Alchimia (1) Introduzione ai motivi simbolici


Il video che ho postato ieri, sulla canzone di Lupercalia, 


mi ha fatto venire in mente di riportare uno schemino sull'Alchimia :D, argomento molto citato anche nel Metal o comunque nel Dark Ambient Esoteric, Neo Folk... lo suddivido in tre parti, anche se non escludo più in là di riaggiornare il post mettendo un altro approfondimento.
Non è che leggo tutto il leggibile sull'Alchimia, ma di tanto in tanto, magari capitandomi tra le mani dei volumi fatti bene... per cui non escludo di riaggiornare il tutto prossimamente.

 Info tratte da



"È difficile dire in poche parole che cosa sia l’Alchimia, tanto più che nei suoi 2000 anni di storia essa ha subito non poche trasformazioni. In realtà ‘trasformazione’ è ciò che più si avvicina ad una definizione – l’Alchimia è la scienza della trasformazione. Essa si interroga principalmente sui processi, si tratti di processi inerenti all’uomo o alla natura. Il più alto scopo dell’Alchimia è appunto comprendere questi processi e utilizzarli a vantaggio dell’uomo. Si tratta dunque sempre di trasformazioni verso il meglio, si tratti di trasformare piombo in oro o di trasformare l’uomo in Dio."

L'Alchimia non è soltanto "l'arte fraudolenta di trasmutare i metalli in oro" ma piuttosto una dottrina di purificazione dell'anima (*), del tutto estranea alla chiesa, dottrina che, per i suoi insegnamenti non ortodossi, fece uso di un immaginario derivato dall'attività di laboratorio (sebbene vi siano stati anche alchimisti che speravano di sintetizzare i metalli preziosi)


Dal momento che prima di Carl Gustav Jung (1875-1961)




si considerò l'Alchimia soltanto dal punto di vista della storia della scienza e la si concepì quindi come una "forma errata di pre-chimica", quasi mai il suo significato sul piano ideale riuscì a trovare la dovuta attenzione. In primo luogo, l'Alchimia si sforza di ampliare il regno spirituale della luce attraverso il sistematico contenimento del mondo della materia, sentito come terrestre, pesante e oscuro pressapoco nel senso dato da diverse sette alla gnosi tardoantica.
Le immagini simbolico-allegoriche che in quantità sconcertante compaiono nei manoscritti dall'alto medioevo e nei libri di calcografie rinascimentali e barocche non hanno lo scopo di informare gli estranei ma debbono offrire un sostegno alla riflessione dell'iniziato che già conosce la dottrina. Dalla materia primigenia (materia prima) si deve ricavare, attraverso vari stadi di purificazione, la pura Pietra Filosofale (Lapis Philosophorum) il cui possesso deve dare tra l'altro la possibilità di ottenere oro e argento, i metalli del Sole e della Luna dai metalli comuni e di fabbricare un farmaco universale. (**)
 

Molti simboli avvicinano questa dottrina alle immagini dei Rosacroce (il simbolo della Rosa) e della Massoneria. Tra i principali motivi simbolici legati all'Alchimia vanno ricordati:
 

L'Androgino
L'Aquila
L'Argento
Il Caduceo
La Colomba
I Coralli
I Draghi
La Fenice
Il Leone
La Luna
L'Oro
Il Pavone
Il Pellicano
Il Pentagramma
Il Piombo
La Quintessenza
I Rospi
Saturno
Il Sole
La Stella di David
Sulphur et Mercurius
L'Unicorno

Vediamo brevemente i più importanti


Androgino


Creatura bisessuale, maschile e femminile allo stesso tempo, è spesso confusa col termine "ermafrodito", con il quale dovremmo intendere piuttosto una creatura intersessuale. Nelle culture antiche era in primo piano l'idea di una figura che racchiudeva in sé maschio e femmina come Zeus inteso quale divinità totale in quest'inno orfico:
"Zeus è maschio, Zeus è una donna immortale"


Spesso gli antichi miti immaginano all'inizio della creazione del mondo un essere originario che solo più tardi viene suddiviso nelle sue due metà complementari. Secondo le leggende ebraiche anche Adamo al principio deve essere stato un androgino prima che Eva fosse staccata da Adamo e si rendesse autonoma.
 

Nota di Lunaria: infatti contrariamente a quello che fa credere la propaganda esegetica cattolica, in genesi abbiamo due storie relative alla formazione degli esseri umani:

la prima riporta la creazione del "maschiofemmina" in contemporanea,


la seconda (che poi è quella che è passata nella teologia cristiana) è quella che tratta del maschio da solo, tratto dalla polvere, dal quale poi viene estratta la donna perché "Adamo" non ha trovato un suo "complemento" tra gli animali che Dio gli presenta:

 

manco a dirlo questa idiozia è servita ai cristiani per imbastire il discorso dell'inferiorità della donna come "scarto malriuscito" e prodotto derivato dal primo, eccellente, esemplare ad imaginem Dei: il maschio, ovviamente. Primo esemplare perfetto di essere umano, posto a capo della creazione come principio primo e con tutta l'Imago Dei, l'immagine di Dio; la femmina non è che un prodotto secondario, derivato dal primo maschio, più nobile, rispetto allo scarto femminile, formato da una costola ricurva.
 

Vedi tutto il capitolo dell'Aquino (Quaestio 92).





Chi volesse farsi il mega sbattimento teologico per capire perché per il cristianesimo VERO, quindi non le cretinate da volemmose bbbene che vi dicono oggi e a cui abboccano gli allocchi, anzi, LE ALLOCCHE,  perché sono sempre le femmine a non capire certe cose,

la femmina NON è paritaria al maschio, NON è "nobile come lui", è SECONDA, è DIFETTOSA, è MALRIUSCITA, 

ecco, se questo qualcuno non vuole muovere il popò per andarsi a leggere la Summa Theologiae disponibile a gratisssss in biblioteca, e che è LA TEOLOGIA CATTOLICA NELLA SUA PIù PURA ESSENZA NONCHé APICE SOMMO DELLA STESSA, può leggersi il pdf - molto ben fatto, anche se incompleto, visto che è solo a scopo promozionale -
che trovate a questo link:
https://books.google.it/books?id=geUeENMXJGQC&pg=PA306&lpg=PA306&dq=donna+imago+dei&source=bl&ots=br49uQcE4q&sig=ST3WuGgoCJQhfp5KK0EKdn4kVcc&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjgxbqz79DXAhXCPBoKHXSUA1AQ6AEIRDAF#v=onepage&q=donna%20imago%20dei&f=false
che ripercorre SECOLI DI TEOLOGIA, dove si spiega perché la femmina non era manco ritenuta immagine di Dio. 
Difatti non a caso gli inquisitori ritenevano la femmina "creatura di Satana", più che non creatura di Dio.
Solo il maschio era perfettissima creatura di Dio. Per comunanza fallica, si intende... ipostaticamente intendendo.

Al di là del fatto che ci sono ancora cristiani che pensano le stesse identiche cose, anche se "fanno finta di niente" o "dicono di no".
Potranno convincere le incolte in teologia, ma chi mastica bene certi concetti non cade nelle trappole.

Anche Agostino negava che l'immagine di Dio fosse presente nella femmina "da sola"; solo l'uomo aveva l'immagine di Dio; la donna solo se si sposava con il maschio:



"Il motivo per cui respingiamo questa opinione non è dunque perché temiamo di pensare questa santa, inviolabile e incommutabile carità come moglie di Dio Padre che ha origine da lui [...] ma perché la divina scrittura mostra con evidenza che è falsa [...] Non dobbiamo intendere che l'uomo è stato fatto a immagine della somma Trinità cioè a immagine di Dio, fino al punto di intendere che la stessa immagine si trovi in tre esseri umani e in particolar modo perché l'Apostolo dice che l'uomo è immagine di Dio e per questo gli toglie il velo dal capo ed esorta affinché sia la donna a indossarlo, dicendo "L'uomo certamente non deve velarsi il capo poiché egli è l'immagine e la gloria di Dio. La donna invece è gloria dell'uomo" [...] Se fra i tre anche una sola persona umana può essere detta immagine di Dio, come nella somma Trinità ogni Persona è Dio perché non è immagine di Dio anche la donna? Perché difatti le viene ordinato di velare il capo, cosa che all'uomo, poiché è immagine di Dio, è proibita."



"Ma dobbiamo vedere come ciò che dice l'Apostolo, cioè che l'uomo e non la donna è immagine di Dio, non sia contrario a quello che è stato scritto nella Genesi: Dio fece l'uomo a immagine di Dio: lo fece maschio e femmina, li fece e li benedisse. A immagine di Dio, difatti, dice che è stata fatta la natura umana, la quale è resa compiuta dall'uno e dall'altro sesso, e non esclude la femmina nell'intendere l'immagine di Dio. Infatti, dopo aver detto che Dio fece l'uomo a immagine di Dio, dice: lo fece maschio e femmina, o in ogni caso con un'altra interpunzione: maschio e femmina li fece. In che senso dunque dobbiamo intendere ciò che abbiamo udito attraverso l'Apostolo cioè che l'uomo è immagine di Dio, per cui gli viene proibito di velare il capo, mentre la donna non lo è e perciò le viene ordinato di farlo? In quel senso, credo, che ho già detto quando ho trattato della natura della mente umana: la donna è insieme al suo uomo immagine di Dio, cosicché quella sostanza è nella sua totalità una sola immagine; quando invece la donna viene assegnata in aiuto all'uomo, ella non è, per quanto riguarda lei sola, immagine di Dio, mentre l'uomo per quanto riguarda lui solo, è immagine di Dio"



In pratica la donna è immagine di Dio solo se è col maschio, ovviamente nello stato di sudditanza che compete alla femmina; il maschio invece anche se sta da solo è sempre immagine di Dio!

Come conclude la sua idiozia, il nostro Agostino nel suo bel librucolo?

Ma dicendo che se dal punto di vista temporale la femmina da sola non è immagine di dio, lo è dal punto di vista dello "spirito della sua mente, là dove non c'è alcun sesso"! Ancora una volta, la donna si salva solo sopprimendosi in quanto femmina, diventando perciò un semi-maschio.





Torniamo all'Alchimia...

Dal punto di vista simbolico qui abbiamo a che fare con speculazioni che concernono il tema della dualità e della totalità, nel cui ambito la tensione bipolare non è sempre stata concepita soltanto sul piano della sessualità, ma può anche riferirsi ad altre coppie di opposti. Nell'immaginario alchemico, per esempio, l'androgino incarna i due elementi primordiali, Sulphur et Mercurius (letteralmente, zolfo e mercurio; in senso traslato l'elemento che brucia e quello volatile) che nella materia prima, ossia nel materiale di partenza della Grande Opera sono presenti allo stato puro e, dopo la purificazione, rappresentano la totalità ideale sul piano più alto, cioè nella "Pietra Filosofale". Figure androgine atte a simboleggiare la coincidenza degli opposti (Coincidentia Oppositorum) (1) all'interno dell'autosufficiente unità divina, ottenuta proprio grazie alla coincidenza degli opposti sono certe divinità del continente asiatico (Shiva-Shakti)


 ma anche l'african* Mawu-Lissa

 (1) Concetto filosofico, già noto nel Rinascimento:

COINCIDENTIA OPPOSITORUM: (Niccolo Cusano) Esprime la trascendenza e l'infinità di Dio, Coincidenza del Massimo e del Minimo, del Creare e del Creato, del Tutto e Nulla poi trattato anche da Hegel (Tesi-Antitesi-Sintesi) ma che ha radici ben più antiche. Vedi i Ching
 (Dio come un Puro Nulla è un concetto caro ai mistici, e parecchio antipatico alla chiesa, che ha sempre caricato il concetto di Dio come se fosse un qualcuno: padre, giudice, creatore e cose simili. Invece mistici come Meister Eckhart hanno passato l'intera esistenza a sostenere che "Dio" è Nulla, non è niente di tutto quello che gli hanno cucito addosso, in modo funzionale, ovviamente, ai loro intenti. Del resto, per un mistico, la vera bestemmia è abbassare "Dio" cucendogli addosso attributi umani e nati dalla mente umana! Nota di Lunaria)


L'immagine dell'androgino esprime sempre la riconquista dell'unità primordiale, l'originaria totalità della dimensione di madre e di padre presente in quella perfezione divina che annulla tutte le tensioni.
Nelle "Metamorfosi" di Ovidio si parla di Ermafrodito, il cui corpo viene inseparabilmente fuso con quello della ninfa di sorgente Salmakis, per cui ogni uomo che si bagna nella sorgente, diventa a sua volta necessariamente un ermafrodito.






Peraltro, concetto che è stato raffigurato anche nell'arte occidentale, almeno pre-cristiana:


Radicato nella terra ma rivolto con i suoi rami verso il cielo, l'albero è, come l'uomo stesso, un'immagine dell'essenza dei due mondi e della creatura che concilia l'alto con il basso. In molte culture antiche non solo vengono venerati determinati alberi o un intero boschetto come dimora di esseri soprannaturali, ma spesso troviamo l'idea dell'albero quale asse del mondo attorno a cui è gerarchicamente disposto l'universo: pensiamo all'albero cosmogonico Yggdrasil dei Germani settentrionali oppure al sacro albero di Ceiba o di Yaxché dei Maya dello Yucatan che cresce al centro del mondo e produce come suoi frutti gli strati del cielo mentre in ciascuna delle 4 regioni del mondo un albero policromo di questo genere funge da pietra angolare del firmamento.
L'antico Egitto adorava il sicomoro, da cui la Dea Hathor traeva la bevanda corroborante e il nutrimento da offrire ai defunti o alla loro anima-uccello. Il dio sumero della vegetazione Dumuzi (Tammuz)  era venerato come albero della vita; l'antica Cina venerava il pesco e il gelso, i druidi la quercia, che come albero sacro veniva consacrato al dio germanico del tuono e presso i Greci a Zeus, re degli Dei.
Alberi sacri di questo tipo si trovano presso tutti i popoli antichi, alberi in parte reali e in parte idealizzati e innalzati a simboli cosmici.




Nota di Lunaria: non a caso i cristiani hanno compiuto vere e proprie stragi di alberi:


"San Maurilio invece bruciò direttamente gli alberi di un bosco sacro, poi riconsacrato a san Pietro. San Bonifacio, evangelizzando i Germani, fece abbattere la quercia di Geismar consacrata a Thor. Una cinquantina di anni dopo Carlomagno distrusse il santuario in cui era venerato Irminsul, un gigantesco tronco d'albero cui si attribuiva la proprietà di sostenere la volta celeste. In Lituania i cristiani mutilarono decine e decine di alberi. Nel 1258 a Sventaniestis, il vescovo Anselmo diede ordine di abbattere una quercia sacra, e non riuscendo a scalfirlo con l'ascia, lo bruciò. Tra il 1351 e 1355 a Romuva, in Prussia, su richiesta del vescovo Giovanni I, i cristiani fecero segare una quercia sacra sotto la quale si radunava il popolo per pregare. Alcune foreste erano personificate e divinizzate come quella dei Vosgi, la Foresta Nera, consacrata alla Dea Abnoba e le Ardenne, regno di Arduinna, la Dea del cinghiale, assimilata a Diana, culto che risaliva probabilmente all'età della pietra. Molti alberi vennero cristianizzati, "consacrati e dedicati" alla madonna e ai santi."

Stralcio tratto da:



ONDE POI RUBARE DAL PAGANESIMO IL CONCETTO DI ALBERO SACRO E ABBASSARLO CON LA LORO PACCOTTIGLIA CATTOLICA DI MADONNE E FESTICCIOLE:


 Senza contare la fine che fece l'altro Albero Sacro, il Noce di Benevento


Sembra che all'inizio del VII secolo i Longobardi fossero i signori del ducato di Benevento. Costoro, che non professavano la religione cristiana, praticavano strani riti, uno dei quali consisteva nell'appendere appunto al Noce una pelle di caprone, che veniva poi colpita con frecce e infine mangiata. Con il tempo la festa assunse per il popolo, sempre più indottrinato dalla propaganda cristiana, e sempre più immemore delle sue radici pagane, le tinte fosche della stregoneria: nel XIII secolo si affermava che intorno al Noce si radunavano più di 2000 streghe e che Satana in persona interveniva per premiare le più perfide e per punire quelle che non erano state abbastanza malvage. Sempre secondo la leggenda, un vescovo di Benevento, Barbato, avrebbe abbattuto "l'albero maledetto", facendo erigere sul posto un tempio dedicato a santa Maria in Voto: pare che la chiesa sorgesse al Piano di Cappella, a pochi kilometri dalla città.

Tutti i noci erano diventati, nel frattempo, piante malefiche: in Inghilterra si diceva che per le streghe era semplicissimo sfuggire al rogo: bastava che si trasferissero "in spirito" in un robusto tronco di noce.

Stralcio tratto da:  




Simbologia Alchemica: l'Androgino al centro, il Pellicano, il Leone, il Serpente, L'Albero dell'Oro e del Sole



Cerchio, Triangolo, Stella di David e Mercurio-Oro
Simboli degli elementi e dei pianeti, stella di David, Triangolo e Cerchio





Zolfo e Mercurio, le essenze primordiali o "elementi" visti nel quadro di un sistema dualistico che ritiene qualsiasi materia composta di queste due componenti, vale a dire di un elemento "in combustione" e di uno "volatile", dotati di gradi diversi di purezza in un diverso rapporto di mescolanza tra loro. Una volta ipotizzato che l'oro fosse la sintesi e il fine delle sue essenze fondamentali, queste dovevano essere purificate e il contenuto doveva essere innalzato al livello del mercurio, simile allo Spirito. Da Paracelso o da Basilio Valentino venne poi aggiunto un terzo elemento, un elemento filosofico, il Sal (Sale) che doveva costituire la "tangibilità".
Mercurius è lo Spirito, l'Anima è Sulphur. 







Il Sale, invece, conserva, ma veniva anche usato in occasione dei sacrifici espiatori e dei Misteri come mezzo di purificazione simbolica. Già nell'antica Roma lo si metteva sulle labbra dei neonati perché li proteggesse dai pericoli.
Stando ad alcuni miti siriani, gli uomini avrebbero appreso l'uso del sale dagli Dei; in onore dell'arcaica Dea Lituana Gabijà, Signora del Fuoco Sacro, si spargeva sale tra le fiamme.
Si è sempre pensato che i demoni aborriscano il sale; anche nelle leggende concernenti il "sabba delle streghe" non si manca di ricordare che tutti i cibi offerti durante il banchetto infernale sono rigorosamente privi di sale.
Nella bibbia il sale è un mezzo simbolico che garantisce il legame tra dio e il suo popolo



Eliseo purifica una sorgente gettandovi del sale (Secondo Libro dei Re 2,19)


Nel "discorso della montagna", gesù si rivolge ai suoi discepoli chiamandoli "sale della terra" e Girolamo, dottore della chiesa, indica in gesù stesso il sale della redenzione che permea il cielo e la terra.
è inoltre ben nota l'efficacia distruttiva del sale: dopo aver annientato Cartagine, i Romani sparsero il sale sul suolo della città al fine di renderlo sterile per sempre, così come nella bibbia si racconta che abbia fatto Abimelech dopo aver espugnato la città di Sichem (Giudici 9,45)



o pensiamo anche alla famosa "statua di sale", la moglie di Lot (Genesi, 19,23)


In India il sale era considerato un afrodisiaco ed era quindi interdetto agli asceti e alle giovani coppie nonché ai bramini durante certi sacrifici.
Nel linguaggio dell'Alchimia con sale non si intende il cloruro di sodio ma il terzo dei principi originari accanto al Sulphur et Mercurius che rappresenta la qualità del "corporeo"; ma si richiama il sale anche in altre associazioni simboliche, per esempio il Sal Sapientiae, il Sale della Sapienza.

Nota di Lunaria: Stregonaccio d'Aquino, che si dilettava in queste cosine quando nessuno lo guardava 




persino nella Summa Theologiae (il libro cattolico per eccellenza!) lascia un sacco di indizi alchemici (vento, sale, aceto...) arrivando persino a paragonare l'utero di maria all'Athanor (quando tratta dei sacrifici animali): "il forno dell'utero verginale"  


 Di cui, tra l'altro, c'è pure il riferimento ai Tarocchi:






"La Torre è anche simbolo dell'Athanor Alchemico, il forno in cui la materia si trasformava in Pietra Filosofale."  



Eh, ma si sa, i beoti cattolici aquinolatri certe cose non le vogliono proprio capire... Dovrà essere Lunaria, Principessa della Teologia, a spiegare ai cristiani certe paginette del Dottore Angelico...


che umiliazione per lui! Deve essere una donna a spiegarlo ai maschietti cattolici del 2018! Lui, che le donne le considerava così malriuscite e deficienti... deve vedere, da lassù!, che è proprio una femmina a spiegare bene la sua Summa Theologiae







Dai, Tommaso, non fare quella faccia dispiaciuta... che vuoi che ti dica... i masculoidi cristianoidi di adesso sono fatti così... ti leggono poco... o nulla sanno di te...

Io sì invece che conosco a menadito le tue pagine più belle! Non fosse stato per me tutto il tuo lavoro sarebbe andato perduto!



Povero Tommaso! Meno male che Lunaria ha fatto pubblicità alle sue pagine più belle, del suo Grande Capolavoro... che oggigiorno la chiesa nasconde sotto il tappetino






Le corrispondenze con la Filosofia Induista:



Nota di Lunaria:  e cosa ci insegna il Sal Sapientiae, il Sale della Sapienza? Che è necessario "disinfettare gettando il sale" su tutti i nostri preconcetti monoteisti, che ci sono stati inculcati. 




 
Anche la Fenice è una creatura di fuoco. Abbiamo visto la Fenice qui: http://intervistemetal.blogspot.it/2017/01/cd-rossometile-analisi-alla-fenice.html







L'Ouroboros



"La mia fine è il mio inizio". è questo che ci direbbe, il Serpente che, arrotolato su se stesso, si morde la coda.

L'Ouroboros rappresenta l'Indifferenziato, la Totalità, l'Unità Primordiale, l'Autosufficienza, che genera se stesso, si accoppia, si ingravida, e si uccide.
è il ciclo della Disintegrazione e della Reintegrazione, il Potere che eternamente consuma e rinnova se stesso, Il Ciclo Eterno, il Tempo Ciclico, le Tenebre prima della Creazione.
Immortalità, Eternità, Saggezza, apparentemente Immobile, ma, arrotolandosi su se stesso, in Movimento Perpetuo.

In senso alchemico: Potere latente, materia informe, l'Opus Circolare delle sostanze chimiche nel Vaso Ermetico.

Dal punto di vista della mitologia egizia: può essere visto come il Cerchio dell'Universo.

Dal punto di vista della mitologia greca può essere associato a "Tutto è Uno". Il Tutto era all'inizio come un uovo, o come un serpente che lo cingeva come un cerchio.

Dal punto di vista buddista e indù: può essere associato alla ruota del Sansara, delle reincarnazioni. A mio parere, anche, alla Dea Kali, perché anche Lei è vista come Colei che distrugge, per permettere la ri-creazione.  
 

La Sirena


simbolo del potere dissolvente del Mercurio.
Una ninfa con due pinne rappresenta il sistema dualistico implicito nei due principi originari del Sulphur e del Mercurius in soluzione.

[Nota di Lunaria: sarebbe bello parlare anche di Melusina, ma purtroppo il tempo è tiranno... magari la rimando ad un prossimo post]





Leone

 
nelle rappresentazioni alchemiche il leone è in parte un simbolo della materia originaria Sulphur, in parte, come "Leone Rosso" della realizzazione della Pietra Filosofale; un "Leone Verde" indica un solvente con grande potere di scomposizione.





Nota di Lunaria: non a caso il leone è stato spesso associato alle Dee: Cibele, Anat, Lilith, Durga, Sekhmet...



Stella di David (Magen David)


 Vediamo di svelare il simbolismo di questo affascinante simbolo esoterico e filosofico, il Magen David, noto comunemente come Esagramma o Sigillo di Salomone.



[Uffi! se non avessi questo stupido limite della chiavetta internet, avrei già fatto uscire almeno 4 o 5 post sul simbolismo cabalistico + il culto ad Asherah + la scena metal israeliana! e invece ancora niente, e tutto perché non ho la connessione internet illimitata ma due misere ore neanche al giorno!!!! Vabbè, dai prima o poi riuscirò finalmente a dedicare al metal israeliano lo speciale che ho in mente...]

Il Sigillo di Salomone è formato da due triangoli intersecati: il triangolo rappresenta la triplice natura dell'universo: uomo, padre, donna, madre, bambino; l'essere umano come corpo, spirito, anima; il numero mistico 3, la Trinità di amore, verità, saggezza. Il triangolo col vertice rivolto verso l'alto è solare, simboleggia vita, fuoco, fiamma, calore, il principio maschile, l'organo genitale maschile eretto. Si può rappresentare col colore rosso. La linea orizzontale rappresenta l'aria. 





Il triangolo col vertice rivolto verso il basso è lunare, il principio femminile, le acque, il freddo, l'organo genitale femminile. Simboleggia la Grande Madre. Il suo colore è il bianco, e la linea orizzontale simboleggia la terra.

Il triangolo, inscritto in un cerchio rappresenta la superficie piana delle forme entro il cerchio dell'eternità: "L'area entro questo triangolo è il crogiuolo comune di tutto ed è denominata la "Pianura della verità", in cui sono racchiusi la Ragione, le forme e gli schemi di tutte le cose che sono state e saranno, per non essere disturbati; l'Eternità dimora intorno ad essi, di li il tempo scorre sul mondo, come un fiume da una sorgente." (Plutarco)

Tre triangoli che si intersecano denotano l'indissolubile unità delle tre persone della Trinità. In particolare, la stella a sei punte, rappresenta l'unione dei contrari, "così è sopra come è sotto", l'unione del positivo col negativo, del maschile con il femminile; il triangolo superiore è bianco, quello inferiore nero; fuoco e acqua; evoluzione e involuzione; interpenetrazione, essendo ciascuno l'immagine dell'altro; ermafroditismo; l'aspetto androgino della divinità; equilibrio di forze complementari.
Il triangolo col vertice verso l'alto è la natura celeste e quello rovesciato la natura terrestre: insieme rappresentano l'essere umano che li unisce come mediatore.

Due triangoli disposti orizzontalmente, vertice contro vertice, sono lunari: Luna crescente e calante; l'eterno ritorno; morte e vita; morire e risorgere; in senso alchimistico, i due triangoli sono essenza e sostanza, forma e materia, spirito e anima, zolfo e argento vivo, l'elemento stabile e quello volatile; fuoco e acqua i triangoli interi; aria e terra l'esagono che formano al centro.

In senso egiziano, il triangolo retto, nel lato perpendicolare è maschile, mentre la base è femminile: l'ipotenusa e la progenie dei due: "Osiride è l'inizio, Iside il ricettacolo, Oro il comune compimento" (Plutarco).
Per l'Induismo, i triangoli col vertice verso l'alto e quelli rovesciati sono gli organi genitali: il linga e la yoni.
In senso pitagorico, il triangolo equilatero rappresenta Atena come Dea della Saggezza.

Dai simboli alchemici dei 4 Elementi prende forma la Stella di David, che si ritrova anche nel Buddhismo delle Dakini



vedi qui: http://intervistemetal.blogspot.it/2018/04/tibet-1-introduzione-ai-termini-tibetani.html

http://intervistemetal.blogspot.it/2018/04/tibet-2-il-bon.html

Nell'iconografia alchemica la mescolanza dei 4 Elementi contrassegna la materia primordiale, che contiene in sé tutte le componenti.
Nella Dakini danzante, lei è femmina, il bastone tridente è l'elemento maschile:

"Le colonne del Tarocco sono come le colonne del tempio di Salomone: la colonna bianca di destra che era detta Jakin (Potenza di Dio) rappresentava la forza positiva, maschile, solare, Yang, e la colonna nera di sinistra era Boaz (Forza in Dio) ed era la forza negativa, lunare, femminile, Yin. E fra le due colonne, troneggia la Sacerdotessa, la guardiana, la porta del Tempio."





Il V.I.T.R.I.O.L 



Bene! Per stasera concludo qui. Nelle serate successive vedremo la Luna in Alchimia + l'Alchimia nel contesto islamico. E così riprendiamo l'argomento con sottofondo di buon Black Metal alla Seeds of Iblis



sperando di poter scrivere anche quello che ho in mente relativo ai gruppi israeliani! Che sarebbe anche ora, visto che adoro i The Bishop of Hexen e sarebbe anche ora di parlare del loro paese! 

Dannazione alla mancanza di connessione!!!



Mi irrita profondamente dover procrastinare nello scrivere ciò che dovevo far uscire mesi fa!


Ma prima o poi farò uscire uno specialone con i fiocchi sulla scena metal ebraica + il resto delle cose utili da sapere :D

Qualche appunto, per una visione femminile a certi passaggi


(*) Nota di Lunaria: essendo l'Alchimia un campo quasi totalmente al maschile, bisognerebbe riadattarlo un po' alla nostra sensibilità femminile. Per cui laddove si parla di "purificazione dell'anima" potremmo parlare di "purificazione del corpo e della mente femminile dalla pestilenza monoteista e dai traumi subiti per mano patriarcale"; del resto, che cos'è il corpo femminile se non la somma dei cambiamenti ciclici che avvertiamo nei giorni pre-mestruali e nei giorni mestruali? Questi, per esempio, sono meccanismi psico-fisici tipicamente femminili, che gli uomini ignorano.  E per quanto riguarda l'oro? Non si tratta, ovviamente, di aspettarsi un letterale oro, quanto di "ororizzarsi", ovvero arrivare ad una stima così forte di se stesse, dopo tutti questi secoli di negazione della Femminilità, da sentirsi preziose, come l'oro. 


(**)  Cos'è questa Pietra Filosofale? Credo che la si possa intendere così, al fine del discorso che sto facendo: la pietra è qualcosa di fisso, roccioso, stabile, difficilmente deperibile; perché "Filosofale"? Perché rappresenta la capacità intellettuale di voler conoscere, voler apprendere, porsi domande e trovare le risposte usando i mezzi che l'Intelletto e la Ragione ci offrono. Una capacità intellettuale stabile, che non arretra mai di fronte a nessun dato (specialmente quelli offerti dalla propaganda patriarcale...) che mette tutto in dubbio fino a pervenire all'analisi dura e cruda della cosa.
Chi cerca trova, dice il proverbio. Ma quante donne, vittime inconsapevoli delle influenze nefaste del patriarcato, ricercano a monte le cause dell'oppressione? Quando si possiede la propria Pietra Filosofale (che non è nient'altro che il bagaglio di conoscenze) diventa facile svelare quali sono i "metalli impuri" (tutta la propaganda monoteista...) e trovare un farmaco universale che guarisca le donne...



"Esiste una serie di motivi per cui la violenza contro le donne, soprattutto la violenza domestica, è coperta dall'omertà. [...] Molte volte la violenza è vissuta dalla donna come un fatto di cui vergognarsi come se lei stessa ne fosse colpevole. Invece di individuare il vero colpevole, la donna spesso si ritiene meritevole, per esempio, delle percosse ricevute."  (Elizabeth E. Green)



"Le donne credenti di ogni latitudine hanno dovuto ascoltare secoli di prediche sulla Maria obbediente e accogliente, la Maria docile alla volontà di Dio, la Maria silenziosa che non discute anche quando non capisce [...] Il sì supremamente libero di Maria è stato presentato come la sublimazione spirituale di tutti i sì pretesi dalle donne credenti, e non importa che questi consensi fossero assai meno liberi di quello della ragazza di Nazareth. Il sì al matrimonio per essere collocate socialmente, il sì ai rapporti sessuali con il legittimo sposo, il sì alle gravidanze, tutte, sempre e comunque. Il sì al servizio e alla sottomissione nella gerarchia famigliare.
(...) Attraverso la costruzione fittizia di una specie di via del sì alla santità, la struttura patriarcale trovava nella religione cattolica una formidabile alleata per continuare a esigere la muta sudditanza femminile. Il principio maschile del silenzio-assenso veicolato attraverso Maria privava le donne prima della voce, e poi della volontà" 

"Ancora oggi le chiese continuano a consigliare le donne a sottomettersi con pazienza al marito violento. I pastori e i sacerdoti cui le donne vittime di violenza si rivolgono, adducono i seguenti motivi: che "capo della famiglia è il marito, se gli ubbidisci lui non sarà costretto a ricorrere alla violenza", oppure che "il matrimonio è sacro, e quindi è dovere della moglie far di tutto per mantenere il legame". Altri motivi teologici tirati in ballo per incoraggiare la donna a sopportare i maltrattamenti suggeriscono che gli abusi sono colpa di lei oppure che la sofferenza la avvicinerà a Cristo (..) Tale violenza deriva essenzialmente da fattori culturali, in particolare, dagli effetti dannosi di alcune pratiche tradizionali legate alla religione che perpetuano la condizione di inferiorità accordata alle donne nella famiglia, nel posto di lavoro, nella comunità e nella società. La religione, quindi, ha partecipato alla costruzione della presunta inferiorità della donna." (Elizabeth Green)

"L'immagine biblica e popolare di Dio come di un grande patriarca in cielo che dispensa ricompense e punizioni secondo la sua volontà misteriosa, e, apparentemente arbitraria, ha dominato l'immaginario collettivo per migliaia di anni. Il simbolo del Dio Padre, moltiplicatosi nell'immaginazione e ritenuto credibile dal patriarcato, ha, di conseguenza, reso un servigio a questo tipo di società, facendo apparire giusti ed adeguati i suoi meccanismi per l'oppressione delle donne. Se Dio nel "suo" Cielo è un padre che governa la "sua" gente allora nella "natura" delle cose è conforme al piano divino e all'ordine dell'universo che la società sia dominata dal maschio.
In questo ambito si verifica una mistificazione dei ruoli: il marito che domina la moglie rappresenta lo "stesso" Dio (Mary Daly)

P.s intanto rileggetevi & riascoltatevi anche i grandi Inner Shrine, band molto "appropriata" parlando di questi argomenti qui sopra

http://intervistemetal.blogspot.it/2015/07/inner-shrine.html

o se avete voglia di atmosfere più electro ed eclettiche:



Per approfondimenti vedi anche:
http://intervistemetal.blogspot.com/2018/07/alchimia-magia-e-astrologia-nel.html

APPROFONDIMENTO: La Teoria dei Quattro Elementi e la Pietra Filosofale

Info tratte da


L'Alchimia si basa sul concetto che l'Universo è un'unità. L'Alchimista trova il principio dell'unità e dell'ordine in una sostanza chiamata "Materia Prima" che resta immutata attraverso tutte le diversità. La Materia Prima è la "possibilità di una materia". Può essere descritta solo in termini contradditori: non possiede qualità o proprietà ma nello stesso tempo possiede tutte le qualità e le proprietà in quanto racchiude, latente in sé, la possibilità di tutte le cose. La Materia Prima è ciò che resta quando si strappano via tutte le caratteristiche particolari ad una determinata sostanza.
Gli Alchimisti erano condotti a questa credenza perché credevano alla "Teoria dei Quattro Elementi", sviluppata da Empedocle, Platone e Aristotele. Secondo tale teoria, l'Universo venne edificato da un Dio o Demiurgo che creò la Materia Prima, o la trovò già in esistenza, la modellò e le diede vita. I Quattro Elementi - Fuoco, Aria, Acqua, Terra -  furono le modificazioni iniziali della Materia Prima. Ciascuno di questi Elementi combina due delle quattro qualità primarie che esistono in tutte le cose (caldo, freddo, umido, secco). Il Fuoco è caldo e secco, l'Aria calda e umida, l'Acqua fredda e umida, la Terra fredda e secca. Ogni cosa è formata da Quattro Elementi, e le differenze tra gli oggetti derivano dalle diverse proporzioni in cui si combinano gli elementi costitutivi.
Se si alterano le qualità di un Elemento, questo si trasforma in un altro: per esempio, il Fuoco perde il suo calore diventando freddo e secco, e si trasforma in Terra (la cenere); quando l'Acqua viene riscaldata si trasforma in Aria.
Questa teoria è essenziale all'Alchimia perché ammette la possibilità delle trasmutazioni. L'oro è una mescolanza dei Quattro Elementi in una certa proporzione. Anche gli altri metalli sono mescolanze degli stessi elementi. Cambiando le proporzioni dell'amalgama - riscaldando e raffreddando, disseccando e liquefacendo - i metalli vili possono essere trasformati in oro.
Gli occultisti moderni credono ancora alla Teoria dei Quattro Elementi: "l'Universo venne creato da Quattro Elementi: Fuoco, Aria, Acqua, Terra, nell'ordine dato, ciascuno derivante dal suo predecessore e tutti animati a turno dalla Parola alitata su di essi al momento della Creazione" (Pavitt)

Nota di Lunaria: anche per l'islam allah ha creato gli jinn ed Iblis partendo dal fuoco. Vedi il mio approfondimento; http://intervistemetal.blogspot.com/2017/07/magia-nera-iblis-e-black-metalla-scena.html
e per ebrei e cristiani "lo spirito di dio [lo spirito è analogo all'aria] aleggiava sulle acque".

Tuttavia nell'occultismo moderno i Quattro Elementi sono i quattro stati in cui può esistere l'energia. Il Fuoco rappresenta l'Elettricità, l'Aria lo stato gassoso, l'Acqua lo stato liquido, la Terra lo stato solido. Tutte le cose esistono nell'una o nell'altra di queste condizioni, o in un insieme di esse, ed è possibile passare da una condizione all'altra.
 
Sembra che l'Alchimia ebbe come "precedenti" le leghe di rame e di argento che venivano create in Egitto dagli artigiani, e che avevano la parvenza di oro. La convinzione che la Natura potesse essere imitata divenne una delle teorie fondamentali dell'Alchimia riassunta nella massima: "L'Opera più naturale e perfetta sta nel creare ciò che è simile a se medesimo"
L'oro era considerato perfetto perché rispetto ad altri metalli erano meno attaccato dall'invecchiamento e dalla corrosione. Quando un Alchimista cercava di mutare un metallo in oro era convinto di liberarlo dalle sue impurità e di portarlo ad uno stato più alto.
Per gli Alchimisti, i metalli erano "vivi": crescevano nel grembo della terra come un bambino che cresce nel grembo della madre. In un manuale tedesco sui metalli, stampato nel 1505, si legge: "Nell'unione del mercurio e dello zolfo nel minerale, lo zolfo si comporta come il seme maschile ed il mercurio come quello femminile nel concepimento e nella nascita di un bambino."

Il supremo obiettivo dell'Alchimista era la fabbricazione della Pietra Filosofale, che si pensava avesse il potere di trasformare ogni cosa in oro. J.B. van Helmont, chimico del diciassettesimo secolo e inventore del termine gas, descrisse la Pietra nel suo libro "De Vita Eterna": "Io ho veduto e maneggiato più di una volta la Pietra dei Filosofi. In colore era simile a polvere di zafferano, ma pesante e lucente, come minutissimi frammenti di vetro. In un'occasione me ne venne data la quarta parte di un grano, vale a dire un seicentesimo di oncia (circa 0,05 grammi) [...] avendo fatta fondere questa in un forte fuoco, trovai otto once meno undici grani dell'oro più fino."
Helvetius, un'autorità in medicina ma scettico sull'Alchimia, nel 1666 venne visitato da uno straniero che gli mostrò tre piccoli frammenti della Pietra "ciascuno della grandezza di una nocciola, trasparenti, di un colore zolfo pallido". Helvetius incapsulò un frammento di Pietra in cera e la riscaldò in un crogiuolo con mezza oncia di piombo. Dubitava che sarebbe accaduto qualcosa, ma in meno di un quarto d'ora tutto il piombo si trasformò in oro.

Gli Alchimisti sono più misteriosi ed ermetici parlando di Pietra; secondo quanto dicono, la Pietra è qualcosa che esiste dovunque in Natura ma è considerata senza valore. è composta di sostanza animale, vegetale e minerale; ha un corpo, ha un'anima e uno spirito; cresce dalla carne e dal sangue; è fatta di fuoco e acqua. è una pietra, ma non è una pietra, sconosciuta eppure nota a tutti, disprezzata eppure incredibilmente preziosa, proveniente da Dio ma non proveniente da Dio. Le istruzioni per fabbricarla sono nascoste dietro codici simbolici di diverso tipo, come questa: "Da un uomo e una donna forma un circolo, poi un quadrato, poi un triangolo, e finalmente un cerchio. Otterrai così la Pietra Filosofale"

Gli Alchimisti avvolgevano i loro procedimenti in veli di mistero che spesso confondevano altri alchimisti perché tali procedimenti erano mistici oltre che chimici. L'Alchimia è spesso considerata un preludio, piuttosto insulso, della chimica, ma questo è solo il lato meno interessante. La Pietra non si limitava a trasformare i metalli vili in oro. Rappresentava anche la trasformazione dell'uomo da uno stato di impurità terrestre ad uno stato celeste di perfezione. Alcuni Alchimisti disprezzavano chi cercava la Pietra solo per brama di ricchezze. Tuttavia molti di coloro che si affaticavano tra forni e alambicchi credevano che la Pietra potesse essere fabbricata solo da chi avesse raggiunto una comprensione profonda dei più riposti segreti dell'Universo, che non potevano essere trasmessi con un linguaggio comune; era possibile comunicarli solo con simbolismi e allegorie.