In collaborazione con Mary! 😁 (Recensione qui https://www.youtube.com/shorts/JpWIECwkklg)
Scritto nel 1917 e pubblicato nel 1919, "Demian" è la storia di un giovane combattuto tra due mondi, quello del bene e quello del male, vicini e confusi fra loro.
Il giovane Sinclair, caduto sotto l'influsso di un cattivo compagno di scuola, Kromer, inganna i genitori, ruba e discende la china del peccato. Sarà un altro compagno, Demian, che sembra vivere fuori del tempo o uscire da un passato senza età, ad attrarre Sinclair e liberarlo dal nefasto influsso di Kromer guidandolo verso una concezione della vita straordinariamente complessa e misteriosa.
La carica problematica che attraversa Demian, definito da Thomas Mann un piccolo capolavoro, esercitò un forte influsso sui giovani tedeschi usciti dalla guerra perduta, ed è da considerarsi fra le opere più emblematiche di Hesse.
Inizia così…
Eppure, non volevo tentar di vivere
se non ciò che spontaneamente
voleva erompere da me.
Perché? era tanto mai difficile?
Per raccontare la mia storia devo incominciare dal lontano inizio.
Se mi fosse possibile, dovrei risalire molto più addietro, fino ai primissimi anni della mia infanzia, e più oltre ancora nelle lontananze della mia origine. Quando scrivono romanzi, gli scrittori fanno come se fossero Dio e potessero abbracciare con lo sguardo e comprendere la storia di un uomo e riprodurla quasi Dio la narrasse a se stesso, sempre essenziale e senza veli. Io non ne sono capace, come non ne sono capaci gli scrittori. La mia storia però ha per me più importanza di quanta non ne abbia per altri scrittori la loro; è infatti la mia, è la storia di un uomo non inventato e possibile, non ideale o in qualche modo non esistente, ma di un uomo vero, unico, vivente. Certo, che cosa sia un uomo realmente vivo si sa oggi meno che mai, e perciò si ammazzano gli uomini in grandi quantità, mentre ognuno di essi è un tentativo prezioso e unico della natura. Se non fossimo qualcosa di più di uomini unici, se si potesse veramente togliere di mezzo ognuno di noi con una pallottola, non ci sarebbe ragione di raccontare storie. Ogni uomo però non è soltanto lui stesso; è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo s'incrociano una volta sola, senza ripetizione. Perciò la storia di ogni uomo è importante, eterna, divina, perciò ogni uomo fintanto che vive in qualche modo e adempie il volere della natura è meraviglioso e degno di ogni attenzione. In ognuno lo spirito ha preso forma, in ognuno soffre il creato, in ognuno si crocifigge un Redentore.
Oggi pochi sanno che cosa sia l'uomo. Molti lo sentono e perciò muoiono con maggior facilità, come io morirò più facilmente quando avrò finito di scrivere questa storia. (...) La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, il tentativo di una via, l'accenno di un sentiero. Nessun uomo è mai stato interamente lui stesso, eppure ognuno cerca di diventarlo (...) Tutti noi abbiamo in comune le origini, le madri, tutti veniamo dallo stesso abisso; ma ognuno, tentativo e rincorsa dalle profondità, tende alla propria meta.
Possiamo comprenderci l'un l'altro, ma ognuno può interpretare soltanto se stesso.


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