre noi ci poniamo su altri livelli della realtà, il tasso è sempre ancorato con le radici al suolo, per rimanere così ancora per molti secoli. Da lui possiamo apprendere la costanza e la previsione, la forza e la condiscenza. Il legno del tasso è duro, tuttavia, si può piegare in modo da creare un legno ad arco. Con questo strumento il tasso entra in contatto con la morte, che a noi esseri umani porta la vita, perché dall'animale cacciato e ucciso possiamo trarre fonte di sostentamento.

Come talismano aiuta a:
- comprendere il regno dell'aldilà
- diventare consapevoli del proprio albero genealogico

- accrescere la costanza e rafforzare la forza di volontà

Come amuleto protegge contro:
- la
paura della morte
- l'inganno, l'imbroglio, l'infatuazione
- l'influsso indesiderato, distruttivo



PERTHRO (BUSSOLOTTO) - L'INIZIAZIONE

Un calice si rovescia e scuote i dadi che decidono della nostra fortuna e del nostro destino. L'oracolo ci fornisce informazioni su vicende passate, presenti e future. Grazie a esso, conosciamo il fluire del tempo e la legge di causa ed effetto.


Come talismano aiuta a:
- conoscere la propria determinazione
- trovare il momento propizio per intraprendere qualcosa
- nei giochi di fortuna

Come amuleto protegge contro:
- la perdita al gioco
- la mancanza di responsabilità
- la difficoltà di parto


ALGIZ (ALCE) -LA PROTEZIONE

In questa Runa è possibile riconoscere la forma delle corna dell'alce. (*)




Queste servono come protezione e difesa per lui, per tutta la sua famiglia e per il suo territorio. Qui è anche raffigurata la zampa della cornacchia e così diventa un ponte tra i vari mondi.

Come talismano aiuta a:
- difendersi e proteggersi
- comprendere gli spiriti
- rafforzare la forza vitale

Come amuleto protegge contro:
- l'indebolimento del sistema immunitario
- il pericolo nella lotta per la vita
- la paura dell'ignoto

(*) L'alce è presente anche negli amuleti dei Nativi Americani. Riporto qui lo stralcio tratto da



Alce - He-Hà-Ka (Tradizione Lakota) - Esperienze di vita
Senza lasciarsi influenzare o limitare da ostacoli di sorta, l'alce apre la strada, quando la sua compagna lo chiama. Felice esprime la sua gioia. L'alce possiede tutte le qualità degne di considerazione di una stirpe antichissima ed è capace di stimare e di incoraggiare gli altri. è un buon compagno, ma sa mostrare la sua rabbia. Presso i Sioux viene associato al vortice.
Come talismano aiuta a stringere e mantenere nuove amicizie, seguire il richiamo della vita e unirsi con un compagno con gli stessi diritti, dimostrare coraggio, costanza, forza, e rapidità nelle situazioni lavorative di stress e vincere grazie a questo atteggiamento, dividere le gioie del successo con gli altri.


 SOWILO (SOLE) - LA RUOTA DEL SOLE

Questa Runa appare come un fulmine o un raggio di sole abbagliante. è qui rappresentata anche una parte della Ruota del Sole, che è in continuo movimento. La forza splendente del Sole arriva fin qui e ci dà la sua energia, affinché possiamo godercela estatici. 

Come talismano aiuta a:
- risvegliare i Chakra
- rafforzare la verità più nobile e la forza vitale
- avere successo, riportare guadagni e gloriose vittorie.

Come amuleto protegge contro:
- il blocco dell'energia
- la ritrosia
- l'oscurità interiore



TIWAZ (DIO TYR) - LA GIUSTIZIA

La Runa si presenta come una freccia lanciata verso l'alto. La freccia raggiunge l'obiettivo mirato solo quando è equilibrata e la sua punta non è storta. Allo stesso modo, cioè diretti e decisi, dovremmo puntare ai nostri obiettivi e raggiungerli, senza esitazione alcuna. La Runa è anche una Runa protettrice contro ogni cosa: il nome del Dio Tyr in francese è "tirer" = "tirare"

Come talismano aiuta a:
- ottenere ordine spirituale interiore e sviluppare la forza della fede
- concludere questionin legali con successo
- sacrificarsi per il successo del gruppo.

Come amuleto protegge contro:
- la flessione del diritto
- la tenacia scrupolosa
- una
lunga attesa e un lungo indugio
 

 BERKANA (BETULLA) - LA CRESCITA

Questa Runa rappresenta il seno di una madre che allatta. Naturalmente rievoca alla mente anche la lettera "B". Il neonato al seno della madre si sente protetto, al sicuro e al caldo. Berkana significa betulla, e le culle in genere sono costruite in legno di betulla. Questa Runa occupa il 18° posto, e indica il grande mistero della nascita e della rinascita.

Come talismano aiuta a:
- provare la sicurezza e l'antica fiducia
- fare crescere tutto gradualmente
- mettere in atto il processo della creazione

Come amuleto protegge contro:
- gli incidenti
- i parti difficili
- le malattie femminili e la femminilità repressa



EHWAZ (CAVALLO) - IL MOVIMENTO

La Runa può significare due uomini uguali che si tendono le mani a vicenda; ma può anche simboleggiare un cavallo, su cui dorso è possibile cavalcare. Talvolta, la Runa viene anche interpretata come due cavalli, l'uno posto di fronte all'altro, poiché nel pensiero germanico la struttura del potere veniva espressa con due cavalli. Il cavallo e l'uomo sono strettamente correlati l'uno all'altro.

Come talismano aiuta a:
- favorire la comunanza
- intraprendere viaggi attraverso il mondo terreno e il mondo ultraterreno
- assicurare la fedeltà e l'attendibilità

Come amuleto protegge contro:
- l'isolamento
- le lotte per il potere
- il rifiuto del mondo ultraterreno



MANNAZ  (UOMO) - IL Sé

Due persone sono legate da un profondo rapporto, o una persona con il suo antenato divino. Viene qui rappresentata la persona realizzata, quella che unisce e armonizza in sé il lato femminile e quello maschile.

Come talismano aiuta a:
- sviluppare e a mostrare l'umanità
- chiarire il pensiero e a migliorarlo
- unirsi con amore

Come amuleto protegge contro:
- la percezione limitata di se stessi
- la separazione e l'allontanamento dell'union con Dio
- la crudeltà e il godere delle sofferenze altrui



LAGUZ (ACQUA, AGLIO) - FLUIRE

Lo stelo dell'aglio maturo si innalza dal suolo e ci invita a ricorrere alla discoplina della magia delle erbe. L'aglio era il corrispettivo germano-celtico dell'alloro dei Romani: un giovane guerriero otteneva l'alloro lucente dopo essersi distinto in battaglia.
La Runa può anche rappresentare una fontana d'acqua: in questo caso simboleggia la fonte nascosta della vita di tutti.

Come talismano aiuta a:
- essere forti e ottenere la forza vitale
- sostenere esami difficili
- viaggiare in modo sicuro e tranquillo

Come amuleto protegge contro:
- le disgrazie e gli avvelenamenti
- la codardia e il tradimento
- gli irrigidamenti
- il pericolo di un naufragio




 INGWAZ (ING DEL DIO EROE) - L'UOVO

Le quattro pareti della Runa circondano uno spazio protetto nel quale può svilupparsi qualcosa con tranquillità, come si evolve il processo di maturazione di un uovo dopo la fecondazione. L'uovo rappresenta anche nutrimento ed energia che viene contenuta per poi esplodere violentemente in primavera. Si pensi all'uovo pasquale 

Come talismano aiuta a:
- sviluppare nuova forza mediante la tranquillità e il ripiegamento
- affrontare il periodo della gravidanza
- liberare improvvisamente delle energie; rompere il guscio

Come amuleto protegge contro:
- l'attacco distruttivo
- la perdita di forza
- l'avventatezza e l'attività eccessiva




DAGAZ (IL GIORNO) - CREPUSCOLO

Un nuovo giorno è al crepuscolo: la luce penetra nel buio. Forse Venere splende nel cielo come stella del mattino. Si "rischiara" per noi, in questo momento mistico diventa chiaro quali ideali e sogni perseguiamo.
Come talismano aiuta a:
- penetrare il crepuscolo
- percepire l'ambiente e il suo influsso
- accrescere la perseveranza e la costanza, quando si desidera 

- raggiungere importanti scopi.

Come amuleto protegge contro:
- la grettezza
- la disattenzione
- le condizioni ambientali sfavorevoli



OHTALA (PATRIA) -  L'EREDITà

La Runa rappresenta lo spazio protetto (vedere Ingwaz) com'è in correlazione con l'ambiente. L'uovo è dischiuso e l'adolescente può comunicare con l'esterno sotto la protezione della propria abitazione. Il benessere materiale può essere ampliato attraverso la delimitazione stabilita.
 

Come talismano aiuta a:
- riconoscere la propria patria
- consolidare il possedimento ereditato e lasciare in eredità
- ottenere libertà umana in una società regolata dalla legge
- moltiplicare la ricchezza e il benessere

Come amuleto protegge contro:
- il modo di pensare e il comportamento egoistico
- lo sradicamento
- la sensazione di non sentirsi mai a casa propria



Presso i Vichinghi non veniva utilizzato solo l'alfabeto runico. Sono presenti ancora numerosi segni runici che possedevano poteri magici.



La Runa raffigurata rappresenta lo scettro del potente Dio del tuono, Thor, e mostra tre lampi intrecciati. Questi simboleggiano gli intrecci del destino. Questo segno runico è un amuleto protettivo molto potente. Fu introdotto per proteggere le proprietà e metterle al sicuro dai furti.
Come talismano aiuta a:
- assicurare il benessere
- proteggere la proprietà in modo efficace

Come amuleto protegge contro:
- la gelosia e l'invidia
- la rapina e le catastrofi naturali



Thor scaglia il suo martello con ira; questo ha colpito l'obiettivo ed è ritornato indietro da Thor. I tuoni che aveva inviato ricordavano i colpi di un martello sull'incudine. Chi possedeva un utensile era particolarmente rispettato. A lui venivano conferiti potenza e forza. Il Dio dei tuoni, Thor, veniva anche chiamato "Colui che scaglia i tuoni", paragonabile a Giove (*).

Come talismano aiuta a:
- perseguire successi professionali
- irradiare grandi personalità
- raggiungere i propri scopi

Come amuleto protegge contro:
- lo spirito meschino degli altri
- gli insuccessi
- le perdite in borsa

(*) Gli Dei del tuono, del cielo e del martello sono diffusi in moltissime mitologie. Non solo i Norreni, ma anche Etruschi, Celti, Slavi, Finnici avevano Dei simili a Thor.


Da un mozzo della ruota, che rappresenta una Runa protettiva, dipartono 8 raggi, 


che simboleggiano la forza. I raggi terminano con il motivo delle corna dell'alce, a cui corrisponde la Runa Algiz.
Ciascun raggio viene incrociato da tre trattini. Questi 24 trattini indicano il circolo runico protettore. Si tratta di un simbolo runico composto, che da un lato protegge colui che lo porta, ma dall'altro emana una forza sconvolgente attraverso l'ordinamento radiale. I capi di un tempo erano soliti portare questa Runa per piegare gli altri alla loro volontà.

Come talismano aiuta a:
- essere irresistibili nella lotta, nella vita sociale e nell'amore
- sviluppare una grande influenza
- raggiungere i propri scopi

Come amuleto protegge contro:
- la sottomissione
- l'esistenza oscura



Norvegia (4) Le Rune

Info tratte da




Odino, la figura più nobile e tragica fra le divinità scandinave, fu condannato a una vita buia e triste.
La sua saggezza e la sua abilità di leggere nel futuro la caduta degli dei gli si ritorse contro.
è raffigurato insieme a due corvi azzurri che simboleggiano la memoria. Essi erano i suoi occhi e le sue orecchie e riuscivano a vedere a ad ascoltare tutto ciò che accadeva sulla terra incrementando il suo grande sapere. La mitologia attribuisce a Odino l'invenzione delle Rune, simboli incisi nella roccia. Consapevole che la conoscenza si raggiunge soltanto con il sacrificio, per ben nove giorni Odino si appese ai rami di Yggdrasil, l'Albero della Sapienza (episodio ritratto anche nella carta dell'Appeso dei Tarocchi), ma non riuscì a sopportare la sofferenza e morì. Rinato, fu arricchito dalla sapienza delle Rune acquisita nell'aldilà e le consegnò agli uomini.
Altre divinità scandinave sono collegate al significato delle Rune: Thor è collegato al tuono, alla fertilità e alla legge. Il suo martello, veniva utilizzato per sconfiggere i giganti che sempre minacciavano Valhalla.
Frigga, figlia e moglie di Odino, è la Dea della fertilità.
Loki, influenza negativamente le Rune della conoscenza e dell'informazione, per esempio Rit e As, offuscandone il significato.

Interprete delle Rune era lo sciamano; come alfabeto, le Rune sono state usate fino a quasi tutto il XIX secolo.
Il potere concentrato delle pietre, nato dai racconti epici delle divinità e dalle condizioni ostili della natura nell'Europa settentrionale, fredda e buia, può ora risplendere e illuminare. Quando le pietre vengono mischiate e poi estratte, noi ci ritroviamo letteralmente sulla punta delle dita il distillato di una forte tradizione orale.

"Runa" significa "segreto" e "sussurrare". Il loro significato è stato infatti tramandato oralmente. Non è mai esistita una letteratura runica. I diversi alfabeti runici derivano da diverse culture. Quello che viene consultato più frequentemente è l'Elder Futhark, detto anche "Vecchio Alfabeto".

La parola Futhark deriva dalle lettere iniziali delle prime sei Rune in inglese antico: Feoh, Ur, Thorn, Ansur, Rad e Kenn.
Ci sono 24 Rune divise in 3 "aett" o "otto", ognuna con degli attributi tradizionali e un significato composto.
A queste Rune ne è stata aggiunta una venticinquesima, "0" - Yr -,
non sempre usata. L' "Younger Futhark" o "Giovane alfabeto runico", che pare risalga al 700 d.C, ha soltanto 16 Rune, mentre il Futhark anglosassone può essere composto da 28 o da 33 Rune.
Alcune Rune sono pronunciate in modo diverso. Ad esempio Feoh (Feo) diventa Fehu e Lagu diventa Laguz, mentre altre hanno nomi del tutto diversi come Beork (Bar), che diventa Berkana, nome di una tribù di temibili guerrieri, da cui trae origine la parola "Beserk".

Per fabbricarsi le Rune

Secondo la tradizione, i simboli delle Rune vengono incisi sulle pietre, ma ciò non è indispensabile. Si possono incidere sulle pietre, o dipingerle con i segni.
Si possono disegnare le Rune sulle conchiglie, o su pietre levigate che si trovano sulla spiaggia.
Le Rune in legno possono evocare una radura o un giardino, ma devono essere di forma ovale.
In commercio si trovano serie complete di Rune, ma se possibile, sono da evitare quelle sintetiche o in plastica: non sono in sintonia con il periodo storico della nascita delle Rune!
Prima della lettura, si possono accendere le candele, o bruciare un po' di incenso. Una fragranza silvestre può aiutare a mettersi in affinità con la natura.

Iscrizioni Runiche

Un'Iscrizione Runica è una sequenza di Rune, raramente più di sette, scelte dalla persona che ne ha bisogno e trascritte poi su una superficie: legno, stoffa, carta o foglie pressate. Questo serve a creare un'aura positiva.

Se si spera di guadagnare del denaro, si possono trascrivere Dag, Feo e Is. Dag indica crescita, Feo ricchezza guadagnata, Is è la Runa che congela, ovvero fa persistere la ricchezza nel tempo.
Per l'amore, si può combinare Feo, Ur (Runa maschile), Gyfu.
   
FEO

L'Alfabeto antico è composto da tre gruppi di otto Rune. Il primo gruppo prende il suo nome da Feo, Dio della Fertilità.

Nelle culture primitive il bestiame veniva utilizzato come moneta. Il bestiame comportava duro lavoro e doveva essere nutrito. Feo indica ricchezza "sudata" e non un guadagno inatteso. Feo consiglia prudenza. Capovolto, indica difficoltà finanziarie, ma se è associata a Rune con significato più positivo, è mitigata anche l'entità delle difficoltà che possono essere soltanto temporanee.

UR

L'Uro, un toro selvaggio, ora estinto, somigliava al bisonte originario del Nordamerica. Nelle tribù germaniche l'uccisione dell'Uro segnava il passaggio dei ragazzi dall'adolescenza all'età adulta. Quindi Ur rappresenta il mettersi alla prova, specie nei cambiamenti improvvisi, spesso positivi, quali per esempio una promozione che comporti maggiori responsabilità. Riferita agli affari, Ur indica che gli sforzi costanti danno i risultati maggiori. Capovolta, il messaggio è di semplice avvertimento: non ci si deve fidare per esempio, di quella che a prima vista può apparire un'occasione da cogliere al volo. Se esce con Rune con significato positivo tutto si risolverà per il meglio. 

DORN

Thor, il Grande Protettore, è collegato alla Runa Dorn. Dorn esercita la sua protezione avvisandovi di una immanente scelta sbagliata, specialmente nelle relazioni, siano esse d'amore o finanziarie. Se esce rovesciata, capovolge la situazione, ma non nel solito modo. Infatti il triangolo risulta girato da sinistra a destra, e questo mitiga molti degli effetti negativi, ma suggerisce che una strada che state per prendere è sbagliata. 

AS

Governata da Mercurio, As è la Runa della comunicazione, specie fra insegnanti e allievi. Apre la mente a nuove idee se vi trovate di fronte ad una prova orale e pratica. As suggerisce un risultato di successo. Sebbene Mercurio regoli i viaggi, As non indica la partenza del consultante; ci si può aspettare l'arrivo di un visitatore, la cui presenza forse offrirà una guida.
As capovolta significa che il consiglio dato non è buono e chi lo ha dato non fa gli interessi del consultante. Associata ad altre Rune con significato negativo, può voler dire che il consultante non diventerà mai una persona matura.

RIT

Rit rappresenta un viaggio, ma anche inviare e ricevere messaggi. Se indica un viaggio, sarà più di piacere che di affari, e si svolgerà senza problemi. Rit è una Runa che indica azione immediata: una mossa ponderata nel campo degli affari, una vacanza decisa in modo impulsivo. Se si tratta di affari, Rit, associata a Rune positive, garantisce il successo. Capolvolta nega la sua valenza positiva. Meglio rimanere a casa.

KEN

Runa positiva, aiuta la "guarigione" in tutti i suoi aspetti: dalle difficoltà negli affari ai problemi di salute. Dopo la guarigione, Ken continua a offrire protezione. Questo legame dà a Ken poteri speciali per predire relazioni e intensa attività sessuale. Con Rune di comunicazione, Ken ispira creatività.

GYFU

Gyfu auspica generosità di spirito e azione, incontro di menti affini, sia nel campo affettivo che in quello degli affari. La sua influenza potrebbe persino essere auspicio di matrimonio. Gyfu non può essere capovolta: conferma la presenza di un problema e le Rune estratte con essa neutralizzano la sua positività.

WYN

Fortuna, salute, ricchezza e felicità possono scaturire da diverse fonti: famiglia, amici, soddisfazioni sul lavoro. La creatività emerge quando la mente si apre a nuove idee, specie nei lavori manuali: creazione di gioielli, artigianato e giardinaggio. Wyn associata alle Rune di comunicazione significa che sono in arrivo buone notizie. Capovolta porta sfortuna e tristezza: disarmonia famigliare, viaggi infruttuosi, problemi di lavoro. C'è da sperare che compaia insieme a Rune di maggiore valenza positiva.

HAGAL

L'Aett di Hagal

Hagal simboleggia le ricorrenti forze distruttrici della natura.
Significa "grandine". Gli eventi assumevano un significato magico e finivano con il rappresentare le forze malefiche presenti nella vita quotidiana.

La natura governa Hagal, Runa che rappresenta le forze immutabili che dobbiamo accettare. Può avere significato negativo: annuncio, rottura. Non può essere capovolta: le Rune estratte con essa assumono significato doppio, fornendo stabilità o indicando pericolo.
 

NOT

Not consiglia pazienza durante le avversità di cui essa è foriera. Ritardi, limiti negli affari, e problemi di salute imminenti.
Ma porta anche forza d'animo per superare le avversità. Capovolta, indica che i problemi si aggraveranno.

IS

I principali attributi di Is sembrano negativi: da ritardi nel lavoro fino a relazioni "gelide", ma Is non può essere capovolta e gli ostacoli sono temporanei. Le Rune estratte con essa indicano dove si manifesteranno i problemi.

JERA

Jera indica che raccoglierete i frutti del vostro lavoro; ma siccome anche questa Runa fa parte delle Rune che non possono essere capovolte, i "frutti del vostro lavoro" possono essere intesi anche in senso negativo: potreste essere puniti per reati commessi in passato.Rappresenta il ciclo stagionale e preannuncia cambiamenti di lavoro o di partner.Per l'influenza di Mercurio, Jera indica anche questioni legali, nell'aspetto burocratico che vi è legato.

EOH

La flessibilità del legno di questo albero, unito al suo simbolismo nei cimiteri fa di questa Runa un simbolo di risurrezione. Rialzatevi, scrollatevi la polvere di dosso e ricominciate daccapo. Grazie alla sua influenza lunare, Eoh vi dà la forza per farvi superare quella che inizialmente può sembrare un'avversità, ma che alla fine volgerà comunque a vostro vantaggio. Avete sempre in mente il vostro obiettivo, sia esso concreto, sia esso ambizioso.

PEORTH

Predice una rivelazione: sarà svelato un misterioso segreto o rietrerete in possesso di qualcosa perso da lungo tempo.
Bossolo in cui si agitano i dadi, Peorth predice scommesse vincenti negli affari e per divertimento. Potrebbero essere in arrivo ricompense inattese come un'eredità.
Capovolta, le rivelazioni non sono piacevoli: tradimento o delusione. Indica che non è un buon periodo per fare una scommessa.

EIWAZ

La comparsa di questa Runa indica che il consultante si trova in un periodo particolarmente favorevole. Allo stesso tempo è anche un avvertimento che riguarda i problemi che possono profilarsi all'orizzonte. Il segno grafico di Eiwaz rappresenta il palco delle corna di un alce, che somiglia ad una mano alzata e con le dita aperte che frena l'arrivo dei problemi. La protezione che esercita questa Runa è sia spirituale che fisica. Capovolta, Eiwaz suggerisce vulnerabilità e non solo fisica.

SIG

Anche un segno positivo ha il suo rovescio. Sig indica grandi vittorie negli affari o eccessivo superlavoro. Non manca l'energia, ma quando viene incanalata in una sola direzione, ne scaturisce tensione. Variate le vostre attività. Sig è una forza positiva e indica egocentrismo e mancanza di considerazione per il prossimo. Runa non capovolgibile, gli altri suoi significati dipendono dalle altre Rune estratte con essa. Se esce con Not suggerisce eventi fatidici. Attenzione alla salute.

TYR

L'ultimo gruppo di Rune porta il nome del Dio della Guerra, la più antica divinità germanica. Anche Tyr, come Odino, rappresenta sia l'illuminazione sia i valori.

Quando in una lettura delle Rune appare Tyr ciò è indice di un carattere competitivo, ma non combattivo. Una forte motivazione si associa ad una grande forza di volontà. Una notevole capacità di resistenza suggerisce che quando si presentano delle difficoltà, le affronterete senza arrendervi. Rappresenta anche fertilità e aumento, siano essi figli o idee. Capovolta indica impazienza, mancanza di perseverenza, scarsa energia e incidenti.

BAR

Per le tribù del Nordeuropa, la betulla era l'albero della rigenerazione. Rappresenta il concetto di madre e figlia, e in senso metaforico, coltivare nuove idee. Dato che uno dei suoi dominatori planetari è Giove, si prevede risultato positivo. Governata anche dalla Luna, questa Runa può essere interpretata anche come madre e angelo del focolare. Capovolta suggerisce problemi famigliari: infertilità, malattia e morte.

EHWAZ

Questa Runa rappresenta il cambio controllato, sempre in meglio. Il cavallo rappresenta i viaggi e il rapporto che si instaura fra uomo e animale. Le Rune estratte insieme a Ehwaz indicheranno la natura del viaggio: una lunga transazione d'affari o un legame duraturo. Quando esce capovolta questa Runa non perde automaticamente la sua valenza positiva. Il significato dipenderà dalle Rune che la accompagneranno: se sono favorevoli, lo sarà anche Ehwaz. Se no, anche la sua valenza sarà negativa. A volte è chiamata Eh o Eoh, ma qui usiamo il nome germanico per evitare confusione.

MAN

Questa Runa indica che, in caso di difficoltà, l'aiuto è a portata di mano: sarà un consiglio obiettivo o un'azione imparziale probabilmente di un professionista avvocato o medico. Man indica persone che condividono gli stessi ideali e che si uniscono per promuovere una buona causa. Capovolta significa che almeno per il momento siete soli ad affrontare le avversità.

LAGU

Le acque imprevedibili dei mari nordici rappresentavano un pericolo costante per le popolazioni scandinave. Quando esce Lagu bisogna fare attenzione ai pericoli della vita. La proprietà dell'acqua di essere liquida simboleggia una mente viva, intuito ed intelligenza, indice di una natura artistica che si esprime nel disegno, nella pittura, nella recitazione o nello scrivere. Capovolta ha valenza negativa e, per mitigare la sua natura, ha bisogno delle Rune di segno più favorevole. L'acqua si diffonde velocemente, quindi agite immediatamente per arginare il problema.

ING

Questa Runa indica "togliersi un peso dall'anima alla fine di una situazione rischiosa". Sarete allora spensierati, la vostra mente sarà un foglio bianco su cui annotare nuove idee; può indicare senso di completezza grazie a una relazione perfetta in affari o in amore; in generale i suoi auspici sono buoni, ma a volte questa completezza porta risultati negativi, lasciando un senso di vuoto.

DAEG

La luce del giorno, del sole, rappresenta la forza vitale: crescita e cambiamento, spesso di personalità.
La forza del sole suggerisce che la crescita ed il cambiamento saranno positivi e coronati dal successo. Questa Runa non si può capovolgere e generalmente annuncia dei buoni risultati.
Il suo unico aspetto negativo è che, come centro dell'universo, può indicare una tendenza all'egocentrismo.

ODAL

Come Feo indica ricchezza guadagnata: Odal rappresenta la ricchezza accumulata di generazione in generazione: risparmi, eredità. In senso figurato, significa conoscenza accumulata. Il lato negativo è che ereditare comporta un lutto. Capovolta significa rinunciare a qualcosa: eredità, culturale o finanziaria.

Per leggere le Rune:



"Le Tre Norne" è il metodo di lettura più semplice, chiamato così nel nome di Yr.
Rappresenta le Norne, le tre figure mitologiche che muovono costantemente i fili del passato, del presente e del futuro.
Ponete le Rune a faccia in giù, sulla tovaglia e mescolatele bene. Voltatele e annotate quelle che sono a faccia in giù e quelle che sono girate.
Vengono estratte tre Rune: la prima rappresenta il passato, la seconda il presente, e la terza il futuro. La risposta al problema scaturisce dalla loro interazione.
Con tre Rune positive la risposta alla domanda è un "sì" deciso. Capovolte, la risposta è "no".
Esiste poi il metodo della "Croce semplice": si pescano cinque rune, disponendole a croce. 
La Runa centrale dà un'indicazione del problema. A sinistra si pone una Runa, che rappresenterà il passato, a destra, una Runa che simboleggia il futuro.
Sopra la Runa centrale, si porrà una Runa indicante l'aiuto e il consiglio, mentre sotto, la Runa estratta indica il pericolo e l'ostacolo.
Il metodo della Croce Celtica invece è un adattamento dei Tarocchi. è utile quando si devono porre più questioni. Si dispongono sempre le Rune formando una croce, poi, più a destra, si posizionano altre quattro Rune, una sopra l'altro, dal basso verso l'alto, indicanti le influenze interne, esterne, le speranze/paure e il risultato finale.

Vediamo le Rune in rapporto all'Amore:

Feo = una simpatia e una conquista romantica saranno ricambiate.

Ur = Runa maschile, rappresenta la passione dell'uomo.

Dorn = fare attenzione: è necessario avere pazienza.

As = è utile il consiglio di una persona con esperienza.

Rad = amicizia, piuttosto che amore.

Ken = potrebbe sfociare in un rapporto più passionale.

Gyfu = unione imminente.

Wyn = gioia.

Hagal = Runa delle rottura, ma potranno verificarsi eventi positivi come un nuovo matrimonio.

Not = resistere.

Is = raffreddamento.

Jera = matrimonio.

Eoh = essere più moderati.

Peorth = compatibilità sessuale.

Eiwaz = protezione e nuove relazioni.

Sig = pericolo egocentrismo.

Tyr = simboleggia la donna.

Bar e Ing = fertilità.

Ehwaz = forse ci sono due relazioni.

Man = comprendere se stessi.

Lagu = passione sessuale/lunga durata.

Dag = trasformazione.

Odal = fine relazione. è la Runa della morte, non sol fisica, ama anche mentale ed emotiva.
 
Infine, le Rune in rapporto col giardinaggio e le pietre preziose!

Le Rune sono state per lungo tempo legate alle erbe, ai fiori e a tutto ciò che cresce.
Feo aiuta la crescita del mughetto; il nasturzio odoroso appartiene a Ur; la lunaria è legata a Dorn, una Runa legata all'onestà.
As rappresenta la campanella, la bocca di leone è attribuita a Rit, la Runa dei viaggi. La ginestra spinosa è di Ken, la spiranthea è il fiore di Gyfu. La Nigella Damascena è protetta da Wyn, la Runa della Gioia. La Runa di Hagal è collegata alla felce, e Not al croco. Is è associata al pisello, Jera, la Runa dei raccolti, è in relazione al fiordaliso, Eoh al lillà. Eiwaz protegge il giunco; Sig è legata all'iperico, Tyr è legato alla Kniphofia; Bar al convolvolo, associato alla nascita e al rinnovamento, Man alla digitale; Ehwaz alla forsythia, Lagu al giglio d'acqua, Ing alla genziana, Dag al tagete, Odal al bucaneve.

Gli Antichi Egizi consideravano sacra la malachite e il lapislazzuli, e i Cinesi la giada. Feo è collegata all'agata, Ur al rubino, Dorn allo zaffiro. As è collegata allo smeraldo, il crisopraso a Rit, Ken all'ematite, Gifu all'opale, Wyn al diamante, Hagal all'onice, Not al lapislazzuli, Is all'occhio di tigre, Jera alla corniola. Ad Eoh è associato il topazio, a Peorth l'acquamarina, a Eiwaz l'ametista. A Sig si associa il granato.  A Bar, la lunaria, a Man il granato rosso sangue; a Ehwaz si associano due pietre, lo spato d'Islanda, se la pietra esce dritta ed offre guida, e la malachite, quando esce capovolta, portando nuova conoscenza. A Lagu si associa la perla, l'ambra a Ing; a Dag il crisotilo, a Odal il rubino, l'Yr o Runa "0" è associata all'opale, che porta sfortuna: le Norne erano le Parche, l'opale è una pietra profetica, forse il fato le ha destinate l'una all'altra. Indossare un opale può sfidare il destino o sfidarlo.










APPROFONDIMENTO

Tratto da





Le Rune, create nel III secolo d.C, hanno consentito di penetrare in profondità nella tradizione vichinga. Incisi nella pietra, questi simboli "scoperti" da Odino ispiravano timore e rispetto agli uomini del Nord.
Secondo Johannes Brondsted, in "I Vichinghi", le Rune, inizialmente strumento di magia occulta, assunsero con il tempo la funzione di monumento celebrativo che spesso conteneva una formula di incantesimo o formule numeriche magiche.
Quando iniziò l'epoca dei Vichinghi, le Rune esistevano nel Nord già da molti secoli. Non staremo qui a discutere le numerose teorie sulla loro origine, ma accenneremo solamente a quella che ci sembra la più verosimile. Ed è questo il più antico alfabeto runico germanico comprendente 24 segni e detto oggi Futhark, creato dai popoli germanici attorno al 200 d.c o poco dopo, sotto diretta o indiretta influenza romana, basandosi su uno o più alfabeti dell'Europa meridionale.
Questi 24 segni - che costituiscono la "serie lunga", così chiamata per distinguerla da quella "corta", cioè dall'alfabeto runico di 16 segni che fu più tardi adottato dai Vichinghi - hanno una caratteristica forma angolosa, il che fa pensare che derivino dalla tecnica dell'incisione in legno.
Nel corso dei secoli un fascino arcano dovette emanare da questi segni creati relativamente da poco, perché li potevano usare e interpretare soltanto gli iniziati. I popoli germanici, e anche gli scandinavi, ritenevano che questi segni avessero poteri magici, poteri che potevano essere volti a proprio favore e che non erano inventati dagli intagliatori che li scolpivano sul segno o sulla pietra, ma esistevano già nelle Rune stesse; solo gli iniziati, però, erano in grado di liberarli. Questa concezione si riflette nel mito norvegese di Odino, il più saggio degli Dei. Odino non è l'inventore delle rune, ma colui che le ha scoperte e che ne ha fatto scaturire il magico potere.
Ciò è confermato dall'usanza, comune nei secoli immediatamenti precedenti all'epoca dei Vichinghi, di incidere brevi iscrizioni runiche - dal contenuto più o meno magico - su armi, monili e utensili, spesso soltanto una frase breve ma densa di contenuto o niente altro che il nome del proprietario, 




e a volte solamente sul retro dell'oggetto, in maniera che i segni non fossero esposti agli sguardi di tutti, ma l'incantesimo potesse agire in segreto.
Sulla ghiera di una spada, per esempio, si legge la scritta "Gild Marr Ikke maa skane" che significa "Che Marr [il nome della spada] non risparmi nessuno". Questa scritta doveva conferire alla spada una forza irresistibile. E su un'altra ghiera: "Io, Alla, possiedo la spada Marr", una formula destinata ad accrescere il valore dell'arma per chi la possedeva. Scritte magiche analoghe si possono trovare nascoste sul retro di monili muliebri o sulla faccia interna della borchia di uno scudo.
Un'altra incisione runica, questa volta trovata in Norvegia, sulla faccia interna di una pietra tombale anteriore di circa un secolo all'epoca dei Vichinghi, dichiara che né la pietra né le rune sono mai state esposte ai raggi del Sole, e che i segni non sono stati colpiti con un coltello di ferro.  In altre parole: la pietra e la Runa devono occultamente giovare al morto e a nessun altro. Questa iscrizione, che fra quelle più antiche è la più lunga che ci sia pervenuta, dice anche che la pietra non dovrà mai essere portata alla luce del giorno. Dunque in origine le antiche Rune dei popoli germanici non erano tanto un mezzo per scrivere quanto in primo luogo simboli magici che gli iniziati potevano usare per il bene o per il male.
Ma già prima dei Vichinghi le rune cominciarono a trasformarsi in qualcos'altro; venivano adoperate per iscrizioni commemorative. Rune di questo tipo sono state trovate sia in Svezia che in Norvegia, ma non in Danimarca.


Norvegia (3): gli Inferi dei Germani

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Nel pantheon germanico la divinità ambigua per eccellenza è Loki, che appartiene all'ordine degli Dei e ha tuttavia una decisa carica demoniaca. 




Nell'economia religiosa germanica egli rappresenta l'insorgenza delle forze eversive dell'ordine cosmico e divino. Corrisponde, cioè,  al momento dello sfrenarsi delle energie della libertà istintiva intolleranti della rigidità normativa.
Incerta è l'etimologia del nome che viene da alcuni collegato al verbo "Lukan", chiudere, determinando al Dio la chiusura ossia il crollo del mondo. Da altri viene fatto risalire a una radice indoeuropea comune a "Lux", rappresentando così il Dio ambivalente di portatore di luce-fuoco e di distruttore. In tale rappresentazione, che unisce nella medesima figura i caratteri del fondatore culturale e dell'ingannatore (Trickster), Loki è stato avvicinato a diverse figure mitologiche quali Prometeo, Efesto, Lug, Lucifero. Secondo altre ipotesi, Loki è essenzialmente il Dio della vegetazione e delle forze ipoctonie che presiedono al rinnovamento della natura con tutta una carica fecondante e, insieme, distruttrice.
Nei testi nordici è generalmente protagonista di imprese che appaiono disonoranti secondo il criterio normativo dell'ordine divino. è chiamato  l'Attaccabrighe ed è il primo padre della menzogna; è chiamato anche Loptr, figlio di Farbauti "Colpi di pericoli" e Laufey "Isola frondosa"; secondo un'interpretazione fondata sulle etimologie  di questi nomi e sul valore degli epiteti attribuiti a Loki e agli Dei del suo ciclo, sembra che ci si trovi di fronte a un complesso mitico di carattere naturalistico: in tale contesto Loki è il fuoco che nasce, per i colpi di fulmine nella foresta. L'interpretazione spiegherebbe anche adeguatamente la fondamentale bivalenza del Dio, che ha il doppio carattere del fuoco, apportatore di rovina, ma pure di calore, di vita.
 

Nota di Lunaria: anche i Babilonesi veneravano il fuoco nei suoi tre aspetti:
 

"Accanto a queste divinità stellari i popoli della Mesopotamia, da buoni agricoltori, adoravano anche quelle potenze e forze della Natura cui più era raccomandata la loro vita e la loro speranza di lavoratori della terra; e i fenomeni atmosferici e i sacri fiumi che davano prosperità ai raccolti, ricoprendo i campi di limo, l'acqua e poi il fuoco con la Trinità Gibil, Nusku e Ishum, ovvero le personificazioni del fuoco benefico usato per l'industria, il fuoco dei sacrifici che porta al trono degli Dei il profumo delle vittime e le preghiere e il fuoco distruttore"

Citazione tratta da:


Loki, nel seno del mondo divino, prepara la finale conflagrazione, nella quale andranno distrutti il cosmo e gli Dei. Egli è il padre del lupo Fenrir, che inghiotterà Odino nel Ragnarok. Infatti Loki ha avuto molti figli di carattere demoniaco da diverse mogli. Dall'orchessa della Terra dei Giganti, Angrbodha, ha avuto il lupo Fenrir, il serpente cosmico Jörmungandr ed Hel. Quando Loki seppe di avere tali figli, le convocò dinnanzi a sé: gettò il serpente cosmico nel fondo del mare, dove egli ora giace avvolgendo il mondo fra le sue spire; precipitò Hel nel Niflheim, la "Casa della Nebbia", dandole la signoria su coloro che muoiono di malattia e di vecchiaia e la dignità di Regina della morte. Il carattere demoniaco di Loki si manifesta anche nella sua capacità di trasformarsi continuamente: in un mito è narrato che gli Dei avevano incaricato un gigante di costruire la fortezza di Asgard, promettendogli in compenso Freya, la più bella delle Dee.
Quando l'opera stava per essere terminata, gli Dei si pentirono della promessa e incaricarono Loki di trovare un espediente che impedisse al costruttore di porvi fine nei termini stabiliti. Loki si trasformò in giumenta e attrasse a sé lo stallone del quale il gigante si serviva per trasportare i materiali. Il Dio divenne così madre di Sleipnir, il cavallo a 8 zampe che era cavalcato da Odino. Loki si trasformò anche in falcone per sottrarre la Dea Idunn ad un altro gigante; Loki si trasformò anche in mosca per rubare la collana di Freya.
Loki procura la morte del giovane Dio Balder, un mito che ha probabili connessioni con le divinità di morte-resurrezione orientali. Quando Balder ha una visione della propria morte in sogno, la madre Frigga chiede a tutti gli Dei di giurare che non lo uccideranno, ma omette il giuramento del vischio. Loki, il consigliere di morte, che provoca la morte delle creature con le sue furberie, conosce questo particolare e quando tutti gli Dei lanciano inutilmente i loro colpi contro l'invulnerabile Balder, Loki convince il principe Hödhr, cieco, a tirare il vischio contro l'eroe: il vischio si muta in freccia e lo uccide.

Approfondimento tratto da



Perché, tra i tanti sempreverdi, proprio l'agrifoglio e il vischio accompagnano le feste natalizie?
La leggenda nordica che ce ne narra l'origine non è molto allegra. Baldur, figlio di Odino, venne ucciso da un suo nemico, Loki, appunto con una freccia tratta da un ramo di vischio.
Odino maledisse la pianta, ma la moglie del Dio, piangendo la morte di Baldur, vi fece cadere alcune lacrime, che diventarono perle: così il vischio fu rivalutato, anche se fu allontanato dai templi in favore dell'agrifoglio, il cespuglio accanto al quale era spirato Baldur, reso da Odino sempreverde e dotato di bacche rosse, in ricordo del sangue sparso dal figlio.
L'agrifoglio venne subito ammesso nelle chiese cristiane, mentre al vischio ne fu a lungo vietato l'accesso, dato l'uso fattone dalle religioni pagane, che lo avevano rivestito di tanti significati magici.
Poiché ciò sia avvenuto, resta un mistero, anche se numerose leggende circondano questo sempreverde.
Il vischio è una pianticella parassita di diversi alberi, con foglie verdi e dure e frutti a bacca bianchi. In genere, però, il mito si riferisce al vischio quercino, parassita delle querce che ha foglie più piccole di quello comune.
Vischio e querce erano sacri ai druidi, gli antichi sacerdoti celtici, e sacro era il rituale con cui, durante il solstizio d'inverno, i rametti venivano staccati dall'albero: l'operazione veniva effettuata con un falcetto d'oro, e il vischio, per non perdere i suoi poteri occulti, non doveva toccare il suolo, ma essere raccolto in un panno di lino.
Plinio ci spiega questo complesso procedimento dicendoci come i druidi ritenessero così di "evirare la quercia". La credenza ci porta alla magia similitudinaria: il liquido appiccicoso del vischio era forse paragonato a quello spermatico, per cui la pianticella era ritenuta apportatrice di fertilità.
Curioso è il fatto che tale credenza non sia propria soltanto dell'Europa celtica: la troviamo pure presso gli Ainu dell'antico Giappone, dove anche il rituale per cogliere il vischio era pressapoco uguale a quello dei druidi. "Molti credono ancora oggi che questa pianta abbia il potere di far fruttificare i giardini", ci dice Frazer. "E si sa che qualche donna sterile mangia vischio per avere prole."
Anche in molte regioni africane, la pianticella è considerata sacra, apportatrice d'incolumità, tanto che i guerrieri Valo, andando in guerra, ne portavano addosso le foglie per assicurarsi l'invulnerabilità.
In Europa troviamo altre credenze: i contadini di molti paesi (compresi alcuni italiani) ritenevano il vischio capace di domare gli incendi, per cui ne appendevano i rami sui tetti delle case.
In Boemia lo si chiamava "scopa del tuono" poichè lo si considerava in grado di allontanare i fulmini.
Il vischio è stato usato anche in campo terapeutico: nella Francia meridionale lo si applicava sull'addome dei sofferenti di colite, in Svezia e in Inghilterra lo si pensava atto a preservare dagli attacchi epilettici, mentre in alcune regioni tedesche lo si mette tuttora al collo dei bambini per immunizzarli dalle malattie.
Tali credenze - ci dice Frazer - sono forse dovute al fatto che gli uomini di ogni tempo e luogo hanno visto qualcosa di soprannaturale in questa pianta che cresce e prospera senza affondare le radici nella terra. Non sappiamo se la spiegazione sia davvero questa: sta di fatto che la chiesa ha cercato a lungo e inutilmente di far dimenticare i poteri magici del vischio, vedendosi infine costretta ad accettarne l'uso e a inserirlo nella tradizione cristiana.
Alla pianticella (come all'agrifoglio) è stato così attribuito il generico simbolo di pace e serenità.



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Eracle era anche connesso al culto del Fallo e al rito dell'Evirazione: "Il mito dell'evirazione di Urano ad opera del figlio di Crono [...] Il significato originario è quello dell'eliminazione annuale del vecchio re della quercia da parte del suo successore [...] La cerimonia druidica del taglio del vischio della quercia rappresentava l'evirazione del vecchio re da parte del suo successore essendo il vischio un simbolo eminentemente fallico. Dopo la castrazione il re veniva mangiato eucaristicamente".
Anche la ghianda è un simbolo fallico, così come il fungo.

Nella religione germanica il mito di Loki è da inserire in una tensione dualistica e oppositoria tra bene e male, calore e ghiaccio, che appare già nei miti della creazione. Si localizzano varie regioni del male cosmico e naturale. All'origine, prima che i mondi fossero creati, fra Niflheim, "la Casa di Nebbia" a Nord e il Muspellsheimr, "Casa dei Distruttori del mondo", a Sud, era una regione caotica chiamata Ginnungagap. Da una sorgente che si trovava a Niflheim si staccarono i corsi d'acqua chiamati Elivagar, "Onde di ghiaccio" che, portando gelo e spume velenose, coprirono la parte settentrionale dell'abisso di una coltre di ghiaccio. Queste due regioni che circondano l'abisso primordiale, a nord e a sud, rappresentano un'opposizione tra ghiaccio e calore intenso, poiché Niflheim è il gelido regno dei morti mentre Muspellheimr è il regno del gigante di fuoco. Il nord è l'enorme distesa di ghiaccio ammassato e immobile; dal sud sprizzano le scintille di una massa ardente in movimento. Lo spazio mediano, l'immane baratrum abyssi (definizione di Adriano di Brema) è il Ginnungagap, il "Burrone spalancato", la vasta apertura di baratri, forse connesso anche alla radice "ginn", magia.
L'abisso sarebbe carico di forze magiche e demoniache che gli Dei non riescono a controllare. Proprio in quest'abisso nasce, nel mito d'origine, il primo uomo cosmico, Ymir, che si caratterizza nella prima immagine come un'entità malefica, anche se posteriormente si delinea come un corpo gigantesco da cui hanno origine tutte le realtà.

Esistono dei serbatoi di energie demoniache che espongono in l'universo ordinato alla reversione in caos. Niflheim è la dimora dei morti e degli spettri che ivi resteranno in triste condizione fino alla consumazione escatologica. Si entra in Hel o Niflheim da un'oscura caverna posta in mezzo alle voragini e custodita dal cane infernale Garmr il cui pelo è insozzato dal sangue dei defunti che hanno tentato di fuggire e che egli ha divorato.
Sul confine con Hel c'è il fiume Gjöll, "Urlante", sul quale si passa attraversando un ponte d'oro; al di là del ponte vi sono  la Porta di Hel e all'interno, la Regina dei morti.
Alla regione infernale appartiene Naströnd, la Riva dei morti, un luogo di punizione, lontano dal Sole, con le porte rivolte a nord, con case coperte di serpenti, dove sono puniti gli adulteri, gli spergiuri, gli assassini che devono prima attraversare il fiume Slidhr, "il Terribile", le cui onde sono coltelli e spade aguzze. La Regina dell'Inferno è Hel, nata da Loki. Il suo palazzo si chiama "Freddo di Nevischio", ha per ancelle la Senilità e l'Imbecillità; suo piatto è la Fame, suo coltello e forchetta sono la Carestia, suo giaciglio è l'Infermità, le sue tende sono Oscurità Dolente. Ha carnagione per metà livida e per metà normale ed appare arcigna e odiosa.

Un altro serbatoio di potenziale distruttivo e demoniaco è la Terra dei Giganti, una proiezione macroscopica della penisola scandinava, fatta di enormi foreste, ampi fiume, orride caverne, immense montagne.  I Giganti che vi abitano, gli Jötunn (forse dalla radice indoeuropea col valore di mangiare, simile all'inglese "To eat") sono orchi e mangiatori di uomini e si presume siano la trascrizione mitica di una stirpe di cannibali contro i quali i Nordici si trovarono a combattere. Gli Jötunn causano i più grandi disastri naturali, la caduta di massi, i terremoti, fulmini, eruzioni di vulcani e il crollo dei ghiacciai.  Nella mitologia popolare invece gli spiriti e i geni sono presenti in tutte le sfere della realtà e non hanno una loro sede comune. Fra i demoni vanno ricordati Draug o Draugr, spirito spettrale che perseguita i viventi. Esistono poi dei demoni delle messi e del grano che si presentano sotto forma animale: orso, becco, gufo, volpe, gallo, stallone, cane, gatto, lupo, capra. Il demonio delle acque è Nix (Neck), che abita nelle paludi e nei pantani.

Il male cosmico si libererà in tutta la sua primordiale violenza nell'epoca finale e determinerà il Crepuscolo degli Dei ossia la consumazione del tempo e dello spazio. è questo il Giudizio degli Dei, il Ragnarök.

è la morte di Balder l'evento scatenante e che condiziona tutta la posteriore storia cosmica divina e umana.
Dopo che il giovane Dio fu ucciso per l'astuzia di Loki, Hermdhr, il "Veloce", figlio di Odino ebbe l'incarico di scendere agli Inferi e di recuperarne l'anima perché il corpo di lui risorgesse.
(Nota di Lunaria: vedi anche i collegamenti con la discesa negli inferi di Ishtar-Inanna, Persefone, Orfeo)
Dopo aver superato grandi difficoltà, Hermodhr ottiene da Hel la promessa che l'anima di Balder sarebbe stata lasciata tornare sulla terra, se ogni creatura avesse veramente dimostrato di amarlo con il suo pianto.
Gli Dei inviarono i loro messi in tutto il mondo, affinché l'universo partecipasse al grande dolore per la morte del Dio. Solo la vecchia strega Thökk rifiutò di piangere; gli Dei compresero che la strega era stata aizzata da Loki, che, a seguito dell'ira degli Dei, scappò su una montagna.
Per fuggire agli Dei, Loki si tramutava in salmone, fino a che fu catturato da Thor e imprigionato in una grotta. Gli Dei imprigionarono anche i figli di Loki, Vali e Nari, trasformando  Vali in lupo, che divorò subito Nari. Con le budella del figlio morto, gli Dei legarono Loki su tre massi rocciosi e lo incatenarono con ferro.  Skadi, figlia del gigante Thjazzi,
catturò un serpente velenoso e lo legò al di sopra di Loki, così che il veleno gocciasse sempre sopra di lui. Sygin, sposa di Loki, restò sempre accanto al Dio imprigionato, reggendo una bacinella per raccogliere il veleno; ma quando doveva allontanarsi per svuotarla, Loki riceveva il veleno in faccia e agitandosi provocava i terremoti.


Loki resterà legato fino al Crepuscolo degli Dei, e questa è la premessa dell'escatologia cosmica germanica.

I segni che preannunceranno il Crepuscolo saranno: l'Inverno Mostruoso, costituito da tre inverni di gelo, non interrotti dall'estate. Il Lupo inghiottirà il sole, l'altro la Luna.


Sulla terra ci saranno incendi e devastazioni, mentre cadranno le montagne. Allora Fenrir infrangerà le catene che lo trattengono e una grande massa d'acqua coprirà il mondo. Da essa emergerà il Serpente del mondo e la nave infernale Naglfar, costruita con le unghie dei morti, avanzerà sopra le acque. Il lupo Fenrir, con le fauci spalancate, spanderà il terrore.
I cieli crolleranno, lasciando uscire i figli di Muspell, ovvero eserciti di fuoco. Inizierà allora la grande battaglia cosmica con gli Dei.

   

Norvegia (2) La Mitologia Norrena in sintesi


Info tratte da


Nota di Lunaria: alcuni termini sono scritti senza accenti particolari. Questo perché non ho tali accenti grafici sulla tastiera del pc e non so come riportarli in un documento word.

Il Mito Nordico racconta che l'intero universo venne creato dal nulla, raffigurato come un baratro chiamato Ginnungagap; vennero poi creati due mondi, l'uno a nord, terra del gelo, dell'umidità e del buio, con al centro un pozzo, Hvergelmir, da cui sgorgavano gelidi fiumi; l'altro a sud, luminoso, asciutto e torrido; un gigante del fuoco vi era posto a guardia e il suo nome è Surtr. Dall'incontro della brezza gelida del nord e le calde scintille del sud si produssero delle gocce da cui si originò il gigante Ymir, il primo essere vivente;  si narra che Ymir venne allattato dalla mucca Audhumla, la quale per nutrirsi leccò il sale su di una pietra e da questa pietra nacque Buri, il primo uomo.
Da Buri nacque poi Borr e dalla sua unione con Bestla, figlia di un gigante, nacquero Odino, Vili e Vé, i primi Dei che fecero agli uomini tre doni: il respiro, l'anima e il corpo ("i colori e il bell'aspetto")


Poi gli Dei uccisero il gigante Ymir e con il suo corpo fecero il mondo.

Dalla carne di Ymir
fu fatta la terra,
dal suo sangue il mare,
dalle ossa le montagne,
gli alberi dalla chioma,
dal cranio il cielo.
Dalle sue sopracciglia
fecero gli Dei benedetti
Midhgardhr per i figli degli uomini,
dal suo cervello
furono tutte le tempestose
nuvole create.

Se per i figli degli uomini gli Dei crearono Midhgardhr, la Terra di Mezzo, come propria dimora edificarono una fortezza al centro del mondo, a cui diedero nome Asgardhr
 


e nella quale si ergevano palazzi risplendenti d'oro e d'argento nei quali essi stessi abitavano.
In quel luogo crearono anche il Valhalla, dove le Valchirie conducevano i guerrieri morti in battaglia, servendo loro da bere birra e met, un idromele che sgorga dalle mammelle della capra Heidhrun.

Come cibo gli Einheriar, i guerrieri eletti, hanno la carne del magico cinghiale Sharimnir che ogni giorno si rinnovava offrendo così loro un nutrimento perenne.
Nel Valhalla i guerrieri continuano però anche a combattere: al sorgere di ogni alba essi scendono sui campi di battaglia a combattono a morte tra di loro per ritornare tutti, al termine della giornata, perfettamente risanati dalle ferite che si sono vicendevolmente recati, a ristorarsi intorno a una tavola riccamente imbandita.

Nota di Lunaria: che io sappia, non ho idea di che genere di paradiso ci fosse per le donne, nella mentalità escatologica norrena. Non ho mai trovato nessuna citazione sui libri (non che io ne abbia letti moltissimi, sui Norreni, comunque in quelli che ho letto non vi era alcuna citazione) Il che poi non significa che i Norreni non avessero ideato una concezione escatologica anche per le donne; forse non è pervenuta. Da notare che anche il paradismo islamico è androcentrico, e poco o niente si dice "sulla ricompensa delle donne" in tale paradiso islamico dominato dai maschi fedeli ad allah a cui come ricompensa spettano "vergini sempre eterne da deflorare".

Questo rituale dovrà ripetersi, giorno per giorno, fino al momento in cui verrà combattuta la battaglia finale: sarà il momento chiamato Ragnarokk, il crepuscolo degli Dei ed è per questo che Odino vorrà avere allora, al proprio fianco, i migliori guerrieri.

Si narra poi di un grande albero, il frassino Yggdrasill, perno dell'intero universo; ha tre profonde radici, che si spingono l'una fino al regno degli Dei, la seconda al regno dei giganti, Ginnungagap, la terza nel regno degli inferi presso il pozzo Hvergelmir.
Accanto alla seconda radice vi è una fonte della saggezza, custodita da Mìmir; da lui si recò un giorno Odino per bere  a sua volta di quell'acqua e Mìmir gliene diede, chiedendo ed ottenendo in cambio un occhio del Dio. Anche in questo episodio, che simboleggia la capacità di rinuncia a vedere solamente nel mondo esterno e materiale, per acquisire un potere di visione che tale mondo trascende, si può forse vedere una tecnica e un obiettivo dello sciamanesimo vichingo.
Mìmir beve ogni giorno di quell'acqua portentosa dal corno Giallarhorn e così sarà fino al giorno in cui egli, suonando con lo stesso corno annuncerà l'inizio della battaglia finale.
Alla radice che giunge in Asgardhr è invece collegata la sorgente di Urdhr (Urdharbrunnr); vi è la dimora di tre bellissime fanciulle: sono le Norne, che oltre al compito di determinare il destino e di assegnarlo agli uomini, si prendono cura che Yggdrasill sia sempre verde e non marcisca, ché tale dovrà rimanere fino al giorno del Ragnarokk, quando il gallo Vidopnir annuncerà con il suo canto l'alba dell'ultimo giorno.
Ancora, presso quest'ultima fonte si slancia verso il cielo un ponte, Bifrost, che per gli uomini è l'arcobaleno; attraverso di esso gli Dei giungono cavalcando dalle loro dimore divine per tenere consiglio, solo a loro è dato di percorrerlo perché, tra i colori che lo formano, il rosso è il fuoco che arde; ma è anch'esso destinato a crollare nel giorno in cui i figli di Muspell, guidati da Surtr, muoveranno il loro finale attacco agli Dei.

Altro approfondimento tratto da

I Miti Nordici venivano tramandati oralmente ed erano composti come poemi, forse perchè la rima aiutava a memorizzarli. La più antica raccolta scritta è l'Edda, che comprende 29 canti, scoperti in Islanda nel 1643, a cui se ne sono aggiunti successivamente altri sei. Sono stati riuniti nel Codex Regius, attualmente conservato a Reykjavic. Esiste poi un'altra Edda: è l'opera in prosa dell'islandese Snorri Sturluson, scritta tra il 1222 e il 1225.

L'Europa cominciò a conoscere i Vichinghi quando attaccarono e saccheggiarono il monastero dell'Isola di Lindisfarne, in Inghilterra nel 793. Lo storico anglosassone Simeone di Durham scrisse che i Vichinghi "calpestarono i luoghi sacri con i loro sozzi piedi e demolirono gli altari".
 

ORIGINE DEL MONDO, DEGLI DEI E DEGLI UOMINI

L'origine della vita appare nei miti vichinghi strettamente legata ai loro paesaggi e alla natura. Le immagini rappresentate nelle loro storie di gelo e di fuoco ricordano la neve, il ghiaccio, i vulcani e i geyser bollenti che abbondano nelle loro regioni.
Il primo essere vivente nasce quando i ghiacci iniziano a sciogliersi, sotto l'effetto dei tiepidi venti primaverili.

"Quando la brina incontrò il vento caldo si sciolse e gocciolò, e da quelle gocce viventi si formò la vita..." (Snorri Sturluson)

Le gocce che cadono ricordano proprio il momento del disgelo, dopo il lungo e freddo inverno del Nord.

All'inizio c'era il Ginnungagap, il Nulla, il Vuoto, l'Abisso.
Dal Vuoto la materia appare come distinta in due mondi contrapposti, due principi o polarità: Niflheimr, la Regione del Freddo, e Muspesllheimr, la Regione del Fuoco.
A Niflheimr gelo e buio erano perenni, e da una pozza nascevano fiumi impetuosi che giungevano fino al baratro del Ginnungagap, portandovi ghiaccio e vento, detriti e scorie velenose.
Nel corso del tempo la brina del nord si incontrò con il vento caldo del sud, dando luogo alla vita: due esseri, Ymir il Gigante e Audhumla la Mucca. Dal sudore di Ymir nacquero il primo essere maschile e il primo essere femminile e dai suoi piedi uniti si generò un altro figlio con sei teste; furono i primi Giganti del Ghiaccio. Dalla mammelle della Mucca Audhumla uscirono quattro fiumi di latte che nutrivano Ymir. Ma anche Audhumla aveva fame e iniziò a leccare i ghiacci salati che aveva intorno. Da essi uscirono, la sera del primo giorno, i capelli di un uomo; il secondo giorno spuntò la testa e il terzo giorno tutto il corpo.
Buri, il primo uomo, era stato creato ed era alto, possente e bello. Suo figlio si chiamò Borr e i figli che Borr ebbe con Bestla, figlia del Gigante Bölthor, furono Odino, Vili e Ve, i primi fra gli dei.
Il Gigante Ymir, nato dal ghiaccio impregnato di veleno, era malvagio e come lui tutti i suoi discendenti; così fu inevitabile lo scontro tra i buoni (Odino, Vili e Ve) e i cattivi (i Giganti del Ghiaccio).
Ymir fu ucciso e nel suo sangue perirono tutti i suoi discendenti, con l'unica eccezione di Bergelmir e della sua famiglia: fu grazie a lui che la razza dei Giganti è sopravvissuta.
Odino e i suoi fratelli portarono il corpo di Ymir nel Ginnungagap e lo usarono per comporre il mondo: dalla carne trassero la terra, dal sangue mari e fiumi, dalle ossa le montagne, dai capelli gli alberi, dal cranio la volta celeste e dal cervello le nuvole.
Dei vermi erano usciti dal corpo di Ymir e gli dei li trasformarono in piccoli esseri: i nani, che vivono fra le rocce. A quattro di loro (Austri, Vestri, Nordhri e Sudhri) fu ordinato di mettersi agli angoli della terra e di reggere il cielo.
Ma era buio. Allora gli dei presero delle scintille dal Muspesllsheimr e le misero nella volta celeste, che fu così rischiarata dalle stelle. Alcune di queste restarono fisse, ad altre fu dato l'ordine di muoversi secondo un tracciato stabilito: venne creato così anche il "trascorrere" del tempo.
Attorno alla terra fu messa una grande massa d'acqua: l'oceano.
Un pezzo di terra, confinante con l'oceano, fu assegnata ai Giganti,  e venne chiamata Jötunheimr, "Terra dei Giganti".Poi gli dei presero le sopracciglia di Ymir e le usarono per formare un'enorme muraglia circolare attorno alla terra destinata agli uomini, che fu chiamata, da allora, Midhgardhr, "Recinto di mezzo".
Mancavano solo gli esseri umani.

Odino, Vili e Ve si recarono in riva al mare e lì trovarono due pezzi d'albero, uno di frassino e uno d'olmo; gli dei li raccolsero, e donarono loro vita, spirito, sensi e nome: Askr, l'uomo, fu tratto dal frassino; Embla, la donna, dall'olmo.
Essi e i loro discendenti popolarono il Midhgardhr.

"Dalla carne di Ymir fu creata la terra,
dal suo sangue il mare,
le montagne dalle ossa, gli alberi dalla chioma,
dal cranio il cielo.

I sacri dei crearono dalla sopracciglia
Midhgardhr per la stirpe degli uomini;
dal cervello tutte le nubi tempestose
furono create."

(Dialogo di Grimir in Edda. Die Lieder des Codex Regius)

LO YGGDRASILL, L'ALBERO DEL MONDO

Nel creato si distinguono nove mondi, ognuno abitato da creature diverse, ma ognuno collegato all'altro da un'unica vita, un grande albero, lo Yggdrasill: nel mezzo dell'Olimpo, la fortezza di Asgardhr, il frassino dello Yggdrasill è sempreverde, il più bello, imponente frassino esistente. I suoi rami e le sue chiome superano la volta celeste, il suo tronco di straordinaria grandezza sorregge il peso di tutto il mondo e lo tiene in equilibrio. Le sue radici affondano nel regno degli inferi e si trovano in tre mondi diversi: la prima è fra gli dei, l'altra fra i giganti e la terza nel Niflheimr. Presso ogni radice sono situati un pozzo o una sorgente. Nel Niflheimr, la terra del freddo, c'è un pozzo. Nella terra dei giganti, c'è una fonte, la fonte di Mimir, che racchiude la scienza di tutte le cose. Si racconta che il gigante Mimir sia sapientissimo perchè beve ogni giorno il liquido magico di questa fonte e che anche Odino sia riuscito a berne un sorso, dando in cambio a Mimir un occhio.Nel regno degli Dei la radice del frassino è vicina a una fonte custodita da tre donne: le Norne. Queste decidono il destino di tutti gli esseri viventi, compresi gli Dei, e si prendono cura dell'albero somministrandogli dell'acqua e dell'argilla per evitare che secchi e marcisca. Presso lo Yggdrasil si riuniscono tutti i giorni gli Dei per tenere consiglio. Finché l'albero del mondo resterà saldo non ci saranno da temere cambiamenti terribili e i nove mondi potranno convivere.
 

LA CELEBRAZIONE DEI RITI

Presso i Vichinghi non esistevano sacerdoti di professione. Era il capofamiglia a svolgere le funzioni sacerdotali e a officiare i riti dei vari culti. Il rito più importante era quello collettivo, che si svolgeva all'aperto, in un boschetto, vicino a un ruscello o a una fonte. Ogni nove anni ricorrevano le celebrazioni di feste solenni: al culmine delle cerimonie avveniva un sacrificio di massa, che i Vichinghi chiamavano blot: uomini e animali venivano appesi agli alberi sacri e uccisi con un colpo di ascia, il loro sangue veniva raccolto in vasi sacri e utilizzato dagli indovini per trarne divinazioni. Seguivano banchetti e offerte agli Dei.

L'ALDILà

Odino abita all'interno del primo tempio e la sua dimora si chiama Valhalla. Qui vengono accolti coloro che muoiono in combattimento e vengono accompagnati dalle Valchirie, divinità femminili che si recano, su ordine di Odino, nei campi di battaglia per raccogliere gli eroi caduti.
Nel Valhalla le Valchirie servono ai guerrieri birra e idromele, prodotti dalle mammelle della capra Heidhrun che bruca la chioma dell'Yggdrasill, l'albero del mondo. C'è anche un bravissimo cuoco che tutti i giorni prepara per gli eroi un banchetto a base di maiale, cotto in un enorme pentolone e la sera il maiale è ancora intero.Odino invece dà sempre la sua abbondante porzione a due lupi perchè partecipa al pranzo solo bevendo del vino.
La mattina i guerrieri vengono svegliati dal canto del gallo: si preparano ed escono per esercitarsi nel combattimento e nella lotta, nell'attesa dell'ultimo giorno, quando le 540 porte del Valhalla si apriranno e tutti gli eroi usciranno insieme con Odino a combattere l'ultima battaglia contro le forze del male.

Odino viene così celebrato:

Troverai rune...
possenti segni
vittoriosi segni
che colorò il Vate possente
che formano gli Dei potenti
e incise il Dio che tra gli Dei urla. (*)

(Dialogo dell'Alto, in Edda)    

(*) Il Dio che urla, che possiede cioè la forza della parola creatrice, è Odino.

Tyr era il figlio di Odino (anche se in alcuni miti si dice che fosse figlio del gigante Ymir): era coraggioso, audace e saggio.
La Runa a forma di lancia ha lo stesso nome del Dio e veniva detto ai guerrieri di inciderla sulla spada per ottenere la vittoria:

"Devi imparare le Rune della vittoria,
se vuoi ottenere il trionfo
e inciderle sull'elsa della spada;
alcune sul davanti della lama, altre sul dorso,
e poi invocare per due volte Tyr... "

(Dialogo di Sigrdrifa in Edda)

Uno dei suoi appellativi è "Dio monco" perchè sacrificò la sua mano destra nelle fauci del lupo Fenrir pur di mantenere l'ordine universale voluto dagli Dei.

Altro approfondimento tratto da


"So che un frassino si erge, Yggdrasil lo chiamano,
un albero frondoso, asperso d'acqua bianca di argilla."


In principio era l'albero. La sfera di pietra sfrecciava nel vuoto. Sotto la crosta c'era il fuoco. Le rocce si liquefacevano, i gas ribollivano. Bolle d'aria bucavano la crosta. Densa acqua salata aderiva alla sfera rotante. Il fango ci scivolava sopra e nel fango le forme mutavano. Ogni punto su una sfera è il centro e l'albero era al centro. Teneva insieme il mondo, nell'aria, nella terra, nella luce, nel buio, nella mente.
Era una creatura enorme. Affondava aghi radicali nel terriccio spesso. Dopo gli apici ciechi venivano filamenti e corde e canapi, che sondavano e si avvinghiavano e frugavano. Le sue tre radici si allungavano sotto prati e montagne, sotto Midgard, la terra di mezzo, affioravano a Jotunheim, dimora dei giganti di ghiaccio, poi giù nel buio fino ai vapori di Hel.
Il suo alto tronco era composto di anelli di legno, uno dentro l'altro, che premevano verso l'esterno. Dentro, a ridosso della corteccia, c'erano viluppi di condotti che spingevano ininterrotte colonne d'acqua fino ai rami e alla chioma. La forza dell'albero convogliava l'acqua su fino alle foglie che si distendevano alla luce del sole e mescolavano luce, acqua, aria e terra per produrre nuova materia verde, che si agitava nel vento, assorbiva la pioggia. La sostanza verde mangiava luce. Di notte, quando la luce sbiadiva, l'albero la restituiva con un breve bagliore nel crepuscolo, come un tenue lampione.
L'albero mangiava ed era mangiato, nutriva ed era nutrito. Il suo vasto reticolo sotterraneo e le grandiose radici erano infestati e avviluppati da filze di miceti, che si nutrivano di radici, strisciavano fin dentro le cellule e ne cavavano la vita. Solo di tanto in tanto quelle rigogliose creature spuntavano dal terreno della foresta, o attraversavano la corteccia, generando funghi mangerecci o velenosi, rossi e coriacei, con bianche escrescenze, fragili e pallidi ombrelli, protuberanze legnose stratificate sulla corteccia stessa. Oppure s'ingrossavano sui loro stessi gambi e formavano vesce che esplodevano spargendo spore come fumo. Si nutrivano dell'albero ma portavano anche cibo all'albero, minuti frammenti che sarebbero stati trasportati in alto dalla colonna d'acqua.
C'erano vermi, grossi come dita, sottili come capelli, che avanzavano nel terriccio coi loro musi tozzi, mangiando radici, secernendo cibo radicale. I coleotteri si davano da fare con la corteccia, trapanavano furiosamente, procreando e nutrendosi, lucidi come metalli, scuri come legno morto. I picchi foravano la corteccia e mangiavano le grasse larve che mangiavano l'albero. Sfrecciavano tra i rami, verdi e rossi, neri, bianchi e scarlatti. I ragni, appesi al filo, attaccavano delicate ragnatele a foglie e ramoscelli, minacciando piccoli insetti, farfalle, soffici nottue, grilli impettiti. Le formiche sciamavano in schiere frenetiche, o allevavano dolci afidi, sfiorandoli con le antenne sottili. Alle biforcazioni dei rami si formavano pozze; spuntava il muschio; lustre raganelle nuotavano nelle pozze, deponevano fragili uova e inghiottivano larve scattanti e spiraleggianti. Alle estremità dei rami cinguettavano gli uccelli costruendo nidi di ogni foggia - ciotole d'argilla, sacche pelose, morbide scodelle rivestite di paglia, nascoste dentro buchi della corteccia. L'intera superficie dell'albero era raschiata e scavata, forata e corrosa, tagliuzzata e mangiucchiata.
Si narravano storie di altre creature di quella società tra i rami frondosi. Alla sommità, a quanto pare, si annidava un'aquila, che cantava indifferentemente del passato, del presente e di ciò che ancora doveva accadere. Il suo nome era Hraesvelgr, "Divoratrice di carne"; quando batteva le ali i venti soffiavano e ululavano le tempeste. Fra gli occhi dell'enorme uccello dimorava un bellissimo falco, Vedrfolnir. I grandi rami erano pascolo per quattro cervi, Dainn, Dvalinn, Dùneyrr e Durapròr, e una capra, Heidrùn, le cui poppe erano colme d'ambrosia. Un indaffarato scoiattolo nero, Ratatoskr, "dente che perfora", correva su e giù dalla sommità alle radici portando i malevoli messaggi che si scambiavano l'uccello assiso sulla chioma e il vigile drago nero attorcigliato fra le radici, Nidhoggr, circondato da una moltitudine di serpi. Nidhoggr rodeva le radici, che si rigeneravano.
L'albero era immenso. Sosteneva o dava ombra, ad alti vestiboli e palazzi. Era un mondo in sé.
Ai suoi piedi c'era uno smisurato pozzo nero, le cui acque scure davano saggezza, o quantomeno lungimiranza, a chi le beveva. Sull'orlo del pozzo sedevano le Sorelle Fatali, le Norne, venute forse da Jotunheim. Urd vedeva il passato, Verdandi il presente e Skuld contemplava il futuro. Anche il pozzo era chiamato Urd. Le tre Sorelle erano filatrici, che avvolgevano i fili del destino. Erano giardiniere e guardiane dell'albero. Ogni giorno annaffiavano l'albero con l'acqua nera del pozzo. Lo nutrivano con pura argilla bianca, aurr. Così esso decadeva, o rimpiccioliva, di attimo in attimo. Così sempre si rinnovava.  
  
Che cosa c'era all'inizio delle storie di Asgard?

"Vi fu un tempo remoto
in cui nulla era:
non sabbia né mare
né gelide onde.
Non c'era la terra
né la volta del cielo
ma voragine immane
e non c'era erba"

La voragine aveva un nome, Ginnungagap, che la bambina magra (nota di Lunaria: è la protagonista del libro che legge le storie degli Dei) non smetteva di ripetere.
Era una parola bellissima. Quella voragine non era del tutto informe. La delimitavano due punti cardinali. A nord si stendeva Niflheim, il paese delle nebbie, una regione di freddo e brina, da cui sgorgavano dodici impetuosi torrenti di acqua gelida. A sud c'era Muspelheim, il paese del fuoco, una regione di fiamme e di fumo. Montagne di ghiaccio rotolavano da Niflheim ed evaporavano per effetto delle raffiche ardenti provenienti da Muspelheim.  Nel caos vorticoso una figura di uomo prese forma dalla materia  scoppiettante, il gigante Ymir, o Aurgelmir, il cui nome significa "Colui che fa bollire il fango" o "Urlatore possente". Era fatto, secondo alcuni, della pura argilla bianca con cui le Norne nutrivano Yggdrasil. Era immenso: era tutte le cose, o quasi tutte. La bambina magra lo immaginava con braccia e gambe divaricate, tutto lucido, per qualche ragione senza faccia, la testa un globo roccioso.
C'era un'altra creatura a Ginnungagap, un'enorme vacca (1) dalle cui poppe il latte sgorgava senza sosta mentre leccava il sale sui cristalli di ghiaccio. Ymir si nutriva di quel latte.

(1) E similmente ai miti egizi e induisti, al centro del Nutrimento Cosmico vi è la figura della Vacca Sacra, dagli Egizi conosciuta come Hathor. Per quanto riguarda la capra, vedi la mitologia greca, e la capra che allatta il piccolo Zeus.

Ymir viene poi smembrato (similmente ad altri Dei, come Osiride per esempio, o Tiamat: dallo smembramento del Dio si origina sempre qualcosa. In fondo i cristiani hanno la stessa idea: gesù crocifisso e straziato dalle piaghe alle mani, piedi, fianco, muore e la sua morte "ci libera dal peccato")

La voragine era nera, molte sfumature di nero, spesso e sfumato, lustro e cupo. L'enorme uomo di neve era bianco, salvo dove le sue stesse membra gettavano ombre d'un bianco violaceo, sotto le ascelle, nelle mostruose narici, nell'incavo delle ginocchia. I nuovi Dei menavano fendenti e ridevano. Il sangue sgorgava dalle ferite, si riversava dal collo sulle spalle di Ymir, gli gocciolava sul petto e sui fianchi come un drappeggio ardente, scorreva, scorreva, riempiva la sfera di vetro di un flusso cremisi, e sommergeva il mondo. Impossibile fermarlo, era la vita che era stata in lui, sotto l'argilla e il ghiaccio, vita che defluiva in morte.

Gli Dei fecero il mondo con il gigante morto. La bambina magra faceva fatica a immaginarselo; non c'era scala con cui potesse misurarlo, anche se riusciva a cogliere le nebulose somiglianze che univano i brandelli di Umano morto alle creature e alle strutture del mondo.

"Dalla carne di Ymir
fu fatta la terra.
Dalle sue ossa i monti,
il cielo dal cranio
del gigante del ghiaccio
e dal suo sangue,
il mare"

Nota di Lunaria: l'idea, l'archetipo della Divinità che si sacrifica per creare il mondo dovrebbe insegnarci che ogni cosa naturale è sacra, proprio perché tratta da un corpo divino: purtroppo spesso l'essere umano abusa e stupra la Natura in modo sconsiderato.  

Il lamento di Odino

"Io so che da un albero al vento pendetti,
per nove lunghe notti,
ferito da una lancia e immolato a Odino,
io stesso a me stesso,
su quell'albero che nessuno sa
da quali radici nasca.
Pane nessuno mi dette, né corno per bere;
io giù guardai:
raccolsi le rune, dolorante le presi
e giù caddi di là.
Nove potenti sortilegi appresi..."

Odino era il Dio della Caccia Selvaggia. O della Schiera Furiosa. Cavalcavano per il cielo, cavalli e segugi, cacciatori e armigeri spettrali. Non si stancavano né si arrestavano mai; i corni mugghiavano nel vento, gli zoccoli martellavano le nubi, i cacciatori volteggiavano come temibili stormi di volatili giganteschi. Il cavallo di Odino, Sleipnir, aveva 8 zampe, il suo galoppo era fragoroso.

La bambina magra rabbrividiva di paura ed eccitazione al pensiero di Odino, un Dio sinistro e pericoloso. Era un Dio mutilato, un Dio orbo da un occhio (2) che aveva pagato con l'altro occhio la conoscenza magica bevuta alla fontana di Urd [...] Odino era un Dio sempre in agguato, travestito da vecchio con un mantello grigio e un cappello calato sull'orbita vuota [...] Brandiva una lancia, Gungnir, su cui erano incise rune che svelavano i segreti degli uomini, degli animali e della terra. La lancia era stata fabbricata con un ramo strappato dallo stesso Yggdrasil, sfrondato dei ramoscelli.
 

(2) Anche la Dea Filippina della Luna, Mayari, è con un occhio solo. E nei culti afro-haitiani abbiamo la figura di Legba, il Dio zoppo. Legba, con la sua stampella, la sua pipa e le chiavi che aprono le porte delle dimensioni: la nostra e quella dei Loa

Infine, le donne norrene, viste da un missionario cristiano... 


Stralcio tratto da


"Erano le donne ad avere il controllo di tutto ciò che succedeva nel paese. Erano loro che combinavano matrimoni, ripartivano le eredità, decidevano del futuro della comunità. E loro sì che avevano una religione. Ma una religione solo per donne, segreta, chiusa, basata su lune e cicli naturali, sangue e oscurità. Uno scandalo agli occhi di dio e una vergogna per lui che dopo tre anni non aveva ottenuto altro che un timido avvicinamento alle famiglie meno importanti, senza che questo compotasse che le donne di quelle famiglie abbandonassero i riti pagani."

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