The Red Coil (Stoner/Sludge Groove Metal)



1) Ciao ragazzi! Per prima cosa, presentatevi!

Siamo una band della provincia di Milano dedita a sonorità tra  stoner, sludge e groove metal.
Il progetto  The  Red Coil è partito nel 2008 con la voglia di dare sfogo al nostro lato musicale più grezzo e diretto. Più di  mille parole potrebbe bastare il nostro video “Fuckin’n Num”  a rendere l’idea di quello che sono i The Red Coil e di cosa ci si deve aspettare da un nostro show. http://www.youtube.com/watch?v=XEpihVGHZhk



2) Ho letto che per la scelta del monicker, The Red Coil, vi siete ispirati a dei concetti legati alla Kundalini. Potete spiegarlo più nel dettaglio?

Kundalini è  quella forza latente che giace assopita alla base della colonna vertebrale, essa è  rappresentate da un serpente  avvolto in 3 spire  e mezzo. Il risveglio di kundalini è il fulcro di molte pratiche dello yoga, della meditazione, del tantra e della magia rossa.  Ci sono molte strade per raggiungere il medesimo scopo.
Noi ci siamo rifatti alla più oscura ed estrema di tutte queste che è  la via degli Aghori, essi  sono dediti all’uso di alcol e altre sostanze (bandite nelle discipline orientali classiche) , secondo il principio per cui il superamento dei limiti imposti e delle apparenze può portare al raggiungimento di qualcosa di superiore.
Così siamo riusciti a mescolare un sacco di elementi, anche in apparenza contrastanti tra loro, sia  sotto l’aspetto lirico che musicale.

Anche il titolo del nostro Lp  “Lam”, è connesso a questo concept,  infatti Lam è il mantra del primo chakra , dove risiede Kundalini, ed essendo il nostro primo album ci è sembrato un titolo perfetto per chiudere il cerchio.

3) Ho letto che nel 2009 avete rilasciato il primo EP. Potete riepilogarci il vostro curriculum vitae?

A poco più di un anno  dalla formazione della band abbiamo registrato “Slough Off” contenente tre pezzi a scopo promozionale. L’Ep è stato ben accolto da pubblico e critica,  anche se il suo suono era ancora un po’ “acerbo” rispetto a quello che poi si è sviluppato nel  nostro primo album.  Grazie a questo primo Ep siamo entrati in contatto con la Buil2Kill Records / Nadir Promotion che ha pubblicato “Lam”.
Per il nostro primo disco abbiamo speso molto tempo in fase di arrangiamento e  di ricerca del suono in studio di registrazione. Il risultato ,  grazie ad Andrea Garvaglia e A Jacob Bredhal che si è occupato del master ci ha soddisfatto pienamente.  Dopodiché sono seguiti una serie di live, un video, interviste, la partecipazione a una compilation ed eccoci a oggi.


4) Musicalmente, siete ascrivibili al genere Stoner/Sludge.
Devo ammettere che non sono specialista nel genere, quindi lascio a voi la parola per quanto riguarda il genere che avete scelto di suonare, perchè, e che significato gli date.

Sentivamo la necessità di tornare a fare musica “pesante” dopo anni trascorsi in altri progetti. Quello che ne è uscito è un suono  ruvido,  groovy, dal sapore di sigarette e birra!
Il fatto che lo si definisca stoner, sludge o southern serve più che altro per dare un’idea al pubblico.
È indubbio che la scena di New Orleans ci abbia influenzato, Crowbar e Down per citare solo un paio di nomi, ma  quello che suoniamo è quello che ci viene naturale… un suono massiccio che fa muovere la testa.

Quando entriamo in sala prove  una volta inserito il jack i muri devo tremare ! Potete chiedere conferma al nostro amico Roberto che gestisce la sala !!

5) Avete già suonato live, vero? Ci raccontate l'esperienza?

Dopo l’uscita di “Lam” a dispetto delle mille difficoltà e dell’imperversare di cover band, siamo riusciti a fare parecchie date e abbiamo diviso il palco con molte valide band. Memorabili gli show e gli after coi nostri amici Midryasi e Dustineyes coi quali più volte abbiamo diviso il palco. Abbiamo suonato con Sadist, Nero di Marte e l’apice sicuramente è stato  raggiunto  lo scorso anno a Milano quando abbiamo aperto lo show ai Corrosion of Conformity. Rimane il fatto che suonare diventa sempre più difficile e la cooperazione  tra gruppi rimane ormai l’unico modo per  trovare spazio.
Ultimamente siamo riusciti a scambiare date con altre band della scena stoner/doom e questo ci ha permesso di suonare più spesso e allargare il nostro raggio d’azione.


6) Avete per caso un concept fisso, sul quale ruota poi la vostra proposta musicale? Da cosa siete ispirati? Cosa trattano le lyrics?

Non c’è un concept di base vero e proprio. Le liriche trattano della lotta contro  i nostri demoni interiori, della  ricerca della consapevolezza  nella vita di tutti i giorni, senza per forza  essere asceti o martiri. All’interno dei brani ci sono paesaggi orientali,  sogni, sciamani danzanti, estasi mistiche, fiumi alcolici e nubi di fumo. C’è l’uomo nella sua nudità che si specchia nell’infinito…con una birra in mano !


7) Prossimi obiettivi?

Tra febbraio e marzo sono in programma delle date,  poi ci concerteremo sul nuovo materiale. Diversi brani sono pronti e stiamo lavorando alla pre-produzione. Abbiamo delle killer songs che testeremo dal vivo nei prossimi mesi per capire se girano al 100 % prima di entrare in studio.
Purtroppo siamo molto lenti, se riuscissimo a pubblicare qualcosa nel 2016 sarebbe già un buon risultato.

8) Ora vorrei chiedervi di riepilogarci l'avventura a nome "Fields of Jena". Io mi ricordo di voi, siete stati recensiti su "Psycho!" e ospitati con ben due song (nel 2001 e nel 2003, però non ho i titoli delle vostre canzoni) sulla compilation "Psychosonic!" (che all'epoca dava spazio a moltissime band underground, alcune delle quali sono anche riuscita a intervistare!:D, e che, sebbene non siano più in giro, non hanno perso un grammo di bravura e talento).
Posso chiedervi di parlarci di quel periodo, tutto ciò che c'è da sapere, a partire dal vostro monicker? Che significato aveva? Perchè non siete più in attività? A me piacete ancora... (sono un'appassionata di Gothic Rock!) anzi, mi ricordo che avevo chiesto vostre info anche ai Sine Macula, che si ricordavano di voi, per aver condiviso qualche data... Non c'entrano con voi, ma io mi ricordo anche dei Madeira e dei Solifuge, ospitati anche loro su Psychosonic! e anche loro autori di un Gothic Rock romantico...

Che dire di quegli anni… eravamo giovani, un gruppo di amici e lo siamo ancora ( 4/5 dei The Red Coil arrivano dai F.O.J). Il nome era legato al movimento romantico “Sturm und Drang” che si sviluppò nella città di Jena in Germania. Noi eravamo uno dei pochi gruppi della nostra zona a proporre un genere in bilico tra gothic e black metal, i mezzi per registrare e promuoversi erano molto diversi da oggi.  Ricordo che in sala si registrava su cassette usate, si usavano ancora  le lettere cartacee, per promuovere i live si andava a mettere i manifesti sui cestini per le strade del paese. 

C’era molto passa parola e poco internet. Solo verso la fine dell’esperienza F.O.J esplose  Myspace.
Registrammo tre mini album e avevamo anche un disco di inediti quasi del tutto registrato, ma tirato troppo per lunghe,  così a un certo punto ci siamo guardati in faccia e ci siamo resi conto che non avevamo più nulla da dire in quel contesto musicale;  piuttosto che andare avanti per inerzia abbiamo preferito chiudere il capitolo e riaprirne un altro.

Ricordiamo ancora con piacere i due dischi Noctual Elegy e In Onirica, un po’ meno certi live su cui ora ci facciamo delle belle risate. Abbiamo imparato dell’esperienza e a concentrare i drink nell’after-show;  ci sono scene memorabili e ricordi molto confusi dei live di quel periodo  oltre a delle foto imbarazzanti !


9) Concludete a vostro piacimento la nostra chiacchierata!

Grazie dello spazio e dell’interesse, sia per i The Red Coil che per i F.o.J , ogni tanto è bello fare un salto nel passato.  Trovate tutte le info sui The Red Coi sul nostro sito www.theredcoil.com e su Fb www.facebook.com/theredcoil 
Se potete venite a vederci live, non  sarete delusi! Supportate le band,  andate ai concerti, è l’unico modo per fare restare viva la scena, senza pubblico i locali chiudono,  senza live la musica muore.


 

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