1) Ciao e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori!
Ciao e grazie mille della bellissima opportunità! Siamo gli StryX, una band occult-doom nata nelle Marche. Suoniamo un Doom molto legato alle radici classiche, ma contaminato da psichedelia e dark sound italiano.
La formazione attuale è composta da The Undertaker (chitarra), The Priestess (voce), The Magus (basso) e The Wraith (batteria).
2) Ho trovato il vostro mini album, "Ossvarivm - Live from the crypt" alle bancarelle del "vintage" dove delle volte ci sono anche i banchetti dei cd Metal…
Pur non conoscendovi, vi "ho comprato a scatola chiusa", come si suol dire, dopo che mi siete stati consigliati… Già la vostra foto sul foglietto allegato (che dovrebbe essere qualcosa che avete distribuito in occasione di un qualche evento, a quanto mi è stato detto) "mi trasmetteva le giuste vibrazioni". La cosa divertente è che al momento pensavo che il nome del vostro gruppo fosse Ossuarium, poi Ossvarivm, e giù a cercare info su Metal Archives, senza trovarvi... o meglio, saltavano fuori altre band chiamate Ossarium che nulla c'entravano con questo mini cd! Alla fine, digitando "StryX" si è risolto il mistero, ah ah! 😂 In effetti, però, su bandcamp, il vostro monicker risulta scritto con caratteri particolari: la "t" a croce e la X finale in maiuscolo. Anche il logo rimanda molto ad un sigillo… con tanto di serpente stilizzato.
Potete riepilogarci un po' tutto quanto c'è da sapere su di voi?
Con piacere! E complimenti per il lavoro di ricerca. Il modo in cui ci hai scoperti è senza dubbio unico e ci lusinga molto sotto diversi aspetti, ci piace pensare che la nostra musica "viaggi" in direzioni inusuali fino a trovare chi sa cercare eheheh. In realtà StryX ha avuto una gestazione piuttosto lunga. Tutto è partito nel 2015 come progetto personale di The Undertaker: all’inizio era più un’esigenza intima che una band vera e propria, una sorta di laboratorio oscuro. Solo tra il 2022 e il 2023 il progetto ha preso finalmente una forma stabile, diventando una band a tutti gli effetti.
Il nome StryX richiama la creatura notturna della tradizione greco-latina, una sorta di presagio alato, vampirico. Ci piaceva anche il collegamento con l’omonimo programma televisivo italiano degli anni ’70, carico di suggestioni diaboliche e tematiche considerate poco ortodosse per la tv di Stato dell'epoca.
La grafia con la T a forma di croce e la X finale maiuscola nasce quasi naturalmente: non volevamo un semplice nome, ma qualcosa che funzionasse come un simbolo.
Il logo invece è stato disegnato da Jinx Dawson dei Coven, a cui ci sentiamo parecchio legati: i primi due dischi dei Coven rappresentano esattamente quel mondo tra occulto, musica orecchiabile e visione che sentiamo nostro. Laura (The Priestess) ha anche avuto modo di incontrarla di persona (complimenti! 😍 Nota di Lunaria), mentre io avevo interagito con lei online molti anni fa: tutto questo ha reso il cerchio ancora più coerente.
"Ossvarivm - Live from the Crypt" rappresenta bene lo spirito del progetto: un lavoro nato nella cripta, come spazio creativo interiore, ed è stato pubblicato per dare uniformità sonora ai singoli fino ad allora pubblicati.
Sul nostro canale YouTube c'è la versione video.
https://www.youtube.com/watch?v=_6Ju1XC9lEE
3) Avete registrato anche uno split album insieme ai misconosciuti Cruzeiro (che ho conosciuto proprio cercandovi)
https://stryx.bandcamp.com/album/cruzeiro-stryx-split
A proposito, la copertina scelta attrae fin dal primo sguardo ed è un ottimo biglietto da visita!
I Cruzeiro sono stati un incontro fortuito online, una di quelle cose che succedono senza troppe aspettative. Ci siamo riconosciuti subito a livello di immaginario e di attitudine, e da lì è nato lo split. Speriamo davvero che questo rapporto possa tradursi presto anche in un rituale sonoro condiviso dal vivo.
La copertina del singolo è molto significativa: raffigura una sacerdotessa con la civetta (strix) sormontata da un grande crocefisso in pietra, il cruzeiro, tipico della Galizia, che è uno strumento di devozione popolare, ma ha anche una forza visiva e simbolica enorme, perfettamente in linea con il nostro mondo.
(Nota di Lunaria: a tal riguardo, l'uso delle "grandi croci in pietra" disseminate per i campi e per i crocicchi era presente anche qui in Lombardia, usanza che poi andò perduta con l'arrivo dell'industrializzazione; l'unico paese nel quale è ancora possibile vederle è Vanzaghello: le croci sono ubicate in zone strategiche del paese e segnavano "le tappe" della processione "per le rogazioni di primavera". La ricerca sulle croci di Vanzaghello è una delle ricerche "di storia del territorio, dal vivo" alla quale sono più legata, anche se purtroppo non sono riuscita a localizzare quella "nel Quadro Lavarino": impossibile risalire a che zona di Vanzaghello si intendesse con "Quadro Lavarino", quasi sicuramente in mezzo al bosco!, ma purtroppo nessuno ha saputo darmi indicazioni precise e così la mia ricerca è rimasta incompiuta 😣 Però le altre, incluso il cippo semisepolto nell'erba in via Monte Grappa!, le ho trovate tutte! 😃)
Ci ritroviamo perfettamente nella descrizione molto calzante che hai fatto, ed anche qui hai colto nel segno alla grande. Il Doom classico è la nostra base, col suo incedere lento, ipnotico e catartico. Allo stesso tempo siamo molto legati alle atmosfere occulte e psichedeliche anni ’70, Il lato prog, che decliniamo in chiave lugubre, fa parte della nostra formazione artistica assieme al tipico dark sound italico, che ha sempre espresso realtà di altissimo livello ormai diventate un vero e proprio culto. Per noi, in ogni caso, la musica è libertà totale: mettiamo insieme tutto ciò che ci scorre nelle vene per creare un mondo sonoro nostro: funereo, rituale e totalizzante; ci piace sentire il pubblico che declama e ritualizza fondendosi con noi, per questo non rifuggiamo la forma-canzone. Infine, il paragone con la cara Janis ovviamente ci onora, e ci inchiniamo con devozione.
5) Il Doom, più di altri generi di Metal, ha sempre curato molto i testi, l'attitudine, persino la grafica delle copertine (penso a band come Candlemass, Solitude Aeturnus, Trouble, gli stessi Black Sabbath dell'esordio, le cui copertine dei primi album sono diventate leggendarie!); anche voi per i singoli "Io, La Strega (Circus 2000 cover)" "Woman of the Apocalypse", "At Your Funeal" e "Lake without Water (Paul Chain cover)" avete proposto cover dal forte impatto "occulto lisergico" ed inquietante. A questo, si aggiungono le tematiche affrontate, persino bibliche (in "Woman of the Apocalypse" menzionate la visione apocalittica della Donna "vestita di sole con la luna sotto i piedi"); altre tematiche sono quelle del compianto funebre e del vampirismo.
Le copertine che hai citato sono dei veri e propri capolavori, e perdersi nella loro contemplazione in cerca di dettagli mentre nelle orecchie risuonavano quelle melodie sinistre è stato qualcosa che ci ha irrimediabilmente plasmati in gioventù. Nell'elaborare le grafiche che accompagnano le nostre uscite, cerco sempre di incanalare in qualche modo tutte le emozioni che proviamo nel comporre e nell'eseguire la nostra musica. Come hai ancora una volta colto alla perfezione, anche in un libro "fantasy" come è la Bibbia, ci sono immagini e suggestioni che ben si prestano ad essere utilizzate nei nostri brani e filtrate dalla nostra chiave di lettura.
Se posso, vorrei spendere ancora due parole per quello che riguarda la cover dei Circus2000: ho cercato di riprodurre quanto più fedelmente possibile la veste grafica, non per manierismo ma per devozione verso quello stile, personalizzando l'arrangiamento del brano, con il contributo speciale nientemeno che di Spooky stesso, il chitarrista originale della band, a cui siamo infinitamente grati.
Per quanto riguarda le tematiche che affrontiamo, purtroppo o per fortuna siamo stati influenzati da quell'immaginario cattolico che vogliamo sovvertire con la nostra musica: le atmosfere dei nostri cimiteri, le processioni inquietanti, i funerali, le sepolture, la minaccia costante dell'inferno, a cui ci sentiamo di rispondere con nichilismo e ribellione, contro-esorcizzando nei nostri testi, tutti i dogmi che ci sono stati imposti e che rifiutiamo.
Per farlo, possiamo fare dei riferimenti espliciti, o servirci anche di iconografie mutuate dal mondo dell'horror e del folklore, oltre che dell'attualità.
6) Siete anche appassionati di vecchi film horror, vero? L'Italia negli anni '60 e '70 e anche anni '80 (anche se già meno ispirati) ha dato tantissimo al cinema horror ma anche thriller e poliziesco...
Oh, sì che lo siamo! Quei film in cui la colonna sonora è imprescindibile dalle immagini e che oggi forse sembrano "lenti", ma che covano il seme dell'angoscia che si spande durante tutta la durata della pellicola.
Per non parlare poi degli effetti speciali, che col CGI di oggi fanno al più sorridere, ma secondo me conservano un fascino e un'artigianalità impareggiabile.
Voglio menzionarne uno su tutti, "Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento" di Polselli (1973 anche se le riprese dovrebbero essere del '71), perché racchiude in sè tutti quegli elementi che potresti ritrovare nella nostra proposta artistica: quel gusto orrorifico ma anche squisitamente "camp" e nonsense. Sarebbe ridondante citare ancora Argento, Fulci, Bava, Lenzi e Deodato, ma non ti nascondo che un forte impatto su di noi l'hanno avuto anche i poliziotteschi di quel periodo, musicati tra l'altro da gente tipo Morricone o Micalizzi.
Per chiudere, ho avuto l'onore di collaborare con Claudio Simonetti (Goblin) e chiamarlo "maestro" è riduttivo, in quanto ancora oggi trasmette una passione per la sua arte e un'umiltà davanti a cui possiamo solo, di nuovo, inchinarci e cercare di raccogliere a piene mani.
7) Avete già suonato live? Prossime date o progetti?
Sì, abbiamo debuttato live a Berlino nell’aprile 2024, insieme a band come Lares, Replicant e Anachronism, davanti a circa 200 persone molto responsive; è stata un’esperienza molto forte e importante per noi.
Per quanto riguarda l’Italia, stiamo ancora cercando la situazione giusta: non abbiamo fretta e preferiamo aspettare il contesto e l'occasione adatti. Realisticamente, comunque, l’idea è di esibirci nel 2026.
Siamo in contatto con diverse band di nostri "colleghi", ognuna con una proposta artistica definita e che stimiamo incondizionatamente, ci piacerebbe molto poter condividere il palco con loro in un futuro non troppo lontano.
Progetti, beh...Stiamo ultimando la preproduzione del nostro primo full-length: purtroppo metà della nostra band risiede in Germania e, come potrai ben immaginare, la coordinazione non è sempre facilissima e le tempistiche spesso si dilatano a dismisura. Quello che ci da forza è che, in ogni caso, il lavoro sta procedendo bene e non vediamo l'ora di condividere il frutto del nostro duro lavoro con chi vorrà supportarci.
8) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
Dobbiamo assolutamente concludere con un grazie e con un complimento a te per il tuo bellissimo ed interessantissimo portale, l'abbiamo già detto quanto siamo onorati di poter collaborare con realtà come la tua, ma non fa mai male ripeterlo.
Qualche volta ci troviamo un po' stretti nelle etichette, in quanto ogni nostro brano è un atto di evocazione che prende senso solo quando riusciamo a condividerlo. Dal vivo, quel momento diventa rituale; nell’ascolto solitario, diventa discesa.
Cerchiamo di rendere gli ascoltatori parte di un' esperienza; se riusciamo ad ottenere questo, allora la nostra musica ha fatto il proprio dovere.
Aspettando l'occasione di vederci live, chi vorrà potrà incontrarci anche attraverso i nostri brani, lasciando che il rituale continui a vivere nell’ascolto, ovunque esso avvenga.
Grazie ancora della bellissima opportunità e a presto!








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