"(...) dell'orizzonte, c'era l'enorme disco del sole, rosso e immobile. Le rocce intorno a me erano di un crudo colore rossastro. L'unica traccia di vita che potei a prima vista notare, fu la vegetazione d'un verde intenso che ricopriva ogni punto sporgente delle rocce dal lato sud-est: era lo stesso verde intenso dei muschi delle foreste e dei licheni delle grotte, piante che, come quelle, crescono in un perpetuo crepuscolo.
La macchina era ferma su una spiaggia in discesa. Il mare si stendeva lontano verso sud-ovest, sollevandosi fino alla linea dell'orizzonte netta e brillante, contro il pallido cielo. Non c'erano onde o frangenti perché non spirava neppure un alito di vento: solo una leggera e oleosa ondulazione s'alzava e s'abbassava come un respiro gentile, quasi a mostrare che il mare eterno si muoveva ancora ed era vivo. Lungo la riva, dove l'acqua alcune volte si frangeva, c'era una spessa crosta di sale, rosa sotto il cielo livido. Avvertivo un senso di pesantezza al capo e notai che avevo il respiro molto frequente: tale sensazione mi ricordò la mia unica esperienza d'alpinismo, e ne dedussi che l'aria doveva essere molto più rarefatta d'oggi. Lontanissimo, sul desolato pendio, udii un grido aspro e acuto e sorsi una cosa, simile a un'immensa farfalla bianca, che volava obliqua nel cielo battendo le ali, e spariva volteggiando dietro alcune basse collinette. Quel grido così lugubre mi fece tremare e mi sedetti meglio sul sedile."

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