Marguerite Yourcenar

I mercanti venuti dall'Europa erano seduti sul ponte, davanti al mare blu nell'ombra color indaco delle vele ampliamente rappezzate di grigio. Il sole cambiava senza posa di posto tra i cordami e il rullio lo faceva saltar via come una palla da una rete con le maglie troppo larghe. La nave virava di continuo per evitare gli scogli e l'attento pilota si carezzava il mento bluastro. I mercanti sbarcarono al crepuscolo su una riva pavimentata di bianco marmo. Vene azzurrastre percorrevano la superficie delle grandi lastre di pietra che un tempo erano adibite al rivestimento dei templi. 

Le ombre che i mercanti allungavano dietro di loro sulla strada andando nel senso della sera erano più grandi, più sottili e meno nere che nel pieno meriggio, e la loro sfumatura di pallidissimo blu faceva pensare alle occhiaie che dilatano sotto le palpebre di un malato. 

Azzurre iscrizioni tremolavano sulla bianca cupola delle moschee come tatuaggi su un seno delicato, e di tanto in tanto una turchese, trascinata dal proprio peso si distaccava dagli intonaci e cadeva con sordo rumore su tappeti di un azzurro molle e sbiadito.

Non appena alzatasi, la luna si mise a errare come una lamia sulle tombe coniche del cimitero. Il blu del cielo era simile alla coda scagliosa di una sirena, e il mercante greco scopriva, nelle montagne denudate che bordavano l'orizzonte, una somiglianza con le groppe azzurre e rasate dei Centauri.

Tutte le luci delle stelle si concentravano dentro il palazzo delle donne. I mercanti si infilarono nel cortile d'onore per mettersi al riparo dal vento di mare, ma le donne spaventate non volevano saperne di riceverli, e invano essi si scorticarono le dita a forza di battere alle porte di acciaio lucente come la lama di una sciabola. 

Tanto crudele era il freddo, che il mercante olandese perdette i cinque diti del piede sinistro e al mercante italiano due dita della mano destra furono amputate da una tartaruga che, nell'oscurità, aveva scambiato per una semplice borchia di lapislazzuli. 

Finalmente un negro grande e grosso uscì dal palazzo piangendo e spiegò ai mercanti che ogni notte le Dame respingevano il suo amore perché la sua pelle non era abbastanza scura. Il mercante greco ne si assicurò la benevolenza donandogli un talismano fatto di sangue rappreso e di terra di cimitero, e il nubiano li introdusse in una grande sala color d'oltremare, raccomandando alle donne di non parlare troppo forte, per tema di svegliare i cammelli nella stalla e disturbare i serpenti che tettano il latte del chiar di luna.

I mercanti aprirono i loro scrigni sotto lo sguardo incuriosito delle serve, tra fumi di odori azzurri, ma nessuna delle Dame rispose alle loro domande, e le principesse non accettarono i loro doni. In una sala dai pannelli dorati una cinese vestita di arancione li trattò da impostori perché gli anelli che le offrivano diventavano invisibili al contatto con la sua pelle gialla; i mercanti non notarono una donna nerovestita seduta in fondo a un corridoio e, quando distrattamente ne calpestarono un lembo della gonna, essa li maledì in nome del cielo azzurro nella lingua dei Tartari, in nome del sole in lingua turca, in nome delle sabbie nella lingua del deserto. In una sala tappezzata di ragnatele, i mercanti non ottennero risposta da una donna vestita di grigio che incessantemente si palpava per assicurarsi di esistere; in una sala color garanza fuggirono alla vista di una donna vestita di rosso che perdeva tutto il suo sangue da una larga ferita nel petto, ma pareva che non se ne avvedesse, ché la sua veste non era neppure macchiata.

Alla fine, i mercanti si rifugiarono nel quartiere delle cucine, e discussero sul modo migliore di arrivare alla caverna degli zaffiri. Erano di continuo disturbati dal va e vieni dei portatori d'acqua e un cane coperto di rogna venne a lambire i monconi blu delle dita mutilate del mercante italiano. Finalmente videro emergere dalla sala della cantina una giovane schiava che portava ghiaccio tritato in una ciotola di vetro opaco. Costei posò la ciotola a caso, su una colonna d'aria, per aver modo di alzare le mani in segno di saluto all'altezza della fronte che recava tatuata la stella dei Magi. I capelli neroblu le spiovevano dalle tempie sulle spalle; gli occhi chiari guardavano il mondo attraverso due lacrime, e la bocca non era che una lividura blu. La veste di tela color lavanda che indossava, sbiadita da troppo frequenti bucati, era tutta lacera alle ginocchia, perché la schiava aveva l'abitudine di prosternarsi senza posa in preghiera.

Siccome era sordomuta, poco importava che non comprendesse la lingua dei mercanti. Scosse gravemente il capo quando a gesti le mostrarono volta a volta il colore dei suoi occhi in uno specchio e la traccia dei suoi passi sulla polvere del corridoio. Il mercante greco le propose i suoi talismani: lei li rifiutò come una donna felice, ma con il sorriso di una donna disperata; il mercante olandese le porse un sacchetto pieno di gioie, ma lei fece una riverenza allargando ambo le mani sulla veste tutta buchi, e i mercanti non compresero se si riteneva troppo povera o troppo ricca per quegli splendori.

La schiava alzò la nottola di una porta mediante un filo d'erba, e i mercanti si ritrovarono in un cortile rotondo come l'interno di un secchio, riempito fino all'orlo dalla fredda luce mattutina. La giovane donna si avvalse del mignolo per aprire una seconda porta che dava sulla piana e, uno dopo l'altro, i mercanti si addentrarono nel cuore dell'isola lungo una strada bordata da una sequela di ciuffi di aloe. Le loro ombre si aggrappavano ai calcagni, piccole e nere come vipere. Solo la giovane schiava ne era completamente priva, cosa che li indusse a credere che era forse un fantasma.

Le colline, azzurre in lontananza, avvicinandosi divenivano nere, brune e grigie, ma il mercante della Turenna non si perdeva di coraggio e intonava, per confortarsi, arie del suo paese. Il mercante castigliano fu punto due volte da uno scorpione. La gambe gli si gonfiarono fino alle ginocchia e assunsero il colore delle melanzane mature, senza che egli provasse dolore alcuno, e anzi camminava con passo più deciso e più solenne degli altri, quando si sentisse sorretto da due spessi pilastri di basalto blu. Il mercante irlandese piangeva perché gocce di sangue pallido stillavano ai talloni della giovane donna che marciava piè nudi su cocci di porcellana e vetro.

Dovettero strisciare sulle ginocchia per entrare nella caverna che spalancava sul mondo solo un'imboccatura stretta e frastagliata. Ma la gola profonda era più spaziosa di quanto non si sarebbe creduto, e quando i loro occhi ebbero fatto amicizia con le tenebre, scoprirono frammenti di cielo tra le fessure della roccia. 

Un lago purissimo occupava il centro del sotterraneo, e quando il mercante italiano vi gettò una moneta per saggiarne la profondità, non la si udì cadere, ma bolle si formarono alla superficie, quasi che una sirena improvvisamente ridesta avesse espirato tutta l'aria che le riempiva gli azzurri polmoni.

Il mercante greco immerse le mani avide in quell'acqua che gliele tinse sino ai polsi, come il liquido bollente nella vasca del tintore, ma non riuscì a impadronirsi degli zaffiri che galleggiavano come flottiglie di nautili su quelle acque più dense di quelle dei mari. Allora la giovane donna disfece le sue lunghe trecce e calò nell'acqua i capelli nei quali gli zaffiri si impigliarono come nelle maglie setose di una rete scura. Chiamò dapprima il mercante olandese, che se ne riempii le brache, e il mercante della Turenna, che ne colmò il suo berretto. Il mercante greco ne imbottì un otre che portava in spalla, e il mercante castigliano si sfilò dalle mani umide di sudore i guanti di cuoio e da quel momento se li portò sospesi al collo come mani tagliate. Quando fu la volta del mercante olandese, il lago non conteneva più zaffiri, e la giovane donna si tolse il ciondolo di vetro, ordinandogli a segni di metterselo sul cuore.

Strisciarono fuori dalla caverna, e la giovane donna chiese al mercante irlandese di aiutarla a rotolare un pietrone per tappare l'accesso. Quindi si fece un sigillo con un po' di argilla e un filo dei suoi capelli. La strada parve ai mercanti più lunga che al mattino e il mercante castigliano che cominciava a soffrire per via delle gambe avvelenate, traballava bestemmiando il nome della madre di Dio. Il mercante olandese, che aveva fame, tentò di spiccare le zucchine blu dei fichi maturi, ma centinaia di api confitte nel loro saporito spessore gli infissero a fondo i pungiglioni nella gola e nelle mani.

Giunti ai piedi delle mura, i mercanti compirono una deviazione per scansare le sentinelle. Si diressero senza rumore al porto dei pescatori di sirene, che era sempre deserto poiché da lungo tempo in quel paese non si pescavano più sirene. Il loro battello si dondolava mollemente sull'acqua, attaccato a un alluce di bronzo, unico resto di una statua colossale eretta in onore di un dio di cui nessuno sapeva più il nome. Sul molo, la giovane donna volle prendere congedo dai mercanti portandosi le mani al cuore, ma il greco la afferrò per i polsi e la trascinò sulla barca, poiché aveva in animo di venderla al principe veneziano di Negroponte che amava le donne minorate o lese. La sordomuta si lasciò portar via senza opporre resistenza, e le sue lacrime cadendo sulle tavole del ponte si tramutavano in acque marine, ed ecco allora i suoi carnefici ingegnarsi a farla piangere.

La denudarono e la legarono all'albero maestro. Il corpo della giovane era talmente bianco da fungere da fanale al battello natante nella chiara notte delle Isole. 

Quando ebbero terminato la loro partita di shangai, i mercanti scesero in cabina per dormire. All'alba l'olandese, tormentato dal desiderio, salì sul ponte per far violenza alla prigioniera. Ma essa era scomparsa; i lacci vuoti pendevano dal nero tronco dell'albero come una cintura troppo larga, e null'altro restava, nel punto dove s'erano posati i piedi sottili e dolci della giovane, che un mucchietto di erbe aromatiche da cui si levava un fumo azzurro.

Nei giorni che seguirono, un'accalmia regnò sul mare e i raggi del sole che cadevano su quella coltre color delle alghe producevano il rumore del ferro scaldato a bianco d'un subito tuffato nell'acqua fredda. Le gambe in cancrena del mercante castigliano erano blu come le montagne che si scorgevano all'orizzonte, e rivoli di sanie colavano in mare dalle tavole del ponte. Quando le sue sofferenze divennero intollerabili, il mercante estrasse dalla cintura una larga daga triangolare e tagliò all'altezza delle cosce le sue due gambe intossicate. 

Sfinito, morì all'alba, non senza prima aver legato i suoi zaffiri al mercante di Basilea, poiché era il suo mortale nemico.

In capo a una settimana fecero tappa a Smirne e il mercante della Turenna, che aveva paura del mare, vi si fece sbarcare con l'intento di continuare il viaggio in groppa a una buona mula. Un banchiere armeno gli versò in cambio degli zaffiri diecimila monete d'oro con 

l'effige del Prete Gianni; erano perfettamente tonde, e il turennese ne caricò tutto contento tredici muli. Ma quando tornò ad Anger dopo sette anni di viaggio, seppe che la moneta del prete Gianni non aveva corso nel suo paese.

A Ragusa il mercante olandese barattò i suoi zaffiri con una brocca di birra venduta da un ambulante sul molo, ma ben presto vomitò quello scapo liquido svaporato che non aveva lo stesso sapore che nelle taverne di Amsterdam. A Venezia, il mercante italiano sbarcò per farsi nominare Doge, ma morì assassinato il giorno successivo al suo matrimonio con il golfo. Quanto al mercante greco, legò i suoi zaffiri a un lungo filo e li sospese ai fianchi della barca perché il contatto delle onde ne secondasse il bell'azzurro. Inumidite le gemme si liquefecero e aggiunsero al tesoro del mare non più che qualche goccia di acqua trasparente, ma il mercante greco si consolò pescando pesci che metteva a cuocere sotto la cenere.

La sera del ventesimo giorno, i mercanti furono assaliti da un corsaro. Quello di Basilea inghiottì i suoi zaffiri per sottrarli all'avarizia  dei pirati, e morì straziato dai dolori di ventre. Il greco si gettò in mare e fu accolto da un delfino che lo riportò a Tinos. L'irlandese pestato a sangue fu lasciato per morto sul battello fra cadaveri e sacchi vuoti, ma nessuno si prese la briga di strappargli il ciondolo di vetro blu. In capo a trenta giorni, l'imbarcazione alla deriva entrò da sola nel porto di Dublino e l'irlandese scese a terra per mendicare un tozzo di pane.

Pioveva. I tetti obliqui delle case basse facevano pensare a grandi specchi destinati a captare gli spettri della luce morta. Pozzanghere costellavano il selciato irregolare; il cielo, d'un bruno sporco, era a tal punto impantanato che gli Angeli non avrebbero osato uscire dalla casa di Dio. Le strade, completamente deserte; la bancarella di 

un merciaio ambulante guarnita di lacci da scarpe e calzini color nocciola era abbandonata sul bordo di un marciapiede, sotto un ombrello aperto. I re e i vescovi scolpiti sul portale  della cattedrale nulla facevano per impedire alla pioggia di cadere sulle loro corone e sulle loro tiare, e Santa Maddalena la riceveva sui seni nudi.

Scoraggiato, il mercante andò ad accoccolarsi sotto il portico, accanto a una giovane mendicante. Era così povera, costei, che il suo corpo illividito dal freddo traspariva dagli strappi delle veste grigia; le ginocchia sbattevano insieme piano; ed essa teneva tra le dita coperte di geloni un tozzo di pane che il mercante le chiese per amor di Dio. Lei subito glielo porse. Il mercante avrebbe voluto farle dono della biglia blu, perché null'altro aveva da dare in cambio del pane. Ma invano frugò nelle tasche, tutt'attorno al collo, tra i grani del rosario. E si mise a piangere perché null'altro ormai possedeva che potesse ricordargli il colore del cielo e la tinta del mare dove per poco non era perito. Fece udire un profondo sospiro, e come il crepuscolo e la bruma fredda si inspessivano attorno a loro, lei gli si strinse contro per riscaldarlo. Il mercante le domandò notizie del paese, e la mendicante rispose nel dialetto del villaggio che aveva abbandonato ancora bambina. 

Allora le scostò i capelli in disordine che le coprivano il volto; ma il viso della mendicante era talmente sudicio che la pioggia vi tracciava solchi bianchi, e il mercante s'avvide con orrore che era cieca e che l'occhio sinistro già scompariva sotto un'albugine funesta. Ciò nonostante posò il capo su quelle ginocchia coperte di stracci e si addormentò rassicurato, perché l'occhio destro, privo di sguardo, era tuttavia miracolosamente azzurro.


20 commenti:

  1. Ciao, non vorrei lasciare un commento OT ma non ho trovato altro modo per comunicare più discretamente; il mio commento su YT lo hai cancellato e non obietto ne insisto su quella piattaforma. Ti accennavo ad un progetto che non mi sembrava il caso di esporre in quel contesto. Si tratta del caso di Angelina Mioccio, di cui ti invito a fare una piccola ricerca. E' una cosa che mi ha appassionato umanamente ed ho fatto una ricerca titanica scoprendo come questa storia sia stata oggetto di speculazioni vergognose producendo falsi clamorosi che sono finiti persino su Wikipedia. Orbene, nonostante abbia raccolto una mole sufficiente di documenti per smascherare la montatura, nelle mie intenzioni di esaustività avrei bisogno di un collaboratore nel Milanese per approfondire alcuni aspetti, ed in generale di qualcuno con cui ripartire la ricerca e la pubblicazione dei risultati. Ho pensato a te per il tuo rigore (che in questo caso sarebbe davvero una gran dote), per la tua predisposizione all'indagine, soprattutto storica, per la pervicacia con cui persegui gli obiettivi, per la tua intolleranza all'ingiustizia e poi, fondamentalmente, perchè l'argomento è in parte, davvero al top del gotico. Per 5 anni non mi sono permesso di rompere il silenzio, ma dopo tutto questo tempo sono qui nonostante quell'unico contatto abbiamo avuto sia stato sgradevolmente polemico... penso dovrebbe voler dire qualcosa in termini di stima e serietà da parte mia nei tuoi confronti; a prescindere da specifiche divergenze di vedute. Puoi dare un'occhiata al mio blog per farti un'idea, anche se estremamente riduttiva, del "personaggio", che forse è un po diversa da quella che hai percepito allora. Trovo sinceramente che sarebbe un peccato sprecare una occasione di arricchimento reciproco, ma tant'è, non insisterò ulteriormente se deciderai di sbattermi la porta in faccia.

    tiresiabranding@gmail.com

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    1. Devi esserci un equivoco, perché io non ho cancellato proprio niente (e se vai sul mio canale youtube è STRAPIENO di commenti di troll e persone polemiche, tra l'altro)
      Sinceramente, e scusa l'onestà, io non mi ricordo né di un tuo commento (che account avevi? Perché a distanza di anni mi diventa davvero difficile ricordare tutti quelli che hanno commentato o pensano di averlo fatto, visto che i commenti neanche li gestisco io, ma youtube stessa, mettendomi quelli che giudica inappropriati nello spam), né tantomeno di una discussione su tale Angelina, che sinceramente non so chi sia.

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    2. Grazie per avermi risposto. Avevo lasciato il mio commento, al video sulla tua seconda mostra fotografica; a questo punto, penso a YT non sia piaciuta la presenza dell'indirizzo mail. Lo scambio sterilmente polemico che avemmo si svolse su Academia a Dicembre 2019 e sono a tuttoggi bannato dal tuo spazio. L'oggetto del diverbio (piuttosto feroce) fu la devozione popolare vs la teologia tomistica. Ho comunque continuato a seguirti silenziosamente osservando con estremo piacere che hai cominciato e continuato ad interessarti proprio di devozione popolare; ovvero ciò che ai tempi difendevo e mi stava a cuore. Assumendo che le nostre posizioni potessero essere riconciliate, ho pensato ti sarebbe potuto interessare essere coinvolta nel mio progetto di ricerca su Angelina Mioccio aka "La bella Angelina" aka "La mummia di Catania" ed è per questo che mi sono rifatto vivo. E' una indagine che mi è cresciuta tra le mani, andando a toccare una moltitudine di ambiti, e comincia a diventare ingestibile per le mie sole forze. Non mi sembra opportuno rubare troppo spazio qui sul tuo blog, quindi ti invito ad una minimale ricerca su internet, giusto per farti una idea del nocciolo della storia. Poi, se "ti prende" e vuoi saperne di più, decidi con calma se contattarmi o meno. Mi auguro sinceramente di risentirti, ciao

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    3. Bhè insomma, raccontala anche giusta però, la faccenda: certo che se uno inizia dicendo roba del tipo che "nella Summa Theologiae sono riconosciuti i diritti della donna", "non esiste misoginia nel cristianesimo", "Maria è una Dea" et similia, dopo che gli sono stati mandati centinaia di link e bibliografia teologica che dimostra che sono palesi cazzate, certo che mi arrabbio, perché è palesemente essere presi per il culo.
      Non è perché la singola pincopallina ININFLUENTE IN TEOLOGIA E NELLA GERARCHIA DELLA CHIESA, scrive, su qualche forum letto da 30 persone che "lei sente che Maria è una dea, lo sente nel cuore", è la sua devozione popolare e come tale va accettata, che una simile roba diventa "teologia cristiana da credersi e proclamata dal papa".

      Raccontatele giuste su come stanno le cose, quando venite qui a lamentarvi perché ad una certa ora mando a quel paese, dopo aver passato 40 minuti ad imbastire un commento dove riporto virgola per virgola ciò che nella Summa Theologiae sta scritto sulle donne, per vedere che l'interlocutore non ha capito comunque una beata ceppa o peggio ancora, si ostina a parlare di teologia, condizione della donna nel cristianesimo e "simbologia su Dio" nonostante le frasi chiarissime che gli sono state riportate.

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    4. a raccontarla giusta, ti scrissi un messaggio di ringraziamento per il tuo .pdf sulle teofanie ipogee, che trovai interessante ed utile. Ma fu il famoso battito d'ali di farfalla che scatenò un uragano. Non è mia consuetudine entrare in casa altrui per provocare; tantomeno per lamentarmi. Non lo era allora e non lo è adesso. Ad oggi ritengo quell'evento il mio più grande fallimento comunicativo; un fallimento personale. Comunque, perlappunto, non mi sono riaffacciato nei tuoi spazi per proseguire su quella scia, ma per farti una proposta seria su di un argomento serio. Ed in questo è sotteso che non ti considero ne una nemica ne un punching ball. Se hai tempo e ti aggrada puoi cliccare sulla firma di questi commenti per dare una occhiata al mio blog e magari farti una idea meno distorta su come la penso e vedo il mondo. Può darsi che, epurata da riferimenti personali, pubblichi la famosa conversazione per rianalizzarla criticamente e sottolineare tutti i fraintendimenti che ci sono stati; cosa che non ho mai fatto sinora per rispetto della controparte assente. La mano te l'ho tesa, in pace e buonafede... vedi tu se è il caso di stringerla o di sputarci sopra (di nuovo). Notte e grazie, ad ogni buon modo, per il tempo che mi hai dedicato

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    5. sono andata a ripescarmi i tuoi commenti. Sorvolo sul "tuo ritornare dopo sette anni" credendo anche che "io possa ricordarmi per filo e per segno" uno scambio di messaggi, considerato che non solo su Academia ti chiami in tutt'altro modo (e qui hai messo un altro nome) ma neanche tenendo conto del fatto che dal 2019 ad oggi ho interagito con centinaia di persone... e non è che "tengo a mente tutti". Ma vabbè

      Letteralmente, dopo che sono stata lì a scrivere dilungandomi sulla misoginia del cristianesimo, con prove, nomi di teologi e quant'altro a sostegno di ciò (ovvero del fatto che il cristianesimo abbia idee misogine ed androcentriche, e le hanno portate avanti per secoli, appellandosi al simbolismo di Dio padre, Gesù, Maria e quant'altro hanno tirato fuori da bibbia e san paolo) tu hai commentato:

      "sai, ho la sensazione che i parabolani che hanno ammazzato Ipazia avessero diversi argomenti ma usassero proprio i medesimi toni violenti e oltranzisti. Beh, io sto dalla parte delle Ipazie. Saluti"

      Che ti dovevo rispondere, quando palesemente invece di ammettere che il cristianesimo (tutto il monoteismo, ma concentriamoci solo sul cristianesimo) HA UN ENORME PROBLEMA DI MISOGINIA (LO HA ANCORA, VISTO CHE ANCORA ESCLUDONO LE DONNE DAL SACERDOZIO E NON AMMETTONO UNA TEOLOGIA DEL DIO MADRE SE NON SINGOLE FRASETTE STRIMINZITE?) tu vai avanti a negare\glissare tutto questo e ACCUSI ME DI VIOLENZA?
      Me?! Non i san paolo, non gli sprenger e kramer e compagnia che hanno DIFFAMATO LE DONNE CON LE PIù IMMONDE SCONCERIE, ma il problema non sono mai loro, MAI, il problema è chi fa notare la loro misoginia.
      Ed era già così ai tempi di Daly e delle poche altre teologhe che osarono "criticare" Agostino e company: MAI UNA VOLTA che si ammetta "sì, caspita, è vero, tizio, caio usando il simbolismo su Gesù, Dio padre, Maria, usando la bibbia, usando il tal santo, hanno diffamato la donna", MAI UNA VOLTA che venga ammesso al 100%, mai una volta che si ammetta chiaramente quale sia il problema insormontabile di questa ideologia chiamata cristianesimo, già da come è nata in partenza (o di come ha agito il loro Dio, per chi crede alla sua letterale esistenza), il problema è sempre CHI LO FA NOTARE (accusato di essere "violento, cristianofobo" e via dicendo) e MAI di chi questi concetti li ha inventati secoli fa e di chi anche oggi li crede come verità divine rivelate.

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    6. Difatti, testualmente a quel tuo commento (DOVE NON AMMETTI MINIMAMENTE CHE IL CRISTIANESIMO ABBIA UN ENORME PROBLEMA LEGATO AL SIMBOLISMO DI DIO, E POI AL SIMBOLISMO FEMMINILE MARIANO, CHE PER COME è STATO IMPOSTATO, è PROBLEMATICO e lo riconosceva pure una cristiana come Michela Murgia, e non solo "le cattivissime anticristiane", perché le stesse teologhe cristiane VERAMENTE ONESTE lo riconoscono, che è problematico se è rapportato alla figura femminile) ti ho risposto:

      "toni violenti?
      ti ho parlato di quello che la teologia cattolica dice su maria.
      su tu hai un'enciclica di un papa a caso o un testo di tommaso d'aquino che ci fa sapere che:
      1) maria è una Dea
      2) dio non è padre ma è anche dea
      3) la c**na prostrata sotto il tavolo a baciare piedi al cristo non è stata usata come allegoria della sottomissione femminile
      4) la virilità di Gesù cristo non è stata usata nel malleus e testi simili per gettare m**da sulle donne
      5) maria non è idolatrata per un imene sempre integro,
      PREGO, inviameli e rivaluterò le mie idee sul cristianesimo.
      se li hai, se hai prove che confutano quanto io sostengo sul cristianesimo, inviamele, no?
      mostramele e ti farò "scuse per i miei toni violenti" (dove la vedi la violenza, poi, nel ricordarti cosa è teologicamente il cristianesimo… mah)
      "Toni violenti" perché ti ricordo l'ABC della teologia cattolica, roba che sto studiando da decenni e sui testi che contano mica i "don gallo" sciroccati che di tanto in tanto spuntano qui e lì sostenendo sciocchezze su Gesù cristo e maria.
      Ti parlo di teologia cattolica vera, ufficiale, che ha fatto la Storia.
      se sai\sapete dimostrare che ho torto, prego, tirate fuori il materiale teologico alternativo a quello che tiro fuori io, e ne riparliamo.
      altrimenti evitate di infastidirmi e farmi perdere tempo su tre figure (Gesù cristo dio padre e maria o concetti tipo allah maometto buddha e compagnia) che mi danno il voltastomaco e che ho tutto il diritto a demolire, dal punto di vista concettuale, evidenziando tutte le str**zate che sono state fatte in nome di questi "presunti bei concetti edificanti".
      Buona giornata anche a te."

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    7. Seguono poi commenti dove TI ALLEGO TRAMITE LINK FOTO DI LIBRI DI TEOLOGIA da dove ho tratto questa o quella affermazione misogina.

      QUESTI sono stati i miei messaggi. Ti ho bannato dopo molteplici avvisi e dopo che il tuo tono di risposte fu roba del tipo "Non te lo meriti ma ti voglio fare un regalo (ovviamente sgradito) nella speranza che quando sarai allo scriptorium del tuo claustro mentale, ad elaborare anatemi per la tua opera omnia "Adversus haereses", possa abbassare il ph della tua acidità di monaca frustrata. Irenea sarebbe uno pseudonimo perfetto. Non è metal (conosci gli Augury?) , non è wicca, ma trovo la voce di questa cantante molto bella ed espressiva"

      Perciò, venire qui facendomi passare come "io la violenta censoria che ti ha bannato senza motivo così, perché le girava lo sghiribizzo a caso" anche no, eh, specialmente dopo che hai usato quei toni da "sfottò, frecciatine" ("irenea, monaca frustrata").

      Al contrario, ho speso dozzine di messaggi, con link e quant'altro, per "metterti sul piatto della discussione" elementi e prove su quegli elementi ideologici del cristianesimo che sono problematici al riguardo della "donna e condizione della donna".
      Ti ho persino invitato a "mettermi altro": difatti ti chiedo espressamente di essere tu a riportare libri, teologi, affermazioni che dimostrino "che il cristianesimo non è misogino, è stato altro, è anche altro"
      Non l'hai fatto.

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    8. Ci sono stati fraintendimenti? Bah, non credo.
      Io sono partita con questo messaggio:

      "mi spiace, ma sono molto critica nei confronti della "mariologia" e "apparizioni mariane". "maria" non è una dea, bensì "la serva del signore" come si auto-presenta nei vangeli, e in più rappresenta la sottomissione femminile. poi, è risaputo che i cattolici hanno scopiazzato gli attributi di Iside e altre Dee e li hanno incollati su "maria", ma dal momento che propongo un'analisi radicale alla misoginia, i simbolismi mariani di "serva del signore" "madre del dio gesù" e "eterna vergine" mi disturbano parecchio.
      per il resto, sì, tendenzialmente anch'io accetto questo discorso di forme di energia che si manifestano in certi luoghi. ci sono molte segnalazioni al riguardo e in più questa idea è trasversale a diverse culture agli antipodi."

      Messaggio violento? intollerante? che ti censura? Direi proprio di no. Ti ho motivato il perché e il percome delle mie affermazioni. Le reputi errate? Prego, porta teologi o testo biblico che dimostrano che ho detto cazzate.
      Certo che se uno vuole parlare di teologia con me, e NON ammette in primis la misogina e l'androcentrismo di questa religione (nei tre concetti simbolici che la formano: Dio padre, Gesù, Maria) ma per di più pensa che "il problema sarei io" (che faccio notare questa roba) e non "lo sprenger e il kramer che questa cosa l'hanno inventata", capisci che ad una certa ora la mia pazienza "si esaurisce".
      Tra l'altro faccio notare (e se mi segui su Academia li trovi caricati) che laddove il singolo teologo (per quanto di nicchia e letto solo da me e che non cambia un fico secco l'immaginario cristiano su dio, visto che in teologia alla prova dei fatti a farla da padroni sono quei teologi là del Medioevo e stop, ma tant'è, l'ho preso comunque come "altra fonte sul cristianesimo") abbia parlato in qualche commento striminzito di "Dio madre" o "dignità della donna nel cristianesimo e nella dimensione sacra" io l'ho inserito nella recensione o nel dibattito. Non è che "ho fatto la furbetta" pensando "eh eh, tanto non lo conosce nessuno, perciò lo ignoro e vado avanti solo con Agostino, così ho sempre ragione io, eh eh!" Avrei potuto farlo e invece per coerenza intellettuale non l'ho mai fatto (e mai lo farò). Difatti ho fatto più volte uscire pdf aggiornati, su un argomento che avevo trattato anni fa, con "la roba nuova che trovavo" (e che magari nel 2019 manco era stata scritta)

      Perciò, evita (evitate) di farmi passare come "la dittatrice totalitaria che mette il bavaglio al povero cristiano" o quella "che sputa sulla mano tesa in pace" (come vorresti far passare qui) perché al massimo è vero il contrario (sono che io vengo zittita, e senza tanti avvisi, anzi, anni fa su youtube e altrove venni denigrata con luride offese, dalla stessa tipologia di cristiano che mette in atto uno squadrismo social facendosi forza del fatto che loro "sono tanti" e io o in singolo pincopallino ateo anticlericale siamo "singoli") se su un sito tipo "forum cattolico integralista" apro il post sul Dio madre e l'ipostasi di Maria di Boff o metto in dubbio "gesù cristo salvatore di tutti, anche delle donne?".

      E se sei onesto intellettualmente, lo riconoscerai anche tu.

      Per quanto riguarda la tua ricerca, onestamente in questo periodo della mia vita ho poca "energia e tempo" e devo massimizzarle al meglio sulle cose che già porto avanti. Non potrei quindi "impegnarmi al meglio" dovendo partire da zero su un argomento sul quale ignoro tutto e sul quale dovrei mettermi "di buona lena" nel leggerlo e conoscerlo. Infatti far uscire "due commentini striminziti" su un argomento non è da me, e se decido di fare qualcosa, la faccio "completa", per quanto possibile. Allo stato attuale però sono concentrata su altro.
      Se vuoi farla uscire tu, posso dare visibilità (dopo averla letta) sui miei spazi social (per quello che può contare, non ti aspettare chissà quale visibilità, sono seguita da pochissimi) ma "fare da collaboratrice partendo da zero per gestire una ricerca" no, non ne avrei tempo e neanche "costanza".

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  2. ohhh, "domanda semplice" = "risposta semplice": "Grazie ma non posso occuparmene come converrebbe". Lo so bene come lavori, per questo avevo pensato proprio a te. Mi fa piacere comunque la disponibilità. Davvero!
    Per il resto, mi meraviglia che a tutt'oggi, rileggendo quello scambio, ti sfugga come quella polemica non avesse proprio ragion d'essere. Posso arrivare a capire che tu sia normalmente sotto attacco e quindi perennemente impegnata a difenderti a testa bassa. Solo che a testa bassa si finisce per non vedere più chi si ha di fronte. Tant'è che continui ad appiccicarmi gratuitamente addosso (come allora) etichette che non mi appartengono. E nell'impeto della carica contro il "nemico" continuano sfuggirti sfumature rilevanti: per esempio che, se fossi stato disonesto o furbo avrei potuto benissimo evitare di farti sapere che ero "quello di Academia". Ma come lo hai inteso? Non come trasparenza, ma come un proposito di recriminazione pubblica nei tuoi confronti. Tanto per dire, ho accesso ai tuoi pdf da anonimo, quindi di cosa dovrei lamentarmi!? A proposito, "Arcadio Lume" è l'anagramma del nome su Academia; penso tu più di ogni altro capisca il senso della privacy.
    Detto ciò, continuo (ed a buona ragione) ad intendere il nostro diverbio passato come un fallimento della comunicazione. E, come accennavo più su, ho intenzione di farne oggetto di analisi sui miei spazi. Se vorrai leggere e/o intervenire mi farà piacere; possibilmente senza armi e armature visto che l'intento è di disinnescare la polemica e non certo di fomentarla. Nelle mie intenzioni ci sarebbe inoltre il cogliere l'occasione per avere la scusa di parlare di quello che sarebbe dovuto essere, nelle mie intenzioni, il vero oggetto di quello scambio, e potrebbe risultarti interessante. Anch'io ho poco tempo, quindi non so in quale arco temporale porterò avanti la cosa.
    PS: ho vissuto due anni e mezzo in Brianza, e, per interessi simili ai tuoi ho avuto modo di esplorare parecchi posti notevoli e meritevoli anche se poco conosciuti. Ti consiglierei, per esempio, una visita al monastero di Torba (che è del FAI) e dell'area archeologica alle spalle. Se ti fa piacere, man mano che mi tornano alla mente i nomi dei posti posso comunicarteli.

    Buon weekend

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    1. mah, più che altro non capisco il senso, dopo anni, di "rinvangare" una cosa che peraltro io ero la prima ad aver "rimosso". Per cui non c'è mai stata nessuna polemica da disinnescare. Tra l'altro stai pure parlando con una che non ha neanche i social network che vanno per la maggiore e che connessa "negli spazi social" ci sta molto poco

      Torba l'ho vista da lontano, dal finestrino dell'auto. Purtroppo non ho la patente e quindi andare in quelle zone non mi è sempre possibile, devo per forza andarci con qualcuno che abbia la macchina e non sempre è fattibile, per problemi di orari di lavoro ecc.

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    2. beh, proporre una collaborazione personale cominciando proprio con l'omettere su dettagli personali rilevanti non mi sembrava esattamente partire con il piede giusto. Quello che chiami "rivangare" ne è solo la ovvia consegueza; per come son fatto aver fallito nella dialettica è rimasto un nodo da dirimere che con l'occasione riprendo in mano. Diciamo che è un caso di studio su come le relazioni possano andare storte, in maniera apparentemente inspiegabile, da cui trarre spunti di riflessione importanti. L'essere a-social è un punto in comune; escludendo il blog, e Telegram dove mantengo un canale di informazione privato.
      Avevo intuito avessi problemi logistici di mobilità, ma ho pensato subito a Torba/Castelseprio convinto che da dove sei ci arrivassero i mezzi pubblici. Sorry

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    3. No, purtroppo no, Castelseprio è irraggiungibile "con mezzi pubblici".
      L'ho vista solo una volta. Se mai sarà possibile ci tornerò, altrimenti me la tengo nel cuore anche così.

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  3. mi rendo conto della situazione limitante; e se non avessi cambiato regione ti ci avrei portato personalmente a fare qualche giro.
    Te lo avevo scritto sul commento sparito da YT, ma ci tengo a dirtelo anche qui: mi dispiace per esserci andato giù troppo pesante ai tempi. Il mio mostro se ne sta sempre in cantina, ma se esce sa dove colpire per far male.
    Della conversazione ho pubblicato solo la prima puntata, ma credo non andrò oltre. Forse hai ragione tu.

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    1. Commento che devo "spezzare" perché troppo lungo per la pubblicazione.

      PRIMA PARTE

      1) se sei venuto qui nella vana e persino tragicomica convinzione di "tramite il suo blog mi attiro mille mila lettori sul mio, eh eh!" caschi male: non sono letta da nessuno. Non lo sono mai stata, men che meno lo sono adesso. Perciò ha più senso che ti cerchi "una sì, realmente famosa" (only fansina, instragrammina e via dicendo) per fare dissing, che così facendo i lettori sul tuo blog (tramite sito della signorina con i vari followers che seguiranno il dissing) li attiri.
      Il dissing con Lunaria non ti porterà neanche mezza visualizzazione.

      2) Non ho alcuna intenzione di dibattere ecc. ecc. stando qui a leggere i post del tuo blog, rispondendoti lì o facendolo qui tipo "ping pong"
      In primis perché ho poco tempo e voglia di stare connessa ad internet (e ci devo stare per roba che mi interessa, non per roba successa 6 anni fa che peraltro avevo rimosso, perché, non te la prendere, ma io la tua esistenza virtuale l'avevo bella che rimossa, dopo 6 anni) in secondo luogo perché riportare "quello che ti pare delle mie risposte" "solo la prima parte", è ridicolo: difatti i tuoi commenti con le frecciatine ecc. oltre che i miei millemila link che ho messo per argomentare ogni singola cosa detta sulla misoginia del cristianesimo, che dimostrano CHE HO RAGIONE IO quando dico che il cristianesimo è una religione misogina, non li metterai.
      E non li metterai anche perché la gran mole di roba che ti ho linkato A SOSTEGNO DI TUTTO CIò CHE HO DETTO SUL CRISTIANESIMO era pure presa da libri RECENSITI QUI. con tanto di numero di pagina e foto sottolineata in rosso: perché di cristiani che nel 2009 rispondevano con roba del tipo "non è vero niente! non esiste quel libro! te lo sei inventata te! lo hai scritto tu!" perché queste erano le loro brillanti argomentazioni, ne avevo già le palle piene nel 2009. Figurati oggi. Mi sono fatta furba, già a quel tempo.
      Perciò, se mi gira lo sghiribizzo di recensire roba cristiana, la roba cristiana esce con NUMERO DELLA PAGINA E FOTO DELLA PAGINA INQUADRATA SOTTOLINEATA IN ROSSO AFFINCHé NESSUNO ABBIA PIù DA COMMENTARE CON "non ti credo! te lo sei inventato tu!"
      Giusto un inciso. Perché qualsiasi cosa, SOTTOLINEO QUALSIASI COSA DIRò SUL CRISTIANESIMO SEMMAI DECIDESSI DI RISPONDERTI DI NUOVO, SARà CORREDATA DA UN LIBRO PRECISO. NON SI SCAPPA.

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  4. SECONDA PARTE

    E a proposito: tu, di me, conosci solo questo blog e non tutto il resto che ho messo altrove. Questo per dire che non si può mai sapere cosa Lunaria tirerà fuori dal cilindro di velluto nero, se decide di parlare di cristianesimo. Argomento che comunque ritengo concluso ormai da tempo. Quello che andava dimostrato è già stato dimostrato. Al netto di qualche "revisione periodica" che posso far uscire a questo o quel pdf se il papa pincopallo recita una frasetta striminzita sul Dio che ci ama con cuore di madre (giusto per dare un contentino e poi si riparte nuovamente con "Padre nostro, che sei nei cieli...") l'argomento cristianesimo è già concluso da tempo.

    Non hai proprio nessun mostro da "far uscire in cantina per colpire e far male". Non puoi reggere nessun dibattito teologico sull'argomento che poi era L'ARGOMENTO DEI NOSTRI COMMENTI OVVERO "LA MISOGINIA NEL CRISTIANESIMO E IL FATTO CHE MARIA NON è UNA DEA".
    Non puoi, perché non c'è NESSUNA PAGINA DI NESSUN TEOLOGO CATTOLICO INCORONATO COME AUTORITà INDISCUSSA DELLA CHIESA CATTOLICA CHE PUOI USARE PER "DIMOSTRARE CHE LUNARIA HA TORTO"

    Mettetevi il cuore in pace, la Summa Theologiae dice esattamente quello che dico io sul cristianesimo e che sono le cose che ti ho detto e stradetto in quelle dozzine di messaggi che ti ho mandato. Dalla mia ho Tommaso d'Aquino, dalla vostra (di chi vorrebbe dimostrare che il cristianesimo non è misogino e androcentrico) non avete NESSUNO CHE ABBIA FATTO LA STORIA DI QUESTA RELIGIONE.
    Teologi misconosciuti letti da 2 gatti in croce e pure sbattuti fuori a calci da santa madre chiesa il più delle volte, che fanno il libriccino sul "Dio è Dea!" o "Dio è Queer!" NON incidono minimamente sull'IMMAGINARIO COLLETTIVO DEL CRISTIANESIMO CHE STA NELLE MENTI DEI CRISTIANI DI TUTTO IL MONDO (e anzi, al massimo mi dovreste persino ringraziare che mi prendo il disturbo io di "recensire" il teologo "queer" semisconosciuto che ha detto una frasettina sul Dio Madre e sponsorizzarlo aggggratis su Academia, perché lo sappiamo entrambi che roba come questa https://www.academia.edu/127936222/La_Prassi_del_Cari%C3%B1o_Tenerezza_nella_Teologia_di_Liberazione è roba che ho letto e trascritto solo io, CONSAPEVOLE che non incide minimamente sulla storia del cristianesimo e dell'immaginario di Dio)

    Questo è, questo era 6 anni fa, questo era nel 2019 e prima del 2019 (era già così quando neanche ero nata) questo sarà nei secoli dei secoli amen.

    LA MISOGINIA E L'ANDROCENTRISMO NEL CRISTIANESIMO NON SONO OPINABILI. SONO FATTI OGGETTIVI.

    Perciò, fai davvero qualcosa di innovativo, se vuoi interagire con me: cercala tu la pagina della Summa Theologiae (o de De Trinitate di Agostino) dove si discetta di Dio Madre, di piena Imago Dei nella donna, di diritti della donna e di "mariofanie divinizzanti": vediamo se la trovi! E quando l'hai trovata, ripassa di qui. Perché quando l'avrai trovata, farò il "mea culpa" e riconoscerò che sul cristianesimo ne sai molto più di me.

    Coraggio! Che ci vuole a farlo? Se ho detto fesserie sul cristianesimo, se le cose che ho affermato nei messaggi su Academia non sono vere, non ci vuole niente a dimostrare che ho detto fesserie e poi a fare un bel post dove demolisci i miei mille mila e passa pdf teologici.

    O no?

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  5. p.s sul tuo blog non posso neanche commentare "in risposta" visto che mi chiede "account wordpress o facebook" (mai avuto)
    "effettua il login per lasciare un commento" mi dice.

    Ovviamente non ho intenzione di farmi nessunissimo account facebook, per commentare sul tuo blog. Perciò temo che i tuoi post resteranno senza mie risposte o precisazioni.
    Non che cambi molto, tanto "il dissing con Lunaria" non ti porterà una legione di followers che si gustano la diatriba sgranocchiando pop corn e sorseggiando coca cola.
    Ma visto che "tre hanno già messo il mi piace" (e non sono sicuramente miei lettori) almeno, per correttezza, specifica che non ci saranno repliche della signorina Lunaria sul tuo blog non perché "se la fa sotto" ma perché non ha alcuna intenzione di farsi un account "wordpress o facebook" per interagire con te sul tuo blog.

    (*) "L’autrice in questione era ed è una vera macchina da guerra nel produrre una mole sterminata di documentazione di precisione maniacale, attingendo e sintetizzando da una moltitudine di fonti. In quanto ad erudizione una vera enciclopedia ambulante."
    dici bene, infatti il mio motto, se parlo di teologia, è SHOW NO MERCY https://www.youtube.com/watch?v=vzD9ePNGXjA
    con quello vado avanti, come attitudine.

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  6. Vedo che neanche a scriverlo col sangue servirebbe... cmq...
    "LUNARIA HA PERFETTAMENTE RAGIONE RIGUARDO L'IMPRONTA MISOGINA NELLA TEOLOGIA CRISTIANA E ARCADIO CONCORDA CHE LA MADONNA NON è UNA DEA!"
    Arcadio, da questo punto di vista, potrebbe persino addurre miriadi di altre cose che hai trascurato, o che ignori, a suffragio della questione. Ho cercato di fartelo capire in tutti i modi che ho "ZERO" da contestarti, ma evidentemente parlo una lingua che non intendi se continui a deviare su questo fronte l'argomento, che sarebbe tutt'altro...
    Quello che pensi nei miei confronti è più che eloquente, e non ho intenzione di contestare neppure questo. Quindi, perfavore, cancella questa serie di commenti e ognuno per la propria strada. O lasciali pure come "trofeo", se preferisci, mi è indifferente.
    Ciao
    PS: hai ragione, avevo dimenticato di aver bloccato i commenti anonimi, provvedo a "toglierti il bavaglio"; chissà che di tutto il mazzo almeno l'etichetta del censore me la risparmi...

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    1. così, giusto per avallare il ritratto che mi hai fatto:
      https://locchiodelcane.wordpress.com/2020/03/01/0038-per-esempio-siena/
      https://locchiodelcane.wordpress.com/2023/07/14/2108-ab-ovo/
      https://suno.com/song/98689e9f-1fac-4a60-9255-cab81a96fe7d

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    2. Non ho detto che mi hai censurato, ti ho solo fatto notare che dal punto di vista tecnico non mi era possibile, eventualmente, replicare sul tuo canale.

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