Gli Slavi (7) Il Lešij, la Rusalka, Morozko e Baba Yaga nel Folklore Russo

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I contadini russi nutrivano un timore reverenziale per la foresta, e anche i più coraggiosi tra loro riluttavano a metterci piede o a passare lungo i suoi margini nottetempo: il viandante rischiava di perdersi, di cadere in un burrone o in una palude, di morirvi di fame o ucciso dalle bestie feroci e soprattutto di imbattersi nei demoni della foresta, i Lešij.
Il Lešij aveva l'aspetto di un vecchio tutto pieno di rughe e scarmigliato, la barba lunga, la pelle ruvida come la corteccia di un albero, gli occhi pallidi e sporgenti; un fitto pelo lo copriva da capo a piedi; a volte era munito di corna e zoccoli fessi; (Nota di Lunaria: è evidente la somiglianza con Pan/Cernunnos)






Il Lešij compariva e scompariva all'improvviso, poteva cambiare a volontà forma e dimensioni e cangiarsi in tutte le bestie della terra o dell'aria che abitavano la foresta, soprattutto il lupo e l'orso che godevano della sua particolare protezione (Nota di Lunaria: per quanto riguarda l'orso, come vedremo più in là, è probabile che agli inizi fosse adorato come animale totemico)
E siccome i Lešij dominavano la foresta e tutto quanto v'era in essa, chi ne dipendeva per la sopravvivenza cercava di farseli amici con offerte di uova e dolciumi; si diceva anche che certi pastori stringessero un patto con i Lešij, per evitare che i loro animali si sbandassero.
(Nota di Lunaria: appunto. Tutto questo farebbe pensare che non fosse altro che un antico Dio delle selve, un Signore degli Animali, poi "degradato" a semplice "creatura della foresta, se non demone" in epoca cristiana. Vedi anche il confronto con Anna la Nera




nient'altro che Morrigan, ridotta a demone nefasto con l'arrivo del cristianesimo in Irlanda...)

Uno dei divertimenti preferiti dei Lešij consisteva nel rubare bambini non ancora battezzati o che fossero lasciati incustoditi; amavano anche far perdere la strada ai viandanti che si smarrivano nella profondità della foresta. Ma i Lešij non erano le sole creature soprannaturali all'interno della foresta: c'erano anche le Rusalke, ovvero le ninfe acquatiche che spesso però salivano sugli argini dei fiumi e sulle rive dei laghi, soprattutto nelle notti di luna piena, per cantare o ballare ornate di ghirlande, o dondolarsi sui rami degli alberi sovrastanti le acque. 




A volte erano munite di coda e potevano trasformarsi in pesci, rospi, rane. Ma soprattutto amavano starsene a pettinarsi i lunghi capelli verdi o dorati ammirandosi in uno specchio. Una Rusalka non poteva vivere a lungo fuori dall'acqua, ma finché aveva il pettine era al sicuro perché il pettine le conferiva il magico potere di far comparire l'acqua quando e dove volesse. Le Rusalke erano spesso tristi e solitarie, sempre in cerca di un compagno con cui condividere l'esistenza nei loro palazzi di cristallo sotto l'acqua, per cui i contadini quando andavano a nuotare non mancavano di farsi il segno della croce o di portarne una al collo perché rendeva le Rusalke incapaci di fare del male.
Le Rusalke cercavano anche di catturare i bambini tentandoli con cesti di frutta, noci, focaccine e biscotti.
(Nota di Lunaria: vedi il collegamento con Jenny Dentiverdi nel folklore irlandese  http://intervistemetal.blogspot.it/2017/12/le-fate-malvage-nel-folklore.html )




Ma il loro gioco preferito consisteva nel gridare nomi di uomini a caso, e se un giovane era tanto sciocco da rispondere, lo avevano in loro potere: lo inducevano a unirsi ai loro passatempi solo per trascinarlo all'acqua e farvelo morire. (Nota di Lunaria: c'è da far notare che comunque come tutte le fate anche le Rusalke erano volubili: spesso amavano di un amore sincero e appassionato i viandanti e i contadini, svolgendo per loro diversi lavori)

Un'altra creatura era il Domovoi, lo spirito dell'antenato fondatore della famiglia, che vigilava sul benessere dei suoi componenti ed era chiamato "nonno" e che abitava nel cuore della stufa, il centro di ogni izba (casa). 




Il fuoco era così importante (non a caso, in epoca Pagana, era adorato personificato nel Dio Svarozic) che quando una famiglia cambiava casa portava con sé le braci dell'antico fuoco con cui accenderne uno nuovo.

C'era poi Morozko, il demone del gelo. 



Benché temutissimo, nella leggenda accetta di aiutare una povera ragazza, Marfusa, angariata dalla matrigna, che "la vende" come sposa a Morozko.



Il demone, dopo averla messa alla prova, conquistato dalla gentilezza della fanciulla, decide di lasciarla andare, riportandola a casa e donandole ricchi doni; quando la matrigna (che aveva due figlie) tenta di raggirare Morozko conducendogli le sue due figlie, con la speranza che anche loro possano arricchirsi, esse si comportano da maleducate; Morozko le punisce quindi facendole morire congelate. 

Baba Yaga: Antica Dea Psicopompa?



Tra tutti gli strani personaggi che ricorrono nelle fiabe russe, Baba Yaga, Баба-Яга, è forse il più noto. Di solito, è vista come una strega malvagia e pericolosa, ma non è del tutto esatto.
Di Babe Yaghe, infatti, ce ne sono due, una perfida e l'altra buona, che può prestare aiuto all'eroe. A volte, nell'ambito di una stessa storia, accade che Baba Yaga riveli qualità positive o negative, a seconda delle circostanze. Comunque, vive sempre in luoghi remoti, inaccessibili, per lo più nel cuore di una fitta foresta, in una capanna su zampe di gallina che gira su se stessa se le si impartisce un ordine particolare.




Ma perché le zampe di gallina? Nessuno sa dirlo con precisione. Forse, comunque, la spiegazione più semplice è che gli enormi tronchi tagliati a una certa altezza, i ceppi conservanti le loro radici, sui quali i Russi usavano posare i 4 angoli delle loro izbe (case) somigliavano effettivamente a zampe di gallina.

Nota di Lunaria: vedi questo paragone con le mastodontiche radici degli alberi in Cambogia che effettivamente ricordano enomi zampe di gallina! 


 
La gallina, comunque, era associata alla Dea Cerridwen.... a sua volta associata a un calderone, che è come un mortaio, solo più grande! Solo un caso... oppure c'è un collegamento anche con Cerridwen?



E quando l'eroe del racconto si avvicina alla capanna e vi sbircia dentro, gli può capitare di constatare che Baba Yaga la riempie completamente, con il naso premuto contro il soffitto e i piedi ficcati nell'angolo opposto.

Baba Yaga ha un aspetto orripilante. Si tratta infatti di una spaventosa vecchia, magra come uno scheletro, tant'è che a volte è chiamata Baba Yaga Gambe Ossute. Ha il naso e i denti  lunghi e appuntiti.
A quanto sembra, questo strano essere è collegato al mondo dei defunti. (Nota di Lunaria: da qui il suo essere psicopompa, come Ecate)
Non soltanto, infatti, ha l'apparenza di uno scheletro, ma i recinti e i cancelli di casa sua sono fatti di ossa umane.

Alcuni studiosi di folklore sostengono che la capanna di Baba Yaga è posta, a vigilarli, agli accessi del mondo dei morti, alla frontiera tra questo e il mondo dei vivi.
Nei racconti, Baba Yaga è molto temuta perché è ben nota la sua tendenza a divorare carne umana e a rapire bambini, esattamente come i  Lešij
(famosa è la storia di Ivasko, un bambino che riesce a sfuggire a Baba Yaga volando su un cigno)
Ancora una volta, al pari dei Lešij, Baba Yaga ha grandi poteri sulla foresta in cui abita e sugli animali che vi vivono. Bestie del suolo e uccelli le obbediscono, allo stesso modo dei viventi. 
Nota di Lunaria: ci potremmo vedere un riferimento alla Signora degli Animali, la Signora delle Fiere, la Potnia Theron



l'iconografia del volto, a sua volta, ricorda molto la Gorgone e Kali




E Baba Yaga esercita un dominio persino sul tempo, tant'è che Giorno, Notte e Sole sono i suoi servi (e qui il collegamento con Kali, è ancora più evidente: è la Madre del Tempo...).
Baba Yaga è accompagnata anche dal corvo e dal gatto...
...altri due animali carichi di simbolismo: Morrigan e Bast...




Una delle storie più celebri che hanno per protagonista Baba Yaga è quella di Vassilissa la Bella, figlia di un mercante. La ragazza, orfana di madre, viene angariata dalla matrigna e dalla sorellastre. Ma la madre, prima di morire, le aveva lasciato in eredità una piccola bambola magica, suo aiuto e guida. Per quanto la matrigna cerchi di liberarsi di Vassilissa, trascinandola nel bosco infestato da Baba Yaga, la ragazza riesce sempre a ritrovare la strada per tornare a casa. Gli elementi simbolici della fiaba sono legati alle attività che le tre (numero altamente simbolico!) ragazze devono fare: cucire e filare. In particolare, le due sorellastre fanno merletti e calze, mentre Vassilissa deve filare. Ricordiamo che una delle Dee più celebri del pantheon russo è proprio Mokosh, una Dea Triplice, proprio legata alla filatura: vedi qui: http://intervistemetal.blogspot.it/2018/03/gli-slavi-1-introduzione.html

Una sera, le tre ragazze all'opera, restano prive di luce, perché la candela si spegne, e non c'era fuoco in casa per riaccendere la luce. Decidono quindi di mandare Vassilissa da Baba Yaga, a richiedere il fuoco. Rincuorata dalla bambola magica, la fanciulla si avventura nella buia foresta. Proprio lì, Vassilissa vede due cavalieri: uno tutto bianco e l'altro tutto rosso. Dopo due giorni di cammino, Vassilissa giunge da Baba Yaga.





 Vede la casa, ornata da una cinta di ossa umane, con sopra dei teschi.



Proprio in quel momento, vede un terzo cavaliere, completamente nero, che scompare inghiottito dal suolo. Subito, gli occhi dei teschi si accendono, e una luce si diffonde per tutta la radura.
E all'improvviso compare Baba Yaga, a cavallo di un mortaio (1), spingendosi con un pestello che usava come remo e cancellando le proprie tracce con una scopa. 




Si fermò al cancello e prese a fiutare. Vedendo davanti a sé la fanciulla, che, tremante, le chiede del fuoco, Baba Yaga acconsente, a patto che la ragazza svolga per lei diversi compiti. (2)
Per alcuni giorni la ragazza si ferma da Baba Yaga, aiutata dalla magica bambola che pulisce la casa e il cortile,  prepara la cena, lava i panni, separa il frumento dal loglio. Baba Yaga ne resta stupita e domanda alla ragazza: "Hai qualcosa da dirmi?"
"Avrei un desiderio da esprimere", risponde la fanciulla.
"Ti ascolto, ma non essere troppo curiosa. Se impari troppo, invecchi anzitempo." (3)
Vassilissa si accontentò di chiedere chi fossero i tre cavalieri: bianco, rosso, nero.
"Sono Giorno, Sole, Notte", spiegò Baba Yaga, "E sono al mio servizio". Poi volle sapere a sua volta come mai le faccende fossero state fatte così bene.
"Mi aiutano le benedizioni di mia madre", rispose Vassilissa.
"Ah sì?" rispose la vecchia. "Quando è così, vattene, non so che farmene di gente che sia stata benedetta" (4) . Spinse Vassilissa fuori dal cancello, prese uno dei crani con le orbite ardenti, lo piantò su un bastone e lo diede a Vassilissa. "Eccoti la luce per le tue sorellastre."




Vassilissa corse a casa in gran fretta. Il teschio le illuminava il cammino, spegnendosi solo all'alba.

Giunta che fu, fece per gettare il teschio, pensando che ormai non ci fosse più bisogno della luce, ma il teschio disse: "Non gettarmi, portami dalla tua matrigna".
Matrigna e sorrellastre la accolsero gentilmente; da quando era partita, le dissero, non erano riuscite a tener accesa nessuna fiamma: gli acciarini non mandavano scintille, le braci che si erano fatte prestare dai vicini si estinguevano. (5)
Portarono il teschio in casa e lo misero sul tavolo. Gli occhi ardenti del teschio fissavano matrigna e sorellastre; avevano un bel cercare di nascondersi, ovunque andassero, gli occhi le inseguivano. Al mattino erano ridotte in cenere e solo Vassilissa era rimasta in vita. (6)

Possibili interpretazioni agli elementi simbolici della fiaba

(1) Il mortaio è usata in erboristeria, nella "Stregoneria Verde".



lascia intendere che Baba Yaga sia anche una rappresentazione della Medicina, quindi, ancora una volta, della Sapienza.

(2) Riguardo al fatto che Baba Yaga acconsenta a donare il fuoco (la Sapienza? La Luce della Conoscenza?) alla ragazza solo se lei si impegnerà a svolgere diversi compiti, lo si può vedere come: "La Sapienza si acquista solo lavorando, studiando e impegnandosi duramente".


(3) Un riferimento all'Eremita dei Tarocchi?



è vero, però, che impegnarsi nella Conoscenza porta con sé anche solitudine e solo con l'avanzare degli anni si diventa un sapiente esperto.
 

(4) Qui, piuttosto, sembra che la vecchia sapiente si arrabbi perché la fanciulla, invece di attribuirsi il merito della bravura nelle faccende domestiche (che metaforicamente potrebbero rappresentare le tante attività umane del Sapere), nega se stessa e si umilia, adducendo l'aiuto altrui ("Mi aiutano le benedizioni di mia madre") e non il proprio impegno o volontà! 
 

(5) La vera Sapienza non può prosperare nelle persone maligne e ingrate (matrigna e sorellastre avevano maltrattato più volte Vassilissa, cercando persino di ucciderla); anche se per breve tempo può sembrare che la Sapienza ci sia anche in quelle persone, prima o poi la verità viene a galla e si dimostrano per quello che sono ("le braci brillavano ma si estinguevano subito")

(6) Chi usa la Sapienza per fini malvagi o si arroga meriti  intellettuali che non ha, finisce per pagare ed essere svergognato ("incenerite").


Ebbene, giunge al termine (per ora...) questa nostra rassegna sul folklore slavo.

 


Consapevole di aver lasciato fuori tante altre band oltre che argomenti che avrei potuto riportare... Non escludo di riprendere in mano l'argomento anche più in là. E nei prossimi giorni vedremo anche altri paesi slavi :D

Eh eh, datemi tempo e vedrete che imparerò anche il cirillico xD - per fare bella figura con i Black Countess... xD -

Intanto, concludo con gli ultimi due gruppi che voglio consigliare: i Drygva 




che provengono dalla Bielorussia, quindi non proprio Russia xD
 


https://www.youtube.com/watch?v=N6NSIMlvexg

e, per chi fosse stufo di Black\Epic\Folk anche fin troppo serioso nei suoi riferimenti pagani del tempo-che-fu, segnalo la Reginetta dell'Electro Goth Tamarro, Omnimar 




che in questo video super trash - no, non Thrash, proprio trash! xD - 


fa concorrenza ai Re Incontrastati del Tamarro Gothic Kitch: i Blutengel



Mica facile, risultare più kitch di sua Maestà Chris Pohl! xD