Albania (2) Donne patriote, antichi Dei e Folklore, Poesia e Metal!

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Donne Albanesi famose

Nota di Lunaria: il Kanun, l'insieme delle norme consuetudinarie di epoca feudale, rendevano l'Albania un paese patriarcale e gerarchico, basato sulle faide. Qui riporto sinteticamente alcune delle donne albanesi che, nonostante il sessismo tipico della società albanese di secoli fa (*), hanno fatto la storia del loro paese.  

Molti anni fa, quando andavo a scuola, avevo una compagna di classe albanese, con cui ero diventata amica, ed era una ragazza davvero dolcissima e solare. La ricordo ancora con affetto, anche perché a differenza di tante italiane che spesso mi hanno giudicato male per il mio look, ricordo che lei mi rivolgeva la parola in maniera spontanea, senza "starmi alla larga"; sono contenta di avere trattato gli aspetti più interessanti del suo paese, diversi anni dopo, anche se purtroppo da quando lei si è sposata, giovanissima, lasciando la scuola, non ho più avuto sue notizie. 

(*) Alcuni aspetti del sessismo albanese nell'epoca feudale col Kanun in vigore: la donna veniva venduta al marito; i matrimoni erano combinati e gli sposi non si conoscevano neanche, neppure fisicamente: la donna restava sempre velata; la donna doveva essere vergine; se non era "intatta", veniva rispedita ai genitori e il disonore macchiava la sua famiglia; la donna portava in dote anche un proiettile perché il marito poteva uccidere la moglie in caso di disubbidienza o tradimento; dopo la prima notte di nozze, il lenzuolo con la macchia di sangue che testimoniava la verginità della sposa veniva esposto in pubblico. Queste consuetudini hanno cominciato a decadere a partire dagli anni Cinquanta del Novecento.

***

Sono state molte le donne che hanno fatto la storia dell'Albania: tra queste, nell'antichità, la più famosa fu Teuta, regina degli Illiri, che guidò la resistenza contro i Romani e che gestì la politica di tutte le tribù balcaniche;



Dora d'Istria (XIX sec.), intellettuale, scrittrice, patriota, che unì la sua attività artistica agli ideali di liberazione e all'unificazione della patria.




Shote Galica, moglie di Azem Galica, diventò il simbolo della resistenza contro gli Ottomani; combattè a fianco del marito e dopo la sua morte guidò il popolo contro i pascià turchi;



Bule Naipi, Persefoni Kokedhima, Zonja Curre, Margarita Tutulani e molte altre ragazze combatterono arruolate nell'Esercito di Liberazione Nazionale, sacrificandosi.


Bule


Margarita



Nell'Albania contemporanea le donne occupano cariche nel Governo e partecipano alla vita del Paese: Lumturie Rexha, presidente dell'Organizzazione delle Donne Albanesi, Tefta Cami, ministro dell'Istruzione e della Cultura; Lenka Cuko ministro dell'Agricoltura, Elena Kadaré, scrittrice; Diana çuli, presidente del Forum della Donne Albanesi e scrittrice.

Musica: 

purtroppo il lungo periodo di "separatismo" dall'Europa imposto dalla dittatura comunista e l'esodo verso le sponde italiane negli anni Novanta si fa ancora sentire; non esistono moltissime band albanesi, ma devo dire che quelle che ho ascoltato non sono per niente male!
Lascio qui i nomi e i link!

Pureblood: 
https://www.youtube.com/watch?v=DTgIi0PlrEo




Black metal rozzissimo e minimalista

Morfina: https://www.youtube.com/watch?v=nP6RondA4xU
Rock Alternative con qualche influenza Nu

I Nihil sono quelli con più visualizzazioni, e anche quelli più professionali nel Black Metal; sono ascrivibili ad un Black melodico dai tratti epic.
https://www.youtube.com/watch?v=Bca1zDV8AL4
https://www.youtube.com/watch?v=kihXxTVWclg





Wild Feeling, 
https://www.youtube.com/watch?v=TOii8ZX4Y74
una delle prime band Heavy Metal, del 1992; hanno un certo tocco alla Angelwitch\Satan.



Shiptarian Darkness 
https://www.youtube.com/watch?v=asnnqaogaxQ
notevoli, anche se probabilmente nei testi hanno toni nazionalistici accesi, come lascerebbe intendere un titolo come "Skanderbeg's Attack On The Bastard Macedonian Race"... vabbè, ma io valuto la musica, non queste beghe nazionalistiche... :P  


Comunque, il pezzo non è niente male con quell'inno femminile patriottico e la sfuriata Black Metal infernale che subentra subito dopo!
Potete sentire anche questo pezzo strumentale inquietante, quasi dark-ambient: 
https://www.youtube.com/watch?v=69VzbLmSR1Q

Questo, il cui titolo mi attizza, citando "una Dea Genusus", ovvero l'antica Madre Terra degli Illiri:
https://www.youtube.com/watch?v=cvbMceAWmsEe che ad un certo punto immette pure una sorta di altro canto patriottico


I Satrap, probabilmente la prima band Black Metal albanese:
https://www.youtube.com/watch?v=H3EjLpk1s18non menzionati su Metal Archives, però... li ho segnalati io al moderatore xD


Hey! c'è anche la vocalist bionda!!!



quindi questa ragazza è stata tra le prime donne a fare Black Metal in Albania!


I Nihil hanno coverizzato un loro pezzo, quindi suppongo che i Satrap si siano formati prima dei Nihil


Centaur: 

https://www.youtube.com/watch?v=0bBW9utxfXY

Heavy Metal classico, e tra le prime band


Letteratura
 

Una breve introduzione:

Per secoli osteggiata dai Turchi,dal 1479 al 1912, l'Albania ha attraversato periodi oscuri e turbolenti, nel quale il sogno d'indipendenza forgiava le coscienze dei cittadini, che respingevano l'islamizzazione forzata, rifugiandosi in esilio (Calabria, Puglia, Sicilia) per non dover pagare imposte (gezieh, kharah) al dominio turco. Molti tentarono rivolte; il condottiero più famoso è Skanderbeg (1405 ? - 1468) che forma una lega anti-turca. Fu lui a riunire i capi tribù, formando un embrione di Stato con una propria bandiera: l'aquila a due teste. Skanderbeg godeva delle simpatie cattoliche, e fu definito da Nicola V "Campione e scudo della cristianità contro i Turchi", mentre Callisto III lo considerava "L'atleta e il difensore del nome cristiano" contro il dominio ottomano. Solo verso l'800, per un breve periodo, l'Albania guidata da Alì Tepelen (1741-1822), riesce a sganciarsi dal potere di Istanbul; ma tra il 1822 e il 1830, l'Albania attraversa un periodo di stasi sociale e politica; i Turchi potenziano la repressione e i feudatari locali non riescono ad organizzarsi per promuovere un movimento di liberazione nazionale. è solo con la salita al potere di Naum Veqilharxhi che si apre la cosidetta "Età della Rinascita" (Rilindjia): Veqilharxhi promuove un'associazione nazionale e si batte per introdurre l'insegnamento della Lingua Albanese nelle scuole, anche nelle comunità italo-albanesi. Le opere di Girolamo De Rada (1814-1903), sono le più significative di tutta la Letteratura Albanese; rappresentano "Una prepotente emanazione del passato: è l'Albanese del Quattrocento, riforgiato nel secolo XIX alla fiamma delle tradizioni e ribattezzato nell'acqua lustrale del Risorgimento. è l'uomo antico e nuovo che ricrea il passato con l'anima entusiasta e sognante e il passato stesso addita ai contemporanei per la rivendicazione dei diritti all'indipendenza e alla libertà". Opere come i "Canti di Milosao" (1873), "Serafina Topia" (o ''I canti di Serafina Thopia'', 1839) di Gerolamo de Rada, "Skanderbeccu i Pa-faan"(Le sventure di Skanderbeg, 1873) sono tutte opere che presentano questo ideale di rivendicazione di autonomia e libertà nel Paese delle Aquile (Shqiptar). Il poeta albanese più famoso del Romanticismo è Naim Frasheri: le sue poesie celebravano Skanderbeg e la natura:

"O montagne dell'Albania, e voi querce alte!
I vasti campi, pieni di fiori
che rammento giorno e notte!...
Racconterò la prosperità
che possedete e gioite!
O indigeni benedetti
il mio cuore riempite di gioia!"

Infine, una breve nota sull'antichissimo codice legislativo albanese, il Kanun!

Il Kanun è una raccolta di leggi consuetudinarie, composto da 12 libri: Chiesa, famiglia, matrimonio, casa, bestiame, poderi, lavoro, prestazioni e donazioni, parola, onore, danni, delitti infamanti, codice giudiziario, privilegi ed esenzioni. Non è più in vigore a livello ufficiale perché il regime di Enver Hoxha lo abolì, ma ha segnato profondamente la società albanese. Una cosa negativa del Kanun, che è tornato in vigore negli ultimi decenni, in forma criminale e sotterranea, è la questione dei delitti d'onore e della vendetta di sangue: vere e proprie faide, che autorizzano i famigliari di una vittima a uccidere qualsiasi parente maschio dell'assassino; negli ultimi anni, però, si sono avute delle mattanze che non risparmiavano né le donne né i bambini. Secondo una stima del 2008, dal '91 oltre 9500 persone sono state uccise in faide famigliari.
 

Qualche verso di GEZIM HAJDARI, Poeta Albanese.


Queste poesie sono tratte da "Maldiluna / Dhimbjehene", un libro che ho letto parecchi anni fa

Mi consolo di essere nella quiete della tua carne
tra l'acqua e il fuoco
nulla aspetto dei versi lacerati
nati nei quartieri di mondi oscuri
ovunque vada per le città mi riconoscono
le stigmate mi hanno lasciato sul volto e sulla pelle
segni profondi
come le ruote del carro nei campi autunnali dopo la pioggia
o come il ferro surriscaldato dei lager sulla pelle dei deportati.
O fanciulla del nord che scendi dalle colline insanguinate di tramonto
le fonti delle tue labbra non attirano più i miei giorni
tu mi rammenti il richiamo del corvo nelle selve del New England
e lo scricciolo delle mia provincia agricola sull'altra costa.

.... Ricordi, era marzo, fiorivano i siliquastri
con spavento e gioia ai margini dei burroni
forse il libro più bello
sorto dalle mie ceneri e che assomiglia alla tua vita
l'ho scritto nella mia stanza sgombra mentre guardavo dalla finestra.

Il testimone del tempo e il ritorno delle stagioni
sfiorate dalla nudità delle piogge
l'ho scritto in povertà estrema
nei miei giorni di pena e maldiluna
distante da te, distante dai tuoi crepuscoli
portando sulle spalle da una sponda all'altra
libri di un paese che adora i tiranni.

Corro per raggiungere i tuoi occhi,
stanco e perso
per le nevi e i templi di oblio
i tuoi occhi: due lune sulla collina arsa
una piccola patria
insanguinata dal mio amore e dalle pietre
che ho lanciato lungo questa costa
sono esule nell'origine dei tuoi occhi
occhi nudi: laghi freddi del nord
se vengo soltanto per rivedere i tuoi occhi verrò
come due notti estive della mia Darsia
se ritorno soltanto dalla guerra dei tuoi occhi ritornerò
ad ascoltare nel buio i tuoi occhi
e chiamarli sotto la pioggia
con un altro alfabeto.
 

Ho incendiato i tuoi crepuscoli
con le fiamme del mio sangue
ho raccolto tutte le mie notti
sotto la luce dei tuoi giorni
ho denunciato la mia disperazione
le tue rose e i tuoi coltelli
(anche se vivo da secoli in questa penisola
ancora vedo sogni nel vuoto)
è duro il castigo di Dio
profonde le ferite
che l'eterno apre nel mio corpo tremante
vedo che albeggia nelle mie notti
e rompersi qualcosa nei tuoi giorni.

.... O corpo di luna circondato di richiami
il tuo sangue diventerà altro sangue
il tuo crepuscolo un altro crepuscolo
e la sera che verrà coprirà il tuo freddo.


.... Non mi lasciate di fronte alle ombre
e ai miei versi che mi conducono al massacro
attendo che qualcuno mi chiami dal balcone
al crepuscolo
con quella voce conosciuta
tra colonne di pioggia.

Ah Peligòrga stanca
per le valli di Hajdaraj
chiami il mio nome: oblio di labbra.

Da quando è entrata la stagione delle piogge
non ho scritto nemmeno un verso
non ho pensato a nulla
insieme alla grige giornate e alle foglie d'erba
sono morto anch'io un poco,

.... In una città di mandorli amari
forse qualcuno nota la mia assenza
ed io non so a chi appartengo.

.... Oh stagioni finte con fiori di ginestre
nei cespugli in primavera e profumo di viole
dove il passero gioioso insegue il cuculo.
Rosa canina
petali di papaveri
caduti nella terra del crimine
sentieri con fischi di vipere
oh anni persi nei ruderi di merli e civette
labirinti oscuri e tremendi dove ho errato.


Bibliografia utile, che spero di approfondire...

- "Noi veniamo dall'Albania: storie di vite, leggende, ricette, indirizzi utili..." di Z. Chiaramonte
- "Le figlie di Teuta. Donne d'Albania" di C. Gerardi

Qui si trova una lista con parecchie band Rock e Metal, non menzionate su Metal Archives: 
http://thecorroseum.org/features/albania/index.html
probabilmente non sono caricate sul Tubo, ma comunque sia, resta un interessante documento.


Infine, uno sguardo al



Info tratte da "The Illyrians" di Aleksandar Stipcevic, che ho tradotto io dall'inglese.

Gli Xindhi, nel folklore albanese, sono gli elfi. Sono sia maschili sia femminili e sebbene siano gentili e amichevoli, altre volte sanno essere crudeli verso gli umani.

Bukura e dheut: è una bellissima fata che, per gli antichi Albanesi era davvero un aiuto prezioso. Il dio Tomor era il suo amante. Qualche volta era collegata al mondo ultraterreno e aveva alcuni aspetti demoniaci.  Il suo nome significa "La Bellezza della Terra"; aveva un sorella, chiamata Bukur e detit, che significa "La bellezza del mare"



Tomor: era il supremo Dio degli antichi Albanesi. Tomor era il padre degli Dei e degli umani e l'amante di Bukura e dheut. Aveva come servitori i venti.

Prende: Dea dell'amore venerata dagli antichi Illiri e poi dagli antichi Albanesi. Era la moglie di Perendi, il Dio del tuono presso gli Illiri. Prende era chiamata "la regina della Bellezza", Zoja e bukuris. 



Dopo la cattolicizzazione della regione Prende fu assorbita nel culto cattolico come "santa". Nel periodo pagano, le erano consacrati i giorni del venerdì. 


[non si smentiscono mai, i cristiani. Fagocitano di tutto, cristianizzandolo. 
E così similmente a "santa brigid" CLONE della Dea celta Brigit, questa "santa prende" inesistente è il  CLONE della Dea Prende]

Perendi: è il Dio albanese del tuono, di origine illirica. è il consorte di Prende, la Dea dell'amore.
Perendi è identico ai baltici Perkunas\Perkons.
Perendi\Perendia è un termine che viene ancora usato oggigiorno: non significa più "dio del tuono" ma solo "dio". "O Perendi" significa "Oh dio"
 

Bolla: nell'antico folklore albanese, Bolla era simile ad un serpente, o ad un drago, e dormiva per tutto l'anno. 


Nel giorno di "san giorgio", apriva gli occhi e guardava il mondo, divorando un umano. Si pensava che Bolla potesse mutarsi in una creatura ancora più orrenda, chiamata Kulshedra, e che questa avesse nove lingue e sputasse fuoco. Kulshedra veniva anche immaginata, qualche volta, come un'enorme donna dal corpo peloso e con dei seni penzolanti. A questo mostro si dedicavano sacrifici umani. Nell'Albania del Sud veniva chiamata "Bullar".
 
Djall: è il nome albanese del Diavolo; si usa anche il termine "dreqi", dal latino "draco", drago [nota di Lunaria: interessante questo continuo riferimento ai draghi, nella mitologia albanese...]

Bukuri e qiellit: il nome del dio cristiano

Ljubi: è un nome di una diavolessa che prosciugava i corsi d'acqua se non le venivano offerti sacrifici di vergini

En: presso gli antichi Albanesi era il termine usato per riferirsi ad un dio in generale, ma anche il nome del supremo Dio. Questo termine sopravvive ancora nel termine albanese "e enjte", "giovedì".

Kukuth: un demone femminile della malattia. Anche chi moriva miseramente, senza trovare sepoltura, e che aveva fatto del male, veniva chiamato Kukuth.

Perit: nel folklore albanese, sono divinità femminili della montagna. Sono bellissime e sono tutte vestite di bianco. Vengono considerate simili alle fate. Si arrabbiano facilmente con chi butta il pane e puniscono chi commette questo reato facendolo ingobbire.
[Nota di Lunaria: le Tre Dee Bianche sono presenti anche nella mitologia gitana: le Ourmes. Vedi qui: http://intervistemetal.blogspot.it/2017/11/rom-musica-esoterismo-credenze.html]

Verbti: l'antico Dio del fuoco e del vento del nord; il nome significa "Colui che è cieco". Anche se non può vedere, il suo udito è perfetto.
Ha in odio il linguaggio scurrile e i traffici illeciti.
Con l'avvento del cristianesimo è stato demonizzato, diventando un demone che causa cecità.

Vitore: uno spirito domestico, che, nella forma di un piccolo serpente, vive nei muri delle case. Può annunciare eventi fausti o infausti.
Nota di Lunaria: anche i rom credevano al serpente che viveva in mezzo alle mura di casa; avevo già trattato il folklore Rom; riporto qui in breve il riferimento al "serpente delle mura domestiche"




"Il serpente domestico" che vive nelle fondamenta delle case.
Notate bene: "di colore nero/figlio di Dio/figlio della Casa"
Che originariamente, gli zingari primigeni adorassero un Dio (o Dea) serpente? Un Ouroboros?



Ora: è uno spirito protettore. Ad ogni persona è assegnata un Ora, alla nascita. Gli Ora sono di due tipi: quelli che hanno un viso bianco sono coraggiosi e diligenti; quelli col viso nero sono codardi e pigri.

Fatit: sono le Dee albanesi del fato e del destino, simili alle Moire.
Queste tre Dee appaiono vicino alla culla, dopo il terzo giorno che un bambino è nato, per determinare il suo destino.

Stihi: un demone femminile: è rappresentata come un dragone sputa-fuooco, che fa la guardia ad un tesoro

Altre versioni delle divinità:

Enji: il Dio del fuoco e della guerra, equivalente ad
Ares\Mars\Thor.
Il nome è stato mantenuto nel termine "e enjte", "giovedì". L'equivalente inglese "Thursday" deriva da Thor\Thur.

Prema: è la Dea della fertilità e della nascita. Equivalente a Demetra.
"E premte", "venerdì", deriva dal suo nome; anche l'inglese "friday", il tedesco "Freitag", lo scandinavo "Fredag" derivano da Freya, la Dea dell'amore.

Anzotica\Anzotike: sembra che questa Dea fosse adorata solo dalla tribù illirica dei Liburnae. è l'equivalente di Afrodite\Venere



 Curiosamente, il termine "zot" in albanese significa "dio"

Nota di Lunaria: avevo in testa questo nome già da tempo, pur non sapendo che volesse dire. Infatti c'è una band metal melodica chiamata "Ansoticca", ma sono tedeschi.



Eccola qui, la Dea Anzotica con la sua bella discussione tra appassionati, su un forum albanese... che sono riuscita a trovare usando "Perendia Anzotica" come chiave di ricerca invece che il più banale "goddess"... eh, certe volte mi vengono dei colpi di genio xD




Ica\Ika: un'altra Dea. Non si sa con certezza a cosa fosse collegata; comunque, la sua etimologia potrebbe collegarla al volo: "Ika", "Ikje" in albanese significano "scappare", "volo".

Nota di Lunaria: il termine "Ika-ro" è presente anche in greco ed identifica il noto personaggio che "volò" prima di fare la tragica fine nota a tutti; forse in origine era una Dea o figura femminile di una leggenda illirica che i Greci ascoltarono e riscrissero al maschile?

Bindus: dio dell'acqua, equivalente a Poseidone\Nettuno; adorato specialmente dalla tribù degli Iapod.

Vidasus: simile a Bindus; protettore delle fonti d'acqua.
Sembra che fosse accompagnato dalla Dea della caccia Thana, equivalente ad Artemide\Diana (Thana era adorata anche in Croazia e in Bosnia-Herzegovina http://intervistemetal.blogspot.it/2018/03/croazia-il-poklad-thana-poesia-e-tanto.html. Nota di Lunaria) In albanese, però, "tharje" significa "appassire, morire". Forse Thana era anche una Dea della morte, oltre che della caccia: in fondo, cacciare significa uccidere animali.
In greco il termine "thanatos" significa morte.

Dualos: Dio\Dea del lamento. (*)  
è collegato\a alla parola "dejur", "essere ubriachi". "Dwals" nelle lingue gote ha lo stesso significato.

(*) Nota di Lunaria: forse c'è un errore di battitura; il termine usato nel testo che ho tradotto è "whine" che significa "uggiolio, piagnucolio"; ma "wine" significa "vino". Il testo prosegue con "to be drunk" che significa "essere ubriaco"; forse si intendeva una divinità del vino; comunque il termine "piagnucolio" può starci, visto che uno degli effetti dell'essere ubriaco può anche essere quello di lamentarsi e piangere.

Surd: il dio del tempo atmosferico. La persona albanese che ha scritto il testo dice che secondo lui il termine "Surd" è rimasto nella parola "shurdher", "sordo" forse perché i temporali causano un forte boato. "Mos me shurdho" in albanese significa "urlare".

Nota di Lunaria: per gli albanesi, probabilmente, la Dea più importante e adorata era Genusus, la Madre Terra. Il nome della Dea rimanda anche al greco "Genesis", l'origine; sembra anche che un Dio del cielo, chiamato "Ou", fosse lo sposo di Genusus.

Altre divinità originate dalla coppia Genusus-Ou erano: Mikon, dio dell'amicizia, Zeau, dio dell'intelligenza e Rodon, dio degli oceani; Korrotos un dio della guerra, Broket, Dea del cibo e della fortuna, Shkumbe, Dea dell'amore e della bellezza.
Probabilmente, Mikon e Zeau erano gemelli, simili a serpenti; non è chiaro, ma sembra che Genusus avesse una figlia, copia di se stessa, sempre chiamata Genusus e che sposò i due fratelli. Sono propensa a pensare che Genusus fosse una duplice o triplice Dea:
Vergine, la figlia,  Madre, la Dea Terra vera e propria. Forse aveva una terza parte, la Crone, che è andata perduta.
Rodon o Redon sembra fosse collegato alle caverne: in Albania alcune caverne sono chiamate "Caves of Rodon"; era lo sposo di Shkumbe.

Che Genusus sia ancora nota presso i nazionalisti albanesi o che si rifanno al pantheon pagano lo ipotizzo perché la band Black Metal Shiptarian Darkness ha dedicato una canzone a Genusus;
essendo un gruppo interessato al nazionalismo albanese e probabilmente anti-cristiano, mi fa ipotizzare che Genusus identifichi addirittura la patria, il suolo albanese, è forse è anche più antica di Prende, Dea dell'amore, forse "creata dagli Illiri" dopo aver conosciuto l'Afrodite greca.

Link Dea Genusus: http://s1.zetaboards.com/anthroscape/topic/4681964/1/

Link info sul pantheon albanese 

http://s1.zetaboards.com/anthroscape/topic/4681964/1/

Nota di Lunaria: sembra che gli antichi Albanesi adorassero anche una sorta di Pan o Silvano:



Link super utile: http://www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/632-il-kosovo-oggi-tra-tradizioni-antiche-e-moderne-contraddizioni.html

Abiti tipici:




Idea per la Nail Art xD