I crimini della psichiatria (raccolta di scritti)


Ero una convinta sostenitrice dell'antipsichiatria già a 13 anni, quando tutti mi stigmatizzavano come "teen ager problematica" perché me ne giravo con croci al contrario, merchandise delle band musicali che mi piacevano e rossetto nero, quando il resto della massa di teen ager tredicenni metteva le magliettine Onyx che lasciavano l'ombelico di fuori, i lipgloss roll-on trasparenti fruttati e ascoltavano i Backstreet Boys, ovviamente senza fiatare contro il cristianesimo, tacitamente accettato nella sua paccottiglia pasquale e presepiale ad ogni aprile\dicembre.
 

L'essere stigmatizzata come "problematica" nasceva dal fatto che era "inconcepibile" che una tredicenne del tempo snobbasse le magliette Onyx e i lipgloss roll-on trasparenti fruttati, oltre a rifiutare "l'ora di religione a scuola" e la paccottiglia natalizia, perché quella era la normalità nel 1999 per tutte le teen agers normali, e non essere quello stava a significare esplicitamente che ero un'anomalia all'interno di un sistema che semplicemente funzionava così perché la massa era così.
(Oggigiorno la faccenda si ripete identica per chi critica Big Pharma https://intervistemetal.blogspot.com/2021/08/chi-inneggia-ai-manicomi-per-vietare-la.html)
 

Ero già convinta sostenitrice dell'antipsichiatria a 13 anni, pur non avendo letto nulla e senza neanche sapere cosa fosse l'antipsichiatria, (https://intervistemetal.blogspot.com/2021/08/i-precursori-dellantipsichiatria.html) perché già all'epoca mi mandava in bestia venir etichettata e appellata con l'immancabile "sicura che non vuoi parlare con lo psicologo?" dagli stessi insegnanti del tempo, quando mediamente ero una studentessa diligente e tranquilla, e lo stigma mi veniva appiccicato addosso solo perché no, non ne volevo sapere di mettere il lipgloss roll-on trasparente fruttato, a me piaceva il rossetto ultra-scuro. E no, non mi interessava mettere gli adesivi dei Backstreet Boys sulla Smemoranda disegnando sopra i cuoricini, perché preferivo leggermi "L'Anticristo" di Nietzsche.
 

Non siamo più nel 1999, quasi nessuno si ricorda più quello che andava di moda ed era normale all'epoca [magliettine Onyx, lipgloss roll-on fruttati e trasparenti, Backstreet Boys], a testimonianza di come lo stesso concetto di "normalità della massa" si evolva [perché ora va di moda altro ed è normale altro e paradossalmente oggi, nel 2018, una ragazzetta che se ne andasse in giro conciata come una teen ager degli anni Novanta verrebbe giudicata alquanto strana, problematica... no?!]. 

Ma le stigmatizzazioni psichiatriche esistono ancora, specialmente quando una donna si occupa di analisi all'androcentrismo imperante: è tutto un fioccare di "ma sei depressa", "curati", "non sei normale", "hai meno neuroni", "sei isolata" e via dicendo. Perché, si sa, il ruolo naturale della donna è solo quello dell'angelo del focolare in umile servizio, docile, remissiva e mansueta. Soprattutto ebete, incapace di ragionare. Non è naturale\non è sano\non è biologico per una donna fare altro...

Così, ho deciso di trattare a fondo questo argomento, in una serie di scritti che spero possano essere utili per capire il marcio che questo mondo, quello psichiatrico, ammantato di "dogmi inconfutabili", similmente alle religioni organizzate, alberga dentro di sé. E vedremo bene tutti gli aspetti dei "cani da guardia" dei monoteisti, perché una mano lava l'altra, eh?! 


Tanto per far sapere alla gente tutto ciò che è utile da sapere e che i signorini in questione non vi vengono a dire.


Chiedo scusa se ci saranno ripetizioni, ma purtroppo non ho il tempo (= chiavetta della connessione succhiasoldi) di stare qui ad impaginare e revisionare il tutto. In origine, questi sono stati semplici scritti che facevo uscire separati l'uno dall'altro.

Info tratte da




Che cos'è la psichiatria? Questa domanda nasce da uno stato di disagio, oppressi da un'ideologia psichiatrica chiusa e definita nel suo ruolo di scienza dogmatica. Le diagnosi psichiatriche  corrispondono ad un etichettamento, ad una stigmatizzazione del malato; nel momento in cui lo psichiatra si trova faccia a faccia col "malato mentale", quello che si rileva subito è che il malato non esiste, fissato com'è in un ruolo passivo che lo codifica e lo cancella.
Non si riesce ad individuare il ruolo dello psichiatra e dell'infermiere. Se si trascura quello dell'autorità e del potere di cui sono investiti, non si riesce a giustificare appieno la loro presenza.
La nostra realtà è l'internato degli ospedali psichiatrici, per il quale la psichiatria non ha trovato finora che soluzioni negative, vivendone l'incomprensibile psicopatologico come una mostruosità socio-biologica da allontanare e da escludere.
In un articolo di Le Guillant e Bonafè si legge: "La condizione dei malati nell'ospedale psichiatrico non sembra sia effetto di qualche maledizione... se questi malati sono più duramente trattati degli altri è in definitiva perché si tratta di malati senza difesa, senza voce e senza diritti. Gli alienati sono (agli occhi della classe dominante) i neri, gli indigeni, gli ebrei, i proletari degli altri malati. Come loro, sono vittime di un certo numero di pregiudizi e di ingiustizie." (1)
"Pericoloso a sé  e agli altri e di pubblico scandalo": questa è la motivazione con la quale il malato mentale entrava in manicomio. Il perfetto ricoverato era quello che si presentava come completamente ammansito, docile all'autorità dei medici e degli infermieri, quello che non complicava le cose con reazioni personali, ma si adeguava supinamente all'autorità che "lo tutela".(2)  Il malato mentale ha assolto questo compito per molto tempo: era un escluso che non poteva conoscere da sé i limiti della sua malattia e quindi ha creduto - come la società e la psichiatria gli hanno fatto credere -che ogni suo atto di contestazione alla realtà in cui è costretto a vivere, sia un atto malato, causato dalla sindrome di cui soffre.
Collaborativo, in linguaggio psichiatrico, significa obbediente, servile, succube. Si tratta di rassegnarsi alla completa perdita della propria individualità e personalità per poter sussistere.
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 (1) Nota di Lunaria: la psichiatria delle origini, oltre che misogina, era anche razzista. Lo vedremo parlando di Thomas Szasz, "psichiatra pentito", che ha scritto una serie di volumi sviscerando a fondo tutti i meccanismi di dominio e di sessismo della psichiatria

 (2) La psichiatria stessa veniva e viene usata nelle dittature. Le modalità, gli intenti, sono gli stessi e non a caso è possibile persino fare un'analisi comparata tra psichiatria e inquisizione!
Riporto questo approfondimento sulla Securitate; si noterà che anche la Securitate segregava le persone "per il loro bene", torturandole "per farle guarire dal dissenso" e compiacendosi quando le persone "non si ribellavano più": questo stava a significare che ormai erano "guarite", cioè rientrate nei ranghi dell'ideologia comunista in Romania.
"La Securitate, la polizia politica rumena, durante gli interrogatori ricorreva ai metodi di tortura classici: pestaggi, percosse sulle piante dei piedi e sospensione per i piedi, a testa in giù. A Pitesti la crudeltà delle torture ha di gran lunga superato questi metodi.
Venne praticata tutta la gamma dei supplizi possibili e impossibili; alcune parti del corpo venivano bruciate con la sigaretta; alcuni prigionieri avevano le natiche necrotizzate e la carne che cadeva come quella dei lebbrosi; altri erano obbligati a ingurgitare un'intera gamella di escrementi e quando vomitavano gli veniva ricacciato il vomito in gola. La fantasia delirante di Turcanu si scatenava in modo particolare contro gli studenti credenti che rifiutavano di rinnegare Dio.
Alcuni venivano 'battezzati' tutte le mattine nel seguente modo: si immergeva loro la testa in una tinozza piena d'urina e di materia fecale, mentre gli altri detenuti attorno salmodiavano la formula del battesimo. Perché il suppliziato non annegasse, di tanto in tanto gli si tirava fuori la testa e lo si lasciava respirare un attimo prima di reimmergerlo in quella mistura. Uno di questi battezzati, che aveva subìto sistematicamente questa tortura, aveva acquisito un automatismo che durò circa due mesi: tutte le mattine andava a immergere da solo la testa nella tinozza, con grande gioia dei rieducatori. I seminaristi invece erano obbligati da Turcanu a officiare le messe nere che lui metteva in scena, soprattutto durante la settimana santa, la sera di Pasqua.
Alcuni facevano i cantori, altri i sacerdoti. Il testo della liturgia di Turcanu era evidentemente blasfemo e parafrasava in maniera demoniaca l'originale. La Santa Vergine era chiamata "la grande p*ttana" e Gesù "il c*glione che è morto sulla croce". Il seminarista che faceva il prete veniva fatto spogliare completamente, gli veniva avvolto addosso un mantello macchiato di escrementi e appeso al collo un fallo confezionato con il sapone e la mollica di pane e cosparso di DDT.
Nel 1950, durante la notte di Pasqua, gli studenti in corso di rieducazione dovettero passare davanti a un simile prete, baciare il fallo e dire: "Cristo è resuscitato".
La prima fase della rieducazione si chiamava "smascheramento esterno; il prigioniero doveva dare prova della propria lealtà confessando quanto aveva nascosto durante l'istruttoria del processo, in particolare i legami con amici in libertà.
Nella seconda fase, lo smascheramento interno: doveva denunciare quanti l'avevano aiutato all'interno della prigione. Nella terza fase, lo smascheramento morale pubblico si chiedeva al detenuto di schernire tutto ciò che considerava sacro: i genitori, la moglie, la fidanzata, Dio se era credente, gli amici. Si arrivava così alla quarta fase: il candidato all'adesione all'ODCC veniva designato a ‘rieducare’ il suo migliore amico, torturandolo con le sue stesse mani e diventando, quindi, a propria volta un carnefice".


Si deve a John Connolly, sostenitore della medicina sociale (come l'esigenza della vaccinazione) una famosa inchiesta sul tema delle condizioni di internamento nei manicomi.
Ci sono parecchi documenti che testimoniano le spaventose condizioni di vita si coloro che erano rinchiusi:
"Entrai in un andito e trovai quattro celle in condizioni di sporcizia orribile: la paglia appariva satura di urina ed escrementi; i muri erano imbrattati di escrementi; in una stanza di tre metri e sessantacinque per due e quaranta stavano tredici donne; la seconda volta che visitai la casa, tre pazienti erano incatenati sullo stesso letto, due erano distesi per il lungo e il terzo era disteso sugli altri due".
Queste testimonianze risalgono al periodo 1815-1830, anno che vede anche l'uscita di "The indications of Insanity" di Connolly, col sottotitolo "Con suggerimenti per una migliore protezione e cura del malato di mente".

La psichiatria, fin dagli inizi, è stata oppressiva e dittatoriale: non a caso è possibile fare un'analisi comparata tra psichiatria e inquisizione!

Secondo Parsons, il medico esercita sul paziente un potere che è assai vasto [come l'inquisitore, il papa, l'imam... nota di Lunaria] ma il paziente non ha gli strumenti per esaminare questo potere: egli è inerme nelle mani del medico eppure "deve" credere in lui.
è necessario sottolineare il fatto che il potere psichiatrico è assai più radicale e globale di quello del medico generico: sia per i provvedimenti terapeutici e giuridici con cui esso si esercita, sia perché fa presa direttamente sul malato come totalità (e non su un organo da riparare) sia ancora perché il paziente psichiatrico non sa fino a che punto il suo stesso disturbo gli impedisca di valutare l'opera di chi si prende cura di lui.
(Nota di Lunaria: anche i monoteisti agiscono così. Si vedano i cristiani. Pretendono di far credere che "il cristianesimo ha dato diritti alle donne!" sventolando il bel santino colorato che mostra una "donna" a mo' di "regina del paradiso". E quello dovrebbe essere "la prova provata, inconfutabile" che il cristianesimo "eleva la donna".
E i gonzi e gli ingenui se la bevono, come cosa, credendo che il bel santino che mostra "la donna elevata" sia da estendersi anche alle donne vere, in carne ed ossa. Se però si va a controllare sui volumi integrali di teologia cristiana si trova tutt'altro, di quello che i fondatori di tale religione hanno detto e fatto sulle donne. Appare evidente che il bel santino colorato è MISTIFICAZIONE e serve come specchietto per le allodole, per incantare e imbonire chi poi non si informa bene sulle cose; la stessa cosa si verifica in psichiatria: viene fatto credere che "il medico" saprà "farti passare il dolore" tramite "lo psicofarmaco"; e che è necessario, quindi, avere totale fiducia in costui, senza metterne mai in dubbio le affermazioni.
Se però si va a studiare bene sulle fonti, si scoprirà che il farmaco in questione, spacciato come "qualcosa che faccia guarire" in realtà è qualcosa che potenzia ed amplifica gli effetti nefasti delle pulsioni umane aggressive, quindi è proprio vero il contrario! è chi non fa uso di "antidepressivi" che più difficilmente si suiciderà\farà omicidi, non chi usi delle sostanze chimiche che portano quasi sempre con sé effetti collaterali!)

La psichiatria è nata male. Ibrido derivante dal connubio tra una anatomopatologia neurologica classificante e localizzatoria ed una medicina in piena fioritura positivista, la psichiatria è stata costretta negli schemi della neuropatologia e della clinica medica. Come dice Henry Ey, le condizioni di nascita della psichiatria sono state disastrose per il malato mentale.
L'esame del malato avviene secondo lo schema fissa della medicina tradizionale, il medico riempie la cartella di dati che, da un punto di vista psichiatrico, sono del tutto accessori. La vita del paziente viene configurata non come storia, ma come sequenza di avvenimenti isolati di carattere morboso, intercalati da periodi di benessere. (Nota di Lunaria: che questo sia l'ovvietà della vita di chiunque sia un essere umano, da quando gli esseri umani sono comparsi sulla faccia della Terra, un susseguirsi di "alti e bassi", "periodi sì e periodi no" e non "lo stato patologico" di un "malato" è qualcosa che gli idolatri della psichiatria non tengono presente...)
Allo stesso modo, si potrebbero trovare nelle cartelle cliniche dei resoconti in merito al morbillo o alle tonsille o all'appendicite, come anche l'osservazione che "il paziente si sente osservato per strada". Prima "non è successo nulla", così come l'appendice del paziente prima di essere infiammata era certamente sana. Questa distorsione destorificante della realtà del paziente, sia che si tratti di angoscia sia di colecistite la possiamo trovare in migliaia di esemplari dei nostri ospedali psichiatrici.

Nota di Lunaria: riporto anche qualche informazione tratta da questo libro:



in sintesi, la nascita degli "asili psichiatrici" e il loro uso "per togliere di mezzo" quelli che non erano graditi, i poveri e le donne, in primis. https://intervistemetal.blogspot.com/2021/08/storie-di-violenza-psichiatrica.html (aggiornamento del 2021: e i non-vaccinati https://intervistemetal.blogspot.com/2021/07/la-psichiatrizzazione-del-dissenso.html)

La malattia mentale, la psichiatria e l'asilo sono i tre elementi costitutivi della "questione follia" nelle società contemporanee. Tutti e tre presentano ambiguità.
Nell'antichità la malattia mentale non esisteva: la si considerava come la malattia somatica, vedendola come "perversione degli umori" e curandola con erbe o piuttosto la si vedeva come possessione demoniaca, maleficio o causata da "spiriti" e qui la "cura" era affidata all'esorcista, allo sciamano, persino alla collettività: la guarigione era intesa come purificazione del malato da cause sovrannaturali e una volta sanato, avveniva la sua reintegrazione nella comunità.
Ancora nel Quattrocento autori come Anglicus riportavano "la dottrina dei quattro umori" e suggerivano, quando questi umori "causavano malanni" rimedi come i salassi, gli emetici, le purghe.
La "teoria umorale" venne abbandonata nel 19° secolo e quello che prima era denominato "stregoneria" veniva etichettato piuttosto come "melanconia".

C'è una grande distinzione anche tra "medicina" e "psichiatria". Mentre la storia della medicina si presenta come una serie di continue scoperte nelle cause e nei rimedi delle varie malattie, nella storia della psichiatria "i cambi di rotta" sono stati dati non da scoperte scientifiche ma da ragioni umanitarie; (Nota di Lunaria: pochi sanno che la psichiatria agli inizi era più che favorevole a smembrare un cervello umano col paziente ancora in vita...) Ancora oggi, il metodo di identificazione resta il "ciò che la mente del medico può pensare della mente di un paziente".

I prodromi dell'internamento risalgono invece molto indietro nel tempo. Già nel Cinquecento le autorità classificavano i folli poveri insieme con vagabondi e mendicanti (qualche volta anche le prostitute erano internate. Nota di Lunaria), ma per tutto il Cinquecento e Seicento non vi è una netta distinzione tra folli, poveri, mendicanti, vagabondi, criminali, tanto che i termini sono quasi interscambiabili.
La nascita dell'asilo psichiatrico sotto tutela medica è però tipico dell'Ottocento: l'andamento della malattia mentale veniva osservato in permanenza, e il soggiorno era imposto con la forza; lo psichiatra diventava anche l'organizzatore di questa forza, colui che decideva se e in che misura applicare questa forza, per esempio stabilendo, in modo inappellabile, chi dovesse entrare nell'asilo, quanto tempo doveva durare il "soggiorno", lo psichiatra era colui che poteva, a sua discrezione, anche decidere come punire "il folle".
Si potrebbe già osservare, in questa sintetica analisi della psichiatria, che è alquanto grottesco che si facesse ricorso alla punizione per una persona che, in teoria, non doveva essere responsabile dei suoi atti e non doveva neppure capirli.
La storia della psichiatria abbonda di interventi punitivi sui suoi "ospiti".
Ma oltre che razzista e misogina  la psichiatria è stata anche classista, "amica" dei ricchi: ad essere segregati ed internati erano mendicanti, vagabondi, allucinati ecc., categorie socialmente diverse e distanti le une dalle altre, ma tutte unificate dalla comune dimensione di "povertà": l'asilo psichiatrico, infatti, non era fatto per le persone delle classi dominanti. Il manicomio non serviva per "l'alienato ricco", e per le persone socialmente benestanti venivano realizzate "case di cura private".
In altre parole, mendicanti, folli, allucinati, prostitute dei bassifondi, persone con ritardi mentali, ecc. erano considerati, "già prima di essere colpiti dalla follia", casi marginali, tutti accomunati dalla loro povertà e in virtù di questa, rifiutati e rigettati. La psichiatria ottocentesca esercitava una forma di controllo delle classi disagiate: basti dire che in Lombardia si internavano anche i contadini malati di pellagra. Anche a Torino tra il 1831-1836 erano internati i contadini poveri.

è un dato di fatto che quasi tutti gli "asili per folli" erano tenuti in condizione di indescrivibile sporcizia, che i reclusi soffrivano la fame, la denutrizione e il freddo, che i manicomi erano considerati come "depositi" di persone delle quali la società voleva liberarsi. Negli ospedali psichiatrici erano assunti quei medici che non trovavano collocazione nei reparti ospedalieri e che salvo eccezioni, i medici degli ospedali psichiatrici erano reclutati proprio tra gli scarti delle nuove leve dei laureati in medicina (Nota di Lunaria: anche perché in psichiatria non c'è niente di scientifico, non vi è alcun referto medico vero)
Basterebbe citare qualche dato, concernente le morti in manicomio: ad Aversa dal 1813 al 1841 si ebbe la percentuale del 43,79%, a Genova, nel triennio 1843-1845, il 15,50%
I metodi "di cura" andavano dal rasare il capo, al versare acqua gelida sulla testa o su tutto il corpo, con bagni in acqua fredda anche prolungati, fino alle ustioni [anche sui genitali per curare "il peccato, il vizio della masturbazione". Nota di Lunaria].
Si veniva anche incatenati. L'uso prolungato delle camicie di forza provocava danni agli organi respiratori, alla circolazione e alla digestione.
"ostinati, ipocondriaci, onanisti, isteriche e ninfomaniache" venivano percossi da lunghi steli rivestiti di ortiche e lo sappiamo leggendo le "Osservazioni statistico-pratiche raccolte nel manicomio di Sant'Orsola in Bologna, nel decennio 1842-1851".
Era anche frequente calare il "paziente" immobilizzato in alcune casse o la "macchina rotatoria" tanto raccomandata da Maçon Cox nella "cura e repressione dei pazzi".

Nota di Lunaria: Insomma: nella psichiatria dell'Ottocento non vi era niente né di scientifico né di assistenziale; i manicomi servivano ad ammassare e segregare tutte le persone che per un qualche motivo erano sgradite all'ordinamento morale-borghese: prostitute sfruttate o ammalate, rivoluzionari, persone che manifestavano per migliori condizioni di vita, vagabondi, poveri, senza fissa dimora, persone non gradite dalla famiglia e dai parenti, mogli che venivano giudicate "non più gradite" dai mariti. Si era semplicemente sostituita l'Inquisizione con la psichiatria e il controllo sociale che essa esercitava, praticamente uguale a quello dell'Inquisizione. Difatti, non a caso, anche la stessa Inquisizione perseguitava tutti quelli che per un qualche motivo andavano contro la sua istituzione, etichettandoli come "streghe" o "eretici"; termini che in linguaggio psichiatrico diventavano "isteriche" o "malati mentali".  

PSICHIATRIA ED INQUISIZIONE: I CONFRONTI E LE ANALOGIE


Info tratte da



Vi fu mai dominazione alcuna che non sembrasse naturale a coloro che la esercitavano?  John Stuart Mill


è una credenza diffusa che proprio come alcune persone soffrono di malattie del fegato o del rene, altre soffrano di malattie della mente o della personalità; che le persone afflitte da tali "malattie mentali" siano psicologicamente e socialmente inferiori a quelle che non lo sono. (https://intervistemetal.blogspot.com/2021/03/esiste-veramente-la-malattia-mentale.html)
Ritengo che questo intricato sistema di teorie, credenze e pratiche sincronizzate sia falso e immorale. In particolare, paragonerò la credenza nella stregoneria e la persecuzione delle streghe con la malattia mentale e la persecuzione dei malati mentali.

Avendo privato il pazzo del suo diritto a giudicare del proprio interesse, la gente - e specialmente psichiatri e giudici - si è a sua volta privata dei freni correttivi del dialogo. Invano il presunto pazzo insiste che non è malato; la sua incapacità di "riconoscere" che lo è viene considerata come una caratteristica della sua malattia. Invano questi respinge cura ed ospedalizzazione quali forme di tortura e di incarceramento; il suo rifiuto a sottomettersi all'autorità psichiatrica è considerato come un ulteriore segno della sua malattia. In questo rifiuto medico dell'Altro come pazzo riconosciamo, secondo una semantica e un costume tecnico aggiornati ma sostanzialmente immutati nell'intimo, l'antico rifiuto religioso dell'Altro come di un eretico.

Sfortunatamente, è più facile accorgersi degli errori dei nostri antenati che di quelli dei nostri contemporanei. Tutti sappiamo che non vi sono streghe; comunque, poche centinaia di anni fa, anche le menti più aperte e nobili erano profondamente convinte che ve ne fossero. è possibile che la nostra credenza nella malattia mentale sia ugualmente mal fondata? e che le nostre pratiche basate su questa concezione siano similmente lesive della dignità personale e della libertà politica?

In psichiatria il problema principale è sempre stato, ed è tuttora, quello della violenza: la minacciata e temuta violenza del "pazzo" e l'effettiva controviolenza della società e dello psichiatra contro di lui. Il risultato è la disumanizzazione, l'oppressione e la persecuzione del cittadino bollato come "malato mentale".

Il concetto di malattia mentale è analogo a quello di stregoneria. Nel XV secolo gli uomini credevano che alcune persone fossero streghe e che alcune azioni fossero dovute a stregoneria. Nel XX secolo, gli uomini credono che alcune persone siano malate di mente e che alcuni atti siano dovuti ad infermità mentale.
Mi propongo di dimostrare che il concetto di malattia mentale adempie nel mondo moderno la stessa funzione sociale del concetto di stregoneria nel tardo Medioevo; che la credenza nella malattia mentale e le azioni sociali a cui conduce hanno le stesse implicazioni morali e le stesse conseguenze politiche di quelle che ebbero la credenza nella stregoneria e le azioni sociali a cui condusse. 

Per quanto si potrebbe far notare che le persone ritenute streghe fossero di fatto malate di mente e che la psichiatria si è sviluppata parallelamente con il declinare e lo scomparire della caccia alle streghe, la mia spiegazione si discosta radicalmente dalla loro. Per me la causa sta invece nella trasformazione di un'ideologia religiosa in un'ideologia scientifica: la medicina sostituì la teologia, l'alienista l'inquisitore e il demente la strega. Il risultato fu la sostituzione di un movimento religioso di massa con un movimento medico, la persecuzione dei pazienti mentali sostituendo quella degli eretici.

Un'altra cosa da capire è che queste "streghe" non si scelsero il ruolo di streghe, ma furono definite e trattate come tali contro la loro volontà: il ruolo fu loro attribuito.
In passato, gli uomini crearono le streghe, oggi creano i malati di mente.
Sia l'inquisizione sia la psichiatria svolgono un controllo sociale, giustificato dalle spiegazioni religiose o mediche, utilizzando interventi teologici o terapeutici quali il rogo per le streghe o l'internamento coatto per i malati di mente.

Ma cosa si intende per "malato mentale, deviato"? Chiunque differisca dai suoi pari (società, famiglia) che disturba o scandalizza viene bollato come malato mentale.
Poiché la gente non può soffrire avvenimenti inspiegati o problemi irrisolti, tende ad abbracciare ciecamente le spiegazioni globali come quella della stregoneria e oggi della malattia mentale, piuttosto che compiere un esamo critico e se necessario respingerle.

La caratteristica più importante della psichiatria è che lo psichiatra è un impiegato burocrate, retribuito per le sue prestazioni e la sua caratteristica più importante è l'uso della forza e dell'inganno. La psichiatria stessa è essa stessa un abuso, come lo era l'inquisizione.
In effetti proprio come l'inquisizione fu l'abuso caratteristico della cristianità, così la psichiatria istituzionale è l'abuso caratteristico della medicina. La psichiatria istituzionale è un abuso contro la personalità umana; è dannosa al cosiddetto malato di mente perché il nuocere a persone classificate come malati di mente è la sua funzione essenziale;
la psichiatria è progettata per valorizzare il gruppo (famiglia, Stato) mediante la persecuzione e la degradazione dell'individuo (il folle, il malato) [e per questo motivo, è anche misogina e sessista perché fa sue le istanze della massa; e siccome la massa è misogina e sessista, cioè considera veri postulati come "la donna è inferiore, l'ha detto dio", "l'uomo è il capo della donna, l'ha detto dio", siccome la psichiatria tutela l'ordine precostituito della massa, non può che essere misogina e sessista. Nota di Lunaria]

Ripudio il tacito assunto implicito nel fatto di designare i malati di mente come devianti, e cioè per definizione "inabili, cattivi, stupidi, perversi" proprio in quanto persone che differiscono o che si crede differiscano, dalla maggioranza, laddove la maggioranza è per definizione sana, buona, saggia, giusta. (e cristiana. Ecco perché la psichiatria detesta anche una religione ginocentrica come la Wicca Dianica che mette in dubbio il concetto di dio padre e di redentore cristo maschio. Nota di Lunaria)

I ruoli, è bene ricordarlo, sono artifici sociali. La deviazione del ruolo ha significato solo nel contesto di costumi sociali e leggi specifiche: l'omosessuale è ritenuto un deviato perché la maggioranza è eterosessuale, gli atei sono considerati deviati perché la maggioranza crede in dio (Nota di Lunaria: una femminista è considerata deviata perché la maggioranza considera più che normale, anzi sacrosanto perché stabilito da un dio, che la femmina sia considerata inferiore al maschio e che costui sia il suo capo; e siccome la maggioranza di donne, in nome dell'"amore" e del rapporto con l'altro accetta di fatto questa consuetudine, una donna che se ne discosta è giudicata "malata", "non donna". Anni fa lessi in un libro, ma non ricordo quale, che in un villaggio africano l'unica donna che non aveva voluto farsi mutilare la clitoride era giudicata "una pazza" e viveva isolata da tutti, da tutti evitata. Tutte le altre donne, che avevano accettato questa consuetudine africana erano giudicate "perfettamente integrate nella società africana")

Quali tipi di devianza sono considerati come malattie mentali? La risposta è: quelli che comportano una condotta personale che non si conforma con regole psichiatricamente definite e imposte dalla salute mentale. (*)
Dal momento che l'essere classificati come malati di mente implica sanzioni quali la degradazione personale, la perdita dell'impiego, la perdita del diritto alla guida, al voto, al stipulare contratti validi e all'essere processati e l'internamento in un manicomio possibilmente a vita, l'ampliamento della categoria di persone che possono venire contrassegnate così è essenziale per aumentare la sfera e il potere della psichiatria (e far aumentare la vendita e il consumo dei veleni chiamati psicofarmaci. Nota di Lunaria) e dei suoi metodi di controllo sociale. (perché infatti la psichiatria non tollera il dissenso, vuole che tutti siano inscatolati in ruoli pre-costituiti e chi sgarra viene perseguito e punito. Nota di Lunaria)
Questi controlli sociali, i loro concetti, le precise applicazioni legali assomigliano a quelli dell'inquisizione.


Inquisizione e psichiatria

In passato i più credevano nella fattura, nella magia simpatica e nella stregoneria. L'uomo ha un potente bisogno di percepire le cause dei disastri naturali, delle epidemie, delle sventure personali e della morte. La magia e la stregoneria provvedono una teoria primitiva per spiegare simili avvenimenti, e metodi appropriati per farvi fronte. Il comportamento di persone la cui condotta differisce da quella dei loro simili costituisce un mistero e una minaccia; la nozione di invasamento demoniaco e di pazzia fornisce una teoria primitiva per spiegare simili eventi, e metodi appropriati per farvi fronte.

Le credenze che portarono alla caccia alle streghe esistevano molto prima del XIII secolo, ma fu soltanto da allora che la società europea le usò quali basi per un movimento organizzato. Questo movimento divenne l'inquisizione. La strega era il pericolo; l'inquisitore il protettore. E così, sebbene il concetto di pazzia esistesse molto prima del XVII secolo, solo allora la società europea se ne servì per organizzare un movimento basato su di esso. Questo movimento, il cui scopo dichiarato era ugualmente di proteggere dal danno la società, fu la psichiatria istituzionale.
Il pazzo era il pericolo, l'alienista il protettore.

La società medievale era dominata dalla Chiesa. In una società religiosa, la deviazione è concepita in termini teologici: il deviante è la strega, l'agente di Satana. Così la fattucchiera guaritrice, l'eretico che la pensava a modo suo, il fornicatore e l'ebreo che cocciutamente rifiutava la divinità di gesù, comunque differissero l'uno dall'altro, erano classificati come "eretici";
e tutti indistintamente, quali nemici di Dio, venivano perseguitati dall'inquisizione.

"Avere pubblicamente opinioni che contrastassero o attaccassero la fede determinata e fissata per legge era eresia, ed il vero motivo per far dell'eresia un crimine fu quello che, come spiegò il Decretum di Graziano, l'eretico mostrava arroganza intellettuale sostenendo le proprie opinioni contro coloro che erano in special modo qualificati a pronunciarsi su questioni di fede.
Di conseguenza, l'eresia era alto tradimento, commesso contro la maestà divina, svisando la fede come era formulata dal papato" (Walter Ullman, storico medievalista)

Nella bolla emessa da papa Innocenzo VIII il 9 dicembre 1484 vi si legge: "Desiderando con l'ansia più sentita, proprio come lo richiede il Nostro Apostolato, che la fede cattolica aumenti e prosperi dappertutto (...) Invero è pervenuto di recente alle nostre orecchie, non senza affliggerci d'amaro dispiacimento, che molte persone di entrambi i sessi (...) si sono abbandonate ai diavoli, incubi e succubi. Noi decretiamo che ai predetti inquisitori vengano conferiti i poteri di procedere alla giusta correzione, imprigionamento e punizione di qualsiasi persona senza impedimento alcuno..."

Due anni dopo, nel 1486, questa bolla papale fu completata dalla pubblicazione di quel famoso manuale per cacciatori di streghe, il Malleus Maleficarum, il Martello delle streghe: ne conseguì immediatamente un'epidemia di fatti di stregoneria. Per secoli la Chiesa lottò per mantenere il suo ruolo dominante nella società.
Per secoli la strega recitò la parte di capro espiatorio della società che le avevano assegnato.

Il motivo per cui le streghe erano di solito donne è che "tutta la stregoneria proviene da lussuria carnale, insaziabile nelle donne"
e la ragione per cui gli uomini sono protetti da questo crimine nefando è che gesù era un uomo: "sia benedetto l'Altissimo che ha sino ad ora preservato il sesso maschile da così grande crimine, poiché siccome egli fu pronto a nascere e a soffrire per noi, egli ha quindi elargito agli uomini questo privilegio"
In breve, il Malleus è, tra l'altro, un tipo di teoria scientifico-religiosa della superiorità maschile che giustifica, anzi, invoca la persecuzione delle donne quali membri di una classe inferiore, peccaminosa e pericolosa.

METTIAMO LA PROVA, PRIMA CHE QUALCUNO STARNAZZI CHE "NON è VERO NIENTE! SONO TUTTE CALUNNIE CHE TI INVENTI TU!!! E NON HAI MAI LETTO UN LIBRO!!!!!!! NON TI CREDO!!! BRUTTA CATTIVA!!!!!"





A PARTE IL FATTO, CARI CRISTIANELLI, CHE DI LIBRI CRISTIANI  E DI LIBRI SULL'INQUISIZIONE NE HO LETTI A CENTINAIA
 http://intervistemetal.blogspot.com/2018/06/escile-le-copertine-dei-libri-1.html 

 E MI SONO LETTA PURE QUELLI CHE LA GIUSTIFICANO, QUINDI LE CONOSCO LE VOSTRE SCUSANTI CRETINE E IL VOSTRO "RIGIRARE LA FRITTATA"

Con il declino del potere della Chiesa, il complesso inquisitore-strega scomparve, e fu sostituito dal complesso alienista-pazzo.
Il venir considerato pazzo era sufficiente per essere abbandonato, privato dei propri beni, respinto dalla società. E non era necessario essere malati di mente per essere internati in manicomio, prima del 1860. Bastava anche essere una donna sposata in disaccordo col marito: la signora Packard venne ricoverata nel manicomio statale di Jacksonville perché non era d'accordo col marito e le leggi dell'Illinois dichiaravano esplicitamente che "donne sposate... possono venire spedalizzate e ivi detenute su richiesta del proprio marito o del suo custode... senza comprova di insania richiesta in altri casi."

è solo una razionalizzazione relativamente recente nella storia della psichiatria che una persona debba "soffrire" di una "malattia mentale" (schizofrenia, psicosi senile...) per giustificarne l'internamento. Essere un giovane disoccupato, una prostituta, un vecchio indigente era sufficiente.
Come mezzo di controllo sociale, la psichiatria si palesò immediatamente come degno successore dell'inquisizione. Le rispettive funzioni dell'inquisizione e della psichiatria sono simili: ciascuna istituzione articola i suoi metodi oppressivi in termini terapeutici.
La strega, come il malato di mente, viene investito di un ruolo deviante e degradata contro il proprio volere.
Nel processo inquisitorio, il risultato era identico, sia che l'accusata confessasse o no. Se confessava, la sua colpa era evidente ed era mandata a morte. Se non confessava, si ripeteva la tortura fin tanto che non confessava.
La persona accusata di malattia mentale si trova in una situazione simile: se ammette i segni e i sintomi della malattia che le è imputata, dà prova di essere malata di mente; se nega la sua "malattia" dà prova di mancare di discernimento, il che è ritenuta una prova valida per giustificare l'internamento.
La similarità fondamentale è che gli accusatori (inquisitori e psichiatri) hanno sempre ragione e gli accusati (streghe e "malati mentali") hanno sempre torto. Ammettere o negare sia la stregoneria sia la malattia mentale è la stessa cosa e conduce sempre alla medesima fine.
Esattamente come l'inquisizione, anche la psichiatria ha sempre usato la tortura; ed esattamente come gli inquisitori sostenevano che se il prigioniero moriva "era stato il diavolo ad ucciderlo", anche gli psichiatri sostenevano che se "l'elettroshock spezzava la schiena era perché non vi è alcun trattamento medico privo di rischio".

Il punto è che per gli psichiatri "tutto è malattia e tutti sono ugualmente malati": se qualcuno arriva in anticipo all'appuntamento con lo psichiatra viene etichettato come "ansioso", se arriva in ritardo è definito "ostile", se è puntale è chiamato "impaziente"
In una pagina di alcuni servizi psichiatrici a scuola si legge che vengono considerati comportamenti "sintomatici di un profondo disturbo latente" cose tipo "profitto scolastico alto o basso", ma anche "rosicchiarsi le unghie".

Per la psichiatria, peraltro, anche non essere d'accordo con loro è una manifestazione di malattia mentale. Lo stesso Szasz venne ostracizzato dai suoi "colleghi" che minacciavano sanzioni contro di lui solo per il fatto che Szasz usufruiva... del diritto di parola e del diritto a non essere d'accordo con quanto il mondo psichiatrico sosteneva. Qui troviamo un altro parallelo con l'inquisizione: chi metteva in dubbio l'esistenza delle streghe, era accusato egli stesso di essere una strega o un eretico; chi mette in dubbio le convinzioni della psichiatria è accusato egli stesso di essere un malato mentale. A ragione, Szasz scrive che "il concetto di malattia mentale funge da etichetta classificatoria per giustificare la denigrazione psichiatrica dei non-conformisti". E, sempre a ragione, Szasz conclude il primo capitolo con questa frase "In realtà, la psichiatria istituzionale è una continuazione dell'inquisizione" mentre nel secondo scrive "Per lo psichiatra zelante tutti gli esseri umani sono pazzi, come per il teologo zelante tutti gli esseri umani sono peccatori": per Karl Menninger, ad esempio, "tutti hanno una malattia mentale, di grado diverso in tempi diversi, in forme più o meno gravi."

Gli stessi interventi psichiatrici sono grotteschi e arbitrari;
non viene neanche chiesto il consenso alla persona, che spesso è semplicemente "denunciata" da qualcun altro, esattamente come succedeva nell'inquisizione: non era la presunta strega ad autodenunciarsi, ma i vicini, qualche nemico ecc. che la denunciava al tribunale. Inoltre, qualsiasi cosa dirà, questa persona verrà giudicata inattendibile, a meno che, ovviamente, non ammetta di essere un malato mentale, confermando la sua psicopatia.
Vi è un'altra analogia tra eresia e malattia mentale: una volta che un individuo era bollato come eretico (per l'inquisizione) o malato di mente (per la psichiatria) esisteva ed esiste una registrazione permanente della sua deviazione. Lo psichiatra può condannare una persona ma non rimuove lo stigma che egli stesso le ha imposto. 

Thurber ha scritto una stupenda parodia della procedura di internamento: "Un mattino, un uomo annuncia a sua moglie di aver visto un unicorno in giardino. La moglie chiama uno psichiatra e gli racconta che il marito sostiene di aver visto un unicorno. "
Ha detto a sua moglie di aver visto un unicorno?", chiede lo psichiatra al marito. Lui risponde "Naturalmente non l'ho visto, l'unicorno è un animale mitico".
"è tutto ciò che volevo sapere", risponde lo psichiatra e fa internare la moglie. Il marito da allora visse per sempre felice."

Nota di Lunaria: è grottesco che tutte queste analogie tra inquisizione e psichiatria non siano minimamente avvertite dalle persone che stimano la psichiatria. Esattamente come gli inquisitori secoli fa venivano considerati "guaritori spirituali" perché "eliminavano" le streghe, gli psichiatri vengono considerati guaritori e benefattori. Fa niente che centinaia di persone vennero danneggiate pesantemente da pratiche come la lobotomia e l'elettroshock, sostituiti oggigiorno dai più comuni e all'apparenza "più sani" psicofarmaci. (https://intervistemetal.blogspot.com/2021/10/psicofarmaci-e-neurolettici-degli-anni.html) Con tutto che ci sono state centinaia di persone rovinate cerebralmente o fisicamente, la psichiatria è considerata (a torto) medicina e gode di prestigio. E non fatemi dire nulla sui soldi che le case farmaceutiche spillano alle spalle di chi li cerca di sua spontanea volontà!

Fa ridere una simile dichiarazione che si trova scritta in un documento psichiatrico: "Ci piacerebbe che i nostri ospedali venissero ritenuti centri di cura per gente malata e naturalmente vogliamo essere considerati come dottori e non come carcerieri..." quando in realtà hanno il "diritto" di disporre di chiunque, gestendo il potere ed esercitandolo per opprimere gli altri.
Quando erano in vigore gli internamenti nei manicomi, c'era più gente internata nei manicomi che non nelle carceri!
Anche chi (raramente) ci andava di sua spontanea volontà, una volta dentro non poteva più uscirsene quando lo voleva.

Insomma, per la psichiatria è un crimine "vedere il mondo in modo diverso dal gruppo; e dire di vederlo in modo diverso". Affermare se stessi a discapito della massa porta isolamento e ostracismo. L'ipocrisia, quindi, è il tributo che l'intelletto paga alla consuetudine sociale.

PER APPROFONDIMENTI E PER CAPIRE PERCHé LA PSICHIATRIA è MISOGINA E HA SEMPRE OSTACOLATO L'EMANCIPAZIONE DELLA DONNA, ESATTAMENTE COME LE RELIGIONI, VEDI QUESTI LIBRI:




EQUESTO POST: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/psichiatria-dominio-e-misoginia.html

è SEMPRE BENE RIPORTARE CHE HANNO MUTILATO LE VAGINE DELLE DONNE:

Le mutilazioni genitali femminili (clitoridectomia) venivano già realizzate nel 1863. Il medico viennese Gustav Braun la sostiene nel suo "Compendio delle malattie delle donne". Anche Isaac Baker-Brown la raccomanda come rimedio "per debellare la masturbazione", uno dei sommi peccati nella rigida morale cattolica (per una volta, par condicio: sia per gli uomini, che per le donne). Brown era così convinto dell'utilità di questa pratica, che fonda addirittura un istituto, il London Surgical Home.
1882: il medico Demetrius Zambaco scrive nel suo trattato "Onanismo e disturbi psichici di due giovani ragazze": "è ragionevole ammettere che la cauterizzazione con un ferro incandescente elimina la sensibilità del clitoride e con bruciature ripetute si è anzi in grado di rimuoverlo completamente... si comprende facilmente che le ragazze, dopo che hanno perso con la cauterizzazione la sensibilità, sono meno eccitabili e meno inclini a toccarsi."
Padre Debreyne si pronuncia favorevole a questo modo nei confronti della mutilazione al clitoride "Non necessario alla procreazione e utile solo per il piacere femminile".
 

GIà CHE CI SIAMO RICORDIAMO CHE LA PSICHIATRIA ERA PURE A FAVORE DEL RAZZISMO E DELLA SCHIAVITù  (ESATTAMENTE COME IL CRISTIANESIMO)























Psichiatria e vivisezione: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/psichiatria-e-vivisezione.html

 Psichiatria usata nei regimi comunisti per sedare e torturare "gli oppositori":



Materiale utile da visionare sul web, con video e testimonianze:




libro e film sull'argomento: https://intervistemetal.blogspot.com/2020/04/qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo-trama.html

Commenti interessanti che ho trovato in giro sul web:








Le streghe, malate mentali?
 

è veramente un'ironia che, nonostante l'evidenza storica, nessuno psichiatra di sesso maschile, nessuno storico psichiatrico moderno di sesso maschile, riconosca nella strega la guaritrice e terapeuta, la vera antenata del medico e dello psicoterapeuta moderno che esercitano in privato. Invece l'Uomo (il medico maschio) deruba la Donna (la strega bianca) della sua scoperta (1): dichiara lei pazza, e se stesso il guaritore illuminato. Questo processo si ripete nella storia della medicina. L'ingiustizia e la violenza caratteristiche della psichiatria istituzionale simboleggiate dal medico che agisce da carceriere e da torturatore nei riguardi di un soggetto che rifiuta di essere suo paziente (2) vengono così conciliate dal tradimento da parte dello storico psichiatrico del compito che gli è proprio.
Simile storico non fa la cronaca delle sofferenze delle vittime, ma delle menzogne degli oppressori; non è al servizio della verità, ma del potere; non del paziente, ma della professione. Il suo tradimento della fedeltà storica è coerente con le funzioni politiche della psichiatria come istituzione, vale a dire la forza e la frode.
Nella visione psichiatrica moderna, la strega medievale era un'inferma di mente, una "paziente" non ancora riconosciuta dalla scienza medica. In realtà, ella era spesso un maga, una fattucchiera, ma soprattutto guaritrice, levatrice e medico, una "professionista" con doti innate, ricercata liberamente dalla gente per avere aiuto (3).
Questo capovolgimento di ruolo, questo scambio della strega da guaritrice a sofferente, da psicoterapeuta a malata di mente, fu imposto alle streghe dagli storici della psichiatria che hanno creato così la leggenda della loro stessa preistoria. è questa una delle più amare ironie dell'oppressione: la vittima, non importa se innocente, continua ad essudare un odore di errore e disonore, laddove il vincitore, non importa se ingiusto, continua ad irradiare un alone di autorità e benevolenza. 


(1) Per l'Autore, le donne processate per stregoneria furono le prime scienziate, dottoresse, erboriste
"In realtà, la strega buona non era solo medico, ma astrologo, necromante, profeta e anche fattucchiera. Lo studio dell'anatomia, a lungo proibito dalla Chiesa, iniziò con lei. Per questo motivo veniva accusata di derubare le tombe. Anche lo studio dei veleni, della chimica, della farmacologia inizò con lei (...) La strega bianca, quindi, era veramente una guaritrice, un medico, una persona al servizio dell'individuo sofferente. I suoi servizi variavano dal curare infermità e dispensare filtri d'amore al prevedere il futuro e trovare tesori nascosti. La gente che la consultava lo faceva di sua spontanea volontà e pagava per i suoi servizi; poiché era di basso ceto, la gente non la temeva per la sua potenza sociale, al contrario, poneva in lei tutte le sue speranza per la cura delle malattie e il sollievo delle sofferenze."

Venivano uccise perché annullavano le basi del potere ecclesiastico, aiutando i poveri; per la chiesa infatti "coll'aiutare il debole, la strega bianca tendeva a minare le gerarchie costituite dal dominio dei preti sui penitenti, del signore sul contadino, dell'uomo sulla donna. In questo risiedeva la principale minaccia della strega alla chiesa. E questa è una delle ragioni per cui, nel XV secolo, la chiesa si mosse per schiacciarla.", senza contare che, in generale, per il cristianesimo ogni magia o scienza che faccia appello ad un potere diverso da dio è un tentativo di negare l'autorità insindacabile di questo dio che può guarire o far ammalare a seconda del suo capriccio; l'uomo, può, al massimo, "implorare pietà e perdono" attraverso la preghiera. è per questo motivo che i cristiani integralisti rifiutano la scienza e le medicine, anche quando si ammalano; è di pochi giorni fa la notizia di cronaca di una coppia di genitori ultra-cristiani che hanno fatto morire la loro figlioletta, evitando di farla vedere dai medici.
Peraltro c'è da far notare che la chiesa perseguitò anche gli stessi medici maschi non allineati al 100% con le sue direttive o comunque che intraprendevano trattamenti terapeutici senza aver chiesto il permesso al consiglio ecclesiastico: l'essere umano poteva essere curato solo col permesso di Dio, ovvero delle persone che lo rappresentavano: i preti.
Per la chiesa poi era scontato (ma anche oggigiorno molti cristiani lo credono) che le malattie e le sciagure fossero i giusti castighi di dio; chi si lamentava, chi protestava, mancava di rispetto al Creatore.

(2) La psichiatria non chiede mai il consenso alle persone. Le persone che non sono d'accordo con quanto viene detto dagli psichiatri sono obbligate con la forza a subirne le pratiche, perché il loro rifiuto, il loro dire NO!, il loro negare il consenso, non viene assolutamente rispettato. In tal senso, la psichiatria è analoga allo stupro, che è un rapporto sessuale eseguito senza il consenso della persona che si trova a doverlo subire.

(3) Anche perché i medici uomini "riconosciuti dalla Legge" erano per i ricchi: pontefici, signori feudali, nobili, non certamente per i poveri contadini!, costretti a ricorrere alla strega per guarire certi malanni.


Per approfondimenti sull'inquisizione e la dinamica del capro espiatorio che di volta in volta prese di mira diversi gruppi (eretici, ebrei, gitani, donne...), vedi questi libri







Chi è stato il padre della psichiatria americana?


Riporto i concetti più importanti inerenti Benjamin Rush, "il padre della psichiatria". C'è da rabbrividire!




P.S e pensare che torturerebbe anche me e solo perché sono anticristiana...

Benjamin Rush (1746-1813) fu generale medico dell'esercito coloniale, professore di fisica e preside della facoltà di medicina all'università dela Pennsylvania. è l'indiscusso padre della psichiatria americana. Essenzialmente, per lui tutto era malattia mentale: terrore, cattivo umore, vergogna, ira, menzogna, alcoolismo, omicidio e furto.
è colui che "scoprì" il concetto di malattia mentale, che chiamava "squilibrio nel principio di fede o nella facoltà di credere. Questa facoltà della mente è soggetta a disordine oltre che a malattia: e cioè, ad una incapacità a credere cose che sono confermate da tutta l'evidenza che di solito rafforza la fede".
Insomma, per Rush, le persone che "negano di credere nell'utilità dei medici" (cioè, quelli come lui...) e "le persone che si rifiutano di accettare la testimonianza umana a favore delle verità della religione cristiana, credendo invece a tutti gli eventi della storia profana".
Insomma, per Rush, fervente cristiano, tutto ciò che non era cristianesimo e/o che non gli piacesse, era da considerarsi "malattia mentale" e andava "curato" tramite internamento psichiatrico quale "metodo di trattamento terapeutico".
Per mantenere "tutto controllato", ovviamente, giustificava anche la tortura: verga, frusta, astinenza da cibo, immobilizzazioni, salassi, isolamenti, privazioni della luce e del sonno, acqua ghiacciata; si ispirava persino ai metodi usati dagli allevatori per domare i cavalli!

Questa intolleranza di Rush si spingeva anche contro chi beveva alcool o fumava. Nelle sue battaglie contro tabacco e alcool l'argomentazione non era basata su una corretta informazione medico-scientifica ma l'intimidazione era basata sulla minaccia. Rush considerava l'intera società "sua paziente" ed era convinto di essere il più grande medico americano di sempre!!!

Ma tanta arroganza e strafottenza lasciava il posto anche all'ipocrisia: Rush condannava i fumatori ma si guardava bene dal fiatare contro i suoi facoltosi amici proprietari terrieri di coltivazioni di tabacco!
Condannava la menzogna e chi mentiva (considerandolo pazzo) ma giustificava che i medici come lui potessero mentire "per il bene del paziente".
Credeva che per curare la pazzia, il medico dovesse avere il diritto assoluto di totale controllo sul "paziente" e che era lecito usare il terrore per far sottomettere i "pazienti" all'autorità del medico.
Per Rush "il terrore agisce potentemente sul corpo attraverso la mente e dovrebbe impiegarsi nella cura della pazzia".
Per terrorizzare un "paziente" era necessario internarlo in un manicomio e lasciarlo alla mercè dello "staff medico".
Gli stessi contemporanei di Rush facevano notare che rinchiudere qualcuno privandolo della libertà era in contraddizione con la libertà personale. Rush ebbe a rispondere, stizzito, che "Non sia mai detto che l'internare siffatte persone in un ospedale sia una violazione della libertà personale, incompatibile con la libertà garantita dai nostri governi" e risolve "l'argomentazione" paragonando gli alcoolisti ai ladri: "non si usa questa argomentazione quando si imprigiona un ladro [...] deve quindi essere ovvio che la sicurezza e la prosperità di una comunità saranno meglio difese con l'internare un alcoolizzato."

Rush paragonava i "pazzi" ad animali selvaggi che è dovere del medico domare e creò lui stesso dei marchingegni per torturare le persone: il "tranquillizzatore" (una sedia dove il "paziente" veniva legato mani e piedi, con la testa immobilizzata) 




e il "girotore", una tavola rotante sulla quale i "pazienti" venivano assicurati con cinghie e fatti ruotare a velocità terrificanti di modo che il sangue fluisse veloce alla testa.
Rush era addirittura convinto di aver creato queste cose, ispirate dagli strumenti inquisitori!, per "considerazioni umanitarie" (!) Anche i suoi contemporanei ebbero da far notare che più che strumenti di guarigione erano strumenti di tortura e che "le cure" di Rush (che prevedevano anche l'avvelenamento con mercurio e pesanti salassi ripetuti) avevano spesso provocato decessi.

Neanche a dirlo, il mondo psichiatrico anche attuale se ne guarda bene dal criticare Rush: il suo ritratto adorna lo stemma ufficiale dell'associazione psichiatrica americana.
Esattamente come altri "paladini fondatori" delle religioni e delle misoginie (Aquino, Confucio, Aristotele, Maometto...) vengono idolatrati e guai a dire mezza parola contro di loro, anche Rush è venerato dagli psichiatri: "Il suo cuore si rivoltò contro l'inumano trattamento dell'infermo mentale", "Rush si adoperava a fare del bene anche quando si comportava nel suo modo peggiore... egli si preoccupò sempre, per quanto violenti fossero i suoi metodi terapeutici, di essere umano...", queste frasi estrapolate da libri di psichiatria danno idea di che razza di idolatria si porti a questo loro "padre fondatore intoccabile"!

Non c'è una stima di quante persone torturate con "il tranquillizzatore" o il "girotore", i salassi, l'uso del mercurio (!) e gli altri celebri metodi rushiani, siano decedute a seguito di queste "cure"; si può stimare senz'altro che furono dozzine le persone che morirono o vennero menomate. Rush non era differente da Torquemada: i "trattamenti terapeutici" si sostituiscono alle torture inquisitorie.

Il padre della psichiatria, a chi analizza i fatti obiettivamente, appare come un individuo autoritario, tirannico, violento, fanatico, intollerante e sadico. Vedeva la malattia ovunque ed era pronto ad usare le misure più spaventose per "spazzare via il flagello"

Vale anche la pena far notare, brevemente, che la stessa vita dei figli di Rush (e probabilmente anche della moglie) fu tragica: in particolar modo uno di essi, John, sottomesso all'autorità paterna inflessibile, non solo si umiliava scrivendo al padre che "avrebbe potuto prendere il posto dei servi o pulire la sua stalla" ma tentò anche il suicidio e venne internato dal suo stesso padre, che ne divenne a tutti gli effetti il carceriere.
 

IL RAZZISMO DI BENJAMIN RUSH

Non è solo misogina, la psichiatria, ma agli inizi era pure razzista.

Quando Rush viveva, la società americana era lacerata dallo schiavismo. Lo schiavismo era la credenza che il nero fosse inferiore per razza all'uomo bianco. Rush offrì "soluzione" anche a questo.
Le origini della "malattia" scoperta da Rush, chiamata "negritudine", fu l'aver appreso che uno schiavo nero (Henry Moss) era diventato completamente bianco. Henry soffriva di quello che noi oggi chiamiamo vitiligine, una malattia ereditaria che causa la perdita progressiva del pigmento cutaneo. Questo caso, che fece scalpore, servì a Rush per affermare che il colore della pelle dei neri era una malattia, e che Henry Moss era "spontaneamento guarito": insomma, per Rush la vitiligine era il processo di guarigione!

Ma Rush andò anche oltre: collegò il colore delle pelle dei neri alla lebbra, e secondo lui anche i nasi e le labbra tipiche degli africani erano sintomi della lebbra, che veniva trasmessa geneticamente ai discendenti. Insomma, per Rush, i neri erano "sofferenti di lebbra", Henry Moss ne era guarito e quindi se da una parte i bianchi avrebbero dovuto smettere di tiranneggiare i neri, perché "malati di lebbra negra", dall'altra si sarebbero dovuti vietare i matrimoni tra bianchi e neri perché altrimenti "la lebbra" avrebbe infettato i discendenti.
Rush concludeva la sua analisi dicendo che bisognava curare i neri dalla loro malattia: "siffatta cura diffonderebbe ampiamente la felicità nel mondo con il distruggere uno degli argomenti a favore dell'asservimento dei neri perché il loro colore era ritenuto come il marchio di individui soggetti a un giudizio divino..."

In questo modo, Rush sostituisce la spiegazione religiosa della bibbia (la storiella della condanna di Cam) con una spiegazione "scientifica". Se prima si era trovato nella bibbia la scusante per giustificare il razzismo, ora Rush lo giustificava in maniera "medica"; il colore scuro della pelle non era più "segno di peccato" ma "malattia congenita".
La cura avrebbe reso più felici i neri, perché, sempre secondo Rush, i neri avevano preferenza per il colore dei bianchi, e a quello volevano ritornare.

Per giunta, Rush voleva anche giustificare la storiella di Adamo ed Eva: considerando la pelle nera (ma anche asiatica o nativa americana) come "malattia" che poteva essere curata, Rush pensava di dimostrare come l'umanità fosse derivata da una sola coppia di individui (bianchi ovviamente); se qualcuno non era bianco, era perché "si era ammalato".
Per Rush la sua teoria (la lebbra come spiegazione della pelle nera) doveva servire a dare autorità alla rivelazione cristiana, aumentando l'amore universale!
Peraltro lo stesso atteggiamento di Rush era ambivalente: parlava di "amore universale" (per i bianchi e verso quelli che erano guariti ed erano "tornati bianchi", ovviamente), ma sosteneva che "se il colore dei neri è l'effetto di un male, i fatti e i principi che sono stati qui esposti dovrebbero insegnare ai bianchi la necessità di mantenere vivo il loro pregiudizio verso i rapporti con i neri, che finirebbero per infettare del loro male una parte della posterità."
Insomma, per Rush, la norma fosse la pelle bianca, tutte le altre erano malattie. Chi sarebbe stato guarito, "avrebbe ritrovato la felicità nel ritrovare il naturale colore bianco delle'epidermide umana."

Definire come malattia ciò che per l'Altro è fisiologicamente naturale (come il colore della pelle) o desiderabile (le credenze dei cosiddetti pazzi) e come trattamento terapeutico gli sforzi del medico nel volerli mutare in condizioni ed idee più attraenti per la società (e gli psichiatri stessi) è sempre stata la strategia caratteristica della psichiatria istituzionale, e lo è ancora.
Sin dai tempi dell'inquisizione, dalla quale la psichiatria ha ereditato ideologia e metodi, gli oppressori hanno sempre indossato le uniformi da "buon samaritano". 
Simile all'inquisizione che accetta l'eretico se questo abiura ed abbraccia "la vera fede cattolica", anche Rush accetta il nero se "curato nella sua nerezza" diventa bianco!
Per Rush (e quelli come lui) esistono persone di serie A (cioè lui e quelli come lui) e persone di serie B (donne, non bianchi, non cristiani, omosessuali) che sono manchevoli - fisicamente, mentalmente o moralmente - e si è disposti ad accettarli solo se sono disposti ad eliminare le caratteristiche giudicate sgradevoli e che lo differenziano dalla norma. Se l'Altro non riesce ad adeguarsi (o non vuole) diventa la "strega", "il negro", "l'immorale", "il frocio".
Questo principio non è solo il principio delle religioni androcentriche (con i loro dogmi che vanno creduti e mai messi in dubbio) ma anche il principio cardine della psichiatria, e le strategie ideate da Rush, e ancor prima, dall'inquisizione (repressione, terrore, tortura, annullamento del singolo pensatore e delle differenze o gli aspetti "non in linea" con la Norma bianco centrica\andro cristiana) sono divenute "i metodi terapeutici" della psichiatria.

Nota bene: gli psichiatri sostenevano anche che gli schiavi africani che scappavano e si ribellavano e chiedevano diritti "erano malati di drapetomania", "mentalmente malati perché posseduti dal desiderio irrazionale di libertà e con la tendenza a tentare di scappare"




Per approfondire razzismo, biancocentrismo e senso di inferiorità introiettato, vedi:



MISOGINIA DELLA PSICHIATRIA (CHE RINCHIUDEVA LE DONNE CHE "NON ERANO MOGLI SOTTOMESSE") E CRITICA ANTIPSICHIATRICA NELL'OTTOCENTO

 La psichiatria, esattamente come la religione, è "intoccabile". Ha fatto (e continua a fare) centinaia di crimini, di spaventose violazioni dei diritti umani alla libertà, al diritto di parola, e chiunque osa criticarli dando visibilità ai loro crimini e schierandosi dalla parte delle vittime viene stigmatizzato con gli stessi epiteti che vengono riservati ai "pazienti psichiatrici": asociali, depressi, visionari ecc.
Invece di indignarsi per le torture che il sadico Benjamin Rush praticò per decenni su persone che erano alla sua mercè e che morivano uccise dai suoi "metodi curativi", invece di indignarsi per la misoginia schifosa postulata dai vari Aristotele, i loro seguaci e idolatri si indignano quando qualcuno denuncia l'operato dei loro paladini, si scandalizzano tuonando fuoco e fiamme quando qualcuno dice espressamente che non ritiene i "Benjamin Rush, gli Aristotele" dei "luminari dell'umanità", ma dei criminali che hanno fomentato male e disuguaglianze di ogni tipo. è vergognoso come ci sia un silenzio quasi totale su tutti i crimini della psichiatria, perché tutta la loro ciarlataneria e ideologia filo-cristiana (e perciò repressiva del dissenso ai valori cristiani, già in partenza) viene ammantata di "essere medicina" e perciò "vera, anzi inconfutabile" quando non c'è praticamente niente di scientifico e razionale (come non c'era niente di scientifico e razionale nell'inquisizione). Centinaia di persone uccise o rovinate con danni fisici e cerebrali irreversibili che non ricevono neanche giustizia, ma devono pure assistere alla tronfia idolatria che si porta ai vari Rush o Cartwright. Gente analoga a Torquemada e ad Hopkins.  

Nonostante le folgori del Malleus e degli inquisitori, vi erano uomini coraggiosi che durante la caccia alle streghe espressero dubbi sulla loro colpa e condannarono i metodi degli inquisitori. Thomas Ady, Agrippa, Salazar de Frias, Friedich von Spee, Johann Weyer furono tra i critici della caccia alle streghe. Salazar, che pure fu inquisitore in Spagna, trovò che "milleseicento persone erano state accusate ingiustamente". Thomas Ady fu un autorevole critico della stregoneria. Il suo "A candle in the dark" del 1655 fu citato durante il processo a Salem. Ady cercò di dimostrare, usando la bibbia, che non era possibile accusare le streghe di omicidi o di causare sciagure o che avessero "demonietti che succhiavano il loro corpo" perché nella bibbia tutto questo non era neanche scritto.
Ady usò anche il buonsenso, evidenziando come tutto ciò che si sapeva sulla stregoneria era stato estorto sotto tortura: "Si lasci che una persona qualsiasi saggia e libera da pregiudizi vada ad ascoltare quelle presunte confessioni ed egli si renderà conto (...) con quali brutali disonestà si estorcono queste confessioni". Che le argomentazioni di Ady fallissero indica il ruolo secondario che la ragione esercita nell'accettazione o nel rifiuto di credenze che sono la causa di movimenti di  massa.

Uno dei primissimi critici del trattamento medico coercitivo della pazzia, che scriveva molto prima dell'avvento dei manicomi, è Celio Aureliano, un medico romano di estrazione africana vissuto nel II sec. d.c. Egli faceva notare che: "[i colleghi medici] sembrano pazzi loro stessi, più che impegnati a curare i loro pazienti, quando li paragonano con bestie selvagge da domarsi mediante la privazione del cibo e la tortura della sete (...) Li vogliono crudelmente incatenare, senza pensare che le loro membra potrebbero ledersi o spezzarsi (...) essi si spingono persino a sostenere la violenza personale, il nerbo, come per forzare il ritorno della ragione con simile provocazione."

Quando, 1500 anni dopo, Pinel espose simili idee, fu considerato un grande innovatore psichiatrico. Quando Benjamin Rush sostenne e praticò brutalità terapeutiche peggiori di quelle elencate da Celio, fu venerato come un grande medico umanitario.  I "metodi di cura" di Rush prevedevano avvelenamenti con mercurio, frequenti salassi, legare le persone per ore alla sedia,
privarle di cibo e di luce, privarle del sonno, lasciarli immersi nell'acqua ghiacciata e la tortura più terribile di tutti era il "girotore" (marchingegno ideato dallo stesso Rush): la persona veniva legata ad una ruota che girava a velocità folle di modo che il sangue le fluisse tutto alla testa. Già i contemporanei di Rush fecero notare che le persone che morivano a seguito dei suoi trattamenti erano molte di più di quelle che "guarivano".

L'idea che il manicomio sia dannoso agli internati, servendo agli interessi dei parenti o a quelli della società è evidente; i manicomi non erano "luoghi di cura" ma piuttosto delle prigioni per l'internamento di persone socialmente indesiderabili: alcoolisti, vagabondi, anarchici, manifestanti per i diritti civili, donne "isteriche" ovvero tutte quelle donne che non si sottomettevano ai mariti, prostitute, contadini malati di pellagra, persone disabili o con ritardo mentale, persone che praticavano l'autoerotismo (che spesso venivano persino mutilati ai genitali), persone omosessuali, atei.

I testi classici di psichiatria se ne guardano bene dal riferire con obiettività tutti gli errori e gli orrori commessi dai loro padri fondatori, ma sono piuttosto resoconti delle "glorie" della psichiatria. Una storia della psichiatria dal punto di vista delle vittime non è ancora stata scritta (al di là delle infamie misogine contro le donne, la psichiatria ha datto il peggio di sé nell'avallare e nel creare un "razzismo scientifico" che considerava la pelle scura come una lebbra e nel condannare tutte le persone contrarie alla schiavitù bollando gli schiavi che fuggivano dalle piantagioni alla ricerca della libertà come "malati di drapetomania"; la stessa accusa, mutata col termine "isteria", veniva rivolta a tutte quelle donne che non volessero sottomettersi ai rapporti sessuali col marito, che non fossero d'accordo col marito o che protestavano per l'uguaglianza e la parità, rifiutando "il ruolo naturale della donna: moglie e madre"; attualmente nella psichiatria cattolica è rimasta ancora l'accusa contro l'omosessualità, mentre le accuse misogine e razziste sono state "accantonate", o almeno, non le esprimono più con i termini che usavano i loro padri fondatori...)

I metodi psichiatrici basati sulla tortura (ripresa dai metodi dell'inquisizione e non poteva essere altrimenti, perché la psichiatria è stata fondata da cristiani fanatici come Benjamin Rush) erano talmente orridi che persino alcuni medici del tempo li trovavano dannosi; John Reid nel 1789 aveva già notato che "è principalmente a motivo del trattamento barbaro e non filosofico dell'indisposizione mentale che gli ospizi troppo spesso diventano essi stessi vivai d'insania (...) Molti degli ospizi per la segregazione dei malati di mente possono esseri considerati allevamenti per la fabbrica dei pazzi." Anche John Stuart Mill notava che "L'uomo e più ancora la donna, che possono essere accusati o di fare "ciò che nessuno fa" o di non fare "ciò che ognuno fa", corrono il pericolo di essere sottoposti a una commissione de lunatico..."
John Perceval sperimentò di persona l'internamento e nel 1830 osservò che "Sarò costretto a dire che la stragrande parte della violenza che ha luogo in ospizi per lunatici è causata dal comportamento di coloro che si occupano dei malati, non dalla loro infermità"
Difficile che ci siano prove, ma non è da escludere che "medici e infermieri" psichiatri (peraltro non avevano alcune preparazione medica vera) stuprassero sistematicamente tutte le donne che venivano recluse e che erano alla loro mercè: tanto, chi avrebbe creduto a delle povere "pazze"? Ma come si può pensare che ci fosse qualcosa di "scientifico" e terapeutico nell'ammazzare o menomare persone con l'uso di corrente elettrica (elettroshock) o con asportazioni di parti del cervello (lobotomia) o con la mutilazione dei genitali?!

Già Perceval aveva notato che si potevano fare dozzini di paralleli tra l'inquisizione e la psichiatria (che ne prese il posto quando l'inquisizione andò in pensione): Perceval non dice che le streghe e i pazienti malati di mente siano simili, al contrario, sono gli inquisitori e gli psichiatri ad essere simili fra loro, ad usare gli stessi metodi di repressione, imprigionamento e tortura.

Un'altra vittima, questa volta una donna, testimonia il parallelismo tra inquisizione e psichiatria. La signora Packard, che fu internata nell'ospedale di stato di Jacksonville nell'Illinois, nel 1860, su richiesta del marito, un ecclesiastico. Il suo internamento fu causato da disaccordi tra il reverendo Packard e sua moglie su questioni di fede e di osservanza religiosa. Quando la signora Packard venne rilasciata, pubblicò un resoconto della sua esperienza: "Fossi vissuta nel XVI secolo invece che nel XIX, mio marito avrebbe invocato le leggi del tempo per punirmi come un'eretica, per essermi allontanata dal credo ufficiale, mentre ora sotto l'influenza di qualche spirito intollerante, si vale di questa autocratica istituzione quale mezzo di tortura per ottenere lo stesso risultato, ossia un'abiura della mia fede. In altre parole, invece di chiamarmi con il sorpassato titolo di eretica, egli modernizza la sua accusa col sostituire il termine pazzia alla parola eresia per farmi condannare ad un imprigionamento illimitato in una delle nostre moderne inquisizioni... Molto di ciò che ora si chiama pazzia verrà guardato dalle età future con un sentimento simile a quello che proviamo per coloro che soffrirono quali streghe a Salem, Massachusetts"

Il dissenso dalle ideologie di massa è tanto concettualmente difficile quanto personalmente rischioso. Le ideologie formulate in un lessico da "salvazione" sono particolarmente resistenti (e intolleranti) alla critica. Tali ideologie impongono non solo obbedienza alla verità, rivelata da medici o psichiatri, ma definiscono lo scetticismo, il dubbio, la critica argomentata contro di loro come eresia" e "pazzia". Qualsiasi cosa che non sia in linea con l'ordine precostituito (qui da noi, l'ideologia cristiana) è demonizzato e messo a tacere. René Guyon, uno studioso di sessuologia, riconosceva una tendenza tipica della psichiatria, nel definire malattia tutto ciò che è semplicemente non convenzionale (secondo il cristianissimo Rush, anche non credere in Dio o mettere in dubbio "le verità cristiane" era una malattia mentale): "è incredibile la pena che gli psichiatri si sono presi per spiegare la natura in termini di convenzione, la salute in termini di malattia mentale" (...) ogni qualvolta ci si imbatta in un atto naturale che sia contrario alle convenzioni prevalenti, lo bolla come un sintomo di squilibrio mentale e di anormalità.

Citiamo brevemente anche l'infame condanna psichiatrica "ammantata di scienza", all'omosessualità. 

Condanna che gli psichiatri rivolgono non perché essere omosessuali sia una malattia paragonabile a malattie che sono scientificamente ravvisabili, come la frattura di una gamba, il diabete, una lesione ad un organo ecc. - perché di fatto l'omosessualità non è una condizione scientificamente invalidante; la condanna psichiatrica dell'omosessualità deriva dal fatto che la psichiatria è germogliata fin dall'inizio imbevuta di ideologia cristiana, e quindi non può che condannare ciò che condanna la bibbia. La bibbia condanna l'omosessualità? Ecco che la psichiatria condanna l'omosessualità. La bibbia condanna l'autoerotismo? Ecco che la psichiatria condanna l'autoerotismo. è sconcertante che ci siano psichiatri che mettano davvero sullo stesso piano gli omosessuali (persone sane) con persone malate di cancro, definendole entrambe "malate". Questi tiranni filo-cristiani camuffano la loro intolleranza ad un comportamento sessuale usando termini come "malattia", "immoralità", gli stessi che usano anche i cristiani.
Insomma, il concetto in sintesi è questo qui: se una cosa non piace ai cristiani e ai loro amici psichiatri, tale cosa è una malattia da curare, da nascondere, da eliminare. La cura e la guarigione consistono nel soffocare il dissenso e "convertire" chi critica, "convincendolo" delle idee cristiane\psichiatriche. Ovviamente, per "convincere" chi queste cose non le vuole, si deve usare la forza e il terrore. Se il "colpevole" abiura le sue convinzioni è giudicato guarito.
Un omosessuale che, a forza di torture psicologiche e di ostracismi sociali, ad un certo punto affermi che "lo psichiatra mi ha guarito. Ora sono eterosessuale e posso sposarmi in chiesa" viene giudicato "perfettamente guarito".
Esattamente come il cristianesimo condanna la scienza quando la scienza dimostra che certe credenze cristiane sono errate (il Sole che gira intorno alla Terra...), anche la psichiatria condanna le idee del singolo quando queste idee non sono conformi all'ordine sociale precostituito. Se i più credono e accettano che "mettersi un rossetto rosa sia la normalità" ne consegue che chi si mette un rossetto nero è "anormale". Può sembrare una sciocchezza, ma etichettare qualsiasi cosa come "malattia" e invece quanto vediamo da quando sono stati aboliti i manicomi e i metodi cruenti come l'elettroshock e la lobotomia, sostituiti dai più comodi psicofarmaci, che vengono spesso somministrati e cacciati giù a forza a persone che non li vogliono e che non hanno dato il loro consenso.

Il problema infatti non è che qualcuno possa scegliere e dare il proprio consenso al farsi incarcerare in reparti psichiatrici, al farsi convincere di questo o quest'altro e all'uso di farmaci potenzialmente dannosi; anche il fumo e l'alcool sono potenzialmente dannosi e ciascuno sceglie se farne uso. Il problema si pone quando una persona viene obbligata con la forza ad essere segregata, ad essere obbligata a rinnegare le sue idee e ad essere obbligata ad ingurgitare cose che non vuole ingurgitare, esattamente come le persone venivano obbligate con la forza a subire scosse elettriche e non avevano dato alcun consenso alla cosa.

Il punto è che la maggior parte delle persone giudicate "mentalmente malate" dagli psichiatri non si sentono affatto male, a differenza di quelle persone giudicate "malate" (al fegato, al cuore, al pancreas, ecc.) che effettivamente stanno male e si sentono male. Un omosessuale che viene giudicato "malato" dallo psichiatra, sta benissimo e non vuole cambiare. Il malessere e il dolore non gli vengono causati dal fatto che è attratto da una persona del suo stesso stesso, ma dal fatto che viene giudicato, criticato, ostracizzato, ghettizzato proprio da certi eterosessuali (cristiani, psichiatri, moralisti...) che si arrogano il "diritto" di scegliere cosa è giusto e cosa no, cosa è naturale e cosa no e PRETENDONO che tutti la pensino come loro.

In sintesi, la psichiatria impone ed esige che tutto ciò che i suoi "luminari" sostengono sia preso come "oro colato" e guai a chiunque osi esternare del dissenso o mezza critica. Sistematicamente la psichiatria viola il libero consenso, sottoponendo anche quelle persone che tale consenso non lo danno, ai suoi metodi ed intrugli psichiatrici. è contraria alla libertà d'opinione e a stili di vita alternativi alla visione cristiana-borghese.

E qui entrano in ballo anche gli interessi commerciali di guadagno che le case farmaceutiche ricevono dalla vendita sempre più massiccia di psicofarmaci: se si afferma che tutto è malattia, e che tutti devono essere curati, affermiamo anche che tutti devono usare e acquistare "farmaci appositi" (https://intervistemetal.blogspot.com/2021/03/crimini-e-business-della-lobby.html). è per questo che attualmente la psichiatria continua ad inventarsi centinaia di "malattie", ovvero tutti comportamenti normali e per niente lesivi ma che vengono sanzionati e fatti passare come "malattie da curarsi". La cura è lo psicofarmaco e l'usarne a tonnellate è tutto profitto economico per gli psichiatri e le case farmaceutiche. (https://intervistemetal.blogspot.com/2021/03/crimini-e-business-della-lobby.html)
Difatti, la psichiatria attuale ha interesse a diagnosticare come malati di mente il maggior numero possibile di individui, proprio come gli inquisitori bollavano come eretici o streghe chiunque mettesse in dubbio anche mezza virgola della "verità cattolica".

Infine concludo citando altre due cretinate psichiatriche che sono state suffragate come "malattie e guai a dubitare", tanto per dare l'idea di che razza di cianfrusaglia ideologica propongano, codesti luminari intoccabili e assisi in trono che si permettono di giudicare tizio e caio, avendo la spocchia e l'arroganza di dire agli altri cosa gli altri devono fare o come devono essere: Irving Bieber, "eminente psichiatra esperto di omosessualità" asseriva che non solo gli omosessuali erano malati, ma anche chi non si sposava era malato: "la condizione di scapolo è sintomatica di psicopatologia"
Karl Menninger era anche più estremista di Bieber: per lui, tutti gli esseri umani erano malati mentali da curare.

In conclusione, si può chiedersi: la psichiatria e gli psichiatri hanno il diritto di pensare che un certo comportamento sia malattia?, così come i religiosi hanno il diritto di pensare che una tale cosa sia dogma? Sì, hanno questo diritto.
La psichiatria e gli psichiatri hanno il diritto di avere il potere, mediante alleanze con lo Stato, di imporre le loro definizioni malattie e di "cure" a soggetti che rifiutano il loro punto di vista e i loro trattamenti terapeutici? I religiosi ce l'hanno il diritto di imporre a tutti, inclusi quelli che le rifiutano espressamente, le loro convinzioni? NO, non hanno questo diritto.

Psichiatria e religione devono smetterla di ficcanasare nelle questioni altrui; facciano la loro propaganda convincendo chi dà il proprio consenso ai loro diktat. E lascino in pace tutti quelli che dicono NO, NO, NO! alle loro "verità rivelate da dio e\o da benjamin rush"

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E qui, altri spunti sintetici, per riflettere sugli aspetti deleteri ed inquietanti della psichiatria.

PSICHIATRIA E NAZISMO

La situazione in Germania sotto Hitler ci offre un quadro - orribile o idilliaco a seconda dei nostri valori - della conseguente tirannide politica celata sotto la metafora della malattia e giustificata da una retorica terapeutica.
Ci si dovrebbe ricordare che gli psichiatri nella Germania nazista ebbero una parte preminente nello sviluppo delle camera a gas, le cui prime vittime furono dei malati di mente. Nella sola Polonia, circa 30.000 pazienti di ospedali psichiatrici furono messi a morte. Tutto ciò fu fatto con la giustificazione di proteggere la salute dei membri sani della popolazione.
I nazisti furono pionieri non solo nello sviluppare nuove tecniche di uccisioni in massa, ma anche nel perfezionare una nuova retorica di igiene per giustificare i loro programmi.
Heinrich Himmler, capo delle SS, spiegò che "l'antisemitismo equivale esattamente ad una disinfestazione. Liberarsi dei pidocchi non è una faccenda di ideologia, è una faccenda di pulizia."
Allo stesso modo, Paul Otto Schmidt, capo ufficio stampa del ministero degli Esteri nazista, dichiarò che "la questione ebraica non è una questione di umanità, è una questione di igiene politica".

PSICHIATRIA E COMUNISMO: COS'ERA CONSIDERATA MALATTIA MENTALE DAGLI PSICHIATRI COMUNISTI?

In siffatto sistema medico non vi può essere, naturalmente, alcun limite all'uso dell'internamento psichiatrico quale metodo di controllo sociale. Infatti, in Russia non ve ne sono. Succede che le autorità, soprattutto dalla morte di Stalin, ricorrono spesso alla psichiatria e agli ospedali psichiatrici per screditare e per eliminare individui politicamente imbarazzanti o indesiderabili. Lo scrittore Valerij Tarsis è forse la vittima più nota. Ma possiamo citare anche Aleksander Yasenin-Volpin, Jurij Titov, la poetessa Julia Visnevskaja, Zenya Belov. (nonché l'orrida Securitate romena, la psico-polizia che terrorizzava i romeni nel periodo comunista. Nota di Lunaria)
Nonostante il carattere politico e repressivo della psichiatria russa, molti psichiatri americani lodarono la psichiatria comunitaria di stile russo.

A volte certe affermazioni di noti psichiatri danno i brividi, perché il sogno di un dominio totalitario che controlli la vita di tutti non è neanche "nascosto tra le righe" o espresso "con giri di parole" ma è sfrontatamente palese. Per esempio, in questa celebre sentenza di Chisholm: "Se si dovrà liberare la razza dal paralizzante peso del bene e del male, dovranno essere gli psichiatri ad assumersene per primi la responsabilità [...] La psichiatria deve ora decidere come dovrà essere l'immediato futuro della razza umana. Nessun altro lo può. Ed è questa la responsabilità primaria della psichiatria."

C'è del grottesco e del comico involontario nel mettere a confronto tra loro gli psichiatri americani, a favore del capitalismo, con gli psichiatri comunisti, per esempio quelli del contesto cinese: ciò che è malattia per l'uno, per l'altro è salute mentale, e viceversa.
Suh Tsung-hwa, uno dei primi psichiatri della Cina comunista, osservò che: "In Cina non esistono quasi nevrosi, psicosi e nemmeno paranoia. Alla base delle nevrosi - malattia borghese - sta l'egoismo. Ora in Occidente l'egoismo è indispensabile alla sopravvivenza [...] Certamente esiste l'egoismo in Cina, ma ci battiamo per distruggerlo... [...] La famiglia cinese era molto grande e complessa nelle sue strutture gerarchiche, l'individuo singolo aveva poche opportunità di esprimere il proprio egoismo e già questa condizione di collettività insieme agli insegnamenti di Confucio si opponevano ad un concetto egoistico ed individualistico della vita. La lotta per la vita non esiste in Cina dal momento che tutti si nutrono, lavorano, e vivono in una società marxista priva di classi. Conclusione: egoismo = nevrosi = lotta di classe"

Su Cuba vedi: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/04/torture-comuniste-e-psichiatriche-cuba.html

Nota di Lunaria: curiosamente, nazismo, comunismo e psichiatria sono tutti concordi quando si tratta di opprimere le donne rimarcando la loro presunta inferiorità o il loro "unico e vero ruolo sociale" che consiste solo nello sfornare più figli possibili (e nel stare segregate in casa a fare da sguattere). Sarebbe lunga da riportare l'approfondimento sul comunismo (che peraltro non era ateo, come si crede, visto che scopiazzava e scimmiottava la propaganda religiosa facendo uscire la stessa paccottiglia per celebrare non gesù\dio padre" ma il leader di turno, cui veniva tributato... un culto religioso a tutti gli effetti! http://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/i-crimini-del-comunismo.html), dicevo, sarebbe lungo riportare un approfondimento sia sul comunismo romeno sia su quello cambogiano (http://intervistemetal.blogspot.com/2018/08/cambogia-arte-culto-shiva-spiriti-e.html). Sintetizzo dicendo che il comunismo (con tutto che va di moda definirsi "di sinistra" e usare paccottiglia di sinistra, anzi, ancor peggio, essere cattocomunisti con idiozie del tipo "gesù fu il primo comunista!") è stato misogino quasi come il nazismo, soprattutto in Cambogia e in Romania. Dovrei riportare tutte le schifosate criminali fatte da Ceausescu e Pol Pot, sintetizzo dicendo che il primo istituì "la polizia mestruale" che controllava se le donne fossero in gravidanza o meno (nella Romania comunista era un reato non volere figli, le donne venivano obbligate a restare incinte), il secondo, Pol Pot, oltre a far morire di denutrizione e carestia il suo popolo (mentre lui e i suoi amichetti si ingozzavano come porcelli), dichiarò illegale la monogamia (era vietato innamorarsi di una persona e voler restare solo con lei) arrivando quasi ad imporre una prostituzione basata sul "mettere le donne in comune".

Per quanto riguarda la psichiatria, negli stralci precedenti dimostravo che essendo filo-cristiana non può che flirtare anche con i concetti misogini e razzisti di matrice cristiano-fondamentalista (quel genere di cristianesimo che piace tanto ai cristiani fondamentalisti della Bible Belt e al Ku Klux Klan, per intenderci). Sintetizzo anche qui, dicendo che la psichiatria ha sempre contrastato i diritti di emancipazione delle donne, ha mutilato le vagine (cauterizzava i clitoridi con ferri roventi o li tagliava del tutto) e ha anche approvato la schiavitù dell'africano al "padrone bianco" (remando contro le lotte di emancipazione contro la schiavitù). Basterebbe citare i due nomi più noti dei padri della psichiatria, cioè la gente che l'ha fondata, i super cristiani Benjamin Rush e Cartwright, pienamente a favore dell'inferiorità (anzi, come la chiamava Rush, della lebbra) di tutti quelli che non avevano la pelle perfettamente bianca (e perfettamente cristiana, si intende; perché per Benjamin Rush pure io sarei da rinchiudere e da torturare, perché "non cristiana" e quindi per definizione "malata mentale grave e pericolosa".
Ah, dimenticavo: Benjamin Rush e verosimilmente anche Cartwright hanno provocato decine, forse centinaia, di decessi perché questi signori torturavano sistematicamente tutte le persone che "finivano nelle loro grinfie" con i metodi cari all'inquisizione.)

 PSICHIATRIA E CONDANNA ALLA MASTURBAZIONE 

Ci sarebbe da analizzare la questione nei dettagli (gli psichiatri erano persino convinti che la masturbazione fosse causa di omicidio o suicidio!); mi limito solo a riportare sinteticamente le principali "cure psichiatriche" che "curavano" la masturbazione.

1850-1900: la teoria psichiatrica che la masturbazione sia causa di infermità mentale raggiunge il suo apice. "Verso il 1880 l'individuo che per motivi inconsci desiderasse legare, incatenare, infibulare ragazzi sessualmente attivi o pazienti malati di mente - i due gruppi di prigionieri più prontamente disponibili - costringerli in congegni grotteschi, racchiuderli in gesso, pelle o gomma, percuoterli, spaventarli, castrarli, cauterizzare o denervare i genitali, poteva trovare autorità mediche rispettabili e compassionevoli pronte a far ciò in tutta buona coscienza."
Anche qui, una stima precisa di quante persone, uomini e donne, sono stati mutilati ai genitali (e magari ne sono pure morti a seguito di qualche infezione) non so neanche se è stata fatta.
Ci sarebbe da ridere alle tante idiozie dette da "luminari dottori psichiatri" sulla masturbazione (e basterebbe questo per dimostrare che la psichiatria è solo cristianesimo travestito da scienza medica) se non fosse che poi tali idiozie sono state usate per mutilare centinaia di persone fino ai primi del Novecento. Scontato dire che la pratica della mutilazione della clitoride era più che lodata dai preti del tempo (tanto, alla donna per restare gravida non servono certamente gli orgasmi clitoridei, no? Anzi, se la femmina non prova orgasmo è anche meglio, così è più "pura", più "santa"... del resto "la vergine maria" è lodata perché "unica donna" ad essere rimasta incinta senza "l'immondo piacere dell'orgasmo", da lei non provato al momento della fecondazione "per spirito santo" che "fa le veci dello sperma" vero Tommaso d'Aquino, vero Agostino, vero Damasceno?!)

PSICHIATRIA E CONCETTO CRISTIANO DEL "CAPRO ESPIATORIO"

Lo riporto sinteticamente, e suggerisco di approfondire il tutto leggendo l'intero capitolo.

è infruttuoso esortare l'uomo ad autosacrificarsi. Anzi, più il capro espiatorio soffre e più riprovazione prende su di sé, maggior colpa può generare in coloro che sono testimoni della sua sofferenza, e più oneroso è il compito che impone a coloro che aspirano a giustificare il suo sacrificio. Così il cristianesimo esige dall'uomo più di quanto egli possa dare. Nei pochi ispira la santità; nei molti, spesso promuove l'intolleranza. L'intenzione morale del cristianesimo è di favorire l'identificazione con gesù come modello (§); il suo effetto è spesso quello di ispirare odio verso coloro che a causa delle loro origini o credenze non dimostrano riverenza verso di lui. Se l'uomo non riesce ad essere buono sobbarcandosi la riprovazione per conto di altri, riesce almeno ad essere buono riprovando gli altri. Tramite il male attribuito all'Altro, il persecutore si autentica come virtuoso.

Ovviamente il meccanismo del capro espiatorio (caricare un qualcuno, o un gruppo, di tutti i mali della società e scaricare su di essi e contro di essi l'istinto distruttivo) non si limita solo al monoteismo. è presente anche in altre religioni ed è sempre lo stesso meccanismo: la premessa di redenzione, di purificazione, passa attraverso il sacrificio (vero o allegorico) dei capri espiatori. Potremo citare anche la religione mesoamericana (gli aztechi, soprattutto) con i loro cruenti sacrifici umani (ma anche i greci praticavano sacrifici umani nei periodi di carestia ed epidemia)

In conclusione, possiamo affermare che esattamente come il fanatismo religioso imposto con la violenza, anche la psichiatria che propone inganni e coercizione "terapeutici" a "pazienti psichiatrici" che non richiedono "tali cure", si può considerare, anzi, deve essere considerata, una forma di oppressione e di violenza dispotica e totalitaria. Attraverso diagnosi e pratiche spacciate per "terapeutiche" (su persone che non le richiedono, che non danno il loro consenso e che non commettono alcuna forma di reato tale da giustificarne un internamento) la psichiatria commette una particolare forma di violenza che è bene riconoscere e definire, appunto, violenza psichiatrica.
La storia della psichiatria inizia quando l'Inquisizione venne "tramutata" in "cura medica", spogliata degli orpelli teologici che venivano semplicemente "ribattezzati" con termini all'apparenza più scientifici: "peccato" divenne "malattia mentale", "possessione demoniaca" divenne "disturbo schizofrenico" e via dicendo; il "medico" (il termine è improprio, perché in psichiatria non vi è alcuna prova scientifica vera) si sostituisce al "prete"; il termine "pazzo" viene usato al posto di "eretico\strega". La storia della psichiatria inizia nel XVII secolo con le prigioni, le catene, la tortura fisica (eredità dell'inquisizione); prosegue nei secoli XVIII e XIX con il manicomio, la fustigazione, il salasso, la camicia di forza; e continua nel XX secolo, con gli ospedali psichiatrici, l'elettroshock, la lobotomia e le più comode "camicie di forza chimiche" chiamate psicofarmaci.
Come tutte le forme di aggressione sistematiche e dittatoriali, la violenza psichiatrica è autorizzata, sancita per legge e tradizione, osannata e difesa, in combutta con lo Stato e la famiglia e rivestita di un'ipocrita facciata di "professione medica" che serve a renderla "legittima, inconfutabile, dalla parte del vero".
I crimini e gli abusi commessi dai suoi rappresentanti vengono sistematicamente taciuti o minimizzati, e gli psichiatri sanno bene di godere di impunità perché "sono riveriti e stimati, al di sopra di ogni sospetto". Deve cominciare a diventare di dominio pubblico che "gli psichiatri sono come tutti gli esseri umani": soggetti all'errore e a forme di abuso se ne hanno occasione, potendo gestire il potere; uno psichiatra può stuprare una donna "schizofrenica" sedandola con farmaci (ma anche no, tanto chi crederebbe ad una povera pazza?) così come può causare danno fisico e psichico alle persone che espressamente rifiutano "il punto di vista psichiatrico", anche sapendo argomentare le ragioni del loro rifiuto. è immorale imporre con la forza, il ricatto o l'abuso un qualcosa (anche se gli psichiatri possono effettivamente sentirsi nel "giusto" e pensare di farlo "per il bene del paziente", esattamente come gli inquisitori pensavano di bruciare le persone "per il bene della loro anima, che sarebbe stata perdonata da Dio attraverso il rogo")

Quando si saranno posti dei paletti per evitare che gli psichiatri sentendosi "al di sopra di ogni sospetto" e "tanto la facciamo franca!" commettano abusi e violenze, allora si potrà considerare la psichiatria una delle varie forme di "rimedio del dolore", lasciate alla libera scelta individuale di ciascuno, detentore del diritto di usufruirne o di rifiutarla. Fin tanto che sarà imposta con la forza e con la violenza psico-fisica (esattamente come l'integralismo religioso) non sarà dissimile dagli altri totalitarismi ideologici.

Quando un'ideologia nega di aver fatto crimini, nega di aver ostacolato il progresso dei diritti civili per tutti, quando tortura e uccide in nome dei suoi principi (che vengono giudicati intoccabili, inconfutabili, da credersi a priori), quando maledice, calunnia, mette a tacere, ostracizza chiunque osi confutarla, quando suddivide l'umanità in "persone elette, detentrici di ogni potere" e "persone sottomesse, che devono subire", non importa come venga chiamata (monoteismo, nazismo, comunismo...) resta sempre un'ideologia dittatoriale foriera di disastri. Tale è anche la psichiatria, e dovremmo chiederci, paradossalmente, se più che "curare e risolvere" i disagi esistenziali in realtà non ne crei di peggiori o addirittura non si renda responsabile di "psicocidio", ovvero "uccisione della mente" ostracizzando, danneggiando e segregando le persone in "invisibili ghetti" (lo stigma sociale e la solitudine) tramite le sue "etichette psichiatriche che diagnosticano il presunto disagio mentale".

è ora di dare la parola a chi ha subito la violenza psichiatrica e si è visto segregato, (https://intervistemetal.blogspot.com/2020/07/sopravvissuto-alla-violenza.html) ridotto a numero, ridotto ad "etichetta" (il depresso, lo schizofrenico, il paranoico, e via dicendo) che ne ha annullato l'umanità.

Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2021/12/analisi-agli-errori-e-al-classismo.html https://intervistemetal.blogspot.com/2021/07/riflessioni-antipsichiatriche.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2021/06/lo-stigma-psichiatrico-riflessioni.html  https://intervistemetal.blogspot.com/2021/03/esiste-veramente-la-malattia-mentale.html https://intervistemetal.blogspot.com/2021/09/i-criteri-diagnostici-psichiatrici-sono.html https://intervistemetal.blogspot.com/2021/09/gli-psicofarmaci-degli-anni-50.html

Infine, personalmente ho sempre affrontato i momenti pessimi della vita (che sono inevitabili) usando l'arte (letteratura, musica, pittura...) come chiave di riflessione, di catarsi e di accettazione del dolore stesso. Il mio consiglio, di fronte al dolore (un lutto, un trauma, una violenza subita ecc.) è sempre quello di leggere ed informarsi il più possibile, per rielaborare la cosa attraverso letture mirate che servono anche all'introspezione, evitare "il guru" (la mentalità da setta) che millanta "guarigioni istantanee", impegnarsi nella cultura e nel sociale e soprattutto, stimare se stesse (a poco a poco, costruire la propria autostima). Questo, secondo me, è un buon metodo per affrontare e metabolizzare il dolore (a tal fine io suggerisco la lettura soprattutto di Cioran). 



Se comunque qualcuno proprio non ce la fa a rielaborare da solo (o con gli amici e i familiari) un dolore, consulti pure "lo psichiatra\psicologo" ma attenzione, informatevi bene leggendo TUTTA la documentazione (non solo pro-psichiatria, visionate bene anche il materiale informativo antipsichiatrico), parlate con persone che hanno "già provato il consulto psichiatrico, lo psicofarmaco", per sapere i pro e i contro della cosa, informatevi soprattutto sui potenziali danni che tale "farmaco" fa e poi scegliete consenzientemente e consapevolmente ciò che fa al caso vostro senza sforzarvi e "auto-obbligarvi". Secondo me è controproducente aggiungere male al dolore già patito, per cui fate attenzione a non cadere nelle grinfie del guru di turno (pseudo medico guaritore, pseudo religioso carismatico) persone vili e criminali che non aspettano altro che approfittarsi di persone indifese e momentaneamente messe "KO" dal punto di vista psicologico. Per cui, attenzione a non spegnere mai il cervello!!!


(§) Nota di Lunaria: Simbolo ambivalente, come faceva notare Mary Daly; il gesù sofferente, "che viene picchiato e non si ribella, anzi perdona chi lo opprime" è sempre stato usato come "modello di virtù" (Imitatio Christi) per le donne (per ovvi motivi: serve come spauracchio nel vessare psicologicamente la donna e nel farla vergognare dell'odio e del rancore che può provare verso l'oppressore: "gesù ha perdonato chi lo macellava; tu che sei stata picchiata dal marito\stuprata non sei capace di perdonare?", il sottointeso è questo qui); il simbolismo glorioso e fallico del gesù re in trono (cristo kyrios) o del gesù asceso al cielo, o del gesù che viene per giudicare i vivi e i morti, viene ovviamente usato per magnificare e idolatrare la virilità, lusigando le brame di potenza maschili. Infatti, il gesù kyrios è fortemente maschio e fortemente dominante: porta lo scettro (fallico), simbolo di autorità e potenza assoluta, sul modello del potere imperiale terreno.

 Per approfondimenti agli aspetti nefasti di gesù e maria, ambedue funzionali alla sottomissione femminile e all'androcentrismo di potenza, si consulti l'opera integrale di Mary Daly. 



(*) Nota di Lunaria: si potrebbero fare dozzine di esempi di ciò che la psichiatria "considera malattie mentale", in un certo decennio, in un certo periodo, onde poi ritrattare. Sotto questo punto di vista è simile alla chiesa cattolica, che è pronta a rinnegare quanto affermava poco prima, se le condizioni socio-politiche cambiano.

Cito solo qualche celebre "affermazione psichiatrica", che oggigiorno verrebbe bollata per quella che è: semplicemente una fandonia ridicola o un postulato dittatoriale:

1) Quando la schiavitù era più che legale ed era "la normalità di ogni giorno", gli schiavi neri che fuggivano e non volevano sentirsi inferiori ai padroni bianchi "soffrivano del disturbo della drapetomania": era "una malattia" cercare l'emancipazione e chiedere pari diritti, secondo la psichiatria.

2) Idem dicasi per le donne: quelle che erano tanto "folli" da chiedere pari diritti ed eguaglianza con l'uomo erano senza alcun dubbio "sofferenti di isteria." Si "curavano" venendo internate, cioè segregate e zittite.

3) Per un periodo la psichiatria sostenne che i soldati che sposavano donne vietnamite o i bianchi che sposavano afroamericani erano "mentalmente disturbati"

4) La masturbazione, senza dubbio, era una malattia, da curarsi con la castrazione, il legamento dei testicoli o la mutilazione della clitoride.
Anche la pellagra era una "malattia mentale" secondo i "dotti psichiatri" che ammassavano i poveri contadini malnutriti negli stanzoni, buttati dentro insieme a prostitute, anarchici, epilettici e chiunque altro fosse sgradito al regime. Per approfondimenti, vedi:




5) Ovviamente, l'omosessualità non può che essere una malattia, e le "terapie curative" per "invertire gli omosessuali" non possono che essere giuste e legittime. Fa niente che centinaia di adolescenti maschi e femmine venissero segregati, con la complicità delle famiglie che non accettavano l'omosessualità, come famiglie particolarmente religiose, in veri e propri lager dai quali uscivano completamente devastati nella psiche; non a caso queste "terapie curative dell'omosessualità" portavano al suicidio e vennero messe fuori legge (e meno male).

6) Anche chi si veste in maniera "non borghese", seguendo mode musicali, è giudicato "sociofobico", "disturbato": chiunque si vesta da punk, da metallaro, da emo, da dark, ma potrei elencare dozzine di altri look particolari, "è sicuramente un malato mentale, un aspirante suicida e\o serial killer". Fa niente che poi, statistiche alla mano, siano molti di più i serial killer vestiti in giacca e cravatta, anche cattolici integralisti dichiarati, che non quelli che mettono rossetto nero, maglietta dei Darkthrone e si dichiarano satanisti, per gli psichiatri i malati sono senza dubbio i fans dei Darkthrone e non i vari Pinochet.

7) Per la psichiatria, peraltro, anche non essere d'accordo con loro prostrati a novanta è una manifestazione di malattia mentale. Lo stesso Szasz venne ostracizzato dai suoi "colleghi" che minacciavano sanzioni contro di lui solo per il fatto che Szasz usufruiva... del diritto di parola e del diritto a non essere d'accordo con quanto il mondo psichiatrico sosteneva. Qui troviamo un altro parallelo con l'inquisizione: chi metteva in dubbio l'esistenza delle streghe, era accusato egli stesso di essere una strega o un eretico; chi mette in dubbio le convinzioni della psichiatria è accusato egli stesso di essere un malato mentale. A ragione, Szasz scrive che "il concetto di malattia mentale funge da etichetta classificatoria per giustificare la denigrazione psichiatrica dei non-conformisti". E, sempre a ragione, Szasz conclude il primo capitolo con questa frase "In realtà, la psichiatria istituzionale è una continuazione dell'inquisizione" mentre nel secondo scrive "Per lo psichiatra zelante tutti gli esseri umani sono pazzi, come per il teologo zelante tutti gli esseri umani sono peccatori": per Karl Menninger, ad esempio, "tutti hanno una malattia mentale, di grado diverso in tempi diversi, in forme più o meno gravi."
è proprio vero che la psichiatria è tale e quale al cristianesimo, che ritiene che "tutti hanno peccato e che tutti hanno bisogno del redentore gesù cristo". E questa loro convinzione la applicano con la forza, e va accettata, che piaccia o no, pena "l'inferno" o, più verosimilmente, l'ostracismo sociale e il cyberbullismo. Non c'è argomentazione che tenga, si potrà andare avanti a sostenere che "ma io sono femmina: come può un dio maschile rappresentarmi? come può un dio-maschio essere il mio redentore?", "ma le donne hanno una loro sessualità, un loro piacere; come può un'eterna vergine frigida rappresentare la condizione femminile?" di fronte a queste obiezioni PERFETTAMENTE ARGOMENTATE E LOGICHE, i cristiani si scatenano ululando, per ostracizzare, insultare, parodizzare la "sventurata donna" (leggasi: la donna che ha un cervello) che dovesse sostenere una tale "blasfemia inaccettabile". Qualcosa di così LOGICO ED EVIDENTE ANZI, SCONTATO, che, proprio per il suo essere logico, evidente, anzi, scontato, deve essere ammantato di un'immagine edulcorata, dolciastra, esteticamente gradevole (santini multicolour con profusione di fiori) per imbonire la massa sicché, ai "contestatori" si possa "controargomentare" con cose del tipo: "ma gesù amava le donne" (e il santino mostra un gesù di bell'aspetto con donne lietamente inginocchiate in atteggiamenti servili), "ma anche se era maschio, rappresenta comunque le femmine" (e il santino mostra un gesù più-che-maschio in trono con tanto di scettro fallico e corona al culmine del trionfo e dell'idolatria androcentrica)
"ma maria è il modello perfetto di donna, il modello eminentemente femminile di perfezione" (e il santino mostra una figurina tutta ammantata di bianco con capo chinato, qualche fiorellino sparso ai piedi e la scritta "ancilla domini", posta al di sotto dei due grandi maschi dominanti e divini: il figlio gesù e il dio padre)
Ricordo in particolare due tizi, che, totalmente ignari di teologia VERA, "argomentarono" così alla mia critica anticristiana: "ma se odi maria, significa che odi la donna e la mamma!", già, perché il santino mostrava "Miss regno dei cieli" bellissima e adornata di fiori con il bambinello in braccio. Rifiutarla, far notare che era un'immagine artefatta e non rappresentava la vera donna, era, nella mente di costui, "un odiare la donna, anzi, la mamma".
L'altra "confutazione" era farmi notare che "l'immagine di una donna che abbracciava un bambino non era misoginia", credendo che di fatto il rapporto maria-gesù, teologicamente parlando, sia quello che intercorra tra una qualsiasi donna umana vera e un bambino umano vero. Fa niente che teologicamente parlando maria sia sottomessa e dipenda dal figlio maschio, non essendo sullo stesso piano (senza contare che è gesù-maschio il dio, non la maria-femmina), per l'arguto commentatore "maria mamma che abbraccia il bimbo gesù" non poteva essere, giammai!, una concezione misogina.
Per cui, immagino bene che inferno di ostracismo e sfottò hanno passato Thomas Szasz e Mary Daly, nell'andare contro l'ordine precostituito del quale facevano parte: il mondo psichiatrico e quello teologico.
Io non ho certamente lo spessore di Mary Daly, ma i miei scritti testimonieranno, anche quando io non ci sarò più, che genere di sforzo titanico sia stato semplicemente usufruire del diritto di parola e del diritto a dissentire dall'ideologia dominante cristiana che ammanta con fiorellini e bei colori i più fetidi e fetenti concetti misogini, che se venissero dipinti come andrebbero dipinti (un enorme imene sigillato e un maschio che calpesta una donna) forse la massa di ebeti consenzienti (anzi, di EBETESSE, perché sono soprattutto le donne a tenere in ballo queste cretinate) aprirebbero finalmente gli occhi su un qualcosa che io avevo capito a 13 anni semplicemente leggendo l'intervista alle Rockbitch. http://intervistemetal.blogspot.com/2015/10/inizio-tutto-da-qui.html
 

AGGIORNAMENTO DEL 2 OTTOBRE 2018

Qualche tempo fa, Marine Le Pen ha subito della violenza psichiatrica perché "rea" di aver pubblicato immagini di violenze islamiche. Per ciò, secondo chi l'ha incriminata, "DEVE sottoporsi a perizia psichiatrica"






Marine Le Pen non la reggo, come donna. Non reggo neanche Margaret Thatcher e Angela Merkel (e le politichesse di casa nostra). L'antipatia sarebbe ricambiata, visto che Marine Le Pen è amica e paladina della Destra ultracristiana e io sono amica del movimento anticristiano, ma con tutto che mi irrita come donna,  con tutto che lei stessa mi farebbe chiudere bottega, non posso tacere, per cui PIENO SOSTEGNO E SOLIDARIETà a Marine Le Pen, ultima vittima di VIOLENZA PSICHIATRICA atta a silenziarla e a censurarla. Lei, come tutti quelli che dicono "la loro" quando "la loro" non è "in linea con ciò che pensa la massa".

AGGIORNAMENTO: grave fatto di cronaca inerente la violenza psichiatrica:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/non-solo-bibbiano-parlate-anche-di.html

AGGIORNAMENTO 2020: per chi ancora avesse qualche dubbio: