Iran, parte 2: Anahita...e tanto Metal!


Per la prima parte dello scritto: http://intervistemetal.blogspot.it/2018/02/iran-parte-1-ahura-mazda-e-il-black.html

APPROFONDIMENTO SU ANAHITA  آناهیتا


Info tratte da "Antichi Dei Mediterranei" di E.O. James



Nella civiltà preistorica delle pianure di Elam abbondarono dunque, nel periodo proto-elamita e nel primo periodo elamita (circa 2800 a.C) le figurine femminili modellate in argilla, spesso adornate di collane, braccialetti e orecchini. A Susa la Dea era venerata col nome elamita di Kirisha, e anche dopo la fine della potenza elamita nel 640 a.C, il suo culto continuò a Nanaia fino al periodo dei Parti (250 a.C - 299 d.C). La si può forse anche riconoscere nella Dea Zoroastriana della fertilità e dell'acqua, Anahita, che compare negli Yashit con Mitra insieme ad Ahura Mazda.

Come Dea delle sorgenti e dei corsi d'acqua ella assumeva le forme di Ishtar, raffigurata con le mammelle molto pronunciate, un'aurea corona di stelle e vestita d'oro.

Era venerata come Dea della riproduzione e di tutta la vita sessuale ed era accompagnata da uno stuolo di Sacerdotesse che praticavano la prostituzione sacra. 







 Associato a lei era Mitra, il giovane Dio e l'eroe vittorioso che aveva sacrificato il toro primordiale per diventare fonte di vita per l'umanità.

Nella Valle dell'Indo, a Mohenjo-daro, le statuette femminili di terracotta sono state ritrovate in ogni strato, spesso mutilate, dipinte con uno strato di pittura rossa, per aumentarne la potenza vivificatrice come si faceva in Egitto, Mesopotamia e Malta.
La maggior parte sono nude, se si eccentua un gonnellino attorno alle reni, e sulla testa hanno un'ampia acconciatura a forma di ventaglio con proiezioni laterali a guisa di paniere. Molte sono adorne di collane e orecchini di perline, di collari ornamentali, attorno alle braccia, ai polsi e alle gambe. Alcune appaiono sedute con le mani intrecciate attorno alle ginocchia, altre hanno atteggiamenti che fanno pensare a una danza sacra.

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Approfondimento tratto da "Trattato di storia delle religione" di Mircea Eliade

Essendo soggette ai ritmi (pioggia, marea) ed essendo germinative, le acque vengono comandate dalla luna. ‘La luna è nelle acque’ e ‘dalla luna viene la pioggia’, sono questi i due motivi dominanti della speculazione indiana. Il nome "Apamnapat", ‘figlio dell'acqua’, era in origine quello di uno spirito della vegetazione; più tardi fu dato anche alla luna e al nettare lunare, il "soma". Ardvisura Anahita, Dea Iranica delle acque, era lunare nel suo stato celeste. Sin, dio babilonese della luna, dominava anche le acque. Un inno evoca la sua epifania feconda: ‘Quando tu voghi sulle acque, simile a barca... il puro fiume Eufrate si sazia d'acqua...’. Nota di Lunaria: Venere e Yemanja dominano le acque, camminando su di esse, ben prima dell'odioso gesù...
Un testo del "Langdom Epic" parla del luogo ‘donde colano le acque dalla loro matrice, dal serbatoio della luna’.
Tutte le divinità lunari conservano, più o meno sensibilmente, attributi e funzioni acquatiche. Presso alcune popolazioni indiane d'America, la luna o la divinità lunare è contemporaneamente divinità delle acque; così nel Messico, presso gli Irochesi, eccetera. Una tribù del Brasile centrale chiama ‘Madre delle Acque’ la figlia del dio della Luna. A proposito di credenze degli antichi Messicani intorno alla luna, Hieronymo de Chaves dice che per loro ‘la luna fa crescere e moltiplicare ogni cosa...’ e che ‘tutte le umidità le sono soggette’. La relazione fra la luna e le maree, osservata dai Greci e dai Celti, è conosciuta anche dai Maori della Nuova Zelanda e dagli Eschimesi. Le acque purificano e rigenerano perché annullano la ‘storia’, restaurano  -  sia pure per un momento  -  l'integrità aurorale.
La divinità iranica delle acque, "Ardvi Sura Anahita", viene chiamata ‘la santa che moltiplica i greggi... i beni... la ricchezza... la terra.... che purifica il seme di tutti gli uomini... la matrice di tutte le donne... che dà loro il latte di cui hanno bisogno’, eccetera. Le abluzioni mondano dalla
colpa, dalla nefasta presenza dei morti, dalla pazzia, annullando sia i peccati sia i processi di disintegrazione fisica o mentale. Le abluzioni precedevano i principali atti religiosi, preparando l'inserzione dell'uomo nell'economia del
sacro. Si facevano abluzioni prima di entrare nei templi e prima dei sacrifici.

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Info tratte da "Nuovi saggi di religione mediterranea" di Uberto Pestalozza


 Il culto di Mithra, signore della luce solare e custode della fede era, sin dall'età degli Achemenidi, largamente diffuso in Babilonia, ove fioriva accanto ai culti locali la cui libertà era pienamente garantita dalla politica religiosa dei re, e così si dica del culto di Ardvi Sura Anahita, "La Feconda, la Forte, la Senza macchia", la Dea delle acque irroranti e fecondanti le terre lavorate dall'uomo, a cui Artaxerxe Mnemone aveva eretto statue nei templi di Bactra, di Pasargade, di Persepoli, di Ecbatana, di Susa, di Babilonia, di Damasco, di Sardi.

E poiché tanto Mithra che Anahita erano divinità protettrici dei re, così è sommamente probabile che in Ctesifronte, città regia, sorgessero templi sacri all'uno e all'altra.
Anche uno storico armeno del quarto secolo d.C, Agathangelos, che scrisse una "Storia del regno di Tiridate e della predicazione di san Gregorio l'Illuminatore" racconta come Gregorio arrivato in un luogo dove i re della Grande Armenia solevano celebrare i loro sacrifici, situato sulla cima del monte Karke, trovasse ancora in piedi un tempio con tre altari dedicati il primo a Vahaken (è la pronuncia armena del Verethraghna avestico), il terzo dedicato ad un'oscura Dea Astghig, il secondo ad una "Divina Madre d'Oro" quasi certamente Anahita, la più popolare delle divinità persiane.
Anche Strabone menziona Anahita, in un passo relativo al culto dei Magi in Cappadocia.
Anahita è celebrata nell'Avesta (ha 65) "Santa della santità Asa, che accende lo zelo, che fa prosperare gli armenti, la casa, la corte, le sostanze, la terra; che rende perfetto il seme a tutti gli uomini: che rende perfetti gli uteri a tutte le donne, che fa sì che tutte le donne partoriscano agevolmente. Che a tutte le donne comparte il latte rispondente alle condizioni e al tempo."
E queste lodi alla Dea dei sani concepimenti, dei parti felici, le troviamo nello Yast V, l'ampio inno che la celebra nella forma di una bella adolescente, forte, alta, altocinta, slanciata, di nobile aspetto, indossante una preziosa sottoveste riccamente trapuntata, intessuta d'oro, con in mano il sacro fascio di fronde secondo la legge, che fa bella mostra di aurei pendenti quadrangolari.

"Un monile porta la nobilissima Ardvi, la Possente, l'Immacolata, sopra il bel collo; si stringe, essa, in vita, perché i suoi seni appaiano ben torniti e turgidi. Sopra, un diadema ha cinto Ardvi, la possente, l'immacolata, adorno di cento stelle, aureo, a otto punte foggiato a ruota di carro, ornato di nastri, bello, con un cerchietto preminente, di perfetta fattura. Una veste di pelli di castoro (*) porta Ardvi, la Possente, l'Immacolata, di trecento castori che hanno figliato quattro piccoli, perché la femmina è più bella, essendo la sua pelliccia più folta."

(*) Il castoro è un animale acquatico. Volendo dare un'interpretazione moderna alla Dea, potremmo dire che il suo animale sacro che idealmente l'accompagna è il castoro, similmente alla civetta per Atena e Lilith, il cervo/daino per Diana, il serpente per Lilith/Mami Wata/Coatlicue, il cane per Ecate, il gatto per Bastet...

Anahita veniva invocata dai principi, dai cavalieri, dai sacerdoti, dalle fanciulle e dalle donne:

"A te chiedono le solerti fanciulle già mature per le nozze un nobile marito; te pregano le giovani spose nelle doglie del parto per un esito felice."

In effetti, la concezione mazdaica della vita promuoveva una visione molto gioiosa dell'esistenza: Ahura stesso rivela:

"In verità, dove il fedele Asavan ha edificato la sua casa, provvista di fuoco, latte, moglie, figli, begli armenti (...) e tutte le buone cose della vita"

Contrariamente al dio cristiano, il Dio Ahura Mazda preferisce gli uomini sposati, con una casa e buon cibo.
Nell'Avesta una tipica preghiera ad Ahura Mazda era:
"Concedemi felicità, aiuto, vita: una ricca felicità, un ricco aiuto, una ricca vita; saggezza, santità, agile lingua, forza comprensiva dell'anima, la forza della memoria, virile prodezza"

Analoga a Anahita è Asi Vanuhi, la Dea che largisce i più desiderabili beni ai fedeli.
Così sono descritte le sue adoratrici: "le loro privilegiate donne siedono sul letto bello, sparso di cuscini, e sono adorne di braccialetti, e fanno sfoggio agli orecchi di pendenti quadrangolari e al collo di monili lavorati in oro."
Seguono poi preghiere per ottenere l'amore.

(Nota di Lunaria: purtroppo Pestalozza non spiega perché gli orecchini fossero proprio quadrangolari, se ci fosse un motivo simbolico preciso. Chissà se qualcuno è riuscito a capirlo! Ad ogni modo, attualizzando il culto ad Anahita, le si possono offrire gioielli e indossare orecchini dalle forme quadrate)

Anche il profeta Zarathustra celebra le lodi ad Asa Vanuhi, raffigurata sopra un carro di cui ella stessa guida i veloci cavalli. La Dea, colpita dalla voce bellissima del profeta, chiede chi egli sia. E Zarathustra si presenta come colui che per primo invocò Asa Vahista, colui che per primo innalzò la preghiera ad Ahura Mazda, come l'uomo di cui quando aprì gli occhi alla luce, le acque e le piante sentirono il benefico influsso, come l'uomo che apparendo nel mondo segnò la rovina dello Spirito del Male.
La Dea lo invita allora ad avvicinarsi al suo carro e lo lusinga: "Bello sei tu Zarathustra, ben fatto, belle le tue gambe, lunghe le tue braccia: è data al tuo corpo la gloria e lunga felicità all'anima tua. In verità, io te lo dico."
Esiste poi un frammento dove la Dea rivolge alcune "deplorazioni" piangendo sulla donna sterile, sull'adultera e sulle donne obbligate ad essere madri:
"Il terzo pianto Asay la Buona, dall'Alta Statura, lo pianse così: questa è per me l'azione più infame, che uomini barbari compiono, quando cioè rapiscono a forza le fanciulle e le rendono madri, senza che esse siano sposati. Che fare di esse? Devo io andarmene in cielo? O volgermi ancora alla terra?"
Sempre modernizzando il culto dovuto ad Anahita potremmo vederla come Dea che condanna lo stupro, e che è vicina alle donne forzate: che tale invocazione sia stata composta in un'epoca dove spesso le donne venivano rapite e stuprate (pensiamo solo alle vicende bibliche, i tanti stupri di massa compiuti "sulle vergini dei popoli politeisti" dai monoteisti ebrei) mi pare molto significativo.

Esistono anche, nella mitologia mazdaica, le Fravasis, sorta di valkirie cavalcanti gli spazi celesti, che difendono il paradiso di Ahura Mazda: "Le Buoni, le Forti, le Sante Fravasis dei cultori di Asa noi veneriamo, esse che formano una schiera numerosa, cinta di armi, con gli stendardi spiegati, Esse, le Risplendenti"
Tra l'altro, le Fravasis collaborarono con Ahura Mazda alla creazione dei corpi umani: "Con l'opera loro magnifica e gloriosa, io, Ahura Mazda, o Zarathustra, formo negli uteri i figli concepiti, perché non muoiano sino all'avvento alla luce per tutti fissato; o, nel giorno della resa dei conti, di bel nuovo riunisco insieme le ossa, i peli, la carne, le interiora, i piedi, gli organi genitali"
(Nota di Lunaria: esattamente come farà il dio cristiano, secondo i suoi seguaci... la resurrezione generale dei corpi non è certamente idea esclusiva di tale dio padre e di suo figlio gesù...)

Esistono poi inni in medio-iranico che venerano Dio e Gesù, in commistione con Mani, altro "inviato della luce", di origine persiana. Tra le litanie invocanti il dio manicheo/cristiano, che evito di riportare, tanto sono sempre le solite cose, esiste uno strano riferimento di difficile interpretazione alla "Vergine" appellata come "luminoso gemello" (sì, al maschile): "Noi veneriamo la gloriosa Vergine, il luminoso gemello che ti sta a fianco in ogni lotta". Può essere che un antico simbolismo vedesse tale "Vergine" come un'androgino (maschio e femmina in contemporanea, quindi autofecondatosi per generare Gesù) o una sorta di maschio partoriente Gesù: vedi anche le frasi sconcertanti di Gesù nel "Vangelo degli Egiziani": "Sono venuto a distruggere le opere della femmina", mentre nel "Vangelo di Tommaso" dichiarava: "Io la guiderò in modo da farne un maschio, cosicché anch'essa possa diventare uno spirito vivente che somigli a voi maschi. Infatti ogni donna che diventa maschio entrerà nel Regno dei Cieli"; può essere che qui si intendesse proprio "la Vergine Maria" trasformata in maschio, e quindi in gemello di Gesù. Pestalozza riporta un'altra interpretazione desunta da Henning: "la Vergine luminoso gemello" sarebbe At-Taum, uno dei Padri della Luce che portò a Mani la rivelazione religiosa.
I Padri della Luce erano alcune "entità divine" che avrebbero elargito a Mani le rivelazioni spirituali.
In Nabateo, dialetto aramaico, "At-Taum" significa "il compagno", (in Abraico si dice "Te'aum") o più esattamente, "compagno inseparabile", e anche in Arabo abbiamo un uso simile, nel Corano (Sura XLII), dove però "compagno inseparabile" è in riferimento a Satana ("A colui che cercherà di sottrarsi alle esortazioni dell'Altissimo, noi attaccheremo Satana con una catena: egli sarà il suo compagno inseparabile / che detestabile compagno è mai Satana!").
Tra l'altro Mani si identificava come "incarnazione del Paracleto", ovvero incarnazione dello Spirito Santo, cosa tra l'altro errata, in quanto lo Spirito Santo sarebbe di genere femminile (vedi la setta medioevale dei Guglielmiti che lo venerava incarnato in Santa Guglielma!) come La Sapienza/Sophia/Shekinah, e vedi anche la tre Ere: quella del Padre (il feroce Antico Testamento), quella del Figlio (il più mite Nuovo Testamento) e quella della Madre (l'età futura), l'Era risolutiva.


Infine, una persona iraniana mi ha segnalato questi nomi di Dee; non so dove li abbia trovati menzionati e non sono riuscita a tradurre tutto, non riuscendo a capire il senso della frase in inglese; tuttavia li riporto a titolo di curiosità:

Mehr, sembra che sia una versione femminile di Mitra
Khashatrya, Dea della guerra
Azar, Dea del fuoco
Indra, intesa qui come Dea della furia
Wow, Dea della tempesta
Vahram, Dea della vittoria
Ariamen, Dea dell'amicizia
Stadt, Dea della verità
Opamp, una sorta di "figlia delle acque"





Altre Dee, la cui iconografia è simile a quella di Anahita:







 notare come la doppia spirale fosse associata anche ad Astarte:


Infine, altri consigli musicali :D

Visto che si parla di Anahita, segnalo la bravissima e bellissima Azam Ali, la cui voce suadente ci ricorda proprio quella di una Sacerdotessa...


 


In campo più Black ferale, abbiamo i NefriN


 




che però mi sembrano un po' sospetti perché in alcune foto li si vede con la svastica sul logo.... tuttavia, la svastica non significa sempre e solo nazismo, dal momento che è un antico simbolo delle religioni politeiste, essendo legata al simbolismo della rigenerazione, tra le altre cose, e viene usata dagli indù, anche oggigiorno... mhhhhh.... Tra l'altro 'sti NefriN non sono manco inseriti su Metal Archives, per cui non ho idea di cosa trattino nella - presumo... - unica traccia che si trova caricata su youtube! Comunque sia, mi danno l'idea di ragazzotti che hanno tanta voglia di "scandalizzare"... :P

Abbiamo poi i Dark Leader


 Abathur 



molto raw Black, a cominciare dalla qualità di registrazione...

e i più "opethiani", melodici e progressivi Kahtmayan


 


qui potete scaricare i loro cd: http://www.kahtmayan.com/download.htm

e infine i Mortad, ascrivibili al Death Melodico modello Arch Enemy periodo Angela Gossow



che non sono iraniani, ma la cui singer Somi Arian è nata proprio in Iran!





Bibliografia consigliata & immagini :D



























































Anahita sostenuta dall'Aquila