Albania (1) Illiri, Regine, Skanderbeg, l'Aquila e il Castello!

Quante cose da sapere sull'Albania, e che noi italiani non sappiamo! xD
Visto che abbiamo preconcetti stantii risalenti ormai a più di una ventina d'anni fa del "profugo albanese sbarcato dal barcone che commette reati" e\o della prostituta sfruttata...

Ma se queste figure corrispondono ad una certa realtà sociale di decenni fa, sull'Albania c'è una miriade di cose in più da dire e da sapere!
Per cui, ecco qui una breve guida turistica&metal al Paese delle Aquile! ^_^

Antefatto: sarà dall'anno scorso che volevo trattare l'Albania, ma non avevo trovato niente, a parte questa breve storia politica




più inerente il discorso economico e la dittatura. Qualche tempo fa, cercando nel portamonete, mi sono resa conto di avere una monetina albanese! Non "dieci centesimi di euro", no, proprio una moneta albanese! Anche se a prima vista, infatti, sembra proprio una moneta da dieci centesimi.


Probabilmente, devono avermela data come resto al centro commerciale e non me ne sono neanche resa conto. Eppure questa vicenda un po' strana mi ha fatto sorridere e l'ho preso come un "segno del destino". Per cui armata di buona volontà, ho semplicemente richiesto un prestito interbibliotecario per racimolare qualche libro interessante... C'è tanto da sapere sull'Albania degli Illiri!  

Info tratte da





Le origini dell'Albania: Illiri, Re e Regine


Il ritrovamento di utensili in pietra databili all'Età del Bronzo simili a quelli ritovati nel suolo italiano, fa intendere che sin dalla preistoria esistevano degli scambi tra l'Albania e l'Italia.
Fin dal III millennio l'Albania era abitata dagli Illiri



e nel VII secolo ci fu la colonizzazione dei Greci, che fondarono città sulla costa; tutta questa zona era nota come Illyria e questo regno si estese soprattutto con il re Agrone; sotto la guida della regine Teuta, moglie di Agrone, l'Illiria si diede all'attività piratesca, entrando in contrasto con Roma, che intervenì occupando e conquistando il territorio nel 168 a.c.


In epoca preistorica, gli Illiri svilupparono un' arte decorativa con figure geometriche su oggetti di uso quotidiano. Nei secoli VI-V a.c la civiltà illirica inizia anche la lavorazione della ceramica, del ferro e del bronzo. I motivi geometrici possedevano un carattere simbolico-religioso: triangolo, rombo (legato a culti matriarcali) le linee a zig-zag, il cerchio (cerchio e croce spezzata rappresentavano il sole). Anfore, coppe, recipienti cosmetici decorati con figure mitologiche, erotiche, vegetali testimoniano la produzione artistica del III-II sec. a.c.


La Dea di Buthrontum



Il Museo Storico Nazionale a Tirana è tra i più grandi e importanti in Albania: contiene 3600 reperti, dal Paleolitico al IV sec. a.c.  
Qui si trova anche la "Dea di Buthrontum" e un mosaico con una testa di donna, chiamata "Bukuroshja e Durrsit", "La Bella di Durresi"


Nota di Lunaria: forse si tratta di una versione locale di Artemide\Thana (Thana è la versione balcanica di Diana http://intervistemetal.blogspot.it/2018/03/croazia-il-poklad-thana-poesia-e-tanto.html ). Ma io penserei anche alla Dea Genusus, celebrata in una canzone dalla band Black Metal albanese Shiptarian Darkness:  https://www.youtube.com/watch?v=cvbMceAWmsE



Genusus era la Madre Terra. Il culto della Madre Terra era diffuso presso gli Slavi (il termine è sopravvissuto ancora oggi con la radice "Zem" o "Dzem" che si trova in termini come "Zemla", "žemyna" o "Dem-etra"); gli Albanesi linguisticamente però non appartengono alla lingua slava, ma alla sottofamiglia del tracio-illirico; tuttavia a me sembra altamente probabile che insieme ai loro "vicini slavi" croati e sloveni, anche loro praticassero un culto alla Madre Terra. 

Qui trovate un link utile su Genusus: 

http://s1.zetaboards.com/anthroscape/topic/4681964/1/
 
Skanderbeg e l'Aquila
 

Più tardi, fu la volta dell'occupazione turca. Nella battaglia del Kosovo (1389) occuparono la Serbia, preparandosi a conquistare anche l'Albania. La resistenza albanese contro gli Ottomani venne capeggiata da Skanderbeg, che per decenni riuscì a tenere a bada gli Ottomani. Skanderbeg è l'eroe nazionale e il simbolo della resistenza cristiana all'islam.



La bandiera albanese - l'aquila nera bicefala su campo rosso - 


era proprio il vessillo di Skanderbeg, che apparteneva alla famiglia dei Castriota: ancora oggi gli Albanesi si chiamano "Shqiptar", "Il popolo delle aquile".

Abito tradizionale: si noti l'aquila bicefala, a due teste, sul corpetto



 Nota di Lunaria: L'aquila bicefala era già stata rappresentata dagli Hittiti, http://intervistemetal.blogspot.it/2018/03/turchia-origini-topkapi-musica-e-poesia.html



 ma anche dai Persiani, che associavano l'aquila a Mithra








Sarei propensa a pensare che l'aquila, nell'antica religione pagana albanese fosse associata a qualche divinità, o divinità ella stessa; altrimenti, forse era un animale totemico, similmente alle forme di totemismo animale tipiche dei culti africani, nativi o indios.




Parco Nazionale di Theti e di Dajti


Situato sulle Alpi Albanesi, ha una superficie di 2630 ettari. Le cascate del fiume Theth precipitano da 30 metri. C'è anche una caverna con laghi sotterranei, stalattiti e stalagmiti. Questo parco comprende più di un migliaio di specie tra piante, fiori, mammiferi come l'orso, la lince, il camoscio, la lontra, e uccelli come il grifone, la poiana, lo sparviero.
Il parco di Dajti presenta sempreverdi come pini, faggi, abeti ed è popolato da volpi, lepri, scoiattoli, donnole, gatti selvatici.



Il castello di Rozafa
 

A 120 metri di altitudine c'è il castello di Rozafa.


Ancora oggi presenta le mura originarie edificate dagli illiri e quelle edificate in età medioevale.  La rocca su cui sorge il castello (Keshtjella e Rozafes) è visibile a chilometri di distanza.
Nel Museo del Castello sono visibili oggetti e documenti del periodo illirico e ottomano.

Ma guardate che splendide foto!!! *-*






In questi video potete vedere tutta la bellezza del castello e del paesaggio mozzafiato:

 


Su questo bellissimo castello c'è una leggenda davvero particolare...

Il castello è stato chiamato "Rozafa" perché, secondo una leggenda, una fanciulla con questo nome fu murata viva nei bastioni, come offerta sacrificale al diavolo; il demonio in cambio del sacrificio non avrebbe distrutto il castello. Rozafa accettò il suo tragico destino, ma ad una condizione: espresse il desiderio che le fossero lasciati fuori il braccio e il seno per poter allattare il suo bambino appena nato.


Questa leggenda sarebbe all'origine della consuetudine di raccogliere l'acqua da una sorgente nelle vicinanze per bagnare il seno delle giovani madri.

Questo è sicuramente una notizia interessante! Perché potrebbe testimoniare l'antica usanza, in epoca illirica, dei sacrifici umani, forse a demoni o divinità a forma di drago, perché Bolla è una delle creature più note del folklore albanese, e le venivano sacrificate persone. Bolla era simile ad un serpente, o ad un drago, e dormiva per tutto l'anno. Qui trovate l'approfondimento: http://intervistemetal.blogspot.it/2018/03/albania-2-donne-patriore-antichi-dei-e.html



Infine, il fatto che ci sia stata la consuetudine di bagnarsi il seno ad una certa fonte ritenuta sacra potrebbe lasciar intendere che gli antichi Albanesi praticassero un culto delle acque e delle fonti a scopo di fertilità, similmente a tanti altri popoli pagani. In Italia, la Dea più celebre legata alle fonti e ai pozzi è Furrina; anche Feronia era legata ai boschi e alle fontane; Dee prontamente scopiazzate dai cattolici con la loro "vergine del pozzo"



o con Lourdes, dove ai piedi della "madonna" scorre un rivoletto d'acqua




sono tutti scopiazzamenti del paganesimo e delle tante Dee immacolate e delle acque, come Anahita.



Archeologia: galleria di immagini




Artemide Albanese


















Bene, per ora concludo qui! Nel prossimo post vedremo: le donne famose che hanno combattuto per la loro patria, la poesia, i gruppi Metal e le antiche divinità albanesi ^_^