HELFIR: Interprete della Decadenza




1) Ciao e benvenuto! Puoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti, mi chiamo Luca Mazzotta, sono un musicista salentino che da poco ha pubblicato il suo primo album da solista “Still Bleeding” con il progetto HELFIR per l’etichetta My Kingdom Music.

2) Perché hai scelto il monicker Helfir? Cosa significa?


La parola HELFIR doveva in qualche modo rappresentare il mio mondo, quello a cui mi sento vicino sia nella realtà che nell’immaginazione. Non mi piace svelare il significato, mi piace piuttosto lasciare spazio all’immaginazione di chi ascolta la mia musica, dare la possibilità di ricercare, stuzzicare la fantasia. Posso dire che comunque le radici derivano dalla cultura nord europea e da questo nasce il monicker HELFIR, il sunto di un mondo che nasconde una quantità infinita di meraviglie.

 
3) Prima di parlare della tua musica, puoi riepilogarci la tua biografia, dagli inizi?


Come la maggior parte dei musicisti/chitarristi, ho iniziato da autodidatta per poi, bramoso di sapere, studiare con maestri illustri del panorama italiano tra cui Paolo Giordano. Ho militato in diverse band salentine, nel frattempo seguivo seminari che mi permettevano di crescere tecnicamente e stilisticamente e scrivevo, scrivevo musica, testi, piccole idee. Ho inciso, nel corso degli anni diverse demo, promo, cd, ho registrato le chitarre per autori locali, ho scritto musiche per documentari fino ad arrivare ad oggi in cui sono chitarrista della band neofolk NID (sotto contratto per l’etichetta spagnola LA Esencia) e compositore ed esecutore di tutti i brani di “Still Bleeeding”.

 
4) Sul tuo profilo Facebook citi, come influenze, Katatonia, Antimatter, Anathema, Opeth, Alternative4, Porcupine Tree. Sono perfettamente d'accordo al riguardo. Vuoi parlarci quindi del tuo full-lenght, "Still Bleeding"? Ho visto il video e userei, come termini per descrivere l'atmosfera che hai creato, "emozionale" e "noir". Ti ci vedresti in questa definizione, "emotional noir metal", se la usassi per descrivere il tuo stile a una persona che ancora non ti ha sentito? Tu che termine useresti per dare l'idea del tuo stile?


Questo è il mio primo full-lenght composto e suonato in toto da me, è stata una sfida, un’ennesima prova in questo percorso artistico ma al tempo stesso, dal punto di vista umano era arrivato il momento di tirar fuori tutte quelle emozioni e stati d’animo che avevo in me. Una sorta di anima che premeva per uscire e mettersi a nudo nella completa libertà di espressione. Come dico spesso, si è trattato di una necessità, una catarsi umana ed una crescita musicale. Questo album, anche se è il primo lavoro, rappresenta quello che sono, i testi spesso celano rabbia, dolore, incubi, le musiche rispecchiano tutto ciò che ho assorbito e fatto mio nel corso di questi anni. La definizione "emotional noir metal" così come "Interprete della decadenza" si sposano perfettamente alla musica ed ai testi di HELFIR perché effettivamente di emotional ce n’è tanto, anzi potrei dire che è la parte predominante, noir è molto vicino al concetto che ho io di musica (vedi NID) e metal potrebbe anche starci perché, anche se io preferisco collocare “Still Bleeding” nel rock, le sonorità e l’approccio metal sono molto presenti nel disco.

 
5) Il video che presenta il tuo singolo, "Black Flame" è visionabile su YouTube. La tua etichetta discografica, nelle mail che ha mandato per pubblicizzarti, ha usato un'espressione davvero calzante: "Interprete della decadenza". Sì, è un video decisamente intrigante, denso di un'erotismo noir, se vogliamo... anche spettrale, perché l'immagine della modella è spesso sfuocata. Puoi parlarci del making of? Come ti è venuta l'idea che caratterizza il videoclip? Tutto questa atmosfera nera e i movimenti di lei, come danzatrice in bianco e nero che emerge dalle tenebre... 


La mia idea era quella di trasmettere un senso di profondo erotismo ma al tempo stesso questo erotismo doveva essere immerso in un’atmosfera noir, accostare i movimenti sinuosi e sensuali di una donna a quelli di una fiamma che danza lievemente tra la propria luce ed il buio, le tenebre. A tal proposito è doveroso per me ringraziare nuovamente Carla Cannone, una donna veramente con la D maiuscola che ha dimostrato da subito una professionalità stupefacente e Antonio Leo con Giacomo Rosato che hanno saputo catturare con maestria il mood perfetto per la canzone. Il testo di Black Flame è quasi una maledizione e l’analogia con la fiamma (il suo significato esoterico è facilmente intuibile) è davvero molto vicina, inoltre la presenza femminile è palese in quasi tutto l’album, una presenza quasi demoniaca.

 
6) E per "Alone"? Dove l'hai girato?


Alone è stato il primo singolo uscito, il video è stato curato interamente da Carlo Mazzotta e l’idea è partita quasi interamente da lui. E’ stato girato nelle campagne di Porto Cesareo, in un casolare (molto probabilmente un’ex fabbrica) abbandonato, che trasudava di malinconia, di un qualcosa che ormai da tempo è morto. Qui l’accostamento con i ricordi è ben visibile sul finale: la foto di quel luogo abbandonato, la dimora di ricordi ormai sbiaditi, sono trasformati in quadro ed appesi ad un muro, quasi come voler lasciare un ultimo brandello di una vita ormai passata.

7) E per quanto riguarda l'aspetto live? Ho visto anche la bella intervista che ti hanno proposto a "Salento Flash News"; usi la parola "catartico". Forse lo sarebbe anche la dimensione live, almeno per te?

Per ogni musicista, la dimensione live è quella che da l’opportunità di avere una comunicazione diretta con il pubblico. E’ nel live che un artista trasmette, o cerca di farlo, le proprie emozioni attraverso la musica. Lo si intuisce dagli sguardi delle persone, dall’entusiasmo e dall’attenzione che l’ascoltatore ha durante un concerto. La dimensione live quindi è in primis il vero lato catartico, qui si crea un flusso diretto, tra artista e pubblico e attraverso questo l’artista può liberare quello che ha dentro proprio come se fosse una purificazione.

 
8) Sempre rifacendoci all'intervista, parli del tuo essere "pecora nera" in un ambiente regionale che predilige il Reggae. Vorrei saperne di più...


Il Salento è una terra che amo, per i suoi colori, odori, per la vitalità che sprigiona ma al tempo stesso risente di una cultura prettamente mediterranea, incentrata su sonorità “allegre” e spesso legate a tradizioni mediorientali. Ultimamente poi il Salento è stato accostato anche alla cultura e musica reggae, sicuramente per la “solarità” di questa terra quindi proporre al livello musicale qualcosa che ha dei toni più scuri e che strizza l’occhio a quella parte di Europa più fredda, fa inevitabilmente sentire come una pecora nera, una voce fuori dal coro, un coro che abbraccia molto spesso tonalità maggiori. (Nota di Lunaria... eppure... sembrerà incredibile, ma ci sono band che hanno mixato il Reggae al Metal. Tipo gli Eyesburn o gli Skindred )

 
9) Concludi a tuo piacimento la nostra chiacchierata!


Che questo viaggio abbia inizio! Sono molto preso da quello che ho fatto ed ho tantissime idee per il futuro. HELFIR è la mia proposta, una musica oscura, testi ricchi di simbologie e significati diretti. Ora è il momento di promuovere questo lavoro, suonare live i brani di “Still Bleeding” e far conoscere a quante più persone questa mia avventura musicale: che il sipario venga aperto!