Nota di Lunaria: una scena di un'inquietudine terrificante che mi ha sempre impressionato, sia nel film sia nel libro.
"Ma in che modo sono spariti [i bambini], nonna?"
"La seconda sparizione fu davvero curiosa. A Holmenkollen c'era una famiglia di nome Christiansen che teneva in soggiorno un bel quadro antico, dipinto a olio. Rappresentava una fattoria col cortile pieno di anatre.
Non c'erano figure umane: solo le anatre fra l'erba e la casa sullo sfondo. Era un quadro grande, piuttosto grazioso.
Per farla breve, un giorno la piccola Solveg tornò da scuola masticando una mela. Gliel'aveva regalata una gentile signora incontrata per strada, disse lei.
La mattina dopo, Solveg non era nel suo letto.
I genitori la cercarono dappertutto, ma inutilmente.
Ad un tratto il padre gridò: "Eccola! Sta dando da mangiare alle anatre!" e intanto indicava il quadro.
Proprio così: Solveg era nel cortile della fattoria e faceva il gesto di distribuire il pane alle anatre. Suo padre si avvicinò al quadro e lo toccò. Ma non servì a nulla; la bambina faceva semplicemente parte della scena, era dipinta sulla tela."
"E tu l'hai vista, nonna?"
"Più di una volta. Ma la cosa bizzarra è che Solveg cambiava spesso posizione. Una volta era affacciata alla finestra della fattoria; un'altra teneva in braccio un'anatra, sul lato sinistro del quadro..."
"Ma l'hai vista muoversi?"
"No, nessuno è mai riuscito a sorprenderla mentre cambiava posto. Che se ne stesse in cortile a dar da mangiare alle anatre o che guardasse fuori dalla finestra, era sempre immobile: niente altro che una minuscola figurina dipinta.
Molto, molto strano.
E per di più, con il passare degli anni, la bambina cresceva. Dopo dieci anni era diventata una giovane donna, dopo trenta una donna matura. Cinquantaquattro anni dopo, infine, scomparve dal dipinto e nessuno la vide più."
"Era morta, nonna?"
"Chi può saperlo? Cose misteriose accadono nel mondo delle streghe..."


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