"Il Re in Giallo", lo pseudobiblion citato in "Il Fiume dei Sogni Notturni" (e non solo)

NOTA BENE: Questa premessa è stata scritta prima che mi regalassero il libro...

Premessa: non sono mai riuscita a trovare "Il Re in Giallo" di Chambers… lo conobbi, di fama (famigerata?) anni fa, leggendo un paio di racconti che lo menzionavano (uno di questi è "Il fiume dei sogni notturni" di Karl E. Wagner, l'altro racconto purtroppo non sono riuscita a ritrovarlo... lo avevo letto su una qualche antologia horror) e qualche commento critico che lo citava come una sorta di "pseudobiblion" molto disturbante e funesto; mi è sempre rimasto in testa, per via del titolo bizzarro (il colore giallo non è di certo associabile alla letteratura horror, che, anzi, viene ben rappresentata da colori come il nero, il rosso, il viola...) e della sua molto difficile reperibilità (per lo meno se, come la sottoscritta, i libri li si compra esclusivamente "dal vivo", niente acquisti online)

Comunque, il titolo mi restò in testa, e rimase lì, a stazionare nella lista mentale di cose che prima o poi dovrò\dovrei fare\trovare\avere.

Gli anni passarono, trovai questo o quello, ma nessun Re in Giallo, men che meno qualcuno che lo conoscesse.

Di recente, ho avuto modo di parlare con una persona che non solo lo conosceva, il Re in Giallo, ma lo ha persino nella sua biblioteca! 

E così, sono andata a ripescare il racconto "apocrifo" dove, per la prima volta, vidi citato il Re in Giallo (l'antologia "Terrore!" pubblicata nel 1996 e che io lessi da ragazzina, penso sia stata proprio la mia prima antologia di racconti dell'orrore!) e riporto qui gli stralci dove è citato.

Non sto a spiegare il perché e il percome, ma per una serie di motivi il Re in Giallo lo collegherò per sempre al Black Metal. (😆)

***

"Il Fiume dei Sogni Notturni" basato su un sogno avuto dallo scrittore questa storia deve molto al "The King in Yellow" di Robert W.Chambers, ma fu respinta dall'editore perché troppo esplicita dal punto di vista sessuale. 

"Vorresti leggere per me, mia cara? Lo trovo così rilassante per il corpo e così stimolante per la mente. Ho occupato troppo del tempo che Camilla avrebbe dovuto dedicare ad altri lavori facendola leggere per me per ore e ore."

"Certo". Cassilda ricambiò il sorriso di Camilla quando questa entrò nel salottino per ritirare le tazze del tè.

Dalla sua gioia risultava evidente che la cameriera aveva ascoltato dall'ingresso. 

"Cosa vuole che le legga?"

"Quel libro laggiù vicino al lume."

La signora Castaigne indicò un libro rilegato in tela gialla.

"è un dramma recente... un'opera curiosa, come ti accorgerai subito. Camilla me lo stava leggendo la sera che sei arrivata da noi."

Mentre prendeva il libro, Cressilda sperimentò di nuovo la strana sensazione di "déja-vu" e si chiese se avesse mai letto prima "The King in Yellow" e dove.

"Credo che siamo pronte per leggere il secondo atto", le disse la signora Castaigne.


***

"Non riuscivo ancora a dormire", confessò Cassilda sedendosi sul letto. "Stavo leggendo."

Camilla le porse il tonico.

"Fammi vedere. Ah, sì. Che libro malvagio da leggere a letto!"

"Hai letto "The King in Yellow"?"

"L'ho letto tutto ad alta voce alla signora, e più di una volta. è il suo preferito."

"è immorale, ed è peggio che immorale impregnare una simile decadenza con un fascino così irresistibile. Non riesco a capire come si sia potuto permettere che fosse pubblicato. L'autore doveva essere pazzo per mettere per iscritto questi pensieri."

"Eppure, tu l'hai letto."

Cassilda le fece posto sull'orlo del letto.

"Il suo fascino è una tentazione troppo grande per resistervi. Volevo leggere ancora un po' dopo che la signora Castaigne mi ha dato la buona notte."

"Era il libro di Constance."

Camilla si appoggiò ai cuscini vicinissima a lei.

"Forse è per questo che Madame la ama tanto."

Cassilda aprì il volume rilegato in giallo alla pagina che stava leggendo.

Camilla insinuò la testa bionda sulla sua spalla per leggere insieme a lei.

Si era tolta il busto, e la sua figura formosa premeva contro la camicia ornata di nastri.

Cassilda, in camicia da notte, si sentì quasi uno spaventapasseri confrontando il suo piccolo seno con quello dell'altra ragazza.

"Non è strano?" osservò. "Qui in questo dramma decadente leggiamo di Cassilda e Camilla."

"Mi chiedo quanto noi due somigliamo a loro", rise Camilla.

"Erano amiche molto affezionate."

"E così anche noi, no?"

"Vorrei proprio che lo fossimo."

"Ma non hai letto più in là del secondo atto, cara Cassilda. 

Come puoi sapere quale potrebbe essere il loro destino?"

"Oh, Camilla!" Cassilda appoggiò il viso sui seni profumati di Camilla. 

"Non prendermi in giro!"

La ragazza bionda la strinse con ardore, carezzandole la schiena. 

"Povera Cassilda sperduta!"

***

"Cos'è questo?"

Sotto i libri cartonati c'era un volumetto con la copertina rigida, rilegato in tela gialla, segnato dal tempo.

"Anche questo è della biblioteca dei ricoverati, suppongo. Nel corso degli anni sono stati regalati libri di tutti i generi e se i ricoverati non li fanno a pezzi, rimangono negli scaffali per l'eternità."

"The King in Yellow", lesse la dottoressa sul dorso, e aprì il libro. 

Sul frontespizio c'era un nome scritto a penna con una calligrafia deliziosa: Constance Castaigne.

(...) La psichiatra diede un'occhiata alle ultime righe prima di chiudere il libro.

CASSILDA:  Ti dico che sono perduta! Completamente perduta!

CAMILLA: (anche lei in preda al terrore): Hai visto il Re…?

CASSILDA: E lui mi ha privata della facoltà di dirigere i miei sogni o di sfuggire loro…




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